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	<title>JesoloForum.com &#187; In Primo Piano</title>
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	<description>La città che parla</description>
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		<title>jesoloimpresa&#8230;.finalmente una novità utile</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 00:38:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Venetian Dream</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigando in rete mi sono imbattuto in questo portale dedicato alla città di Jesolo ed alle sue attività commerciali e mi è sembrato molto ben fatto esaustivo e di semplice comprensione.Accolgo con gioia la presenza di un prodotto che dia luce alle aziende che fanno muovere l&#8217;economia della nostra città. p.s.voi cosa ne pensate?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Navigando in rete mi sono imbattuto in questo portale dedicato alla città di Jesolo ed alle sue attività commerciali e mi è sembrato molto ben fatto esaustivo e di semplice comprensione.Accolgo con gioia la presenza di un prodotto che dia luce alle aziende che fanno muovere l&#8217;economia della nostra città.<br />
p.s.voi cosa ne pensate?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pomiato: Negozi su due piani in via Bafile!</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 19:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive jesolane di inizio millennio]]></category>

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		<description><![CDATA[Negozi su due piani in via Bafile     La proposta di Pomiato per rilanciare il commercio al lido    Dalla &#8220;Nuova Venezia&#8221; del 15.1.10  JESOLO. «Se non ci sono metri quadri per i centri commerciali, diamoli ai commercianti perché si sviluppino in altezza». Giorgio Pomiato, consigliere comunale della lista Nuova Jesolo e riferimento per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Negozi su due piani in via Bafile  </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/imgp28291.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9543" title="imgp28291" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/imgp28291-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a><br />
</strong> <br />
<strong>La proposta di Pomiato per rilanciare il commercio al lido</strong> <br />
<em>  </em></p>
<p><em><strong>Dalla &#8220;Nuova Venezia&#8221; del 15.1.10</strong></em></p>
<p><em><strong> JESOLO. «Se non ci sono metri quadri per i centri commerciali, diamoli ai commercianti perché si sviluppino in altezza». Giorgio Pomiato, consigliere comunale della lista Nuova Jesolo e riferimento per il commercio al lido, rilancia sulla possibilità di assegnare nuove superfici di vendita al secondo piano degli edifici di via Bafile sulla passeggiata pedonale. Uno stratagemma per consolidare un centro commerciale «naturale» anche al Lido per fare concorrenza ai centri e parchi commerciali o outlet. Pomiato solleva la questione che fa rimbalzare all’amministrazione comunale. «Dobbiamo agire in questa direzione &#8211; spiega &#8211; e lo possiamo fare. Abbiamo avuto diversi stop ai centri o parchi commerciali e certe superfici di vendita sono state ridotte, come in piazza Torino. La tendenza è di limitare i nuovi parchi commerciali. Allora pensiamo si possano convertire queste superfici e dare la possibilità ai commercianti del lido di investire al secondo piano. Questo avviene anche nelle più moderne metropoli. Il lido cambierebbe volto, moltiplicherebbe la sua offerta e forza attrattiva». [...] </strong></em></p>
<p><em><strong>Giovanni Cagnassi</strong></em></p>
<address>L’immaginazione del simpatico consigliere comunale Giorgio Pompato  sembra davvero inesauribile. Una macchina creativa. Saranno forse state le tetre e silenziose notti deserte di questo periodo, o, più probabilmente, il palpabile disagio che il commercio jesolano sta attraversando a spingerlo alla perigliosa scelta della proposta, che merita sicuramente qualche osservazione.<br />
Io ne avrei un paio, ma è mio dovere, presentata la cosa, lasciare a Voi la precedenza.</address>
<address></address>
<p> <img src='http://www.jesoloforum.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  Rodolfo-JF</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per un &#8220;piano verde&#8221;. Le proposte di Roberto Rugolotto (PD)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 16:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA["Rugolotto"]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[varantona]]></category>

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		<description><![CDATA[Arenile, scarichi e allagamenti, pineta, parco centrale, energia pulita, trasporto alternativo. Argomenti che balzano agli onori della cronaca quando accadono eventi calamitosi o invasioni cementizie. Diversamente vi è latitanza di progettualità . Temi che tengono occasionalmente banco per qualche iniziativa derivante da baratti edilizi (quando non si pratica la pur legittima (!) monetizzazione di verde [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9534" class="wp-caption alignnone" style="width: 260px"><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/dscn0541.jpg"><img class="size-medium wp-image-9534" title="dscn0541" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/dscn0541-250x300.jpg" alt="Il consigliere del PD Roberto Rugolotto" width="250" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il consigliere del PD Roberto Rugolotto</p></div>
<p>Arenile, scarichi e allagamenti, pineta, parco centrale, energia pulita, trasporto alternativo.</p>
<p>Argomenti che balzano agli onori della cronaca quando accadono eventi calamitosi o invasioni cementizie. Diversamente vi è latitanza di progettualità .</p>
<p>Temi che tengono occasionalmente banco per qualche iniziativa derivante da baratti edilizi (quando non si pratica la pur legittima (!) monetizzazione di verde e di parcheggi) non certo perché parte di un piano verde del quale Jesolo ha, a nostro avviso, urgente bisogno.<br />
Non solo per la qualità della vita in questo serenissimo territorio incorniciato dalle valli, dalla laguna, dai fiumi e dal mare, ma anche per la Jesolo beach, sponsorizzata più per la sua aspirata verticalità (il limite delle altezza possibili è stato elevato dalla Variantona a m.150) che per la qualità del soggiorno.</p>
<p>Un piano verde che nella seconda metà della consigliatura dovrà diventare una delle priorità del dibattito e del programma politico-amministrativo a Jesolo.</p>
<p>Per l’arenile il tempo sta per scadere. Abbiamo chiesto al Sindaco, e lo faremo direttamente se avremo l’occasione di accompagnarlo al Centro Sperimentale per Modelli Idraulici del Magistrato alle Acque di Voltabarozzo, di pretendere dopo anni di studi e di eventi sfavorevoli un concreto e finanziato piano di protezione del nostro bene naturale-economico.</p>
<p>Riguardo alla piaga degli allagamenti chiederemo di intervenire con risorse proprie di bilancio (ICI seconde case) nelle zone cittadine riconosciute critiche, di prevedere linee potenziate per lo smaltimento delle acque bianche defluenti dalle nuove lottizzazioni; di pretendere dall’ATO e dalla Bonifica interventi certi e finanziati di potenziamento della rete, di manutenzione e di rafforzamento degli impianti idrovori così come è stato possibile in realtà a noi vicine. Chiedendo alla Lega di mettere in bilancio soldi pubblici regionali invece di costringere i Comuni, e dunque i cittadini, a sobbarcarsi i danni derivanti dagli allagamenti (nessun contributo populisticamente annunciato è stato erogato a favore dei cittadini jesolani) e contemporaneamente a pagare i canoni di fognatura e di bonifica (altrimenti sarà nostra cura promuovere class action, od obiezioni fiscali, contro gli Enti inadempienti).</p>
