Nonostante tutto gli Islamici festeggiano la fine del ramadan a Jesolo
mar, ago 30, 2011
Si svolgeranno presso la palestra dell’Istituto ”Elena Cornaro” i festeggiamenti della Festa per il termine del periodo di Ramadan previsti per il giorno 30 o 31 di questo mese.
Giunge quindi a conclusione senza problemi la ricerca, da parte della Comunità Islamica di jesolo e del litorale del Cavallino, di un posto dove oltre 500 fedeli di fede Islamica pregheranno e festeggeranno con dolci tipici e bevande strettamente analcoliche.
Intendiamo quindi ringraziare vivamente tutti i funzionari dell’assessorato allo sport della Provincia di Venezia che si sono prodigati per giungere ad una positiva soluzione della richiesta rivolta di poter usufruire della palestra del Cornaro.
I nostri sentiti ringraziamenti anche all’assessore Speranzon ed a tutti i responsabili dell’Istituto che permettono i festeggiamenti della numerosa Comunità Islamica che a fine mese sarà presente per un momento di preghiera ed un momento di festa.
I responsabili dell’Associazione Culturale ”Bangladesh” di Jesolo, il presidente Zabber Sihkdar, il vice-presidente Haider Dawood ed il segretario Kamal Hossain hanno inviato un affettuoso invito a presenziare ai festeggiamenti anche al responsabile della Caritas di Venezia Don Dino Pistolato di cui si attende una eventuale adesione ed al Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Venezia Ghili Benyamin che, causa impegni precedentemente assunti, non potrà partecipare.
Una iniziativa sicuramente dal forte spessore umano che mira a coltivare la cultura del rispetto, della reciproca conoscenza, della pace e dell’amore tra le persone.
Salvatore Esposito
Comitato Difesa Diritti Civili






agosto 25th, 2011 at 21:16
finalmente una bella notizia…
agosto 26th, 2011 at 08:59
“Nonostante tutto…” credo possa venire inteso: “Nonostante nei loro paesi non sia tollerata alcuna manifestazione di altre religioni, qui invece…”
Certo, potrà essere una bella notizia quando finalmente l’accettazione e la tolleranza saranno reciproche.
Vittorino Maschietto
agosto 26th, 2011 at 10:30
Vittorino Maschietto, tu sei un cristiano, nel vero senso della parola, o non sei piuttosto un fariseo?
agosto 26th, 2011 at 10:40
Sig. Maschietto sono daccordo con lei, il campanilismo per l’Italia non esiste, tendiamo a dimenticarci della nostra cultura e fare delle altre un simbolo di tolleranza…. è evidente che i diritti umani (e civili) sono cosa strana se intesi assieme alla religione e che nei paesi mussulmani la Parola diritti civili sia molto estranea rispetto al concetto Occidentale… “rispetto,reciproca conoscenza, pace e amore” ma certo, dopo aver visto decapitazioni, lapidazioni, donne che scappano per la vita dura che hanno in quei paesi (non tutti) , dobbiamo capire se le hanno capite loro queste parole , non continuare a propinarcele a noi e magari dare del razzista se la gente pensa diversamente ,noi tendiamo ad offrire la mano (come è giusto) ma anche un po di braccio sostenendo più del necessario la loro cultura/religione (parlo dell’italia in generale)… Un cristiano convertito non è un problema per noi , un mussulmano convertito rischia “solo” la vita nel loro modo di vedere le cose. Cultura e religione sono intimamente connessi nei loro paesi, noi (per fortuna) tendiamo a dividere le due cose, dobbiamo stare attenti a non utilizzare parole nostre nel loro mondo che sono diverse per forza …
Fuser Claudio
agosto 26th, 2011 at 10:49
Quel “nonostante tutto” del titolo è palesemente in contraddizione con il tenore letterale e sostanziale del post.
Signor Esposito, ha chiarimenti in tal senso?
agosto 26th, 2011 at 11:58
Anche a me era suonato male quel “nonostante tutto”. Che significa?
E pure il resto del post del sig. Maschietto mi trova completamente d’accordo.
agosto 26th, 2011 at 20:22
Per carità, Sig. Maschietto.
In uno Stato Democratico ogni persona è libera di intendere le cose come desidera, salvo magari rispettare le intenzioni di chi ha espresso un pensiero.
In questo caso non intendevo ”nonostante tutto” in senso così negativo e riduttivo come da lei inteso.
Chiaramente il nonostante tutto si riferisce all’attegiamento dell’attuale maggioranza politica che governa Jesolo e che non avrebbe sprecato un secondo per permettere un tale finale.
Eppure non mi risulta che la composizione della maggioranza che governa la provincia di Venezia sia diversa dalla composizione Jesolana.
Evidentemente Jesolo è isolata anche a livello provinciale.
Sono i fatti a dimostrarlo; non è una mia ipotesi.
Per quanto riguarda invece il Suo commento, ho inteso un senso sia riduttivo sia negativo, in quanto ragionando in questo modo, a parer mio, non solo non si va da nessuna parte ma si ritorna indietro negli anni se non addirittura nei secoli.
Veda Maschietto, non so se si rende conto del fatto che i regimi conservatori del mondo Arabo oggi stanno vivendo un periodo di vere e proprie rivoluzioni che partono realmente dal basso e che stanno cambiando la realtà delle cose in modo profondo e radicale.
Magari ”quegli arabi” stanno abbattendo i dittatori che l’attuale Governo Italiano riceveva in pompa magna e a cui magari il nostro primo ministro dava baci se non sulla bocca sicuramente sulle guance se non addirittura sulle mani.
Quei Musulmani che Lei, se ho sbagliato ad intendere non me ne voglia, accusa di non accettare altre religioni se non la propria, hanno invitato non solo un Cattolico di santa Romana Madre Chiesa ma anche un Rabbino Capo della Comunità Ebraica.
Dove sarebbe allora il ”peccato” se non nei suoi occhi, Signor Maschietto ?
Un vero Cristiano credo che non esiterebbe ad aiutare questo processo di avvicinamento e di reciproca comprensione invece di censurare il tutto in nome di vecchie e quindi inattuali e rancorose divisioni.
Esiste un mondo ”in divenire” che si allontana sempre piu da un mondo statico e reazionario.
Nel mondo Arabo si stanno verificando cambiamenti epocali, noi siamo ancora fermi al Cavalierato del Berlusca che sta affondando trascinando un paese intero nella melma.
Sono in ogni caso in piena sintonia con Lei quando afferma che sarà bella la notizia di un mondo in cui l’accettazione e la tolleranza saranno eciproche.
I Musulmani di Jesolo lo hanno dimostarto nei fatti; sicuramente sarà suo ardente desiderio fare altrettanto.
La invito ufficialmnte a nome degli organizzatori della Festa a venire a portare il Suo saluto in nome dei sentimenti da Lei espressi.
Sarò felicissimo di poter stringerLe la mano bevendo qualcosa insieme, se la cosa non Le arreca disturbo.
E tenga presente, per finire, che il sottoscritto è un convinto NonCredente.
