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	<title>JesoloForum.com &#187; Costume</title>
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	<description>La città che parla</description>
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		<title>Spiaggia d&#8217;inferno</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 09:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="320" height="249"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2f1yva9MZ1Q?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/2f1yva9MZ1Q?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="249" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Cani e spiaggia.</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 13:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Con questo post probabilmente mi farò dei nemici, o perderò qualche amico. Corro il rischio. L’argomento è il rapporto tra l’uomo ed il cane. Il connubio tra queste due specie viventi risale probabilmente agli albori della civiltà (umana). Per millenni il fiuto, la fedeltà, l’affetto e l’attaccamento del cane, la sua abilità nella caccia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/cane_triste.jpg"><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/cane_triste-300x199.jpg" alt="" title="cane_triste" width="300" height="199" class="aligncenter size-medium wp-image-15881" /></a></p>
<p>Con questo post probabilmente mi farò dei nemici, o perderò qualche amico.<br />
Corro il rischio.<br />
L’argomento è il rapporto tra l’uomo ed il cane.<br />
Il connubio tra queste due specie  viventi risale probabilmente agli albori della civiltà (umana).<br />
Per millenni il fiuto, la fedeltà, l’affetto e l’attaccamento del cane, la sua abilità nella caccia e la sua predisposizione alla difesa del padrone, ne hanno fatto sicuramente l’amico più prezioso dell’uomo.<br />
Non solo. Nella letteratura di tutte le epoche i cani sono presenti. Omero, Ulisse e il suo cane inaugurano una sequenza quasi infinita. Segue, tralasciando altri esempi,  la “vergine cuccia” del Parini, l’indimenticabile e poderoso Buck di Jack London, il particolarissimo Bauschan di Thomas Mann per finire con   Tomarctus, il cane che compare ne “l’uomo duplicato” ed il Cane Guida de “la zattera di pietra” , entrambi di Josè Saramago… si potrebbe andare avanti per pagine intere.<br />
Il cane è animale nobile e l’uomo lo ha giustamente nobilitato rappresentandolo nelle sue arti.<br />
Ma oggi questo rapporto si configura sempre più come un legame in cui certi fanatismi umani, certe nevrosi, rischiano di togliere al cane la sua dignità.<br />
Ridotto molte volte a vivere in appartamento, il cane è costretto a ricalibrare il suo orologio biologico (riempirsi e svuotarsi) secondo i ritmi del padrone. Nella civiltà contadina, di gran lunga più saggia della società alveolare moderna, ciò non accadeva. Gli spazi del cane erano ben più dignitosi e nella sostanza differivano da quelli dell’uomo. Non vivevano cioè insieme, ma vicini.<br />
Ora invece , sempre di più, non è più così. Uomo e cane coesistono, abitano gli stessi metri quadrati, condividono il divano, le poltrone e qualche volta pure il letto. Escono insieme. I cani vanno al bar, debitamente protetti da cappottini imbottiti, da maglioncini di lana. Se il barista, o chiunque altro nega loro l’accesso, si parla immediatamente di discriminazione.<br />
Va bene, tutto questo può andare. Alla lunga nessuno ci rimette nulla. E’ tuttora ignoto sapere se il cane gradisca il cappottino e il guinzaglio, ma tant’è.<br />
I cani hanno diritto ad una spiaggia per loro e per i loro padroni. Anche questo ci sta. Perché no? Anche in questo caso tuttavia è  oggetto di aspre polemiche la questione se al cane piaccia prendere il sole o stare semplicemente all’ombra, se gli piaccia fare il bagno oppure no. Gli “amanti” dei cani non hanno dubbi, altri sì. Sta di fatto che per una cagnetta in calore può scoppiare, in una spiaggia serena o nella hall di un albergo,  una guerra vera e propria.<br />
Sempre oggetto di infinite diatribe è un altro aspetto: i cani gradiscono la tosatura, la “profumatura”? Non si sa.<br />
Naturalmente i cani hanno diritto ad un cimitero tutto loro.  Astuti politici si stanno prodigando per rispettare le volontà dei sensibili proprietari. Magari un giorno, se il Vaticano lo vorrà (non vedo perché dovrebbe opporsi poi, i cani sono sempre creature del Signore), ci saranno delle tumulazioni comuni.<br />
Il quadro diventa più sinistro quando, pur di tenerli in vita quando sono ammalati gravemente, il padrone permette degli accanimenti terapeutici agghiaccianti intorno ai quali, facendo leva sull’affettività degli uomini, veterinari in possesso di acuto senso dell’opportunità infieriscono con ovvie ricadute economiche a loro sfavore. Il business degli affetti prevede, purtroppo, anche questo.<br />
Insomma, il cane è un essere vivente straordinario, capace di rispondere alla perfezione alle esigenze degli uomini. Per questo va tutelato, garantito, curato e protetto.<br />
Ma i cani, inseparabili compagni di tante persone, si portano pure per strada (e qui il problema è stato in molti luoghi normato) e da noi anche in spiaggia. Ed in spiaggia, anche se sono piccoli, lasciano delle cacche da leoni. Scorazzano per centinaia di metri e si liberano tranquillamente seguendo i loro bisogni corporali. A questo punto, visto che i cani apprendono velocemente le buone maniere, occorre educare gli uomini.<br />
E’ il tema del giorno, a Jesolo.<br />
Che fare? Multare i cani, poveri, non è possibile. Ma multare le persone che ne detengono la proprietà e ne gestiscono la libertà è possibilissimo, comprensibilissimo ed auspicabile. Magari solo per tutelare chi, come me, preferisce godersi i colori della spiaggia invernale senza dover fare attenzione a dove si mettono i piedi.</p>
<p>Rodolfo</p>
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		<title>Democrazia partecipata: cosa sapere TRE</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2011/07/democrazia-partecipata-cosa-sapere-tre-2/</link>
