pontili: ennesimo incidente grave
lun, ago 8, 2011
E’ avvenuto stanotte. Un ragazzo padovano si tuffa dal pontile in piena notte. Ora è a Mestre in Neurochirurgia.
Sono anni che accadono incidenti simili.
Quest’anno c’è chi ha affermato “giù le mani dai pontili”, sostenendo che essi fanno parte di fatto “dell’offerta di balneazione” jesolana.
A me pare che vi sia un po’ di pressapochismo intorno ai pennelli a mare, che dovrebbero avere solo la funzione di frangiflutti e di conservazione dell’arenile.
In breve, sono balneabili o no, tecnicamente?
Di notte andrebbero chiusi?
Cosa ne dite? Che sapete in merito?
Rodolfo






agosto 8th, 2011 at 20:37
ciao,da quello che so io chi vi si avventura lo fa a proprio rischio e pericolo, in quanto avvisato da numerosi cartelli di divieto….
agosto 8th, 2011 at 21:33
premesso che, a prescindere dal fatto che sui pontili non si potrebbe accedere, è impensabile, realisticamente, “rimuovere” la gente dai suddetti,
bisognerebbe prendere dei provvedimenti “pratici”,
piuttosto che addentrarsi in (lunghissime) battaglie di principio a colpi di codice civile/penale.
la mia idea è che bisognerebbe rendere intanto *molto* più visibili i cartelli che avvisano del pericolo, piazzandoli all’inizio di ogni pontile in posizione
verticale non eludibile.
certo non è “la” soluzione del problema ma è un provvedimento pratico che forse potrebbe prevenire
qualche altro incidente.
agosto 9th, 2011 at 10:09
Francamente trovo che l’idea di chiudere i pontili per evitare simili incidenti sia l’ennesima sconfitta per la nostra società.
Se io vedo un cartello di divieto, lo rispetto. Stop.
Se io vedo un cartello di divieto, ma me ne frego, lo faccio a mio rischio e pericolo.
Anche perchè se per ogni divieto non rispettato, dovessimo trovare delle soluzioni adeguate per evitarlo successivamente, sarebbe la fine di quel poco che resta di questa nostra società civile.
agosto 9th, 2011 at 15:14
@ Rodolfo
E’ come dire che gli argini “istituzionalmente” servono per contenere il corso dei fiumi e quando Tu stesso magistralmente li percorri in sella alla tua mountain bike commetti un abuso !
)
Sono invece totalmente d’accordo con quanto scritto da Riccardo G., la società è tale quando si da e rispetta delle regole,non credo molto nella repressione ma nell’informazione,non penso sia giusto limitare la libertà della maggioranza delle persone per colpa di pochi che se ne infischiano delle regole.Quindi,per quanto riguarda l’ho gia detto “giu’ le mani dai pontili”, fanno parte integrante dell’arenile e di chi li utilizza anche semplicemente per incontrarsi o passare qualche ora piacevolmente al sole, che male c’è?
Daniele Bison
agosto 9th, 2011 at 17:28
Secondo me ha ragione Rodolfo quando parla di “pressapochismo” dei cartelli di divieto.
Un semplice “vietato tuffarsi” non basta.
L’Italiano Medio è una brutta bestia.
Un semplice non-farlo-perchè-è-vietato non è affatto sufficiente.
Si, vabbè, potrà andar bene per il ragazzotto di teutonica disciplina, ma per la nostra indisciplinata gioventù servono altri rimedi.
Bisognerebbe scrivere -in più lingue ovviamente- che “E’ severamente vietato tuffarsi dal pontile”.
E’ necessario aggiungere, poi, che sotto il pontile, mio Caro Turista Intrepido, non troverai la fossa delle Marianne, bensì, se ti va bene, un metro e mezzo di acqua salata.
Indispensabile, inoltre, un pannello con l’alternanza della bassa e alta marea in modo che, sempre lo stesso Intrepido Turista, possa calcolare la variabile del metro e mezzo di cui sopra.
