UN’IDEA PER VIA BAFILE: GARAGES AL POSTO DEI BAR E DEI NEGOZI
Dom, Feb 7, 2010
L’isola pedonale più lunga d’Europa sta andando incontro ad una profonda trasformazione. In peggio, a quanto pare. Salvo rare eccezioni, le boutiques di lusso se ne sono andate da un pezzo, le grandi firme della moda stanno scomparendo, numerosi esercizi chiudono i battenti, mentre si vorrebbe sfrattare i ristoranti e i bar per non disturbare il riposo di stanchi residenti. In questa situazione, pochi hanno il coraggio di investire ingenti capitali nei negozi su via Bafile, molti hanno la speranza di affittare, di vendere o comunque di cedere la loro attività.
Ne approfitta l’imprenditoria extracomunitaria per ammassare merce che, almeno per i nostri gusti, risulta inguardabile.
È la realtà ripresa dal nostro video ed è quella su cui occorre agire se si vuole migliorare veramente l’immagine della nostra città.
Ben vengano, quindi, gli spot promozionali promossi dall’amministrazione o dalle associazioni di categoria per pubblicizzare la nostra località, anche se inseguendo modelli forse un po’ troppo azzardati.
Per carità, è giusto che nell’ottica del marketing si mostri all’esterno il volto più bello di sé, l’importante però è non perdere il senso della realtà e non nascondere a se stessi quello che, per motivi pubblicitari, si nasconde agli altri.
La testimonianza resa dal nostro breve filmato voleva essere proprio un richiamo al presente per migliorare il futuro, senza dannosi disfattismi, ma anche senza facili ed infondati ottimismi.
Il momento è critico e molto delicato, occorre la collaborazione di tutti, perché se va male il commercio, ne risente tutto il tessuto sociale cittadino, che vive prevalentemente di turismo.
Avere le vie del centro oscurate da serrande abbassate o invase da mercanzia etnica o cianfrusaglia orientale, non mi pare un ottimo biglietto da visita.
Se si è d’accordo su questo, allora bisogna agire laddove ancora possibile.
Infatti, se parte della trasformazione in atto è senz’altro dovuta alle ineluttabili conseguenze della crisi generale, che non risparmia certo nessuno, parte di questa, almeno credo, è dovuta anche a scelte sbagliate, per non dire a volte sciagurate.
Un errore ritengo sia stato quello di puntare troppo sui centri commerciali e troppo poco sul centro, o meglio sui centri storici, che è la prima cosa che un turista vede quando arriva da noi, visto che per vedere il mare dovrà aspettare di scaricare i bagagli.
Jesolo, la sappiamo tutti, è una fascia di terra dove poco più di ventimila abitanti sono sparpagliati lungo quindici kilometri. Anziché concentrare le attività commerciali nelle zone già così poco densamente popolate, si è optato per disperderle ancora di più nei nuovi centri e parchi commerciali.
La conseguenza è che d’estate aumenta il traffico e nei mesi invernali in giro non si vede mai nessuno, tanto la città, escluso il paese, appare disabitata. Non sembra affatto un luogo invitante ed ospitale, su cui puntare per allungare la sempre più corta stagione.
Uniche eccezioni alla generale desolazione sono i numerosi ristoranti e disco-bar che, seppure con periodi feriali sempre più lunghi, continuano a tenere aperto anche d’inverno e mantengono un minimo di vitalità per le strade del lido.
Sono locali che, nessuno penso obietterà, offrono un’elevata qualità, arrivando anche a punte di eccellenza, sia per quanto riguarda la ristorazione sia per quanto concerne l’intrattenimento.
Quest’ultimo, in particolare, ha un’importanza straordinaria nel rendere attraente la nostra città, al pari del sole e della spiaggia che da sole, per contro, non bastano. L’ospite che viene da noi chiede ed ha il diritto di divertirsi, anche e soprattutto alla sera, non solo di giorno. La sua vacanza deve potergli garantire riposo e relax, ma anche una sana dose di trasgressione, intesa come parentesi di uscita dalla routine quotidiana.