Con profondo rispetto,
Salvatore Esposito
agosto 26th, 2011 at 21:00
“Un vero Cristiano credo che non esiterebbe ad aiutare questo processo di avvicinamento e di reciproca comprensione invece di censurare il tutto in nome di vecchie e quindi inattuali e rancorose divisioni.”
Così scrive Salvatore Esposito nel commento che ho appena postato.
E credo che la questione sia tutta qui.
C’è chi, anche se non credente, mantiene dentro di sè alcuni valori preziosi come avvicinamento e comprensione rinnegando il rancore, e c’è chi invece trova più sicurezze nel mantenere distanze e millantare una tolleranza che forse non è così solida come occorrerebbe.
C’è chi cammina guardando avanti, c’è chi cammina guardandosi le spalle.
Preferisco i primi, forse perchè chi si guarda indietro forse teme qualcosa.
Le comunità musulmane non sono più un’eccezione. All’intergazione ancora stridente degli adulti si contrappone una società nuova che si sta componendo nelle scuole. Noi insegnanti lo vediamo ogni giorno. I ragazzi sono totalmente diversi da noi. Studiano insieme, ascoltano la stessa musica, si trovano insieme a bere al bar. Si innamorano. Sono loro il futuro.
Tanto vale favorire il processo, no?
Rodolfo
agosto 27th, 2011 at 15:00
Per Massimo Zaramella. commento n. 3.
Quale importanza potrà mai avere se sono un “vero” cristiano o un “fariseo”, a prescindere che vorrei capire l’accezione di “fariseo” che mi attribuisci; il commento era troppo breve per capirlo…
In ogni caso posso confermarti che la mia cultura è sicuramente cristiana, come credo la maggioranza di noi; per quanto riguarda l’osservanza, la partecipazione: direi quasi nulle, se non nelle occasioni, diciamo così, “istituzionali” e per la fede, direi che non posso confermare nulla, se non una grande insicurezza, anzi una argomentata diffidenza. Grande rispetto, però, per chi ha la fede e partecipa scientemente, e per le istituzioni religiose.
Ma l’argomento è troppo complesso per essere analizzato seriamente in poche righe.
Vittorino Maschietto
agosto 27th, 2011 at 15:33
Per Salvatore Esposito – commento n. 7
Spero capirà che avevo ben inteso quale fosse l’esatto significato di “nonostante tutto”; direi che capiamo bene entrambi la particolare costruzione delle frasi…
Non ho inteso né ridurre né dare una connotazione negativa, bensì ho voluto semplicemente evidenziare, in brevi parole, e anche come provocazione, una particolare e specifica situazione che rileviamo tutti nella complessa ma ormai obbligatoria costituzione di questa società formata da persone di varie religioni, con diversi usi, costumi e abitudini.
Per quanto riguarda in particolare gli stranieri in genere, voglio precisare che non ho prevenzioni di sorta nei loro confronti, figuriamoci… mi piaceva Londra negli anni ’70 proprio per quel tocco di internazionalità e di varietà di usi e costumi che rappresentava per noi italiani.
Quindi ben venga, anche se ormai è più un obbligo che una scelta, questa commistione di popoli diversi. Ma ad una condizione, seria, sicura e ineludibile: che tutti rispettino le nostre leggi, in primis i nostri compaesani ma, ancor di più, gli ospiti che devono adeguarsi alle nostre scelte, pur apportando la loro cultura.
Per quanto riguarda i popoli musulmani, direi che facciamo molto per accettare le loro richieste, ma credo non possa essere sufficiente per una integrazione che richiede necessariamente l’accordo di due parti. Siamo certi che loro la vogliano? Io credo proprio di no. Troppo fatti lo dimostrano e, purtroppo, una singola manifestazione aperta e tollerante, pur estesa ad altri rappresentanti, non può contraddire quella che una politica di esclusione nei nostri confronti persegue con normalità.
Credo che sia solo una illusione quella che viene descritta come l’integrazione dei musulmani. E la causa è esclusivamente rinveniente nella loro mancata volontà di attuarla.
Credo anzi che sia un diverso modo di intendere la vita che non permette nessun tipo di integrazione, e, finché non riusciranno a percepire bene la differenza “occidentale” fra cosa è giusto e cosa è sbagliato, nessuna legge potrà servire.
Tralascerei l’accento polemico all’attuale maggioranza e a Berlusconi, essendo non pertinente in questo contesto… e potrebbe farci inquietare entrambi.
Berrò molto volentieri qualcosa con Lei, se avremo occasione di incontrarci.
Cordialmente,
Vittorino Maschietto
agosto 27th, 2011 at 17:21
D’accordo con Esposito, sostanzialmente.
che “in movimento” sotto una dittatura.
Solo un appunto:
“Nel mondo Arabo si stanno verificando cambiamenti epocali, noi siamo ancora fermi al Cavalierato…”
Oddio…magari perchè noi quei cambiamenti li abbiamo già fatti, sono alle nostre spalle!
Mi si dica quel che si vuole, io preferisco mille volte essere “ferma” al Cavalierato
Essere aperti all’integrazione, disponibili al dialogo con altre culture, non significa, e non deve necessariamente, portare al disconoscimento della propria: siamo un Paese in grave crisi sotto tutti i punti di vista, è vero, ma pur sempre un paese civile e democratico.
Toomuchlife
agosto 27th, 2011 at 20:18
Ma sono gli stessi musulmani che chiedono l’abolizione del crocefisso nelle scuole? sono gli stessi che bruciano la bibbia?sono gli stessi che nei loro paesi puniscono, quando va bene, con il carcere chiunque possieda un simbolo cattolico?sono gli stessi che spesso usano il momento di preghiera per dimostrare il loro odio verso i cani infedeli( così vengono chiamati da loro i non-musulmani)? sono gli stessi che perpetrano ogni violenza sulle donne? sono loro??? Bè complimenti alla provincia…e all’assessore…
agosto 28th, 2011 at 09:48
Come cambiano le cose ai tempi d’oggi.
La presidente della provincia di Venezia ha negato un permesso concesso da un suo assessore; rispondiamo a tono e nei prossimi giorni potranno esserci sorprese molto interessanti.
Ci sono già interessanti spunti di scambio di idee; cosa altamente positiva di questi tempi.
Scambiarsi le idee è sempre positivo.
E’ questo il motivo per cui faccio fatica a rispondere all’intervento di giuliano.
Sono un non credente; sui giornaletti di anni fa (che evidentemente hanno lasciato il segno) si leggeva anche che i non credenti come me venivano trattati peggio dei Cristiani.
Giuliano, sono rispettato in modo incredibile da queste PERSONE che lei tratta come dei primitivi.
Mi chiamano sempre Signor Salvatore e non riesco, nemmeno dopo anni, a far eliminare questo primo termine.
In ogni caso se rilegge i vari post può capire che c’è una diversità di sostanza oltre che di stile, tra il suo intervento e quello del signor Maschietto.
A Pronto rispondo volentieri in quanto ci si muove su un livello, senza offesa, di rispetto e senza presunzione di essere migliori di altri.
Con lei, Giuliano, preferisco sorvolare.
Rimango in attesa di poterLa conoscere bevdno insieme qualcosa, egregio Maschietto.
