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L’energia verde che inquina il paesaggio

dom, mag 30, 2010

Ambiente, Edilizia

campo fotovoltaico

IN PROVINCIA DI VITERBO – Gli investimenti sul turismo, la protezione dell’Unesco. E ora ettari di schermi tra la riserva del monte Rufeno e il parco della Val d’Orcia.

 

Acquapendente. 3 Aprile 2010. La storia della vallata ferita inizia così. Con la ruspa che mastica in zolle una distesa di fiori gialli. Il progetto prevede un grande lago di schermi neri di 5 chilometri di lato prodotto dalla Green Consulting srl di Terni. Tutti si domandano chi ha autorizzato l’avvio dei lavori. Sindaco e vicesindaco della frazione fanno a scaricabarile. L’ingegner Francesco Saverio Guarino, della Green Consulting fornisce una stima francese allettante: «Ogni 10 Mgw, pari a 20 ettari di terreno impegnati, danno lavoro fino a 18 persone, tra giardinieri, personale di manutenzione eccetera. Ogni ettaro, che oggi ai contadini rende 500 euro scarsi l’anno, col solare rende tra i 3.000 e i 3.500». Per non parlare di chi acquisterà l’impianto. OgniMgw vale 3 milioni di euro. In 7 anni l’investitore si rifà dell’intera somma investita e comincia a guadagnare con la vendita dell’energia. Altro che Bot e Cct, le percentuali di rendita sono pari al 15-20%». È proprio quel ricco margine di guadagno che in tutta Italia non è sfuggito a speculatori, truffatori e criminalità organizzata. Tutti al lavoro a reinventarsi maghi della green economy. C’è chi ha fatto incetta di terreni agricoli per un pugno di euro, rivendendoli a prezzi maggiorati ai produttori di energia, senza avere uno straccio di permesso. E c’è chi ha lucrato sugli incentivi per le energie rinnovabili. Nettamente superiori alla media europea. Nel 2009 avrebbero superato i 2 miliardi di euro. Quest’anno i 3. Nel 2015 dovrebbero salire a 5. A 7 nel 2020. Tutti pagati dai contribuenti in bolletta. Un affare che ha scatenato anche appetiti mafiosi come testimoniano clamorose inchieste recenti. Così si è scoperto che il business «pulito », tutto raggi di sole e soffi di vento, nasconde insidie pesanti e possibili giri di mazzette per far chiudere gli occhi ad amministratori distratti o compiacenti pronti a sposare la tesi (che convince però anche molti in buonafede) dell’urgenza delle energie rinnovabili ad ogni costo. Anche di devastare il paesaggio.
Corriere della Sera, Virginia Piccolillo
 
 
Si è parlato spesso di impianti simili nel nostro territorio, forse ci sono già progetti concreti in corso.
Altrove si comincia a reagire a questo tipo di interventi ma è indispensabile la consapevolezza della popolazione per non essere messi davanti al fatto compiuto.

Punks not Dead
 
 
 
 

 

1 Commenti per questo articolo

  1. pumaro - commento N.1 :

    il nucleare no per le scorie, l’eolico no per le pale, i pannelli solari deturpano il paesaggio, sul petrolio chiediamo parere ad Obama, le centrali idroelettriche assetano le pianure, il carbone avvelena l’aria, l’estrazione del gas fa sprofondare Venezia, utilizzare i cereali per energia da combustione è immorale tenuto conto che ogni 7 secondi muore un essere vivente per fame.
    Un bel rebus per i fanatici ambientalisti! Magari se la caveranno dicendoci di chiudere l’acqua quando ci laviamo i denti!

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