I Candidati e noi
dom, mar 14, 2010
Ci siamo, tra due settimane scarse si vota per il rinnovo del Consiglio Regionale. A giorni saremo invasi dai “santini”, le nostre cassette per le lettere traboccheranno di promesse, di volti sorridenti, rassicuranti, sbarbati e puliti. Tornano i candidati.
Nell’antica Roma gli aspiranti al Senato dovevano indossare una tunica bianca per essere rconosciuti, interpellati e pesati. La res publica non poteva essere affidata a gente in-affidabile.
Ora il sistema elettorale non funziona così. I candidati sono per lo più proposti da ristrettissime elites di partito, che a loro volta rispondono ad altre regie (economiche, soprattutto). Tranquilli, candidati, o chi per voi, non è un problema.
Ma, mi chiedo, ci chiediamo, di loro, dei candidati, cosa sappiamo, in realtà? Quello che sappiamo è quello che altri ci dicono di loro, o quello che loro dicono di se stessi. In genere poco, comunque. E sono sempre curricoli ottimi.
Quel che non sappiamo, tuttavia, non è affatto inaccessibile. Basta chiedere. Basta vincere una radicata, pericolosa pigrizia. Basta chiedere, informarsi.
Eppure, se ci osserviamo, se riflettiamo su noi stessi, noi italiani non siamo affatto dei pigri. Nella scelta di un’auto siamo precisi ed esigenti. Prezzo, prestazioni, caratteristiche tecniche, velocità, ripresa, consumi, optionals, confronto con i modelli precedenti e con i modelli simili di altre marche. Una piacevole fatica alla quale ci sottoponiamo con sottile piacere, se non con dedizione.
Le signore poi superano i signori. La scelta di un vestito è frutto di un’analisi scientifica: qualità, colore, periodo dell’anno, capacità di migliorare la figura ed esaltare i colori di occhi, pelle e capelli. Non solo. La scelta definitiva arriva dopo aver consultato un esercito di amiche che consigliano, suggeriscono, invitano a pensarci bene perché è una scelta importante. Un mare di tempo sta dietro ad una decisione che è vitale. Un vestito sbagliato può cambiare il senso di tanti eventi.
Ma allora il tempo e la voglia di scegliere ce l’abbiamo, in abbondanza. Non è vero che ci manca.
Non è che per caso siamo così sciocchi da pensare sul serio che “tanto, i politici, sono sempre loro” e poi “non abbiamo tempo per pensare alla politica”? Sicuramente no, che diamine!
Sappiamo benissimo che i candidati che saranno eletti decideranno, grazie alla nostra delega, su questioni di un certo rilievo: la sanità, le scelte economiche, la qualità della scuola ed il tipo di formazione dei nostri figli, il prezzo dei carburanti, la tutela dell’ambiente, lo sviluppo del quartiere, della città, del Paese, la sicurezza, la giustizia. Tanti di loro sono già stati al governo, a vari livelli. Sappiamo quello che hanno fatto, come si sono comportati, se sono stati fedeli e chiari, oppure imbroglioni e bugiardi. Lo sappiamo bene. E se lo sappiamo solo vagamente, non fa nulla: possiamo chiedere, fare una telefonata, scrivere una mail al loro partito: possiamo informarci. Se lo vogliamo, lo possiamo fare. E loro, i candidati, ci devono rispondere. Non rispondono? Non li votiamo. E’ un meccanismo semplicissimo, no?
Se siamo così precisi ed esigenti per un’auto ed un vestito, vuoi vedere che non lo siamo per la società in cui viviamo noi e, soprattutto, i nostri figli? Impossibile. Sarebbe uno scandalo!
Ora, per un mese, al mercato, per la strada, nelle piazze, verranno a darci dei bigliettini con la loro foto. Li vedremo ritratti in grandi fotografie. Ci arriveranno a casa con la posta normale e elettronica. Ci telefoneranno. Li troveremo pure su Facebook. Possiamo interagire con loro.
Finalmente, per un mese, dovranno parlarci in faccia. Dovranno convincerci, persuaderci, conquistarci. Poveracci, sanno che siamo tosti, che valutiamo ogni particolare, che amiamo i valori collettivi più di ogni cosa.
Allora rinnoviamo le domande : chi sei, candidato? Cos’hai da dirmi? Che intendi fare per la città, la provincia, la regione? Mi proponi di votare te o questo o quello? Perché lo fai? Perché sei gentile e non mi contraddici e sei disposto a rispondere, ora, a tutte le mie domande e mi assicuri che sì, “si può fare”.
Una domanda particolarmente attuale da porre ai candidati è la seguente: il tuo partito è corrotto? Annovera forse nelle sue liste uomini e donne corrotti? Quanti giovani propone o proporrà? Non sarà mica che quando avrete la mia crocetta, ritornate a starvene zitti, non risponderete più, mi direte che c’è stato qualche problema, che dovrò aver pazienza?
