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Cos’è la “variantona”?

dom, gen 10, 2010

Edilizia, La città

Il piatto forte del  consiglio comunale di domani, già sostanzioso (e difficile) per la questione ospedale-Asl, sta nella cosiddetta “variantona”.  L’articolo che segue ha l’obbiettivo di riassumere in modo chiaro gli aspetti, e la storia, di questo punto decisivo per lo sviluppo di Jesolo.

La “variantona”

Con Delibera della giunta Regionale n. 3313 del 03.11.2009 la Regione ha approvato la variante parziale al PRG, adottata dal Consiglio Comunale Jesolano in data 25.02.2005.
Nella delibera regionale si legge che..”La variante consiste nella proposta delle modifiche di PRG di seguito illustrate, che complessivamente comportano una maggiore insediabilità di circa 2301 abitanti teorici aggiuntivi che aggiunti agli abitanti teorici previsti dal PRG vigente attestano complessivamente a 33.587 gli abitanti teorici complessivi. (…)La variante ha la funzione principale di correggere e riordinare alcuni ambiti che la variante generale del 2002 non aveva considerato. (…) Pertanto risultano, in linea di massima, condivisibili le proposte contenute nella variante che hanno come finalità la ricucitura del tessuto edilizio esistente  con le zona territoriali dal PRG, che non interferiscono negativamente con la viabilità e che incrementano la dotazione di aree a servizi e/o per infrastrutture/attrezzature e che definiscono compiutamente parti del territorio non chiaramente normate”.
Le proposte urbanistiche della variante suddetta sono molte e spaziano in ogni ambito del territorio Jesolano, per cui ci si limita, in questa sede, ad illustrare le principali, quelle maggiormente degne di nota perché andranno ad incidere più significativamente nell’attuale assetto urbanistico edilizio.
Jesolo Centro: è stata approvata la riconversione dell’attuale zona per attrezzature sportive, sita alle spalle dell’abitato di Jesolo paese (per intenderci le aree agricole che fronteggiano Villa Giulia), in zona per attrezzature scolastiche. “Tale riclassificazione si rende necessaria a seguito della trasformazione dell’attuale area scolastica del centro abitato in un centro residenziale e dei servizi…” Quest’ultima (l’area dove si trovano le attuali scuole medie ed elementari posta a fianco della chiesa) viene quindi trasformata in area residenziale, con una cubatura di mc 55.000 ed una edificazione a corti, con una altezza massima di 5 piani. La Regione ha condiviso tale previsione…”trattandosi di di area collocata a ridosso di insediamenti residenziali già esistenti e considerata la stretta correlazione con la variante precedente”.
La zona di Piazza della Repubblica (stazione delle corriere) verrà riqualificata, mediante un intervento unitario ma realizzabile eventualmente per stralci che prevede la demolizione di alcuni edifici esistenti (tra cui l’ex cinema) e con la possibilità di costruire una cubatura di 17.000 mc, comprensivi dell’esistente. Nell’ambito è ricompresa la demolizione e ricostruzione dell’attuale palestra “Pascoli” (ex sala consiliare), con una cubatura di 6000 mc avente destinazione commerciale, direzionale e residenziale, con altezza massima di 5 piani.
L’attuale area dei Laghetti Sile, destinata ad area per la pesca sportiva, viene divisa in due ambiti, uno dei quali verrà ceduto al comune per la realizzazione di un museo civico. La cubatura in totale prevista è di 22.000 più 4000 concessi dalla Regione, di cui un massimo di 20.000 da destinare a residenza per gli ospiti.
Terrazza Mare: l’area verrà riqualificata mediante la realizzazione di un complesso residenziale, commerciale ed a servizi destinato all’attività turistica  che sviluppa in altezza le volumetrie. La previsione volumetrica è di 18.000 mc con un massimo di 15 piani fuori terra.
Aqualandia: il comune aveva proposto l’ampliamento del parco acquatico mediante la creazione di due nuove zone da destinare a residenze turistiche per un totale di 80.000 mc, inoltre una zona per attività commerciali ed una zona a parcheggi. Veniva inoltre proposta l’edificazione di una struttura ricettiva integrata e correlata al parco destinata ai suoi fruitori, per una cubatura massima di mc 50.000. La Regione ha risposto stralciando una delle due zone residenziali e la zona commerciale e ammettendo, oltre all’albergo, una sola zona da destinare a residenza stabile e non più turistica, (posta sostanzialmente di fronte all’ingresso del parco), con un indice 0,6 mc/mq, più l’adiacente zona da adibire a parcheggi.
Verrà inserita una rotatoria in corrispondenza del bivio via Mameli/S.P.n.42 con una revisione e potenziamento del collegamento con via Adriatico (attuale via La Bassa).
Area rotatoria Picchi: la variante prevede la riorganizzazione della viabilità in corrispondenza della rotatoria “Picchi” più l’obbligo di una progettazione unitaria dell’area adoacente posta a lato dello stadio. Per la viabilità, si propone la realizzazione di un incrocio a livelli sfalsati tra la viabilità comunale e provinciale, mentre si prevedono nuovi lotti edificabili nell’attuale area per attrezzature sportive, con obbligo da parte delle ditte di realizzare o cedere opere di interesse pubblico.
Via Cà Gamba: la Regione ha respinto la previsione comunale di un’area di espansione residenziale lungo una delle laterali,…”in quanto completamente estranea al modello insediativo che presenta una edilizia diffusa e ben inserita nella zona rurale circostante”.
Tra via Levantina e via Olanda, è prevista la realizzazione di una nuova rotatoria più alcuni lotti edificabili con obbligo di progettazione unitaria con specifici obblighi di urbanizzazione a carico delle ditte proprietarie.
Pineta: vengono inserite due nuove zone con obbligo di progettazione unitaria, con la concessione di una volumetria da destinare a residenze sia turistiche (30.000 mc) che stabili (6000 mc), in cambio della cessione di alcune aree destinate a parcheggi e a parco più la sistemazione del tratto di via Oriente adiacente all’intervento.

