A A
Registrati / Collegati
RSS

Ma di cosa ciancia il capogruppo della LN Serafin ? Di Salvatore Esposito

Dom, Set 13, 2009

Generale

Sarebbe stato meglio se l’articolo pubblicato oggi dalla Nuova fosse uscito fra qualche giorno.
Ma visto che è già uscito, specifico quanto segue.
=======================================================================
Ma di cosa ciancia il capogruppo della Lega Nord di Jesolo Serafin ?
Si presuppone che una persona che fa politica ed ha un ruolo di rilievo in consiglio comunale prima di aprire bocca facendo dichiarazioni pubbliche dovrebbe pensare a ciò che dice; facendolo eviterebbe brutte figure.
Da quando sono necessari accordi per poter pregare ? E questi accordi tra chi dovrebbero essere stretti ?
Vabbè che i Leghisti non sono tenuti a conoscere la Costituzione Italiana e che ne preferirebbero una tutta Padana, ma al momento devono abbozzare ed adeguarsi alle leggi vigenti.
In base a queste leggi tutti possono liberamente professare la loro fede religiosa; non devono stringere accordi con nessuno nè tantomeno dovrebbero farlo magari con lo stesso Serafin.
Tacendo il capogruppo eviterebbe di dire che nelle comunità Musulmane si nascondono persone pericolose.
Ha dati di fatto per poter affermare ciò ? Succede a Jesolo ?
In caso positivo faccia i nomi o dica chiaramente ciò che sa.
La magistratura esiste anche per valutare eventuali diffamazioni; in caso contrario taccia dopo aver chiesto pubblicamente scusa ai diretti interessati.

Salvatore Esposito
Sinistra e Libertà
Provincia di Venezia
del quotidiano allora specifico quanto segue.

Tags:

38 Commenti per questo articolo

  1. barbossa - commento N.1 :

    Che nel mondo Mussulmano ci sia un pò di subbuglio mi sembra sia innegabile. Serafin può aver sbagliato i modi, ma non i fini. La sua intenzione è quella di tutelare il cittadino, niente di più. E vero che a Jesolo, come dice Esposito,non è ancora successo nulla, ma deve accadere per forza qualcosa prima di prendere delle precauzioni?

    Barbossa

  2. salvatore esposito - commento N.2 :

    Scusa Barbarossa, ma il discorso non fila.
    Sai quanti sono i conflitti nel mondo nelle zone in cui i Musulmani non c’entrano ?
    In base poi al ”principio di precauzione” se ragioniamo cosi ognuno di noi può impazzire da un momento all’altro e compiere una strage.
    Per precauzione cosa facciamo, tutti chiusi in celle singole compresi i carcerieri?

  3. barbossa - commento N.3 :

    Certamente, tutti possono commettere una strage. L’unica differenza è che i Mussulmani sono convinti che il testo sacro suggerisca a loro di compiere stragi per arrivare al paradiso. Se una persona è ammalata, per esempio ha dei problemi mentali, e potrebbe nuocere alla salute propria ed alrtui, la si segue (prendendo delle precauzioni) per tutelare lei e chi gli sta intorno. In poche parole si cerca di prevenire le azioni che possono essere deleterie nei confronti di terzi. La stessa cosa vele per una persona che ha una cultura che suggerisce di fare delle stragi.
    Non voglio assolutamente essere discriminante, non voglio assolutamente dire che i Mussulmani sono persone malate. Però è giusto tutelarsi, come ci si tutela da un datore di lavoro che minaccia di licenziare senza giusta causa, io voglio tutelarmi da una cultura che minaccia di compiere stragi.

    Barbossa

  4. dinmint - commento N.4 :

    “Chi ha parlato di portare in piazza i mussulmani del Veneto si prenderà le sue responsabilità. Ci sono tante persone rispettabili tra queste comunità, ma è anche vero che si annidano persone pericolose. In ogni caso, simili ritrovi sono sempre pericolosi e non è giusto ricattare una città. Quanto alla Lega, dovrebbe essere più presente a livello amministrativo e non sui giornali”
    Nuova Venezia 14 settembre.

    Così ha dichiarato l’assessore Bison, bacchettando con un colpo solo Sinistra e Libertà e Lega Nord.
    Quanto alla presenza sui giornali…da che pulpito viene la predica ;-) !

    Dinmint

  5. daniele bison - commento N.5 :

    Per il sig. Dinmint

    Alcune parti dell’articolo al quale LEI fà riferimento, ed in particolare la frase a me attribuita nei confronti delle Lega, sono state oggetto oggi alle ore 12.30 di richiesta di rettifica al giornale La Nuova Venezia ai sensi della legge sull’editoria in quanto MAI dichiarate o pronunciate dal sottoscritto. Tanto dovevo per corretta informazione.