Lei, sintetizzando, afferma che difficilmente si riuscirà a trovare una sintesi tra mondo Arabo e mondo Occidentale.
Se penso alle differenze esistenti tra Barbari e Romani, tra Greci e Romani, tra Orientali ed Occidentali dei secoli scorsi…..beh, rimango sopreso ed esterefatto da come ci si è collegati.
Noi (quelli come Lei e come me) siamo ”vecchi” e spesso bloccati; lasciamo fare ai giovani (come giustamente dice Rodolfo).
Costruiranno un mondo sicuramnte migliore ed ho mmoltissima fiducia in loro.
Vedo i miei figli ed i loro amici; sono sicuramente migliori di me.
Se non altro hanno idee, sogni, energie.
E sono idee nuove; hanno voglia di cambiare, di migliorare.
Noi possiamo essere ancora utili come ”testimoni” ma dobbiamo avere l’umiltà di lasciare il campo libero ai giovani.
Invece l’Italia è lo Stato dove i vecchi decidono e spesso bloccano i percorsi delle nuove leve.
Personalnte , quando sono stato rieletto per la terza volta RSU ed RLS nel mio settore lavorativo , quando ho visto che chi eveniva dopo di me era un ragzzo di venti anni non ho esitato un minuto a dare le dimissioni.
Quel ragazzo sta facendo oggi un ottimo lavoro.
E’ questo che intendevo dire Toomuchlife.
Come Cavalierato intendo dire che è il sistema un mondo vecchio, passato, composto da mentalità servile del servo nei confronti del Boss.
Rappresenta il mondo in cui il gossipp (vedi le sue TV ed i suoi giornali; purtoppo anche la RAI lo copia sempre più) vale più dei problemi reali.
Le tette al silicone valgono più dei disoccupati e dei precari, i Grandi Fratelli più dei servizi sociali, chi ha denaro più di tutto il resto.
E noi dovremmo anche invidiarli.
Sta entrando in crisi il Cavalierato e ci ritroveremo di fronte solo le macerie che cominciamo già a vedere.
I paesi Arabi in rivolta hanno di fronte le macerie ma intravedono lo sviluppo.
E’ vero che è uno stato di cose che noi abbiamo già conosciuto.
Il problema è che, anche se in forme diverse, lo stiamo rivivendo.
Cordiali saluti,
Salvatore Esposito
agosto 28th, 2011 at 09:54
@ giuliano
In molte scuole il crocefisso non c’è proprio, e non si scandalizza nessuno.
2) Mai visti roghi di bibbie.
3) Incarcerati per possesso di simboli cattolici? Dove accade?
4) Preghiera per dimostrare l’odio contro i cani infedeli? Dove? Chi?
5) In Italia 103 donne italiane muoiono uccise dal marito o (ex) fidanzato italiano (che poi, come recita l’espressione tipica dei giornali, “rivolge l’arma contro di sè)…
Rodolfo
agosto 28th, 2011 at 12:06
Quel “nonostante tutto” si giustifica con il titolo dei giornali di oggi.
Caro Salvatore, non ti resta che rivolgerti al tuo difensore di fiducia, Avv. Lorenzon, per tutelare in giudizio le tue ragioni.
Dopo tanti proclami di azioni giudiziarie, questa potrebbe essere un’azione più che legittima.
Se l’autorizzazione era stata data, l’iter era completato.
Se inveve non c’erano tutti i presupposti, ti sei preso un bel “granchio”.
agosto 28th, 2011 at 14:13
Caro Maschietto, prima dell’integrazione viene la carità, un sentimento tipicamente cristiano, perché prima di Cristo nel mondo non c’era. Prima c’era la pietas romana, ma la carità cristiana è un’altra cosa, è “ama il prossimo tuo come te stesso”, l’altro che ha bisogno è tuo “fratello” e non puoi fare a meno di aiutarlo.
La storia dell’Europa cristiana è piena di episodi tremendi e massacri atroci, anche e soprattutto fra Cristiani. Ma la storia d’Europa è pure piena di atti innumerevoli di carità, di istituti religiosi e no che esistevano per fare carità, cioè assistenza ai bisognosi, ai malati, alle madri senza marito, ai “matti”, a quelli con menomazioni fisiche,ecc., e anche per accogliere i viandanti e i “forestieri”.
Non c’è Cristianità senza la carità, anche culturalmente.
Anche la nostra società contadina veneta era fondata sulla carità, sul sostegno ai più bisognosi e in difficoltà. Quando la gente era più povera sentiva il bisogno di stringere i rapporti interfamiliari in una forma inconscia di mutuo soccorso. La comunità era più unita e “caritatevole”.
Dire di essere culturalmente cristiani perché si è nati in Europa non ha più senso. Bisogna dimostrarlo coi fatti. Moltissimi sono i figli di mussulmani, e mussulmani a loro volta, nati in Europa. Come molti sono gli ebrei in Europa da sempre e molti di più sarebbero se non fossero stati perseguitati per secoli, almeno dal 1500, e sterminati a milioni da Hitler o costretti a fuggire dall’Europa.
Insomma, Maschietto, Salvatore Esposito é più cristiano di te e dei tuoi amici leghisti Forcolin e Zaccariotto, culturalmente (?) parlando, s’intende!
Massimo Zaramella
agosto 28th, 2011 at 14:51
Sig. Esposito e Rodolfo, credo , mia opinione, che stiamo confondendo Cultura e Religione. Noi OGGI possiamo permetterci di essere laici e come succede spesso, possiamo sparare a zero sulla “nostra” chiesa, lì la cosa è molto più difficile perchè la persona vive e può vivere solo nella visione religiosa mussulmana diritti e doveri sono presi da testi sacri e da tradizioni (vedi il velo islamico) vecchie di almeno 1500 anni, mi chiedo perchè sentiamo questa necessità di ragionare nel modo nostro sulle loro questioni…. nel post precedente scrivevo “amore, rispetto , convivenza culturale etc” loro hanno il loro modo di vedere queste parole noi abbiamo avuto tutt’altra storia filosofica e culturale, loro sono più ritardatari su queste cose, quindi la questione del campanilismo è perfettamente lecita e attuale e possiamo permetterci di porre dei dubbi sulla loro fede come li poniamo sulla nostra… noi vediamo la nostra religione come il male perchè i nostri “mediatori” li riteniamo degli ipocriti , ma non possiamo vedere la loro in modo diverso “solo” per fare i tolleranti sennò non siamo obbiettivi… forse i giovani saranno migliori e più obbiettivi e come la religione nella nostra storia ha bloccato la libertà di pensiero non bisogna credere che la loro sia meglio per questo non reputo gli italiani chiusi ma molto più aperti rispetto a loro, poi se vogliamo essere indifferenti e non mettere in dubbio il loro modo di fare e di pensare la tolleranza e solo una politica demagogica inutile…
Fuser Claudio
agosto 28th, 2011 at 20:06
come al solito c’è divergenza di idee su questo argomento, cioè il diritto a festeggiare serenamente la ricorrenza tipica della religione mussulmana. I vari signori pronto, giuliano, martyrepesa sono pronti a far suonare il solito disco che ormai da anni ci ha riempito le teste, ma dopo aver sentito centinaia di volte la stessa musica, si arriva a non poterne proprio più.