<p>La salvaguardia del bosco litoraneo e della pineta non può dipendere solo da operazioni edilizie che simultaneamente ne occupano porzioni consistenti (il complesso Merville si spinge sull’arenile così come è avanzato un solo altro edificio nell’area). La nostra proposta è di promuovere in questo ambito territoriale offerte di turismo all’area aperta a fronte di nuove piantumazioni nelle aree limitrofe, con solo un paio di centro-servizi in stretta connessione con una nuova area portuale da prevedere a valle del Cavetta, di fronte ai ristoranti tipici.</p>
<p>La realizzazione del parco centrale, una delle tre colonne del PRG, non può affidarsi ai miraggi dei più volte annunciati interessi arabi (per improbabili parchi divertimento).<br />
Interventi in questo ambito vanno concordati con le proprietà, ragionando magari di credito edilizio residenziale da trasferire in area Campana.</p>
<p>L’energia pulita potrebbe venire pure dalla coltivazione di campi fotovoltaici, da prevedersi eventualmente anche sulla sommità delle aree sature della discarica di Piave Nuovo.</p>
<p>Il trasporto alternativo lo abbiamo intanto proposto con la linea di metropolitana di superficie da realizzarsi parallelamente alla Treviso Mare, dal casello di Meolo all’area XSite (con previsione di prolungamento in direzione Punta Sabbioni).</p>
<p>Alcune proposte che porteremo sul tavolo delle Commissioni consiliari ed in pubblico dibattito, per concorrere ad allestire un inderogabile piano verde.<br />
Roberto Rugolotto</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arriva Sea Life</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 10:14:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>punks not dead</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[la Nuova di Venezia — 24 dicembre 2009 JESOLO. Un mega acquario sul litorale, al lido arriva Sea Life. Siglato l’accordo, per il 2011 sarà pronta la nuova struttura. Il sindaco, Francesco Calzavara, è entusiasta: «Un’attrazione importante per tutto l’anno». Il nuovo grande acquario Sea Life della catena internazionale Merlin Entertainments Group, la stessa società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/sharkswarm_0001g_js-dh1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9523" title="sharkswarm_0001g_js-dh1" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/sharkswarm_0001g_js-dh1-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<p>la Nuova di Venezia — 24 dicembre 2009<br />
JESOLO. Un mega acquario sul litorale, al lido arriva Sea Life.<br />
Siglato l’accordo, per il 2011 sarà pronta la nuova struttura. Il sindaco, Francesco Calzavara, è entusiasta: «Un’attrazione importante per tutto l’anno». Il nuovo grande acquario Sea Life della catena internazionale Merlin Entertainments Group, la stessa società che ha creato attrazioni come Gardaland, Madame Tussauds, London Eye e le Alton Towers, è ora in costruzione. L’ acquario Sea Life ospiterà oltre 30 grandi vasche con 5000 specie acquatiche diverse, tra stelle marine e pesci tropicali, razze giganti e squali. La nuova struttura sarà terminata entro il 2011 in piazza Venezia all’interno del complesso Lagunashopping. (Giovanni Cagnassi).</p>
<p>Articolo proposto da punks not dead</p>
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		<title>Cacciari vende l&#8217;Ospedale a Mare</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 01:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>punks not dead</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[LIDO DI VENEZIA (28 dicembre) &#8211; Firma del preliminare di vendita con caparra da parte di EstCapital sgr di 16 milioni di euro e decreto di avvio dei lavori nell&#8217;area dell&#8217;ex ospedale al Mare del Lido di Venezia: sono stati resi noti oggi dal commissario per l&#8217;esecuzione del nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/massimo20cacciari20e20il20dito20tra20le20labbra.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9457" title="massimo20cacciari20e20il20dito20tra20le20labbra" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/massimo20cacciari20e20il20dito20tra20le20labbra-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" /></a></em></p>
<p><em>LIDO DI VENEZIA (28 dicembre) &#8211; Firma del preliminare di vendita con caparra da parte di EstCapital sgr di 16 milioni di euro e decreto di avvio dei lavori nell&#8217;area dell&#8217;ex ospedale al Mare del Lido di Venezia: sono stati resi noti oggi dal commissario per l&#8217;esecuzione del nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi Vincenzo Spaziante e dal sindaco Massimo Cacciari.</em></p>
<p><em>Il progetto di EstCapital prevede un investimento di 232 milioni, cui sono da aggiungere gli 81 milioni e 41 mila euro complessivi per l&#8217;acquisto del complesso, dove non saranno più cinque, ma solo tre &#8211; più 20 villette &#8211; le torri residenziali previste nel progetto preliminare di ristrutturazione. EstCapital, presieduta dell&#8217;ex assessore comunale alla cultura Gianfranco Mossetto, si è impegnata ad occupare tra i 200 e i 400 lavoratori in fase di cantiere e a dare nuovo lavoro a oltre 650 persone.</em></p>
<p><em>Edifici e aree dell&#8217;ex Ospedale sono destinate a uso residenziale turistico, alberghiero, commerciale e fitness: inizio cantieri per la seconda metà del 2010, conclusione tra il 2015 e il 2016. In busta chiusa, aperta oggi in conferenza dei servizi, EstCapital ha allegato tre iniziative collegate, tra cui la sistemazione dell&#8217;arenile antistante che ha avuto il via libera per lo sviluppo progettuale.</em></p>
<p><em>Restanoipotesi all&#8217;attenzione di Spaziante la costruzione di una darsena in mare a ridosso della diga di San Nicolò e lo spostamento delle funzioni del monoblocco ospedaliero da approfondire, quest&#8217;ultima, con l&#8217;Ulss 12. Oggi la conferenzadei servizi ha anche approvato i progetti definitivi della società che prevedono per lo storico Hotel Des Bains la trasformazione in residence e il rilancio dell&#8217;Hotel Excelsior.</em></p>
<p><em>Il Forte di Malamocco, costruzione austriaca della metà dell&#8217;Ottocento, e l&#8217;area verde circostante, sui quali gravava il doppio vincolo architettonico e ambientale, diventeranno invece villaggio turistico, nonostante l&#8217;accusa di &#8220;speculazione selvaggia&#8221; delle associazioni ambientaliste.</em></p>
<p><em>Oggi, inoltre, sono state presentate le ipotesi progettuali private per il Parco delle Rose, con edifici residenziali e commerciali e due garage interrati, e per una parte dell&#8217;area aeroportuale Nicelli.<br />
</em><strong>Il Gazzettino</strong></p>
<p>mentre da noi si discute con toni anche drammatici della possibile vendita dell&#8217;Ospedale, la vicina amministrazione progressista veneziana passa dalle parole ai fatti, autorizzando vendite di terreni e immobili, trasformazioni di alberghi in appartamenti, torri e altri svariati &#8220;metri cubi di cemento&#8221; in ambiti di pregio naturalistico e storico senz&#8217;altro più significativi di quelli jesolani.</p>
<p>Sarebbe interessante un commento da parte dei progressisti jesolani sulla vicenda,<br />
per loro imbarazzante, immagino.<br />
Renata Codello*, se ci sei batti un colpo!</p>
<p>*Soprintendente per i beni architettonici di Venezia, notoria protettrice delle bellezze storico-naturalistiche di Jesolo dalle mire dei perfidi cementificatori.</p>
<p>punks not dead</p>
<p>P.S.<br />
