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ven, mar 5, 2010

Generale

(ANSA)-ROMA,4 MAR-Berlusconi avrebbe presentato a Napolitano un dl che fissa nuovi termini per gli adempimenti relativi alla presentazione delle liste alle regionaliMa sembra, secondo quanto riferito in ambienti parlamentari, che non abbia convinto il Capo dello Stato. Dopo l’incontro al Quirinale il premier ha fatto rientro a palazzo Chigi dove si e’ riunito con alcuni ministri. Tra i presenti Ignazio La Russa, Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Nella sede del governo anche Gianni Letta.

Come sempre. Come sempre! E se Napolitano dirà di no (come spero) i cani da guardia cominceranno a ringhiare.
INCAPACI!

M/m

5 Commenti per questo articolo

  1. Luigi - commento N.1 :

    Caro M/m, da come scrivi sembra che ce l’hai un pò con Berlusconi e i suoi scagnozzi!
    Non vorrei però che diventasse un’ossessione, che come tale rischia soltanto di provocare disturbi psicosomatici o reazioni aberranti (vedi lancio della statuetta a Milano, gesto che è partito proprio da una ossessione maniacale).
    Non è il tuo caso, sia detto senza fraintendimenti, ma è l’effetto di una tendenza ad attribuire tutti i mali ad una persona, che nella fattispecie è l’attuale super popolare presidente del consiglio.
    Come ho già avuto modo di scrivere tempo fa, ogni nazione autenticamente democratica ha i governanti che si merita, ed il nostro governo, così come il nostro Parlamento, fatto com’è di corrotti, puttanieri, cocainomani, ipocriti, ignoranti, ma anche di persone serie, preparate, oneste, còlte (forse, ahimè, la minoranza!) rappresenta al meglio la nostra attuale società. Ne è indubbiamente lo specchio fedele.
    Nessuno può contestare che il presidente Berlusconi sia stato votato e sia tuttora sostenuto dalla maggioranza degli italiani.
    Questo allora è quello che abbiamo e che è giusto tenersi finché un nuovo leader o un gruppo alternativo non conquisterà le preferenze della maggioranza degli elettori.
    Tutti però, a qualsiasi orientamento si ispirino, devono augurarsi che l’eventuale cambio avvenga a seguito di regolari elezioni politiche e/o amministrative, dove ognuno sia libero di scegliere a chi accordare la propria preferenza.
    La democrazia, infatti, è sicuramente in pericolo quando potenti forze economico-sociali condizionano la libera espressione del voto dei cittadini, ma è completamente morta quando viene eliminata la possibilità di scelta tra liste alternative.
    La vicenda delle liste elettorali, di cui peraltro avevi già scritto in precedenza, è senz’altro ridicola e vergognosa, è stato giusto sottolinearlo (anche se forse bastava in questo caso un commento all’articolo già postato, fermo restando che ogni tuo intervento come quello degli altri forumisti è sempre gradito), ora però è bene fare il passo successivo e chiedersi se, nonostante il pasticcio combinato, sia corretto che una grossa fetta di elettorato rischi di non poter esprimere il proprio voto alle prossime elezioni amministrative.
    Il guaio è fatto, il pressapochismo c’è tutto, si trovi ora il sistema per ammettere le liste escluse e rendere regolari le votazioni, senza ulteriori psicodrammi collettivi.
    Sono sempre stato fermamente contrario alle c.d. leggi “ad personam”, ed ho sempre criticato sul punto l’attuale maggioranza che anche secondo me ne ha ampiamente abusato, ma qui si tratta di garantire il libero voto dei cittadini in un Paese che, comunque, si vuole ancora democratico. Per questo una soluzione di compromesso va escogitata al più presto, e possibilmente senza tanti giri per i tribunali civili o amministrativi.
    Saranno alla fine gli elettori a giudicare e decidere da quali soggetti, pressapochisti o meno, vogliono essere governati.
    Luigi -JF

  2. Mentalmente Vivace - commento N.2 :

    Aggiungo, caro Luigi, se mi e’ permesso, che preferisco combattere il nemico in battaglia.
    Certo che siamo ad una sterzata, “la burocrazia che uccide gli stessi burocrati”
    Ih!! Ih!! Ih!!

