Che confcommercio faccia capo ad una inestricabile galassia di categorie commerciali , e che la maggior parte di esse abbiano interessi specifici che in moltissimi casi confliggono fra loro è una realtà inoppugnabile . Che questo fenomeno renda pertanto assai ardua una soddisfacente mediazione tale da accontentare un po tutti , è un’altra realtà inoppugnabile.
Tutto ciò però , non può giustificare remissività o atteggiamenti equilibristi da parte di chi ha responsabilità di vertice . In questo senso a mio avviso , va letta l’estrema prudenza manifestata dal presidente Faloppa nell’intervista al forum . Data la situazione un po grama del momento, sarebbe stato logico attendersi un atteggiamento più deciso e soprattutto qualche idea per tentare di invertire questo trend negativo . Ho notato un filo di sudditanza nel sottolineare agli amministratori quali siano stati gli errori che hanno portato il commercio alla situazione attuale , soprattutto avrebbe dovuto spiegare chiaro , che una dose troppo massiccia di concorrenza diventa letale, e porta inevitabilmente al crack di una struttura commerciale che gia di per sé si regge sulla precarietà di un arco temporale di esercizio troppo esiguo . Sarebbe utile inoltre , incominciare a proporre qualche idea percorribile , e non le solite uscite strampalate di qualche consigliere con la necessità di farsi un po di pubblicità . Il ruolo dell’associazione per esempio , potrebbe essere prezioso nell’avviare in sinergia con il comune , una elaborazione di proposta che vada a coinvolgere tutte le realtà commerciali , promuovendo ,ed agevolando sotto il profilo burocratico accorpamenti e fusioni di piccole realtà confinanti, in modo tale da renderle commercialmente più competitive. Ci sono inoltre , attività commerciali che sfigurerebbero anche in un suk arabo , tanto sono mal ridotte e fuori del tempo , in questi casi sono convinto che una visita accompagnata da un perentorio “ invito” da parte delle autorità di polizia municipale , potrebbe convincere questi gestori a rendere queste attività più
presentabili .
Un’altro degli aspetti penalizzanti per piccolo commercio rispetto ai centri commerciali è senza dubbio la difficoltà di parcheggiare in tempi ragionevoli ed il costo di tale servizio .
Vanno dunque potenziati e ridotti i prezzi , ed inoltre non sarebbe male creare per i parcheggi situati a monte,dei dignitosi corridoi pedonali che accompagnino in sicurezza i turisti nella via principale . In tutto ciò , potrebbe essere determinante la presenza in Consiglio Comunale di Mirco Crosera che consente all’associazione l’ invidiabile vantaggio di avere un suo uomo nel vivo della pubblica amministrazione ed ambire cosi alla realizzazione delle migliorie utili affinché il nostro commercio abbia da rifiorire .
E’ oramai un concetto piuttosto consolidato, in urbanistica, che non sia una buona idea far precedere il commerciale dal residenziale, ma che sia buona prassi far procedere le due cose parallelamente.
In caso contrario si creano situazioni di estremo disagio per i nuovi abitanti, tipici dei quartieri dormitorio che erano tanto in voga negli anni 60′-70′, caratterizzati, com’è noto, da livelli di qualità della vita molto bassi.
Quindi è ovvio che ognuno debba fare il proprio mestiere e difendere i propri interessi, ma quando si tratta di decidere dello sviluppo urbano di una città bisognerebbe guardare ad un quadro un po’ più generale e ad una prospettiva a lunga scadenza (nonchè alle altrui esperienze, magari considerando l’esperienza del quartiere Santa Giulia a Milano, dove è successo proprio quanto auspicato da Faloppa, ovvero si sono prima realizzate le residenze, in attesa dell’arrivo degli spazi commerciali e dei servizi, con conseguenze disastrose).
E’ ovvio che per i commercianti sarebbe meglio non ci fosse concorrenza, è altrattanto ovvio che per il comune cittadino, più negozi, servizi, locali pubblici, varietà, possibilità di scelta ci sono, meglio è.
Bravo El Fef. Da commerciante lo quoto a Presidente della Confcommercio Jesolana.
Ha fatto più proposte concrete lui in dieci righe di commento che gli attuali dirigenti in 10 anni di attività.
Quello che ci serve non sono parole in libertà, ma interventi mirati. Meglio se di basso costo e di basso impatto ambientale.
Non chiediamo nè premi di cubatura, nè privilegi, ma solo un pò più di attenzione verso i problemi della nostra categoria, che riteniamo strategica per la sopravvivenza della città.
Grazie.