Quando si parla delle persone immigrate ecco che i signori ci dicono che: nei loro paesi non sono ammesse altre religioni mentre da noi tutto è consentito, nei loro paesi d’origine non c’è apertura verso gli altri, visto che sono qui da noi devono adeguarsi alle regole ecc.
Gli articoli 8, 19, 20 della Costituzione parlano chiaro. A qualcuno dei signori sopracitati però, l’evocare la Costituzione, con i suoi principi e ideali ispiratori fa venire il prurito tanto da manipolare a proprio piacimento il significato stesso di Italia come Stato, riconoscendo invece il territorio della pianura Padana quale repubblica indipendente e sovrana, salvo poi mirare ad ottenere più posti possibili nei vari enti statali e sfruttare i finanziamenti pubblici per finanziare i loro amici di partito nei vari appalti e nelle loro svariate attività.
Penso sia dovere civile delle istituzioni, garantire in ogni modo a queste persone la possibilità di festeggiare serenamente, senza patemi d’animo, la fine del Ramadan. E’ un loro diritto visto che quotidianamente vengono sfruttati e ricattati nei posti di lavoro, sopravvivono con difficoltà (come oramai molte famiglie autoctone) alla crisi economica che la maggioranza al governo vuol continuare a far pagare alle classi sociali più deboli.
Guccini qualche tempo fa scriveva una grande verità:
“l’ ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto
e un dio che è morto”
Alberto D’Andrea
agosto 29th, 2011 at 09:56
Per Rodolfo:
Qualche dato…
* Bandiera dell’Arabia Saudita Arabia Saudita: in base alle disposizioni sciaraitiche circa la dhimmitudine che significa soggezione con umiliazione è formalmente vietata ogni religione che non sia quella musulmana; la presenza di stranieri cristiani è tacitamente tollerata, ma essi non possono in alcun modo manifestare la propria fede. Persino il possesso della Bibbia è considerato un crimine.
* Bandiera del Bhutan Bhutan: il processo di transizione democratica, sancito nel 2008 dall’approvazione della Costituzione da parte del parlamento, sta migliorando notevolmente il livello di libertà religiosa nel paese. La pratica cristiana è comunque ancora esercitata privatamtente, e con discrezione[26]. Nel 2010 un cristiano nepalese è stato condannato a tre anni per “tentata promozione di disordini civili” dopo aver proiettato film a contenuto cristiano.[27]
* Bandiera della Corea del Nord Corea del Nord: la dittatura comunista proibisce qualsiasi appartenenza a gruppi cristiani. Dal 1949 non si hanno più notizie del vescovo di Pyongyang, mons. Francis Hong Yong-ho e di altri 166 sacerdoti.
* Bandiera della Cina Cina: il governo ha istituito una “Chiesa patriottica nazionale”, separata da Roma. I cattolici fedeli al Papa sono considerati “agenti di una potenza straniera”. Anche se in tempi recenti il governo cinese ha aperto una trattativa con il Vaticano, tuttora continuano le incarcerazioni di sacerdoti e vescovi. Anche altre religioni “non autorizzate” vengono duramente represse.
* Bandiera dell’India India: molti cristiani sono oggetto di torture ed uccisioni da parte di fondamentalisti indù.[28] Nel 2008 un’ondata di violenza culminata con numerose uccisioni ha costretto 20 mila cristiani a cercare riparo in rifugi allestiti nello stato dell’Orissa.[29]
* Bandiera dell’Indonesia Indonesia: dal 1975 al 30 agosto 1999 la regione di Timor Est, prevalentemente cristiana, è stata occupata dal regime musulmano di Suharto nonostante l’opposizione dell’ONU. L’occupazione militare ha provocato 200.000 vittime e 250.000 profughi su una popolazione totale di circa 800-900 mila abitanti.
Nel 1999 iniziano le stragi nell’arcipelago delle Molucche che causeranno almeno 13.500 vittime e circa 500.000 profughi. Numerosi sono i casi registrati di conversioni forzate, circoncisioni fatte col rasoio, stupri, infibulazioni, evirazioni, sventramenti e decapitazioni. E poi distruzioni di chiese, scuole, ospedali, lebbrosari e centri medici.
A Poso tre ragazze furono assalite mentre andavano ad una scuola cattolica e sgozzate. La testa di una di loro fu ritrovata davanti alla chiesa cristiana di Kasiguncu.[30][31]
* Bandiera dell’Iraq Iraq: molti cristiani vengono uccisi, perseguitati o costretti ad abbandonare il paese[32]. Dal 2004 al 2009 si sono registrati circa 65 attentati a chiese cristiane[33]: quello realizzato nel 2010 nella chiesa della Nostra Signora della Salvezza, a Baghdad, ha provocato da solo oltre 50 morti.[34]
* Bandiera del Pakistan Pakistan: la legge contro la blasfemia viene utilizzata come strumento di pressione: la semplice professione di fede cristiana può diventare bestemmia punibile con la pena di morte. In generale, i membri delle minoranze religiose soffrono nel paese di abusi crescenti che riguardano omicidi, sequestri e intimidazioni. Le manifestazioni di intolleranza, anche violenta, sono numerose: nel 2010 a Gorja, nel Punjab, una folla di mille persone ha attaccato un quartiere cristiano, bruciando vive sei persone, tra le quali un bambino.[35] Nello stesso anno la condanna a morte per blasfemia di una donna cristiana, Asia Bibi, ha sollevato ampie proteste internazionali.
* Bandiera del Vietnam Vietnam: tutti i gruppi religiosi devono essere registrati presso il governo. Nel 2010-2011 i cristiani che vivono nelle montagne centrali e frequentano chiese non registrate sono stati vittime di un’ondata di violenze, arresti e intimidazioni[36].
agosto 29th, 2011 at 12:49
Sig. Massimo Zaramello, commento 16
Sarei stato tentato di risponderti poiché, tutto sommato, il tuo intervento lo avrebbe anche consentito, sennonché la grossolana acredine della tua frase finale mi fa dubitare della tua educazione (?) e quindi chiudo qui, precisando che non mi offendo se ritieni che Salvatore Esposito sia più cristiano di me e dei miei amici leghisti, questo è probabile, ma sicuramente egli è più educato ed intelligente di certe persone che scrivono qui.
Non ho tempo da perdere né con te né con tale AlbertoD che crede di essere l’unico depositario della verità e che continua a parlarsi addosso.
Io di solito amo discutere soprattutto con persone che hanno idee diverse dalle mie, anche per un confronto che è sempre utile e talvolta necessario; non accetto però le solite frasi fatte della politica di basso spessore adatta, questa sì, a piccole e becere discussioni da bar.
