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Cartelloni pubblicitari: Lo scempio del paesaggio

gio, mar 4, 2010

Generale

Da un articolo del Corriere riguardante la Lombardia, ma che affronta un problema presente anche nel nostro territorio.
L’impressione è che non ci sia sufficiente sensibilità verso la questione nelle nostre zone e che, la crescita lenta ma continua ci abbia assuefatto al progressivo degrado del paesaggio.
Allego anche il commento di un lettore che centra perfettamente il problema.

“Le brutture della cartellonistica in Lombardia
MILANO— Ormai è un’autentica infestazione. Si «arrampicano» ovunque, sempre più in alto, sempre più grandi, sempre più in vista, in qualunque posto. Davanti a chiese, palazzi storici, monumenti, interi edifici. Piattaforme gigantesche spuntano sopra i tetti dei palazzi lungo le strade più trafficate per occupare le posizioni più ambite, con batterie di fari che di notte sembrano illuminare astronavi. E, fuori dalle città, eccoli affastellati nelle larghe curve delle tangenziali, sulle rotatorie delle provinciali o lungo superstrade e autostrade: in mezzo a campi di mais, nelle risaie, tra i pioppeti, nei parchi, in riva ai torrenti, sulle scarpate dei cavalcavia. È il caos dei cartelloni pubblicitari dietro al quale oltre a nascondersi un abusivismo che nella sola provincia di Milano— secondo uno studio di Italia Nostra— raggiunge punte dell’80%, costituisce un autentico scempio paesaggistico che cresce tra l’indifferenza generale.
Aiutato, per quanto riguarda le aree extraurbane, da una legge contraddittoria e da inefficienze diffuse. Ci sono luoghi come i parchi agricoli, le autostrade e le superstrade dove la pubblicità è completamente vietata, ma prospera. Un fenomeno tutto italiano. All’estero, dove i divieti sono anche molto più estesi, non si trova neppure un mini cartello. Un motivo, oltre all’italico menefreghismo, dovrà pur esserci. La sezione di Milano di Italia Nostra ha costituito un gruppo di attenzione chiamato «Spazio libero» che per due anni ha studiato il fenomeno, sotto tutti i suoi aspetti, nell’area extraurbana. Ne emerge un quadro desolante. A cartelloni di tutte le forme, dimensioni, tipologie, si aggiungono decine di cavalletti abusivi piazzati a brevissima distanza l’uno dall’altro e perfino grandi rimorchi su ruote parcheggiati in obliquo sul controviale e coperti con mega pubblicità.

Molta responsabilità ricade sui Comuni, che lucrano da questo caos. Ma anche su chi rilascia permessi difformi, chi non vigila e chi non interviene in modo sollecito per la rimozione. «Per quanto riguarda il territorio milanese — scrive Italia Nostra — ci pare che la palma dell’inefficienza spetti all’Anas e alla società Serravalle Milano Tangenziali: riteniamo che la magistratura dovrebbe indagare sulle cause». Per uscire dal caos, Italia Nostra lancia ora una proposta chiedendo al sindaco di Milano e al presidente della Provincia di farsene promotori, coinvolgendo tutti gli enti competenti, per arrivare entro un anno al rientro nella legalità e nel decoro anche con bonifiche di emergenza, valutando una moratoria delle autorizzazioni nel caso che l’abusivismo rimanga alto e attivando entro l’inizio dell’Expo un processo di revisione regionale delle autorizzazioni che porti a vietare la pubblicità lungo itinerari turistici, agricoli, in prossimità di beni culturali e paesaggistici tutelati, secondo i criteri più restrittivi del nuovo codice della strada.”
Luigi Corvi
11 marzo 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

commento:
ITALIA, NAZIONE RETROGRADA
11.03|12:12
andreabilla
La cartellonistica sulle strade, non importa se legale o illegale, e’ lo specchio dell’arretratezza di una nazione. In Europa nessuno stato consente questi scempi ambientali ed estetici. Nessuno. Basta varcare le alpi per accorgersene… Come si fa a non capire che simili brutture, che deturpano strade e paesaggi, non valgono le poche migliaia di euro che fanno guadagnare a stati e provincie?

Punks not dead

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