Chiude chirurgia. resoconti ed opinioni dall’assemblea
mer, ago 11, 2010
Jesolo, 11 luglio 2010
L’assemblea organizzata dal Gruppo di sostegno che si oppone alla chiusura dell’ospedale s’è appena conclusa. Apriamo questo post per dare a tutti la possibilità di dare una valutazione sugli interventi (tanti) che hanno caratterizzato la serata. Speriamo che i commenti e/o i resoconti siano numerosi. Scrivendo è possibile scavare più a fondo, riflettere meno emotivamente, far riemergere patricolari che in un’assemblea pubblica possono sfuggire.
E’ importante dar continuità a questa iniziativa sia per manifestare una protesta sacrosanta ma anche e soprattutto per cercare, una volta per tutte, di capire le ragioni e le responsabilità di chi ha portato la situazione a questo punto.
Rodolfo-JF






agosto 12th, 2010 at 05:10
“Da ricordare che gli accorpamenti sono stati decisi per il recupero di risorse per garantire la regolare effettuazione del piano ferie. All’ospedale di San Donà di Piave l’intervento ha riguardato l’ottorinolaringoiatra e il reparto di chirurgia, accorpati dal 3 luglio al 5 settembre; quindi l’attività pediatrica di ottorino svolta in pediatria; contrazione dell’attività di sala operatoria. In tutto questo c’è il coinvolgimento della casa di cura «Rizzola», per i ricoveri di lungodegenza. Sempre nello stesso periodo a Portogruaro l’attivazione dell’area omogenea dei ricoveri ordinari di chirurgia e urologia; quindi di 8 posti letto day surgery centralizzata multi specialistica con attività limitata su 3-4 giorni; contrazione dell’attività delle sale operatorie. All’ospedale di Jesolo l’accorpamento più lungo, dal 26 giugno al 12 settembre: in 25 posti letto saranno concentrati i reparti di chirurgia e ortopedia.”
Il Gazzettino
—
Per correttezza e completezza di informazione, mi sembra giusto riportare
anche quella che è la versione ufficiale della situazione.
Poi che ognuno si faccia la sua idea.
Punks not Dead
agosto 12th, 2010 at 07:13
Ciao a tutti, purtroppo non sono riuscita a partecipare, aspetto di leggervi sul forum e di sapere cosa è stato deciso, spero che foste in tanti, ho letto solo stamattina nell’altro post dove si organizzava l’incontro che il sindaco sarebbe stato presente…Scusate tanto per la mia defezione.
Silent
agosto 12th, 2010 at 11:14
Si potrebbe avere un riassunto per tutti coloro che non hanno potuto partecipare?
Quando si farà la manifestazione?
agosto 12th, 2010 at 14:19
l’assemblea è stata particolarmente coinvolgente in quanto il tema era molto sentito, certo che parlare di un ospedale come di una banca e giudicarlo da sterili dati e obbiettivi rende tutto più difficile, mi riferisco al passaggio di F.C. quando ha citato l’utilizzo percentuale 34% della sala operatoria, è come dire togliamo i bagnini di salvataggio perchè ci sono pochi morti annegati e pochi interventi oppure togliamo i pompieri perchè ci sono pochi incendi… La verità neanche tanto sottointesa è che l’area dove sorge l’ospedale e la croce rossa fa gola agli speculatori, che a Roma chiamano i “furbetti del quartierino”, e forse ci hanno messo le mani sopra. Io penso che per Jesolo è un’immensa fortuna avere un ospedale fronte mare e che l’unica cosa intelligente da fare sarebbe implementarlo con servizi tipo Stabilimento termale (visto che lo STEJ non c’è più) e/o colonia estiva per bambini non solo di Jesolo, tutte cose di solito appannaggio del pubblico e non del privato…nella spiaggia antistante l’Ospedale si potrebbe istituire un Consorzio Istituto Marino a gestione comunale e parte dei guadagni dirottarli sull’Ospedale… non so, mi sembra che chiuderlo o ridimensionarlo sia un peccato mortale…. del quale poi pagheranno le spese i nostri figli.
agosto 12th, 2010 at 18:37
Ieri sera c’ero . Colgo pertanto l’invito di Rodolfo tentando di entrare nei contenuti della serata trascurando volutamente gli aspetti tecnici peraltro ampiamente dibattuti , cercando solo di evidenziare ancora una volta le irrazionalità ed i “ misteri “ che avvolgono questa faccenda .
Partendo da una considerazione facile facile dettata da quel minimo di buon senso in dotazione ad ognuno di noi , viene spontanea la domanda : E’ razionale la decisione di ridimensionare ( o forse chiudere ) il nostro ospedale a vantaggio di una struttura privata come la Rizzola ? Perché ?
La serie di interventi che si sono succeduti ieri sera ci ha fatto capire con dovizia di dettagli , quali dovrebbero essere le ragioni che dovrebbero senza dubbio far pendere la bilancia a favore del pubblico.Sacrificare chirurgia a Jesolo e confermare con “ premio “ il doppione di San Donà ,basta e avanza per far pensare seriamente che in questa decisione c’è di tutto fuorché il raziocinio . Ed allora a questo punto devo pensare che se non c’è raziocinio ci deve per forza esserci l’interesse ; l’interesse di qualcuno . Il dubbio che sotto ci possa essere una sorta di complicità fra privato e politica diventa forte , irrefrenabile . In operazioni tra pubblico e privato di grande rilevanza economica come questa ed in centinaia di altre simili che ogni giorno vengono portate a compimento , è evidente che ci debba essere la soddisfazione reciproca delle parti ; per il privato il premio del giusto profitto , per la parte pubblica che ci rappresenta , la coscienza di aver reso un buon servizio alla collettività . Nel nostro caso è persino troppo evidente che i nostri rappresentanti non hanno fatto per nulla gli interessi della collettività ; E allora i casi sono due : o sono degli emeriti sprovveduti , e dunque vanno rimossi e mandati a zappare , o nella peggiore delle ipotesi , sono dei semplici esecutori di ordini , impartiti da organizzazioni politiche poste in alto , che riducono di fatto tutte queste nostre discussioni a sterili ed inconcludenti contorsioni popolari.