Tali varianti, qui riassunte per sommi capi, saranno oggetto di approvazione in via definitiva da parte del Comune, nella seduta di Consiglio Comunale di martedi 22 dicembre.

A cura della Redazione di JesoloForum

14 Commenti per questo articolo

  1. Silent Majority - commento N.1 :

    Visto che gli abitanti teorici sono rimasti solo teorici, perchè ancora cemento? Penso poi alle scuole del Paese che molti di noi hanno frequentato e che sono tutt’altro che fatiscenti, oggetto fra l’altro di manutenzioni recenti (soldi spesi per niente a questo punto), queste sono sempre state lì, con vicine le stesse residenze di sempre…perchè riconvertirle in condomini, quando tutto ciò che è stato costruito negli ultimi anni è vuoto per più della metà, sia al Lido che in Paese? Ci si è accorti ora che sono in una zona residenziale? Vorranno demolire anche la Chiesa, per farne un bel grattacielo in zona centrale con ampio parcheggio e vista sul Sile e sulle Valli?

    Vedo con molto dolore e con un senso di enorme impotenza sparire tutto ciò che ho sempre visto da quando sono nata e minacciato molte altre strutture alle quali, come molti altri concittadini, sono legata (non parliamo poi dell’ospedale…) E’ sicuramente attaccamento affettivo per le cose che mi circondano, ma non è allergia alla modernità, bensì all’inutilità di certe scelte ed alla speculazione edilizia. Cari amministratori, perchè non fare un passo indietro su certe scelte? I 35.000 – 40.000 abitanti sono un miraggio, Jesolo può essere sì migliorata ed abbellita, ma per favore, basta cemento, è già troppo così.