  3. Silent Majority - commento N.3 :

    Il fatto è che se fosse toccato ad una lista di un piccolo partito non si sarebbero ammesse deroghe, la legge dovrebbe essere uguale per tutti e non si dovrebbero fare le leggi per rimediare ai propri stessi errori. Si facciano tutte le verifiche ed i ricorsi consentiti, ma se il risultato rimanesse quello è giusto che chi non ha agito secondo le regole stia fuori. Dubito però che questo succederà e nasceranno sicuramente ancora dei decreti legge a favore del partito di governo, sempre che quel comunista del Presidente della Repubblica che ci ritroviamo non metta i bastoni fra le ruote al caro Silvio…

  4. Alberto Teso - commento N.4 :

    “L’identificazione di un avversario è un indispensabile elemento di identificazione con un’entità di appartenenza e, attraverso quest’ultima, anche un elemento cruciale di autoidentificazione. L’identificazione di un nemico costruito come indicazione del male contro il quale la comunità si integra fornisce chiarezza agli scopi della vita e al mondo in cui la vita viene vissuta”.
    Zygmunt Bauman, L’etica in un mondo di consumatori, Laterza 2010.

    (a proposito delle prime cinque righe di Luigi…)

  5. Mentalmente Vivace - commento N.5 :

    Da fonti certe si evince che: Abbiamo garantito il diritto di voto. La sinistra, che aveva giurato di “non voler vincere a tavolino”, ora si straccia le vesti e protesta contro il governo e contro il Capo dello Stato, che proprio questo hanno evitato: elezioni – sarebbero state le prime del dopoguerra – con vittoria assegnata a tavolino. L’antitesi, la negazione della democrazia. Questo è il contenuto ed il senso del decreto interpretativo emesso venerdì sera dal Consiglio dei ministri e prontamente firmato dal presidente della Repubblica, che ne ha riconosciuto i requisiti di costituzionalità e urgenza. Non è una sanatoria, non è lo spostamento della data delle elezioni, non è insomma un’innovazione legislativa: è l’interpretazione autentica del regolamento di ammissione delle liste elettorali, indirizzato agli organi di giustizia civile ed amministrativa ai quali – esattamente come adesso – spetta l’ultima parola.
    Lo spirito del decreto trae spunto dalle norme già in vigore, che non vengono modificate, ma solo rafforzate e precisate. In sostanza:

    • La presentazione delle liste serve ad attestare l’intenzione di un partito a prendere parte direttamente alle elezioni;

    • Le firme che accompagnano le liste servono a testimoniare la consistenza nel territorio del partito stesso.

    Il decreto interpreta la legge specificando che è necessaria e sufficiente la presenza negli orari stabiliti dei rappresentanti di lista per attestare la volontà di partecipare alle elezioni. E quanto alle firme, una volta presentate le liste, prevede 24 ore di tempo per correggere eventuali irregolarità formali.
    In altri termini, sancisce che “il diritto dell’elettorato attivo e passivo deve essere preminente rispetto alle formalità”.

    • Ciò che il governo ha fatto, e Napolitano ha sancito, non è una legge “ad listam”, ma un provvedimento nell’interesse della democrazia nel suo momento più alto, cioè il diritto universale al voto.

    Diritto che deve prevalere sui formalismi, pur riconoscendo agli organi giudiziari il diritto di verifica sia della presentazione delle liste, sia della effettiva congruità delle liste stesse. Ciò che viene impedito è un uso distorto e, appunto, politico, di questi controlli.

    Mentalmente Vivace

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