immaginiamoci se venisse fuori che un nostro ex assassore fa parte di una cordata di imprenditori-cementificatori che acquisiscono terreni dal Comune, come il signor Gianfranco Mossetto ex collaboratore della giunta Cacciari!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8220;piccola Miami&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 11:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>merkurmarkus</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[leggende metropolitane]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi il Gazzettino riporta una &#8220;breve&#8221; che la dice lunga&#8230; Jesolo, per il &#8220;Sole&#8221; è la &#8220;piccola Miami&#8221;. Jesolo- Jesolo al primo posto per il divetimento nel tempo libero. Lo dice la classifica compilata dal quotidiano &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221;, primato che viene ripreso anche dal settimanale Panorama. &#8220;E&#8217; ormai cronaca- si legge nell&#8217;articolo- Jesolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9403" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/miami1.jpg"><img class="size-medium wp-image-9403 " title="miami1" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/miami1-300x197.jpg" alt="Jesolo Lido-Venezia- :-) !!" width="300" height="197" /></a><p class="wp-caption-text">Jesolo Lido-Florida <img src='http://www.jesoloforum.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  !!</p></div>
<p>Oggi il Gazzettino riporta una &#8220;breve&#8221; che la dice lunga&#8230;</p>
<p>Jesolo, per il &#8220;Sole&#8221; è la &#8220;piccola Miami&#8221;.<br />
Jesolo- Jesolo al primo posto per il divetimento nel tempo libero. Lo dice la classifica compilata dal quotidiano &#8220;Il Sole 24 Ore&#8221;, primato che viene ripreso anche dal settimanale Panorama.<br />
&#8220;E&#8217; ormai cronaca- si legge nell&#8217;articolo- Jesolo , l&#8217;antica Cavazuccherina, la nostra piccola Miami, dribla ben 8101 comuni itaiani (i dati sono garantiti dal Centro Studi che elabora le classifiche per il Sole 24 Ore) e si piazza <strong>al primo posto assoluto in Italia</strong> per divertimento e attività collegate a tempo libero&#8221;.</p>
<p>Ma daiiii <img src='http://www.jesoloforum.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /><br />
&#8230;o mi sono perso qualcosa?</p>
<p>M/m</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E&#8217; arrivato il conto&#8230;</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2009/12/e-arrivato-il-conto/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 11:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Lega presenta il conto a Berlusconi, e la ricompensa siamo noi, il Veneto. Ufficialmente, il Pdl consegna nelle mani del Carroccio la presidenza della nostra regione. Galan : &#8220;peggio di un tradimento&#8221;. Zaia il probabile candidato. Era nell&#8217;aria, si sapeva. Ma la conferma di Formigoni in Lombardia di fatto ufficializza la nostra cessione alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/galan1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9348" title="galan1" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/galan1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></p>
<p>La Lega presenta il conto a Berlusconi, e la ricompensa siamo noi, il Veneto.</p>
<p>Ufficialmente, il Pdl consegna nelle mani del Carroccio la presidenza della nostra regione.</p>
<p>Galan : &#8220;peggio di un tradimento&#8221;.</p>
<p>Zaia il probabile candidato.</p>
<p>Era nell&#8217;aria, si sapeva. Ma la conferma di Formigoni in Lombardia di fatto ufficializza la nostra cessione alla Lega. Il Veneto (sempre che Zaia o chi perl lui vinca) viene ceduto a Bossi.</p>
<p>Che ne dite?</p>
<p>Rodolfo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Questo no!</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2009/12/questo-no/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 22:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal nostro piccolo, ci dispiace sinceramente, Presidente. Redazione JF]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9311" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/2352779198-premier-silvio-berlusconi-dopo-esser-colpito-volto-aggressore-milano-dopo.jpg"><img class="size-medium wp-image-9311" title="2352779198-premier-silvio-berlusconi-dopo-esser-colpito-volto-aggressore-milano-dopo" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/2352779198-premier-silvio-berlusconi-dopo-esser-colpito-volto-aggressore-milano-dopo-300x231.jpg" alt="" width="300" height="231" /></a><p class="wp-caption-text">Berlusconi ferito a Milano</p></div>
<p>Dal nostro piccolo, ci dispiace sinceramente, Presidente.</p>
<p>Redazione JF</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Eutanasia di un ospedale? Il coraggio di parlarne</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 10:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ennesimo ordine del giorno del Consiglio Comunale, il solito impegno prelettorale di chi vuole ritornare al potere. E questa volta un Odg al ribasso, che accetta il depauperamento del reparto di ortopedia del primariato, per il quale non è stato bandito concorso, e che impegna l’ASL a rimettere tutto in ordine dopo il 30 marzo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/ospedale-apertura.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9219" title="ospedale-apertura" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/ospedale-apertura.jpg" alt="" width="250" height="250" /></a></p>
<p>L’ennesimo ordine del giorno del Consiglio Comunale, il solito impegno prelettorale di chi vuole ritornare al potere.<br />
E questa volta un Odg al ribasso, che accetta il depauperamento del reparto di ortopedia del primariato, per il quale non è stato bandito concorso, e che impegna l’ASL a rimettere tutto in ordine dopo il 30 marzo.<br />
Quando le lezioni regionali avranno mandato al governo un nuovo assessore alla sanità che dovrà conoscere, verificare, capire!<br />
Un modo per prolungare l’agonia.<br />
Il PD rimane fedele al documento votato in consiglio il 7 febbraio 2008 col quale si chiedeva di riorganizzazione le specialità nei tre ospedali della ASL 10,  di dare professionalità e dirigenza al reparto di ortopedia jesolano, e soprattutto di dare seguito e compimento alla scheda regionale che continua a considerare Jesolo è un vero ospedale di rete.<br />
Ora la maggioranza e anche parte dell’opposizione in Consiglio Comunale ha accettato la giustificazione che c’è carenza di personale medico ortopedico e dunque per il momento ci si accontenta delle risorse disponibili e, forse, di qualche ambulanza in più per trasportare i pazienti a S.Donà e Portogruaro&#8230;<br />
La verità non è che mancano ortopedici. Mancano i medici che scelgono di venire a Jesolo per la semplice e drammatica ragione che l’ospedale fronte mare è in continua smobilitazione.<br />
L’altra verità è che la Regione ha scelto di rimettere in moto la casa di Cura Rizzola ripristinandone i 115 posti letto. Se a questo si aggiunge che sono stati congelati i preventivati 5 milioni per la sanità turistica appare chiaro che il disegno dell’attuale maggioranza, che a parole si dichiara pronta a sottoscrivere pezzi di carta elettorali a favore dell’ospedale di Jesolo, è di privarlo di professionalità e operatività per poi dimostrarne l’insostenibilità economica.<br />
Noi non chiniamo il capo di fronte alle solite promesse e alle vecchie logiche di partito, per le quali si dà una scarpa oggi e si promette l’altra dopo il buon esito delle elezioni. Per scoprire poi che sono scarpe sempre tre numeri più strette.<br />
Un vero ospedale e d un efficiente reparto di ortopedia può venire solo da scelte chiare, da finanziamenti messi in bilancio ed erogati.<br />
