ACCANIMENTO TERAPEUTICO
dom, lug 25, 2010
Se non ci fosse di mezzo la salute dei cittadini verrebbe da ironizzare sulla presa di posizione del consigliere Ferro (La Nuova 23-25 luglio), eletto con il centrosinistra ed emigrato nel gruppo del governo di destra. Lamentare ora la mancanza di posti letto nell’area chirurgica, dopo che i consiglieri tutti, ad eccezione del PD, hanno votato un ordine del giorno in Consiglio Comunale che autorizzava il ridimensionamento di ortopedia, e oggi l’accorpamento dei due reparti con soli ventidue posti letto, meno della metà di quelli precedentemente attribuiti alla struttura, è incomprensibile e inaccettabile.
La salute della gente del litorale dipende ancora da economie e da indecisioni del governo regionale.
Prima la gestione privata della Casa di Cura dell’ospedale frontemare, poi l’ospedale nuovo, ieri l’ospedale unico, poi il piano ferie (l’organico è carente di un centinaio di professionisti), oggi l’insufficienza dei posti letto rimasti in quella che era un’area medica di grande prestigio e di grandi e qualificati numeri di intervento e di cura.
La politica di votare ordini del giorno che asfissiano, come è dimostrato, i servizi della struttura, e poi dover tornare a chiedere posti letto è segnale che il progetto su Jesolo è il lento ma inesorabile ridimensionamento-chiusura a favore della struttura convenzionata della Casa di Cura, che ha già goduto di 10 nuovi posti letto assegnati dalla precedente giunta regionale e, stante le previsioni di chiusura della chirurgia jesolana, beneficerà presumibilmente anche di quelli rimasti sulla carta.
Ma non erano troppe le quattro strutture in ASL 10?
Abbiamo chiesto nell’ultima commissione regionale la destinazione di 40 posti di lungodenza a Jesolo, abbiamo chiesto il primario autonomo del pronto soccorso e di ortopedia.
La maggioranza regionale di destra ha respinto, con voto contrario, le richieste del PD. La stessa maggioranza di destra, con la stampella del consigliere Ferro, oggi richiede posti letto che è stato consentito di togliere.
E’ tempo che il sindaco, ora leghista, si precipiti negli uffici regionali verdi del presidente e dell’assessore alla sanità e ritorni con un progetto a breve, medio e lungo termine a favore della struttura jesolana. E lo presenti pubblicamente alla gente del litorale.
Continueremo a fare la nostra parte nelle sedi politiche e al fianco di Comitati e di Cittadini senza voler mettere cappelli politici, e senza manifestazioni folkloristiche sui tetti e davanti al palazzo delle Miss.
Facciano altrettanto i signori di PdL, FI, AN, Lega, i signori consiglieri Ferro e Fancio che hanno i loro compagni al Governo della Regione. Loro decidono.
E stanno decidendo di chiudere l’ospedale di Jesolo.
Riunioni carbonare non servono. Si va in Regione.
Roberto Rugolotto









luglio 26th, 2010 at 06:08
Grazie Roberto, informare i cittadini di quello che avviene e’ correttezza intelettuale di non poco conto, continua cosi che sei sulla via Maestra; questo interessa ai cittadini di Jesolo e di tutto il litorale della Costa Veneziana compresi i Turisti naturalmente. Come ben si sa i Volta Gabbana valgono poco o Nulla come individui e loro ben lo sanno, ma mentre per la Fancio poverina donna politicamente di spessore ininfluente, per il fu-compagno Ferro un pochino mi spiace e provo Pena per lui. Gli interessi personali riducono gli uomini ad essere PICCOLI come ricordava Antonio Gramsci all’inizio del secolo scorso quando scriveva che il Trasformismo in Italia era cosa abbastanza comune: nulla e’ cambiato, che PENA FERRO e C. Degli altri mi interessa poco proprio perche’ di questa destra volgare, ignorante, sciatta e pantofolaia coime la peggiore piccola borghesia non mi interessa. Il Ribelle Reazionario di Ispirazione Marxista (democratico) e Partigiano quello si.