LA MADRE DEGLI IMBECILLI CHE SCRIVONO SU FACEBOOK
dom, feb 14, 2010
Ricordava l’imperatore Adriano che la madre degli imbecilli è sempre incinta.
Stavolta, però, la madre degli imbecilli è stata ripetutamente stuprata ed ha partorito i figli dell’abominio.
Non possono essere altro che il prodotto di uno stupro di massa e di un enorme atto di violenza quel migliaio di idioti che ha lanciato o sottoscritto un gruppo su Facebook dal titolo: “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini Down”.
Tremo dal ribrezzo mentre digito sulla tastiera le parole del messaggio promosso dal gruppo: “Perché dovremmo convivere con queste ignobili creature… con questi stupidi esseri buoni a nulla? I bambini Down sono solo un peso per la nostra società. Dunque che fare per risolver il problema? Si può usare questi esseri come bersagli, mobili o fissi, nei poligoni di tiro al bersaglio”.
Lo so, non dovremmo, scrivendone, dare ulteriore pubblicità alle deliranti frasi di questa gente malnata, priva di quella ragione che è l’unica cosa che potrebbe distinguerli dalle altre bestie spregevoli che, come loro, vivono nelle luride latrine dell’anonimato collettivo.
Non dovremmo, diffondendo il loro rumoso raglio, rischiare di dare in pasto, a queste fameliche bocche, altre putride carogne.
Come però è stato giusto conservare un pezzo del muro di Berlino, imperituro monito della barbarie nazista, così ritengo giusto conservare una lapide elettronica che rechi incise le parole dell’infamia, affinché rimanga a futura memoria dell’orrore cui può sempre giungere l’uomo tecnologico.
Noi abbiamo continuamente sostenuto con convinzione ed entusiasmo l’uso massivo di internet e delle nuove tecnologie, come moderni ed importanti mezzi di partecipazione democratica e di crescita sociale e culturale.
Non possiamo allora ignorare il pericolo che l’abuso di tale strumento può recare con sé.
Non dobbiamo sottovalutare l’infimo squallore a cui esso si può prestare.
Diceva il defunto papa Giovanni Paolo II: “il cuore dell’uomo è un abisso”.
E’ vero, il cuore dell’uomo è proprio un abisso: oggi forse ne abbiamo toccato il fondo.
Non riesco infatti ad immaginare in quale inferiore e melmoso livello potrebbe ulteriore scendere la mente appestata di questi telematici coglioni.
Non saprei proprio prevedere quale altro ancora più ributtante e ignobile gesto saprebbero compiere questi stupidi vigliacchi.
Non oso nemmeno pensare a quale ennesima conferma potrebbero darci, questi fetidi escrementi, della invincibile forza della scemenza e della misera debolezza della ragione.
Non lo so quindi cos’altro ci aspetti in futuro, so solo che come utente di Internet e come iscritto di Facebook, sento il dovere di rivolgere delle scuse a tutte le numerose persone che sono state brutalmente offese dalle farneticanti idiozie sopra riferite.
In primo luogo, vorrei chiedere perdono a quelle persone che convivono quotidianamente con la malattia di Down e che una legge recente ha finalmente iniziato ad indicare, civilmente e senza falsi pudori, per quello che realmente sono, cioè “persone diversamente abili”.
In secondo, alle migliaia di familiari e amici che giorno dopo giorno, con cura ed amore, dedicano il loro tempo all’assistenza e alla cura di chi, a causa della malattia, non può condurre una vita libera, autonoma ed indipendente.
A questi ultimi dico inoltre: abbiate pazienza e compassione: nonostante i progessi della scienza e della tecnica, non c’è cura che tenga e non c’è farmaco che curi il morbo virulento dell’imbecillità dilagante.
Luigi – JF







febbraio 22nd, 2010 at 14:20
Caro Luigi,
condivido totalmente la tua indignazione.
Andreina
febbraio 22nd, 2010 at 14:35
Sono anch’io con te, Luigi.
Sono schifato.
E sono anche riuscito ad evitare, facendo un grosso sforzo, di cercare la pagina per riempirli di improperi.
Ho evitato di farlo, proprio per non dare loro un peso, per fare capire che non esistono.
Per quello che può servire!!
Però, non mi dispiacerebbe trovarne qualcuno, di questi mangiacadaveri, per esporgli le mie “ragioni”.
Così, a quattrocchi,………e otto nocche!!
john
febbraio 22nd, 2010 at 14:55
Anch’io con Luigi e gli altri.
Fazzi
febbraio 22nd, 2010 at 15:00
…voglio pensare che non sanno quello che dicono.
M/m
febbraio 22nd, 2010 at 17:08
“Come però è stato giusto conservare un pezzo del muro di Berlino, imperituro monito della barbarie nazista”.
Conoscevo una storia diversa sul Muro di Berlino,forse mi sono perso qualcosa.
Comunque,se la madre degli imbecilli è sempre incinta e deve partorire questo generi di “menti”,tanto vale introdurre un efficacissimo sistema di controllo delle nascite.
Ma,ahimè,l’imbecille conoscerà sempre un valido modo per farsi notare.
febbraio 22nd, 2010 at 18:26
@ fratelloblutarsky, comm. n. 5:
in effetti sul muro di Berlino mi sono espresso male, hai fatto bene a farlo notare, spero però che il sottostante concetto sia chiaro.
Luigi – JF