Tonar di ferre canne…
sab, ott 10, 2009

Delle regali schioppettate di Juan Carlos nelle “nostre” valli credo interessi poco, ai più. A meno che qualche sventato non ci venga a dire che possono essere motivo qualificante, segno distintivo o privilegio che fa di Jesolo bla bla…
Trattandosi poi di caccia, si potrebbero anche fare delle considerazioni chè manderebbero in bestia i sistematici, quanto residuali, amanti di una pratica che ormai dovrebbe essere abbandonata, tenuto anche conto che parte delle vittime designate dalle doppiette sono state allevate amorevolmente per poi essere consegnate, al momento oportuno, al piombo dei cacciatori che esercitano un qualcosa che sport non è, e che non è sorretto neanche da una necessità alimentare che, in altri tempi, avrebbe potuto avere un senso preciso.
La questione non riguarda neppure il fatto che il reale spagnolo avesse i documenti venatori in regola o meno.
Il caso invece riapre una questione diversa, che solleva una domanda intorno alla quale non c’è una risposta univoca: di chi sono le “valli”, ovvero quella porzione di laguna che lambisce una parte considerevole del nostro territrorio?
Sono proprietà privata di questo o quel personaggio, oppure appartengono al Comune di Jesolo che, nel nome di qualche regio decretro, le affitta, le concede in usufrutto per una manciata di euro (sembra) a questo o a quel beneficiario?
Di sicuro quel che possiamo goderci della nostra pare di laguna è, pubblicamente, ben poco. Lo stadone che da Torre Caligo porta all’0agriturismo “Le Barene”. Nulla più. Il resto è off limits, verboten: c’è il cartello, stringato e sacrale che informa la presenza della proprietà privata.
Per chi volesse avvalersi, ancora una volta, del diritto (assai astratto, temo) di poter vedere, fotografare,ammirare un ecosistema particolare e affscinante come la laguna, semplicemente non può.
Cancelli, palizzate, fili spinati.
Se conosci qulcuno, capace che qualche varco si apra, altrimenti stai al tuo posto, dipende dal gradino che occupi nella gerarchia sociale.
Del privilegio di ammazzare animali non ce ne può fregar di meno, né di avere il posto esclusivo il “valle” dove portare gli amici buoni e fare le feste (certo, anche politiche); ma del privilegio di guardare le cose belle del mondo, beh, a quello rinunciare è più difficile.
Reclamare che le proprietà in questione siano accessibili a chi pratica il bird watching, l’escursionismo in bici e a piedi è chiedere troppo?
L’esclusivo agli esclusivi per escludere i più.
Non è un retaggio medievale.
E’ storia contemporanea.
Rodolfo









ottobre 10th, 2009 at 14:01
Assolutamente d’accordo, Rod.
Stiamo parlando di beni demaniali concessi in uso esclusivo a privati dietro(si dice limitata)corresponsione di denaro.
Ci sono, però, altre proprietà demaniali, come certi parchi marini, non concesse in uso ai privati, parimenti non fruibili dai comuni mortali. E per visitare i quali non basta nemmeno dimostrare l’affanno, il debito d’ossigeno, di una lunga scalata (sociale).
Ci si chiede che senso possa avere tutto questo.
Il patrimonio comune, come tale, dovrebbe essere diffusamente fruibile, sebbene in modo opportunamente regolamentato.
Proprio riguardo le nostre valli chiuse, concesse a privati e fondazioni, e inaccessibili pure alla vista, a volte mi chiedo se in fondo ciò non possa essere anche un bene, visto lo scempio quotidianamente perpetrato nelle aree liberamente disponibili della nostra laguna.
J-son
P.s. Stanco dei soliti percorsi in bici?
ottobre 10th, 2009 at 14:57
“Proprio riguardo le nostre valli chiuse, concesse a privati e fondazioni, e inaccessibili pure alla vista, a volte mi chiedo se in fondo ciò non possa essere anche un bene, visto lo scempio quotidianamente perpetrato nelle aree liberamente disponibili della nostra laguna.”
pienamente d’accordo, conoscendo il senso civico medio degli italiani ci metterebbero poco tempo per ridurre questi posti in immondezzai.