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Lacrime di coccodrillo

ven, dic 11, 2009

Generale

Le amare considerazioni che seguono potrebbero anche titolarsi:” Brevi riflessioni sulle illuminanti dichiarazioni del Consigliere Pomiato in merito all’andamento dell’economia Jesolana nei tempi correnti.” ( Vedi ” La Nuova Venezia” del 9 dicembre u.s.)
Non è una delle massime autorità della “local intelligence”, ma è pur sempre uno che fa parte della classe politica che da quasi 20 anni governa (?) la città.
Le lamentose considerazioni dell’informato Consigliere,assai vicino “al cuor del nostro Sindaco”,
rivelano, anche se involontariamente, la cecità delle improvvide scelte compiute dai presenti amministratori, perfettamente identiche a quelle imposte alla città dai loro vituperati predecessori.
Il saccheggio sistematico a cui è stato sottoposto il territorio, in questi ultimi anni, ha comportato un generale impoverimento della popolazione residente e in particolare della sua classe imprenditoriale più debole.Quella composta da piccoli e piccolissimi commercianti, ma anche dai molti giovani costretti a emigrare per trovare una casa decente e un lavoro non solo stagionale o precario. Per non parlare di chi affittava appartamenti o delle numerose famiglie che vivevano con il lavoro diretto e con l’indotto delle Pensioni e dei piccoli Alberghi ora scomparsi.
Gli enormi privilegi e i generosi premi di cubatura concessi ai rampanti palazzinari, alle potenti catene commerciali, ai capitalisti d’assalto ,che mordono e fuggono i territori una volta sfruttati e spolpati, hanno trascinato l’economia Jesolana ad una inesorabile regressione, la cui effettiva portata è ancora tutta di là da manifestarsi.
Delle laute plusvalenze, realizzate dalla vendita dei numerosissimi appartamenti ( di cui nessuno o quasi a carattere residenziale), poco o niente è rimasto nelle tasche Jesolane.
Salvo alcune pochissime eccezioni, anche i ricavi dall’esecuzione delle opere sono defluiti verso Paesi e Città più o meno lontani. Quasi niente è rimasto, a differenza che in passato, nei caveau delle banche locali, ma molto è evaporato verso lidi ignoti.
A noi sono rimasti negozi sfitti, vuoti condomini che ci guardano attraverso persiane costantemente chiuse, piazze deserte, strade disalberate, pochi scomodi e inadeguati parcheggi, una endemica assenza di aree adibite a verde pubblico e una viabilità di accesso uguale a quella di 50 anni fa.
Assieme al consigliere Pomiato a noi non resta che piangere, sperando che la nottata abbia presto a passare Coscienti però che avrà da essere ben lunga se non cambieremo velocemente questa classe dirigente fallimentare, che nasconde la sua inefficenza licenziando assessori e aizzando i cittadini contro i più deboli e indifesi.
Marubio

5 Commenti per questo articolo

  1. orion - commento N.1 :

    Curioso il consigliere Pomiato,sempre pronto a sollevare i problemi dell’area di sua competenza (piazza Mazzini e dintorni),spesso monotematico (commercio) anche se come consigliere comunale dovrebbe interessarsi di tutto il territorio comunale e di tutti i problemi che ci sono. Ma non è questo il punto,il sig. Pomiato oltre ad essere consigliere comunale di maggioranza, è anche capogruppo della lista Nuova Jesolo, ricordate…quella del sindaco..quella del 9% di voti..quella che doveva spezzare le reni a Renato Martin.Mi chiedo e in molti ci chiediamo, il sig. Pomiato ci è o ci fà? Perchè continua ad abbaiare alla luna invece di risolvere i problemi che evidenzia? Per lui non dovrebbe essere difficile vito che è culo e camicia(le vende anche) con il Sindaco, sembra che i problemi li debbano risolvere gli altri. Forza consigliere, uno scatto d’orgoglio su’ via…dimostri che ha le palle faccia qualcosa di concreto per la sua città di adozione che le ha dato tanto.

    Buone Feste

    Orion

  2. ciccio - commento N.2 :

    Marubio sei un grande!!!!!

  3. punks not dead - commento N.3 :

    C’è un fenomeno ben conosciuto da chi vive in grandi città come Milano, Roma o Torino.
    Imprenditori stranieri, ad esempio cinesi, rilevano una attività, pagandola un prezzo molto al di sopra del valore di mercato.
    Dopo un po’ arrivano altri imprenditori loro concittadini e si insediano anche loro nelle vicinanze.
    In breve tempo, visto i tipi di traffici e di frequentazioni, la zona perde valore, i negozianti e abitanti italiani sono costretti a fuggire, svendendo i loro locali e le loro attività, ed ecco nascere i quartieri Chinatown
    e situazioni tipo Isole Canarie.
    Qui non c’entrano i discorsi sull’integrazione,
    ben vengano i commercianti stranieri, purchè dietro non ci siano manovre di cartello o strategie pianificate a tavolino, sulle quali la politica deve tenere gli occhi aperti prima che il fenomeno diventi irreversibile e porti ad effettive possibili situazioni di conflitto.

  4. rodolfo - commento N.4 :

    Caro Pomiato, rassegnati. Si tratta semplicemente di libero mercato.

    Rodolfo

  5. punks not dead - commento N.5 :

    Il mercato non può essere libero se sono in atto manovre di cartello.
    E’ per questo che dove c’è il mercato libero esistono anche organismi anti-trust.

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