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LA PEDOFILIA NELLA CHIESA E LA CRISI SOCIALE

mer, mar 17, 2010

Generale

 

“Chiesa del Dio vivente, Dov’eri mai? qual angolo Ti raccogliea nascente, Quando il tuo Re, dai perfidi Tratto a morir sul colle, imporporò le zolle Del suo sublime altar?” si chiedeva Manzoni negli “Inni sacri”.

Chiesa cattolica, ci chiediamo noi molto più prosaicamente, dov’eri mai quando i tuoi preti abusavano dei fanciulli nei conventi, nelle scuole e nelle sacrestie delle insospettabili parrocchie?

Cosa facevi, quando i tuoi pastori, anziché curare le anime, violentavano la carne dei più piccoli, aprendo in loro una ferita che non avrebbero più rimarginato?

Tra tutti gli scandali, gli imbrogli, le truffe, le corruzioni, le crisi economiche e i problemi sociali di cui è stracolma la nostra quotidianità, ci mancava solo la tristissima e vergognosa vicenda dei casi di pedofilia che sempre più numerosi emergono all’interno della Chiesa cattolica nel mondo.

L’aspetto di quello che gli scrittori cristiani antichi definivano il Corpo Mistico, la “societas perfecta”, la “civitas christiana”, è stato deflorato da un manipolo di sacerdoti indegni, che rappresentano certo un’assoluta minoranza rispetto all’insieme dei religiosi e delle religiose cattoliche, ma una minoranza pur sempre troppo dannosa per poter essere trascurata.

La violenza perpetrata verso i bambini, già di per sé estremamente grave, è resa ancora più odiosa se a compierla sono coloro che avrebbero dovuto predicare il vangelo.

Talmente odiosa da rischiare seriamente di oscurare l’impegno di tanti sacerdoti e di tante suore che operano il bene nella fedeltà allo loro vocazione.

Talmente vergognosa da sconcertare i milioni di fedeli che vedono le gerarchie cattoliche come la loro guida e la loro fonte di coesione.

Talmente grave da disorientare anche chi, pur non praticando da tempo i dettami della religione, continua a riconoscere alla Chiesa un’alta autorità morale e spirituale.

Per questo, in fondo, lo scandalo è così tanto clamoroso.

Casi di abusi sui minori, purtroppo, si sono scoperti anche in numerosi istituti laici, in prestigiosi collegi statali, in rinomate scuole pubbliche, eppure questi episodi, pur essendo altrettanto gravi, non hanno suscitato uno sdegno pari a quello provocato dalla vicenda dei preti pedofili.

Il motivo, credo, non sta solo nella forza polemica delle varie organizzazioni atee o anticlericali.

No, il motivo principale secondo me sta proprio nella stima generale che la Chiesa cattolica, per la sua millenaria storia e per la sua incommensurabile tradizione, gode nel suo complesso anche all’interno di una società in gran parte secolarizzata.

In un mondo che cambia in continuazione senza mai sapere la propria direzione, la dottrina della Chiesa, con le sue Leggi immutabili ed eterne, è in definitiva un punto di riferimento consolante, sia per chi crede nella possibilità di una Verità eterna ed assoluta, sia per chi invece crede solo nel divenire caotico della cose, e però ha bisogno di utilizzare dei punti cospicui nella sua navigazione a vista.

Per questo, allora, ci auguriamo, o almeno il sottoscritto si augura, che la Chiesa cattolica riesca al più presto a superare questa sua gravissima crisi di rispetto e di fiducia, uscendone rinnovata nel capo e nelle membra.

In un tempo privo di valori condivisi, mi auguro quindi che la Chiesa, trovando la forza nella ricchezza dei suoi principi, produca per prima i germi di quel necessario rinnovamento spirituale che possa poi trasmettere i suoi benefici influssi all’intera società; perché se neanche la comunità cristiana, che si riconosce ed identifica in un sistema unico ed immutabile di valori, avesse la capacità di riformarsi e rinnovarsi da sé, quale speranza rimarrebbe ad una società civile molto più disarticolata e divisa come la nostra?

