La Crescita vista da sinistra
ven, lug 23, 2010
Gazzettino
Giovedì 22 Luglio 2010,
Venezia vuol tornare ad essere internazionale anche nell’economia e, per una volta, europea nei tempi. Il Master Plan del nodo intermodale di Tessera sarà pronto a giugno del 2011, ma ieri i vertici di Save, la società che gestisce l’aeroporto Marco Polo, hanno presentato i primi elaborati. Un piano da 500 milioni di euro che trasformerà il Marco Polo nell’unico aeroporto italiano integrato con l’Sfmr e l’Alta velocità (in Europa c’è solo Berlino che lo sta ultimando): una gigantesca stazione ferroviaria sotterranea, un people mover che collegherà tutti gli edifici della zona compresi il nuovo Casinò e il nuovo stadio, un’area commerciale, nuovi parcheggi di interscambio, la darsena per i taxi da e per Venezia e, se si farà, la sublagunare.
« Abbiamo le condizioni ottimali per realizzare il progetto- ha detto Enrico Marchi, presidente di Save – le previsioni di incremento del numero di passeggeri business e turisti, nessuna limitazione dal territorio circostante perché abbiamo le aree disponibili per poterci espandere; infine non c’è nessun altro aeroporto in Italia dove si possa pensare di avere l’alta velocità in aeroporto».
Anche il sindaco Giorgio Orsoni è entusiasta dell’operazione «di cui parlavamo già negli anni Novanta quando ero assieme all’allora ministro dei Lavori Pubblici, Paolo Costa, perché già allora era chiaro che l’alta velocità sarebbe dovuta passare per l’aeroporto. È un’opera epocale che può portare sviluppo a tutto il Veneto. Ho solo un punto di amarezza, il cronoprogramma: 16 anni sono un’infinità. A Shanghai ci hanno raccontato che in tre anni a Pechino hanno realizzato quattro linee di metropolitana, e sempre in tre anni hanno realizzato l’Expo, spostando 36 mila persone. Forse c’è qualcosa che non va qui da noi».
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alcune cose interessanti:
innanzitutto questo megaprogetto non è stato sviluppato da corrotte giunte cementificatrici di centrodestra, ma dal progressivissimo Comune di Venezia.
poi, una frase che fa riflettere:
“nessuna limitazione dal territorio circostante perché abbiamo le aree disponibili per poterci espandere”
quindi il problema cementificazione, non esiste, Codello non pervenuta
(si tratta pur sempre di aree che costeggiano la Laguna).
Il sindaco Giorgio Orsoni, ovviamente, è entusiasta.
Lui l’alta velocità la voleva già dagli anni ’90, pazienza se andrà a tagliare in due un territorio incontaminato tanto amato (giustamente) da Rodolfo.
Ha un solo rammarico, il sindaco Giorgio Orsoni, che non si possa seguire il luminoso modello cinese, che non si possano prelevare cioè 36mila persone dalle campagne per essere messe a lavorare in condizioni di semischiavitù al cantiere tanto amato, per accorciare così i tempi (lui
dice “hanno spostato”. Spostato, deportato, sottigliezze).
Un commento dai frequentatori di area progressista/ecologista è quantomai gradito.
Punks not Dead






luglio 23rd, 2010 at 05:53
sono pienamente favorevole al fantastico progetto di
riqualificazione dell’area circostante il Marco Polo, un progetto fortemente voluto da Cacciari ed ora portato avanti con determinazione da Orsoni. Le resistenze ovvie di parte dell’opposizione al Sindaco sono superabili, come pure quelle che derivano da talune aree politiche e sociali che gravitano attorno alla stessa maggioranza di centro sinistra.
Non credo che personaggi come Caccia o Bettin possano bloccare tale opera, daranno fiato alle trombe, protesteranno un po’ , ma poi torneranno nei ranghi, magari con qualche contentino: la politica è anche questo.
Quanto al paragone con la Cina, mi pare del tutto fuori luogo, perchè stiamo parlando di un paese dove le decisioni non devono passare decine di “filtri” come in Italia.
Tornando al progetto di Tessera, penso che i benefici potranno ricadere su un territorio ben più vasto ed interessare anche la nostra località. Resta irrisolto il problema viario, magari si potrebbe rispolverare la vecchia idea di una translagunare, ma qui la vedo un po’ più dura, purtroppo.
luglio 29th, 2010 at 14:54
L’avvocato Orsoni si rivela semplicemente per quel che è: rappresentante dell’ennesima cricca italiana, la stessa dei Costa, dei Marchi e dei Mazzacurati, che favoriscono e prosperano nella “waltdisneyzzazione” di una città come Venezia, per propri grandissimi tornaconti, abbagliando alcuni con la presunta modernizzazione di ciò che non ha alcun bisogno di essere “modernizzato” (e non comunque nella loro accezione del termine).
“Presunta”, in considerazione di tutti i trucchi del mestiere di cui questa categoria fa regolare uso, come la progettazione per stralci, i PIRUEA, il project financing, e quant’altro permetta di mascherare la loro unica attività: il saccheggio del territorio.
Bettin, per lo meno, aveva promesso lotta totale al demenziale progetto del Quadrante di Tessera, ennesima cementificazione in zona di pregio paesaggistico, ambientale e archeologico, e pure in contrasto con la riconversione delle aree dismesse di Porto Marghera. Ma i veneziani, unica fonte dei propri mali, gli hanno preferito il vecchio (se per il primo di poteva parlare di “nuovo”).
Quindi, che dire? Un “progressista/ecologista” può solo notare che anche a livello nazionale sono molto pochi quelli in grado di rappresentare almeno in parte il suo pensiero: Vendola? Casson? forse Marino? Per il resto, un paese in completa regressione culturale in ogni ambito, dove la propagandata “modernità” si riferisce a modelli vecchi almeno di 50 anni. E va bene così…
Saluti
Matteo