“ITALIA AMORE MIO” CANTA IL PRINCIPE EMANUELE FILIBERTO
ven, feb 19, 2010
Purtroppo in questi giorni non sto seguendo il Festival di San Remo, per cui ignoro come stia andando la gara e chi ne sia il favorito, ma sono rimasto incuriosito dal titolo della canzone con cui concorre all’ambito premio il principe Emanuele Filiberto, in trio con Pupo ed un altro cantante.
Non so se sia una canzone musicalmente competitiva per il trofeo finale, in ogni caso non me ne intendo, ma il testo deve essere senz’altro molto acuto e profondo, visto che è stato scritto proprio dall’augusto principe in persona.
E pensare che, nel clima turbolento seguito alla caduta del regime fascista e all’esito del referendum istituzionale, gli italiani avevano stabilito di inserire nelle disposizioni finali alla nuova Costituzione repubblicana il divieto di ingresso e di soggiorno per i membri e i discendenti maschi di Casa Savoia.
A sentire l’affetto che il mancato sovrano nutre per la sua patria sì bella e perduta, sembra di poter dire che il bando contro i Savoia, abrogato soltanto nel 2002, sia stato un madornale errore.
In fondo, l’unica colpa che aveva avuto il re durante il fascismo era quella di non aver saputo nominare un governo forte in grado di prevenire l’instaurarsi di un regime corrotto e illiberale.
Ma se passasse il principio che un sovrano il quale nomini un governo corrotto debba andare in esilio all’estero, sarebbe per noi un’immane catastrofe.
Infatti, dopo l’avvento della nuova Costituzione del 1948, la sovranità in Italia appartiene al popolo.
E’ chiaro allora che, in base alle statistiche fornite dal Procuratore generale della Corte dei Conti in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, il sovrano popolo italiano ha scelto per sé una forma di governo imperniata sul clientelismo e la corruttela.
Si dà il caso, sempre secondo i dati illustrati dall’alto magistrato, che negli ultimi anni in Italia il tasso di corruzione nella gestione degli appalti pubblici sia cresciuto del 229%.
Niente male, se confrontato con la crescita del PIL (Prodotto Interno Lordo) nazionale, che è stata invece negativa.
Per coerenza, a questo punto, sempre se fosse valido il principio sopra menzionato, sarebbe ora l’intero popolo italiano a dover andare in volontario esilio fuori dal proprio Paese.
I conseguenti problemi logistici, però, sarebbero inimmaginabili, sempre che ci fosse qualche territorio disposto a dare rifugio a 60 milioni di esuli poco avvezzi al rispetto delle regole e della convivenza civile.
E’ proprio il caso, quindi, di tenersela ben stretta questa nostra urbanizzata terra, e di cantare tutti a squarciagola, in coro con il principe, “Italia amore mio”.
Convinti più che mai che l’Italia è il nostro comune amore, ed è sempre a pagamento!
Luigi – JF






febbraio 19th, 2010 at 18:20
E, tra l’altro, la canzone è una grande c****a!
john
febbraio 21st, 2010 at 22:00
Pietà. Per Sanremo, per le canzoni, per i cantanti, per la presentatrice, per i ripescaggi, per il verdetto, per i professori d’orchestra che lanciano gli spartiti (e non venite a dirmi che non era preparato!!), per il principe soprattutto.
Difficile pensare di poter scivolare più in basso di così.
E dire che per un’intera settimana tutto, e dico TUTTO, il palinsesto televisivo è stato rivoluzionato in modo da non recare disturbo a questa vergognosa pagliacciata. Insulto alla musica e allo spettacolo che essa rappresenta per sua natura.
Pietà.