    Daniele Bison

  6. pumaro - commento N.6 :

    Da Corriere.it
    16.09.09

    Ama un italiano, Sanaa uccisa dal padre
    Pordenone: la diciottenne di origine marocchina sgozzata in un bosco. La Lega: «Un altro caso Hina»

    MILANO - È stata accoltella­ta dal padre mentre si trovava in auto con il fidanzato. La ra­gazza, una 18enne di origine marocchina, è morta dissan­guata in un boschetto di Monte­reale Valcellina, in provincia di Pordenone, dove cercava di sfuggire alla furia del genitore. Una tragedia dietro alla quale potrebbero esserci anche dei motivi religiosi. La vittima si chiama Sanaa Dafani e da quattro-cinque me­si stava con Massimo De Bia­sio, 31 anni. El Katawi Dafani, il padre, un aiuto cuoco di 45 anni che lavora a Pordenone, di quella relazione non ne vole­va neppure sentir parlare.

    dedicato a Salvatore.

  7. salvatore esposito - commento N.7 :

    Pumaro, preferisco affrontare gli argomenti in modo serio senza predisposizioni ideologiche strette che impediscono di valutare le cose.
    Non è il primo e non sarà forse l’ultimo caso.
    Personalmente mi auguro di sbagliarmi.
    Il problema è che quando si incontrano culture diverse sono inevitabili anche queste situazioni dovute ad integralismi di cui mi sembra che anche tu faccia parte.
    Tu ti fermi al caso in se stesso valutandolo in base alla convenienza, io vado oltre notando che la forza dell’amore è più forte di quella dell’odio.
    Le giovani generazioni vogliono capire, conoscere, pretendono giustamente di integrarsi; infatti una musulmana ed un cattolico hanno sfidato l’ira e l’incomprensione pretendendo il diritto di stare insieme.
    E’ l’integralismo il male assoluto, la conoscenza e la voglia di cambiare invece sono il futuro dell’umanità.
    Perchè non cerchi di ragionare e di cambiare anche tu?
    Sai qual’è in definitiva il problema vero ?
    Credo che tu aspetti fatti come questi per poter dire…..ho ragione.
    Io invece ne sono solo inorridito e dispiciuto, pensando però che il mondo tende inevitabilmente a cambiare in meglio.
    Tu Pumaro non hai avuto una sola parola di compassione e di dolore per la ragazza, io la sento come una ferita.
    Questione di sensibilità diverse.
    A modo tuo sei anche tu un integralista; esattamente le persone che mi fanno paura.
    Salvatore

  8. rodolfo - commento N.8 :

    Bravo pumaro, molto indicativo, molto significativo!

    Ma il sig. El Katawi Dafani non è su Wikipedia, Pietro Maso sì.

    Pietro Maso
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

    Alcuni dei contenuti di questa pagina potrebbero urtare la sensibilità di chi legge. - Leggi le avvertenze

    Pietro Maso (San Bonifacio, 17 luglio 1971) è un criminale italiano.

    È il protagonista reo confesso di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo familiare della cronaca italiana. Aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991 nella sua casa di Montecchia di Crosara uccise entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Rosa Tessari, servendosi di un tubo di ferro e di altri corpi contundenti. La motivazione era intascare subito la sua parte di eredità. Fu condannato a 30 anni di reclusione, scontata in carcere fino ad ottobre 2008, quando ha ottenuto il regime di semilibertà. Col suo ardito gesto Maso divenne l’icona della gioventù ribelle.

    Biografia
    Nato a San Bonifacio ma sempre vissuto a Montecchia di Crosara, entrambi in provincia di Verona, Pietro Maso è il terzo e ultimo figlio di Antonio Maso (56 anni) e Rosa Tessari (48 anni) dopo due femmine di nome Nadia e Laura. I genitori sono molto religiosi anche se non eccessivamente rigidi; Pietro stesso fa il chierichetto da bambino e frequenta la prima media in seminario. La sua vita scorre normale fino a circa un anno prima del delitto, quando alla scuola (abbandonata al terzo anno dell’istituto agrario) ed a lavori del tutto insoddisfacenti, il giovane comincia a preferire un modo di vivere ben più stimolante ed a lui congeniale, facendo una vita consumistica da viveur del tutto in linea coi canoni del periodo.

    Lavora come intermediario di una concessionaria d’auto quando scopre la vita notturna di alcuni locali pubblici del veronese e dello stesso capoluogo scaligero; gioca d’azzardo al Casinò di Venezia. Il suo amico più caro, nonché principale complice del delitto, è Giorgio Carbognin, 18 anni. A lui si uniranno anche il diciottenne Paolo Cavazza e l’unico minore del gruppo, Damiano Burato, che avrebbe raggiunto la maggiore età due mesi dopo.

    Pianificazione del delitto e tentativi non riusciti
    Le prime riflessioni sul disegno criminale risalgono a circa sei mesi prima, nell’autunno del 1990. Pietro non ha problemi, coi genitori; dichiarerà che le discussioni in famiglia non erano fuori dall’ordinario, e che a loro voleva bene. Negli ultimi mesi, però, i genitori si mostrano preoccupati più del dovuto, poiché Pietro ha lasciato da poco un lavoro dipendente come commesso in un supermercato; la collaborazione nelle concessionarie auto è solo saltuaria e le sue uscite serali e possibili compagnie dubbie fanno temere Antonio e soprattutto Rosa. È infatti la madre, che due volte in poco tempo, scopre due fatti.

