E’ arrivato il conto…
Gio, Dic 17, 2009
La Lega presenta il conto a Berlusconi, e la ricompensa siamo noi, il Veneto.
Ufficialmente, il Pdl consegna nelle mani del Carroccio la presidenza della nostra regione.
Galan : “peggio di un tradimento”.
Zaia il probabile candidato.
Era nell’aria, si sapeva. Ma la conferma di Formigoni in Lombardia di fatto ufficializza la nostra cessione alla Lega. Il Veneto (sempre che Zaia o chi perl lui vinca) viene ceduto a Bossi.
Che ne dite?
Rodolfo










Dicembre 17th, 2009 at 14:14
Scusa Rodolfo, ma che problemi ti porta l’eventuale elezione di Luca Zaia?
Mi pare che come Ministro stia lavorando e bene per proteggere i prodotti del nostro territorio, non vedo perchè, se eletto, debba far male in Regione Veneto.
E poi, sinceramente, non capisco quale sia il feeling che ora sembra legare la Sinistra a Galan…Mah!
Undertacker
Dicembre 17th, 2009 at 14:57
Caro undertacker,
nessun problema. Ho detto o fatto intendere il contrario? Ho dato solo la notizia, sperando che venga commentata.
Saluti
Rodolfo
Dicembre 17th, 2009 at 17:17
Calzavara in partenza per i piani alti?
Vuoi vedere che a Jesolo si ritorna a votare in autunno….!
Orion
Dicembre 17th, 2009 at 19:49
Confesso di essere ignorante e quindi mi piacerebbe sapere come sta lavorando il Ministro Zaia, non solo per il nostro territorio ma anche per il resto d’Italia.
Se undertacker fosse così gentile da spiegarcelo, penso che tutti quelli che come me non lo sanno, gliene sarebbero oltremodo grati.
Grazie
I care
Dicembre 17th, 2009 at 23:19
“…Il Veneto (sempre che Zaia o chi per lui vinca) viene ceduto a Bossi. Che ne dite?”
E’ proprio questo il succo, il Veneto viene ceduto a Bossi, a prescindere dalla testa di legno veneta che lo rappresenterà ai vertici della regione.
Non sono affatto un venetista, e mi sembra di averlo già dimostrato, ma non ho nemmeno l’intenzione di legittimare una nuova annessione.
Di norma non voto, ma se voto sarà, prevarrà quello di protesta.
J-son
Dicembre 18th, 2009 at 22:48
Solitamente non commento i fatti politici, perchè di politica capisco poco e quel poco che capisco solitamente non mi piace.
Però stasera, ascoltando questa notizia ad un TG, ho pensato (in ordine sparso):
“Peccato, perchè Galan lo avrei ri-votato…”
“No, la Lega non la voterò mai…”
“Azz, però se scegliessero Zaia lo voterei ad occhi chiusi, anche se leghista…”
“Spero scelgano Tosi così mi tolgono dall’imbrazzo…”
“Ma in tal caso, chi voto???”
Uhm… un bel problema.
Indo (mi resta solo la sx, no?
)
Dicembre 19th, 2009 at 00:43
Il pdl la possibilità di ricorrere a delle primarie non l’ha per nulla considerata, ovviamente.
Si sta manifestando un forte dissenso verso la candidatura imposta da Berlusconi. Spero che corra da solo o con l’Udc. E’ avvilente sentirsi, come regione, pura merce di scambio politico.
Se il pdl, FI soprattutto, nei luoghi e nelle ralazioni opportune, farà saltare il rischio (terrificante) di avere perfino un Tosi come presidente, darà prova di carattere e di dignità. E di un po’ di indipendenza politica…
M/m
Dicembre 19th, 2009 at 11:25
Dopo l’ufficializzazione della “cessione” (non secessione) del Veneto alla Lega, il primo a reagire è stato il tempo.
Tempesta de neve.
E’ un segno, fratelli!
Non tiriamoci altre disgrazie addosso.
Fazzi
Dicembre 19th, 2009 at 16:54
@Icare: Mi pare che il Ministro Zaia stia cercando di proteggere tutti quei prodotti “Doc” Italiani (Formaggio Grana in primis) che la splendida Europa vuole ridurre a produttini copiabili in tutte le salse…Mi sembra anche molto attivo nei confronti dell’Agricoltura Italiana, ugualmente bistrattata da sta Europa Unita che tanto unita nn é..
