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Tracciato TAV tra Caposile e San Donà?

mer, nov 25, 2009

Generale

PADOVA — Vista dall’Euro­pa, l’Italia si fa sempre notare per il suo inveterato talento a ri­tardare le decisioni. Prendete l’alta velocità ferroviaria (Tav) lungo l’asse padano, delizia e tormento di tutti i governi – na­zionali e locali – che si sono suc­ceduti nell’ultimo decennio. Ie­ri l’olandese Laurens Jan Brinkhorst, coordinatore euro­peo del progetto per il Corrido­io 5 da Barcellona a Kiev (di cui la Tav italiana è il tratto centra­le), è stato a Trieste per verifica­re lo stato dell’arte e, alla fine di una riunione tecnica nel palaz­zo della Regione Friuli Venezia Giulia, ha commentato così: «In passato credevo che il tratto transfrontaliero tra Italia e Slo­venia fosse il punto cruciale. Ora mi rendo conto che, invece, la priorità dev’essere data alla soluzione interna dei problemi italiani».

Benissimo, ma come si proce­de? Il nodo cruciale è ben noto a tutti gli attori della vicenda, ma non per questo è più facile da sciogliere. Si tratta di individua­re il tracciato più idoneo tra due opzioni: l’affiancamento della li­nea ferroviaria al tracciato del­l’autostrada A4, come prescritto anche da un pronunciamento del Cipe, oppure un’ipotesi alter­nativa – il cosiddetto percorso «basso», sostenuto con forza dall’amministrazione veneta ­che collocherebbe la linea ferro­viaria più vicino alla costa e alle spiagge, staccandola dall’auto­strada.

Renato Chisso, l’uomo della mobilità nella giunta Galan, va dritto per la sua strada, confor­tato anche dall’esperienza matu­rata sul campo per la realizzazio­ne della terza corsia della A4: «Con la Regione Friuli stiamo già lavorando all’obiettivo, io credo che nel giro non più di mesi ma di qualche settimana potremo definire il tracciato di massima. Non c’è divergenza di opinioni – sottolinea Chisso ­, noi siamo orientati verso una soluzione più vicina alle spiag­ge per ragioni tecniche: affianca­re l’alta velocità all’autostrada presenta problemi notevolissi­mi ». Primo fra tutti, il costo: è stato calcolato, infatti, che l’af­fiancamento comporterebbe il problema di dimensionare gli interventi non solo per l’allarga­mento dell’autostrada (terza corsia) ma anche per fare posto alla linea ferroviaria, con un esborso aggiuntivo di 300 milio­ni. Che nessuno ha o vuole tira­re fuori. Ribadisce Chisso: «Se avessimo rispettato le indicazio­ni sull’affiancamento auto­strada- ferrovia, i lavori per la terza corsia della A4 sarebbe­ro partiti chissà quando. Ades­so se ne sono resi conto tut­ti, compresi i nostri amici friulani, e ce ne danno at­to».

L’europarla­mentare veneto Antonio Cancian (Pdl), promotore del­l’incontro triestino con il coordinatore Brinkhorst, sotto­scrive e rilancia: «Il tracciato va necessariamente aggiornato, non possiamo non tenere conto del fatto che, nel frattempo, so­no partiti i lavori per realizzare la terza corsia dell’A4. Adesso c’è da fare subito una cosa: met­tere le alternative a confronto sul piano tecnico, di modo che la politica possa prendere la de­cisione più adeguata».

Alessandro Zuin
24 novembre 2009
CORRIERE DEL VENETO

Punks not dead

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