Vittorino Maschietto
agosto 29th, 2011 at 14:16
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/29/cosi-la-lega-ha-legato-l%E2%80%99italia/153953/
… probabilmente alla chiacchiera al bar si aggiungerebbero altri beceri personaggi che in qualche modo hanno imparato a conoscere la politica della Lega e del codazzo di rappresentanti
Alberto D’Andrea
agosto 29th, 2011 at 14:42
penso non si debba parlare di carità cristiana, trattando l’argomento in questione. La carità lasciamola fare al privato cittadino nei confronti di chi più desidera. La ventata di destra che ha spazzato l’Italia in questi vent’anni ha eliminato la solidarietà tra le persone, promuovendo invece l’arrivismo, l’egoismo, la chiusura, il profitto, la furbizia, la sopraffazione. Perciò Zaramella, se queste persone pensiamo debbano poter festeggiare la loro ricorrenza in pace e in serenità, devono essere fatti tutti gli sforzi per poterglielo permettere, perchè sono cittadini uguali agli altri. La destra ha rinchiuso la gente nelle proprie case perchè ha ingigantito la paura del diverso, mentre gli immigrati scendono in strada e passeggiano nelle vie dei nostri paesi, si incontrano, si fermano a chiacchierare perchè non hanno perso la loro umanità e sanno quanto importanti siano i rapporti interpersonali soprattutto quando uno si trova a migliaia di km da casa. Ecco cosa ci ha lasciato l’illuminata politica fascioleghista … un’arida mancanza di solidarietà
Alberto D’Andrea
agosto 29th, 2011 at 21:59
Carissimo Alberto D’Andrea,ma i miei commenti li ha letti?
agosto 30th, 2011 at 11:04
Che mescolamento di idee, laici che difendono la chiesa (e non i diritti) altrui (infatti non c’è il divieto di preghiera) e cristiani che diventano razzisti perchè si fanno delle domande sulla religione altrui… incredibile….
Mi pare che nessuno non voglia che loro festeggino, la lamentela era “solo” nelle differenze tra cristiani e mussulmani… ma non avendo ricevuto alcun commento è evidente che ho ragione su tutto ….wow…
La paura delle DESTRE è grande ma fa parecchio ridere, mi sa di anacronismo…. E’ importante vedere che ancora la gente non riesce ad uscire da questa divisione esclusivamente patetica di DESTRA e SINISTRA su questioni che non necessitano di queste divisioni…AlbertoD. e questa arida mancanza di solidarietà , ma cosa sta dicendo in Italia siamo più che solidali non diciamo fesserie, il sig. Giuliano ha scritto dei fatti veda se riesce a equipararli in Italia OGGI senza ritornare a memorie medievali…..
Fuser Claudio
agosto 30th, 2011 at 12:30
Egregio signor Giuliano,
COSTITUZIONE ITALIANA. ART.8
“Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.”
Noi italiani e cristiani ci onoriamo di essere così.
Probabilmente a Lei piacerebbe di più che si assomigliasse, nelle leggi, a quei Governi che lei cita con un quasi evidente compiacimento..
Quei governi, che si servono della religione come “instrumentum regni” opprimono prima ancora che la fede e la religiosità, il loro stesso popolo.
Essi sono il rimasuglio di un medio evo che il mondo non tarderà a spazzare via.
Da parte mia preferisco citare le centinaia di Paesi che hanno scelto la libertà di culto e di fede che caratterizzano l’intero resto del mondo. A partire dalla rivoluzione americana fino ad oggi. Africa e Asia comprese.
Sante
agosto 30th, 2011 at 13:24
Egr Avvocato Sante, ho solo e semplicemente riportato dei dati SOLO ed esclusivamente per rispondere con DATI al Sig Rodolfo. Siete bravissimi a ricordare i diritti di tutti e su tutto. Io ritengo, invece, che prima dei diritti vi debbano essere dei doveri;nel caso specifico i doveri sono quelli del rispetto delle leggi, delle regole e delle regolamentazioni previste nel nostro Paese. Purtroppo la domanda di utilizzo della palestra della scuola Cornaro non ha trovato accoglimento a causa di lacune e mancanze sulle autorizzazioni richieste. Minacciare di far arrivare i musulmani davanti ai cancelli della scuola è gravissimo.
agosto 30th, 2011 at 15:08
A questo punto credo sarebbe importante per fare chiarezza che Salvatore Esposito mettesse a disposizione di JF per la pubblicazione i documenti con i quali, a suo dire, la Provincia di Venezia aveva concesso l’uso della palestra dell’Istituto Cornaro.
Daniele Bison
agosto 30th, 2011 at 18:28
Chi finanzia la paura dell’islam?
http://www.byoblu.com/post/2011/08/30/Chi-finanzia-la-paura-dellIslam.aspx
agosto 31st, 2011 at 11:46
@ AlbertoD. Post N.22.
Sono d’accordo con quanto hai scritto in questo tuo commento. Evidentemente tutte le persone hanno il diritto, come è scritto nell’articolo della Costituzione che Sante ha opportunamente riportato, di esprimere il proprio credo religioso, naturalmente nel rispetto della legge. Le istituzioni pubbliche hanno l’obbligo, se non altro morale, di facilitare queste manifestazioni religiose, come stimolo proprio a quella integrazione che chi si oppone vorrebbe già compiuta all’arrivo dell’immigrato sul suolo italiano.
Il mio accenno alla carità cristiana nel mio commento precedente, carità non intesa nel significato di elemosina, ma, come ho scritto, nel senso di “ama il prossimo tuo come te stesso” e “l’altro che ha bisogno è tuo fratello e non puoi fare a meno di aiutarlo”, il mio accenno, dicevo, alla carità cristiana era in risposta a quanto scritto da Vittorino Maschietto nel suo post N.9, dove egli scriveva: “In ogni caso posso confermarti che la mia cultura è sicuramente cristiana”.
La mia convinzione è che non c’è cultura cristiana se non c’è la cultura della carità, nel significato che ho descritto sopra. Ed è per questo che Salvatore Esposito è culturalmente più cristiano dei leghisti, che pongono finti problemi e false contraddizioni prima di dare una mano a chi è mussulmano, rendendo più difficile quell’integrazione che essi pretendono, però a senso unico: “Tu mussulmano, se vuoi vivere qua, ti devi adeguare completamente alla cultura cristiano occidentale e alle sue regole, io cristiano occidentale non devo fare nessuno sforzo neanche per ascoltarti”.
E’ chiaro che nel mondo globale di oggi la mentalità chiusa della lega è perdente e già se ne vedono i segni. Vince e vincerà chi si apre al mondo, chi è disponibile allo scambio culturale, che è preludio e pre-condizione agli scambi commerciali, come insegna la storia di Venezia e del Leone di San Marco, a cui i leghisti veneti si rifanno senza conoscerne la storia.
Massimo Zaramella
agosto 31st, 2011 at 13:03
L’unica considerazione che mi sento di fare è che qualsiasi pretesto viene artatamente usato dai consueti soloni sinistrorsi per la loro quotidiana, e ormai stucchevole, battaglia contro la Lega, che sembra essere l’unico pericolo culturalmente incombente in questa società.
Ogni tentativo di discussione o di ragionamento vengono ordinariamente, in maniera sovente capziosa, artefatti a fini esclusivamente di becera e piccola lotta politica.