Se ti sembra poco, pazienza.
Saluti
Undertacker
Dicembre 20th, 2009 at 08:25
Al di là delle comprensibili rivendicazioni (o speranze…) di ogni singolo partito, mi pare assurdo pensare seriamente di poter negare ad un partito che arriva quasi al 30% dei consensi, il diritto di esprimere il candidato della coalizione, in almeno una delle Regioni in cui è maggiormente votato.
Non si tratta, quindi, solo del “conto” presentato da Bossi, ma delle legittime aspettative di un gruppo che riceve consensi crescenti e che, per le regole della democrazia rappresentativa, richiede giustamente il dovuto riconoscimento, così da esprimere il futuro governatore.
Come coalizione di maggioranza, starà sempre di più a noi, partner di governo, recuperare consensi e dimostrare di essere più bravi dei nostri alleati, senza appiattirci sullo loro posizioni, ma rivendicando la nostra autonomia e, secondo me, il “maggior valore intrinseco” degli ideali che intendiamo rappresentare.
Non credo affatto, infine, che sia l’inizio di una sorta di “età buia”: al di là di alcune sortite veramente poco felici, la Lega ha dimostrato di avere uomini in grado di assumere ruoli importanti di governo, se spogliati del ruolo che sono a volte costretti a rivestire per soddisfare la parte più gretta dell’elettorato.
Credo che Zaia sia uno di questi e farà del suo meglio, per governare nel segno della destra liberale, che la coalizione incarna, lasciando perdere le “pose” da sceriffi d’operetta, che non si addicono ad una forza matura e che si propone di governare una delle Regioni più importanti d’Europa.
Buon lavoro, Governatore.
Dicembre 20th, 2009 at 16:02
Pugnalata *
Una regione non si amministra, si governa: con lungimiranza, avendo una visione lucida e razionale della realtà che ci circonda. Governare una Regione non è come amministrare un piccolo comune, in cui il consenso si raccoglie sulle piccole cose come la manutenzione delle strade, dei tombini, dei marciapiedi. Questo è quel che sa fare la Lega: strade, tombini, marciapiedi, falò della befana, vino e castagne dalla pro loco: ecco perché non si può certamente sostenere che questo partito abbia sinora espresso un’idea politica degna di nota. Per politica intendo quella vera, quella, cioè, che cerca di capire come potrebbe essere la nostra vita fra 10, 20, 50 anni; quella che crea un modello di vita, di società, di cultura; quella che, comprese le potenzialità di un territorio, le valorizza per creare ulteriore sviluppo economico e benessere; quella che non si ferma all’insulto e alla logica viscerale.
La Lega non ha dimostrato sinora di fare politica in tal senso; anzi, la Lega è fautrice della politica del tombino contro la politica delle idee e dei valori: non a caso, i leader emergenti leghisti sono giovani sindaci, tutti protesi sul particolare e privi di una visione “alta” del loro ruolo nonchè del valore della politica in generale. Questa loro mentalità chiusa e limitata stride con la loro giovane età, è una bestemmia contro l’entusiasmo della giovinezza: nell’era di internet, del multiculturalismo, in cui folle di ragazzi viaggiano per studiare e confrontarsi con il mondo, i sindaci leghisti vietano il kebab, in quanto cibo non tradizionale; pretendono finanziamenti per tradurre cartoni animati in dialetto; anzi qualcuno in dialetto vorrebbe pure la celebrazione della Messa.
L’ esasperato localismo leghista ci farà fare passi indietro, non in avanti perché, anacronisticamente, ci priva della nostra vocazione a guardare al di fuori dei nostri confini, al di là dei campanili,ad aver paura di chi è altro da noi, della novità. Nemmeno i decenni di governo democristiano erano riusciti ad abbruttire la politica come è riuscita a fare la Lega in pochi anni: d’altra parte tutto si potrebbe imputare alla Dc tranne la povertà valoriale, che ne faceva un grande partito, seppur caratterizzato da aspre divisioni interne e dall’incapacità di difendere la propria autonomia e grandezza fino a giungere alla capitolazione.
