Il laghetto
lun, lug 12, 2010
“Hai visto papà che bel laghetto con le anatrine? Perché è ancora recintato?”
Chiedeva così l’altro pomeriggio il piccoletto al mio amico correndo in bici sulla ciclabile di via Luciani, fra la rotatoria di viale Danimarca e quella su via Mocenigo.
Sulla destra, in direzione della Pineta, si è formato, spontaneo, un bacino d’acqua piovana con tanto di cannucce, di gallinelle d’acqua e di chissà quanti altri naturali frequentatori bipedi, quadrupedi, anfibi e rettili, insetti e uccelli.
Alla domanda dell’amico sulla destinazione del terreno gli è stato risposto che il Consiglio Comunale ha recentemente approvato la piantumazione di due belle torri con annessa piccola piastra commerciale. “E l’acqua?”. I proprietari del locale dove alloggia gli hanno spiegato che quel terreno è sempre stato ricettore delle acque sovrabbondanti delle precipitazioni che allagavano di tanto in tanto (una volta) e spesso allagano (oggi), le vicine strade e più di qualche esercizio e abitazione; e che, con tutta probabilità, quell’acqua è ancora della pioggia di un paio di settimane fa.
Storiella (vera) di mezza estate che ripropone le solite questioni: meglio chiudere la partita della “piantumazione” di seconde case turistiche o continuare a occupare il territorio appena alle spalle di quello già edificato frontemare?
Meglio prevedere ancora rioni e villaggi turistici, o pensare a spazi integrativi\alternativi ad uso dei residenti e dei turisti, anche e soprattutto “verdi” con tanto di proposte naturalistiche e di centri culturali così come prevedeva lo stesso Master Plan giapponese e così come ancora riporta il PRG nelle mappe a proposito del fantomatico Parco Centrale?
Naturalmente il “meglio” da intendersi per la vita (e il lavoro) dei residenti e il soggiorno degli ospiti, il “meglio” da interpretare come integrazione\alternativa all’offerta turistica e dunque capacità attrattiva di una nuova e diversa clientela, anche prima e dopo i due mesi di “stagione”.
Noi (al plurale perché credo di non essere il solo) pensiamo che la spinta propulsiva al costruire, dopo vent’anni di amministrazione Martin|Calzavara e di “Miameschi” miraggi, abbia esaurito e debba esaurire il suo corso sfrenato e incontrollato.
Non siamo sprovveduti. Era necessario dare alla città un Piano Regolatore che la sdoganasse dalle scelte caotiche (vincolate anche dalla vigenza di leggi e dall’assenza di altri strumenti, come i “progetti di Finanza….) degli anni cinquanta e sessanta, ma siamo altrettanto convinti che un Piano se è per la Città deve saper coniugare le novità del suo aspetto “esteriore” con scelte che diano beneficio alle famiglie residenti e a chi intraprende in città.
Laghetto o torri? Non certo una pozza d’acqua piovana (anche se davvero suggestiva), magari moltiplicatrice delle fastidiose zanzare.
Nemmeno però gli allagamenti e men che meno l’occupazione del territorio come, purtroppo, è già accaduto mezzo secolo fa.
Roberto Rugolotto







luglio 12th, 2010 at 11:01
“pensare a spazi integrativi\alternativi ad uso dei residenti e dei turisti, anche e soprattutto “verdi” con tanto di proposte naturalistiche e di centri culturali”
tutto molto bello, ma possibile solo, in caso di terreni privati, tramite esproprio.
è questa l’idea?
luglio 13th, 2010 at 22:03
peccato che quando si provi a passare dalle lamentazioni generiche alle proposte concrete cada, come sempre, il silenzio assoluto.