La Manifestazione per l’Ospedale.
lun, ago 30, 2010
Oltre ad aprire uno spazio per i commenti ai video, questo post vuole raccogliere le impressioni ricavate dalla manifestazione, per non far scendere l’attenzione su un evento che ha coinvolto tantissimi jesolani in piena stagione. Non ricordo sia mai successo nulla di simile, a Jesolo.
S’è visto e sentito di tutto. Protesta, indignazione ma soprattutto la volontà di non mollare.
Tante fascie tricolori…
Rodolfo- JF






agosto 30th, 2010 at 21:12
C’era il sindaco di Cavallino, Orazio
non c’era il sindaco di Jesolo, Calzavara…
mi pare che questo dica molto, moltissimo, tutto.
Fazzi
agosto 31st, 2010 at 07:16
I HAVE A DREAM
Il sogno mio e di tutta la gente che ha marciato da Piazza Brescia a Piazza Mazzini è quello di avere un Ospedale per la città e per il Litorale, per i residenti (70.000 da Cavallino a Caorle) e per i turisti (15 milioni di presenze all’anno).
Questo è il sogno di tutti coloro che vivono qui e di tutti coloro che verranno come turisti in questa grande “città del mare” che sono i Comuni del Litorale.
Non sogniamo due Ospedali, no, questo sappiamo che non possiamo averlo (noi!) e non dobbiamo averlo perché sarebbe un esproprio del denaro della Comunità.
Però almeno un Ospedale –noi che abbiamo uno dei più grandi bacini turistici del Veneto- sogniamo di poterlo avere.
I HAVE A DREAM: un Ospedale con i Reparti base e con Servizi efficienti.
Con la lunga e gioiosa marcia da Piazza Brescia a Piazza Mazzini sono state gettate le basi di un movimento transpartitico che si prefigge l’obiettivo di salvare la Chirurgia e rilanciare l’Ospedale del Litorale.
Il comunicato stampa della Amministrazione Comunale alla vigilia della manifestazione è stato una toppa e comunque insufficiente a rimediare alla situazione creatasi.Ed infatti nel comunicato le improvvide disposizioni della ULSS 10 sono state smentite dall’Assessore Regionale.
Qualcuno allora ha colpa? Qualcuno pagherà?
La Amministrazione Comunale non ha dimostrato in questa vicenda una visione dei bisogni della Comunità all’altezza della situazione.Anche nella scelta della sede per celebrare la fine del Ramadan questa Amministrazione non dimostra quella lungimiranza e quel rispetto della collettività che i tempi richiedono.
Bisogna allora che si crei una forza trasversale, moderna, non ingessata sui partiti tradizionali che si coalizzi per dare alla città ed al Litorale quelle istituzioni e quelle sovrastrutture necessarie ad una convivenza che non sia non fondata esclusivamente sul commercio.A cominciare dall’Ospedale.
agosto 31st, 2010 at 19:14
Non posso non concordare con il sogno di Aretulo , il quale traduce in maniera passionale i sinceri sentimenti di tutti i cittadini che hanno partecipato alla marcia di Sabato scorso .
Continuo però ad essere molto scettico sull’esito finale di questa storia a puntate , non tanto perché non ci sia l’impegno fattivo dell’attuale amministrazione ( essi sono ben coscienti che la perdita dell’ospedale sarebbe una brutta sconfitta politica ) quanto invece per la loro impossibilità di poter incidere su questioni delicate come questa che implicano operazioni politiche trasversali , poste in essere agli alti livelli delle organizzazioni partitiche , con la più che probabile consulenza dell’imprenditoria privata del settore .
Ai consiglieri regionali dunque , ed anche alle comparse locali , viene assegnato il frustrante ruolo di recitare un copione gia scritto da altri .
Per quanto riguarda il Sindaco Orazio , poteva tranquillamente starsene a casa , visto che i giochi ormai sono fatti ed il tempo di agire anche per loro è scaduto .
Se stiamo assistendo inermi al dissolvimento del nostro ospedale , una parte di “merito “ va senza dubbio attribuita anche alla cittadinanza ed i suoi amministratori che risiedono al di la del ponte . Loro erano convinti di essere furbi perché ,fin da quando iniziò lo smantellamento , si rifiutarono ripetutamente di aderire alla nostra Asl e andarono avanti imperterriti usufruendo dei comodi servizi del nostro ospedale, continuando nel contempo a far parte della Asl Veneziana economicamente molto più conveniente per le loro casse comunali . Se fossero confluiti nella nostra Asl , sfido chiunque a pensare che si possa eliminare facilmente un ospedale situato in una posizione strategica che serve quarantamila residenti stabili oltre alle migliaia di turisti . Ora anche per loro la pacchia è finita , dovranno ricominciare a chiamare la “ lancia “ che li porterà a Venezia nella loro amata Asl ,a meno che non vogliano sorbirsi una quarantina di km per ricoverarsi a San Donà con tutte le incognite del caso .
El Fef