  2. larissa - commento N.2 :

    Spostare le scuole dal centro del paese vuol dire secondo me fare passi ben decisi verso la morte stessa del paese.
    Un paese vivo e vitale deve riassumere in sè innumerevoli funzioni, dalla residenza agli uffici, dai negozi alla chiesa, dai locali agli spazi pubblici ecc…
    Creare dei “ghetti” monofunzione crea dispersione e vuoto; il centro per funzionare ha bisogno della varietà delle sue funzioni, dove la vita si intreccia creando movimento, interesse, circolazione.
    Jesolo paese a mio parere conserva ancora quel valore di “centro”, di piazza, che il Lido con la sua forma oblunga non ha mai più di tanto avuto.
    Non condivido la scelta del comune avallata peraltro dalla Regione; con quali criteri si è ragionato? Che idea di urbanistica hanno avuto i nostri amministratori o i tecnici della Regione?
    Ho sempre pensato all’urbanistica come alla disciplina che più di molte altre ha a che vedere con la qualità della vita; ma sembra, a vedere certe scelte, che essa abbia a che vedere più che altro con la speculazione o con scelte di comodo che non sempre prendono a riferimento il “bene pubblico”.

  3. Roberto Rugolotto - commento N.3 :

    VARIANTONA

    Dopo quasi cinque anni la cosiddetta Variantona è stata presa in mano dalla Regione amica dell’amministrazione di destra jesolana e martedì 22 è venuta in Consiglio Comunale.

    L’operazione complessiva comporterà l’edificazione di 350\400.000 nuovi mc e una maggiore insediabilità di circa 2.300 abitanti teorici (naturalmente per le sole operazioni residenziali) che aggiunti a quelli preventivati dal PRG eleverebbero gli abitanti a circa 33.600.
    Essendo soprattutto interventi di residenzialità turistica va da sé che non saranno 2.300 nuovi abitanti ma altrettanti potenziali detentori di seconde case. Faccenda che non riguarda dunque l’incremento demografico.

    Nel consiglio di martedì, chiamati infine ad esprimerci sulla delibera in toto, il nostro voto è stato contrario.
    Il criterio che abbiamo seguito ancora una volta è stato e rimane la convinzione che ogni scelta della pubblica amministrazione deve garantire e favorire l’arrivo del maggior numero di turisti, la creazione di nuovi posti di lavoro, l’offerta di pubblici servizi ai cittadini jesolani.

    Nel corso della discussione e nelle votazioni per singolo intervento abbiamo espresso parere favorevole, tra l’altro, per
    • i piccoli interventi che trasformano gli edifici rurali non più funzionali al fondo in volumi residenziali;
    • il recupero dell’area della pesca sportiva, (i cosiddetti laghetti Sile);
    • la proposta di ampliamento del parco Aqualandia con le previste strutture ricettive, lontane dal frontemare e dal tessuto urbano, destinate ad una clientela diversa;
    • il recupero di piazza della Repubblica e dei volumi degli edifici che vi si affacciano, chiedendo espressamente l’inserimento del vincolo di destinare i proventi dell’alienazione della palestra di via Pascoli (verrà demolita e i volumi ricostruiti saranno destinati a uso diverso) all’edificazione di una nuova palestra in Centro Storico;
    • e abbiamo sostenuto la necessità di prevedere nel prossimo Piano di Assetto del Territorio la facoltà di edificare residenze stabili lungo via Ca’ Gamba e via Correr, finora stralciate dal PRG e dalla stessa Variantona.

