Riflessione sul Natale
sab, dic 26, 2009
Ormai il Natale è legato a doppia mandata alle merci. Ed è diventato un fatto eminentemente commerciale.
Perfino il tg1, che fino a qualche tempo fa ci ricordava liturgicamente la valenza religiosa della nascita di Cristo, ora ambienta la ricorrenza nei centri commerciali in cui “si respira ancora la suggestione del sacro”.
Il Natale non è nemmeno più l’occasione di mostrare lo stridente contrasto tra parte ricca e sovralimentata del pianeta contro quella povera e affamata.
Non resta che riproporci di nuovo (e sempre) il quesito di Almeida Garrett (1799-1854):
“E io chiedo agli economisti politici, ai moralisti, se hanno già calcolato il numero di individui che è giocoforza condannare alla miseria, al lavoro eccessivo, alla demoralizzazione, all’infania perenne, alla più abietta ignoranza, alla disgrazia ineluttabile, alla penuria assoluta, per produrre un ricco.”
Già, quanti poveri servono per produrre un ricco?
Nessuno, a tutt’oggi, ha mai saputo (o voluto…) rispondere.
Bella domanda, no?










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