    Il 3 marzo, la signora Maso trova, nella taverna del villino in cui abita col marito e il figlio, due bombole di gas. Accanto ad esse vi sono una centralina di luci psichedeliche che si accendono nel captare un forte suono (l’uso è nelle feste in casa privata, se si vuole creare un effetto da discoteca con la musica) e una sveglia puntata sulle nove e trenta, vale a dire pochi minuti dopo la scoperta. La cosa ancora più strana sono un mucchio di vestiti che ostruiscono il camino. Pietro dirà poi che serviva tutto per una festa, che le bombole avrebbero dovuto alimentare due stufe per il riscaldamento e che quella sveglia l’aveva trovata nella macchina e, non interessandogli, se n’era voluto disfare posandola distrattamente sul tavolo della taverna.

    In realtà l’insieme di quegli oggetti avrebbe dovuto causare la distruzione della casa; le bombole sarebbero infatti dovute esplodere, dopo aver sprigionato gran parte del loro gas nella taverna, per via delle scintille causate dall’accensione delle lampadine psichedeliche, a loro volta alimentate dall’impulso sonoro della sveglia una volta scattate le ore nove e trenta. L’esplosione non è avvenuta poiché le sicure delle bombole erano state tolte, ma le loro manopole erano rimaste chiuse. A causa della sua inesperienza pratica, Pietro non porta quindi a termine il suo primo piano di sterminare la famiglia.

    Pochi giorni prima del delitto, Rosa trova diverse banconote nella tasca di un paio di pantaloni di Pietro Maso. Subito gliene chiede conto; il figlio si era appena licenziato anche dall’autosalone e quindi difficilmente avrebbe potuto procurarsele onestamente. Sospettando un suo coinvolgimento in qualche losco affare, la madre insiste, così Pietro prova a tirar fuori come giustificazione che si trattava di una sorta delle ultime provvigioni che il suo ultimo datore di lavoro gli doveva ancora, e anzi le propone di andarglielo a chiedere all’autosalone. Rosa accetta e si fa accompagnare in automobile dal figlio e da Giorgio Carbognin, armato di uno schiaccia-bistecche da scagliare sul capo della donna prima che arrivino a destinazione.

    Giorgio non ha il coraggio di agire, così Pietro è costretto a inventarsi un’altra menzogna sulle banconote affinché Rosa rinunci a parlare col proprietario dell’autosalone. Quei soldi li avrebbe avuti da un conoscente che aveva scoperto, casualmente, essere responsabile di un traffico di computer; questo conoscente lo avrebbe pagato perché non lo denunciasse. Rosa vuole credere a questa versione, ma la sua preoccupazione continua.

    Un terzo tentativo vede Giorgio Carbognin ancora una volta rinunciatario; avrebbe dovuto colpire i genitori di Pietro nel garage di casa loro, con Pietro. Il quarto progetto, al quale prendono parte anche Cavazza e Burato, avrà invece successo.

    Il delitto

    Prologo
    Le banconote ritrovate dalla madre di Maso provenivano da un prestito bancario (24 milioni di lire) chiesto da Giorgio Carbognin, per il quale aveva fatto da garante il suo datore di lavoro Aleardo Confente. I soldi, in origine, servono al giovane per acquistare una Lancia Delta, usata ma come nuova; successivamente però, la famiglia di Giorgio si oppone all’acquisto. Il ragazzo ubbidisce e rinuncia all’automobile, ma non restituisce subito il denaro alla banca, e con Pietro, lo utilizza in ristoranti di lusso, bar e gioiellerie.

    Al momento della restituzione, Carbognin ricorre a vari tentativi di procurarsi il denaro, ma tutti falliscono. Pietro, allora, decide di staccare un assegno del conto intestato alla madre, imitandone la firma e consegnando così 25 milioni all’amico. Il delitto deve quindi essere messo in atto prima che la signora Rosa si accorga dell’ammanco.

    Esecuzione
    Il delitto avviene nella notte fra il 17 e il 18 aprile 1991. Quella sera Maso, Carbognin, Cavazza e Burato si ritrovano nel Bar John di Montecchia che usavano frequentare, e discutono gli ultimi dettagli. Un loro amico, Michele, è informato del progetto affinché ne prenda parte, ma crede che i quattro ragazzi stiano scherzando. Quando poi i ragazzi lasciano il bar, Michele li accompagna in casa di Pietro, ma seguita a non credere, finché decide di rinunciare. Alle 23, i genitori di Pietro non si trovano ancora in casa, poiché stanno tornando da Lonigo dove avevano preso parte a un incontro dei neo-catecumenali.

    Pietro è al corrente di questo in quanto aveva domandato al padre il prestito della sua automobile per recarsi in discoteca. Sa quindi che a minuti, i genitori faranno ritorno a casa. Alle 23.10 infatti l’auto giunge nel garage. Antonio accende la luce ma si accorge che manca la corrente. Così sale le scale per raggiungere, al primo piano, il contatore. Giunto in cucina, viene subito colpito dal figlio, armato di un tubo di ferro; Damiano lo colpisce a sua volta con una pentola. Poco dopo arriva Rosa e viene aggredita da Paolo e Giorgio, armati rispettivamente di un bloccasterzo e un’altra pentola. La madre di Pietro non muore sul colpo, così il figlio interviene e oltre a colpirla lui stesso,cerca di soffocarla mettendole in gola del cotone e chiudendole la faccia in un sacchetto di nylon.Nel frattempo Paolo si accanisce contro il signor Maso premendogli il piede sulla gola. Cinquantatré minuti dopo i primi colpi, le due vittime cessano definitivamente di respirare.