    Abbiamo votato contro, tra l’altro,
    • lo spostamento delle scuole elementari e medie di Jesolo paese nella zona di via Mure. Sarebbe la mazzata definitiva alla vita economica e di relazione nel centro storico.
    A tal proposito il centrosinistra ha da tempo presentato la proposta di rivitalizzare l’area con la costruzione di un auditorium in luogo del cadente caseggiato dell’ex ragioneria comunale. Sarebbe la risposta a molte necessità divulgative della Scuola, del Centro civico\biblioteca, delle vicine strutture parrocchiali, delle associazioni culturali, politiche, di volontariato…
    • i villaggi e villaggetti previsti ancora in zona pineta;
    • la modifica delle Norme Tecniche che stravolgono il progetto XSite con il dimezzamento dei mq previsti per discoteche, sale da ballo, disco bar (da 10.000 a 6.000); l’aumento da 2.500 a 6.000 mq degli spazi per pub-birrerie, enoteche, sale giochi, pizzerie, ristoranti tipici, gelaterie, fast food, piano bar; il passaggio da 1.000 a 4.500 mq degli spazi commerciali per boutique, tabaccheria, bazar, negozi di dischi e hi-fi e da 500 a 1.000 mq. per le attività di fotografi, parrucchieri, scenografi e studi di progettazione, sarti e scultori.
    Un’altra cosa rispetto a quanto presentato con effetti speciali in Consiglio qualche anno fa; spazio che doveva giustificare la trasformazione in condomini di altrettante discoteche;
    • gli interventi che prevedono l’edificazioni di strutture residenziali estive fino a 150 metri d’altezza (area via dei Mille, area Pineta, area via King fronte ospedale, area Laguna Park, …) senza la specifica e precisa deliberazione di pretendere contestualmente la liberazione di congrui spazi a terra da riservare a parcheggio, a verde, a spazi pubblici.
    Motivo che si aggiunge all’assoluta contrarietà all’ulteriore edificazione di residenze turistiche (seconde case) che poco concorrono all’offerta economica, all’aumento di posti di lavoro e di servizi a beneficio delle famiglie jesolane.

    Abbiamo sottolineato come la Variantona non abbia previsto, contestualmente a tanta nuova volumetria e alla previsione di altre presenze turistiche, iniziative per la migliore mobilità e circolazione.
    Si annunciano infatti l’allargamento e la sistemazione di brevi tratti di carreggiate, qualche svincolo in area “bivio Mameli”, e la modifica del tracciato della strada che dalla rotatoria di Pazza Torino dovrebbe dirigere verso Cortellazzo.
    A proposito di questa abbiamo evidenziato come la prevista strada che dalla medesima rotatoria sale al Cavetta parallelamente a via Fornasotto, deliberata con il progetto delle due nuove torri a nord di Piazza Torino, avrebbe potuto innestarsi in questa strada della Variantona qualche centinaio di metri più a levante, dove avrebbe occupato un’unica proprietà agricola evitando di compromettere e di far chiudere l’attività orticola\agricola di una ventina di famiglie residenti nell’area del Fornasotto.
    Proposta che ci è stata respinta trattando appunto delle due nuove Torri del cosiddetto portale di levante.

    Sarà dura per la comunità economica e sociale jesolana risvegliarsi da questo tempo di affanno e di Miami-dipendenza; di assurda rincorsa alle urbanizzazioni dell’altro mondo.
    Non possiamo lasciare che il corpo jesolano possa ritrovarsi solamente “fiorito di voglie di cemento”. Sarebbero non solo antiestetiche ma debilitanti dell’economia e del vivere sociale.

    Il Piano di Assetto del Territorio dovrà riportarci con i piedi sulla terra jesolana dove vogliamo continuare a lavorare, ad abitare, ad accogliere turisti. Non solo i graditi pendolari della spiaggia e delle già troppe seconde case.

    Roberto Rugolotto

  4. girovago - commento N.4 :

    gli interventi che prevedono l’edificazioni di strutture residenziali estive fino a 150 metri d’altezza (area via dei Mille, area Pineta, area via King fronte ospedale, area Laguna Park, …)

    150 metri?? ma siamo sicuri?

  5. neddaf1 - commento N.5 :

    L’intenzione di questa amministrazione di spostare gli istituti scolastici da dove sono situati adesso ad un luogo già individuato fuori dal centro è ormai diventata una realtà con l’approvazione in Consiglio Comunale del 22/12/09 della cosiddetta “variantona” Una volta abbattuti gli edifici, al loro posto sorgeranno tante nuove abitazioni. Premesso che ben vengano nuove abitazioni e sperando che questa volta i prezzi possano essere accessibili a chi finora non è riuscito ad acquistare casa qui a Jesolo e pur considerando che la città potrà avere edifici scolastici nuovi, moderni e che non avranno necessità di manutenzione e quindi di spese continue da parte dell’ Amministrazione, ritengo che tale decisione non tenga conto dell’importanza che ha la scuola nella vita di un paese.
    La scuola, così come la chiesa, costituisce infatti un luogo d’aggregazione, i genitori che accompagnano i propri figli a scuola, passano per la piazza, si fermano nei vari negozi per un ultimo acquisto: un quaderno, la penna e quant’altro. Lasciati i bambini a scuola ci si può fermare per un caffé, prendere il pane, il giornale e tutto ciò rende vivo un paese e viva una piazza e fa vivere tutte quelle attività che le si affacciano intorno. Lo stesso discorso vale per l’uscita da scuola.

