Cacciari vende l’Ospedale a Mare
mar, dic 29, 2009
LIDO DI VENEZIA (28 dicembre) – Firma del preliminare di vendita con caparra da parte di EstCapital sgr di 16 milioni di euro e decreto di avvio dei lavori nell’area dell’ex ospedale al Mare del Lido di Venezia: sono stati resi noti oggi dal commissario per l’esecuzione del nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi Vincenzo Spaziante e dal sindaco Massimo Cacciari.
Il progetto di EstCapital prevede un investimento di 232 milioni, cui sono da aggiungere gli 81 milioni e 41 mila euro complessivi per l’acquisto del complesso, dove non saranno più cinque, ma solo tre – più 20 villette – le torri residenziali previste nel progetto preliminare di ristrutturazione. EstCapital, presieduta dell’ex assessore comunale alla cultura Gianfranco Mossetto, si è impegnata ad occupare tra i 200 e i 400 lavoratori in fase di cantiere e a dare nuovo lavoro a oltre 650 persone.
Edifici e aree dell’ex Ospedale sono destinate a uso residenziale turistico, alberghiero, commerciale e fitness: inizio cantieri per la seconda metà del 2010, conclusione tra il 2015 e il 2016. In busta chiusa, aperta oggi in conferenza dei servizi, EstCapital ha allegato tre iniziative collegate, tra cui la sistemazione dell’arenile antistante che ha avuto il via libera per lo sviluppo progettuale.
Restanoipotesi all’attenzione di Spaziante la costruzione di una darsena in mare a ridosso della diga di San Nicolò e lo spostamento delle funzioni del monoblocco ospedaliero da approfondire, quest’ultima, con l’Ulss 12. Oggi la conferenzadei servizi ha anche approvato i progetti definitivi della società che prevedono per lo storico Hotel Des Bains la trasformazione in residence e il rilancio dell’Hotel Excelsior.
Il Forte di Malamocco, costruzione austriaca della metà dell’Ottocento, e l’area verde circostante, sui quali gravava il doppio vincolo architettonico e ambientale, diventeranno invece villaggio turistico, nonostante l’accusa di “speculazione selvaggia” delle associazioni ambientaliste.
Oggi, inoltre, sono state presentate le ipotesi progettuali private per il Parco delle Rose, con edifici residenziali e commerciali e due garage interrati, e per una parte dell’area aeroportuale Nicelli.
Il Gazzettino
mentre da noi si discute con toni anche drammatici della possibile vendita dell’Ospedale, la vicina amministrazione progressista veneziana passa dalle parole ai fatti, autorizzando vendite di terreni e immobili, trasformazioni di alberghi in appartamenti, torri e altri svariati “metri cubi di cemento” in ambiti di pregio naturalistico e storico senz’altro più significativi di quelli jesolani.
Sarebbe interessante un commento da parte dei progressisti jesolani sulla vicenda,
per loro imbarazzante, immagino.
Renata Codello*, se ci sei batti un colpo!
*Soprintendente per i beni architettonici di Venezia, notoria protettrice delle bellezze storico-naturalistiche di Jesolo dalle mire dei perfidi cementificatori.
punks not dead
P.S.
immaginiamoci se venisse fuori che un nostro ex assassore fa parte di una cordata di imprenditori-cementificatori che acquisiscono terreni dal Comune, come il signor Gianfranco Mossetto ex collaboratore della giunta Cacciari!










dicembre 31st, 2009 at 18:19
Mio caro Punks, credevi forse che la speculazione edilizia avesse un colore politico piuttosto che un altro?…Io non credo che sia così, ma che l’unico colore che conti sia in tal caso quello dei soldi.
E’ da dire anche che con grande probabilità al Lido si auspicavano da tempo degli interventi di ristrutturazione-riqualificazione-nuova costruzione, anche mediante la riconversione di strutture obsolete come quella dell’ospedale al Mare. Non è una novità. Ogni località turistica per vivere deve rinnovarsi, migliorarsi, e siccome le risorse da spendere sono molte ecco che l’operazione deve diventare conveniente per chi si appresta a metterci i capitali.