Doveroso, infine, ammonire che tuffarsi in acqua con un elevato tasso alcolico può compromettere un perfetto impatto con l’acqua sottostante.
agosto 9th, 2011 at 19:55
Premetto che c’è tutta la solidarietà per un ragazzo che ha commesso una grave sciocchezza (chi non ne ha commessa almeno una nella vita, forse tu che leggi non hai mai guidato l’auto col cellulare attaccto all’orecchio che è pericolosissimo per te e per gli altri, ma ti è sempre andata bene?) e al quale va l’augrio di guarire in fretta. Cartelli, cartelli, cartelli! Marty hanno chiuso il cinema Delfino alcuni anni fa, forse ti possono prestare lo schermo per fare un cartello che contenga tutti i tuoi avvertimenti…tanto quello che passa sotto il cartello lo trovi lo stesso. Piuttosto ci vorrebbe attenzione, consapevolezza dei pericoli. Farsi male è un attimo dal pontile, cadendo in bici sulla passeggiata, “tranciandosi” un dito sul lettino o lo sdraio! I pontili sono li da anni. Questi episodi purtoppo accadono da sempre, più o meno ogni 2-3 anni. Una volta non c’erano i cartelli, poi c’era quello divieto di tuffarsi, poi quello divieto d’accesso. Ma ricordo che li incidenti accadevano lo stesso. Consapevolezza. Farsi male è un attimo, con o senza cartelli.
agosto 10th, 2011 at 05:41
bravo la mangusta, basta cartelli e moniti….. la gente deve cominciare a ragionare con la propria testa e pensare che le disgrazie non capitano sempre agli altri; personalmente rabbrividisco quando con la nebbia vedo sfrecciare in autostrada le macchina a 150 kmh, e cartelli ce ne sono anche di luminosi, rabbrividisco quando sento le notizie come quella del ragazzo ferito, mi incazzo quando vedo la gente fumare con i pacchetti che riportano a caratteri cubitali i pericoli che ne consegueno… io credo che troppi cartelli di pericolo portano all’assefuazione e ne sviliscono le finalità.
piuttosto come per gli incidenti stradali portiamo le sfortunate vittime per le scuole tra i giovani facendo vedere cosa succede se…..
agosto 10th, 2011 at 19:57
La Jesolo Turismo Spa, la società che si occupa del servizio di salvataggio di buona parte dell’arenile, ha deciso di intervenire per cercare di prevenire gli incidenti che si verificano ogni anno a causa dei tuffi dai pontili.
«È noto come dai pontili non ci si possa tuffare – dice il presidente di Jesolo Turismo, Rodolfo Saramin – perché il fondale è troppo basso: non a caso ad ogni pontile c’è un apposito cartello con il divieto. Nonostante questo ogni estate si verifica un dramma, a volte irreparabile. Come società stiamo pensando ad un ulteriore intervento per cercare di fare prevenzione. La prima ipotesi è quella di posizionare dei nuovi cartelli ai pontili a più forte impatto; e parallelamente una campagna di sensibilizzazione tra i turisti». (G.Bab.)
ottima iniziativa, pratica e di buon senso.
agosto 11th, 2011 at 08:24
D’accordissimo con gli ultimi due post.
Che facciamo allora, chiudiamo le strade sennò la gente si schianta?
Chiudiamo gli stadi sennò la gente si ammazza?
No. Quello che manca è l’educazione di fondo, il buon senso, la coscienza che, come dice la mangusta, farsi male è un attimo e a volte i danni sono irreparabili.
A volte è solo sfiga, altre volte ce la si va proprio a cercare…
E poi, i cartelli di divieto per certi soggetti non sono altro che un invito alla sfida……
agosto 13th, 2011 at 07:14
ricordatevi allora di ritirare la licenza alla barca ALBATROS che con numerosi turisti scavalca e pesta (anche insultando) chi si rilassa un paio d’ore al sole.
nei pontili dove la barca attracca non vedo nessuna protezione per quei turisti che a malapena riescono a camminare data la loro età, nessuna protezione che protegga i bambini da uno scivolone!!!!!
se avessimo una spiaggia con gli scogli…..gli toglieremmo uno a uno????
buona estate a tutti