Siccome siamo tosti come l’acciaio, lo sa tutto il mondo di che pasta siamo fatti, pretenderemo da voi, candidati, risposte semplici e chiare. E non solo. Periodicamente ci prenotiamo un appuntamento, una seratina dove volete voi, a tu per tu, e, dati alla mano, insieme si faremo i conti: i candidati eletti devono rendere ragione, render conto: è la regola della democrazia, no? Una volta ogni sei mesi potrebbe andar bene, che ne dite? E se i conti non tornano? Beh, capita. Una volta può starci. Due no! Allora noi, la seconda volta, siccome siamo tosti, diremo : Amico mio, ti ho votato, ho avuto fiducia in te o in quello che mi hai consigliato. Non hai mantenuto le promesse? hai fatto casino? ti sei dimenticato? Ma sei fuori? Stai scherzando? Vuoi che mi incazzi? Ti rendi conto che stai spendendo i miei soldi? Ti rendi conto che ti ho messo in mano la formazione dei miei figli? Ti sei scordato che voglio una sanità efficiente rapida e competente, o credi che non me ne freghi nulla della mia salute? Non hai fatto ciò che mi hai detto avresti fatto? Bene, allora ti dimetti. Qui, ora subito. E mi chiedi pure scusa. E prova a ripresentarti, se ne hai il coraggio. No, non fare quella faccia. Ti dimetti e basta. Non è un dramma, un lavoro ce l’hai, no? Non sarai mica un politico di professione, vero?
Bene, candidati, o portavoce dei candidati! Ci siamo intesi allora? Patti chiari, rispetto, chiarezza e fatti. Tanti fatti e niente scuse. Altrimenti dimissioni veloci, immediate, fulminee.
Il mondo è semplice. Sembra complesso, ma in realtà è semplicissimo.
Noi siamo tosti sulle cose toste. Siamo Italiani.
Il patto è chiaro, voi ci governate per un po’, noi ci facciamo governare: fate funzionare il sistema, così noi ci dedichiamo ad altro: facciamo raccolta differenziata, volontariato, ci dedichiamo ai figli. Ci fidiamo, statene certi, ma, ricordate, abbiamo gli occhiacci puntati sulle vostre facce sorridenti, ben rasate, pulite e molto rassicuranti.
Buon lavoro, contiamo su di voi.
Rodolfo







marzo 3rd, 2010 at 13:31
Tutto assolutamente giusto.
Per metà fattibile, però.
Dopo aver studitao per benino i candidàti, essermi informato, aver letto, mandato email, cercato su Internet, scelgo la persona. Fatto: ho rimesso il mio presente/futuro nelle Sue mani e in quelle dei suoi collaboratori.
Lo controllo, posso farlo attraverso i media, sentendo varie campane e valutando nei fatti se fa quello che mi (ci) ha promesso.
Mi rimane difficile però arrivare all’epilogo della situazione come tu proponi (anche giustamente, ripeto), nel caso in cui Egli si rivelasse baro. Come lo convinco a mollare e andarsene?
Onestamente, e dobbiamo dirlo sinceramente davvero, io dico che mi tocca aspettare ANNI, diciamo fino alla fine del suo mandato, per cambiare candidato: Nel frattempo, a voglia, quanti danni Egli può fare: me lo potrà mettere nel c… mille e mille volte!
marzo 3rd, 2010 at 14:23
Bell’articolo, Rodolfo…ma è fantapolitica.
Il processo di ammaestramento di massa qui in Italia è irreversibile.
Niko
marzo 3rd, 2010 at 16:03
Dopo aver letto con interesse il tuo panegirico sui candidati, avrei una domanda da porti, caro Rodolfo:in questi tempi dove ogni notizia relativa alla politica parla di mazzette,scandali, furti, e quant’altro, Tu credi vi siano ancora persone così candide e oneste come Candidati? Io sinceramente non ne vedo da nessuna parte e l’unica cosa che potrei/potremmo fare sarebbe non votare. Purtroppo l’astensione di uno vale niente, ci vorrebbe l’astensione di tutti o quasi, ma nelle logiche di partito i fedelissimi che votano sotto ordine ci sono sempre. Che ne pensi?
Saluti
Undetacker
marzo 3rd, 2010 at 23:59
Caro undertacker,
per me panegirico significa un discorso che esalta i meriti di qualcuno. Non mi pare di aver esaltato i meriti di alcuno. Ma vorrei cominciare a farlo, perchè sono stanco di tanto squallore.
Riappropriarsi del diritto di controllo è possibile.
La via che proponi tu mi piace: astensione di massa (e qui mi hai dato un’idea che, se ci riesco, svilupperò in un articolo-recensione..).
Ma c’è un’arma più semplice: la richiesta di dimissioni.
Ci sono i programmi, le promesse. Se vengono traditi i programmi e disattese le promesse, si chiedono le dimissioni.
