è possibile una democrazia carismatica?- commenti al video
sab, dic 19, 2009
Umberto Galimberti riesce spesso a proporre nuovi argomenti per “leggere” in profondità i fatti. Lo ha fatto giovedì scorso ad Annozero e ieri sera a Parla con me, intervistato dalla Dandini.
Il ragionamento politico è stato sostituito da emozioni contrastanti, sostiene il filosofo, quali l’amore e l’odio. Uno scivolameno in cui la ragione sprofonda nell’irrazionalità In questa dimensione viene letto il ferimento di Berlusconi.
Le considerazioni di Galimberti pongono, ed è questa a mio avviso la cosa più importante, una domanda radicale: è possibile una democrazia carismatica?
Rodolfo






dicembre 20th, 2009 at 01:46
“Umberto Galimberti riesce spesso a proporre nuovi argomenti”
hem…:
“In seguito a un’inchiesta del Giornale dell’ aprile 2008 è emerso che il professor Galimberti si sia appropriato di brani dell’autrice Giulia Sissa per il suo L’ospite inquietante [1]. Galimberti ha ammesso di aver violato il copyright riservandosi di riparare al danno [2]. Ciò non ha comunque soddisfatto la Sissa perché «quello di Galimberti non è stato un chiedere scusa, piuttosto un cercare delle scuse, un patetico arrampicarsi sugli specchi»[3].
Con il passare dei giorni sono emersi altri precedenti analoghi, infatti anche per Invito al pensiero di Martin Heidegger (1986) Galimberti copiò parti significative di un libro del collega Guido Zingari [4] che di conseguenza lo querelò. I due arrivarono a un accordo che prevedeva l’ammissione da parte di Galimberti dell’indebita appropriazione intellettuale nelle successive edizioni del libro e Zingari si impegnasse “a non tornare più sulla questione”. Oltre a Giulia Sissa e Guido Zingari si presumono copiature di testi di Alida Cresti e Salvatore Natoli[5][6].
In seguito alla vicenda si era interrotta per circa un anno la sua collaborazione con il quotidiano La Repubblica.”
dicembre 20th, 2009 at 09:31
Sapevo, Punks not dead, che non saresti entrato nel merito della questione, ma che avresti puntato il solito fucile sulla persona. Ma almeno, mi sono dettto, non lo farà con la solita questione del “copione”.
E invece no. Hai copiato e incollato un tuo commento che hai usato quando, per l’appunto, ho presentato, sul forum, l’ospite inquietante.
Ma cos’hai, uno schedario-prontuario in cui, tassonomicamente, dividi i bravi dai non bravi, i buoni dai cattivi?
Ti ringrzio per questo deludentissimo, a mio avviso, commento, che dimostra in modo evidente il clima di polemica fine a se stessa che ormai serve solo a far abortire ogni discussione.
E la delusione è doppia perchè questo modo di fare (ignorare il raginamento e colpire la persona (non la proposta che fa) in un ambito estraneo o marginale), significa essere il Feltri di turno.
Punks tra i “cani da guardia”: peccato, ti riconoscevo senza dubbio un’autonomia di giudizio che invece non ti appartiene.
Riguardo a Galimberti, chiunque mastichi un po’ di filosofia sa che, a livello teoretico, l’uomo non è originale nè particolarmente creativo. Ma ha una gran dote: è un gran divulgatore e quello che dice e scrive riesce ad arrivare lontano, molto più lontano, di altri “specialisti”. Galimberti infatti non è inquadrabile in alcuna “scuola”. Forse è soprattutto per questo che i suo libri trovano valore in quanto miniera di riferimenti, di citazioni, di indicazione di percorsi che permettono di ampliare, e di approfondire, i temi proposti. I libri di Galimberti sono cataloghi delle idee degli altri e sono costruite su idee degli altri (tra i suoi libri ce n’è uno intitolato Le idee:il catalogo è questo, o ,se volete, Il gioco delle opinioni, costruito presentando, e diffondendo, libri di altri, compreso Salvatore Natoli).
Ma tant’è. Come Umberto Eco, Galimberti è uno che scippa le idee degli altri, tutto qua.
E’ il Feltri-pensiero: tutti hanno un filmatino hard nel loro oscuro ed inquietante passato. Tanto basta per (tentare di) screditarli, per evitare di ascoltarli e di farli ascoltare.
Grazie ancora Punks per l’intervento, per la tua originalità e per lo spirito rivolto a confrontarsi sulle idee e non sulle persone e sui dettagli contraddittori che, fatalmente, dimostrano la loro costituzionale imperfezione.