    A delitto compiuto, i ragazzi si disfano degli oggetti serviti allo scopo, e anche delle tute utilizzate per proteggersi dal sangue. Da notare che Burato, Carbognin e Cavazza avevano indossato delle maschere. Paolo e Damiano rientrano a casa. Pietro, invece, ha bisogno di crearsi un alibi, così con Giorgio si reca in due diverse discoteche (nella prima non riescono ad entrare perché piena). Alle 2 del mattino rientra a casa per fare la finta scoperta. Avverte i vicini di aver visto, salendo le scale, “due gambe”. Appare scosso e impaurito. Uno dei vicini entra in casa, sale le scale e scopre la scena.

    Indagini giudiziarie
    Dapprima, come si auguravano i ragazzi, viene battuta la pista di un omicidio a scopo di rapina. Ma ci si accorge ben presto che si trattava di un furto simulato. Un carabiniere anziano sospetta di un particolare: i cassetti sono stati trovati aperti e il contenuto gettato intorno alla stanza quando un ladro, di solito, usa aprirli, limitarsi a cercarvi denaro e roba di valore e poi richiuderli. Questo e altri aspetti deviano gli inquirenti verso la pista più atroce, che l’assassino sia appunto il figlio, il cui atteggiamento, tra l’altro non pare tanto simile allo choc, alla rabbia ed alla disperazione che colpiscono chi apprende di aver perso entrambi i genitori.

    Le stesse sorelle, Nadia e Laura, ne sono chiaramente stupite, e devono lor malgrado rendersi più sospette allorché Laura si accorge dell’uscita di 25 milioni dal conto della madre e trova, lo stesso giorno, la firma falsa di Rosa Tessari e la scritta della cifra per esteso sulla rubrica telefonica di casa; Pietro le rivela dell’assegno intestato a Giorgio Carbognin, aggiunge che era stata la loro madre a firmarlo, ma non sa spiegare il perché di quelle scritte di prova sulla rubrica.

    Queste e altre incongruenze vengono fuori di ora in ora, così come le contraddizioni di Pietro durante i numerosi interrogatori. Stanco e pressato dagli inquirenti, il ragazzo confessa a tarda sera del 19 aprile, due giorni dopo il delitto. A ruota, anche i tre amici ammettono le loro responsabilità.

    Conseguenze giudiziarie
    Tutti vengono arrestati per omicidio volontario, accusa che a chiusura d’istruttoria diventerà duplice omicidio volontario premeditato pluriaggravato. Le aggravanti sono infatti la crudeltà, i futili motivi e, per Pietro, anche il vincolo di parentela. Per la perizia psichiatrica, richiesta dal pubblico ministero Mario Giulio Schinaia, viene chiamato lo psichiatra, docente e scrittore veronese Vittorino Andreoli.

    Il responso del professore contempla la sanità mentale per tutti e tre gli imputati (Burato, non essendo ancora diciottenne, verrà giudicato dal tribunale dei minori che lo condannerà a 13 anni) e quindi la piena capacità di intendere e di volere. Nello specifico caso di Maso, leader indiscusso oltre che figlio delle vittime, Andreoli parla di disturbo narcisistico della personalità, ma non si tratta di vera e propria infermità. Al processo, presso la Corte d’Assise di Verona, il pubblico ministero chiede quindi il massimo della pena per Maso e poco meno di trent’anni per gli altri due. La sentenza viene emessa il 29 febbraio 1992, con la condanna di Pietro Maso a 30 anni e 2 mesi di reclusione; Cavazza e Carbognin sono condannati a 26 anni ciascuno. Nelle motivazioni vi è il riconoscimento di un vizio parziale di mente.

    Ad alimentare l’indignazione pubblica vi è pure l’atteggiamento freddo e distaccato dei tre imputati al processo. Oltretutto, per diversi mesi, Maso pretende insistentemente la propria parte di eredità; solo il sollecito del suo avvocato difensore, al fine di accrescere la possibilità di evitare l’ergastolo in primo grado, lo convincerà a rinunciarvi ufficialmente.

    In secondo grado, la Corte d’appello di Venezia conferma la sentenza del primo. La Corte di Cassazione conferma poi a propria volta. La condanna passa quindi in giudicato.

    Conseguenze mediatiche
    Il “caso Maso”, naturalmente, è all’origine di numerosi dibattiti in giornali e televisioni. Da sedici anni, per la cronaca (la diciottenne vercellese Doretta Graneris, che nel 1975 assieme al fidanzato uccise padre, madre, nonni e fratellino), non si registrava un caso simile in grandezza e gravità fra quelli i cui colpevoli avessero meno di 20 anni, e qualcosa del genere accadrà solo dieci anni dopo col delitto di Novi Ligure.

    Pietro Maso oggi
    Attualmente Pietro Maso sconta la sua pena in regime di semilibertà nel carcere di Opera, in provincia di Milano. In passato ha ottenuto alcuni permessi-premio: il primo nell’autunno 2006 e il secondo, per Pasqua, dal 7 al 9 aprile 2007. Con l’indulto, il termine ufficiale della sua pena è fissato al 2015 e non più al 2018. Maso ha preso parte ai programmi rieducativi, studia e si è riavvicinato alla fede.