Francamente, se questo è il livello, ritengo inutile qualsiasi discussione con queste pedine (ho trovato però talvolta ragionevoli ed educate persone un po’ in tutti gli schieramenti: evidentemente la classe non è acqua…).
In merito alla cosiddetta “carità cristiana” oserei suggerire che il termine non può essere confuso con “indifferenza” o peggio, “stoltezza” o ancora “banale bontà”, ma presuppone un effetto derivante da una causa che ha necessità di ragioni valide e certe.
Non posso quindi accettare lezioni di coerenza “caritatevole”, né di “bontà cristiana” da chi usa anche la religione per stolti interessi di bassa politica, ampiamente superata dai fatti per chi ha una normale cognizione e conoscenza delle dinamiche sociali quotidiane.
Vittorino Maschietto.
agosto 31st, 2011 at 15:10
“E’ chiaro che nel mondo globale di oggi la mentalità chiusa della lega è perdente e già se ne vedono i segni. Vince e vincerà chi si apre al mondo, chi è disponibile allo scambio culturale.”
curiosa questa affermazione proprio nel momento in cui nei maggiori paesi occidentali (cioè quelli che per primi hanno subito fenomeni di immigrazione di massa) si inizia per la prima volta a mettere in discussione apertamente l’idea di società multiculturale (vedi le accese discussioni seguite alla dichiarazione della Cancelliera Merkel sul fallimento della società multiculturale).
dopo i fatti di Londra il Regno Unito ha emanato norme molto restrittive e selettive sull’immigrazione.
questo solo per dire che il “mondo globale” in questo momento va proprio nella direzione (giusta o sbagliata che sia) opposta
a quella da te prospettata, e più simile a quella seguita dalla Lega.
agosto 31st, 2011 at 16:27
Il multiculturalismo, tanto amato dalle sinistre, è miseramente fallito da quando si è confusa la ricerca di un sistema per salvaguardare lingua, musica, tradizioni di un popolo immigrato, con la richiesta, avanzata dai musulmani (in genere e quindi non rientranti nel concetto di gruppo “etnico”) per una salvaguardia “religiosa” che produrrebbe inevitabilmente riflessi sullo stato dei diritti umani e sui rapporti famigliari. E sappiamo bene quali siano le problematiche insite in questa scelta, fortunatamente da molti ormai riconosciuta come perdente e deleteria, e quindi inapplicabile.
Vittorino Maschietto
agosto 31st, 2011 at 18:06
Caro Punks,
le cose sembrerebbero stare come tu le descrivi o meglio i fatti successi porterebbero alla interpretazione che tu dai sulla direzione del “mondo globale”. Io non sono d’accordo.
In realtà in Europa non si è mai fatta una vera politica di integrazione. Si sono accolti gli stranieri, soprattutto perché servivano a rimpiazzare i lavoratori locali che, col miglioramento delle condizioni economiche dei padri e l’aumentata scolarità dei figli, non accettavano più di fare alcuni lavori. Ma in Germania i Turchi stanno coi Turchi e i Tedeschi coi Tedeschi, in Francia i Magrebini coi Magrebini e i Francesi coi Francesi, in Inghilterra i Pachistani Bengalesi e Indiani fra di loro e gli Inglesi con gli Inglesi. Negli altri Paesi minori (Olanda, Belgio,Austria, ecc.) accade la stessa cosa.
In sostanza, nei Paesi europei convivono società separate che poi, ogni tanto, inevitabilmente portano ad esplosioni di collera delle comunità discriminate socialmente, nella scuola e perciò anche nel lavoro.
L’attentato a Londra del 2005 è stato compiuto da ragazzi pachistani nati in Inghilterra che vivevano in un grosso quartiere alla perferia di Manchester, quartiere abitato esclusivamente da Pachistani. Gli incidenti della perferia parigina dell’anno scorso sono stati opera di ragazzi magrebini nati in Francia che vivevano in quartieri abitati solo da Magrebini. Anche gli scontri di Londra di giorni fa hanno avuto una causa razziale, anche se poi si sono aggiunti elementi che avevano altri motivi di rabbia. Ma pure qui i protagonisti erano giovanissimi.
Insomma e purtroppo, anche le seconde e terze generazioni, figlie di immigrati, ma nate in Europa, non si sono integrate.
In Italia stiamo facendo lo stesso errore. Utilizziamo gli stranieri come lavoratori, ma non socializziamo con loro, tranne pochi casi che costituiscono l’eccezione che conferma la regola. Ci illudiamo che per i figli sia diverso, ma se guardiamo all’esperienza degli altri Paesi europei non dovremmo essere ottimisti.
Per quanto riguarda la direzione del “mondo globale” i fatti descritti rappresentano delle malattie di crescita. Si è arrivati, nelle società multietniche europee, a quegli scontri rimandati per 20 anni e che adesso sono nodi che giungono al pettine. I giovani figli di immigrati, ma nati in Europa, non accettano di essere discriminati, di essere trattati da cittadini di serie B, come facevano i loro padri pur di avere un lavoro e un futuro per sè e per la propria famiglia. I figli di immigrati sono e si considerano europei e vogliono giustamente gli stessi diritti dei loro coetanei figli di autoctoni. E’ la rivouzione di internet, delle telecomunicazioni, delle televisioni satellitari, che fa sentire i giovani di tutto il mondo, a ragione, tutti uguali.
Ora i governi europei, volenti o nolenti, saranno costretti ad affrontare il tema dell’integrazione, a programmare dei progetti di convivenza fra diversi che hanno però gli stessi diritti, a trasformare i diritti teorici in opportunità vere e concrete, a cominciare dagli asili nido e la scuola primaria per arrivare all’università e al lavoro.
Prima lo faranno, in maniera costruttiva, meglio sarà per tutti.
Massimo Zaramella
settembre 1st, 2011 at 05:43
Chiedo scusa a tutti per il ritardo con cui intervengo; sono stati giorni un po impegnati e non ho avuto il tempo necessario da dedicare al forum.
Spero di non saltare nessuna delle domande rivoltemi; nel caso dovesse accadere sarà del tutto involontario.
Evito, per ovvi motivi, di entrare elle discussioni che mi riguardano personalmente.
Prima risposta al post n. 27 di Daniele Bison.
Caro Daniele, sono fortemente contrario ai processi ”popolari” che una volta in Cina si svolgevano nelle piazze e che noi magari oggi vorremmo svolgere tramite internet.
Se lo studio legale del comitato, tramite due periti incaricati, valuterà che sussistano gli elementi validi per una denuncia, le e-mail ricevute dagli uffici dell’assessorato Sport e Tempo Libero della Provincia di Venezia andranno direttamente in tribunale.
Capirai quindi che, per motivi di serietà, non posso renderle pubbliche oggi.
Nel caso in cui, per motivi ”oggettivi” non sussistessero gli estremi per una denuncia rimarrebbe un giudizio ”politico” che sicuramente tutti potrebbero esprimere.
Vi prego solo di avere pazienza ancora per un paio di giorni; credo che poi, avendo elementi a disposizione, ognuno potrà esprimere il proprio parere in modo più oggettivo.
Integrazione e ”scontri” nelle piazze.