Rodolfo
P.S. Se avete voglia di verificare il metodo-Punks andate a controllare seguendo questo link http://www.jesoloforum.com/2008/06/mondovisione/#comment-12520
dicembre 20th, 2009 at 17:44
il “merito” dell’intervista è molto chiaro:
assolvere i media e l’opposizione dall’accusa di avere armato la mano di Tartaglia (che, ci viene ricordato continuamente, è uno squilibrato).
quando si dice “coda di paglia”.
per i più duri di comprendonio la questione viene
esposta in modo esplicito durante l’intervista in forma di domanda da parte del giornalista:
“E’ vero, Professor Galimberti, che noi non c’entriamo niente?”
e per mettere in atto questo processo autoassolutorio i signori di annozero non si rivolgono ovviamente a uno qualsiasi, a un pensatore indipendente, equidistante, ma a un tizio che scrive per un giornale che…
quindi un giornalista X di una determinata area politica, che chiede all’intellettuale Y, della stessa area politica se è vero che la LORO area politica non è responsabile dell’attentato al capo dell’ALTRA parte politica.
il “merito” della risposta è strumentale tanto quanto lo è il proporre il filmato in questione.
se poi sei sinceramente convinto che Tartaglia abbia scelto un obiettivo a caso, o, peggio, che Berlusconi “se l’è cercata”, non so cosa dirti.
sempre per quanto riguarda l’entrare nel merito o il puntare il fucile sulla persona, sono sempre in attesa di un tuo commento “nel merito” alle osservazioni fatte dal “geologo australiano”.
dicembre 20th, 2009 at 19:25
Se non sabaglio, ma forse “erro dal vero”, di mio ho fatto solo due cose:
1)ho postato un video in cui un filosofo ha dato una lettura dei fatti in merito al ferimento di Berlusconi a Milano;
2)ho fatto una domanda, che poi è il titolo del post, ovvero, le considerazioni di Galimberti pongono, ed è questa a mio avviso la cosa più importante, una domanda radicale: è possibile una democrazia carismatica?
Null’altro. Non sei entrato nel merito, nè nel primo commento nè nel secondo, ma hai aperto altre questioni, che ti elenco:
1)- il “merito” dell’intervista è molto chiaro: assolvere i media e l’opposizione dall’accusa di avere armato la mano di Tartaglia;
2)- i signori di annozero non si rivolgono ovviamente a uno qualsiasi, a un pensatore indipendente, equidistante, ma a un tizio che scrive per un giornale che…
3)- il “merito” della risposta è strumentale tanto quanto lo è il proporre il filmato in questione;
4)- se poi sei sinceramente convinto che Tartaglia abbia scelto un obiettivo a caso, o, peggio, che Berlusconi “se l’è cercata”, non so cosa dirti.
Se avessi voluto buttarla su qusti argomenti, avrei scritto cose diverse. Ma non le ho scritte, per il semplie motivo che non mi intertessano. Mi interessa leggerle sui giornali, ma farlo qui sarebbe un doppione patetico.
E successo un fatto, vi sono state le “solite” isterie televisive, poi arriva un’opinione diversa, una spiegazione diversa, che fa partire tutto da un aspetto che la storia conosce da sempre: il carisma produce effetti emotivi estremi, adorazione o odio (cioè due cose lontane dalla razionalità). Da qui la domanda (l’unica cosa personale che ho scritto): è possibile una democrazia carismatica?
Non hai risposto, perchè forse (ma mi pare quasi sicuro) hai intuito benissimo dove porta il quesito. Per cui fai fuoco di sbarramento e depisti.
Siccome non sopporto più gli argomenti triti e consunti (tuo primo commento), nè tantomeno piccole o grandi digressioni tanto care ai politici televisivi che se occorre rivangano fino al paleolitico, ripropongo a te e a tutti quelli che stanno leggendo questo post la domanda iniziale: è possibile una democrazia carismatica?
Libero di fare le tue considerazioni, liberi, se volete, di chiedervi se Tartaglia è un terrorista o un malato, se esistono mandanti e terroristi mediatici.
Un post diventa quel che lo contiene.
A me interessa molto l’evoluzione delle idee di un gruppo di persone che discutono, specie se si sforzano di essere se stessi, e non guelfi o ghibellini. Per loro vi sono arne ben più visibili di Jesoloforum.
Ma se in questo blog si riproduce in piccolo la “grande” discussione, va bene lo stesso. La pubblicherò ma non vi prenderò parte.
Sul clima è la stessa cosa. Non vi sono ipotesi allarmanti, ma fatti riconosciuti da tutti. Su questo argomento non mi va di scherzare. Mi va di considerare come altamente probabile una “manomissione” umana del clima che potrà danneggiare seriamente la qualità della vita delle generazioni che verranno.
In nulla esiste una diagnosi certa, ma se una serie di medici mi suggeriscono di smettere di fumare perchè la possibilità di morire di cancro è altissima (anche in questo campo vi sono i negazionisti, alcuni dei quali sostengono che fumare fa bene), tendo a prevenire i rischi piuttosto che a negare i fatti e tirar dritto come vuole il non-catastrofismo interessato e di maniera come il tuo.
Rodolfo
dicembre 20th, 2009 at 20:46
“Non hai risposto”.
in realtà ho risposto, anche se, evidentemente
la risposta non ti è piaciuta.