I care,
gennaio 20th, 2010 at 17:27
Che confcommercio faccia capo ad una inestricabile galassia di categorie commerciali , e che la maggior parte di esse abbiano interessi specifici che in moltissimi casi confliggono fra loro è una realtà inoppugnabile . Che questo fenomeno renda pertanto assai ardua una soddisfacente mediazione tale da accontentare un po tutti , è un’altra realtà inoppugnabile.
Tutto ciò però , non può giustificare remissività o atteggiamenti equilibristi da parte di chi ha responsabilità di vertice . In questo senso a mio avviso , va letta l’estrema prudenza manifestata dal presidente Faloppa nell’intervista al forum . Data la situazione un po grama del momento, sarebbe stato logico attendersi un atteggiamento più deciso e soprattutto qualche idea per tentare di invertire questo trend negativo . Ho notato un filo di sudditanza nel sottolineare agli amministratori quali siano stati gli errori che hanno portato il commercio alla situazione attuale , soprattutto avrebbe dovuto spiegare chiaro , che una dose troppo massiccia di concorrenza diventa letale, e porta inevitabilmente al crack di una struttura commerciale che gia di per sé si regge sulla precarietà di un arco temporale di esercizio troppo esiguo . Sarebbe utile inoltre , incominciare a proporre qualche idea percorribile , e non le solite uscite strampalate di qualche consigliere con la necessità di farsi un po di pubblicità . Il ruolo dell’associazione per esempio , potrebbe essere prezioso nell’avviare in sinergia con il comune , una elaborazione di proposta che vada a coinvolgere tutte le realtà commerciali , promuovendo ,ed agevolando sotto il profilo burocratico accorpamenti e fusioni di piccole realtà confinanti, in modo tale da renderle commercialmente più competitive. Ci sono inoltre , attività commerciali che sfigurerebbero anche in un suk arabo , tanto sono mal ridotte e fuori del tempo , in questi casi sono convinto che una visita accompagnata da un perentorio “ invito” da parte delle autorità di polizia municipale , potrebbe convincere questi gestori a rendere queste attività più
presentabili .
Un’altro degli aspetti penalizzanti per piccolo commercio rispetto ai centri commerciali è senza dubbio la difficoltà di parcheggiare in tempi ragionevoli ed il costo di tale servizio .
Vanno dunque potenziati e ridotti i prezzi , ed inoltre non sarebbe male creare per i parcheggi situati a monte,dei dignitosi corridoi pedonali che accompagnino in sicurezza i turisti nella via principale . In tutto ciò , potrebbe essere determinante la presenza in Consiglio Comunale di Mirco Crosera che consente all’associazione l’ invidiabile vantaggio di avere un suo uomo nel vivo della pubblica amministrazione ed ambire cosi alla realizzazione delle migliorie utili affinché il nostro commercio abbia da rifiorire .
El Fef
gennaio 21st, 2010 at 02:01
E’ oramai un concetto piuttosto consolidato, in urbanistica, che non sia una buona idea far precedere il commerciale dal residenziale, ma che sia buona prassi far procedere le due cose parallelamente.
In caso contrario si creano situazioni di estremo disagio per i nuovi abitanti, tipici dei quartieri dormitorio che erano tanto in voga negli anni 60′-70′, caratterizzati, com’è noto, da livelli di qualità della vita molto bassi.
Quindi è ovvio che ognuno debba fare il proprio mestiere e difendere i propri interessi, ma quando si tratta di decidere dello sviluppo urbano di una città bisognerebbe guardare ad un quadro un po’ più generale e ad una prospettiva a lunga scadenza (nonchè alle altrui esperienze, magari considerando l’esperienza del quartiere Santa Giulia a Milano, dove è successo proprio quanto auspicato da Faloppa, ovvero si sono prima realizzate le residenze, in attesa dell’arrivo degli spazi commerciali e dei servizi, con conseguenze disastrose).
E’ ovvio che per i commercianti sarebbe meglio non ci fosse concorrenza, è altrattanto ovvio che per il comune cittadino, più negozi, servizi, locali pubblici, varietà, possibilità di scelta ci sono, meglio è.
gennaio 21st, 2010 at 16:51
Bravo El Fef. Da commerciante lo quoto a Presidente della Confcommercio Jesolana.
Ha fatto più proposte concrete lui in dieci righe di commento che gli attuali dirigenti in 10 anni di attività.
Quello che ci serve non sono parole in libertà, ma interventi mirati. Meglio se di basso costo e di basso impatto ambientale.
Non chiediamo nè premi di cubatura, nè privilegi, ma solo un pò più di attenzione verso i problemi della nostra categoria, che riteniamo strategica per la sopravvivenza della città.
Grazie.
I care,