Significativa quella parte di intervento da parte del Sindaco, dove tra le altre motivazioni che stanno portando il nostro ospedale ad un passo dallo smantellamento , indica nel deficit annuo prodotto dai tre nosocomi della Asl 10 , l’ elemento determinante che induce la direzione ad ottimizzare ( chiudere o quasi) chirurgia a Jesolo .Il Sindaco da i numeri sui tre ospedali pubblici ma omette di fornire i numeri di bilancio della Rizzola , e si potrebbe dire , ovviamente , visto che la casa di cura è un ospedale privato , ma per avere un quadro completo dell’intera Asl 10 sarebbe stato opportuno conoscere i risultati finanziari anche di questa società . Da cosa deriva questo interesse sui numeri di bilancio della Rizzola è presto detto ; esso è determinato in primis dalla constatazione che Rizzola è privato solo formalmente , visto che attraverso la convenzione con la Regione gode di fatto di un ombrello imprenditoriale protettivo che la mette di fatto al riparo dai tanto temuti rischi di impresa. E questo fatto non è cosa di poco conto . Per secondo , la mia curiosità è dettata da una statistica nazionale e cioè , se è vero come è vero che il comparto sanità pubblica in Italia produce quasi esclusivamente deficit di bilancio paurosi , mi si può spiegare allora il fenomeno imperante di questi tempi della proliferazione selvaggia di aziende ospedaliere private che godono come Rizzola dell’ombrello protettivo statale sottoforma di convenzionamento . Elementare ! significa per chi non l’ha ancora capito che questo è di fatto uno dei business attuali più redditizi in assoluto . E siccome in politica non si fa mai niente per niente etc. etc. ……….
Alla luce di queste mie poco allegre considerazioni , temo che la dimostrazione programmata per il 28Agosto si possa tradurre in una triste processione di onesti cittadini che pensano ancora con la loro azione di civile protesta di poter condizionare l’operato di questi potentati .
Per quanto mi riguarda , la mia fiducia, mal riposta in queste istituzioni l’ho persa già da un bel po’.
Auguri .
El Fef
agosto 12th, 2010 at 20:02
L’Ospedale di Jesolo ha cominciato a morire circa 20 anni fa.
Da allora in poi, una lunga inarrestabile agonia che si concluderà inesorabilmente con la sua morte.
Quattro, cinque, sei anni, al momento è difficile fare una previsione puntuale; ma la definitiva chiusura è solo questione di tempo.
A segnarne l’ineluttabile destino sono due evenienze concomitanti che non hanno nulla a che fare con la sanità e con le scarse risorse che la pubblica amministrazione è disposta a erogare a favore dei servizi sanitari.
L’Ospedale morirà perchè sorge sull’unico posto meravigliosamente ancora intatto di tutta la costa jesolana e gli appetiti e gli interessi che tale condizione comporta sono così alti e così forti che nessun comitato, nessun movimento politico, nessun gruppo di potere alternativo riuscirà a scalfire, provocandone la fine (una sorta grottesca eutanasia).
La seconda evenienza, altrettanto influente e determinante, è la presenza a S. Donà di una casa di cura privata e convenzionata.
Anche lì, gli interessi dei privati sono alti e forti e quel che è peggio è che coinvolgono pesantemente apparati, amici e amici degli amici.
Sono interessi che nessuno riuscirà mai a sconfiggere, vigenti questi governi locali e nazionali.
Chi volesse fare la cronistoria di questa lunga agonia si accorgerebbe di come l’Ospedale abbia cominciato a morire negli anni ’90 , vale a dire nel momento in cui la politica regionale e centrale si è accorta dell’ impossibilità del sistema economico nazionale a sostenere gli eccessivi costi della sanità pubblica.
Si rendeva indispensabile la politica dei tagli.
Innestandosi in questo filone, il Sindaco di allora, sostenuto e spalleggiato da qualcuno che ancora oggi siede sugli alti scrannni del Municipio, coglie la favorevole occasione e prima propone la cessione dell’ospedale a una fantomatica quanto inprecisata cordata tedesca e poi innesta una serie di proposte che di fatto destabilizzano l’opinione pubblica locale, la dividono e la costringono a ragionare attorno a delle ipotesi demagogiche, velleitarie e populiste. Tutte chiaramente impraticabili.
Si propone di spostare il vecchio ospedale barattadolo con la chimerica promessa di costruirne uno nuovo .
In tempi in cui gli ospedali si chiudono e una volta chiusi non si riaprono più, la proposta è una bufala inenarrabile.
Ma quel che è peggio è che la proposta lancia ,alla classe politica regionale, un messaggio contradditorio e fuorviante: gli jesolani e la loro classe dirigente sono disponibili a chiudere il vecchio ospedale. In tempi di vacche magre per i volponi della regione è un invito a nozze.
Solo che chiudere un ospedale esistente non è un’operazione indolore. La classe politica che lo farà , prima o dopo, sarà costretta a renderne conto e quindi a pagarne il dazio in termini di consenso elettorale.
Si decide allora, come oggi, di seguire la “politica dello spezzatino”.
“Amiamo così’ tanto l’Ospedale di Jesolo che lo chiuderemo un pezzo per volta.”. “Nessuno se ne accorgerà e di qui a qualche anno saranno gli stessi residenti a riconoscerne l’inadeguatezza e l’inutilità.”
Così, un pò alla volta, anno dopo anno, con una classe politica che meno di così non poteva fare, siamo arrivati a questa piccola vigilia , che ormai prelude alla sua definitiva chiusura o comunque alla sua ininfluente sopravvivenza.
Spetta ora alla classe poltica attuale farsi carico degli errori strategici, dei silenzi, delle incongruenze, delle false promesse e della insufficente capacità negoziale nei confronti della superiore autorità regionale fin qui dimostrata.
Quella stessa capacità che altri, qui vicino, hanno saputo esercitare per ottenere ben più di quanto spetti onestamente e ragionevolmente anche a noi.
Se non ora, quando?
Sante e Rodolfo -JF
agosto 12th, 2010 at 23:19
Riceviamo dall’Associazione Jesolana Albergatori
Lido di Jesolo 12 agosto 2010
COMUNICATO STAMPA
L’associazione Jesolana Albergatori, fortemente preoccupata dal perpetrarsi di voci – sempre più insistenti – che paventano la (ormai prossima) chiusura dell’ospedale, unitamente al fatto che – a tutt’oggi – non sono ancora arrivate dal direttore generale dell’ASL 10 (dr. Stocco), le rassicurazioni richieste con la lettera del 5 agosto, invita tutti i soci e, con essi, le forze politiche, sociali ed economiche della località ad allertarsi, in difesa dell’ospedale.
Se a parole – infatti – tutti sembrano voler preservare (e paradossalmente implementare) il presidio ospedaliero locale, nei fatti appare sempre più delineata la strategia di un suo sistematico quanto inesorabile smantellamento.
Per questo, oltre a sollecitare una mobilitazione generale in difesa dell’ospedale, l’Associazione Jesolana Albergatori rinnova – con forza ed immutata determinazione – la richiesta al Direttore Generale di confermare anche con i fatti quanto a parole si sta ormai – da troppo tempo – vacuamente sostenendo.
Associazione Jesolana Albergatori
agosto 13th, 2010 at 07:18
L’assemblea di giorni scorsi ha sancito una realtà già conosciuta.