    Ha anche partecipato ad un corso teatrale di musicals (tra cui una rappresentazione del celebre musical Jesus Christ Superstar dove interpretava un angelo.

    Nell’intervista a La Repubblica del 5 febbraio 2007 Maso dichiara che molti ragazzi gli scrivono perché avrebbero voglia di fare quanto ha fatto lui, e che lui li invita a frenarsi e a cercare di ricucire i loro rapporti: «Non ho potuto salvare me stesso: almeno ci provo con gli altri».[26] Tuttavia, la scrittrice Cinzia Tani, esperta di storia sociale del delitto, afferma che «in carcere le sue preoccupazioni sono la cura della propria persona, dal profumo all’abbronzante, dalla ginnastica a prendere il sole. Non prova alcun rimorso. Riceve lettere da migliaia di fans.»
    Il 14 ottobre 2008, a Maso è stata concessa la semilibertà dai giudici della sorveglianza di Milano[28][29].

    Dal 22 ottobre 2008, Pietro Maso lavora a Peschiera Borromeo in una ditta di assemblaggio computer e componentistica varia, uscendo alle 7,30 e dovendo rientrare in carcere entro le 22,30. Nel suo primo giorno di lavoro non è mancata la folla di giornalisti e curiosi all’esterno della ditta. Un passante ha urlato: “Ammazzatelo, quell’assassino” (Corriere della Sera, 23 ottobre 2008).

    Filmografia
    Al caso Maso è ispirato il film del 1994 di Luciano Manuzzi I pavoni. Simile nell’argomento anche un film per la televisione statunitense del 1992, Il freddo cuore di Chris (titolo originale: Honor thy mother

    Dedicato a pumaro

  9. barbossa - commento N.9 :

    Dopo questa sfilza di dati posso cocludere che l’integralismo è assai pericoloso. Ci si guarda le spalle “dai Pietro Maso” (giustamente), persone che senza nessun preavviso commettono stragi. E allora perchè non dovrei guardarmi le spalle da chi mi minaccia?

  10. rodolfo - commento N.10 :

    Dobbiamo guardarci anche dentro, non solo alle spalle.

    Rodolfo

  11. fratelloblutarsky - commento N.11 :

    Scusa Rodolfo,ma cosa c’entra il tuo commento?

    Fratello.

  12. undertacker - commento N.12 :

    Hai hai Rodolfo, mi meraviglio di te. Un uomo di cultura che però alle volte è troppo arroccato su posizioni politiche come il buon Esposito.
    Certo Maso è in wiki ma chi ti dice che prima o poi nn ci entrino anche i vari padri mussulmani steminatori di figli o figlie in nome del Corano?
    Le due cose sono molto differenti, visto che di Maso ce ne è stato uno e speriamo non si ripeta mai più, mentre di Integralisti Islamici quanti ne possiamo contare?
    Ritengo che quelle persone siano rimaste ancora ai tempi delle Crociate e per quei tempi si comportano in maniera adeguata, fortunatamente nel mondo occidentale la Santa Inquisizioneè sparita da tempo, mentre per loro vige ancora la pià squallida interpretazione della loro Rispettabilissima Religione.

    Saluti

    Undertacker

  13. rodolfo - commento N.13 :

    per fratelloblutarsky
    Dopo aver postato il commento di barbossa, che si conclude con la domanda

    perchè non dovrei guardarmi le spalle da chi mi minaccia?

    che solleva un problema antico quanto il mondo, ovvero il problema dell’altro come minaccia, ho aggiunto che occerre, a mio avviso, dare un’occhiata anche dentro di noi, come comunità, perchè il processo di integrazione tra i popoli non si ferma, non si può fermare. E’, in una parola, irreversibile.

    Rodolfo

  14. rodolfo - commento N.14 :

    Per undertacker e le sue “meraviglie”.
    Non c’è solo Maso. Novi Ligure ti dice niente? La cronaca nera è piena di “macelli” che si consumano nell’ambito familiare. Non è una questione razziale.
    Qui, in questo post, si tratta di persone che intendono pregare. La nostra costituzione è chiara in fatto di libertà di culto. Se poi qualcuno afferma che all’interno di questa o quella comunità vi siano dei malintenzionati, faccia il suo dovere di cittadino e denunci alle autorità competenti quello che sa.
    Altrimenti solleva solo dei pregiudizi. Come fa chiaramente pumaro.
    Che io sia “arroccato” sulle posizioni politiche dell’amico Salvatore Esposito mi giunge proprio nuova. A me non pare, ma forse tu ne sai più di me. Se mi vuoi spiegare, te ne sarò grato.

    Rodolfo

  15. barbossa - commento N.15 :

    Te lo spiego io Rodolfo. Paragonare il caso Maso alle minacce di un’intera scuola culturale, non mi sembra appropriato. Maso è un pazzo che all’insaputa di tutti ha premeditato e commesso un omicidio. I Mussulmani sono una comunità di persone che vengono continuamente incoraggiate a commettere omicidi. Il mussulmano che sta seduto al mio fianco in un bar non è detto che sia un omicida, ma so per certo che viene incoraggiato ad esserlo. Maso non era incoraggiato da nessuno e guarda cosa ha combinato. Con questo non voglio essere razzista, anzi, ben vengano le diverse culture, preghino, banchettino assieme ecc., ma un pizzico di timore mi resta. Questo timore fortunatamente può essere tutelato, prendendo delle precauzioni fino a quando l’integrazione non sarà un dato di fatto.