Invece la Lega non è portatrice di valori, non ne ha alcuno di proprio: preferisce intercettare i borbottii viscerali della “gente” e trasformare questi stessi in valori: in altri termini, la Lega non dà valore, cioè non spiega il senso delle cose, ma si limita a fare da megafono a istanze e necessità, più o meno fondate, che però possono pagare sotto il profilo elettorale. Il federalismo, in tal senso, che si riteneva la vocazione ultima della Lega, si è rivelato solo lo specchietto per le allodole, la favola elettoralmente allettante: la dirigenza veneta del partito non ha preteso che per il Veneto venisse riconosciuta la specificità di Regione di confine; non ha preteso un trattamento che garantisse pari dignità rispetto a Regioni confinanti privilegiate; si è semplicemente accontentata del placet alla riforma dato dalla Sicilia piuttosto che dalla Valle d’Aosta o da Bolzano per farci fideisticamente credere che tutto potesse andar bene anche per noi.
Questo è il vero volto della Lega: amministrazione localistica ed asfittica, promesse e propaganda, incapacità conclamata di iniziativa politica. A questo partito in Veneto non restava altro da fare che salire sul carro del vincitore: Galan, piaccia o meno, ha fondato Forza Italia in Veneto, trasformandola nella macchina da guerra elettorale che sappiamo e l’unica soluzione per la Lega era salire su quel carro per capire come si potesse condurre.
Non si tratta di un alleato fedele: Zaia, Tosi, Martini, Manzato, Sandri sono stati miracolati da Galan ed ora, alla prima occasione utile, per avidità di poltrone, gli girano le spalle: con quale coraggio sedersi alla riunione di Giunta, godendo per la pugnalata alle spalle? Come proporre un programma alternativo quando hanno avuto in mano per anni il comparto più costoso per il bilancio regionale e cioè la sanità, rimpallandosi l’assessorato di anno in anno per lanciarsi ogni volta in nuove avventure elettorali, senza così garantire una continuità nell’azione di governo.
Come possiamo noi metterci nelle mani di un “ideologo” come Gobbo?
Come si può pensare che tutto possa andarci bene, perchè c’è la benedizione di La Russa su un patto scellerato di spartizione, che interviene peraltro nel momento di massima debolezza del leader del Pdl?
E, soprattutto, che cosa ci resta da fare ora? Fuor di dubbio, se Galan dovesse dare compimento al suo dissenso e avanzare una candidatura autonoma dal Pdl, dobbiamo appoggiarlo incondizionatamente: che l’alleanza si stringa con l’udc o con con il pd o con entrambi non conta perchè ciò che realmente conta è avere un leader autorevole, capace di tenere insieme, sotto lo stesso ombrello programmatico, forze certamente diverse, ma unite dalla volontà di creare un’alternativa al vuoto che avanza.
Se Galan non intendesse fare questo a noi elettori rimangono due alternative: annullare la scheda elettorale oppure accettare la seconda scelta, vale a dire votare per De Poli che, durante questi quindici anni, ha rappresentato l’alleato realmente fedele fino in fondo.
Di certo, non è più possibile per noi votare Pdl: la promessa liberale che giustificava la nascita di Forza Italia nel 1994 era già stata ampiamente tradita nel corso degli anni.
In Veneto,invece, il Presidente era in tal senso una garanzia: riuscivamo ancora a vedere buonsenso ed orgoglio nella sua azione, con l’aggiunta di quella lungimiranza, di cui abbiamo detto essere totalmente sprovvista la Lega.
Ora, qui, senza Galan non ha più senso votare Pdl; ora il voto liberale e moderato è libero di abbandonarsi lungo il crinale del non voto oppure di tornare alla tradizione democratico- cristiana, nel tentativo di arginare il nulla che arrogantemente avanza.
*Commento tratto dal sito “Sosteniamo Giancarlo Galan”
Paolo
Dicembre 20th, 2009 at 20:25
Teso nel suo ragionamento trova innegabile che, a fronte dell’elevato consenso di cui dispone nel Veneto, la Lega ottenga il candidato di coalizione. Consenso elevato ma non maggioritario, come del resto stabiliva un precedente accordo pre-elettorale atto a sancire il colore della casacca del futuro candidato di coalizione alle regionali.
Più che legittime aspettative, ritengo quelle della Lega illegittime pretese, alle quali si è voluto dare adito a discapito di una scelta coerente, oltre che dovuta in virtù del buon governo trascorso.
Per altre risposte rimando al precedente post di Paolo, nel quale ci segnala un interessante commento tratto dal blog del sito “Sosteniamo Giancarlo Galan”.