L’ospedale è a forte rischio chiusura in quanto al suo posto si vogliono costruire le terme per soddisfare le voglie speculative di qualcuno (ben conosciuto).
Il problema è rappresentato da coloro che fungono da collettori e che magari vorrebbero far sprecare tempo e risorse affinchè le giuste proteste risultino alla fine vane.
C’è quindi bisogno di chiarezza da parte di tutti che realmente vogliono che l’ospedale rimanga pubblico e funzionante.
La figura del sindaco è determinante (ahimè).
Che Calzavara faccia chiarezza; l’altra sera ha dichiarato che vuole il mantenimento del complesso di via Levantina.
A parte le chiacchere lo dimostri apertamente nei fatti.
Che la giunta ed il consiglio comunale approvino una dichiarazione in cui si dichiara che si è contrari alla trasformazione o al cambio di destinazione d’uso dell’attuale ospedale.
Che venga alla manifestazione e che lo dica davanti ai mass-media senza se e senza ma.
—–
Un grazie all’AJA.
L’assenza di un rappresentante ufficiale dell’Associazione l’altra sera mi aveva fatto venire dei forti dubbi.
Ora so che la presenza degli imprenditori alberghieri nella manifestazione del 28 sarà qualificata e partecipata da parte della categoria dei cittadini-albergatori.
—–
Ultima considerazione: noto con piacere che si parla dell’ospedale di Jesolo come un problema politico-speculativo.
L’importante è che la manifestazione del 28 sia solo l’inizio di una moblitazione generale che ci permetterà di vedere chi veramnte è a favore dell’ospedale e chi no.
—–
Lasciatemi passare una piccola e fanciullesca battuta.
L’assemblea mi è risultata particolarmente anemica.
Sarebbe stata utile la somministrazione di un po di Ferro.
Avrebbe completato la discussione.
______
Salvatore Esposito
agosto 13th, 2010 at 11:01
“soddisfare le voglie speculative di qualcuno (ben conosciuto).”
ovvero?
si possono sapere i nomi di questi speculatori?
agosto 13th, 2010 at 11:37
Riassumendo in due frasi, se ho capito bene:
L’ospedale jesolano chiuderà.
Saranno contenti coloro che costruiranno in quell’area.
Saranno contentissimi gli amministratori della Rizzola.
agosto 13th, 2010 at 12:43
e così, alla fine, anche il Sindaco ha preso parte alla serata pro ospedale. Mi è parsa del tutto appropriata la presenza del Primo cittadino ad arricchire una assemblea che in alcuni momenti sembrava un pochino sottotono (anemica, come dice Esposito).
Mi fa piacere che l’idea che ho lanciato in un articolo precedente, quella di invitare il Sindaco, sia stata accolta, anche se non direttamente dagli organizzatori, ma dallo stesso Sindaco, ben lungi dal disertare un tema così importante.
agosto 13th, 2010 at 13:22
“Riassumendo in due frasi, se ho capito bene:
L’ospedale jesolano chiuderà.”
In realtà non l’ha mai detto nessuno, anzi, è stato ribadito più volte il contrario, e logica vuole (leggi, presenza di turisti) che una struttura sia comunque necessaria.
Quello che è stato fatto capire è che ci sarà una trasformazione.
Sul risultato di questa trasformazione, influirà anche, certamente, la misura in cui la cittadinanza farà sentire la sua voce, sperando che, come da intenzioni degli organizzatori di questa iniziativa, il tutto mantenga un tono apolitico e finalizzato unicamente al risultato che si vuole ottenere.
Quest’ultimo punto credo sarà difficile, vista l’impazienza, già dimostrata, di alcuni di giocarsi la carta ospedale alle prossime elezioni.
Ma la politicizzazione, e quindi la divisione, avrebbe solo il risultato di indebolire la voce pro ospedale nei confronti delle autorità preposte a deciderne le sorti.
“Saranno contenti coloro che costruiranno in quell’area.”
L’importante è come sarà gestita la cosa.
Se degli imprenditori realizzeranno un guadagno, in un contesto in cui anche la città ci avrà guadagnato, non vedo perchè scandalizzarsi.
agosto 13th, 2010 at 13:26
A EL FEF
Sono completamente d’accordo con la disamina della serata fatta da lei.
“E’ razionale – dice – la decisione di ridimensionare (o forse chiudere) il nostro ospedale a vantaggio di una struttura privata come la Rizzola?” Ed è razionale, aggiugo io, che si chiuda il reparto di Chirurgia a Jesolo (preludio della chiusura di un Pronto Soccorso vero) a vantaggio della Chirurgia della Casa di Cura che non può ricevere pazienti da un Pronto Soccorso?
E poi: “Il Sindaco da i numeri sui tre ospedali pubblici ma omette di fornire i numeri di bilancio della Rizzola, e si potrebbe dire, ovviamente, visto che la Casa di Cura è un ospedale privato”. Perché “ovviamente”? La Casa di Cura è privata, ma convenzionata, cioè paghiamo noi, e quindi abbiamo tutto il diritto di sapere come vengono spesi i nostri soldi. Anche perché con quei soldi si potrebbero, probabilmente, assumere i 150 operatori che mancano nelle strutture pubbliche, la cui assenza sta provocando strordinari ormai insostenibili, impossibilità di godere delle ferie, accorpamenti di reparti, tagli e chiusure di servizi.
Seguono, poi, da parte sua, considerazioni tutte condivisibili e condivise. Solo il finale stona. C’è una rassegnazione che dispiace. Una mente così lucida farebbe un gran bene al Movimento per l’Ospedale di Jesolo.
Un’ultima cosa: perché la processione di onesti cittadini del 28 agosto dovrebbe essere “triste”? Io credo, invece, che sarà molto vivace e allegra.
A Sante e Rodolfo
State uccidendo un bambino ancora in fasce. Il Movimento per l’Ospedale si è appena riunito, sta preparando la sua prima manifestazione e voi affermate, in pratica, che è tutto inutile. “Quattro, cinque, sei anni, al momento è difficile fare una previsione puntuale; ma la definitiva chiusura è solo questione di tempo”
“A segnarne l’ineluttabile destino sono due evenienze concomitanti”: cioè la posizione in riva al mare (“gli appetiti e gli interessi che tale condizione comporta sono così alti e così forti che nessun comitato, nessun movimento politico, nessun gruppo di potere alternativo riuscirà a scalfire”) e la Casa di Cura di San Donà (“Anche lì, gli interessi dei privati sono alti e forti e quel che è peggio è che coinvolgono pesantemente apparati, amici e amici degli amici. Sono interessi che nessuno riuscirà mai a sconfiggere, vigenti questi governi locali e nazionali”).
