Ortopedia da lunedì diventa day surgery.
ven, ott 30, 2009
Senza grossi clamori, senza incatenamenti e/o vibranti proteste, ma solo con le solite dichiarazioni di rito (giù le mani dall’ospedale, ortopedia non si tocca e via dicendo) alla fine il reparto d’elite dell’ospedale di Jesolo il drastico ridimensionamento l’ha subito.
Da lunedì ortopedia si limiterà al Day Surgery, ovvero la “ Chirurgia in un giorno “, una modalità di ricovero che consente di effettuare terapie chirurgiche per patologie di piccola e media gravità , sia in anestesia loco-regionale che locale, con degenza breve e dimissione il giorno stesso dell’intervento. Tale modalità comporta l’ingresso del paziente al mattino a digiuno per le ore 7.30, il trattamento chirurgico e la dimissione nelle prime ore del pomeriggio.
Già alcuni pazienti sono stati dirottati in altre strutture.
Per le patologie serie si va a San Donà o Portogruaro.
JF-Redazione






ottobre 31st, 2009 at 09:19
Sembra che l’operazione abbia una scadenza entro il 31 marzo 2010 quando verrà,forse,presa una decisione definitiva….Intanto tutti i pazienti fratturati verranno trasportati a San Donà o a Portogruaro con buona pace anche dell’utenza del comune di Cavallino-Treporti …Aveva ragione un consigliere regionale jesolano del PD quando ,durante un convegno sull’ospedale l’8 marzo del 2002,sosteneva che se la casa di cura non avesse gestito l’ospedale di Jesolo,questo non avrebbe avuto futuro!Al signor sindaco di Jesolo vorrei chiedere se tale organizzazione corrisponde al modello di eccellenza cui si è ispirato in questi giorni sui quotidiani locali!Mi sa che l’eccellenza ce l’avevamo già e bastava difenderla e valorizzarla, ma forse lui non se ne è accorto!!
ottobre 31st, 2009 at 10:53
Pensava e forse giustamente ad aggiudicarsi il concorso di Miss Italia.
Vuoi mettere?
ottobre 31st, 2009 at 13:25
….se i signori di cavallino-treporti avessero deciso di passare sotto la nostra usl invece di rimanere sotto Venezia,adesso non ci sarebbero problemi….facile lamentarsi adesso…
novembre 2nd, 2009 at 11:02
non credo siano stati i “signori” di cavallino-treporti a non voler passare alla usl di Jesolo. io sono una cittadina di cavallino treporti e a quanto ne so io le cose sono andate in maniera diversa … so anche che quest’estate mi è capitato di accompagnare un turista al ps con sospetta influenza ah1n1 e sono stata letterlamente mandata via dal personale ospedaliero dicendomi, nemmeno tanto gentilmente, di rivolgermi alla asl di venezia!
novembre 2nd, 2009 at 12:01
Sono del parere che l’ospedale di Jesolo deve investire molto nel prontosoccorso per renderlo il più efficiente e funzionale possibile. Una città con circa 30.000 abitanti, che triplicano in estate con il turismo, deve essere attrezzata per affrontare qualsiasi tipo di emergenza. Per i reparti specializzati il discorso è ben diverso. Per poter ottimizzare la spesa pubblica è necessario evere delle grosse strutture che annoverano molti reparti specializzati e non un’infinità di piccole strutture con dei reparti che funzionano a metà.
Barbossa
novembre 2nd, 2009 at 13:54
Per te, Barbossa, è quindi tutto ok!
Almeno uno che sia soddisfatto.
Pensa un po’, sono tutti allarmati, perfino l’assessore Bison dichiara alla Nuova “Sono preoccupato” (straordinario!!), se non altro per tutti gli avvertimenti lanciati in campagna elettorale sull’ospedale che non si tocca!
Naturalmente la colpa è dell’assessorato regionale, sempre secondo Bison.
Possiamo rassicurarlo, l’assessore, visto che per te, barbossa è tutto normale?
M/m
novembre 2nd, 2009 at 14:16
merkurmarkus non so dove tu abbia letto che per me è tutto ok, forse non hai prestato attenzione a quello che ho scritto. problemi ce ne sono, e li ho elencati nel post precedente.
novembre 2nd, 2009 at 22:57
Per Barbossa e senza polemica.