Come sai, in Italia non si dimette nessuno. Se succedesse sarebbe un processo a catena, spaventoso.
Oggi richiedere le dimissioni di un politico incapace, corrotto o drogato o quello che vuoi tu, è possibile.
Mail, lettere, articoli e commenti nei blog, negli indirizzi dei partiti, con costanza ossessiva, e poi fotografie, video… La tecnologia nell’informazione da forza, amplifica la voce di tutti, mostra quello che si vuole nascondere.
Ritornare nelle piazze (vere e virtuali) è possibile. Facciamolo.
Basta sostiuire la rassegnazione con la volontà.
Chiedere onestà non è solo un diritto. E’ soprattutto un DOVERE!
Ciao,
Rodolfo
marzo 5th, 2010 at 14:43
Hai ragioni da vendere. Ma in questo modo la pensi tu. E, purtroppo, non proprio tutti gli italiani. Anzi.
Mi è capitato di ascoltare una giornalista inglese che, ospite di una trasmissione italiana, riferiva come nel suo Paese scandali ce ne sono stati, eccome, ma lì il popolo NON ha più votato per quel candidàto o quella coalizione coinvolta nello scandalo, oppure ne ha preteso le immediate dimissioni. Immediatamente consegnate, peraltro. Ma da noi (destra o sinistra che sia) mi pare che tanta, tanta gente sostenga, invece, e protegga il politico stolto o bugiardo o corrotto. E non riesco a capacitarmi di come ciò sia possibile: Il rappresentante politico che sgarra, per me ha chiuso,
chiu-so! Non giustifico l’accanimento al: ma va là che anche voi…
marzo 15th, 2010 at 13:03
Tante cose sono bianche, in questi giorni.
Prima di tutto però le facce di “quelli” del Pdl-FI: hanno il terrore delle schede bianche.
Da noi non è poi tanto un problema: siamo verde-padani grazie a loro. Ma altrove è guerra.
Fazzi
marzo 15th, 2010 at 16:41
bell’articolo rodolfo.
peccato sia pura utopia.
utopia trovare un eletto che ammetta i propri errori, utopia sperare che anche se gli ammette si dimetta.
la politica ormai è fatta solo per i furbi, è una elite ristretta, ben lontana dalla gente comune e dai suoi problemi quotidiani.
rassegnato dici?
si.
l’unica soluzione sarebbe non votare, come ben dice undertacker, ma dovremmo veramente astenerci tutti. utopia anche questa.
BELTIPO
marzo 15th, 2010 at 19:31
Rodolfo, il tuo articolo è volutamente scritto da provocatore o da ingenuo che vede la politica attuale, direi pseudopolitica fatta da questi pseudopolitici, ancora attenta ai cittadini? Ti faccio questa domanda perche’ leggendo l’articolo o è l’ una o l’altra. Non posso credere al pensiero positivo e speranzoso che percepisco nelle tue righe. Le persone serie ci sono sempre, qualcuno che vuole cambiare le cose c’e’. Ed a ogni elezione si presentano. Purtroppo e qui do’ ragione a Beltipo dobbiamo rassegnarci. Una volta eletti il sistema affar-politico attuale opera in modo da far cambiare, anche ai piu’ ligi al dovere, la propria propensione al cambiamento. Il sistema e’ irriformabile, ma implodera’ da solo, ma ci vorranno ancora molti anni. Nel frattempo possiamo ognuno di noi fare un piccolo passo. Fra i candidati c’è ne uno che valga la pena di votare? Il mio voto è importante e allora perche’ sprecarlo?
marzo 16th, 2010 at 14:26
Per foxtrot2
Articolo provocatorio?
Articolo ingenuo?
No, semplicemente articolo 1 della Costituzione della Repubblica Ilaliana: LA SOVRANITA’ appartiene al popolo…
Rodolfo
marzo 16th, 2010 at 17:54
hai ragione rodolfo… anzi avresti ragione se a capo del governo non ci fosse berlusconi. ma tant’è!
BELTIPO
marzo 17th, 2010 at 18:47
Forse la sovranita’ del popolo sulla carta ha ancora un briciolo di valore, ma quando chi viene eletto dal popolo ( anche se non è proprio cosi’ !) e quindi dovrebbe fare quello che serve per farci stare bene non lo fa, caro Rodolfo il tuo 1^ art. della costituzione è ed rimane solo nella carta! Non c’e’ piu’ speranza rassegniamoci. Almeno fino a quando il sistema affar-politico non implodera’ in se stesso. Poi finalmente rispolvereremo l’art. 1 della Costituzione…. Pensi di votare alle prossime elezioni?
x Beltipo. Anche se ci fosse un’altro al governo sarebbe la stessa cosa.
marzo 17th, 2010 at 20:57
@foxtro2
probabilmente no. perchè quando quelli prendono una poltrona al bene comune non ci pensano proprio.
ma credo, che così in basso non siamo mai scesi.
questo me lo devi concedere.
BELTIPO