Questo devono fare, non scrivere, i consiglieri regionali radunati da Martin, e soprattutto quelli della maggioranza che erano assenti.<br />
Rimaniamo fedeli al documento del febbraio del 2008 che chiedeva questo.<br />
La salute della gente di Jesolo e del litorale non merita altri teatrini e pezzi di carta destinati a fare propaganda elettorale e basta. E’ l’ennesimo ruggito del coniglio di un centrodestra ormai preda di lotte intestine per il potere.<br />
<strong>Roberto Rugolotto</strong></p>
<p>P.S. Il titolo non è di Roberto ma della redazione e vorrebbe essere un invito alla discussione&#8230;</p>
<p>Rodolfo-JF</p>
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		<title>BRUTTO CLIMA INTORNO A OBAMA</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>quinto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[  BRUTTO CLIMA INTORNO A OBAMA di Marzio Galeotti 17.11.2009 , www.lavoce.info Il non possumus di Barack Obama a Singapore a proposito dell&#8217;accordo sul clima ha colto tutti di sorpresa. E ha lasciato tutti delusi. Alla fine si sarà persa un&#8217;altra occasione per colmare il divario tra ciò che andrebbe fatto e ciò che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/obamaambiente_1258450405.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9144" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/obamaambiente_1258450405-245x300.jpg" alt="" width="245" height="300" /></a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">BRUTTO CLIMA INTORNO A OBAMA</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">di Marzio Galeotti 17.11.2009 , <a href="http://www.lavoce.info">www.</a><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/obamaambiente_1258450405.jpg"></a><a href="http://www.lavoce.info">lavoce.info</a></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Il non possumus di Barack Obama a Singapore a proposito dell&#8217;accordo sul clima ha colto tutti di sorpresa. E ha lasciato tutti delusi. Alla fine si sarà persa un&#8217;altra occasione per colmare il divario tra ciò che andrebbe fatto e ciò che si è disposti a fare. Il negoziato cerca di spostare il più avanti possibile gli impegni vincolanti, ma gli aggiornamenti scientifici sui cambiamenti climatici ci dicono che ogni giorno che passa la situazione si fa più critica. L&#8217;attesa per le decisioni degli Stati Uniti non deve distogliere l&#8217;Europa dal perseguire gli obiettivi che si è data.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Possiamo immaginare che i molti sostenitori dell’ineluttabilità del +4oC si affretteranno ad affermare che l’avevano detto, che ci avevano visto giusto, che era inevitabile, che sarebbe andata a finire così. Ma la verità è che il non possumus di Barack Obama a Singapore a proposito dell’accordo sul clima, ha colto tutti di sorpresa. E ha lasciato tutti delusi, come se avessero preso un pugno nello stomaco.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Ancora pochi giorni fa, Obama aveva dichiarato che sarebbe andato a Copenhagen se ciò avesse dato l’impeto necessario a stringere l’accordo. E già si ravvisava l’opportunità che a Cop15 fossero presenti i grandi del mondo – Angela Merkel, Gordon Brown, Nicolas Sarkozy – forse gli unici capaci di realizzare all’ultimo minuto il miracolo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">IL FILM DEI NEGOZIATI</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Ma poi abbiamo riavvolto il film del negoziato sul clima e abbiamo rivissuto le fasi che ci hanno fatto passare dalle attese alla speranza, fino allo scetticismo e alla disillusione, e infine alla delusione.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Si sapeva già nel 1997 che il Protocollo firmato a Kyoto in occasione di Cop3 lambiva appena il problema. Era solo un assaggio – si era detto – che serviva non tanto a operare un concreto e consistente taglio alle emissioni di gas-serra, quanto a rodare gli ingranaggi di un complicato meccanismo connesso all’accordo: dai registri delle emissioni, al monitoraggio e al rispetto degli accordi, all’avvio dei cosiddetti meccanismi di flessibilità. Aspetti che avevano impegnato le parti nelle successive conferenze. Ma dopo che il Protocollo era divenuto operativo il 16 febbraio del 2005, al termine del processo di ratifica che ne aveva consentito l’avvio, ci si era cominciati a chiedere cosa era necessario fare nel secondo periodo, quello dal 2012, quello del post-Kyoto. Quando si sarebbe dovuto fare sul serio.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Mentre le nostre conoscenze scientifiche sul problema dei cambiamenti climatici crescevano e si facevano più precise, come certificato dai rapporti dell’Ipcc del 2001 prima e del 2007 poi, si arrivava alla conferenza di Bali, la Cop13. In quell’occasione veniva inaugurato un percorso, la cosiddetta Bap (Bali Action Plan), che seguendo un doppio binario avrebbe dovuto condurre al nuovo trattato, la cui data veniva fissata a Copenhagen per Cop15. La Bap era un nitido esempio di non decisione: poiché prendere impegni con effetto immediato era troppo costoso, economicamente e politicamente, si decideva di non decidere o, più propriamente, si decideva che si sarebbe deciso.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">A Bali venivano costituiti due gruppi di lavoro: uno, Ad Hoc Working Group on Kyoto Protocol o Awg-Kp, costituito dai paesi che avevano ratificato il protocollo di Kyoto, e quindi a esso vincolati, che dovevano ragionare sulla prosecuzione dell’accordo nello spirito e lungo le linee stabilite dal protocollo; l’altro, Ad Hoc Working Group on Long Term Cooperative Action under the Convention o Awg-Lca, costituito da tutti i paesi – Stati Uniti e paesi in via di sviluppo compresi – che avevano aderito alla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell’Onu (Unfccc), impegnato sulla questione della stabilizzazione della concentrazione di gas serra nel lungo periodo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Nemmeno la Cop14 svoltasi nel dicembre 2008 a Poznan aveva portato a significati progressi concreti, cosicché cresceva l’attesa per ciò che si sarebbe stabilito a Copenhagen: in pratica l’onere della ricerca dell’accordo era stato spostato in avanti e incombeva interamente sulla riunione della capitale danese. È così che quest’anno si sono svolti frenetici incontri dei due gruppi di lavoro prima a Bonn, poi a Bangkok, infine a Barcellona. A questa attività si è sovrapposta quella concepita in seno al G8 a presidenza italiana, da Siracusa a L’Aquila, e al nuovo gruppo del Mef, il Major Economies Forum, lanciato proprio da Obama come occasione di dialogo tra i capi dei più importanti paesi sia ricchi che in via di sviluppo, riunitosi a Washington, Parigi, Città del Messico.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">DI RINVIO IN RINVIO</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Mentre dunque crescevano le attese su Copenhagen, purtroppo tardavano a prodursi accordi su aspetti essenziali del negoziato. Il nuovo trattato avrebbe dovuto fissare:</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">- una serie di impegni ambiziosi di riduzione delle emissioni da parte dei paesi sviluppati, compresi gli Stati Uniti, dell’ordine del 25-40 per cento rispetto al 1990 entro il 2020</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">- un&#8217;azione adeguata da parte dei paesi in via di sviluppo per ridurre la crescita delle loro emissioni, a circa il 15-30 per cento in meno rispetto ai livelli normali al 2020</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">- un accordo finanziario per aiutare i paesi in via di sviluppo a mitigare le emissioni e ad adattarsi ai cambiamenti climatici, dell’ordine di 100 miliardi di euro l’anno entro il 2020</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">I progressi fatti nelle sessioni negoziali di quest’anno si rivelavano più lenti di quanto sperato, cosicché il segretario esecutivo della Convenzione sul clima dell’Onu Yvo de Böer dichiarava lo scorso 5 novembre “I don&#8217;t think we can get a legally binding agreement by Copenhagen. <span style="EN-GB;" lang="EN-GB">I think that we can get that within a year after Copenhagen”.