		<comments>http://www.jesoloforum.com/2011/07/democrazia-partecipata-cosa-sapere-tre-2/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 21:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>wlibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[La città]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La TERZA proposta: Regolamento di gestione del patrimonio immobiliare comunale [in origine nr. 77 del 13.07.2009 aggiornato il 15.04.2010 con deliberazione nr. 36]: gestione del patrimonio comunale…con principi di trasparenza e pubblicità….. Il Regolamento stabilisce, la suddivisione dei beni immobili in: Beni demaniali = uso comune a favore di tutta la comunità, previsto anche un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>La <strong><span style="text-decoration: underline;">TERZA</span></strong> proposta: <em>Regolamento di gestione del patrimonio immobiliare comunale [</em>in origine nr. 77 del 13.07.2009 aggiornato il 15.04.2010 con deliberazione nr. 36]<em>: gestione del patrimonio comunale…con principi di trasparenza e pubblicità…..</em><strong></strong></address>
<address>Il Regolamento stabilisce, la suddivisione dei beni immobili in:</address>
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Beni demaniali</span></strong> = <strong><span style="text-decoration: underline;">uso comune a favore di tutta la comunità</span></strong>, previsto anche un uso “speciale” a favore di categorie di cittadini mediante il rilascio di <strong>apposite</strong><strong>autorizzazioni</strong> etc etc…</li>
</ul>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td width="229" valign="top">
<ul>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Beni patrimoniali indisponibili </span></strong></li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Beni patrimoniali disponibili</span></strong></li>
</ul>
</td>
<td width="391" valign="top"> </p>
<p>     Possono essere concessi a <strong>terzi</strong>, in via eccezionale, revocabile in ogni momento etc etc</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<ol>
<li>I beni immobili comunali con la loro destinazione attuali, sono <strong>inventariati in appositi elenchi</strong> a cura dell’Ufficio Patrimonio;</li>
<li>La concessione <strong>dell’utilizzo del bene demaniale o patrimoniale indisponibile</strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">NON</span></strong> può in alcun caso <strong>confliggere</strong> con il perseguimento <strong><span style="text-decoration: underline;">dell’interesse pubblico primario</span></strong> per cui il bene destinato è classificato ai sensi di legge….la durata della concessione, l’ammontare del canone concessionario, <strong><span style="text-decoration: underline;">l’uso per il quale il bene viene concesso</span></strong>;</li>
<li>L’Amministrazione Comunale procede alla concessione dei beni demaniali (…) previa gara informale a cui sono invitati almeno <strong>5</strong> soggetti interessati se sussistono in tale numero (&#8230;)</li>
<li>Fatta salva la valutazione dell’utilizzo del bene, ed in ossequio al <strong>principio di imparzialità</strong> della P.A., potranno essere ammesse agevolazioni di <strong>CANONI RIDOTTI</strong> per le <strong>seguenti</strong> categorie di soggetti (art. 27):</li>
<li>Enti Pubblici</li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Associazioni</span></strong>, Fondazioni, Organizzazioni <strong><span style="text-decoration: underline;">NON lucrative</span></strong> di <strong><span style="text-decoration: underline;">utilità</span></strong> <strong><span style="text-decoration: underline;">sociale</span></strong> e le altre Istituzioni di carattere pubblico o privato con personalità giuridica ai sensi dell’art.12 del Codice Civile, <strong><span style="text-decoration: underline;">SENZA FINI DI LUCRO</span></strong>;</li>
<li>Associazioni <strong>NON</strong> riconosciute, di cui all’art. <strong>36</strong> del Codice Civile che siano dotate di proprio strumento statuario dal quale sia possibile, <strong><span style="text-decoration: underline;">IN MODO INEQUIVOCABILE</span></strong>, desumere l’assenza <strong><span style="text-decoration: underline;">TOTALE DI FINALITA’ LUCRATIVE;</span></strong></li>
<li><strong><span style="text-decoration: underline;">Altri enti o organismi NON ricompresi nei punti precedenti la cui attività assume caratteristiche di interesse comunale o sociale</span></strong></li>
<li>La determinazione del <strong>CANONE RIDOTTO</strong> (art.28) è così disciplinato:</li>
</ol>
<ul>
<li>Per i soggetti (Enti pubblici, Associazioni etc etc) il canone <strong>ANNUO</strong> di <strong>CONCESSIONE</strong> sarà pari al <strong><span style="text-decoration: underline;">10%</span></strong> del valore del canone annuo di mercato;</li>
<li>Per i soggetti (associazioni Non riconosiute) il canone <strong>ANNUO</strong> di <strong>CONCESSIONE</strong> sarà pari al <strong><span style="text-decoration: underline;">30%</span></strong> del valore del canone annuo di mercato;</li>
<li>Per i soggetti (altri organismi)<em> </em>il canone <strong>ANNUO</strong> di <strong>CONCESSIONE</strong> sarà pari al <strong><span style="text-decoration: underline;">70%</span></strong> del valore del canone annuo di mercato;</li>
</ul>
<p>La decadenza della concessione (<em>art.30</em>) <strong><span style="text-decoration: underline;">deve</span></strong> essere inserita come <strong>CLAUSOLA DI DECADENZA</strong> da parte del concessionario, quando subentrano varie <strong>CONDIZIONI</strong>, ad esempio, la <strong>MANCATA SOTTOSCRIZIONE DEL <span style="text-decoration: underline;">RINNOVO CONTRATTUALE NEI TERMINI COMUNICATI</span> AL DESTINATARIO;</strong></p>
<p>Il concessionario è <strong>TENUTO</strong> a <strong>NON</strong> compromettere e, possibilmente, a <strong>FAVORIRE</strong> l’utilizzo del bene ove prevista contrattualmente la sua coesistenza e compatibilità con l’uso concesso;</p>
<p>In sintesi questo REGOLAMENTO è complementare agli altri due: <strong>Associazionismo</strong> (<em>di cui adesso è <strong><span style="text-decoration: underline;">ritornato</span></strong> il link nel sito del Comune</em>) e <strong>Concessione dei contributi. </strong></p>
<p><strong>La complementarietà coincide con l’INTERESSE PUBBLICO e il BENESSERE DELLA COLLETTIVITA’. </strong></p>
<p><strong>La STRUTTURA PUBBLICA, come sopra sinteticamente esposto, può essere ASSEGNATA a ENTI, ASSOCIAZIONI aventi scopi sociali <span style="text-decoration: underline;">NON DI LUCRO</span> oppure a SOCIETA’ (lucrative) che però perseguono un <span style="text-decoration: underline;">INTERESSE COMUNALE O SOCIALE</span>. </strong></p>
<p><strong>I CONTRIBUTI sono erogati previa ISCRIZIONE all’ALBO dell’Associazionismo.</strong></p>