    Ti assicuro Rodolfo che mi guardo dentro molto spesso, purtroppo però non posso guardare dentro le altre persone.

    Barbossa

  16. punks not dead - commento N.16 :

    “Altrimenti solleva solo dei pregiudizi. Come fa chiaramente pumaro.”

    se si parla di Islam, di integrazione, si parla inevitabilmente dei valori e dei riferimenti culturali che vengono portati da queste comunità.
    siccome la povera ragazza marocchina, apparentemente è stata sgozzata in nome di questi valori (e non è neanche la prima volta),
    il riferimento di pumaro mi sembra assolutamente in argomento.

  17. Jesoloforum - commento N.17 :

    Barbossa:”I Mussulmani sono una comunità di persone che vengono continuamente incoraggiate a commettere omicidi. Il mussulmano che sta seduto al mio fianco in un bar non è detto che sia un omicida, ma so per certo che viene incoraggiato ad esserlo”

    Punks not dead:”la povera ragazza marocchina, apparentemente è stata sgozzata in nome di questi valori “.

    Come persona prima e come admin mi dissocio totalmete dalle affermazioni ricordate qui, e presenti nei commenti 15 e 16, relativamente “all’incoraggiamento” continuo all’omicidio e ai valori delle comunità musulmane presenti nel nostro territorio
    Gli autori delle affermazioni riportate ne sono pienamente responsabili.

    Rodolfo Murador - Jesoloforum

  18. pumaro - commento N.18 :

    l’avvocato difensore del signor esposito risponde al mio commento n. 6 citando il caso Maso. Mi sfugge il nesso che lega i due tragici episodi, evidentemente non è un bravo avvocato.
    Torni a fare l’admin, possibilmente evitando le minacce contenute nel suo patetico post n.17.

    con stima
    pumaro

  19. punks not dead - commento N.19 :

    non vedo da cosa ci si debba dissociare, nel mio caso, ho solo fatto notare che il commento di pumaro sia in topic col tema della discussione.
    la parte virgolettata non è un’opinione ma la cronaca di un fatto avvenuto.

    personalmente ritengo questi casi episodi assolutamente isolati, ciò non toglie che ci sia un problema culturale che va affrontato, nascondere la testa sotto la sabbia non serve a nessuno.

  20. fratelloblutarsky - commento N.20 :

    Rodolfo,non ci siamo.
    Puoi giustificare come vuoi il tuo commento,ma non ci trovo alcun nesso con quanto scritto in precedenza.
    Piuttosto mi dispiace per Esposito che con tanto sacrificio sta organizzando questa Festa di Fine Ramadam.
    La notizia dell’assassinio della ragazza è un vera tegola.
    Ti metti ad organizzare la festa dei musulmani, denunci la discriminazione religiora, proclami l’integrazione culturale e cosa succede?
    A 50km di distanza un signore musulmano uccide la propria figlia perchè frequentava un ragazzo cristiano e italiano(secondo quanto riportano i media nazionali).
    Un fatto accaduto non nelle periferie emarginate delle nostre metropoli,ma in un paese di provincia “su al Nord”.
    Un paese come il nostro e come tanti altri.
    Sei bravo adesso se ti metti a parlare di integrazione e di multiculturalismo.
    Buon lavoro.

    Fratello.

  21. rodolfo - commento N.21 :

    No, io ci sono, fratello, e anche tu ci sei, solo da un’altra parte, per modo di ragionare e scrivere. Nessuno toglie cittadinanza alle tue idee, nè tu alle mie.
    Io non devo giustificare il mio commento, ho scritto qullo che penso e basta, senza deridere nessuno e senza offendere.
    Quindi, se mi vuoi chiarire cosa intendi con “Non CI siamo” mi dai modo di darti ulteriori motivi di discussione.

    Rodolfo

  22. Redazione - commento N.22 :

    Per punks
    Immaginiamo bene che TU non veda da cosa ci si debba dissociare. La redazione di Jesoloforum sì.

    Saluti

    Jesoloform

  23. salvatore esposito - commento N.23 :

    Fratelloblu…..
    a maggior ragione ora più che mai continuo a parlare di integrazione e di confronto culturale.
    Un caso come quello successo del genitore che uccide la propria figlia deve essere preso come motivo per condannare una cultura diversa dalla nostra, affermando che quella è ”la cultura” dell’Islam, senza considerare che anche in quei paesi esistono movimenti di dissidenti e di settori interi della società che protestano e chiedono aperture sociali e diritti civili ?
    Come consideriamo allora il fatto che i paesi protestanti del Nord Europa considerano noi Italiani ancora arretrati in determinati settori culturali e per quanto riguarda la reale parità fra uomini e donne ?
    Insomma, evitiamo di guardare le cose con gli occhi socchiusi dal rancore ideologico e dalla presunzione di essere i migliori.
    Come già ho scritto a Pumaro in altro post ho l’impressione che qualcuno sia contento di quanto successo solo per il motivo di poter dire…vedete ? abbiamo ragione noi.
    Nessuno che abbia avuto parole di cordoglio per la morte della ragazza.
    Che fine ha fatto la ”pietas” ?
    Volete sapere qual’è il tragico, se non lo schifo, di tutto questo ?
    Che addirittura questa tragedia mi è stata dedicata.
    E qualcuno si ritiene ancora in diritto di sentirsi un essere umano ?