(1)</span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;"></span></span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Insomma, ci si cominciava ad adagiare all’idea che a Cop15 sarebbe seguita nel 2010 una Cop15-bis, come del resto (e inutilmente) era già successo a Bonn per la Cop6-bis nel 2001.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Sullo stallo avevano pesato ultimamente l’impuntatura dei paesi del G77+Cina che volevano una prosecuzione del Protocollo di Kyoto anziché un nuovo contenitore, timorosi di vedere nel nuovo strumento l’inserimento di obiettivi vincolanti alle proprie emissioni. Ma aveva anche pesato l’incertezza e l’ambiguità della rappresentanza statunitense sulla quantificazione dell’ impegno di riduzione degli Usa, cosa che aveva quindi suscitato i sospetti di molti dei paesi in via di sviluppo.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Tutto questo fino all’epilogo di ieri. Formalmente il presidente americano ha espresso il suo sostegno alla proposta del premier danese Lars Rasmussen per un accordo in due tempi sulla questione del clima: una intesa politica alla conferenza di Copenaghen di dicembre, seguita successivamente da una intesa legalmente vincolante.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Ma è chiaro che mentre è certa la convergenza unanime sulla prima intesa – così da poter dire che Copenhagen non sarà stata un’inutile passerella – la vera “ciccia” contenuta eventualmente nella seconda intesa viene spostata in là nel tempo. Secondo alcune accezioni l’intesa “legalmente vincolante” consisterebbe in un accordo circa una scadenza entro la quale conseguire un accordo vincolante. Ma anche qui appare chiaro che la scadenza potrebbe essere fissata molto in avanti, essere specificata in modi sufficientemente vaghi e comunque alla fine essere bellamente disattesa.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Purtroppo, alla fine, si sarà persa un’altra occasione per colmare il divario tra ciò che andrebbe fatto e ciò che si è disposti a fare. Il problema è che, mentre il progresso nel negoziato ha lo scopo di spostare il più avanti possibile la seconda asticella, la prima non resta ferma. I continui aggiornamenti sul fronte scientifico stanno risolvendo progressivamente l’incertezza sulle conseguenze che i cambiamenti climatici provocano e all’entità e velocità delle alterazioni in corso. Ciò implica che ogni giorno che passa veniamo ad apprendere che quanto ieri ritenevamo fosse necessario fare, oggi non è già più sufficiente. Questo è dunque il senso e il costo della dichiarazione svuota-Cop15 di Obama a Singapore.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Si sostiene che la dichiarazione è la conseguenza sul versante internazionale delle difficoltà interne del presidente a far approvare il Kerry-Boxer Bill al Senato, dopo che il provvedimento gemello Waxman-Markey era passato con soli sette voti di scarto alla Camera bassa. Senza una legge che introduca limiti alle emissioni domestiche, uniti a un sistema di cap-and-trade, gli Usa non avrebbero la forza politica necessaria per siglare un accordo internazionale. Forse si potrebbe sostenere anche l’esatto contrario: con un presidente convinto della bontà dell’accordo, gli impegni assunti all’esterno potrebbero condizionare – pena la perdita di credibilità – le decisioni interne in materia di clima.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">L’EUROPA E LA GREEN ECONOMY</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Quanto a noi, ci sembra di essere tornati indietro, a quando aspettavamo l’elezione di un presidente americano finalmente sensibile e deciso a prendere il toro del clima per le corna. Consci che oggi come allora senza un forte e preciso impegno da parte del paese più ricco, difficilmente le nazioni in via di sviluppo a rapida crescita vorranno assumersi le loro crescenti responsabilità secondo modi e misure che in realtà non hanno avuto modo di essere discusse.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"></span><span style="small;"><span style="Times New Roman;">L’Unione europea corre intanto per una strada già segnata fino al 2020, per di più rispettando in pieno gli obblighi del protocollo di Kyoto, secondo gli ultimi dati. Sarà bene che nessuno ceda alle sirene di coloro che sostengono che senza l’impegno degli altri, il nostro risulta inutilmente oneroso. Molti paesi – sia sviluppati che non – si sono dati obiettivi di sostenibilità ambientale che intendono perseguire: molti degli interventi riguardano profondi cambiamenti del sistema con cui si produce, distribuisce e consuma l’energia. Efficienza energetica ed energie rinnovabili sono gli ingredienti di quella che la perdurante crisi economica ha consacrato come green economy. Crediamo che i recenti sviluppi del negoziato internazionale debbano dare ancor più impulso<span style="yes;">  </span>per rendere la green economy un elemento permanente del nostro processo di crescita.</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span><span style="Times New Roman;">(1) “Non penso che si arriverà a un accordo legalmente vincolante a Copenhagen. Credo che potremmo arrivarci entro l’anno successivo alla conferenza di Copenhagen”.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"><em>Insomma, brutte notizie. Tra il dire ed il fare, Mr. Obama&#8230;</em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"><em></em></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"><em>Quinto</em></span></p>
<p><a href="mailto:fJgR@^OjT&amp;FJ"></a></p>
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		<title>L&#8217;Autostrada sulla Laguna</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 11:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>punks not dead</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti/Viabilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’autostrada galleggiante sulla laguna, tra Tessera e Treporti. Un collegamento diretto di 5 chilometri, una soluzione assolutamente innovativa, suggerita dall’emergenza-traffico, realizzabile in tempi brevi. È stata questa la proposta più azzardata lanciata nel convegno tenutosi ieri mattina al Centro Comunale Polivalente in Ca’ Savio. Un incontro sulla viabilità extraurbana per Cavallino-Treporti, Comune-terminal del Veneto Orientale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/autolaguna.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9151" title="autolaguna" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/autolaguna-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a></p>
<p>Un’autostrada galleggiante sulla laguna, tra Tessera e Treporti. Un collegamento diretto di 5 chilometri, una soluzione assolutamente innovativa, suggerita dall’emergenza-traffico, realizzabile in tempi brevi. È stata questa la proposta più azzardata lanciata nel convegno tenutosi ieri mattina al Centro Comunale Polivalente in Ca’ Savio. Un incontro sulla viabilità extraurbana per Cavallino-Treporti, Comune-terminal del Veneto Orientale per Venezia, dotato di una spiaggia da 6 milioni di presenze a stagione. L’iniziativa, definita programmaticamente “Al bivio dell’ultimo miglio”, è dell’ associazione locale “Asi” per lo sviluppo imprenditoriale, allargato a tutte le forze produttive e di servizio.<br />
