Se c’era qualche dubbio che per molti la questione Ospedale fosse più che altro una questione politica, questo post e gli altri in risposta al comunicato di Crosera, dubbi non ne lasciano più alcuno.
Caro punks, le bugie hanno le gambe corte. Anche questo sarà un commento che verificheremo le prossime settimane e i prossimi mesi.E’ evidente che a te dell’ospedale non interessa niente, perchè se così fosse, almeno momentaneamente, ti complimenteresti con chi di fatto ha smosso Sindaco e amministrazione.
La strumentalizzazione è quella di chi, non avendo una strategia di politica finalizzata all’utile generale, vive alla giornata e spera con un lunghissimo requiem, fatto di rinvii e promesse non mantenute, di sfiancare i cittadini e di metterli inopinatamente di fronte al fatto compiuto.
Oldmanriver
Oldman, ho detto subito che il supporto popolare è importante al momento della negoziazione, per ottenere il massimo per la Città.
Sarà uno degli elementi di cui si terrà conto.
A me interessa dell’Ospedale, e proprio perchè mi interessa, disprezzo l’uso cinico della questione ospedale come puro strumento politico.
Il commento N.1 non poteva essere più rivelatore.
Il livore verso l’avversario politico e la smania di attaccare fa perdere anche il senso della logica facendo uscire una frase totalmente sconclusionata.
Ma forse per qualcuno, che ci sia gente interessata ad ottenere il massimo per la Sanità cittadina, senza fare piccole speculazioni elettorali ed attacchi politici è un concetto difficile da comprendere.
La premessa, non mia, ma degli organizzatori della manifestazione, di mantenere la protesta trasversale e apolitica, era evidentemente una pia illusione.
Peccato perchè, come si sa, l’unione fa la forza.
C’è da chiedersi quindi quanto interessi veramente del destino della Sanità jesolana a chi sceglie di dividere la città su questo tema, indebolendo così la voce dei cittadini,
e quanto interessi invece perseguire i propri fini politici.
Pronti, in primis Stival, se vuoi ho tutta la raccolta delle sue dichiarazioni in merito, poi la appena nata “lega cementifica oggi che io cementifico domani”, vedi gli sponsor della Dott.Zaccariotto che han trovato collegatmento ottimale in JesolO, ai piani alti delle torri.
Avrei anche la raccolta di tutte le dichiarazioni fatte in questi ultimi 3 anni dagli amministratori sandonatesi e Jesolani sull’argomento ma 43 pagine son troppe.
Poi fai una ricerca, chiaramente se ne hai voglia, sulla stampa locale e su questo Blog delle mie dichiarazioni sulla distruzione di un gioiello della sanità jesolana ovvero l’ambulatorio del piede diabetico con trasferimento della dott.Vinci a san Donà dove hanno aperto a sua comleta disponibilità un nuovo reparto.
Se poi vuoi farti una lettura di chi comanda la casa di cura Rizzola di San Donà di Piave con 11,40 euro puoi farti rilasciare copia della società e del bilancio 2009 alla locale Canera di commercio.
In merito all’articolo apparso venerdì 27 agosto in La Nuova, pag. 33, “L’ospedale sta a cuore alla Lega”
Un’altra occasione persa per tacere.
Comprendiamo che ogni bisogno del popolo è visto in funzione delle poltrone detenute e famelicamente bramate. Ma qui non stiamo parlando della difesa dell’ennesimo assessore leghista seduto, ahimè, sulla sanità veneta e nemmeno di un sindaco che si è buttato a capofitto là dove si sta per il momento più comodi.
Qui c’è da difendere la salute del popolo, del quale evidentemente poco interessa alla Lega quando non c’è una scadenza elettorale vicina. Perché anche con il voto in consiglio comunale e con le decisioni regionali i Padani hanno ridimensionato ortopedia la scorsa primavera e permesso l’accorpamento dei reparti di chirurgia e ortopedia col dimezzamento dei posti letto.
Non corvi ma esecutori: uno dei partiti che continua a considerare l’ospedale un salame da tagliare a fette. Lo dicono i voti, non vuoti slogan cari a quel partito.
Continuare a dire di rinviare, di rivedere, è prendere per i fondelli la gente, che non è carne da voto. Abbiamo vissuto abbastanza per assistere a cinque anni di rinvio della questione gestionale Casa di Cura-Ospedale di Jesolo, andata poi a bruscolini; abbiamo registrato l’implemento dei posti letto in quella stessa struttura che non è privata, perché convenzionata con le nostre tasche, con decisione presa (così come riportato nelle registrazioni del dibattito in V commissione regionale) anche dalla Lega.
