La disumanata massa umana
ven, feb 19, 2010
Fiume, settembre1919
In Fiume d’Italia ho conosciuto intera la diversità fra l’orazione scritta e l’orazione improvvisa.
Veramente quella mezza ora che il mio spirito e la mia volontà di dominio vivevano prima ch’io apparissi alla ringhiera, quella misura di tempo senza misura m’era sublime.
Il popolo tumultuava e urlava chiamandomi. sotto le mie finestre la disumanata massa umana estuava ribolliva riscoppiava come la materia in fusione. io dovevo rispondere alla sua angoscia, dovevo esaltare la sua speranza, dovevo rendere sempre più cieca la sua dedizione, sempre più rovente il suo amore a me, a me solo, e questo con la mia presenza, con la mia voce, col mio gesto, con la mia faccia pallida, col mio sguardo di guercio.
O misterioso contrappunto! senza determinare la mia eloquenza e il mio accento, accordavo a quel diffuso e confuso clamore non so qual clangore della volontà, non so quali squilli dell’imperio. certe cadenze, certe clausole mi balenavano dentro come quei baleni che appariscono a fior del metallo strutto, ai margini della fossa fusoria.
Una forza non più contenibile mi saliva allora al sommo del petto, mi anelava nella gola: credo mi soffiasse non so che fluorescenza o fosforescenza tra i denti e le labbra, gittavo un grido. i miei ufficiali accorrevano, spalancavano la porta, facevano ala. con passo violento come lo scatto della balestra andavo alla ringhiera, andavo ad bestias? ad animos? sì al popolo.
Gabriele D’Annunzio, Libro Segreto
Fu il primo discorso dal balcone. Fu il maestro del duce. Ha fatto scuola…e siamo ancora in quella classe. Con la stessa considerazione del popolo: la disumanata massa umana…novantununo anni dopo!
Rodolfo
P.S. Se pensate che mi riferisca a qualcuno in particolare, fate bene.







febbraio 21st, 2010 at 09:33
Era la “reggenza” dannunziana. Pietro Chiara, nella sua biografia dedicata al poeta-vate, descrive benissimo il clima che caratterizzò quei mesi: nei palazzi di Fiume si celebrò la fine di D’Annunzio, a suon di prostitute, champagne e cocaina…
anche in questo, il prsente è una ripetizione di allora.
Quinto
febbraio 21st, 2010 at 15:43
… il niovo sindaco Boccato
si affaccerà da un balcone delle torri gemelle e conquisterà la folla…
Fazzi
febbraio 24th, 2010 at 15:52
Rudy: pensiamo che tu ti riferisca a qualcuno? dilemma …
febbraio 24th, 2010 at 18:21
Nessun dilemma, caro claudiow, penso proprio a lui. Non a Lui, ma all’altro, il lui con la elle minuscola
Rodolfo