Ho risposto andando al cuore della faccenda, cioè al tentativo di autoassoluzione.
Tuo, di Galimberti e di Santoro.
Parlare di democrazia carismatica equivale a dire che Berlusconi se l’è cercata.
Autoassoluzione.
“Non siamo noi che siamo ossessionati dal Cavaliere, è lui col suo carisma che turba gli animi della gente”.
“Sul clima … non mi va di scherzare.”
eppure è quello che hai fatto, anzichè discutere sui dati scientifici che ti venivano proposti hai preferito ironizzare sul geologo australiano.
Il che è perfettamente in linea con ciò che costituisce il fenomeno anti global warming, ovvero una professione di fede.
“Mi va di considerare come altamente probabile una “manomissione” umana”
Cioè hai deciso di *credere* alla versione di alcuni personaggi e ritieni inutile ascoltare gli argomenti di chi la pensa in modo contrario.
Questo atteggiamento (non solo tuo ovviamente) rappresenta una evidente contraddizione del principio di falsificabilità
in base al quale Karl Popper cataloga la scientificità di una teoria.
Il global warming non è dimostrabile che esista, come non è dimostrabile che non esista.
E’, appunto, un argomento di fede.
Io non ho nessun interesse da difendere ma mi sono preso la briga di sentire tutte e due le campane.
E la conclusione è che il GW causato dall’uomo non è assolutamente dimostrato, ma anzi è stato recentemente scoperto che molti dei principali studiosi dell’argomento *falsificavano* consapevolmente i dati per dimostrare le loro teorie.
Poi ovviamente ognuno è libero di *credere* a quello che gli pare.
Altro discorso sono delle *serie* politiche ambientali, alle quali sono da sempre favorevole.
dicembre 20th, 2009 at 21:51
“Credo nelle energie rinnovabili, anche se non sono del tutto convinta sul trattato di Kyoto, di cui il meeting di Copenhagen è lo stadio più recente. Ma sono ancora più infastidita dai toni apocalittici e dai sentimenti anti-umani del movimento.”
Anne Applebaum (Giornalista progressista americana)
http://www.slate.com/id/2238561/
Copyright 2009 Washington Post.Newsweek
dicembre 21st, 2009 at 15:03
Prendo atto, caro punks, che eviti di rispondere al mio questo e a non prendere in considerazione che clonare polemiche che non portano a nulla non mi interessa.
Ciò non vuol dire che JF non le accolga. La tendenza a trascurare i fatti concreti a favore delle ipotesi e dei pre-giudizi si è manifestata recentemente in tutta la sua portata in due occasioni. La prima è stata la questione dell’autodeterminazione (più di duecento commenti che, di fatto, non hanno portato a nulla) e il convegno organizzato da ConcretaMente (35 commenti prima, a scatola chiusa, pochissimi dopo, a cose fatte). Così è, piaccia o no.
Preciso solo alcune cose.
1) Santoro non mi è affatto simpatico.
2) Credo che la sinistra non debba autoassolversi da nulla, semmai deve cominciare a pensare una cultura politica che non si “riferisca” passivamente alla destra.
3) Sono convinto che la destra governerà ancora per molto tempo, ed in questo non c’è nulla di strano. Mi piacerebbe solo sapere se è possibile una democrazia carismatica, così come l’ha descritta Galimberti.
Spero che qualcuno finalmente entri nel merito.
Personalmente il fatto che la polemica prevalga sulla discussione non mi stupisce più di tanto. Mi dispiace solo che si perdano delle occasioni di discussione.
“Usare la polemica nel rapporto di relazione implica spesso, nell’intenzione di partenza, una situazione di potere, dove chi porta avanti il discorso polemico non desidera raggiungere un accordo comune, ma vuole imporre la propria idea sull’altro, camuffandola come discussione“. Da wikipedia.
Rodolfo
dicembre 22nd, 2009 at 14:21
Punks not dead dice che altri hanno la coda di paglia.
Non voglio polemizzare con lui.Con altri l’ho fatto in passato.
Però la voglia di dirgli perchè, mi rimane.
Sarà una mia impressione e mi dispiace dirlo, ma i suoi interventi sottendono una latente voglia di estremizzare, di voler creare lo scontro, costi quel che costi.
La piazza allora non è più il luogo dell’incontro e della discussione! Anche il solo porre quesiti e proporre riflessioni attorno ad argomenti controversi,diventano attacchi alle idee e attentati all’ordine.
E’ una tecnica ormai consolidata, in questa babele mediatica, introdurre metodi di confronto che sanno molto di ordalia barbarica.
Per cui quando le cose potrebbero mettersi al brutto e trovarsi poi davanti a gente che ragiona con la propria testa, sarà meglio deviare
E’ la tecnica del lupo che incolpa l’agnello di aver parlato male di lui e di avergli intorbidato l’acqua.
E’ la tecnica di chi pur avendo argomenti e intelligenza sufficente preferisce andare per le spicce. Prima che le cose montino è meglio cambiare discorso.
Marubio