  6. Freier Strand - commento N.6 :

    Alla variantona si potrebbe aggiungere una variantina molto importante e utile x Jesolo.Forse non tutti sanno che la Spiaggia del Mort seppure al di là del fiume Piave appartiene al Comune di Jesolo e non di Eraclea come potrebbe sembrare e x raggiungere la spiaggia bisogna fare un giro molto lungo arrivando x forza ad Eraclea Mare e aggiungendoci poi come minimo venti minuti di camminata veloce.Allora un modo x far diventare la Spiaggia del Mort lunga 2 km. non solo sulla carta ma anche fisicamente appartenente a Jesolo basterebbe costruire una passerella ciclopedonale di legno sulla spiaggia a scavalco del fiume Piave in modo così da poter facilmente raggiungerla da Cortellazzo e Jesolo Pineta e diventando così la Spiaggia del Mort a tutti gli effetti parte integrante del Lido di Jesolo che si allungherebbe di ulteriori 2 km.di spiaggia tutta libera e incontaminata.

  7. jampaul - commento N.7 :

    Perchè non si propone un referendum, dove tutti i cittadini Jesolani residenti siano chiamati ad esprimere un loro parere sulla cosidetta variantona e sulle cementificazioni e ancora sulle urbanizzazioni selvagge ed anche sui benefici che i residenti e tutta la comunità Jesolana trae dalle cubature regalate ai palazzinari e ai vari facendieri

  8. arietina378 - commento N.8 :

    Neddaf1 sostiene che ” la scuola è importante nella vita del paese”..e concordo! Ma alla fine della storia, visto e considerato che scrive che “L’intenzione di questa amministrazione di spostare gli istituti scolastici da dove sono situati adesso ad un luogo già individuato fuori dal centro è ormai diventata una realtà con l’approvazione in Consiglio Comunale del 22/12/09 della cosiddetta “variantona”… mi stavo chiedendo, se lei a quel consiglio avesse votato, a favore oppure no? Perchè, se la risposta fosse A Favore, bhè allora quello che scrive non avrebbe molto senso.

  9. girovago - commento N.9 :

    Freier Strand, la tua proposta mi sembra davvero sensata! Bella idea.

  10. neddaf1 - commento N.10 :

    Ad arietina…non ho votato in quel consiglio ed ho già espresso altre volte il mio parere rispetto allo spostamento delle scuole. Inoltre non sono neppure d’accordo sul creare una zona dove riunire tutti gli Istituti scolastici.I risultati, a volte, rischiano di essere brutte copie dei “campus” a cui ci si ispira.

  11. Silent Majority - commento N.11 :

    Approvo quanto proposto da Jampaul, ci si può opporre in qualche maniera allo scempio indiscriminato del nostro territorio? Si può dire di no allo spostamento delle scuole ed all’ulteriore spopolamento ed impoverimento del nostro Centro? La zona Antiche Mura sarebbe poi in grado di sostenere l’aumento del traffico conseguente a questo spostamento? Chi accompagna alla Rodari i propri figli sa quanto traffico già ci sia con un solo istituto, con parcheggi praticamente zero…

    Qualcuno può suggerire cosa si può fare? Chiedo a Roberto Rugolotto, che si è ben espresso sulla “variatona” in questo forum, ci si può opporre?