Insomma, un destino cinico e baro, inarrestabile e ineluttabile! Tanto che anch’io ho dovuto riflettere se, vista la montagna, la sua altezza e l’impervietà del percorso, non fosse vano tentare di scalarla. Poi mi sono detto: non è contro un destino cinico e ineluttabile che dobbiamo combattere, ma contro delle volontà, dei desideri, delle decisioni di persone in carne ed ossa; di amministratori e politici che alla propria immagine e visibilità ci tengono, perché una carriera si fa, di solito, fatica a costruirsela, ma basta poco per rovinarla; e dopo non è facile tornare in pista.
Cercate, invece di darci una mano, infondendo un po’ di speranza e di coraggio e dandoci utili suggerimenti.
A Salvatore Esposito
Sono d’accordo: “Che Calzavara faccia chiarezza”. Lo sapeva da tempo che il reparto di Chirurgia sarebbe stato chiuso, lo ha confermato mercoledì scorso. Perché non lo ha detto prima ai suoi concittadini? Il Sindaco ritiene inevitabile la chiusura di tale reparto o crede di opporsi? Perché, se non ha intenzione di opporsi, cosa ci viene a fare in una manifestazione contro la chiusura di Chirurgia? E se il Primo Cittadino ha veramente l’intenzione di salvare il reparto, ci deve venire con la fascia tricolore e far vedere in modo chiaro da che parte sta.
Che gli albergatori l’11 di agosto non potessero partecipare ad un’assemblea pubblica era prevedibile. Speriamo che il 28 abbiano più tempo, almeno qualcuno, il presidente dell’Associazione per esempio (anche se é sabato).
Simpatica la battuta finale.
Massimo Zaramella
agosto 13th, 2010 at 18:34
Qualcuno può dare maggiori informazioni sulla manifestazione? il 28 agosto a che ora e dove? Grazie.
Silent
agosto 13th, 2010 at 19:31
Tra qualche minuto uscirà un video in cui avrai tutte le informazioni che desideri, e anche un resoconto dettagliato della serata di mercoledi 11, come hai richiesto in un commento precedente.
Rodolfo-JF
agosto 13th, 2010 at 19:38
NESSUNA SMENTITA: CHIRURGIA CHIUDE. SI SCENDE IN PIAZZA SABATO 28 AGOSTO
Alle ore 9 di mercoledì 11 agosto si è tenuto, presso il Patronato di Jesolo Paese, un primo incontro per organizzare una grande manifestazione contro la chiusura del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Jesolo. Di questa iniziativa, sorta dal “basso”, tra le righe di JesoloForum, si è fatto mentore Massimo Zaramella che ha moderato il dibattito e fissato i punti cardine per la programmazione della manifestazione. Alla riunione hanno partecipato un centinaio di persone di Jesolo, Cavallino ed Eraclea, alcuni rappresentanti del corpo medico ed infermieristico dell’ospedale di Jesolo, alcune rappresentanze politiche.
Dopo un preambolo in cui sono state espresse le varie posizioni (interventi di Massimo Zaramella, di Francesco Calzavara, di Silvia Lucchetta, di Daniele Bison, di Pasquale Picciano, di Roberto Rugolotto, di Vito Pasquale, di Luisa Franzoso, del sig. Mazzuia, di Salvatore Esposito, di Nicola Manente, di Giampaola Storto e tanti altri) è stato votato che:
-la manifestazione si terrà sabato 28 agosto, con partenza da Piazza Brescia intorno alle ore 20 e arrivo in Piazza Mazzini, dove sarà predisposto un palco per alcuni interventi pubblici.
-è stato costituito un comitato, o meglio, un movimento, che si occuperà dell’organizzazione di tale manifestazione.
-l’obiettivo della manifestazione è che vengano annullate le recenti direttive della Dirigenza dell’ULSS riguardanti l’Ospedale di Jesolo.
Per quanto qualcuno sostenga che nessuno abbia mai parlato di chiusura dell’Ospedale di Jesolo, di fatto la CHIUSURA DEL REPARTO DI CHIRURGIA, (prevista per il 12 settembre), accompagnata dalla soppressione della Rianimazione diurna (TIPO) e dalla chiusura pomeridiana del laboratorio analisi, NELLA SOSTANZA COINCIDE CON LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI JESOLO.
La chiusura è stata programmata dal Collegio di Direzione dell’ULSS in due fasi:
-il 3 luglio c’è stata una ANTICIPAZIONE DELLA CHIUSURA con l’accorpamento dei reparti di Chirurgia ed Ortopedia e la conseguente riduzione di posti letto (10 + 12), la soppressione della sala operatoria programmata della Chirurgia e chiusura della TIPO.
-il 12 settembre avverrà la CHIUSURA definitiva: la Chirurgia scomparirà come reparto per pazienti acuti; resteranno 4 letti di day surgery (Chirurgia di giorno). La Lungodegenza verrà spostata dove c’era l’Ortopedia in ambienti ancora da mettere a norma.
Il Pronto Soccorso senza la Chirurgia diventerà sostanzialmente un Pronto Intervento; l’Ortopedia senza la TIPO sarà meno sicura.
UN OSPEDALE SENZA LABORATORIO ANALISI, SENZA RADIOLOGIA, SENZA CHIRURGIA, SENZA TIPO, CHE OSPEDALE E’? NON E’ QUESTA DI FATTO LA CHIUSURA DELL’OSPEDALE? CHI SI FARA’ ANCORA RICOVERARE ?
• Si può aprire una Chirurgia solo estiva? Si fa solo negli ospedali da campo.
• La Chirurgia non funziona? Nulla di più errato: bassissimo indice di fuga, elevato gradimento della popolazione e buon utilizzo delle sale operatorie (con i pochissimi mezzi messi a disposizione!!!).
• E’inutile asserire che si devono accentrare gli ospedali: questo non vale per San Donà, dove ci sono due ospedali contigui, mentre tutto il Litorale rimane sguarnito di un presidio ospedaliero
• E’ inutile dire che manca la Rianimazione: c’era la Rianimazione di giorno (TIPO) che è stata soppressa il 3 luglio.
• E’ contraddittorio dire che per motivi di risparmio si deve chiudere la Chirurgia: ma allora perché si amplia la Chirurgia della casa di cura convenzionata con un reparto di Chirurgia pubblico a poche centinaia di metri?
Queste e molte altre sono state le tesi esposte, anche polemicamente, durante la riunione da parte dei tanti partecipanti. Alla fine si è deciso di organizzare un grande manifestazione con lo scopo di annullare le direttive della Dirigenza ULSS riguardanti l’Ospedale di Jesolo.
Giovanna Astolfo
agosto 14th, 2010 at 13:40
Per Punks not dead: identifico gli speculatori in coloro che, ben lungi dal pensare che un’ospedale funzionante è non solo utile ma anche necessario a Jesolo, non esitano a decretare la chiusura del plesso per dare il via alla costruzione delle terme.