<p><strong>Per iscriversi all’ALBO si deve rispettare il seguente principio: <span style="text-decoration: underline;">NON AVERE SCOPO DI LUCRO</span> e fornire <span style="text-decoration: underline;">alla COMUNITA’ il BENESSERE</span> che <span style="text-decoration: underline;">NON</span> deve essere inteso come <span style="text-decoration: underline;">SCAMBIO di piacere per i soliti NOTI</span>.</strong></p>
<p><strong>Nel prossimo post faremo una verifica per l’attuazione dei REGOLAMENTI discussi.</strong></p>
<p><strong>Domanda chi ha voglia di DEMOCRAZIA PARTECIPATA e verificare come sono impiegate le strutture pubbliche del nostro patrimonio e a chi vanno i nostri contributi e come diligentemente è tenuto il Registro?</strong></p>
<p>Un link utile:<strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong><a href="http://www.comune.jesolo.ve.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/518">http://www.comune.jesolo.ve.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/518</a></p>
<p>Libero</p>
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		<title>Brunetta&#8217;s list</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 12:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fazzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[TAM TAM IN INTERNET DELLA “PEGGIORE ITALIA”: CI SAREMO Al matrimonio di Brunetta l&#8217;Ave Maria, i fischi e i pomodori Che sarà o meno il matrimonio dell’anno, sta di fatto che tutti vogliono partecipare al giorno in cui il ministro Renato Brunetta e la sua compagna pronunceranno il sì eterno. E vogliono partecipare a questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/w-gli-sposi.jpg"><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/w-gli-sposi-300x232.jpg" alt="" title="w gli sposi" width="300" height="232" class="aligncenter size-medium wp-image-14316" /></a></p>
<p>TAM TAM IN INTERNET DELLA “PEGGIORE ITALIA”: CI SAREMO<br />
Al matrimonio di Brunetta l&#8217;Ave Maria, i fischi e i pomodori</p>
<p>Che sarà o meno il matrimonio dell’anno, sta di fatto che tutti vogliono partecipare al giorno in cui il ministro Renato Brunetta e la sua compagna pronunceranno il sì eterno. E vogliono partecipare a questo grande evento anche coloro che dallo stesso ministro sono stati etichettati come la “peggiore Italia”. Proprio questa sottospecie di italiani, infatti, seppur non invitata, parteciperà al grande giorno, domenica 10 luglio, a Ravello, in costiera amalfitana.<br />
È un vero tam tam su internet quello che si sta registrando in queste ad opera dei precari, per rovinare il matrimonio del ministro della Funzione Pubblica. In un articolo di “Libero” si rileva come “i precari hanno deciso di sfruttare l’occasione per fare la festa al ministro e alla futura signora”. Il quotidiano riporta così il gruppo fondato sul social network Facebook dove si legge “assediamo con i nostri cori e la nostra voce le loro feste. Diventiamo il loro incubo” e dove si ipotizzano proteste con lanci di pomodoro o sfilate con i sacchetti della ‘monnezza’. Una rivolta che compare anche su Twitter, dove si legge “assedio al matrimonio di Brunetta, un simpatico modo per passare il sabato”.</p>
<p>UN MATRIMONIO DAL LUSSO SFRENATO<br />
Un matrimonio all’insegna del lusso sfrenato. Brunetta si sposa con Titti Giovannoni, sua fidanzata da diversi anni. La lista degli invitati al matrimonio è segreta. Secondo alcune indiscrezioni pubblicate su Dagospia, i futuri sposini hanno scelto ben 54 lampade in nichel ottone e oro, da un minimo di 200 euro ad un massimo di 1.000 per un pezzo, 10 tappeti “vintage” fino a 6.000 euro, 7 tavoli da pranzo, 6 fioriere, cristalliere da 5.000 euro, capitelli, due testiere da letto matrimoniale e perfino tre olivi per il giardino, per un valore di 4.500 euro, due palme da 2.000 euro l’una e 4 melograni, decisamente più economici, da 800 euro. Così, a Ravello non ci saranno solo i precari ma anche i poliziotti del Coisp colpiti dai tagli e definiti più volte “panzoni”. Per ben due volte hanno provato a consegnargli il loro regalo di nozze: le loro sagome pugnalate alle spalle. Ora ci riproveranno e chissà che Brunetta non chiami la polizia.</p>
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		<title>Parliamo dell&#8217;associazionismo a Jesolo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 07:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>wlibero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[La città]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Da molto seguo i vari argomenti trattati in questo blog: si parla si sanità, di sociale, di cultura, di spiaggia, però, mi pare, di non aver letto circa la &#8220;cultura dell&#8217;investimento&#8221;. Mi spiego. Perchè a pochi interessa investire nei giovani sotto quota voto? Anzi perchè a tanti di come i giovani devono &#8220;subbire&#8221; non interessa.  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da molto seguo i vari argomenti trattati in questo blog: si parla si sanità, di sociale, di cultura, di spiaggia, però, mi pare, di non aver letto circa la &#8220;cultura dell&#8217;investimento&#8221;. Mi spiego. Perchè a pochi interessa investire nei giovani sotto quota voto? Anzi perchè a tanti di come i giovani devono &#8220;subbire&#8221; non interessa.  Tuttavia i  nostri amministratori nei loro programmi elettorali e non, si proclamano paladini SOCIALI,  reclamano ambi spazi per il sociale anzi si dichiarano favorevoli a fornire alla cittadinanza (che deve anche per questo premiarli con il voto) una &#8220;missione sociale trasparente&#8221;. Questi delicati argomenti, poi, si riflettono direttamente ai nostri giovani: appunto &#8220;la cultura dell&#8217;investimento&#8221;. I nostri giovani che certamente NON sono attratti dalle vicende politiche, corporative e affini, vogliono (e grazie a Dio) soltanto crescere. La crescita però consentirà loro di arrichire la propria personalità, cultura e senso civico. Proprio quest&#8217;ultimo aspetto vorrei rimetttere in discussione: i giovani a Jesolo a quale senso civico fanno riferimento? A Jesolo l&#8217;ASSOCIAZIONISMO  come è applicato, costruito, fornito ai giovani? Non voglio dilungare troppo, quanti di voi voglio appronfire l&#8217;argomanto? Grazie dell&#8217;attenzione.</p>
<p>Libero.C</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il manifesto deontologico di alcuni pubblicitari</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2011/04/il-manifesto-deontologico-di-alcuni-pubblicitari/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 17:21:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[Se la pubblicità non ti rispetta, non ristettare la pubblicità.