Se il male continuerà a provenire pure dai predicatori del vangelo, quale forza morale potrà riscattare una società moderna sfiduciata dei suoi politici, disillusa dei suoi giudici, delusa delle sue leggi e depressa dalle sue crisi?

“Madre de’ Santi, immagine Della città superna; Del sangue incorruttibile Conservatrice eterna; Tu che, da tanti secoli, Soffri, combatti e preghi, Che le tue tende spieghi Dall’uno all’altro mar, Chiesa del Dio vivente”, salva te stessa dal male orribile che ti si è radicato dentro, per poter continuare ad essere messaggera di un’umanità migliore ed in pace con se stessa.

Luigi – JF

2 Commenti per questo articolo

  1. Indomabile - commento N.1 :

    Caro Luigi, sarò ripetitiva, ma i tuoi interventi li leggo sempre con piacere poichè ti ritengo persona equilibrata nei giudizi, attenta agli avvenimenti che coinvolgono anche la sottoscritta e sottile nei ragionamenti.
    Puoi immaginare che da cristiana cattolica praticante, quale mi reputo essere in questi ultimi anni, quando sono tornati alla ribalta (perchè non sono certo notizie mai sentite, vero?) questi famigerati o orrendi fatti sia stata colta da un disgusto tale che mi ha fatto fortemente vacillare la buona abitudine, di cristiana provenienza, di non giudicare (per quanto umanamente possibile) il mio prossimo che si è macchiato di tali crimini.
    La tua analisi è puntuale e non posso aggiungere altro.
    Inutile sarebbe ribadire lo schifo che io provo verso qualsiasi persona (religiosa o meno) che osa “scandalizzare” un piccolo o fare del male ad un qualsiasi essere debole e indifeso. Il mio non è un giudizio, perchè non sta a me: esiste la giustizia umana, che in questi casi (intendo anche quelli che coinvolgono i religiosi) dovrebbe poter intervenire (quante volte, al contrario, la Chiesa ha nascosto tali perversioni?); esiste la giustizia divina che, sono convinta, per quanto infinitamente misericordiosa, non potrà non tener conto che il male che queste persone hanno compiuto non è andato solo a discapito delle giovani vittime e della loro sconvolta vita, ma anche del messaggio cristiano al quale con la loro scelta di vita (non certo vocazione) avrebbero dovuto rendere testimonianza.
    Io spero tanto e vivamente che la Chiesa prenda dei seri provvedimenti affinchè, visto che sul passato non si può più agire, nel futuro simili nefandezze non vengano più tollerate e ammesse. La Chiesa terrena è fatta di uomini e donne che, come ognuno di noi, può sbagliare perchè non infallibile. Ma come ognuno di noi deve pagare per gli sbagli commessi, tanto più chi decide di rappresentare un’istituzione che, per chi è credente, non è stata fondata dall’uomo.
    “Se il tuo occhio ti fa compiere il male strappalo e gettalo via: ti conviene perdere soltanto una parte del tuo corpo, piuttosto che essere gettato tutto intero all’inferno”: mi auguro, per il bene della Chiesa, ma soprattutto di ciò che essa vuole testimoniare, che le parti marce vengano rigettate. Chi sbaglia deve pagare, deve essere curato se ne ha bisogno, deve essere reinserito e non stigmatizzato se dimostra di essere cambiato… Ma queste cose non vanno tollerate, non vanno nascoste, non devono essere permesse.
    Non è la perfezione che sto chiedendo ai religiosi: ma la coerenza e il rispetto delle regole d’amore che loro stessi devono conoscere e mettere in pratica. Se non sono in grado di farlo non è un bene per nessuno che restino al loro posto. Meglio pochi, ma buoni.

    Indo (e i suoi veri e cari amici sacerdoti, frati e suore)

  2. rodolfo - commento N.2 :

    “Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.”

    Matteo 18,6

    Rodolfo

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