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JESOLO DI PIAVE

ven, lug 23, 2010

Generale

Da più di qualche giorno si legge della possibile fusione di due comuni: quello di San Donà e quello di Musile di Piave e ovviamente il popolo si è diviso tra quelli del pro e quelli del contro.
Questo è il mio pensiero in proposito:
L’idea è tutt’altro che peregrina. In un momento di gravi difficoltà economica per l’ente pubblico locale, la fusione tra comuni mi pare una risposta adeguata ed efficace. Se eliminando giunta comunale e dirigenti si ottiene un risparmio che sfiora il milione di euro, da destinare alle attività che più soffrono, come i servizi sociali e l’assistenza alle famiglie, trovo veramente assurdo che non si possa parlare con serietà e pacatezza della proposta. Anzi, lancio una proposta: se San Donà nicchia, venite con noi! Jesolo sarà ben felice di accogliere la proposta di fusione con Musile. Dalla via Salsi alla gronda lagunare, dalla pista ciclabile da Treviso al mare, attraverso Caposile, dall’autostrada del mare fino alla cooperazione in Alisea o con la polizia locale, Musile ha molti punti di contatto con Jesolo. Passate con Jesolo: vi aspettiamo a braccia aperte! In seguito si potrebbe proporre la cosa anche al comune di Eraclea.
Ovviamente prima bisognerà sentire il Popolo Sovrano.
Cordialita’

Mirco Crosera

8 Commenti per questo articolo

  1. pumaro - commento N.1 :

    mettendo insieme i tre comuni (Jesolo, Musile ed Eraclea) nascerebbe una Città da 50.000 abitanti: non male!
    Sarei proprio curioso di conoscere il parere del Popolo Sovrano, ma temo che a prevalere sarebbe il campanilismo.

  2. angelo1 - commento N.2 :

    Ma non dimenticatevi che poco più di un anno fa c’è stato il referendum per Jesolo autonomista.
    Angelo 1

  3. J-son - commento N.3 :

    Se l’accorpamento territoriale e amministrativo hanno lo scopo di diminuire i costi dei servizi e della funzione pubblica, in un ipotetico territorio comprendente Jesolo, Eraclea e Musile, effettivamente molto dilatato, dove verrebbero collocati gli uffici pubblici, a Piave Nuovo? Oppure verrebbero istituite delle “delegazioni di quartiere”?. E con quale risparmio?
    La fusione di San Donà con Musile, al di là di inconciliabili volontà, è sicuramente più realizzabile, vista la stretta vicinanza tra i due centri urbani; peraltro solamente divisi dal ponte sul Piave. Noventa con Fossalta, forse anche: percorrendo via Cà Memo e versando l’obolo al ponte di barche, in un paio di chilometri sei in centro a Fossalta. Ma Jesolo con Musile e Eraclea, escludendo eventuali mire espansioniste, così, tanto per dirla alla Di Pietro, che c’azzecca?

    J-son

  4. marty.repesa - commento N.4 :

    Il Paese dei Balocchi!Venite venite gente che qui è tutto bello e buono! Venite comuni limitrofo che così risparmiamo tanti bei soldini!
    E questi risparmi a chi li diamo?Ovviamente alle famiglie che non arrivano alla terza settimana del mese, e alle categorie in difficoltà.
    Demogogia pura.
    A quanto pare il consigliere Crosera non conosce bene la disciplina delle Unioni o delle fusioni dei Comuni.Dice “Se eliminando giunta comunale e dirigenti si ottiene un risparmio che sfiora il milione di euro”. Eliminando le giunte comunali si risparmia davvero poco: si avrebbero meno politici da pagare questo è vero, tuttavia è un risparmio esiguo.
    E i dirigenti?Crosera dice: abbiamo fatto la fusione dei comuni, tutti a casa lavativi, dobbiamo risparmiare, tiè!
    Peccato non sia così.
    Non si possono licenziare i diirigenti perchè si sono uniti i comuni all’interno dei quali trovano occupazione. Se un dirigente lavora in un P.A. non può essere mandato a casa di sana pianta.Verrà ritrasferito all’interno di un’altra P.A.: togli da un parte, aggiungi dall’altra e la spea è sempre quella.
    In altri termini, cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia.
    Se l’idea non è del tutto peregrina, almeno si discuta seriamente.
    Cordialità.