Rodolfo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_13099" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/207694_1814895826080_1650612963_1750021_3911971_n1.jpg"><img class="size-medium wp-image-13099" title="207694_1814895826080_1650612963_1750021_3911971_n" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/207694_1814895826080_1650612963_1750021_3911971_n1-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a><p class="wp-caption-text">Manifesto gigante, fotografato tra Silea e Treviso. Rodolfo</p></div>
<p><strong>Il manifesto deontologico di alcuni pubblicitari</strong><br />
4/04/2011</p>
<p>Noi soci ADCI siamo consapevoli del fatto che la comunicazione commerciale diffonde modi di essere, linguaggi, metafore, gerarchie di valori che entrano a far parte dell’immaginario collettivo: la struttura mentale condivisa e potente, tipica della culture di massa, che si deposita nella memoria di tutti gli individui appartenenti a una comunità, e ne orienta opinioni, convinzioni, atteggiamenti e comportamenti quotidiani.</p>
<p>Il nostro mestiere è raccontare le offerte dei nostri clienti attraverso narrazioni efficaci. Ironia, humour, paradosso, appartengono al patrimonio storico del miglior linguaggio pubblicitario. Sono, fra i molti tratti distintivi della pubblicità, forse i più popolari e apprezzati, se e quando vengono impiegati con competenza, precisione e misura.</p>
<p>Per questo crediamo, come professionisti e come individui responsabili, di dover assumere, condividere e promuovere un insieme di princìpi che servano da positivo fattore di sensibilizzazione e orientamento etico per chi, ogni giorno, crea e diffonde linguaggi e simboli. Ad animarci non è un intento censorio, che non ci appartiene, ma il desiderio di portare un contributo positivo alla crescita, non solo materiale ma anche culturale, di questo paese.</p>
<p>In questo spirito sottoscriviamo otto semplici appelli che auspichiamo possano essere raccolti e condivisi anche al di fuori dell’ Art Directors Club Italiano . Non solo dagli altri colleghi che si occupano – in vari modi – di comunicazione, ma anche dagli enti e dalle imprese per cui lavoriamo e da chiunque abbia l’opportunità, oltre che la responsabilità, di veicolare messaggi attraverso i media.</p>
<p>In linea generale, i princìpi cui ci ispiriamo sono già tutelati da altri organismi e, nei casi di infrazione più sospetti, dal codice civile. È nostro intento contribuire, con questo appello, a modiﬁcare modalità di comunicazione che, pur lecite formalmente, possono tuttavia favorire il consolidarsi di stereotipi negativi e il deteriorarsi della cultura collettiva.</p>
<p>ONESTÀ</p>
<p>La ﬁducia è uno dei pilastri su cui si fonda ogni società civile. Tradire la ﬁducia di altri esseri umani è una forma di inquinamento morale che rende tutti più vulnerabili. Per questo noi soci ADCI ci impegniamo a evitare espedienti retorici tesi a creare aspettative che il prodotto o il servizio pubblicizzato non sarà mai in grado di soddisfare. Fuorviare il pubblico a cui parliamo indebolisce il nostro stesso lavoro.</p>
<p>BELLEZZA</p>
<p>Noi soci ADCI ci impegniamo a lottare ogni giorno contro la trasandatezza, la sciatteria, la trascuratezza e la volgarità, virus la cui diffusione va a discapito della bellezza. «Tutti noi che per mestiere usiamo i mass media contribuiamo a forgiare la società. Possiamo renderla più volgare. Più triviale. O aiutarla a salire di un gradino». (Bill Bernbach).</p>
<p>APPROPRIATEZZA</p>
<p>Ogni volta che creiamo un messaggio noi soci ADCI ci interroghiamo sulla sua appropriatezza. I nostri messaggi entrano nelle case e nelle vite altrui: dobbiamo chiederci sempre se quello che a noi pare appropriato lo sia anche per gli altri. La vera creatività non risiede nella trasgressione distruttiva e ﬁne a se stessa, ma nel reinventare la norma aprendole prospettive nuove e fertili.</p>
<p>RISPETTO</p>
<p>Noi soci ADCI siamo consci che con i nostri messaggi non dobbiamo mai offendere gli altrui diritti e meriti. Nemmeno quando sono i committenti a spingerci in questa direzione, perché accontentarli signiﬁcherebbe procurare un danno a tutto il sistema. Se la pubblicità non rispetta gli esseri umani nella loro individualità e nella loro differenza, questi smetteranno di rispettare la pubblicità. Sta già accadendo.</p>
<p>CORRETTEZZA</p>
<p>Noi soci ADCI ci riﬁutiamo di favorire con il nostro lavoro rappresentazioni gratuite di violenza, in tutte le sue forme: ﬁsica, verbale, psicologica, simbolica, morale. Siamo contrari a promuovere direttamente o indirettamente qualunque tipo di discriminazione, in quanto è essa stessa una forma di violenza.</p>
<p>STEREOTIPI</p>
<p>Una certa dose di stereotipi è necessaria in pubblicità come in ogni forma di comunicazione di massa. Ma l’abuso di stereotipi e cliché relativi a etnie, religioni, classi sociali, ruoli e generi favorisce il consolidamento di pregiudizi e ingessa lo sviluppo sociale, ancorandolo a schemi culturalmente arretrati e quindi dannosi. Dunque occorre usare gli stereotipi con attenzione e consapevolezza, sempre chiedendosi se una soluzione alternativa non sia possibile – e migliore.</p>
<p>INTELLIGENZA</p>
<p>Il fatto che la pubblicità debba essere chiara, diretta e comprensibile a tutti non implica che debba essere stupida, né che si debba trattare da stupido il suo pubblico. Noi soci ADCI condanniamo e combattiamo il ricorso alla stupidità sia come espediente retorico, sia come scorciatoia per guadagnare facili consensi. Difenderne l’utilità a ﬁni comunicativi è un alibi cinico e mediocre, tipico di chi disprezza i suoi simili e di chi è incapace di produrre o riconoscere idee nuove. Per ridurre ciò che è complesso a semplice, senza essere semplicisti e conservandone tutta la ricchezza, occorre – parola di Bertrand Russell – la dolorosa necessità del pensiero.</p>
<p>PUDORE</p>