Inutile stare qui a ripetere ciò che i maggiori politilogi, sociologi e studiosi del mondo stanno analizzando da anni.
Una cosa è certa, e credo che Massimo Zaramella abbia centrato il punto.
Questi scontri sono il risultato, la conseguenza di errate politiche di convivenza e non di reale integrazione.
Proprio Jesolo ne è una dimostrazione.
I figli dei migranti di oggi, nati qui in Italia, che hanno studiato qui in Italia, che lavorano qui in Italia e che magari si sposano con Italiane o con ragazze di altri paesi non accetteranno sicuramente di essere trattai diversamente o di sentire intorno a loro quella distanza dovuta al fatto che non presentano caratteri sommatici simili ai nostri.
Sicuramente oggi molti si comportano differentemente nei confronti di un Tedesco o di un Americano rispetto ad un Senegalese o un Bengalese.
Perlomeno ne hanno una percezione diversa.
E’ questo che genera la voglia di rivalsa, comprensibile.
Dobbiamo essere noi a cambiare; non c’è altra possibilità.
Dobbiamo essere noi ad ampliare le nostre vesute ed il nostro modo di rapportarci con l’altro.
Vedi Maschietto, quando ci sono differenze, siano esse culturali o di censo o di etnia, si cerca di ragionare e discutere, capire e comprendere.
Se si ampliano le differenze e si rimane arroccati nelle proprie posizioni rimangono solo due strade.
La prima è l’indifferenza; strada oggi impraticabile per questioni oggettive.
Ci si muove non solo fisicamnte; treni ed aerei hanno abbreviato i tempi ed i modi di stringere relazioni.
Internet e nuove tecnologie spostano il pensiero in un istante.
Rimane solo la seconda strada: lo scontro, la guerra, la distruzione.
Mi spiace, io sono contrario alla guerra anche solo come concetto.
Immagina un po se posso accettare lo stato di guerra permanente.
Oltretutto sarò anche un gran presuntuoso, ma non sono affatto convinto di essere il migliore o che il mio modo di vivere sia quello giusto.
Come al solito Giuliano ha letto cose nonmcorrispondenti alla realtà.
Nessuno ha mai minacciato di far giungere i Musulmani davanti ai cancelli del Cornaro, magari per tentare un assalto alla Bastiglia.
Il diniego all’uso della palestra è giunto ufficialmnte solo il giorno prima della Festa.
Avrebbero tranquillamente pregato sul marciapiede senza invadere la carreggiata.
A proposito; Don Pistolato, direttore della Caritas, ha portato il saluto ufficiale della Chiesa di Venezia.
Non mi sembra un’istituzione del Comintern cosi come non mi sembrano inviati del mondo Islamico.
Senti cosa dice Don Pistolato nel video del Forum.
Saluti cordiali,
Salvatore Esposito
Comitato difesa Diritti Civili
settembre 1st, 2011 at 09:56
Salve, consiglio a tutti di guardare un articolo di Saverio Tommasi , da la risposta a molte critiche che personalmente trovo le solite chiacchere da bar e inutili generalizzazioni.
http://www.saveriotommasi.it/blog/articolo.php?id=646
Saluti
Francesco Esposito
SeL
settembre 1st, 2011 at 13:03
Mi scusi Francesco, ma credo che questo suo ultimo post sia, questo sì, veramente una inutile generalizzazione della questione.
Ma Lei crede veramente che la complessa organizzazione sociale, formata da persone intelligenti, ignoranti, buone o cattive ecc. possa essere semplificata con questa piccola analisi adattabile a qualsiasi situazione?
Veramente mi sembra che voglia difendere l’indifendibile.
Un punto fermo sarebbe a questo punto necessario, non è possibile difendere ad oltranza anche posizioni che risultano talvolta con tutta evidenza scorrette.
L’indecisione a volte è bella poiché considera anche gli aspetti che non sono ancora conosciuti e lascia spazio ad altre argomentazioni che possono avallare scelte anche diverse.
Ad un certo punto il relatore dice:
“Non è l’Islam che spinge a picchiare le donne, senza per questo negare la presenza di certi integralismi religiosi, non certo solo musulmani, nel mondo”.
Non sarà il solo, ma il fatto che lo ammetta, talvolta, esige una presa di posizione certa e sicura. I buonismi devono essere banditi.
Non accetto che si voglia trovare ogni volta una scusa.
I musulmani non sono in toto un popolo cattivo, ci sono anche persone buone e ragionevoli, ma se le loro politiche e gli insegnamenti dei loro capi (religiosi) ed il loro comportamento nei paesi d’immigrazione provocano spesso reazioni scomposte, ritengo che qualcosa di malevolo, non ragionevole o non ragionato ci sia.
E quindi una presa di posizione seria credo sia necessaria da parte di tutte le parti in causa, senza se e senza ma (Sia il vostro parlare si, si, no, no. Il di più viene dal maligno – Nuovo Testamento – Vangelo di Matteo).
Se poi vogliamo parlare dei musulmani, escludendo parzialmente il lato religioso, e comprendendo l’aspetto culturale, direi che potremmo rifarci alla recente vicenda del padre musulmano, abitante in zona Firenze, che non voleva che la figlia seguisse a scuola le lezioni di musica (per loro considerata maligna). Detto questo, e sospendendo la critica del fatto, con tutta evidenza deleterio per persone raziocinanti (o no?), debbo chiarirLe che il mio contrasto e la mia reazione negativa si è verificata nei confronti dell’Istituto Scolastico che, all’epoca, accettò questa pretesa del “genitore” musulmano e consentì la presenza dell’allieva a scuola, durante la lezione di musica, con le cuffie alle orecchie per non sentire queste melodie maligne!
Ogni volta che parlo di questa questione, non posso sottrarmi dall’inorridire, più che altro nei confronti dell’Istituto scolastico Italiano, del Preside e dei Professori, che hanno accettato una simile richiesta, questa sì maligna, proveniente da un ambiente che non si può che considerare retrogado e che non rispetta assolutamente usi e costumi degli altri popoli.
Vittorino Maschietto
settembre 1st, 2011 at 15:55
“In realtà in Europa non si è mai fatta una vera politica di integrazione.”
Mi pare non sia completamente chiaro il senso del dibattito
nato dalle dichiarazioni della Cancelliera.
La Signora Merkel critica il Multiculturalismo.
“Multiculturalismo sta ad identificare una società dove più culture, anche molto differenti l’una dall’altra, convivono rispettandosi reciprocamente.”
Il Multiculturalismo non è successo per caso, è stata una scelta perseguita dai movimenti progressisti nel secondo dopoguerra.
Tu parli di integrazione, ma integrazione e multiculturalismo non sono sinonimi, anzi, hanno significato opposto.
Il dibattito quindi adesso, anche da parte di personaggi insospettabili come Zygmunt Bauman, è incentrato sul fatto che gli immigrati vanno integrati nelle società che li ospitano (integrati nel senso che vanno formati ad essere cittadini a tutto tondo secondo le regole e le tradizioni del paese ospitante) e non lasciati a formarsi delle microcomunità con usi e costumi (e lingua) del paese di origine.
