Si chiamava Libertà
dom, gen 31, 2010
Questa settimana Jesoloforum ha visto quasi completamente incentrata la discussione intorno a una, forse ingenua ma non troppo, domanda di Fazzi: Cosa succede in Piazza Internazionale?
Le risentite risposte di alcuni, quasi che fare domande fosse reato o un attentato alla autorità costituita, mi hanno riportato alla memoria un breve elzeviro di Ennio Flaiano, che conservo con cura fin da quando apparve sul rivoluzionario foglio, che andava e va sotto il nome di “Corriere della Sera”.
” Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava.Le risposte che ebbe furono di questo genere: “Fatevi i fatti vostri.- Non te ne incaricare.- Impicciati per te.- Lascia perdere.- Chi te lo fa fare?- Te l’ha ordinato il medico?- Ti pagano per questo?-Sei stanca di campare?- Ti puzza di vivere?- Attacca l’asino dove vuole il padrone- Non fare la stupida.- Non ti mettere nei guai.-Gli stracci vanno per aria.- Passata la festa gabbato il santo.-L’oro non si macchia.- Stà con i frati e zappa l’orto.”
Libertà disse: “Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me.” Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava.
“Corriere della Sera”, 18 gennaio 1970
Sante JF







gennaio 31st, 2010 at 20:11
Mamma Mia… in Italia a legger Sante è tornato il Min Cul Pop, Aiutoooooooooooo
Undertacker
febbraio 1st, 2010 at 12:21
Il conformismo acritico.
L’adesione a prescindere a ogni e a qualsiasi decisione, di una classe politica ogni giorno più avezza a coltivare l’esclusivo tornaconto di pochi intimi.
Minimizzare e fingere che i problemi non ci siano o siano tutti risolti.
Tacere e lasciare che altri prendano le decisioni anche per te.
Rinunciare al naturale diritto di sapere e di andare al fondo delle scelte.
Tacciare di sovversivismo e malafede chi osa chiedersi conto e perchè delle cose.
Portare il cervello all’ammasso dei “Grandi Fratelli” e dei “circenses” quotidiani.
Rimanere indifferenti di fronte al quotidiano scandalo dell’ingiustizia e della sopraffazione dei potenti, nei confronti degli ultimi.
Tutto questo è un qualcosa che molto si avvicina a un Minculpop di fatto, e lascia poco spazio alla speranza di un avvenire più sereno e pacifico.
Comunque sia, un vecchio ma ancora attuale proverbio veneziano recitava:
“A ognun ghe piaze la so spuzzeta. (scoreseta)”
Se a qualcuno piace, che se la tenga!
Ma se quel qualcuno pensa di imporla anche a me, sarà meglio che se lo scordi.
Sante