<p>Consideriamo la sessualità libera da condizionamenti un grande valore, per la donna e per l’uomo. Il nudo in sé non può recare offesa, come l’arte stessa ci ha insegnato attraverso innumerevoli esempi. Ma giudichiamo profondamente scorretto ridurre i corpi umani a oggetto sessuale da abbinare a un prodotto in modo incongruo e pretestuoso, al solo scopo di rendere quest’ultimo desiderabile. Questo schema pavloviano è, oltre che inefficace nel promuovere l’autonomo valore del prodotto, immorale, perché svilisce l’esperienza e l’identità umana.</p>
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		<title>Sarà Ruby la madrina dello Shark Expo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Feb 2011 14:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà proprio lei, Ruby, la nipotina di Mubarak (sic!), la madrina dello Shark Expo di Jesolo!
Così apprendiamo dai giornali.
Personalmente non ho parole (o ne ho troppe...). Come di consueto vi giro la questione: è opportuno o no che Jesolo leghi la sua immagine ad una ragazzina che, grazie al nostro premier, sta facendo parlare il pianeta? Le ragioni di certo marketing le conosciamo, ma il 13 febbraio ha dato un segnale forte...

Rodolfo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/Ruby-berlusconi-il-problema-italiani.jpg"><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/Ruby-berlusconi-il-problema-italiani-300x227.jpg" alt="" title="Ruby-berlusconi-il-problema-italiani" width="300" height="227" class="aligncenter size-medium wp-image-12696" /></a></p>
<p>Sarà proprio lei, Ruby, la nipotina di Mubarak (sic!), la madrina dello Shark Expo di Jesolo!<br />
Così apprendiamo dai giornali.<br />
Personalmente non ho parole (o ne ho troppe&#8230;). Come di consueto vi giro la questione: è opportuno o no che Jesolo leghi la sua immagine ad una ragazzina che, grazie al nostro premier, sta facendo parlare il pianeta? Le ragioni di certo marketing le conosciamo, ma il 13 febbraio ha dato un segnale forte&#8230;</p>
<p>Rodolfo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Draquila</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 13:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo la decisione di Bondi (Ministro per i beni e attività culturali) di disertare il festival del cinema di Cannes per la presenza dell&#8217;ultimo lavoro di Sabina Guzzanti (Draquila, l&#8217;italia che trema), e per il ventilato ricorso della Brambilla (Ministra del Turismo) all&#8217;Avvocatura dello Stato per accertare se il documentario &#8220;leda l&#8217;immagine della Nazione&#8221;, mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/images14.jpg"><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/images14.jpg" alt="" title="images14" width="94" height="135" class="alignnone size-medium wp-image-10515" /></a></p>
<p>Dopo la decisione di Bondi (Ministro per i beni e attività culturali) di disertare il festival del cinema di Cannes per la presenza dell&#8217;ultimo lavoro di Sabina Guzzanti (Draquila, l&#8217;italia che trema), e per il ventilato ricorso della Brambilla (Ministra del Turismo) all&#8217;Avvocatura dello Stato per accertare se il documentario &#8220;leda l&#8217;immagine della Nazione&#8221;, mi sono deciso ad andarlo a vedere, di malavoglia, quasi sicuro di vedere imitazioni di Berlusconi e lazzi vari.<br />
Invece no.<br />
Solo all&#8217;inizio, e per pochissimi minuti, la Guzzanti s&#8217;è travestita.<br />
Per tutto il resto del documento (tutto è documentato) il tono è semplice, nessuna caduta nella battuta facile e grezza (quelle vengono lasciate al Capo)) ed il ritmo lo dà una serie impressionante di testimonianze, interviste, ritagli. Tutto materiale che conosciamo già, solo che in Draquila è sistemato e organizzato in una visione d&#8217;insieme.<br />
Credo che sia stato proprio questo modo di vedere &#8220;complessivo&#8221; il motivo che ha spinto Bondi a dare forfait. L&#8217;apparato propagandistico berlusconiano si esprime per spot, per battute. Ricondurre il linguaggio politico ad un ragionamento articolato lo manda in <strong>tilt</strong>.<br />
Discutibile finchè si vuole, il lavoro della Guzzanti ha il pregio della visione d&#8217;insieme. Un motivo più che sufficiente per vedere il film, per farlo vedere all&#8217;estero e per far capire che sarà comunque dura, anche per Berlusconi, mettere il silenziatore alla volontà di sapere.<br />
Che poi Bondi e la Brambilla disertino l&#8217;evento cinematografico francese, fa solo piacere. La loro ira è di per sè significativa.</p>
<p>Rodolfo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Balconi e promozione turistica</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2010/04/balconi-e-promozione-turistica/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:32:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo da un &#8220;vecchio&#8221; amico di Jesoloforum questo suggerimento. Anche per il 2010 la provincia di Bolzano ha indetto il concorso: &#8220;MIGLIOR BALCONE DEL SUDTIROLO&#8221; Ecco i tre finalisti che si contenderanno il primo premio. Che ne dite? Non male come idea&#8230; Rodolfo-jf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo da un &#8220;vecchio&#8221; amico di Jesoloforum questo suggerimento.</p>
<p>Anche per il 2010 la provincia di Bolzano ha indetto il concorso: </p>
<p>&#8220;MIGLIOR BALCONE DEL SUDTIROLO&#8221; </p>
<p>Ecco i tre finalisti che si contenderanno il primo premio. </p>
<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/balcone1.jpg"><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/balcone1-300x219.jpg" alt="" title="balcone1" width="300" height="219" class="alignnone size-medium wp-image-10426" /></a></p>
<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/balcone21.jpg"><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/balcone21-300x225.jpg" alt="" title="balcone21" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-10433" /></a></p>