A questo proposito è giusto ricordare come Treviso, comune leghista per eccellenza, sia risultato in Italia il Comune dove gli immigrati sono stati *integrati* meglio.
settembre 1st, 2011 at 20:48
http://www.estnord.it/index.php?option=com_content&view=article&id=520:immigrati-integrati-a-treviso-guardiamo-i-numeri-lettera-aperta-al-ministro-maroni&catid=14:clandestino&Itemid=37
tanto per smontare la credenza che Treviso sia la culla dell’integrazione
Alberto D’Andrea
settembre 2nd, 2011 at 04:44
Per il il post n. 37.
Della serie ”……quando c’era lui, caro lei, i treni arrivavano in orario……..”
Salvatore Esposito
settembre 2nd, 2011 at 13:23
Caro Punks,
non mi ero accorto che dovevamo discutere del dibattito nato dalle dichiarazioni della cancelliera Merkel. Chiedo scusa. Cerco di rimediare.
Più che multiculturalismo sarebbe più corretto dire società multietnica.
Una società dove convivono etnie diverse, ciascuna con la propria cultura, la propria religione, le proprie tradizioni, le proprie regole sociali, etnie diverse che si accettano e si rispettano, che vivono come un’unica comunità dove le diverse etnie sono parti che si intersecano e si interconnettono a formare un tutt’uno: beh, questa è la forma perfetta di integrazione!
Purtroppo è una forma di integrazione che non si è mai realizzata in nessun luogo e in nessun tempo. Neanche nella nazione nata da immigrati o discendenti degli immigrati, cioè gli Stati Uniti d’America, dove gli immigrati inglesi arrivati nel Nuovo Mondo al seguito dei soldati hanno costituito delle colonie, che, dopo la guerra d’indipendenza, sono diventate Stati liberi dalla Madrepatria e dove il nuovo popolo americano ha eliminato Spagnoli, Francesi, Messicani e anche il vero popolo autoctono, cioè i Pellerossa. La nuova popolazione americana è wasp, white anglo-saxon protestants, e tutti gli immigrati arrivati dopo furono considerati prima stranieri e poi cittadini di seconda categoria: Irlandesi, Italiani, Tedeschi, Polacchi, ma anche Cinesi, Giapponesi, Filippini e infine i Latino-americani. C’è stato in America il famoso “melting pot”, cioè il mescolamento delle varie etnie, ma esso ha riguardato solo le elite, poche persone che per il loro talento, le capacità artistiche o economiche, sono riuscite a farsi accettare dagli wasp. Ancora adesso nelle grandi città americane c’è una Little Italy, una China Town, i quartieri per i negri, i quartieri per i bianchi e ,ora, pure i quartieri per i Latinos.
In Europa è sucesso lo stesso. Come ho scritto nel commento precedente, nei Paesi europei vivono società separate. I Germania, oltre ai Tedeschi, c’è la comunità turca, quella serba, quella croata, quella polacca. In Francia, oltre ai Francesi, ci sono le comunità algerina, tunisina, marocchina, senegalese, gambiana. In Inghilterra, oltre agli Inglesi, ci sono i Pachistani, gli Indiani, i Bengalesi, i Keniani, i Nigeriani.
Noi possiamo pensare che le cose proseguano così senza avere continui e, immagino,sempre più frequenti scoppi di violenza da parte delle comunità discriminate?
Il multiculturalismo, o più esattamente la società multietnica, si potrà costruire, quando la comunità dominante accetterà e rispetterà le altre comunità come pari ad essa, con gli stessi diritti e le stesse opportunità. E’ la comunità più forte, quella che detiene il potere istituzionale ed economico, che deve fare i primi passi, rinunciare ai propri privilegi, favorire la crescita delle altre comunità, il loro accesso paritetico alla scuola, all’università, al lavoro, permettere la nascita di una classe dirigente politica, economica, culturale che faccia parte della classe dirigente della nazione intera.
E’ come in una associazione, sportiva, culturale, di volontariato. Non possono essere gli ultimi soci arrivati a creare quel clima di confidenza, di familiarità, di amicizia che ci deve essere in una associazione. Sono i soci anziani che devono accogliere i nuovi e farli sentire come a casa loro, naturalmente se i nuovi rispettano le regole dell’associazione.
Mi rendo conto che sto dicendo cose che non si realizzeranno facilmente. Chi ha il potere difficilmente ci rinuncia, per egoismo, ma anche per paura (“se io rinuncio al potere e poi lo prende qualcun’altro?”).
Per questo ci vuole un’attività forte del governo e delle istituzioni, prima di tutto a favore di una maggiore conoscenza reciproca delle varie etnie per sconfiggere quella diffidenza che deriva dall’ignoranza, poi per attuare politiche che promuovano le pari opportunità per tutte le componenti etniche della nazione in tutti i campi: scuola, lavoro, sicurezza, salute, pensione e voto.
Solo una iniziativa delle istituzioni pubbliche potrà accelerare quel processo di integrazione vera, che corrisponde all’attuazione di una società multietnica. L’integrazione naturale, spontanea, che pure c’è, è troppo lenta per soddisfare i giovani europei di origine non europea, che non sopportano più di avere meno opportunità dei loro coetani figli di europei. Sentirsi vittima di ingiustizie provoca, in particolare nei giovani, una grande rabbia che sta aumentando sempre più.
Non rendersi conto di questo e non fare niente è una responsabilità grave sulle spalle di chi governa.
Massimo Zaramella
settembre 2nd, 2011 at 14:29
La mia era una risposta a un post del signor Giuliano che ha criticato tanto i musulmani e inutili critiche che ogni anno vengono fuori le solite e inutili critiche a una comunità che aiuta il turismo jesolano ma le cui richieste vengono totalmente o quasi ignorate. Devo ricordare al signor Giuliano che sulla carta l’Italia è un paese laico ? Vogliamo ricordare al signor Giuliano che chi l’anno scorso voleva bruciare il corano era un pastore cattolico americano ? Vogliamo ricordare l’enorme quantità di preti pedofili che vengono solamente cambiati di parrocchia ? vogliamo ricordare le discriminazioni della chiesa verso gli omosessuali ? Con questo non voglio criticare tutta la comunità cattolica ma solamente quei cattolici che predicano povertà uguaglianza e rispetto e poi beh vediamo come si comportano qua ?
Apprezzo ( signor/a pronto) che riconosca che dappertutto ci sono buoni e cattivi ma quando vedrò sulla carta critiche sue a comportamenti cattolici apprezzerò ancora di più.
L’articolo di Tommasi vuol far capire come non ci sono differenze tra musulmani , cattolici e non credenti e come viene trattato in maniera differente dai media causando poi tutta una serie di “credenze popolari” o chiacchere da bar. Non pretendo che tutto venga spiegato con questo articolo ma non capisco perchè la gente si indigni tanto per una giornata di preghiera finale musulmana ma che sta zitta quando milioni di persone occupano piazze e strade per le giornate della gioventù a madrid , tra l’altro in periodo di crisi economica ?
Sono il primo a criticare comportamente sbagliati ma in ambo le religioni e non ( consideri che sono ateo) a differenza di molta altra gente ipocrita.
Saluti
Francesco Esposito