Dieci buoni motivi per votare NO al referendum
ven, giu 10, 2011
1) Zaia voterà Sì
2) Chiamparino, Bassanini, Renzi, Nicola Rossi, Linda Lanzillotta voteranno NO
3) Nicole Minetti voterà Sì
4) Di Pietro, che ha scritto la norma sulla tariffa idrica quando era ministro, voterà Sì
5) Bersani, che ha firmato il DDL/06 sulla liberalizzazione dei sevizi pubblici locali, acqua compresa, voterà Sì
6) La Lega Nord, che ha votato in Parlamento tutte quattro le norme oggetto del referendum, invita a votare Sì
7) Marghita Hack non ha ancora deciso se voterà Sì o NO, pur precisando che “non possiamo fare a meno del nucleare”‘…
Pietro Ichino ritiene giusto votare NO su nucleare e tariffa idrica
9) Oscar Giannino ha lanciato una raccolta di firme contro la privatizzazione del sole, dato che l’energia solare è da sempre libera e gratuita
10) Il cetriolo spagnolo non fa venire il cagottone (non c’entra niente con il referendum, ma neanche la “privatizzazione” dell’acqua c’entra, e guardate cosa sono riusciti a costruirci attorno…).
Alberto Teso






giugno 8th, 2011 at 21:46
L’importante è andare a votare!
Rodolfo
giugno 8th, 2011 at 22:32
Quoto Rodolfo!
giugno 9th, 2011 at 05:44
Caro Teso,
trattasi di satira?
Fazzi
giugno 9th, 2011 at 06:13
tutti buoni motivi per starsene a casa e far cadere il quorum.
giugno 9th, 2011 at 06:28
Invece io direi: evitiamo il voto sui referendum, come consentito dalla carta costituzionale.
Rimaniamo a casa e facciamo capire a tutti quanto ipocriti siano questi quesiti, di per sè facilmente contestabili per chi ha un minimo di conoscenza dei problemi.
Vittorino Maschietto
giugno 9th, 2011 at 09:12
Avete il battiquorum, berluscones?
M/m
giugno 9th, 2011 at 10:40
@fazzi
Certo che è satira!
Ma come ogni satira che si rispetti, si basa su fatti assolutamente veri (forse ho calcato un po’ la mano sul SI’ della Lega, che ufficialmente non c’é, se non da parte di alcuni illustri esponenti a titolo personale)…
Per il resto, confermo tutto.
Anche sul cetriolo spagnolo, poverino, che è stato ingiustamente colpevolizzato (in Brasile, comunque, se lo mangiano lo stesso, perché dei processi all’europea se ne infischiano: spero in un cagottone nazionale, che mandi l’intero paese della samba sotto un paio di metri di “prodotto interno lordo”!).
giugno 9th, 2011 at 17:30
Gentile signor Pumaro,
ritengo antidemocratico invitare le persone a non andare a votare, per il smeplice fatto che impedisce di esprimere la volontà dei cittadini che non la pensano come lei.
E’ la prima volta da molti anni che c’è la possibilità di far valere questo fondamentale strumento di espressione dell’opinione pubblica ed è dovere di NOI cittadini mantenerlo vivo e utile.
Non votare è un segno irresponsabile verso se stessi e chi ci sta attorno.
giugno 9th, 2011 at 17:36
@Alberto Teso
E’ la democrazia bellezza! E teniamocela stretta.
Certo che con il buon vecchio Duce, che ancora qualcuno tanto rimpiange e al quale per tanti anni si è ispirato, non sarebbe potuto succedere.
Oldamanriver
giugno 9th, 2011 at 18:01
Siete incredibili, cari berluscones.
Pur di favorire il vostro leader, vi fate ricoprire di ridicolo. Mentite sapendo di mentire!
Son le direttive del vostro “grande” capo a farvi far questo?
Al solito, lui ordina e voi, pecoroni senza dignità, lo accontentate.
giugno 9th, 2011 at 19:17
Scusi sig. Roberspierre: non si capisce a cosa si riferisca quando parla (con gran poca classe, peraltro) di menzogne…
Se, però, pensa ai punti indicati nel mio post di apertura, le confermo che sono tutti veri.