<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/balcone3.jpg"><img src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/balcone3-300x225.jpg" alt="" title="balcone3" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-10431" /></a></p>
<p>Che ne dite? Non male come idea&#8230;</p>
<p>Rodolfo-jf</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mal d&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2010 13:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
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		<description><![CDATA[Mal d&#8217;amore Martedi 13 aprile 2010- ore 20.30 Kursaal- Piazza Brescia- Jesolo Grazie al patrocinio del Comune di Jesolo e, segnatamente, dell&#8217;Assessorato alle Politiche Sociali, anche quest&#8217;anno siamo riusciti ad organizzare una conferenza con la dott.ssa Paola Scalari ed il pro. Francesco Berto. Il tema che verrà affrontato e discusso pubblicamente riguarda fondamentalmente la famiglia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mal d&#8217;amore</strong></p>
<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/mal-damore.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10283" title="mal-damore" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/mal-damore-219x300.jpg" alt="" width="219" height="300" /></a></p>
<p>Martedi 13 aprile 2010- ore 20.30</p>
<p>Kursaal- Piazza Brescia- Jesolo</p>
<p>Grazie al patrocinio del Comune di Jesolo e, segnatamente, dell&#8217;Assessorato alle Politiche Sociali, anche quest&#8217;anno siamo riusciti ad organizzare una conferenza con la dott.ssa Paola Scalari ed il pro. Francesco Berto.</p>
<p>Il tema che verrà affrontato e discusso pubblicamente riguarda fondamentalmente la famiglia, che vive un momento di epocale trasformazione.</p>
<p>Uomini e donne si trovano oggi ad affrontare nuove intese ed originali modalità di dialogo perchè non possono contare sull&#8217;appoggio dei vecchi modelli coniugali.</p>
<p>Queste importanti trasformazioni nella vita familiare comportano anche inaspettate criticità nella crescita dei figli.</p>
<p>I bambini infatti assorbono troppo spesso legami fragili e diventano ragazzi vulnerabili.</p>
<p>Si presentano allora come indisponenti, prepotenti, irrispettosi o adolescenti apatici, pigri e demotivati.</p>
<p>Si fanno del male e fanno male.</p>
<p>La serata vuole essere un momento di confronto tra esperti e pubblico per discutere, tutti insieme, come vivere l&#8217;amore.</p>
<p>Genitori, educatori ed operatori sociali e sanitari sono invitati a partecipare.</p>
<p>Dott.ssa <strong>Paola Scalari</strong> &#8211; Psicoterapeuta e psicoocianalista.</p>
<p>Interverranno</p>
<p><strong>Francesco Calzavara</strong>- Sindaco di Jesolo</p>
<p><strong>Davide Vallese</strong>- Assessore alle Politiche Sociali</p>
<p>Incipit- Prof. <strong>Francesco Berto</strong></p>
<p>Introduce e modera- Avv. <strong>Luigi Sclebin</strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Jesoloforum- Redazione<a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/mal-damore.jpg"></a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senza parole</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2010/03/senza-parole-3/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 22:08:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>john</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avrei voluto scrivere del caso dei bambini, in provincia di Vicenza, che alla mensa scolastica, hanno ricevuto pane (imbottito) e acqua, perchè i genitori non pagavano. E, invece, non scrivo niente, perchè sono troppo incazzato e schifato, e correrei il rischio di denunce, querele e quant&#8217;altro. Una cosa, però, la dico: a quel cerebroleso che, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto scrivere del caso dei bambini, in provincia di Vicenza, che alla mensa scolastica, hanno ricevuto pane (imbottito) e acqua, perchè i genitori non pagavano.</p>
<p>E, invece, non scrivo niente, perchè sono troppo incazzato e schifato, e correrei il rischio di denunce, querele e quant&#8217;altro.</p>
<p>Una cosa, però, la dico:<br />
a quel cerebroleso che, intervistato sull&#8217;accaduto, ha dichiarato che, se lui va al ristorante, paga o va a lavare i piatti, o non ci va, auguro di subire un tracollo finanziario, e che i suoi figli subiscano lo stesso trattamento.</p>
<p>john (alla faccia del partito dell&#8217;amore)</p>
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		<title>I Candidati e noi</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2010/03/noi-e-i-candidati/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 23:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo, tra due settimane scarse si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale. A giorni saremo invasi dai &#8220;santini&#8221;, le nostre cassette per le lettere traboccheranno di promesse, di volti sorridenti, rassicuranti, sbarbati e puliti. Tornano i candidati. Nell&#8217;antica Roma gli aspiranti al Senato dovevano indossare una tunica bianca per essere rconosciuti, interpellati e pesati. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/cicerone_clip_image002_0005.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10105" title="cicerone_clip_image002_0005" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/cicerone_clip_image002_0005-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a></p>
<p>Ci siamo, tra due settimane scarse si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale. A giorni saremo invasi dai &#8220;santini&#8221;, le nostre cassette per le lettere traboccheranno di promesse, di volti sorridenti, rassicuranti, sbarbati e puliti. Tornano i candidati.<br />
Nell&#8217;antica Roma gli aspiranti al Senato dovevano indossare una tunica bianca per essere rconosciuti, interpellati e <em>pesati</em>. La <em>res publica</em> non poteva essere affidata a gente in-affidabile.<br />