Vengano in piazza lor signori, insieme al consigliere Ferro, a manifestare da uomini liberi, non intruppati a difesa di una poltrona regionale o locale; vengano a smentire pubblicamente le decisione della direzione dell’ASL, cosa in parte già avvenuta con i telefonici accordi di rinvio della questione Chirurgia fra sindaco e assessore regionale.
Da vent’anni al governo della regione con propri assessori alla sanità, la Lega non ha ancora presentato lo straccio di una programmazione seria, documentata, praticabile, per la migliore sanità nel Veneto orientale; da vent’anni la Lega aiuta a impugnare il coltello che sta tagliando a fette l’ospedale. Senza mai scendere tra la gente a spiegare perché Jesolo beach dovrebbe rimanere senza un ospedale di rete. Evidentemente la difesa carrocciara di poltrone politiche lo impedisce. Come impedisce loro di scendere in corteo accanto ai cittadini che intendono manifestare il loro dissenso, chiedere numeri, cifre, costi pubblici e denari dati al privato; con la gente che non vuole ammalarsi e vuole essere curata perché la salute è un diritto, non una maniera per mantenere o abbattere poltroncine. In strada ci saranno persone per bene, non corvi e cassandre; quelli sono appollaiati sulle scrivanie dei governanti locali e regionali.
@ Punks
Solo la speculazione politica fatta dai potenti ( vedi la Nuova del 27 agosto 2010)é legittima.
Solo l’uso strumentale della stampa, per fare un’aleatoria, vaga, inconcludente ennesima promessa dilatoria spacciata per epocale conquista, serve a fare unità
E’ così che si cerca di dare valore al supporto popolare.
Quando a manifestare il proprio dissenso sono gli ultimi, come il sottoscritto, allora si fa un uso cinico della politica ,si fanno interessi di parte, si disunisce ciò che è unito.
L’uso cinico della politica è quello di chi spaccia come risolutorio e salvifico un colloquio con un Assessore Regionale, che della reale situazione sanitaria jesolana sa poco più di niente.
( Su questo chieda conferma in via confidenziale al Sindaco e vedrà cosa le risponderà)
Quando si condensano in due righe le politiche seguite dal Consiglio Regionale retto ieri e più ancora oggi, dalla Lega, allora si pronunciano frasi sconclusionate.
Al di là del dato documentale e storico, di cui parla Angelo, vi è una serie inequivocabile di comportamenti degli amministratori leghisti Veneziani e Jesolani,soprattutto di ieri, ma anche di oggi, che testimoniano ampiamente la volontà di dismettere il nostro Ospedale e di garantire la permanenza in quel di San Donà della Casa di Cura.
In questa utile polemica possiamo andare avanti così. Vedrà che ci sarà da divertirsi.Perchè le parole volano ma gli scritti rimangono.
A risentirci.
I care
P.S.Visto che l’unione fa la forza perchè il Sindaco e lei non venite questa sera in piazza?
Punks é diventato improvvisamente afono.
Peccato! L’idea di seguire la cronistoria dei fatti che hanno portato all’attuale situazione il nostro ospedale e gli interessi che gravitano dietro a certe scelte , mi allettava.
Fazzi(incuriosito).
Non mi interessa difendere la lega ma credo che siano poche le parti politiche,ai vari livelli,che non abbiamo remato contro l’ospedale di Jesolo in questi ultimi 20 anni;di amici ne abbiamo avuto sempre pochi.Il comunicato dell’assessore regionale suona come un rinvio di una decisione già presa:non subito,ma fra qualche anno credo chel’ospedale di Jesolo diventerà un ospedale ad indirizzo medico-riabilitativo con la presenza di un pronto soccorso che a quel punto fungerà da centro di smistamento verso gli ospedali vicini e non.Bene fa la popolazione a non chinare il capo in questo momento,almeno ci resterà l’orgoglio di non essere stati passivi ad accettare quello che sta accadendo e accadrà.Alla fine della fiera San Donà avrà due strutture ospedaliere e Portogruaro continuerà ad assorbire risorse per contrastare le fughe verso il Friuli, che tanto sempre ci saranno,visto che quella popolazione per cultura e tradizione si sente più friulana che veneta.Il litorale avrà la forza per contrastare tutto questo?Speriamo…..
agosto 27th, 2010 at 05:31
Ribelliamoci all’arroganza leghista che mantiene due Ospedali a S. Donà e cancella l’Ospedale di Jesolo e dell’intero Litorale.