J-son
Dicembre 22nd, 2009 at 08:31
Io ritengo che Zaia sia una degna persona che fino ad ora ha lavorato in maniera egregia. Non riuscirei ad individuare candidati migliori per il Veneto (sottolineo che non sono assolutamente leghista). Sinceramente lo vedo meglio alla presidenza del Veneto che come ministro.
Parlare di “cessione”del Veneto alla lega non ha assolutamente senso, la lega fa parte della coalizione che governa e di conseguenza ha tutto il diritto di candidarsi anche a nome e rappresentanza degli alleati.
Barbossa
Dicembre 22nd, 2009 at 22:21
Nemmeno io, caro barbossa, riesco a individuare un candidato migliore del presidente attualmente in carica (sottolineo, come te, di non essere in quota a nessun partito, tantomeno nel PDL): perchè ha lavorato bene, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti, perchè ha in cuore il Veneto e riesce a rappresentare i veneti senza essere un esagitato venetista, perchè rappresenta (o rappresentava?) la forza che ha raccolto i maggiori consensi alle ultime elezioni, e perchè mai e poi mai potrà essere una testa di legno asservita alla brame di Bossi.
In pratica Galan era l’unico vero ostacolo alla definitiva conquista del Veneto da parte della Lega, ed è stato rimosso con una manovra di aggiramento che ha visto a Roma la sua tappa principale.
Ma Galan, piaccia o no, è in grado di arrecare seri disturbi con il consenso che racoglierebbe se andasse in corsa solitaria; forse non si rivelerebbe determinante, ma potrebbe essere verosimilmente destabilizzante. Perciò, al di la della sicurezza ostentata nei proclami di Gobbo e dei suoi sodali, il dubbio rode pesantemente nella coalizione. Cosa c’è di meglio per tagliare definitivamente fuori l’incomodo se non l’offerta di un’alettante contropartita?
Due piccioni con una fava: Galan si accomoda in qualche poltrona importante, l’elettorato metabolizza nel gioco di squadra l’esproprio, mentre la Lega piazza il suo candidato forte per meglio intercettare voti nel centrodestra e porre una garanzia di continuità. E chi li scalza più?!
E per il Veneto, la locomotiva economica d’Italia, modello di studi economici, potrebbero aprirsi scenari oscuri.
C’è di che meditare.
J-son
Dicembre 23rd, 2009 at 12:31
La politica ancora una volta ridotta a mero strumento di potere. La carèga è stata ben confezionata, con tutti gli optional possibili.
A Galan Fede direbbe: “Che figura di merda…” (ma, in questa circostanza, al giullare catodico questo non è consentito).
Nemmeno questa volta andrò a votare, mi voglio garantire l’integrità del lato “B”. Ma se voto sarà, ribadisco che prevarrà la protesta.
Da “Via da Roma!”, la Lega ha trovato la via “di Roma” per arrivare a Palazzo Balbi. E l’ex di Palazzo Balbi ha trovato la via “per Roma” a garanzia di potere e benefici.
Nulla di che meravigliarsi, l’uso della moneta è stato introdotto nei tempi più antichi per ottimizzare il baratto. E oggi la propria “faccia” uno la può vendere o barattare; indistintamente.
Fanculo questo baratto, fanculo questi alchimisti e fanculo la politica in questo modo.
Idealisti e verginelli occhio al lato “B”!
J-son
Dicembre 28th, 2009 at 13:29
se l’imperativo del capo “basta con i politicanti di professione” è valido per tutti deve essere valido anche per galan e poi 15 anni sono tanti sulla “carega” ze ben che si lasci la carega al altro.
Dicembre 28th, 2009 at 20:00
@Imbri
Se credi questo sia un valido motivo, caro Imbri, potrei essere io, o anche tu o quanti altri, il candidato ideale. Non credi?
Zaia non è un politicante di professione? Beh, è una novità di cui ne prendo atto.
Come del resto ho già preso coscienza del fatto che il vero governatore del Veneto sarà il lombardo Bossi, altrimenti detto “Barbablù”; colui il quale tiene saldamente tra le dita i fili che animano i burattini del teatrino veneto della Lega.
Venghino signori, venghino, lo spettacolo sta per iniziare…
J-son
Gennaio 3rd, 2010 at 00:39
Finalmente !! e che soddisfazione!! dopo 15 anni Galan lo hanno cacciato via e poi era anche padovano.Sono orgoglioso del Veneto se il Presidente della Regione diventerà il leghista dell’Alta Marca Trevigiana Zaia.