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Pomiato: Negozi su due piani in via Bafile!

Negozi su due piani in via Bafile  


 
La proposta di Pomiato per rilanciare il commercio al lido 
 

Dalla “Nuova Venezia” del 15.1.10

 JESOLO. «Se non ci sono metri quadri per i centri commerciali, diamoli ai commercianti perché si sviluppino in altezza». Giorgio Pomiato, consigliere comunale della lista Nuova Jesolo e riferimento per il commercio al lido, rilancia sulla possibilità di assegnare nuove superfici di vendita al secondo piano degli edifici di via Bafile sulla passeggiata pedonale. Uno stratagemma per consolidare un centro commerciale «naturale» anche al Lido per fare concorrenza ai centri e parchi commerciali o outlet. Pomiato solleva la questione che fa rimbalzare all’amministrazione comunale. «Dobbiamo agire in questa direzione – spiega – e lo possiamo fare. Abbiamo avuto diversi stop ai centri o parchi commerciali e certe superfici di vendita sono state ridotte, come in piazza Torino. La tendenza è di limitare i nuovi parchi commerciali. Allora pensiamo si possano convertire queste superfici e dare la possibilità ai commercianti del lido di investire al secondo piano. Questo avviene anche nelle più moderne metropoli. Il lido cambierebbe volto, moltiplicherebbe la sua offerta e forza attrattiva». [...]

Giovanni Cagnassi

L’immaginazione del simpatico consigliere comunale Giorgio Pompato  sembra davvero inesauribile. Una macchina creativa. Saranno forse state le tetre e silenziose notti deserte di questo periodo, o, più probabilmente, il palpabile disagio che il commercio jesolano sta attraversando a spingerlo alla perigliosa scelta della proposta, che merita sicuramente qualche osservazione.
Io ne avrei un paio, ma è mio dovere, presentata la cosa, lasciare a Voi la precedenza.

;-) Rodolfo-JF

13 Risposte a " Pomiato: Negozi su due piani in via Bafile! "

  1. gianfranco ambrosin scrive:

    IESOLO: Futuro-Presente.Il Nuovo futuro di Jesolo e’ quello di continuare ad essere un polo turistico di livello Internazionale ma anche una vera City-Beach con soluzioni che si caratterizzino per qualita’ Stylistiche( Rinascimento Jesolano), creare Spazi che attraggano nuovo pubblico grazie anche alla vitalita’ dei COMMERCIANTI e non solo naturalmente. Dobbiamo far si che Jesolo riparta alla Grande per ripercorrere con maggior successo i fasti che la resero celebre nei suoi anni d’oro, Jesolo sta indossando i suoi abiti migliori per accogliere i nuovi Cittadini ed e’ proprio per questo secondo il mio umile pensiero che il tema non e’ di dare la possibilita’ ai commercianti di investire al secondo piano ma creare degli SPAZI che soddisfino tutti i desideri: la Qualita’. Questo e’ il vero “must” della nuova Jesolo, ed allora Avanti tutta Commercianti ( quelli seri) Jesolani.

  2. J-son scrive:

    Nulla da eccepire sulla fantasia di Pomiato: irragiungibile a chiunque, fervida e sempre in corsa. Non trova ostacoli, nemmeno di fronte all’evidenza data dalle decine di annunci “cedesi attività” che costellano di questa stagione il corso principale.
    La panacea è servita con l’aumento delle volumetrie commerciali, evitando di porsi difficili riflessioni sull’opportunità di un’offerta più eterogenea e qualitativamente adeguata al mutarsi della domanda.
    Complimenti.

    J-son

  3. icare scrive:

    Il Consigliere Pomiato mi ricorda Maria Antonietta Regina di Francia.

    Cos’hanno da protestare i sanculotti?
    Non hanno più pane Maestà!
    Parbleu! Che mangino briosches!