Leggendo le cronache dei giornali dei tempi andati possiamo intuire i nomi di costoro.
Salvatore Esposito
agosto 14th, 2010 at 15:27
Salvatore, adesso sposti il tiro sui politici, ma prima avevi scritto qualcosa di diverso.
“L’ospedale è a forte rischio chiusura in quanto al suo posto si vogliono costruire le terme per soddisfare le voglie speculative di qualcuno (ben conosciuto).”
quindi qualcuno (i politici? il direttore dell’asl?) sarebbe in combutta (con quali fini? cosa ci guadagnano? lo fanno per amicizia? per soldi?)con speculatori “ben conosciuti”.
La domanda è, se sono “ben conosciuti”, non dovrebbe essere un problema scriverne i nomi, giusto?
Chi sono questi speculatori “ben conosciuti” che tramano in combutta con le autorità?
agosto 14th, 2010 at 15:45
El Fef@E allora i casi sono due :
o sono degli emeriti sprovveduti , e dunque vanno rimossi e mandati a zappare ,
o nella peggiore delle ipotesi , sono dei semplici esecutori di ordini , impartiti da organizzazioni politiche poste in alto , che riducono di fatto tutte queste nostre discussioni a sterili ed inconcludenti contorsioni popolari.
La seconda che hai detto
Per quanto riguarda la chiusura dell’ospedale di jesolo e che la Rizzola avrebbe vinto nelle scelte politiche, l’avevo affermato ben 2 anni fa,ricevendo le smentite di alcuni frequentatori,in questo forum.
Ma non perchè avevo scrutato la sfera di cristallo come il mago Otelma ma perchè avevo fatto due visure alla Camera di Commercio di San Donà sullo statuto, gli amministratori, il bilancio la sede dell’Istituto Rizzola,scoprendo che la residenza legale era in Lussemburgo.
E tale residenza non mi aveva permesso di vedere che pochi dati sul bilancio visto che allora non c’era il patto di reciprocità tra Italia e Lussemburgo per il controllo di tali Società.Ora, dopo gli scandali di qualche tempo fa, mi sembra che la situazione sia mutata.
Della costituzione,scopo, amministratori, soci, revisori dei conti nel fascicolo avuto(7 euro) c’era tutto.
Chi sono ” i soci del quartierino ”
Politicamente è un trionfo della linea elitaria padana, gli investitori stanno tra San Donà e Jesolo e hanno già costruito “sempre + in alto:
Angelo1
agosto 15th, 2010 at 08:07
NON E’ TROPPO TARDI
Ho letto, a proposito del nostro Ospedale, analisi raffinate e precise, ricostruzioni storiche degli eventi negli ultimi 15 anni fedeli e competenti ed, infine, considerazioni amare e sconsolate come conclusione di molti ragionamenti.
Aggiungerei a tutte le parole di valore sin qui scritte e dette che siamo noi, ora, che costruiamo la “storia” – nel nostro piccolo s’intende – di questo Ospedale e di questa città di mare.Nulla s’avvera senza il consenso della “gente”, e tutto si compierà con la supina accettazione nostra.
Certamente sono state prese delle posizioni e già mosse molte pedine.Ma questa città ed i Comuni del Litorale mai e poi mai hanno preso a cuore veramente il problema e dettata una agenda così corale e puntuale al riguardo del problema dell’Ospedale.
Evidentemente bisognava che arrivassimo al giorno “prima” della chiusura perché questa collettività aprisse gli occhi e manifestasse.
MA NON E’ TROPPO TARDI!!!
Nulla può essere deciso senza il consenso della gente.Se riusciamo a coalizzarci su questo scopo al di là dei colori politici siamo certamente ancora in tempo a raggiungere gli obiettivi prefissati.
Questa storia vorrebbe essere scritta dagli Amministratori sulla nostra pelle e, soprattutto sulla pelle di chi ha meno voce, minori possibilità o, addirittura, non ha nessuna visibilità come la povera gente del Cavallino che quando arriva finalmente all’Ospedale di Jesolo si sente dire che sono di una altra Azienda e quindi non possono avere i vantaggi degli Jesolani: e perché mai questa povera gente non deve rientrare nella nostra Azienda? Non fa parte anche questo del piano a lungo agognato di togliere l’ossigeno all’Ospedale di Jesolo?
Queste e tantissime altre amare constatazioni si potrebbero fare ma la conclusione è sempre la stessa:
NOI STAMO COSTRUENDO LA STORIA DEL NOSTRO OSPEDALE. COSTRUIAMOLA DEGNAMENTE.
agosto 15th, 2010 at 08:29
Grazie aretulo per l’intervento che condividiamo soprattutto là dove dici: ” siamo noi ora che costruiamo la nostra storia e che nulla s’avvera senza il consenso della gente.”
NON E’TROPPO TARDI.
Sante-JF
agosto 15th, 2010 at 12:45
@ Angelo ; molto interessanti le tue ricerche .
Presumo che la pubblicazione dei nomi dei soci sia chiedere troppo eh ?
El Fef
agosto 15th, 2010 at 13:21
Ero presente al primo incontro tenutosi il difesa dell’ospedale; S’è definito un ” movimento” ” Apartitico”.
A mio modesto parere, l’assemblea ha visto due o tre persone effettivamente coinvolte e motivate nella lotta per il nostro Ospedale, una fisioterapista di cui non conosco il nome e il Signor Bison. Ho visto in difficoltà il nostro Primo cittadino, che sembrava più interessato ad interagire con il proprio palmare, piuttosto che prestare attenzione alle domande dei presenti. Con rammarico, ho potuto constatare, quella sera, che Questa Attuale amministrazione ” leghista-Pdl” perchè di ciò trattasi , “predica bene, ma razzola Malissimo”
Sarà difficile, ma non impossibile, ora come ora con il comando della Lega sia in Jesolo, che in provincia e sopratutto in Regione, che il nostro Nosocomio abbia un Futuroin loco!
agosto 15th, 2010 at 13:37
Questa mattina sulla Nuova Venezia, “l’amico” del manovratore ha tentato di spostare il problema area chiururgica parlando di lungodegenza e medicina.Probabilmente dall’alto del suo temporaneo scranno è convinto che il popolo sia sprovveduto e disattento. Non è cosi’ e spero che la miglior risposta la riceverà sabato 28 agosto in occasione della manifestazione organizzata dal Movimento per l’Ospedale del Litorale.
Daniele Bison
agosto 15th, 2010 at 18:54
El Fef
@ Angelo ; molto interessanti le tue ricerche .
Presumo che la pubblicazione dei nomi dei soci sia chiedere troppo eh ?
Assolutamente no, solo che l’ho prestato a un giornalista e questi non me l’ha più restituito.