  24. undertacker - commento N.24 :

    Quoto in pieno il commento N°15 di Barbossa.
    Vedi Rodolfo, con il tuo commento che non vedi affinità tra te e Esposito mi sembra tu sia come quello che essendo in autostrada e vedento tutte le altre macchine sfrecciare in direzione opposta alla sua esclama: ma dove vanno questi matti contromano.
    Maso e gli altri appartengono solo a loro stessi, non spinti dal fanatismo religioso che purtroppo muove parecchi islamici.
    E soprattutto il problema è che loro sono convinti che la ragione sia dalla loro parte, come l’esempio che ti ho fatto appena sopra.
    Come fai a parlare di integrazione con chi ragiona in quel modo?
    Io sinceramente non ci riesco.
    Saluti

    Undertacker

  25. punks not dead - commento N.25 :

    di solito ci si dissocia da una affermazione, o da una presa di posizione, nessuna delle due cose erano presenti nel mio post.

    ribadisco che il tema della convivenza porta con se il tema dei valori delle civiltà destinate a convivere.

    i valori della civiltà mussulmana entrano pesantemente in gioco, anche se in modo perverso ed aberrante, nel caso di cronaca riportato, che sta occupando le prime pagine di tutti i giornali e organi di informazione vari.

    è una cosa di cui stanno parlando tutti, far finta che non sia successo niente non mi sembra molto producente.

  26. punks not dead - commento N.26 :

    “Come consideriamo allora il fatto che i paesi protestanti del Nord Europa considerano noi Italiani”

    il solito benaltrismo.
    c’è un problema in Italia, a cosa serve tirar fuori i protestanti del nord europa se non a tentare di sviare l’attenzione dal problema?

    perchè non cominciamo a tirare fuori proposte concrete per evitare che casi simili si ripetano?
    o che in futuro questi contrasti esplodano come in francia e negli altri paesi “del nord europa”?

  27. jesoloforum - commento N.27 :

    Per punks
    L’affermazione

    la povera ragazza marocchina, apparentemente è stata sgozzata in nome di questi valori (e non è neanche la prima volta),

    è tua o è tratta da altra fonte?

    Jesoloforum

  28. Ivano - commento N.28 :

    Secondo me bisogna stare ben attenti a non trasformare un “reato” (un orribile reato) severamente condannato da tutti i codici penali attualmente esistenti/vigenti nell’intero globo, in uno scontro tra culture e civiltà. Le religioni, soprattutto quelle monoteiste (le principali sono Islam, Cristianesimo ed Ebraismo), hanno il merito di aver messo “ordine” nella nostra vita qutidiana; diversamente saremo ancora quì a confrontarci come fanno gli animali dando retta più ai nostri istinti piuttosto che a quello che noi adesso chiamiamo “buon senso”.

    La contrapposizione tra Islam e Cristianesimo ha riempito le pagine di storia a partire dalle guerre crociate fino ai giorni nostri, quasi a diventare uno status quo culturale intrinseco nei credenti dei due schieramenti religiosi. Distinguere il Cristianesimo come migliore dell’Islam, o viceversa, è sbagliato e i fatti storici a partire dal medioevo ce lo dimostrano: da una parte basta citare i malanni perpretati dalla sacra inquisizione (vedi Galileo Galileo e Giordano Bruno) è un esempio eloquente; dall’altra si evidenzia quell’integralismo Musulmano che si accompagna molto bene con i malanni combinati a suo tempo dalla sacra inquisizione.

    L’Islam è più giovane del Cristianesimo di circa 700anni, un gap che probabilmente ha una influente incidenza nel processo culturale-evolutivo per i nuovi arrivati. Nel frattempo credo sia meglio astenerci da giudizi troppo affrettati, confidando maggiormente sull’applicazione di quanto sancito dai codici civili e penali.

  29. barbossa - commento N.29 :

    Anche l’integralismo padano porta ad odiare le persone del sud oppure gli stessi immigrati. Con questo non sto dicendo che tutte le persone seguaci di Bossi impazziscono e si mettono a costruire un muro a Firenze, ascoltando quello che dice il suo capo. Esistono seguaci della LN molto intelligenti e ragionevoli (come in qualsiasi partito politico).
    Di conseguenza il mio post non era rivolto a qualsiasi Mussulmano, ma solo a quelli che potrebbero recepire un incoraggiamento da quelli che loro ritengono essere le sue guide spirituali, e stando ai fatti, ce ne sono.
    Si vede che non avevi letto con attenzione il post, Rodolfo.

    Barbossa

  30. jesoloforum - commento N.30 :

    per Barbossa.

    Le affermazioni

    “I Mussulmani sono una comunità di persone che vengono continuamente incoraggiate a commettere omicidi. Il mussulmano che sta seduto al mio fianco in un bar non è detto che sia un omicida, ma so per certo che viene incoraggiato ad esserlo”

    sono tue o sono tratte da altra fonte?