I care
agosto 27th, 2010 at 10:42
Se c’era qualche dubbio che per molti la questione Ospedale fosse più che altro una questione politica, questo post e gli altri in risposta al comunicato di Crosera, dubbi non ne lasciano più alcuno.
agosto 27th, 2010 at 11:31
Caro punks, le bugie hanno le gambe corte. Anche questo sarà un commento che verificheremo le prossime settimane e i prossimi mesi.E’ evidente che a te dell’ospedale non interessa niente, perchè se così fosse, almeno momentaneamente, ti complimenteresti con chi di fatto ha smosso Sindaco e amministrazione.
La strumentalizzazione è quella di chi, non avendo una strategia di politica finalizzata all’utile generale, vive alla giornata e spera con un lunghissimo requiem, fatto di rinvii e promesse non mantenute, di sfiancare i cittadini e di metterli inopinatamente di fronte al fatto compiuto.
Oldmanriver
agosto 27th, 2010 at 20:32
punks not dead -
Gli ordini che arrivano da Pramaggiore non si discutono, si eseguono,vero?
agosto 27th, 2010 at 21:46
Oldman, ho detto subito che il supporto popolare è importante al momento della negoziazione, per ottenere il massimo per la Città.
Sarà uno degli elementi di cui si terrà conto.
A me interessa dell’Ospedale, e proprio perchè mi interessa, disprezzo l’uso cinico della questione ospedale come puro strumento politico.
Il commento N.1 non poteva essere più rivelatore.
Il livore verso l’avversario politico e la smania di attaccare fa perdere anche il senso della logica facendo uscire una frase totalmente sconclusionata.
Ma forse per qualcuno, che ci sia gente interessata ad ottenere il massimo per la Sanità cittadina, senza fare piccole speculazioni elettorali ed attacchi politici è un concetto difficile da comprendere.
La premessa, non mia, ma degli organizzatori della manifestazione, di mantenere la protesta trasversale e apolitica, era evidentemente una pia illusione.
Peccato perchè, come si sa, l’unione fa la forza.
C’è da chiedersi quindi quanto interessi veramente del destino della Sanità jesolana a chi sceglie di dividere la città su questo tema, indebolendo così la voce dei cittadini,
e quanto interessi invece perseguire i propri fini politici.
agosto 27th, 2010 at 21:50
angelo1, non ho mai apprezzato queste mezze frasi fatte di sottintesi, se hai qualcosa da dire dilla chiara e tonda facendo nomi e cognomi.
grazie.
agosto 28th, 2010 at 13:55
Pronti, in primis Stival, se vuoi ho tutta la raccolta delle sue dichiarazioni in merito, poi la appena nata “lega cementifica oggi che io cementifico domani”, vedi gli sponsor della Dott.Zaccariotto che han trovato collegatmento ottimale in JesolO, ai piani alti delle torri.
Avrei anche la raccolta di tutte le dichiarazioni fatte in questi ultimi 3 anni dagli amministratori sandonatesi e Jesolani sull’argomento ma 43 pagine son troppe.
Poi fai una ricerca, chiaramente se ne hai voglia, sulla stampa locale e su questo Blog delle mie dichiarazioni sulla distruzione di un gioiello della sanità jesolana ovvero l’ambulatorio del piede diabetico con trasferimento della dott.Vinci a san Donà dove hanno aperto a sua comleta disponibilità un nuovo reparto.
Se poi vuoi farti una lettura di chi comanda la casa di cura Rizzola di San Donà di Piave con 11,40 euro puoi farti rilasciare copia della società e del bilancio 2009 alla locale Canera di commercio.
agosto 28th, 2010 at 14:07
In merito all’articolo apparso venerdì 27 agosto in La Nuova, pag. 33, “L’ospedale sta a cuore alla Lega”
Un’altra occasione persa per tacere.
Comprendiamo che ogni bisogno del popolo è visto in funzione delle poltrone detenute e famelicamente bramate. Ma qui non stiamo parlando della difesa dell’ennesimo assessore leghista seduto, ahimè, sulla sanità veneta e nemmeno di un sindaco che si è buttato a capofitto là dove si sta per il momento più comodi.
Qui c’è da difendere la salute del popolo, del quale evidentemente poco interessa alla Lega quando non c’è una scadenza elettorale vicina. Perché anche con il voto in consiglio comunale e con le decisioni regionali i Padani hanno ridimensionato ortopedia la scorsa primavera e permesso l’accorpamento dei reparti di chirurgia e ortopedia col dimezzamento dei posti letto.
Non corvi ma esecutori: uno dei partiti che continua a considerare l’ospedale un salame da tagliare a fette. Lo dicono i voti, non vuoti slogan cari a quel partito.