    Lei fece una brutta fine, però.
    I care

  4. barbossa scrive:

    Diciamo che prima di elargire nuove cubature sarebbe da preservare i negozi esistenti. Faccio un esempio, in questi giorni ha chiuso definitivamente il Music Farm, unico negozio di musica a Jesolo. Lo so che ultimamente il mercato della musica “non paga” però secondo voi è possibile che una città nella quale si fanno concerti di artisti internazionali (vedi Chemical Brothers, Duran Duran, Placebo ecc.), che dovrebbero essere l’attrazione maggiore della città, non abbia nemmeno un negozio di musica? Inoltre il posto più vicino per comperare i biglietti di tali concerti è a Mestre. Perfetto, allora vado a Mestre, prendo il biglietto, un CD, e visto che sono li mi faccio un giretto per i negozi. Ecco come amazzare l’economia Jesolana ed anche il divertimento.

    Barbossa

  5. Graffio scrive:

    Ma senza parcheggi e accessibilità, che negozi vorrebbe fare ???
    Chi è che si prende la briga di parcheggiare un’auto a 1 km dai negozi per poi dover fare una scarpinata inutile se non per l’aver perso del tempo (visti i prezzi…) e l’essersi fatto una passeggiata ??? Pensa che tutti abbiano tempo da sprecare ???
    Mettiamo caso che possa essere fattibile… cosa costeranno gli affitti ??? Come quelli delle case ???
    Che pensino di più ad eliminare il loro modo di fare speculazione, visto come si sono mossi con XSite (prevedibilissimo e previsto…) e quello che faranno anche con gli altri Parchi Commerciali…
    Ma una giunta onesta e senza interessi personali, esiste ???
    Che schifo !!!

    .::GRAFFIO::.

  6. Luigi scrive:

    Se ci sono dei commercianti di via Bafile che, nonostante il periodaccio e nonostante i prezzi al mq, sono dispositi ad investire ancora nella loro attività; perché no?
    La proposta del consigliere Pomiato non mi sembra così assurda.
    Anzi, in moltissimi centri cittadini, in Italia e all’estero, vi sono dei negozi che si sviluppano su due ed anche più piani, e in genere, proprio perché l’investimento lo richiede, sono negozi molto belli di grandi catene di franchising (anche se non necessariamente).
    Non sono sicuro che possano funzionare anche da noi (però alcuni negozi storici vicino a piazza Mazzini, ad es. uno di scarpe e uno di giocattoli, sono già da anni su due piani e credo di poter dire che sono anche dei bei negozi), ma sicuramente la passeggiata in via Bafile alla sera sarebbe più piacevole (per i residenti e soprattutto per i turisti) se ci fossero più negozi eleganti e meno cianfusaglie orientali.
    Ripeto, allora, se c’è qualche commerciante che, nonostante la crisi, crede ancora nella sua azienda e ha la possibilità di acquistare l’appartamento (per lo più sfitto) sovrastante il suo negozio, perché non lasciarglielo fare?
    Non saranno in molti, certo, ma a quelli che possono perché impedirglielo?
    Una via Bafile più bella ed elegante non sarebbe, alla fine, interesse di tutti?
    Luigi JF

  7. J-son scrive:

    Permettimi di non essere d’accordo, Luigi.
    Prima di un allargamento delle vetrine guarderei alla qualità dell’offerta. Dove una buona, generale, offerta farebbe leva sulla domanda. Alla quale, qui sono d’accordo, si risponderebbe anche con la concessione di nuovi spazi per potenziare le superfici espositive.

    Il commercio è diventato una giungla selvaggia, che richiede grande preparazione per essere affrontata. A Jesolo abbiamo un sacco di attività in fotocopia, imprenditorialmente impostate in uno stile obsoleto, a dir poco decotto. C’è poca originalità e troppa omologazione nello scorrere le vetrine jesolane. E i primi responsabili sono gli stessi commercianti, statici nei confronti di mercati in repentina evoluzione. Inoltre, incapaci di analizzare e ricondurre a se stessi le cause della loro debacle, ma intimamente sempre pronti nell’attribuirle ad altri.

    Non credo e non ho mai creduto che l’avvento dei centri commerciali posti a monte possano essere stati determinanti per questa crisi. E’ una cosa che proviene da lontano, dal noioso ripetersi di Stagioni (e stajòn) fatte di serrande alzate e abbassate, muffe e rinfrescate di pittura, spolverate alla mercanzia e ordininativi per lo più ripetitivi. E tante, tante, imprecazioni rivolte, in ordine di apparizione, agli eventi atmosferici, alla congiuntura economica, al rappresentante di categoria e/o al politico di turno. Nessuna possibilità di coinvolgere in termini critici la propria capacità di intraprendere. Mai.