E come gli offriamo la possibilità di uscire dall’albergo e di immergersi subito in mare (senza nemmeno passare per la spiaggia se va avanti così!), dobbiamo anche offrirgli la possibilità di bere un drink o di trascorrere la serata facendo pochi passi a piedi (e non pochi kilometri in macchina).
Nessuna rinuncia al decoro e al necessario ordine pubblico, oltreché al rispetto degli orari stabiliti, ma nemmeno nessuna resa al partito degli intolleranti, che anche ad agosto vanno a letto alle nove di sera.
Se, dopo aver decentrato i negozi, si passa a decentrare anche i locali e i bar per il divertimento notturno, sarà la volta dell’isola pedonale più noiosa d’Europa, alla faccia delle invidiate (o meglio scimmiottate) Ocean Drive e South Beach.
Insomma, dato che oltretutto di case non ne mancano davvero, la prossima volta che spostiamo qualcuno, spostiamo i dormiglioni, non spostiamo i locali notturni.
Amene e confortevoli abitazioni non scarseggiano in quella che era un tempo ubertosa campagna.
E se vogliamo bene alla nostra città, perché non usciamo più spesso, anche con il freddo (e la neve!), per prendere un aperitivo o un birra: costa poco, aiuta a sostenere i locali (cosa che, come detto, è di interesse economico generale) e magari avremo pure l’occasione di trovarci ogni tanto e di conoscerci tra di noi, sperduti jesolani della diaspora commerciale.
Altrimenti, al posto dei negozi a due o tre piani come auspica il consigliere Pomiato (ed io con lui, peraltro), dovremmo attenderci in via Bafile la realizzazione di garages ed autorimesse, che nella logica dei dormiglioni hanno una loro indiscutibile utilità: contribuiscono ad alleviare l’endemico problema dei parcheggi e disturbano poco.
Luigi - JF









Febbraio 8th, 2010 at 17:34
Leggo sempre con attenzione i vostri commenti e le vostre crtiche che nel bene o nel male danno senso e importanza agli argomenti trattati. Quello che ora sta trattando il sign. Luigi, in cui vedo una persona molto attenta e sensata mi trova in sintonia ed è evidente che la sua umile maniera di esprimersi non è altro di uno che come me ha a cuore la propria città. Ps. Rodolfo la foto perkè non ce la fai vedere intera. Ciao a tutti da Pomiato giorgio.
Febbraio 8th, 2010 at 21:16
Caro Luigi, troppo tardi! La Cina ha conquistato il mondo e non solo.
Ciao
Febbraio 11th, 2010 at 14:06
Quando affrontiamo i problemi della città, i pochi commenti fanno intravedere solo aspetti ironici e qualunquisti. Viceversa se cadiamo nel confronto politico tutti i forumisti spesso celati dietro un N.Name fanno a gara di capacità politica e intellettuale etc… Umiltà gente che la città ne ha fortemente bisogno. Saluti e buon carnevale. Pomiato giorgio
Febbraio 13th, 2010 at 22:13
Apprezzo molto l’autocritica del sig. Pomiato…umiltà,umiltà è quello che ci vuole! E magari anche un po’ di coraggio vero?
ORION
Febbraio 14th, 2010 at 17:19
Scusa Pomiato, ma non comprendo dove vuoi andare a parare.
Io sono un qualunquista, nel senso che trovo affinità e motivo di ispirazione nel pensiero del fu Guglielmo Giannini. E non ci trovo proprio niente di male.
Inoltre, amo affrontare con ironia la vita. E’ di grande aiuto, credimi, anche nel trattare temi seri. Come credo la superficialità alberghi altrove, e non necessariamente nel dibattere in tono scherzoso.
Inoltre, trovo l’uso del nick da parte dei comuni bloggers una peculiarità per la qualità del dibattito. Giacché l’anonimato consente di superare molte inibizioni; mentre, viceversa, nel caso di una figura istituzionale, considero l’uso dei propri dati anagrafici più uno strumento di visibilità, piuttosto che una forma di “coraggiosa” esposizione.
A proposito di umiltà non darei per scontata la tua, come non si deve dare per scontato che ogni affermazione resa pubblica in veste istituzionale debba essere per forza appropriata e degna di credito.
Buona Quaresima.
J-son