Egregio signor oldman: democrazia è libertà di esprimere il proprio voto.
Girare come banderuole a seconda dell’aria che tira è un’altra cosa: si legga il DDL Lanzillottq del 2006, firmato anche da Bersani e Di Pietro e mi dica che differenze ci sono con la norma che si vuole abrogare col primo quesito.
Devo dire una cosa, però.
Non vorrei che i numerosi appelli “politicamente corretti” di questi giorni, dal tenore “votate quello che volete, basta che andiate a votare” , fossero un po’ pelosetti…
Si dice, soprattutto tra i sostenitori del SÌ, che il voto sarebbe doveroso, in quanto l’astensione priverebbe gli altri del diritto di esprimere il proprio pensiero.
In realtà, mi sembra che spesso l’unico scopo di queste affermazioni sia il raggiungimento del quorum, e per tale obiettivo i sostenitori del NO sarebbero solo una sorta di “utili idioti”…
Ricordo che il PD e, prima, i DS non si sono fatti scrupoli ad invitare all’astensione quando faceva loro comodo: mi riferisco, ad esempio, al referendum del 21 giugno 2009 sulla legge elettorale o, nel 2003, per l’abrogazione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori.
Inutile oggi, quindi, stracciarsi le vesti per quali che fanno altrettanto…
giugno 9th, 2011 at 21:21
Sig.Teso, mi spiace non aver la sua classe nello scrivere, sono un rozzo. Non è reato.
Non è reato nemmeno chiedere agli elettori di stare a casa invece di andar a votare, semmai non è etico, specialmente da parte di chi la politica la fa di mestiere e dovrebbe servire lo Stato. E questo vale per tutti gli schieramenti.
Vorrei chiarire la mia posizione però.
Per quanto riguarda i referendum sull’acqua non discuto, ognuno la pensa come vuole e vota di conseguenza.
Parlo dei due referendum più “scottanti”, nucleare e legittimo impedimento.
Sono una votazione “pro” o “contro” Berlusconi, volenti o no.
Lui vuole fortemente il nucleare (probabilmente avrà fatto delle promesse a qualcuno), lui è l’unico diretto interessato per il legittimo impedimento ( c’è qualcun altro al mondo che governi e sia così inquisito dalla giustizia?)
Quindi chiedere di non andar a votare o votare NO a questi quesiti non è altro (e fanno fatica tutti quanti a mascherarlo) che giustificare e rendere accettabile un personaggio così ambiguo alla popolazione. A che pro mi chiedo?
Forse tale modo di governare è utile a chi ne vuol trarre profitto da leggi simili, a scapito delle persone normali che studiano, lavorano e pagano le tasse, che faticano ad arrivare a fine mese, ma che mantengono una moralità, pur “magnando pan e formaio”.
Trovo altamente immorale sostenere una si tal persona.
La vera menzogna è sostenere “a prescindere” Berlusconi e la sua cricca di ministri e servitori. Sostenerlo pretendendo di giustificare il suo mal governo con scuse e giri di parole.
giugno 10th, 2011 at 00:30
“chiedere agli elettori di stare a casa invece di andar a votare non è etico.”
“due referendum Sono una votazione “pro” o “contro” Berlusconi, volenti o no.”
strano concetto di etica.
giugno 10th, 2011 at 04:32
Bene.
Prendiamo atto dal rivoluzionario “de noantri” che il post introduttivo non contenenva menzogne e la risposta era, quindi, gratuitamente offensiva.
Prendiamo anche atto che la sinistra italiana non è etica, perché ha in più occasioni inviato a disertare le urne in concomitanza di alcuni referendum sgraditi.
Apprendiamo anche che pensare all’utilizzo dell’energia nucleare, come tutti i paesi occidentali, è una follia, sostenuta solo perché Berlusconi e la sua “cricca” hanno evidenti ed illeciti interessi economici in ballo.