Non basta un pronto soccorso per soddisfare le esigenze di cura di migliaia di persone ma un ospedale che abbia i requisiti minimi in termini di professionalità (chirurgo,anestesista,ortopedico,internista)e di servizi(laboratorio,radiologia),altrimenti si chiude tutto e si allestisce un punto di primo intervento tipo quelli che ci sono a Caorle o a Bibione:poi ce la raccontiamo…Prova a farti 20 o 40 chilometri in ambulanza fino a San Donà o Portogruaro con una gamba fratturata poi sentiamo cosa ne dici….Perchè i tagli devono essere fatti sempre e comunque a Jesolo?Scusa lo sfogo ma parlare di un pronto soccorso per quanto organizzato,credi che non basta.
novembre 3rd, 2009 at 08:25
Brillantino, in parte hai ragione. Il problema è che all’ospedale di Jesolo servirebbero un mucchio di soldi per riportarlo a norma. Se non ce li da la regione o lo stato come facciamo? Ci autotassiamo noi Jesolani? Io ci stò e tu?
Un mio caro amico è stato operato al ginocchio nel suddetto ospedale. Ne è uscito con un’infezione ed ora è zoppo. Naturalmente non può più svolgere il lavoro che faceva prima, ed era l’unico che sapeva fare. Non ti dico che fatica ha fatto a trovare un’altro lavoro, dato il fatto che ha 48 anni (una moglie e due figli). Bene, questo è uno dei tanti casi di “malasanità” che avvengono a Jesolo. Fino ad ora non è morto nessuno grazie al cielo, ma credimi che come il mio amico ce ne sono molti altri. Dopo una causa ed un’indagine è emerso che la sala operatoria non è sicura e non è isolata dai batteri. Anche il miglior dottore del mondo non poteva evitare l’infezione.
Alla luce dei fatti preferisco avere un prontosoccorso efficiente, che mille reparti inefficienti.
Poi sappiamo bene che il comune non ha molto potere decisionale sull’ospedale, quindi apprezzo quello che ha fatto e continua a fare il sig. Bison, anche se non condivido la sua linea politica in altri campi.
Barbossa
novembre 3rd, 2009 at 18:30
Per Barbossa.
Mi dispiace per il tuo amico ma credo che se una sala operatoria non fosse sicura,con la normativa attuale,sarebbe già stata chiusa.
Posso portarti ad esempio le centinaia di persone che vengono operate in quella sala operatoria senza nocumento per alcuno.
La chiudo qua rinnovando il disappunto per quanto accaduto al tuo amico al quale va la mia più profonda solidarietà.
novembre 3rd, 2009 at 19:02
per conoscenza diretta.
dal 2001 ho subito 8 interventi chirurgici presso il reparto di ortopedia. Due al ginocchio, 5 ai tendini d’achille, uno all’anca (protesi).
Sempre operato dal dott.De Vivo (un grande, anche umanamente). Tutti pienamente riusciti. Assistenza nel reparto ottimale.
Assistenza post-operatoria ottimale.
Reparto di fisioterapia riabilitativa ottimo (un saluto a Federica!).
Devo forse pensare che mi è semplicemente andata bene?
Rodolfo
novembre 4th, 2009 at 09:12
Può darsi che il mio amico (che non è l’unico, come lui ce ne sono molti altri e questo lo so per certo) sia anche stato sfortunato.
E anche vero però che il comune non ha un gran potere sull’ospedale, può solo opporsi a delle direttive che arrivano dall’alto, e il più delle volte questa opposizione rimane inascoltata. Mi sembra ecessivo attaccare una persona o una fazione che si è sempre battuta per l’ospedale di Jesolo, quando sappiamo benissimo che le decisioni arrivano dalla regione. Qualcuno dice che Bison da sempre la colpa all’assessorato regionale, purtroppo però Bison ha ragione.
novembre 4th, 2009 at 15:45
Il sindaco di un qualunque comune rappresenta la massima autorità in campo sanitario nell’ambito del territorio da lui governato.
La conferenza dei sindaci,di cui ogni sindaco fa parte,esprime pareri in materia sanitaria che vengono tenuti in massima considerazione per il motivo di cui sopra.
Si poteva accettare un’imposizione dall’alto quando a governare Jesolo vi era una lista civica,diciamo così,scollegata dalla politica regionale.Oggi la nostra città è governata da una coalizione di centrodestra che rispecchia pari pari quella della regione.Quindi credo che non ci siano grossi motivi per i quali le istanze dei nostri politici debbano rimanere inascoltate a meno che non ci siano accordi,richieste,scambi che a noi comuni mortali sfuggono.
novembre 5th, 2009 at 00:25
Ho letto qualche giorno fa che la presidente degli industriali Emma Marcegaglia, citando uno studio mi sembra della Bocconi, ha detto che accorpando le province e le prefetture si risparmierebbero parecchi miliardi di euro (non ricordo quanti, ma non pochi).
Ecco, allora una buona idea: se il problema è quello di contenere la spesa, perché non accorpare (o chiudere) le province, anziché accorpare (o chiudere) gli ospedali?
Senza fare demagogia, penso che alla gente interessi di più abitare vicino a un ospedale che al palazzo della provincia. O no?
Luigi-JF