Ora il sistema elettorale non funziona così. I candidati sono per lo più proposti da ristrettissime elites di partito, che a loro volta rispondono ad altre regie (economiche, soprattutto). Tranquilli, candidati, o chi per voi, non è un problema.<br />
Ma, mi chiedo, ci chiediamo,  di loro, dei candidati, cosa sappiamo, in realtà? Quello che sappiamo è quello che altri ci dicono di loro, o quello che loro dicono di se stessi. In genere poco, comunque. E sono sempre curricoli ottimi.<br />
Quel che non sappiamo, tuttavia, non è affatto inaccessibile. Basta chiedere. Basta vincere una radicata, pericolosa pigrizia. Basta chiedere, informarsi.<br />
Eppure, se ci osserviamo, se riflettiamo su noi stessi, noi italiani non siamo affatto dei pigri. Nella scelta di un&#8217;auto siamo precisi ed esigenti. Prezzo, prestazioni, caratteristiche tecniche, velocità, ripresa, consumi, optionals, confronto con i modelli precedenti e con i modelli simili di altre marche. Una piacevole fatica alla quale ci sottoponiamo con sottile piacere, se non con dedizione.<br />
Le signore poi superano i signori. La scelta di un vestito è frutto di un&#8217;analisi scientifica: qualità, colore, periodo dell&#8217;anno, capacità di migliorare la figura ed esaltare i colori di occhi, pelle e capelli. Non solo. La scelta definitiva arriva dopo aver consultato un esercito di amiche che consigliano, suggeriscono, invitano a pensarci bene perché è una scelta importante. Un mare di tempo sta dietro ad una decisione che è vitale. Un vestito sbagliato può cambiare il senso di tanti eventi.<br />
Ma allora il tempo e la voglia di scegliere ce l&#8217;abbiamo, in abbondanza. Non è vero che ci manca.<br />
Non è che per caso siamo così sciocchi da pensare sul serio che &#8220;tanto, i politici, sono sempre loro&#8221; e poi &#8220;non abbiamo tempo per pensare alla politica&#8221;? Sicuramente no, che diamine!<br />
Sappiamo benissimo che i candidati che saranno eletti decideranno, grazie alla nostra delega, su questioni di un certo rilievo: la sanità, le scelte economiche, la qualità della scuola ed il tipo di formazione dei nostri figli, il prezzo dei carburanti, la tutela dell&#8217;ambiente, lo sviluppo del quartiere, della città, del Paese, la sicurezza, la giustizia. Tanti di loro sono già stati al governo, a vari livelli. Sappiamo quello che hanno fatto, come si sono comportati, se sono stati fedeli e chiari, oppure imbroglioni e bugiardi. Lo sappiamo bene. E se lo sappiamo solo vagamente, non fa nulla: possiamo chiedere, fare una telefonata, scrivere una mail al loro partito: possiamo informarci. Se lo vogliamo, lo possiamo fare. E loro, i candidati, ci devono rispondere. Non rispondono? Non li votiamo. E&#8217; un meccanismo semplicissimo, no?<br />
Se siamo così precisi ed esigenti per un&#8217;auto ed un vestito, vuoi vedere che non lo siamo per la società in cui viviamo noi e, soprattutto, i nostri figli? Impossibile. Sarebbe uno scandalo!<br />
Ora, per un mese, al mercato, per la strada, nelle piazze, verranno a darci dei bigliettini con la loro foto. Li vedremo ritratti in grandi fotografie. Ci arriveranno a casa con la posta normale e elettronica. Ci telefoneranno. Li troveremo pure su Facebook. Possiamo interagire con loro.<br />
Finalmente, per un mese, dovranno parlarci in faccia. Dovranno convincerci, persuaderci, conquistarci. Poveracci, sanno che siamo tosti, che valutiamo ogni particolare, che amiamo i valori collettivi più di ogni cosa.<br />
Allora rinnoviamo le domande : chi sei, candidato? Cos’hai da dirmi? Che intendi fare per la città, la provincia, la regione? Mi proponi di votare te o questo o quello? Perché lo fai? Perché sei gentile e non mi contraddici e sei disposto a rispondere, ora, a tutte le mie domande e mi assicuri che sì, “si può fare”.<br />
Una domanda particolarmente attuale da porre ai candidati è la seguente: il tuo partito è corrotto? Annovera forse nelle sue liste uomini e donne corrotti? Quanti giovani propone o proporrà? Non sarà mica che quando avrete la mia crocetta, ritornate a starvene zitti, non risponderete più, mi direte che c’è stato qualche problema, che dovrò aver pazienza?<br />
Siccome siamo tosti come l’acciaio, lo sa tutto il mondo di che pasta siamo fatti, pretenderemo da voi, candidati, risposte semplici e chiare. E non solo. Periodicamente ci prenotiamo un appuntamento, una seratina dove volete voi, a tu per tu, e, dati alla mano, insieme si faremo i conti: i candidati eletti devono rendere ragione, render conto: è la regola della democrazia, no? Una volta ogni sei mesi potrebbe andar bene, che ne dite? E se i conti non tornano? Beh, capita. Una volta può starci. Due no! Allora  noi, la seconda volta,  siccome siamo tosti, diremo : Amico mio, ti ho votato, ho avuto fiducia in te o in quello che mi hai consigliato. Non hai mantenuto le promesse? hai fatto casino?  ti sei dimenticato? Ma sei fuori? Stai scherzando? Vuoi che mi incazzi? Ti rendi conto che stai spendendo i miei soldi? Ti rendi conto che ti ho messo in mano la formazione dei miei figli? Ti sei scordato che voglio una sanità efficiente rapida e competente, o credi che non me ne freghi nulla della mia salute? Non hai fatto ciò che mi hai detto avresti fatto? Bene, allora ti dimetti. Qui, ora subito. E mi chiedi pure scusa. E prova a ripresentarti, se ne hai il coraggio. No, non fare quella faccia. Ti dimetti e basta. Non è un dramma, un lavoro ce l’hai, no? Non sarai mica un politico <em>di professione</em>,  vero?<br />
Bene, candidati, o portavoce dei candidati! Ci siamo intesi allora? Patti chiari, rispetto, chiarezza e fatti. Tanti fatti e niente scuse. Altrimenti dimissioni veloci, immediate, fulminee.<br />
Il mondo è semplice. Sembra complesso, ma in realtà è semplicissimo.<br />
Noi siamo tosti sulle cose toste. Siamo Italiani.<br />