Il progetto di una strada galleggiante è della multinazionale “Sistema Walcon”, partecipata da “Sviluppo Italia”, finanziaria del ministero del Tesoro.<br />
«Siamo in grado, nel giro di pochi mesi &#8211; ha dichiarato il presidente della &#8220;Sistema Walcon&#8221;, Pietro Pizzardi &#8211; di realizzare un’autostrada galleggiante, chiavi in mano, che con elementi prefrabbricati, anche in loco, potrebbe consentire il traffico veicolareattraverso la laguna di Venezia, da Tessera a Treporti. Un’autostrada a pedaggio che potrebbe essere finanziata anche solo con 5 euro per vettura transitata, nel giro di cinque anni». Ipotesi affascinante e per certi versi provocatoria, che ieri mattina è stata accompagnata dalla presentazione di altri progetti per alleggerire dalla morsa dal traffico il litorale.<br />
Come la costruzione di un sottopasso alla rotatoria Bertazzoli (Picchi) che dirotti su Cavallino gran parte del traffico veicolare, la cessione della provinciale Fausta (dorsale del territorio di Cavallino-Treporti) alla società “Veneto Strade” per un sicuro finanziamento degli interventi di ricomposizione, e come l’appalto alla cordata imprenditoriale alla quale saranno affidati i lavori per la nuova “Autostrada del Mare: Meolo-Jesolo” anche del potenziamento di via Roma Destra in modo da avvicinare l&#8217;“Ultimo Miglio”, al ponte sulla Piave Vecchia, che immette al territorio di Cavallino-Treporti.<br />
Tutte queste ipotesi hanno avuto il favore del folto pubblico che gremiva la sala e portano la rispettiva firma del sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara, del vice presidente della Provincia di Venezia, Mario Dalla Tor, e dell’assessore ai trasporti della Regione Veneto, Renato Chisso.<br />
Un progetto è certo la realizzazione dell&#8217;“Autostrada del Mare Meolo-Jesolo”, che sembra termini il suo percorso alla rotatoria Bertazzoli (Picchi), come si diceva, i cui lavori dureranno due anni e dovrebbe essere agibile fra tre. Erminio Vanin (nella foto) e Roberta Nesto, sindaco e vice sindaco di Cavallino-Treporti, hanno evidenziato come il progetto del nuovo Piano di Assetto Territoriale (Pat), dia precise indicazioni di soluzione dei nodi viari più complessi per la viabilità del teritorio.<br />
Egidio Bergamo<br />
Il Gazzettino</p>
<p>questa è la ditta che ha presentato il progetto:<br />
<a href="http://www.sistemawalcon.com">http://www.sistemawalcon.com</a></p>
<p>punks not dead</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il male oscuro dell&#8217;accidia politica, di Carlo Maria Martini</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2009/11/il-male-oscuro-dellaccidia-politica-di-carlo-maria-martini/</link>
		<comments>http://www.jesoloforum.com/2009/11/il-male-oscuro-dellaccidia-politica-di-carlo-maria-martini/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 10:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempi confusi. Politicamente, socialmente, economicamente e moralmente. -Politicamente il berlusconismo è al tramonto (nessuno osa dirlo, a dx, ma è evidente che è così) è il paradigma del Cavaliere solo contro la minaccia del neo-comunismo (o del comunismo di sempre, quello che in Italia non c&#8217;è mai stato) ormai, sulla bocca di Bonaiuti, risulta ridicolo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tempi confusi. Politicamente, socialmente, economicamente e moralmente.</em></p>
<p><em>-Politicamente il berlusconismo è al tramonto (nessuno osa dirlo, a dx, ma è evidente che è così) è il paradigma del Cavaliere solo contro la minaccia del neo-comunismo (o del comunismo di sempre, quello che in Italia non c&#8217;è mai stato) ormai, sulla bocca di Bonaiuti, risulta ridicolo, insensato e patetico. Al giudizio che Bersani ha dato sulla ennesima legge salva-premier (definita dal neo-segretario PD &#8220;imbevibile&#8221;, Bonaiuti replica &#8220;Lo dice proprio lui, che s&#8217;è bevuto per una vita le bugie del comunismo&#8221;). Se non fosse che le menzogne manifeste contengono sempre una componente irritante, ci sarebbe da ridere.</em></p>
<p><em>Socialmente la differenza tra la realtà e la sua (mediatica) rappresentazione  non è mai stata così profonda ( forse solo  nel medioevo&#8230;), così come la diseguaglianza economica e legale tra i cittadini. Cittadini che vengono stimati dagli apparati di governo come recettori privilegiati di una retorica vecchia ma funzionale a chi non ragiona più con la testa ma con la pancia. Nei fatti la realtà &#8220;reale&#8221; mostra un&#8217;Italia in sofferenza economica, occupazionale, con un governo forte con i deboli e debolissimo con i forti.</em></p>
<p><em>Moralmente lo tsunami è stato così potente da aver lasciato senza parole (ma con molti pensieri) un po&#8217; tutti. Sesso e droga dilagano e si aggiungono ai vizi tradizionali, quelli ancorati ai pilastri della corruzione e del più becero dei clientelismi. Questa ondata di scandali &#8220;privati&#8221; ci ha ripiegati su noi stessi, allontanati dalle emergenze reali.</em></p>
<p><em>E&#8217; da queste considerazioni, non nuove, anzi, ormai circuitanti in un vortice ossessivo, che si produce, ogni tanto, il bisogno di sentire qualche voce che sappia rivolgersi a tutti con profondità. E&#8217;, secondo me, quello che ha fatto più volte il Cardinal Martini. Ripropongo un suo &#8220;vecchio&#8221; articolo (è del 2000, scritto in occasione del Giubileo), in cui il malessere della politica è significativamente associato al vizio capitale più subdolo: l&#8217;accidia.</em></p>
<p><em>Vale la pena di rileggerlo, anche per &#8220;irreligiosi&#8221; più o meno convinti. L&#8217;essenza del messaggio non è infatti per nulla dottrinale, ma spirituale.<br />
</em></p>
<p><em>Rodolfo</em></p>
<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/martini1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9124" title="martini1" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/martini1-300x242.jpg" alt="" width="300" height="242" /></a><br />
Nel quadro dello sforzo di vivere il passaggio di millennio nella dimensione spirituale e sociale del Giubileo, ci sentiamo spinti anche a considerare quali paure abitino di fatto il nostro tempo e richiedano il nostro coraggioso impegno per scongiurarle. Di una di queste cose temibili vorrei parlare in particolare. Si tratta di un male oscuro, difficile da nominare, forse anche perché è difficile da riconoscere, come un virus latente eppure onnipresente. Potremmo chiamarlo col nome di &#8220;pubblica accidia&#8221; o di &#8220;accidia politica&#8221;. E&#8217; il contrario di quella che la tradizione classica greca, come pure il Nuovo Testamento chiamano parresia, libertà di chiamare le cose con il proprio nome. Si tratta di una neutralità appiattita, della paura di valutare oggettivamente le proposte secondo criteri etici, che ha come conseguenza un decadimento della sapienzialità politica. Stiamo di fronte a questo male quando, ad un atteggiamento di valutazione responsabile e impegnata delle diverse proposte culturali presenti nel nostro mondo occidentale, si sostituisce un aprioristico giudizio di equivalenza formale di ogni progetto o comportamento e quindi la semplice presa d&#8217;atto di una diversità di valutazioni etiche. Di conseguenza il confronto tra posizioni diverse non dà luogo a quel dialogare che aiuta a maturare conclusioni condivise, non sfocia in una sintesi comprensiva. Ciò costringe coloro che hanno responsabilità nella polis, a tutti i livelli, ad un