  5. Alberto Teso - commento N.5 :

    Non è affatto vero che l’accorpamento di due o più comuni non comporterebbe risparmi notevoli.
    Il solo consiglio comunale di Musile (giunta compresa) costa 94.000,00 euro l’anno: per una legislatura fa un miliardo di vecchie lirette. A me non sembra affatto poco.
    Per quanto riguarda il personale, nessuno parla di licenziamenti: la macchina amministrativa si “svuoterà” da sé col tempo, stante la possibilità di assumere solo il 20% del personale che andrà in pensione (uno ogni cinque, insomma). Non sarà necessario mandare a casa proprio nessuno ma, col tempo, le figure dirigenziali si elimineranno autonomamente, in forza del blocco del turn over. Fermo restando che alcune figure verranno meno per forza di cose: pensiamo al segretario comunale ed al suo vice che scompaiono in caso di accorpamento: a Musile costano 160.000,00 euro l’anno…
    La spesa non è affatto “sempre quella”, e ne guadagneremmo anche in funzionalità: vorrei tanto capire a cosa servono quattro comandanti dei vigili nei comuni di San Donà, Musile, Noventa e Fossalta (quest’ultima, tra l’altro, ha solo due vigili: uno è Comandante…) per complessivi 36 agenti. Non basterebbe un comandante solo? Così, ad esempio, potrebbe andare lui per tutti dal Giudice di Pace a discutere i ricorsi contro le multe, invece di trovarsi in quattro, come capita spesso…
    Nei comuni con meno di 10.000 abitanti, poi, il costo del personale incide per il 50% sul bilancio, mentre nei comuni con oltre 50.000 residente, il costo scende al 28%.
    Insomma: il problema non è dato dalla scarsità di risparmi, ma solo dalla volontà politica e da banali campanilismi.

  6. Puntiglioso - commento N.6 :

    Onore al sig. Crosera ed all’avv. Teso che sarebbero disposti a rinunciare alle loro “careghe” per perseguire economie di spesa ed efficientamento.

    A questo punto, considerata la banalità dei campanilismi e l’effetto considerevole delle economie di scala, perchè non creare un unico ente territoriale magari di livello regionale, fondendo tutti i comuni, le provincie, le comunità montane, i consorzi di bonifica, etc etc etc???
    Chissà cosa ne penserebbero il popolo sovrano e l’attuale classe dirigente dallo stesso espressa.

  7. Alberto Teso - commento N.7 :

    E’ evidentemente impossibile fondere tutti gli enti intermedi in un’unica realtà regionale.
    Vero è, però, che la proposta di fusione dei comuni di San Donà e Musile deve essere letta alla luce della prevista modifica dell’assetto amministrativo e territoriali della nostra provincia.
    In base all’art. 23 della legge 42/09 (sul federalismo fiscale),Venezia potrà diventare Città Metropolitana, inglobando “almeno il 20 per cento dei comuni della provincia”. A seguito di tale innovazione, “la provincia di riferimento cessa di esistere”. I Comuni rimasti fuori dalla Città Metropolitana potranno decidere se passare ad altra provincia, ovvero fare altre scelte “nel rispetto della continuità territoriale”: Musile e San Donà uniti costituirebbero il Comune più grande della nuova entità territoriale e ne necessariamente il traino, magari diventandone il capoluogo…

  8. mirco crosera - commento N.8 :

    Caro Alberto, sono orgoglioso di conoscerti.
    Ciao
    F.to Mirco Crosera

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