stalking
mer, lug 14, 2010
Gli articoli, gli editoriali, i commenti e le opinioni li ho letti tutti, cercando un filo conduttore capace di darmi spiegazioni concrete su quanto sta accadendo, sul macello quotidiano perpetrato sulle donne da parte di uomini fragili e disperati.
Qualche giorno fa, parlando di extracomunitari e delle condizioni di vita che sono costretti a sopportare qui, intorno (non vicino, intorno…) a noi, ho scritto che la miseria ci circonda. Non è più una stranezza esotica che possiamo visitare, essa ormai abita il nostro quotidiano.
Lo stesso vale per l’orrore, non più confinato in cronache lontane, in certi film, in certi luoghi. Dodici giorni undici donne uccise. 119 lo scorso anno, con un copione pressochè identico. All’abbandono di lei corrisponde l’esecuzione feroce di lui, senza pietà, senza appello. E spesso all’omicidio segue il suiocidio. Un baratro di disperazione che produce una vertigine immensa ed inquietante.
Tra le tante cose lette ne riporto solo una, tratta da una lettera di Hannah Arendt al marito:
” L’amore permette di rendersi conto che, da soli, si è profondamente incompleti e che è solo quando si è accanto ad un’altra persona che si ha la forza di esplorare zone sconosciute del proprio essere.”
Pensiamoci su e chiediamoci se siamo ancora capaci di essere esploratori senza diventare padroni.
Rodolfo







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