Da qui l’aumento di cubatura, i cambi di destinazione d’uso, la trasformazione del forte in villaggio turistico..(non ho capito come).E’ il rovescio della medaglia del rinnovamento e della riqualificazione, oggi come oggi, perchè è il privato che investe e lui non lo fa se non ha un proprio tornaconto.
Non che io voglia insegnarti nulla. E’ una storia ormai vecchia.
Qui a Jesolo c’è ancora qualcuno che si batte perchè non venga venduto l’ospedale,bè lasciamoglielo fare, visto che a Jesolo comunque di speculazione se ne è fatta già abbastanza, e non è finita.
L’articolo non dice con quale tipo di strumentazione urbanistica l’operazione al Lido avverrà, nè se la soprintendenza ha già dato un parere preliminare sui progetti, ma è molto probabile che, per un intervento di questa portata, si discuta a priori con la soprintentenza stessa, addivevendo a soluzioni magari di compromesso, come in fin dei conti ho sentito si sta facendo anche qui con alcuni progetti.
Nulla di nuovo, mio caro Punks.
gennaio 1st, 2010 at 15:22
“Mio caro Punks, credevi forse che la speculazione edilizia avesse un colore politico piuttosto che un altro?”
a quanto pare c’è una speculazione edilizia buona (quella di Cacciari sulla quale nessuno ha qualcosa da ridire, vedi la desolante ma prevista assenza di commenti a questo articolo), e una cattiva e, sì, dipende esclusivamente dal colore politico della proposta in questione.
La stessa identica (IDENTICA!)operazione va bene se viene fatta da proponenti di affine colore politico, non va bene se fatta da esponenti politici dell’altra parte.
“Nulla di nuovo, mio caro Punks.”
bè la novità è che qualcuno, ad esempio tu che sei sempre stata critica verso il modello di sviluppo jesolano, adesso che lo stesso modello di sviluppo è stato adottato da una giunta progressista (guardacaso sotto elezioni), abbia assunto un atteggiamento più possibilista.
gennaio 1st, 2010 at 19:01
Scusate l’intromissione, ma tutto questo significa che siccome lo fanno anche al Lido allora è comprensibile la speculazione edilizia che è stata subita dagli jesolani? Mi sembra voler spostare il problema o con un vecchio adagio “mal comune mezzo gaudio”.
gennaio 1st, 2010 at 22:48
Quello che intendevo dire è che la speculazione è speculazione, a prescindere dal colore politico dell’amministrazione che la promuove.Questo voleva dire il mio “nulla di nuovo”.
Sono contraria ad un certo modo di vedere lo svuluppo di una città, ma non mi va di etichettare e classificare a priori le persone per le loro idee politiche, non mi interessa.
Non so esattamente cosa stia per succedere al Lido, a parte quello che si è letto in quell’articolo, mentre a Jesolo la cosa è sotto gli occhi di tutti. Io cerco di vedere per quanto possibile le cose con obiettività, il che vuol dire riconoscere pregi e difetti, il bene e il male, in tal caso capire il significato e perchè certe operazioni funzionano in un certo modo. Non è mia intenzione giustificare un’operazione urbanistica piuttosto che un’altra, semplicemente per il colore della relativa giunta.
