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Autodeterminazione 2- il ritorno

ven, ott 2, 2009

Generale, In Primo Piano

3508 SI e 46.500 euro. Due numeri che parlano chiaro, intorno al referendum sull’autodeterminazione.

La città non ha risposto, il quorum non è stato raggiunto: l’argomento, se interessa, non interessa l’80 per cento degli Jesolani.

Punto e a capo, si parla d’altro, si lavora per cose diverse, e per cose diverse si impegna l’attività politica e la spesa economica.

Così molti erano indotti a pensare: hanno fatto il referendum, l’hanno perso in modo lampante, con una evidenza perfino crudele che convincerebbe chiunque a non riprovarci più.

Invece no: in consiglio comunale, proprio per approvare una variazione di spesa relativa al referendum,  che ne sancisce il costo reale, si cerca di ridar fiato ad un’iniziativa che la città ha, pur pagandola, sostenzialmente ignorato.

Attivissimo su questo fronte Nicola Manente, capogruppo FI-Pdl, che intravvede, o cerca di intavvedere, la possibilità di rianimare l’idea di “autodeterminarci” nonostante la risposta della cittadinanza che ha detto (+dell 80%)  NON MI INTERESSA ; la politica invece continua a ritenere la questione aperta. Per Nicola Manente quello di domenica scorsa è quindi un responso che, se non ha valore, ne ha molto poco. Qualcuno aveva parlato di democrazia diretta… :-)

Non mollano neppure i promotori, sembra, che ora sostengono che il quorum (più di 10.000 voti) non era necessario in quanto il referendum era solo consultivo… 

Resta tra l’altro un problema: se un referendum (con o senza quoru) non chiude una questione, non dà un’indicazione precisa, non la de-termina, che senso ha avuto farlo? (ed in questo caso le parole del Sindaco intorno al superamento dello strumento referendario sarebbero più che appropriate!)

Allora perchè mai è così vitale salvare a tutti i costi quei tre punti dello Statuto del Comune di Jesolo che sono stati ignorati da più dell’80% della cittadinanza e che invece andrebbero tolti?

Pechè una questione finita, esaurita, rivelatasi irrilevante da chi è stato chiamato al voto, continua ad esser riproposta in altri termini da qualche politico che rende così inutile il responso degli elettori e scandalosa la spesa sostenuta per verificare la possibilità di una proposta?

In Consiglio le cose sono complesse. C’è chi chiederebbe il rimborso, chi è durissimo e non vuol più sentirne parlare, c’è chi dice che ci sono altre strade. Non si capisce.

 Cosa c’è mai sopra, sotto, intorno e dentro questo progetto che l’azione politica di parte del Consiglio Comunale sembra non voler abbandonare. E perchè non vuole?

Rodolfo

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