Capiamo così anche che quindici milioni di italiani sono delinquenti o deficienti…
Una cosa è cta: il nick è assolutamente azzeccato!!
giugno 10th, 2011 at 06:14
Quando uno di destra comincia a dire “ma anche quelli di sinistra” vuol dire che ha torto o non ha più argomenti e comincia a mentire.
Quando uno di sinistra comincia a dire “ma anche quelli di destra” vuol dire che ha torto o non ha più argomenti e comincia a mentire.
rodolfo
giugno 10th, 2011 at 06:19
Caro Teso,
però tu ci vai a votare, vero?
Fazzi
giugno 10th, 2011 at 06:20
Caro Punks,
però tu ci vai a votare, vero?
Fazzi
giugno 10th, 2011 at 08:11
@Rodolfo
Non ho tentato di giustificare alcunché, ma solo di denunciare il preteso giudizio “etico” che sta circolando, sulla pretesa “immoralità” o antidemocraticità dell’astensione.
Io voterò, senza alcun dubbio.
Voterò NO, per i motivi che ho spiegato.
Ma è del tutto legittima la posizione di chi ritiene, invece, più confacente alla propria posizione il non voto.
Ed è una cosa talmente pacifica che, nel tempo, praticamente tutti i partiti l’hanno sostenuta.
Quindi, l’atteggiarsi da “soloni” di alcuni politici su questo tema è del tutto fuori luogo.
Tutto qua.
giugno 10th, 2011 at 08:29
Ma al sig. Teso interessano di più l’acqua. il nucleare , il legittimo impedimento, oppure il trasformismo di una certa politica, di destra e di sinistra?
Trasformismo e ipocrisia, che nel caso corrente è tutta da dimostrare, nonostante gli sforzi fatti per far credere che il decreto Lanzillotta abbia la stessa valenza del decreto Ronchi.
Ma se fosse solo per dimostrare il trasformismo di molti, quel signore che oggi si meraviglia, non è lo stesso che, fortunatamente e legittimamente, ha cambiato idea e schieramento anche piuttosto recentemente?
Se si dovesse trattare di un omonimo chiedo scusa anticipatamente.Ma se dovesse essere proprio lui, non posso che farle i miei più sentiti complimenti.
E ancora mi chiedo: è forse etico il comportamento di chi pur avendo una personale e legittima idea sui quesiti referendari, evita il seggio elettorale per paura che il quorum possa essere raggiunto? Oppure per il timore di essere considerato un “utile idiota”? Ovvero semplicemente perchè si teme che il raggiungimento del quorum possa venir considerato come un plebiscito contro Berlusconi?
Ma mentre è legittimo, anche se non etico, che un pumaro qualsisi possa invitare all’astensione, è etico che un intero Governo e il suo Primo Ministro, sulle orme “dell’onest’ uomo” Craxi , inviti i cittadini elettori a disertare le urne?
Se a voi sembra di sì, tenetevelo ben stretto. Per quel poco di tempo che ancora gli rimane.
I care
giugno 10th, 2011 at 09:12
Manca un dettaglio, egregio sig. Icare.
Quando mi sono reso conto che la compagine di cui facevo parte si muoveva secondo direttrici che non condividevo, mi sono dimesso.
Il trasformismo è l’esatto opposto: cambiare casacca (e opinione) pur di mantenere una posizione di privilegio…
E che sia del tutto legittima la posizione di chi sostiene l’astensione lo prevede la Costituzione (che, a propria volta, non può essere invocata solo quando fa comodo): il quarto comma dell’art. 75 stabilisce chiaramente che il quorum può o meno essere raggiunto e, quindi, che l’abrogazione della norma oggetto del quesito sia condizionata dalla volontà degli elettori anche solo di partecipare alla consultazione…
Se proprio vogliamo un’altra osservazione personale, i quesiti mi interessano moltissimo e mi pare che le decine di interventi che ho fatto nel merito lo dimostrino chiaramente.
Sono stato anche spinto ad alcune osservazioni politiche proprio perché al referendum viene erroneamente data una valenza politica: pro o contro Berlusconi.
Mentre si tratta di questioni complesse, serie e molto impegnative.