…Immagino però che,Punks, come è nel tuo stile, qualsiasi cosa io dica “sarà usata contro di me”, per cui a volte mi domando se è il caso di discutere e scambiare opinioni con te, che sembri crogiolarti nel tuo ruolo di bastian contrario a tutti i costi.
gennaio 2nd, 2010 at 01:24
“Quello che intendevo dire è che la speculazione è speculazione”
ok, avevo frainteso, avevo capito che in qualche modo non disapprovassi l’operato dei veneziani, anche se “quel così fan tutti” e quel “nihil sub sole novi” erano abbastanza ambigui.
ne deduco quindi che condanni senza se e senza ma la speculazione promossa dal barbuto filosofo?
ma poi non ti sembra strano che la Signora Codello, per coincidenza politicamente vicina
alla attuale giunta veneziana, abbia autorizzato opere così consistenti in ambienti molto più fragili di quelli jesolani, dove bisogna chiedere l’autorizzazione della Soprintendenza anche per cambiare gli infissi di un edificio fatiscente in Piazza Mazzini?
così per chiedere…
“a volte mi domando se è il caso di discutere e scambiare opinioni con te”
personalmente trovo interessante confrontare le mie idee con chi la pensa in modo diametralmente opposto, ma sono scelte.
gennaio 2nd, 2010 at 01:28
@stefano62
era per capire la posizione di chi è politicamente vicino a Cacciari e vede fare da lui a Venezia le stesse cose che a Jesolo sono criticate.
come vedi in 4 giorni è intervenuta solo Larissa sull’argomento.
ciò che si è soliti definire un “silenzio assordante”.
gennaio 2nd, 2010 at 15:39
Silenzio assordante? Di assordante c’è il tuo accanimento a volerla sempre buttare in polemica, punks. Rodolfo ha pienamente ragione a sottolineare la tua volontà di scontro e non di confronto.
Pensa a riempire le “grandi opere” dei tuoi archistars, e che le opere di urbanizzazione che si sono ottenute permettendo l’edificazione di torrioni inutili, siano fatte con criterio, almeno (vedi piazza Mazzini).
M/m
gennaio 2nd, 2010 at 18:25
@ merkurmarkus
non leggo un tuo commento nel merito della scelta di Cacciari di promuovere una linea di sviluppo molto simile alla nostra.
vorrei davvero sentire la tua opinione.
gennaio 3rd, 2010 at 00:15
Il Lido di Venezia, rispetto al Lido di Jesolo è indietro di almeno trenta anni, visto che sulla sua larga spiaggia non esiste nemmeno un metro di viale lungomare padonale, quando anche nella suggestiva Eraclea Mare visto il piccolo e meno potente Comune di Eraclea sono riusciti a costruirne uno lungo 1 KM. abbondante.Ma comunque va bene riqualificare e recuperare una struttura degradata e abbruttita come l’Ospedale al Mare e la sua zona a S.Nicolò xchè sicuramente il risultato sarà sempre migliore di quello degradato attuale.Ma invece sarebbe un grande volano x rivitalizzare l’intero Lido di Venezia poter finalmente costruire un tunnel subacqueo automobilistico che lo unisca a Punta Sabbioni così da poter unire il Lido di Venezia al Litorale del Cavallino e a Jesolo.Le presenze turistiche raddoppierebbero per il Lido.O il Lido di Venezia decide di unirsi geograficamente al Cavallino e a Jesolo superando la morfologia del braccio di laguna che lo divide dal Litorale Nord e troverà la riqualificazione turistica e acquisterà la dignità e il dinamismo e la mentalità proprio di una viva e grande località turistica,oppure il Lido di Venezia sceglie di rimanere ancorato alle sue 2 sorelle di Pellestrina e Sottomarina e continuare ad essere assieme a loro le 3 ultime e più sottosviluppate spiaggie del Veneto x mentalità e sensibilità turistica.
gennaio 11th, 2010 at 16:33
Punks,
leggo solo ora (perche’ in vacanza) questo post.
Commento senza entrare in merito, bensi’ soltanto per attenuare la tua impressione che si valutino con due pesi e due misure le operazioni urbanistiche a seconda del colore politico dei proponenti: so di non essere il solo a pensare che la presente giunta comunale di Venezia sia stata vergognosamente disastrosa per la citta’ e il suo territorio. Difficilmente si sarebbe potuto far di peggio. E le previsioni per il futuro non sono certo rosee.
A presto
Matteo