  12. Freier Strand - commento N.12 :

    Ciao Girovago, grazie x il sostegno, io mi sono appena iscritto a Jesolo forum e il mio nome di “Freier Strand” significa in Deutsch “spiaggia libera”.Infatti sarebbe molto suggestivo poter costruire l’accessibilità diretta dal Lido di Jesolo alla icontaminata Spiaggia del Mort lunga 2 KM. abbondanti così da farla divenire un tutt’uno e parte integrante del Lido di Jesolo e farla uscire dall’isolamento e dal degrado.Inoltre, la zona est di Jesolo Pineta verrebbe rivitalizzata, e il numero delle presenze turistiche come minimo raddoppierebbe, insomma se la politica fosse intelligente potrebbe alzare lo sguardo e considerare la Spiaggia del Mort Comune di Jesolo come un investimento turistico e naturalistico.

  13. ciccio - commento N.13 :

    La verita è che questi non si fermano più. Hanno devastato tutto il territorio, hanno distrutto il piccolo commercio, hanno fatto calare le presenze turistiche tanto che bibione negli ultimi anni ci ha pure distanziati con una stagione più breve e meno posti letto disponiobili, eppure vincono le elezioni da venti anni quindi non c’à più niente da fare gli interessi economici e speculativi che i nostri amministratori portano avanti sono più importanti di tutto e di tutti.

  14. roberto rugolotto - commento N.14 :