Il primo quesito è posto molto malamente e con l’acqua c’entra abbastana poco (mi pare di averlo scritto più volte).
Il secondo è contraddittorio, perché nessuno spiega come l’alterntiva ai costi in bolletta per gli investimenti sia la tassazione.
Il terzo è ideologico e, non sono il solo a pensarla così, viste le prese di posizione persino di Margherita Hack, che non è certamente una Berluscones o un scema.
Il quarto è effettivamente il più decisamente politico, sul quale posso comprendere posizioni ideologiche: mi da solo fastidio l’eccesso di “livore” che ormai infetta ogni discussione.
Senza offendere nessuno, senza sparare sentenze da bar e, se possibile, senza il livore ad inquinare ogni nostro pensiero…
giugno 10th, 2011 at 11:16
@Fazzi
vado assolutamente a votare due SI’ convinti perchè
l’acqua continui a costare poco ringraziando di cuore i demagoghi che hanno promosso questi referendum, sul nucleare il voto è pleonastico tanto era scontato comunque che il nucleare in italia non si sarebbe mai fatto, come avevo previsto in tempi non sospetti, sul quarto quesito la penso come Corrado Guzzanti.
giugno 10th, 2011 at 11:21
@punks not dead
grazie per avermi risposto.
W i votanti.
Fazzi
giugno 10th, 2011 at 14:48
Sig. Teso, penso che votare No sul nucleare è sintomo di poca sensibilità verso le generazioni future, i nostri figli per intenderci. Beato lei che riesce ad esser tranquillo su questo.
Votare no al sul legittimo impedimento è segno che a lei avere un premier inquisito e deriso da tutto il mondo va bene lo stesso, forse anche lei è fra quelli che sperano di trarne vantaggio.
Ma voi berluscones dormite sereni almeno?
giugno 11th, 2011 at 12:06
ART.48 della Costituzione Italiana.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
Sante
giugno 11th, 2011 at 12:52
Dei suoi dieci motivi per votare no al referendum, nessuno mi interessa.. A questo mi riferivo egregio sig. Teso.
Se lei in altri luoghi, in altri siti, in altri articoli ha sostenuto argomenti più appropriati sui motivi del no è un fatto di cui prendo atto. Anche se assolutamente non condivido quanto espresso nel suo ultimo commento. Per questa ragione andrò a votare quattro sì al referendum. Ma ognuno è libero di pensare come meglio crede.Ma su chi abbia voluto dare una valenza politica ai referendum così come su chi sia la fonte del livore che regna oggi in Italia, ci sarebbe da discutere a lungo.Non sarebbe meglio allora ricercare soluzioni radicali piuttosto che intristirci sul sei stato prima tu o prima io?
I care
P.S. Sul suo cambio di schieramento le ho fatto i complimenti. Quindi nessuna accusa di trasformismo. Quello che lei dice è sicuramente vero.
Purtroppo analoga riflessione l’ho sentita ripetere più volte dal Pionati e dal Scilipoti che come lei ben sa sono degli emeriti “Responsabili”,che al momento non hanno ottenuto alcuna posizione di privilegio.E quando li chiamano trasformisti si incazzano.
giugno 11th, 2011 at 17:41
@Sante
Non mescoliamo le pere con le mele.
L’art. 45 riguarda il voto “elettivo”, e questo é dovere civico.
Il voto dell’art. 78, invece, è quello referendario, il cui esercizio NON è dovere civico.
Il referendum nel nostro ordinamento è solamente abrogativo (tranne quelli relativi agli enti locali e quello dell’art. 138): alcuni elettori possono chiedere agli altri se vogliono abrogare una norma giá approvata dal Parlamento, ossia dagli elettori medesimi (tramite la rappresentativitá).
Sarebbe quindi assurdo pretendere che tutti gli elettori siano tenuti a ripresentarsi nuovamente alle urne per dichiarare che quanto approvato dai loro rappresentanti va bene. Solo quelli che non condividono la norma (e la vogliono, appunto, abrogare) hanno l’interesse di andare a votare.
Gli altri no perché, condividendo l’operato del Parlamento, non hanno nessun “dovere” di “ratifica”.