Continuare a dire di rinviare, di rivedere, è prendere per i fondelli la gente, che non è carne da voto. Abbiamo vissuto abbastanza per assistere a cinque anni di rinvio della questione gestionale Casa di Cura-Ospedale di Jesolo, andata poi a bruscolini; abbiamo registrato l’implemento dei posti letto in quella stessa struttura che non è privata, perché convenzionata con le nostre tasche, con decisione presa (così come riportato nelle registrazioni del dibattito in V commissione regionale) anche dalla Lega.
Vengano in piazza lor signori, insieme al consigliere Ferro, a manifestare da uomini liberi, non intruppati a difesa di una poltrona regionale o locale; vengano a smentire pubblicamente le decisione della direzione dell’ASL, cosa in parte già avvenuta con i telefonici accordi di rinvio della questione Chirurgia fra sindaco e assessore regionale.
Da vent’anni al governo della regione con propri assessori alla sanità, la Lega non ha ancora presentato lo straccio di una programmazione seria, documentata, praticabile, per la migliore sanità nel Veneto orientale; da vent’anni la Lega aiuta a impugnare il coltello che sta tagliando a fette l’ospedale. Senza mai scendere tra la gente a spiegare perché Jesolo beach dovrebbe rimanere senza un ospedale di rete. Evidentemente la difesa carrocciara di poltrone politiche lo impedisce. Come impedisce loro di scendere in corteo accanto ai cittadini che intendono manifestare il loro dissenso, chiedere numeri, cifre, costi pubblici e denari dati al privato; con la gente che non vuole ammalarsi e vuole essere curata perché la salute è un diritto, non una maniera per mantenere o abbattere poltroncine. In strada ci saranno persone per bene, non corvi e cassandre; quelli sono appollaiati sulle scrivanie dei governanti locali e regionali.
Rugolotto
agosto 28th, 2010 at 16:12
@ Punks
Solo la speculazione politica fatta dai potenti ( vedi la Nuova del 27 agosto 2010)é legittima.
Solo l’uso strumentale della stampa, per fare un’aleatoria, vaga, inconcludente ennesima promessa dilatoria spacciata per epocale conquista, serve a fare unità
E’ così che si cerca di dare valore al supporto popolare.
Quando a manifestare il proprio dissenso sono gli ultimi, come il sottoscritto, allora si fa un uso cinico della politica ,si fanno interessi di parte, si disunisce ciò che è unito.
L’uso cinico della politica è quello di chi spaccia come risolutorio e salvifico un colloquio con un Assessore Regionale, che della reale situazione sanitaria jesolana sa poco più di niente.
( Su questo chieda conferma in via confidenziale al Sindaco e vedrà cosa le risponderà)
Quando si condensano in due righe le politiche seguite dal Consiglio Regionale retto ieri e più ancora oggi, dalla Lega, allora si pronunciano frasi sconclusionate.
Al di là del dato documentale e storico, di cui parla Angelo, vi è una serie inequivocabile di comportamenti degli amministratori leghisti Veneziani e Jesolani,soprattutto di ieri, ma anche di oggi, che testimoniano ampiamente la volontà di dismettere il nostro Ospedale e di garantire la permanenza in quel di San Donà della Casa di Cura.
In questa utile polemica possiamo andare avanti così. Vedrà che ci sarà da divertirsi.Perchè le parole volano ma gli scritti rimangono.
A risentirci.
I care
P.S.Visto che l’unione fa la forza perchè il Sindaco e lei non venite questa sera in piazza?
agosto 30th, 2010 at 12:07
Punks é diventato improvvisamente afono.
Peccato! L’idea di seguire la cronistoria dei fatti che hanno portato all’attuale situazione il nostro ospedale e gli interessi che gravitano dietro a certe scelte , mi allettava.
Fazzi(incuriosito).
agosto 30th, 2010 at 18:39
Non mi interessa difendere la lega ma credo che siano poche le parti politiche,ai vari livelli,che non abbiamo remato contro l’ospedale di Jesolo in questi ultimi 20 anni;di amici ne abbiamo avuto sempre pochi.Il comunicato dell’assessore regionale suona come un rinvio di una decisione già presa:non subito,ma fra qualche anno credo chel’ospedale di Jesolo diventerà un ospedale ad indirizzo medico-riabilitativo con la presenza di un pronto soccorso che a quel punto fungerà da centro di smistamento verso gli ospedali vicini e non.Bene fa la popolazione a non chinare il capo in questo momento,almeno ci resterà l’orgoglio di non essere stati passivi ad accettare quello che sta accadendo e accadrà.Alla fine della fiera San Donà avrà due strutture ospedaliere e Portogruaro continuerà ad assorbire risorse per contrastare le fughe verso il Friuli, che tanto sempre ci saranno,visto che quella popolazione per cultura e tradizione si sente più friulana che veneta.Il litorale avrà la forza per contrastare tutto questo?Speriamo…..