Il patto è chiaro, voi ci governate per un po’, noi ci facciamo governare: fate funzionare il sistema, così noi ci dedichiamo ad altro: facciamo raccolta differenziata, volontariato, ci dedichiamo ai figli. Ci fidiamo, statene certi, ma, ricordate,  abbiamo gli occhiacci puntati sulle vostre facce sorridenti, ben rasate, pulite e molto rassicuranti.<br />
Buon lavoro, contiamo su di voi.</p>
<p>Rodolfo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DIVIETO ANTIFUMO: STORIA DI UNA LEGGE CHE FUNZIONAVA TROPPO</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 11:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salute/Medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Max Weber, il grande sociologo tedesco, scriveva agli inizi del secolo scorso che il grado di civiltà di un popolo si misura dalla qualità della sua organizzazione socio-politica. Elemento costitutivo di ogni organizzazione, massimamente di quella politica, è il rispetto delle regole che essa si è data. Senza tale rispetto generalizzato e condiviso, le regole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/sigarette-polonio-210-airc-wwf.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9892" title="sigarette-polonio-210-airc-wwf" src="http://www.jesoloforum.com/wp-content/uploads/sigarette-polonio-210-airc-wwf-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Max Weber, il grande sociologo tedesco, scriveva agli inizi del secolo scorso che il grado di civiltà di un popolo si misura dalla qualità della sua organizzazione socio-politica.<br />
Elemento costitutivo di ogni organizzazione, massimamente di quella politica, è il rispetto delle regole che essa si è data.<br />
Senza tale rispetto generalizzato e condiviso, le regole non sarebbero effettive e quindi diventerebbero del tutto inutili.<br />
Secondo lo studioso, inoltre, due sono le principali condizioni per garantire l&#8217;effettiva  osservanza delle regole: il generale riconoscimento della loro utilità per il benessere collettivo e la minaccia di una sanzione in caso di loro violazione.<br />
Il primo dei due fattori si fonda sulla razionalità dei consociati, ed è tipico delle società più mature; il secondo si fonda essenzialmente sulla paura, ed è tipico delle società più primitive.<br />
Nelle società moderne i due diversi aspetti necessariamente convivono, ma quando prevale il primo, cioè l&#8217;adesione razionale alle regole, si può dire che la società nel suo complesso possiede un livello di civiltà superiore.<br />
La teoria è molto interessante ed attuale, perché potrebbe costituire la base di un test conoscitivo sulla comunità a cui apparteniamo.<br />
Affinché il test sia valido, occorre prendere a riferimento un campione di regole che non siano rivolte ad una limitata o particolare categoria di cittadini, ma siano invece  di interesse generale, come ad esempio il codice della strada o le norme antifumo.<br />
Prendiamo allora quest&#8217;ultima legge, visto che è oggetto di un discusso progetto   bipartisan per l&#8217;introduzione di ulteriori restrizioni e divieti.<br />
Si tratta della legge n. 3 del 2003, intitolata &#8220;Tutela della salute dei non fumatori&#8221;, che ha esteso il divieto di fumo, già previsto in limitati casi dalla legge 584 de l 1975, a tutti i locali chiusi, compresi i luoghi di lavoro privati o non aperti al pubblico, gli esercizi commerciali e i ristoranti.<br />
E&#8217; opinione diffusa che la legge, grazie forse anche al massiccio batttage mediatico, è stata finora, e salvo rare eccezioni, generalmente rispettata dai cittadini, dando prova di buona tenuta.<br />
Sembra quindi che la legge abbia trovato l&#8217;adesione spontanea della gente, per lo più convinta della opportunità di osservare il divieto.<br />
Ultimamente, però, nei bar, nei pub e negli altri locali pubblici si assiste sempre più frequentemente alla scena di persone che si accendono una sigaretta senza che il titolare o il gestore del locale muova un dito per impedirlo.<br />
Cosa è successo allora nel frattempo che ha fatto mancare o ha fortemente indebolito la generale applicazione della legge?<br />
Credo che la risposta vada cercata tra i contenuti di una recente sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata nell&#8217;ottobre dell&#8217;anno scorso.<br />
In tale decisione, il giudice amministrativo ha stabilito che, per imporre ai gestori del locali pubblici il dovere di vigilanza antifumo, occorreva una previsione legislativa, mentre l&#8217;obbligo gravante sui gestori di richiamare i trasgressori e di segnalarne la violazione alla forza pubblica, era stato previsto soltanto da una circolare ministeriale successiva alla legge.<br />
La conseguenza, di fatto, è che i titolari o i gestori dei bar o dei ristoranti non sono più soggetti a sanzione se non fanno rispettare il divieto di fumare.<br />
In sostanza, a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, è venuta meno la minaccia della sanzione a carico dei responsabili dei pubblici esercizi.<br />
Certamente, rimane formalmente in vigore la contravvenzione prevista per i trasgressori del divieto, ma data ora la difficoltà di un controllo esteso e capillare, il pericolo di essere multati è più teorico che pratico.<br />
Verificando a questo punto i risultati testé raggiunti alla luce delle teorie del Weber, si dovrebbe concludere che l&#8217;apparente osservanza del divieto antifumo in Italia è dovuta principalmente al rischio di incorrere in una pesante sanzione, più che sulla convinzione generalizzata della utilità e/o convenienza della legge. </p>
<p>Se manca la minaccia di una penalità, l&#8217;osservanza della legge sparisce o si affievolisce notevolmente.  <br />
Qui, però, le mie conoscenze sul sociologo tedesco si fermano, per cui non sono in grado di predire il giudizio che egli avrebbe tratto sul grado di civilizzazione della società italiana.<br />
Luigi &#8211; JF</p>
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