Questo é pacifico e scritto in ogni manuale di diritto costituzionale.
Prendo comunque atto che, secondo lei, DS e PD tennero un comportamento contrario al “dovere civico” nel 2003 e nel 2006 quando invitarono all’astensione su abrogazione dell’art. 18 e riforma elettorale.
Noto, inoltre, che stavolta nessuno è insorto contro la Chiesa che ha invitato a votare SI.
Quindi, la regola dovrebbe essere: se la Chiesa dice qualcosa di contrario al pensiero unico sinistrorso é inopportuna (come ad esempio capitó per il referendum sulla procreazione assistita); se invece lo avalla, ben venga.
Sempre per il solito concetto di democrazia a corrente alternata…
giugno 11th, 2011 at 17:47
@Icare
I motivi per votare NO non sono quelli elencati nel post di apertura di questa discussione, che è volutamente ironico, dopo tanti miei discorsi seri sul referendum.
Se li vuol leggere li trova ad esempio qua:
http://www.jesoloforum.com/2011/06/referendum-12-13-giugno-2011/
oppure qua:
http://www.jesoloforum.com/2011/05/perche-votare-no-al-referendum-sulla-privatizzazione/
giugno 11th, 2011 at 18:04
@robespierre
Il concerto di sviluppo sostenibile è decisamente troppo complesso per essere risolto con una semplice crocetta.
Io non ho certezze sul nucleare.
Ho, invece, la certezza che rinunciarvi completamente senza che gli altri paesi a noi limitrofi facciamo altrettanto è una stupidaggine, perché perdiamo tutti i benefici e ci teniamo tutti i pericoli…
Sviluppo sostenibile significa utilizzare le risore naturali senza pregiudicare il diritto delle generazioni future di fare altrettanto: ora, dato che le energie alternative non sono in grado (e, purtroppo, non lo saranno neppure nel medio periodo) di sostituire petrolio e carbone, continuare di questo passo significa consumare tutti combustibili fossili entro una ventina d’anni, lasciando così senza i nostri figli, ed immettere nell’atmosfera quantità di sostanze tossiche che sono, ad oggi, certamente causa di malattie e morte in quantità molto superiori a quelle prodotte dalle catastrofi nucleari.
Srebbe necessario ridurre drasticamente i consumi e, soprattutto, pretendere dai paesi in via di sviluppo di fare altrettanto.
Non mi sembra una possibilità molto concreta.
Sentire le invocazioni contro le centrali nucleari e come sentire tutti quelli che inveiscono contro i ripetitori dei cellulari, ma non sono certo disposti a vivere senza telefonino.
L’approccio al problema dell’energia deve essere pragmatico: in Italia non riusciremmo comunque a costruire una cenale prima di una ventina d’anni. Usiamo questo tempo per continunare a fare ricerca, investire nell’atomo, studiare peer arrivare, finalmente, alla fusione fredda.
Eravamo il paese di Enrico Fermi e dei ragazzi di via Panisperna, ma oggi siamo costretti a dipendere dalla Libia e dalla Russia per scaldarci d’inverno…
Possiamo immaginare un Eden meraviglioso, in cui uomini e donne vivano dei frutti che crescono spontaneamente dagli alberi, senza alcun inquinamento…
Ma la realtà è diversa.
Siamo grandissimi consumatori ed inquinatori e, se non troviamo qualcosa rapidamentemper sostituire petrolio e carbone, da qua a mezzo secolo (la generazione futura: ecco lo sviluppo sostenibile!) alla frutta sugli alberi ci torneranno per forza…
giugno 13th, 2011 at 08:29
Che l’art. 48 (non 45) sia alternativo e contrasti con l’art. 75 (non 78) non lo comprendiamo. Così come non comprendiamo l’interpretazione relativa. Nè da dove la stessa tragga conforto.
L’affermazione che il contegno dell’astensione e quindi del silenzio possa costituire manifestazione di volontà è un principio che il diritto civile non conosce.
In sé e per sé il silenzio non è una manifestazione di volontà.
A chi vuole affermare che “qui tacet consentire videtur” si può rispondere che chi tace non dice niente.