lavoro spossante di bilanciamento delle richieste, anche delle più contraddittorie. Poco conta allora il peso maggiore che dovrebbero avere le richieste che si appoggiano su ragioni comprovate dall&#8217;esperienza e su un costume consolidato. Di fronte a esse sta la pretesa, vagamente illuministica, che tutte le opzioni abbiano pari rilevanza per il costume. E&#8217; come se le opinioni fossero esposte, l&#8217;una accanto all&#8217;altra, come merci uguali in una bancarella delle scelte o in un supermercato, con la sola differenza che alcune sono più reclamizzate di altre. Il vizio dell&#8217;accidia politica porta a riguardare le diverse opzioni non secondo il posto che hanno saputo guadagnare dentro la nostra cultura e il nostro costume, ma come oggetti inercambiabili da scegliersi a piacere secondo criteri di gradimento. Avviene allora che le altre poste in gioco antropologiche (pensiamo alla vita, alla sessualità, alla famiglia, all&#8217;educazione, al lavoro, alle fragilità sociali) non appena siano affrontate con un qualche discorso di senso e di valori e si avanzino richieste conseguenti, vengano rinviate al mittente come attacco a diritti individuali di &#8220;altri&#8221;. Non vengono discusse nel merito, ma liquidate sulla base del dogma del pari valore di ogni opinione o credenza rispetto a credenze diverse e opposte. Accade così che ci si limiti a esigere rispetto per la propria opinione, senza impegnarsi a declinare le ragioni per cui quel rispetto vada concesso. In altre parole il rispetto assoluto dovuto a ogni persona viene confuso con l&#8217;attribuzione aprioristica di una valenza e di una sensatezza identica a qualunque tipo di proposta. Si ha dunque l&#8217;impressione che la proclamazione del valore del diritto individuale non sia avanzata per garantire pari opportunità di confronto per le motivazioni di tutte le proposte, ma solo per delegittimare la possibilità e la serietà del confronto e una possibile soluzione culturale determinata. Riferendomi al testo di Isaia 11, che esprime le qualità del buon governo, siamo qui di fronte a un sistema di pensiero che non privilegia né sapienza, né intelletto, né consiglio, che confonde la fortezza col semplice consenso di massa, che relega la scienza e la pietas in settori incapaci di influire sulla ricerca del meglio. La politica ne soffre, perché non é un dialogo che, nel nome del bene comune, é pronto anche a parziali rinunce, sofferte ma ragionevoli, in vista di un migliore bene comune. Essa diviene una continua, frammentata e ultimativa richiesta di singoli e di gruppi di interesse, un succedersi di veti incrociati, che rende faticoso e alla lunga frustrante, il governo della cosa pubblica, per la spinta altalenante a fare concessioni contrapposte, con un equilibrio sempre instabile. Tutto ciò destruttura il costume esistente e alla fine introduce surrettiziamente, per vie di fatto e non di motivazioni, un costume nuovo. Se tutte le posizioni etiche sono equiparate indiscriminatamente, è inevitabile che finisca col prevalere la posizione che suona immediatamente più facile, più piacevole al momento e meno impegnativa. Non è più una società &#8220;bella e buona&#8221;, quella a cui si tende, ma una convivenza fiacca, opaca, frammentata, una società senza forma. Da questo atteggiamento deriva anche la difficoltà di tenere insieme le maggioranze, quando cioè non si condivida un ordine gerarchico delle ragioni della coesione, quando manchi la volontà progettuale di accettare le gradualità per le proprie richieste, quando il mattone che ciascuno dovrebbe portare alla costruzione diventa il sasso lanciato senza preoccuparsi della sua insensibilità nel progetto, quando alla logica della casa comune si sostituisce l&#8217;umoralità o il risentimento, quando si cerca la brillantezza della battuta e la persusività dello slogan più che la fatica della riflessione oggettiva che mira a convincere. Normalmente lo scadimento etico della politica, in un corpo sano, dovrebbe essere rilevato e punito da un calo di consenso. Già Aristotele aveva formulato il principio secondo cui il male è destinato a distruggersi da sé perché &#8220;le persone disoneste non possono essere concordi se non in piccola parte, e così neppure possono essere amiche, perché aspirano ad avere di più nel campo delle utilità e si sottraggono invece alle fatiche e al servizio; e ciascuno volendo per sé questi vantaggi, sta a controllare il vicino e a ostacolarlo&#8230; Quindi si verificano tra loro dissensi, perché l&#8217;uno cerca di costringere l&#8217;;altro e nessuno vuole agire con giustizia&#8221;. Ma sembra non essere più così. Se si prescinde dal preoccupante aumento delle astensioni nelle tornate elettorali, si ha l&#8217;impressione che il degrado etico della politica non sia punito consequenzialmente, almeno in tempi brevi. Infatti, a stravolgere il meccanismo sano di autopunizione, interviene, oltre al dato culturale della frammentazione individualistica, il peso della comunicazione politica, mai tanto rilevante come nel nostro tempo, nel quale mancano o sono indeboliti gli organismi di filtro societari per la creazione di una pubblica opinione. Solo l&#8217;esistenza di solide strutture societarie e comunitarie consentirebbe di stabilire, oltre che una rete umana di rapporti, anche criteri di valutazione e una opinione pubblica in senso vero e proprio. Laddove invece queste strutture mancano o sono deboli, la comunicazione non trova un tessuto etico pronto ad accoglierla con senso critico. Trova una serie di individui con i loro interessi particolari e più in generale trova quell&#8217;insieme indistinto che viene chiamato &#8220;la gente&#8221; e che non è in grado di opporre una resistenza condivisa e critica. Siamo così testimoni della celerità con cui il sentire superficiale tende a lasciarsi condizionare dalla moda del momento.In forza di questi meccanismi e di queste carenze, lo scadimento etico della politica non è neppure percepito, almeno in tempi brevi, come dannoso per la polis. Le essenze tradite si ribellano ma il guasto collettivo appare solo dopo un certo tempo. E quando le conseguenze di un tale degrado toccano il benessere materiale, si tende a ricorrere all&#8217;anestetico di un benessere ridistribuito a chi a più voce per protestare. Ma non dovremmo aspettare decadenze dolorose per aprire gli occhi. L&#8217;imminente anno giubilare ci riporta alla fiducia espressa in Isaia 11 sull&#8217;effusione delle grazie necessarie per una maggiore sapienza politica nella comunità civile. In questa crisi della sapienzialità invochiamo lo Spirito perché guidi a mettere le ragioni del consenso al di sopra dell&#8217;ansia del consenso e perché, là dove la sapienzialità tende a scoraggiarsi vedendo l&#8217;immanità e la lentezza del compito, scatti un sussulto di profezia pieno di speranza, che faccia aprire gli occhi a quella visione di futuro che in linguaggio filosofico si può chiamare utopia.Una utopia che crei una resistenza sociale e comunitaria alla disgregazione e che si ispiri a quell&#8217;ideale di &#8220;giustizia&#8221; che Sant&#8217;Ambrogio esprimeva così: &#8220;La natura della giustizia è di essere destinata agli altri più che a sé; essa ha di mira il bene comune, non il proprio e considera un proprio guadagno il bene altrui: beata e magnifica è la giustizia e il suo bene giova a tutti&#8221;. La creazione di momenti innervati dalla concezione altruistica della giustizia può avviare un processo di normalizzazione sapienziale della politica come ricerca del &#8220;bene comune&#8221;, anche con qualche inevitabile sacrificio di beni individuali o di gruppo, ma insieme con chiarezza dei fini da perseguire