    Il nostro parere contrario allo spostamento delle scuole in area Antiche Mura, argomento trattato nelle sedute consiliari (ragionando della Variantona) ed in pubbliche assemblee (12 marzo 2004 – hotel Udinese: “Proposte per Jesolo paese”), non è maturato dal bisogno di essere in opposizione a qualcosa o a qualcuno e non si è fermato alla sterile critica.
    Come ci viene più naturale e come va fatto, ci proponiamo come forza alternativa all’attuale maggioranza con osservazioni critiche, con proposte integrative, con progetti diversi.
    Che non vengono dunque dall’urgenza di condurre sterili schermaglie dialettiche tra i banchi del Consiglio ma da percorsi di conoscenza, di studio, di valutazione che purtroppo non valicano sempre i confini di quell’aula e di altre stanze per essere di pubblico dominio e quindi criticate, respinte, condivise…in buona sostanza valutate.
    Non siamo così sprovveduti da valutare irricevibili tutte le ragioni del proposto trasferimento: avremmo edifici scolastici nuovi in cambio di palazzine residenziali nel cuore del Centro Storico.
    Non è poco, si dice. A noi non sembra un cambio vantaggioso ed un beneficio che si procurerebbe ai residenti, alle famiglie, alla vita socioeconomica del Centro Storico.
    Si è intervenuti nelle scuole, anche di recente, con opere manutentive di un certo rilievo e ha fatto bene la maggioranza a ricordarcelo nei suoi periodici e nei quotidiani.
    Ci par di capire che gli spazi per la didattica e per le esperienze di apprendimento siano rapportati al numero dei frequentanti (anche in proiezione futura). Se poi il Governo centrale continua ad andare nella direzione del contenimento del tempo scuola con conseguente riduzione della permanenza pomeridiana e dunque della necessità di locali per la mensa; se l’informatica (e i suoi laboratori), giudicata fondamentale da una Ministra (Moratti: una delle tre I con inglese e impresa!), oggi è ritenuta utilizzabile nel contesto di altre discipline (Gelmini); se la scuola media ha ospitato l’Archivio Comunale; se anche gli spazi esterni rispondono ai bisogni dei momenti ricreativi (ancorché poco utilizzati perché non sempre tenuti in debita cura); se tutto questo accade significa che la questione strutturale\architettonica non è poi una motivazione fortissima dell’operazione.
    Ci viene detto che sarebbe l’occasione per attrezzare il campus di palestre. Oggi sono due quelle annesse alle scuole, manca quella a servizio della scuola Rodari, promessa fin dalla campagna elettorale del 1993. Manca anche alla scuola materna Munari.
    Ma questo progetto non comprende il trasferimento della scuola dell’Infanzia per la quale, da anni, proponiamo di ricavare nuovi locali nell’adiacente terreno comunale di pertinenza (e inutilizzato) del primo blocco di case per anziani alle spalle del Centro Pertini.
    Altra questione. I ragazzi che raggiungono le scuole in pullmino trovano la fermata protetta all’interno dell’area delle scuole elementari. Chi viene in auto ha la possibilità di sostare in Piazzale Kennedy, piazza-parcheggio che l’Amministrazione ci ricorda spesso essere un servizio che pochi paesi possono vantare in pieno centro. Concordiamo.
    Arrivare nell’ipotetica area delle Mure significherebbe percorrere la via Pirami o la via Mure che non sembrano le più agevoli e nemmeno dotate di capienti parcheggi..
    Questione residenti. Ci viene detto che piantare edifici in luogo delle scuole significa aumentare la residenzialità e dunque la vivacità in Centro. Possibile.
    Le esperienze delle palazzine sorte in via Piave Vecchio (ex Consorzio Agrario e Mulino), nell’area a est del cimitero e nei Salsi, hanno effettivamente portato più residenti. Tuttavia la vivacità economicosociale procurata è ancora poco manifesta.
    Le scuole, come del resto la chiesa e le opere annesse, le biblioteche, i teatri, i negozi, i luoghi pubblici…. sono per loro natura e per molteplici ragioni parte generante, integrante e sostenente di un centro abitato. Certo che occorre servirli di comodità altrettanto pubbliche (parcheggi, trasporti….) ma questi servizi a Jesolo paese non mancano e possono essere potenziati (abbiamo proposto un’area a parcheggio a ridosso del vecchio campo da calcio).
    Non è sufficiente modificare la struttura urbana per vivificare un paese.
    Occorrono certamente i residenti ma se le abitazioni si riducono ad essere punto di arrivo, di pernottamento e di partenza per altrove la faccenda rimane sempre in divenire e mai si traguardano tappe significative.
    Siamo convinti che più importanti, ancorché non esaustivi, siano centri promotori di occasioni, di interessi, di esperienze condivise.
    Ragione per la quale abbiamo ripetutamente proposto di dotare il Centro di un Auditorium (da adibire a teatro, cinema, sala espositiva, sala conferenze….) da erigersi nell’area dell’ex Edificio Ragioneria del Comune, cadente e transennato dal 1995.
    Uno spazio prossimo alla chiesa, alle scuole, alla biblioteca civica. Una struttura a servizio dei bisogni divulgativi e di condivisione di esperienze scolastiche, culturali, associative.
    Una struttura da prevedere in Centro, non in periferia, perché risulterebbe meno attraente e più scomoda (il lontano Centro Pertini era raggiunto con una certa difficoltà quando vi si organizzavano dibattiti, convegni, mostre…).
    Le scuole devono rimanere in Paese per le stesse ragioni di promozione, di condivisione, di vitalità pubblica-cittadina.
    Non entriamo in questioni prettamente commerciali.
    Ma non ci scandalizza l’idea che la presenza di queste strutture in Centro continuano a tenere in vita diverse iniziative commerciali. Di famiglie che non pernottano soltanto a Jesolo paese.
    Queste sono alcune ragioni della nostra contrarietà.

    Favorevolmente e piacevolmente disponibili a confrontarci con chi ha idee e progetti diversi.

    Si può fare qualcosa per questa e per altre questioni sollevate e approvate con la Variantona? Chiede Silent Majority.
    Crediamo che tecnicamente vi siano poche possibilità di modificare il percorso intrapreso e votato dalla maggioranza e dalle altre opposizioni. Si potrebbe convincere l’Amministrazione, e noi tenteremo di farlo con le logiche citate e con altre ancora, a non avviare questa e altre operazioni entro i termini concessi dalla Variantona: cinque anni.
    Vale ancor di più far sentire, preventivamente, le proprie ragioni in ogni occasione pubblica, offerta e pretesa.
    Noi continuiamo a dire e a proporre alternative in Consiglio e nelle occasioni di incontro con i cittadini.
    Che promuoveremo con maggiore assiduità.

    Rugolotto

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