“Qui tacet neque negat neque utique fatetur”.
Se fosse vero che basterebbe non partecipare alla votazione per manifestare la propria volontà negativa, sulla scheda elettorale non avrebbe alcun senso l’indicazione delle due opzioni: quella negativa e quella positiva.
Andrebbero a votare solo i favorevoli all’abrogazione e quindi solo quelli che votano sì.
Ma la legge come il diritto esigono che per costituire un negozio vi debba essere una esplicita manifestazione di volontà.
Dare valore di condivisione alle norme da abrogare, anche all’astensione, significa dare valore negativo anche a quanti, che pur volendo partecipare non possono, perchè impediti per le più varie cause: malattie e infermità,mala informazione, indecisione,lontananza giusitificata dalle sede del voto, ecc.
E’ paradossale pertanto che possano esistere partiti che invitano a non votare.Solo una legge referendaria mal concepita e che andrebbe riformata, lo permette. L’esistenza del quorum offre la possibilità dell’invito al non voto e quindi la possibilità del non confronto.
Da censurare, diseducativo e non civile, è l’atteggiamento di quanti invitano i cittadini a non votare. Siano essi di destra che di sinistra. Se alcuni lo hanno fatto in passato, non è questo un buon motivo per esaltare e giustificare il presente.
Sante
giugno 13th, 2011 at 13:08
Che l’art. 48 e il 75 disciplinino due fattispecie diverse lo indica anche la rispettiva collocazione nel testo costituzionale: il 48 nel titolo IV della prima parte (rapporti politici) e il 75 nel titolo I della seconda (formazione delle leggi).
Col referendum si chiede al corpo elettorale se intenda abrogare una legge già approvata dal Parlamento: chi vuole vota per l’abrogazione, chi è contento della norma non è tenuto ad andare a “ratificare” il voto dei propri rappresentanti in Parlamento.
Non è corretto dire che “chi tace non dice niente” sempre e comunque (complimenti per la citazione di Trabucchi: mi pare farina da avvocati, però…): la mancata risposta ha, invece, significato giuridicamente rilevante se è la legge stessa a prevederlo, come, ad esempio, nel caso previsto dall’art. 1327 c.c. o dal 1399.
Nel caso del referendum abrogativo è la legge stessa a stabilire che il “silenzio” ha una sua efficacia tipica: chi tace, ossia non partecipa col proprio voto alla consultazione, accetta la legge così come è stata votata dal Parlamento.
Non esiste, quindi, alcun obbligo di andare a “confermare” il voto già espresso dai parlamentari (suggerisco, per curiosità: http://temi.repubblica.it/micromega-online/referendum-beffa-50-buoni-motivi-per-astenersi/, secondo cui: “I Costituenti hanno previsto che i proponenti del referendum abrogativo devono superare una doppia soglia di consenso per poter raggiungere lo scopo dell’abrogazione delle norme prese di mira. Per questo la Costituzione prevede che la proposta è approvata soltanto se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. A differenza che nelle elezioni politiche, che mirano al rinnovo di assemblee politiche le quali devono necessariamente essere rinnovate, nel referendum il voto non è un dovere civico, in quanto la proposta di abrogazione non deve necessariamente essere approvata o respinta. Nel referendum gli elettori scelgono liberamente se andare o non andare a votare, a seconda dei risultati che vogliono conseguire”, con commento di Stefano Rodotà che, sicuramente, ne sa molto più di lei, me e Luigi messi assieme ).
giugno 13th, 2011 at 13:42
Intervento del sig. Sante – Commento n. 29
“Da censurare, diseducativo e non civile, è l’atteggiamento di quanti invitano i cittadini a non votare. Siano essi di destra che di sinistra.”
Io ho invitato a non votare e l’ho pure scritto in questo forum.
Non mi sento né da censurare, né diseducativo né tantomeno incivile.
Credo che tutte le opinioni possano avere una valenza positiva, qualora gli interlocutori siano persone serie.
Tengo conto, comunque, della Sua opinione, sig. Sante, anche se non la rispetto.
Vittorino Maschietto