Iom Shoah (giorno della catastrofe)
dom, gen 10, 2010
Ringrazio il Comune di Jesolo per la splendida iniziativa che ha avuto luogo ieri sera presso la biblioteca Comunale.
“Il nodo teatro” ha rappresentato una lettura teatralizzata, percorrendo varie testimonianze di sopravvissuti (e figli di questi) ai campi di concentramento.
Toccante la descrizione tragica di Joyce Lussu riguardante un paio di scarpine rosse, appartenute ad un bambino, morto nella camera a gas di Auschwitz. Spiccavano queste piccole, nuove e rosse scarpine, sopra il cumulo alto 25 metri di altre scarpe. Numero 24. Chi le calzava aveva l’età di 3 anni, massimo 3 anni e mezzo. Il nome della ditta che le fabbricò era ancora ben leggibile nel suo interno. Quel bimbo deve averle indossate in poche, speciali occasioni. Forse solo nei giorni di festa; alla domenica, giorno di gioia e di spensieratezza.
Alla domenica? Ma allora non era un bimbo ebreo!! Altrimenti le avrebbe indossate nel giorno di festa dello Shabbath!!
E’ vero: Lo Iom Shoah (dall’ebraico, giorno della catastrofe) non è solo una giornata in cui si ricordano le vittime ebraiche, bensì anche tutti gli altri gruppi di persone cadute nella rete selettiva della crudeltà umana.
Nella banalità di questo immenso Male, perirono:
3,5–6 milioni di civili Slavi;
2,5–4 milioni di prigionieri di guerra;
1–1,5 milioni di dissidenti politici;
200.000–800.000 tra Rom e Sinti;
200.000–300.000 portatori di handicap;
10.000–250.000 omosessuali;
2.000 Testimoni di Geova.
A noi, generazioni di oggi, il compito di creare un mondo migliore. Nel ricordare queste atrocità imponiamoci di migliorare l’Umanità delle generazioni future.
Irene Secchiati






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