    Jesoloforum

  31. barbossa - commento N.31 :

    Scusami? Sono mie al 100% e non ho nessun problema a dirlo. Perchè dovrei averle tratte da altre fonti?

  32. salvatore esposito - commento N.32 :

    Nell’intervento precedente avevo chiesto cosa ne pensassero tutti gli intervenuti sul fatto che una tragedia fosse ”dedicata” ad una persona con una preoccupante leggerezza.
    La morte di una ragazza diciottenne assassinata dal padre è una tragedia che spinge a farsi molte domande; possibile che debba essere usata e dedicata ad altra persona ?
    Ripeto: è da essere umani ?

  33. barbossa - commento N.33 :

    Il post era partito con l’analizzare un’altro argomento, il caso della ragazza assassinata è stato solo preso in esame come dato di fatto. Nessuno ha detto che non siamo in pena o non ci dispiaccia per tale avvenimento. E da esseri umani dispiacersi e farsi domande, come è da esseri umani analizzare i dati di fatto per arrivare a delle conclusioni.

  34. punks not dead - commento N.34 :

    “L’affermazione la povera ragazza marocchina, apparentemente è stata sgozzata in nome di questi valori (e non è neanche la prima volta),
    è tua o è tratta da altra fonte?”

    di mio ho aggiunto l’”apparentemente”, visto che la notizia era fresca e quindi un margine di dubbio ci poteva essere.
    tutti i giornali invece hanno riportato i fatti e le motivazioni in modo molto chiaro ed inequivocabile.
    e tutti i giornali, non potrebbe essere diversamente, richiamano il caso di Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre per le stesse motivazioni.

    l’argomento è enorme, l’atteggiamento di chiusura e intolleranza è sbagliato, ma è altrettanto sbagliato, secondo me, un approccio superficiale alla “volemose bbene”, fatto di bambini che si tengono per mano tipo pubblicità della coca cola, che non tenga conto dei profondi contrasti che potrebbero emergere da una coesistenza forzata e non governata e seguita con attenzione.

  35. fratelloblutarsky - commento N.35 :

    Per “non ci siamo” intendevo dire che non ci troviamo daccordo.
    Intendo dire che non trovo alcun nesso,nemmeno remoto,tra l’omicidio della giovane e gli omicidi di Maso.

    Fratello.

  36. pumaro - commento N.36 :

    Da Corriere.it
    17.09.09

    Il padre di Sanaa: «Era la mia vergogna»
    La figlia uccisa perché conviveva con un italiano. Il pm: la pista dei motivi religiosi

    e ancora:

    PORDENONE - «Perdono mio marito: ha commesso un gesto orrendo, ma è mio marito, il padre di altre mie due figlie. Forse ha sbagliato Sanaa»: lo ha detto la mamma di Sanaa, la ragazza marocchina di 18 anni, uccisa martedì sera a Montereale Valcellina (Pordenone).

    dedicato a esposito

  37. pumaro - commento N.37 :

    Da Gazzettino.it

    VENEZIA (16 settembre) - Hina Saleem era una bella ragazza pachistana di vent’anni, viveva a Sarezzo in provincia di Brescia. Ma non ne voleva sapere dei rigidi costumi della famiglia ed era fidanzata con un giovane italiano. Niente di scandaloso. Il padre proprio non voleva accettare il suo stile di vita all’occidentale. Così dopo un consiglio di famiglia, l’ha indotta a tornare a casa con un invito trappola. Poi l’ha sgozzata e sepolta nel giardino con la testa rivolta alla Mecca.

    L’omicidio avvenne l’11 agosto del 2006

    dedicato a esposito

  38. rodolfo - commento N.38 :

    A me pare evidente che l’obiettivo di pumaro, come spesso accade e spesso gli riesce, è quello di sviare e di svilire ogni ragionamento.
    In questo senso ritengo pumaro un valore di confronto imprescindibile in questo forum, perchè è la voce dell’astio, della negatività, dell’intransigenza cieca.
    Quanto al mio riferimento a Maso, vorrei chiarire, prima di chiudere i miei interventi su questo post, con quanto già detto nel post n°10, riferito a un commento di Barbossa:
    occorre guardare anche dentro di noi, non solo guardarci alle spalle.
    Il caso Maso c’entra con gli italiani come il caso della povera ragazza c’entra con i fedeli che vogliono pregare.
    Guardare dentro di noi significa riconoscere che il seme della violenza è dovunque. Il fatto che pumaro, iniziatore di questa triste sequenza di commenti, abbia associato un omicidio terribile ad una comunità mi ha portato, per converso, a citarne uno che appartiene alla nostra cultura (o ai suoi esiti)proprio per dire che questi omicidi non possono essere i paradigmi nè di questa nè di quell’altra comunità.
    Il tema mancato di questo post è il tema dell’altro.
    Peccato non averlo approfondito.
    Ma ci ritorneremo, prestissimo.

    Buona continuazione.

    Rodolfo

Lascia un commento

Devi essere registrato/loggato per scrivere un commento.

Advertise Here
TEST

Archivio



Categoria


Advertise Here
Advertise Here
Advertise Here
Advertise Here