Domani se l’Ufficio della Camera di Commercio di Venezia (attenzione non è più in piazxa Indipendenza ma si è spostato a Calvecchia nei locali restaurati del vecchio molino piano terra)
è aperto provvederò a recuperarne un’altra copia.
Pur abitando a San Donà, frequento per alcune specificità l’ospedale di Jesolo e già nel 2009 avevo avuto un colloquio personale con il Sig.Sindaco avvertendolo della futura scomparsa di tali specificità,ricevendone ampie assicurazioni in merito.
PS il fascicolo completo te lo lascio Venerdì prossimo presso il bar Nuovo di Piazza Milano, sulla busta ci sarà scritto per El Fef.
agosto 15th, 2010 at 20:26
Caro Angelo,
puoi lasciare una copia del fascicolo anche per il Movimento per l’Ospedale del litorale, sempre al bar Nuovo di Piazza Milano?
Cerchiamo di fare gioco di squadra. Se siamo in tanti a lavorare produciamo di più, non ti pare? Ti ringrazio in anticipo.
Massimo Zaramella
agosto 15th, 2010 at 23:55
Condivido anch’io il modo di vedere di Aretulo. Spero che il 28 Jesolo si mobiliti e faccia sentire che esiste coesione e determinazione.
Qualche giorno fa Sante ed io sabbiamo fatto delle considerazioni pessimistiche intorno al futuro dell’ospedale. E’ necessario un chiarimento, anche perchè Massimo Zaramella ci ha un po’ tirate le orecchie leggendo nelle nostre parole un segno di rassegnazione.
Non era questo, evidentemente, il nostro intento. Il forum ha seguito con la massima attenzione lo svilupparsi delle vicende del nostro Ospedale da sempre.
Ora siamo giunti, temiamo, ad un punto di non ritorno. Speriamo non sia così e la manifestazione del 28 oltre che necessaria è decisiva.
Quel che era sotteso al nostro ragionamento è che ora è necessaria una puntuale ricostruzione storica di tutti gli atti politici che hanno portato alla situazione attuale. Alcuni personaggi politici hanno costruito le loro fortune politiche sull’ospedale proclamando promettendo alzando la voce o dicendo una cosa e facendone un’altra. Tanti hanno parlato a tutti noi ben sapendo che in altri luoghi ed in altri livelli si stavano prendendo decisioni diverse. Non sempre s’è agito in cattiva fede, molto spesso con leggerezza, qualche volta in modo strumentale. Certo, le mie considerazioni sono vaghe e vaga è la mia conoscenza dei fatti così come si sono svolti. Quel che il movimento può produrre è anche un gruppo di persone che si impegni a reperire con pazienza tutti gli atti che hanno segnato l’evoluzione e l’involuzione dell’Ospedale. Solo con una ricostruzione storica precisa si possono evitare le fumosità ed il chiasso dei proclami. Tutti, o quasi, hanno urlato “l’Ospedale non si tocca!”, specialmente durante le campagne elettorali.
Verba volant…ma gli scritti restano. Per ridare all’ospedale la sua dignità occorre sicuramente esser consapevoli che stiamo costruendo la sua storia futura. Ma per far questo occorre nello stesso momento chiarire con esattezza documentale quel che s’è fatto nel passato, Per non fare gli stessi errori, per non credere più in chi ha mentito, per mettere al bando chi l’ospedale l’ha svenduto, per sapere che relazioni avevano i nostri politici con la regione, con la Rizzola, con questo o quel direttore.
Personalmente do la mia disponibilità a far parte, per quello che mi consentono le mie capacità , di un gruppo di lavoro che operi in questo senso.
Rodolfo-JF
agosto 16th, 2010 at 13:45
@ Angelo ;
Grazie Angelo; Mentre qualcuno che sa , ” fa finta de pomi ” , mi convinco sempre più che deve essere questo il filone da approfondire per la semplice ragione dei troppi irragionevoli perchè , sui quali finora non c’è stata chiarezza . Penso magari al preoccupato e reiterato invito degli organizzatori ai partecipanti di non metterla sul piano politico ,come dire , questi non sono argomenti da piazza , perchè se approfonditi troppo e dati in pasto ad una cittadinanza molto poco ben disposta ,potrebbero magari determinare per qualcuno situazioni incresciose.
El Fef
agosto 16th, 2010 at 17:52
La delibera n 400 del 21 dicembre 2009 dopo gli incarichi dati al dott. Fortuna ex procuratore della repubblica di Stocco sono gli esempi di onestà e correttezza, le cui attività non si sà quali benefici abbiano portato alla collettività, per comodità si riporta l’intestazione contrattuale:In data ……………………………… presso la sede dell’AZIENDA ULSS n.10 “Veneto Orientale” con sede in San Donà di Piave (VE), a seguito della deliberazione del Direttore Generale n. 400 del 21.12.2009
T R A
l’Azienda ULSS n.10 – Veneto Orientale (C.F. e P.IVA 02799490277) rappresentata dal dott. Andrea DEL NEGRO, nato a Venezia il 10.01.1969, Dirigente dell’UOS Affari Generali e Legali, giusta delega, domiciliato per la sua carica in Piazza De Gasperi n.5 a S. Donà di Piave (leggasi in seguito più brevemente AZIENDA)
E
Il dott. Franco TONIOLO ( causa principale sulla programmazione pro casa di cura della Regione )….sono in grado di fornire atti ufficiali dell’azienda
—
agosto 16th, 2010 at 18:38
D’accordo, Rodolfo. Creiamo un gruppo che ricostruisca, attraverso la paziente raccolta di documenti, la storia del nostro ospedale, basta che non sia storia antica, ma storia moderna e contemporanea. Ciò ci aiuterà a capire molte delle cose che sono accadute o stanno accadendo nella Sanità del Veneto Orientale. Per esempio, perché la Casa di Cura Rizzola, che una Giunta regionale del colore politico di riferimento aveva deciso di trasformare in poco più di un casa di riposo, si ritrova a rinascere come l’araba fenice dalle sue ceneri? Perché, se la stessa Giunta regionale aveva stabilito che quattro strutture ospedaliere nell’Asl 10 non erano finanziariamente sostenibili e che le tre che dovevano rimanere erano i tre ospedali pubblici, ci sono ancora quattro strutture ospedaliere e l’impressione che si ha è che quella destinata a chiudere non sia quella stabilita, ma un’altra, cioè l’ospedale di Jesolo? Perché da anni si parla di “doppioni” da tagliare negli ospedali pubblici, però poi si è tagliato quasi sempre a Jesolo, mentre i doppioni sono a San Donà e Portogruaro (otto reparti con degenza uguali)? Ecco, tentiamo con pazienza e caparbietà di arrivare a capire queste e altre cose, attraverso una ricerca quasi giornalistica di carte e documenti che chiariscano e, nello stesso tempo, certifichino la verità dei fatti e i protagonisti delle vicende. Raccogliamo notizie, dati, testimonianze e soprattutto scritti che ci aiutino a far luce e a costringere qualcuno a spiegare, se non a giustificarsi.