    Il Corso principale del Lido, nella stagione estiva, è un naturale, enorme, centro commerciale all’aperto; pieno di vita e di potenziali, ma sempre più oculati ed esigenti, clienti. Purtroppo alle prese con poche convicenti attrative. Questo è il punto.
    Quindi largo ai negozi su due piani come rimedio. Ne saranno felici cinesi e cingalesi per i loro gran bazaar di cianfrusaglie.
    Oltre che Pomiato, naturalmente.

    J-son

  8. barbossa scrive:

    L’offerta è un altro problema importante toccato da J-son. In una piazza si riescono a vedere anche tre negozi che vendono la stessa cosa. Una passeggiata in via bafile offre le seguenti vetrine: vestiti, vestiti, scarpe, cianfrusaglie; vestiti, vestiti, scarpe, cianfrusaglie e così via. Per carità un commerciante è liberissimo di investire su ciò che più desidera, ma non può lamentarsi se l’offerta è molto elevata rispetto alla domanda. Le soluzioni sono due: o si chiudono i rubinetti delle concessioni, oppure si cerca di differenziare il mercato. Per esempio a Jesolo manca un negozio di musica (dischi e strumenti).

  9. J-son scrive:

    @Barbossa

    Trattare lo stesso genere non è esattamente come vendere le stesse cose.
    Trattare lo stesso genere, distinguendosi nelle “cose”, può anche essere una peculiarità dell’offerta in senso generale.

    J-son

  10. gianfranco ambrosin scrive:

    Buonasera a tutti vista l’ora. Scusate J.son 7 e Barbossa 8 ma all’inizio (commento n.1) ho scritto che si tratta di qualita’ delle merci e dell’idee e non di quantita’ di mq. Giusto per essere precisi, grazie che condividete con me il pensiero sulla nostra futura cittadina. Il Ribelle Reazionario di Ispirazione Marxista Democratico e commerciante dal 1978.

  11. 100% Jesolo scrive:

    Nel corso dell’ultimo (o penultimo) consiglio regionale del 2009, la maggioranza di Jesolo (di cui Pomiato fa parte ndr.) non ha difeso la possibilità di trattenere a Jesolo parecchi metri quadri di spazio commerciale (che secondo La Lista Martin andranno all’ampliamento dell’Out Let di NoventA !).
    A tal proposito, la LRM aveva proposto e votato un emendamento che avrebbe dovuto appunto “trattenere” per Jesolo questi metri quadrati commerciali. Tutta la maggioranza di Jesolo (compreso il consigliere che lavora all’ASCOM) ha bocciato l’emendamento della LRM. Il risultato è che diverse migliaia di metri quadri di area commerciale hanno salutato Jesolo per essere destinati (secondo la LRM) probabilmente all’Out-Let di Noventa.
    Ad onore del vero, il solo Pomiato ha votato in sintonia con la LRM.
    A questo punto, la domanda sorge spontanea :
    ” Giorgio,…non è mica che hai sbagliato a stare dove stai ora in consiglio comunale ?”

    Lista Renato Martin – Jesolo

  12. marubio2 scrive:

    Un tempo si chiamavano culi di pietra.
    Stabili, tetragoni, inamovibili.
    Oggi potremmo chiamarli culi morbidi. Pronti a sedersi su qualsiasi scranno.
    In Regione sullo strapuntino e al paesello natio sulle ruvide sedie delle minoranze.
    Pronti ad annusare l’aria che tira. Ad allearsi con acerrimi nemici.A rinnegare passate condivisioni e a negare vecchie amicizie.
    L’improvvisazione e il trasformismo sono vecchie malattie , in cui ci siamo spesso distinti.
    Malattie che sono ormai diventate una costante di maggioranze messe assieme confusamente, intorno a interessi particolari e corporativi.
    Senza alcun riguardo ai veri interessi delle comunità di appartenenza, ma esclusivamente intorno a quelli del proprio tornaconto personale.
    Da altri pulpiti vorremmo sentire certe prediche.
    Marubio

  13. 100% Jesolo scrive:

    Caro marubio….non sai nemmeno di cosa o di chi stai parlando. Ma ci siamo abituati a quelli come te.

    Lista Renato Martin – Jesolo

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