coraggiosamente. Con pari vantaggio vanno affrontate non solo le avversità, ma anche un certo eccesso di elogi. Dice infatti Ambrogio: &#8220;Dobbiamo stare attenti anche a non prestare ascolto a chi ci vuole adulare, perché lasciarci snervare dall&#8217;adulazione non solo non è prova di fortezza, ma anzi di ignavia&#8221;. Tra queste forme pericolose di adulazione sta anche la persuasione o meglio il pregiudizio diffuso che chi opera in politica ispirato dalla fede debba distinguersi sempre quasi unicamente per la sua moderazione. C&#8217;è certamente una moderazione buona, che è il rispetto dell&#8217;avversario, lo sforzo di comprendere le sue istanze giuste e anche la relativizzazione dell&#8217;enfasi salvifica della politica. Ma per quanto riguarda le proposte, le encicliche sociali vedono il cristiano come depositario di iniziative coraggiose e d&#8217;avanguardia. L&#8217;elogio della moderazione cattolica, se connesso con la pretesa che essa costituisca solo e sempre la gamba moderata degli schieramenti, diventa una di quelle adulazioni di cui parlava Ambrogio, mediante la quale coloro che sono interessati all&#8217;accidia e all&#8217;ignavia di un gruppo, lo spingono al sonno. C&#8217;;è invece nella dottrina sociale della Chiesa la vocazione a una socialità avanzata. Essa ha carattere diversi da quella, attualmente in auge, di tipo radical-individualistico, libertario &#8211; fautore dei soli diritti individuali &#8211; nella quale per lo più viene fatto risiedere il progresso.Quella cattolica è piuttosto una socialità di tipo relazionale, che punta sui diritti della persona , delle comunità a cominciare dalla famiglia, dei gruppi sociali e infine dello Stato di tutti: una socialità che non scollega mai la libertà dalla responsabilità verso l&#8217;altro. Dentro questo disegno il credente dovrebbe tendere a prendere parte politicamente per il valore umano più a rischio, che è di solito quello marginale. Si impone quindi, in questa fine di secolo, un rinnovato sguardo all&#8217;audacia di Ambrogio rispetto ai grandi temi della polis. Sono necessari atti di coraggio con la certezza che lo Spirito santo non farà mai mancare alla città la presenza rinnovata e operosa dei &#8220;giusti&#8221;.</p>
<p><em>Carlo Maria Martini</em></p>
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		<title>Jesolo e una stagione non proprio perfetta&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:11:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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<div class="mceTemp"><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/bibione20veneto.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9100" title="bibione20veneto" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/bibione20veneto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></div>
<p>Qualche giorno fa , partendo dal presupposto che, metereologicamente, l&#8217;estate è stata perfetta, ipotizzavo che questa precisa circostanza potesse fornire dati importanti per capire se la &#8220;stagione&#8221; appena trascorsa avesse prodotto segni positivi. Domenica scorsa il Corriere del Veneto, in un articolo di Marco Zanutto, sembra smentire parte delle sensazioni, diffuse ma confuse, che le cose siano andate proprio bene. Con una conclusione sibillina&#8230;</p>
<p>Rodolfo</p>
<p><em>Corriere del Veneto, 8.11.2009</em></p>
<p><em>Jesolo perde turisti: &#8220;Politica ambientale sbagliata&#8221;.<br />
Località in calo, crescono Cavallino e Bibion. L&#8217;Aja: noi reppresentiamo il futuro.</em></p>
<p><em>Venezia_ Superato per la prima volta il tetto record dei sei milioni di resenze turistiche sulla costa venet: Bibione si conferma seconda spiaggia d&#8217;Italia, i campeggi di Cavallino fanno il botto, Caorle ed raclea reggono l&#8217;ondata di crisi. Fanalini di coda Chioggia e jesolo che, nonostante il boom edilizio e le archistar, ottiene la peggior performance del litorale. E scoppia la polemica:&#8221;La politica di Jesolo è quella del riempimento&#8221; denuncia Legambiente.<br />
Ad estate ormai archiviata è tempo di bilanci per il comparto balneare. L&#8217;ufficialità arriva dai dati statistici di presenze ed arrivi neim primi nove mesi dell&#8217;anno che includono la stagione estiva 2009. Stagione variegat e caratterizzata dal ritorno dei turisti tedeshi, degli ausrtiaci, ma anche dagli itagliani.Il Cavallinocon i suoi 32 campeggi ha incrementato le presenze del 3.6% (6.040.810) confermado le previsioni della scorsa primavera , e cioè che il modellom del turismo all&#8217;aria aperta funziona ed è vincente:&#8221;Per noi la paventata crisi non c&#8217;è stata- dice euforico l&#8217;ex fidciario di ambito Apt, Armando Ballarin-.Abbiamo operatori dinamici, prodottti validi e competitivi, ottimo rapporto di qualità e servizi, attenzione per l&#8217;ambiente ed il territorio&#8221;. &#8220;Il successo di questa località è la salvaguardia dell&#8217;ambiente che diventa valore aggiunto al prodotto turistico: questa èun offerta innovativa, competitiva&#8221; ha ribadito ieri al Cavallino l&#8217;assessore provinciale Giorgia Andreuzza.<br />
Entusiasmo anche a Bibione che ottiene un incremento di presenze del 2,2 % (6.059.581) nonostante la chiusura di un albergo, ed anchequi le politche ambientali spinte (Bibione detiene il record di bandiere blu in Veneto ed una certificzione ambientale Emas unica in Europa per un polo turistico) sembrao aver fatto la differena; boom tra i campeggi e villagi turistici che ottengono un +4,6% e tra gli alberghi a 4 e 5 stelle che impennano le presenze del 21,8%.<br />
In positivo anche Caorle che ottiene un incremento dell&#8217; 1,1% (4.425.676) ed Eraclea mare chiude con un + 1,9% (pari a 592.111 presenze)<br />
Pollice verso per cChioggia che perde l&#8217;1,1% pari a 2.076.316 di presenze.<br />
Jesolo, nonostante l&#8217;aumento della ricettività pede l&#8217;1.5 % di presenze turistiche(circa 74.000) nei primi 9 mesi dell&#8217;anno, fermandosi a quota 4.986.422. A trainar il trend negativo è stata la mancanza di turisti stranieri (-4,2%, diminuzione più consistente ella costa) nonostante un lieve incremento di italiano (+1,6 %).<br />
In perdita, di conseguenza l&#8217;alberghiero e l&#8217;extra-alberghiero rispettivamente del 1,5% e dell&#8217;1,4%.<br />
&#8220;E&#8217; chiaro che una politica ambientale adeguata poteva fare la differenza- tuona Giosuè Orlando di Legambiente-.Le nostre ricerche confertmano che la Spagna, dove la politica ambientale è diventata parte integrante della proposta, è cresciuta in qualità e quantità. A Jesolo si è pensato invece di stutturare la spiaggia ed il frontemare senza compensare a monte con un polmone verde&#8221;.<br />
Gli albergatori ridimensionano il dato e puntano il dito contro il Cavallino: &#8220;Abbiamo sofferto all&#8217;inizio anno con la mancanza di comitive dirette a Venezia, sia per la crisi economica ma anche per la tassa, la Ztl, che ha imposto Cavallino- dice Massimiliano Schiavon-, l&#8217;immagine di Jesolo non ha confronti con le altre località: noi siamo innovativi, proiettati verso un futuro di grande crescita&#8221;.</em></p>
<p>La dichiarazione di Massimiliano Schiavon (che non smentisce i dati) , che ad inizio stagione insieme ad Angelo Faloppa aveva sostenuto che a Jesolo s&#8217;era &#8220;costruito troppo&#8221;, suona in modo un po&#8217; amaro, facendo propria una filosofia di sviluppo che finora ha promesso molto ma prodotto pochissimo. Ma, mentre le altre località incassano il presente, noi siamo pur sempre padroni del futuro&#8230;dove siamo da anni <em>proiettati</em>.</p>
<p>Rodolfo</p>
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