Io ci sto. E sono convinto che anche qualcun’altro che conosco ci starà. Un piccolo gruppo di partenza potrebbe nascere in poco tempo.
Massimo Zaramella
agosto 16th, 2010 at 19:50
Scusa Venexia5, io non ho capito niente. Potresti essere più chiaro?
Grazie
Oldmanriver
agosto 16th, 2010 at 20:23
OK Massimo.
La cosa non solo è fattibile; direi che è necessaria ed inevitabile.
A patto che ci sia la precisa volontà di andare fino in fondo alle cose, anche a costo di dover affrontare verità scomode al fine di far emergere quegli interessi di pochi che fanno danno a tutti.
Solo se ci sarà questa onestà intelletuale si arriverà ad un risultato concreto.
In caso contrario avremo solo perso tempo, dando addirittura una mano a questi speculatori che non hanno remore di nessun tipo.
Se tiva sonoa completa disposizione.
Salvatore Esposito
agosto 16th, 2010 at 20:28
Quando ho inviato il commento n°30 ancora non comparivano i post 28 e 29. Mi par di capire che EL Fef ci sta a far chiarezza. Spero voglia anche lui partecipare al gruppo. Ho già detto in un precedente commento che ha una mente lucida e dà l’impressione, a differenza di quanto scrive, di non essere ancora del tutto rassegnato.
Venexia5, non si capisce bene a cosa ti riferisci. Par di capire che si tratti del contratto di consulenza tra l’Asl 10 e l’ex Procuratore della Repubblica Fortuna. Hai gli atti dell’Azienda? Sono interessanti? Entra anche tu a far parte del gruppo!
Cominciamo a far sul serio!
Massimo Zaramella
agosto 16th, 2010 at 22:59
Nello scrivere il precedente post33 mi è sfuggito il senso della seconda parte del post28 di El Fef.
“Penso magari al preoccupato e reiterato invito degli organizzatori ai partecipanti di non metterla sul piano politico, come dire, questi non sono argomenti di piazza, perché se approfonditi troppo … potrebbero determinare per qualcuno situazioni incresciose”.
Sicuramente lei si riferisce anche a me, direi innanzitutto a me, visto che moderavo la serata. Queste sono considerazioni che non posso accettare. Evidentemente, la sua mente, ripeto, tanto lucida viene ogni tanto appannata dal pregiudizio. Lei non mi conosce. Se la politica le ha dato molte, troppe delusioni, ciò non la giustifica a dare giudizi senza sapere o sapendo in modo superficiale. Il mio comportamento lo spiegato nel mio articolo “ORA O MAI PIU’ ” e in commenti successivi e non lo starò qui a ripetere. Se vuole capire, la invito a rileggerseli.
Massimo Zaramella
agosto 17th, 2010 at 07:03
Caro Zaramella , non avertela a male e scandalizzarti per quella frase , essa è semplicemente frutto di una certa esperienza sul come funzionano queste delicate cose all’interno dei partiti. Quando si va discutere di argomenti “ sensibili “ come posti di potere , o di grandi interessi che percorrono trasversalmente la politica ,e questo è uno di quei casi, si sa bene che in questi momenti vige la norma ferrea della massima discrezione e che solo a pochi eletti è consentito l’accesso a questi tavoli . E perciò quelli che tu definisci pregiudizi non sono altro che il bagaglio di sana e giustificata malizia che ognuno di noi si porta appresso . Insomma , i classici “ do schei de mona in scarsea “ . Provo per te il massimo rispetto e riconoscenza per il tuo impegno in questa nobile iniziativa . Trovo che la gestione della serata da parte tua sia stata ineccepibile , e devo dire che le tue raccomandazioni di non metterla in politica per il timore che degenerasse in gazzarra, erano ampiamente giustificate . Tutto ciò non mi esime dal pensare che siccome tu fai parte di un partito , qualche consiglio e raccomandazione non ti sia stato dato . Ribadisco una volta ancora quale fu in tempi recenti la posizione politica del tuo capo Piero , il quale in pubblica assemblea ed a più riprese , si dichiarò favorevole al salvataggio del privato Rizzola , con la conseguente scomparsa del nostro storico Istituto Marino , e dunque !
Da qui nasce la mia frase da te censurata . Devo riconoscere però che da quanto traspare dai tuoi scritti si denota autonomia di pensiero e anche coraggio . Bene cosi . Per quanto mi riguarda , nonostante i tanti pensieri negativi , contrariamente a ciò che si possa pensare , la mia ( umile ) parte la farò sempre .
El Fef
agosto 17th, 2010 at 09:23
Caro El Fef,
accetto le tue spiegazioni.Devo solo precisare che io non ho capi, tanto meno il Piero da te citato, che come avrai notato non si è fatto vedere all’incontro. Naturalmente rispetto il ruolo della coordinatrice, che pure non è venuta perché aveva un impegno.
Massimo Zaramella
agosto 17th, 2010 at 16:55
ok per le copie a El Fef e Zaramenlla ,alle ore 9 di venerdì 20. sono al bar Nuovo di Piazza Milano,visto che ogni maloppo è formato di + di 40 pagine, provvederete a farne quante ne desiderate.
Angelo1. domani il resto
agosto 17th, 2010 at 18:15
Sono perfettamente d’accordo con la proposta di Rodolfo di aprire una revisione delle vicende del nostro ospedale a partire dalla legge 39 del 93 sino alla attuale situazione di chiusura della Chirurgia. E’ la fine di una delle poche istituzioni della nostra città e quindi una perdita incommensurabile.
Però non deve esaurirsi qui.
Ora dobbiamo dare luogo ad una grande dimostrazione contro la Amministrazione Comunale, contro la Azienda ULSS 10 e contro la Regione Veneto. Questo ci impone questo drammatico momento.
Lunedi mattino, 16 agosto, alle ore 8 gli operai hanno cominciato a demolire i bagni della ex Ortopedia per renderli agibili ai Lungodegenti e preparare il trasferimento della Lungodegenza ed okkupare definitivamente la vecchia Ortopedia. E si compiranno i programmi con la chiusura della Chirurgia. A sua volta la Lungodegenza (reparto nuovo) verrà smantellata per costruire ambulatori.
Ma ci si chiede:
-non mancavano i soldi? E tutte queste demolizioni non richiedono soldi?
-non viene chiusa la Chirurgia per recuperare gli infermieri? Ma se si aumentano i letti della Medicina e della Lungodegenza (Corriere Veneto 16 agosto) non si richiedono altri infermieri?
Così, tra contraddizioni palesi ed inconfutabili e subdole e ben rielaborate statistiche, si vuol a tutti i costi far scomparire definitivamente la Chirurgia a Jesolo e chiudere l’Ospedale.
Saremo noi in numero sufficiente, il 28 agosto, a dimostrare tutta la nostra civile collera ed opporci a questa violenta chiusura?
E’ il momento di raccogliere le maggiori forze possibili da tutti gli angoli di Jesolo, Eraclea e Cavallino, convincendo vicini, amici, colleghi di lavoro e familiari.
Ne va non solo del nostro Ospedale ma anche del futuro della nostra città.
agosto 17th, 2010 at 18:44
Scusa Massimo, ma sono costretto a rivolgerti un appello sul forum.
Come si fa a contattarti personalmente per comunicazioni ?
Ho chiesto a varie persone ma nessuno ha un tuo numero di telefono fisso o cellulare.
Per quanto riguarda i nomi del faldone citato sarei interessato a dare uno sguardo; angelo 1 come ci si può mettere in contatto personale per alcune considerazioni ?
In ogni caso sapete dove lavoro.
Ringrazio entrambi.
Salvatore Esposito.
agosto 17th, 2010 at 19:09
a oldmanriver – commento N.31 : ULSS10 CON IL SIGNOR STOCCO E C….PAGA PERSONE ( EX SO TUTTO IO PER UN VENTENNIO DELLA REGIONE ) PRESI CON LE MANINE NELLA MARMELLATA OVVERO PRESTITI PERSONALI DI CASE DI CURA PRIVATE, E MI RISULTA CHE ULCHE GIORNO SI STATO IN GALERA, NOI ZITTI E PAGHIAMO, NON SOLO EX PROCURATORE GENERALE DELLA REPUBBLICA CONSULENTE, CON AUTISTI AZIENDALI CHE PORTAVANO A DOMICILIO …………L’OSPEDALE DI JESOLO ERA PROGRAMMATO ALLA CHIUSURA A FAVORE DELLA CASA DI CURA PROPRIO DA TONIOLO E STRANAMENTE RITORNA……….COINCIDENZE, NON SI PARLA PIU’ DI PROGRAMMAZIONE MA SI ATTUA LO SFINIMENTO….
agosto 17th, 2010 at 19:25
MASSIMO E TUTTI I PARTECIPANTI AL GRUPPO, QUALSIASI DOCUMENTAZIONE ABBIATE BISOGNO NON C’E’ PROBLEMA, QUALCHE GIORNO FA’ MI PARE ( ERO PRESENTE ) QUALCHE SINDACALISTA TI HA CERCATO E DATO L’ADESIONE UMILMENTE E SENZA BANDIERE, E CI SARA’ PIU’ DI QUALCHE SINDACATO PRESENTE STIAMO CERCANDO ALTRESI’ DI COINVOLGERE ANCHE LE PERSONE ONESTE DAL PORTOGRUARESE E SANDONATESE, LA VOSTRA INIZIATIVA MERITA PER JESOLO E TUTTO IL TERRITORIO DELLA VENEZIA ORIENTALE RISPETTO E SOLIDARIETA’ NON SICURAMENTE DEI POLITICI ATTUALI, TUTTI AMICI A VARIO TITOLO DI STOCCO COMMISSARIO LIQUIDATORE DI GALAN E ZAIA DELL’ ULSS 10, BISOGNA DARE SPAZIO AI PRIVATI COME DA MODELLO LOMBARDO…….
agosto 17th, 2010 at 21:55
Caro Salvatore,
anch’io non ho il tuo numero. Domani facciamo un giro per il Lido e, se abbiamo tempo, passiamo da te al posto di lavoro.
Colgo l’occasione per informare i componenti del Movimento che già venerdì scorso un gruppetto di volenterosi, 14-15 persone, si è ritrovato al Patronato per iniziare a organizzare la manifestazione. Abbiamo stilato una lista delle cose da fare e ci siamo suddivisi i compiti: a detta di tutti i presenti è stato un buon lavoro. Ieri mattina ho consegnato comunicazioni e richieste di autorizzazioni al Sindaco, alla Polizia locale e alla Questura. Abbiamo chiesto al Sindaco l’autorizzazione alla stamperia comunale affinché ci stampi locandine e volantini: una prima bozza della stamperia l’abbiamo dovuta correggere oggi pomeriggio. Domani mattina Roberto Ventura (il quale tiene i contatti con la stamperia) consegnerà la nuova bozza. Abbiamo ottenuto dalla segreteria del Sindaco l’elenco di tutte le Associazioni e i Comitati di Jesolo con indirizzi e mail: manderemo una mail a tutti, tranne le Associazioni di Categoria alle quali porteremo l’invito assieme al volantino. E così via.
Ci incontreremo per un secondo incontro organizzativo venerdì prossimo alle 18.00 sempre al Patronato. Naturalmente chi ha tempo può venire a dare una mano. Ormai conoscete il concetto: più siamo, più lavoro produciamo.
Ti ho letto Venexia5. Molto interessante quello che scrivi. Contattaci! Dici che eri all’assemblea di mercoledì scorso, quindi mi hai visto; e probabilmente conosci qualcun’altro: crea un contatto.
Massimo Zaramella
agosto 18th, 2010 at 13:06
A suo tempo la casa di cura tramite un suo medico fece girare per la città una raccolta di firme, tali firme non so se sono servite a molto ma con il seno di poi i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Cosa possiamo fare noi, per avere un ospedale efficiente e sopratutto nella sede attuale, FARE UNA RACCOLTA di firme sia fra i cittadini Jesolani ma anche fra i commercianti e gli albergatori, poi chiedere all’AMMINISTRAZIONE COMUNALE un referendun sulla chiusura si o no del nostro ospedale. La raccolta di firme poi và continuata anche con le firme dei cittadini dei comuni limitrofi per esempio Cavallino Eraclea ecc, e alla fine il malloppo di firme CONTRO LA CHIUSURA LA RIDUZIONE DEI REPARTI E LO SPOSTAMENTO DEL SITO presentate al prefetto
agosto 19th, 2010 at 08:52
Propongo di preparare uno striscione da mettere in Piazza Mazzini con queste scritte:
“ZAIA:giù le mani dall’Ospedale
STOCCO e BENINI:a casa
CALZAVARA:meno miss e più Ospedale”
agosto 24th, 2010 at 03:59
Mi è stato consegnato un fascicolo con identificazione societaria e altre cose interessati sulla casa di cura, la più interessante sicuramente è il verbale della conferenza dei sindaci del 30 giugno 2010,in linea con il sostegno dato e relativa manifestazione da parte del consiglio comunale di san donà…….