Libertà in pericolo!!! Salviamo il premier!
mer, set 2, 2009
Dal Repubblica.it. ovvero il giornalaccio, la lista vergognosa di chi vuole screditare il Cavaliere.
La destra vigili e scopra le malefatte dei sovversivi. Sono 190.000.
L’iniziativa infamante è stata lanciata lanciata dai giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky.
Popolo della destra, custodi del Verbo berlusconiano, forzisti, post-fascisti e leghisti, salvateci da questa marea rossa.
190 mila firme da controllare.
Contiamo su di Voi.
Buon Lavoro.
Dinmint
ROMA – E’ una risposta massiccia, fatta di decine di migliaia di firme, quella ottenuta dall’appello di Repubblica in difesa della libertà di stampa, l’iniziativa lanciata dai giuristi Franco Cordero, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky dopo la decisione del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di denunciare Repubblica per le dieci domande che il quotidiano da mesi gli pone ma alle quali lui non ha ancora dato alcuna risposta.
A mobilitarsi subito è stato il mondo della cultura e dello spettacolo. Fra le adesioni, anche quella di Umberto Eco. “Ho già detto che quando qualcuno deve intervenire a difesa della libertà di stampa – osserva Eco nella dichiarazione che accompagna la sua adesione – vuole dire che la società e con essa gran parte della stampa, è già malata. Nelle democrazie ‘robuste’ non c’è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno viene in mente di limitarla”.
Non solo il mondo della cultura e dello spettacolo. Firmano Bernard Guetta, editorialista de L’Express e France Inter, e Edwy Plenel, ex vicedirettore di Le Monde e presidente del sito Mediapart e Jean Daniel, giornalista, scrittore, già direttore de Le Nouvel Observateur. Gli architetti Renzo Piano e Gae Aulenti. Il velista Giovanni Soldini. Giovanna Melandri. Sandra Bonsanti, presidente di Libertà e Giustizia, e don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Libertà e Giustizia, si legge in una nota, “testimonia la sua solidarietà in particolare ai giornalisti di Repubblica e dell’Avvenire, direttamente minacciati e spiati con metodi piduisti, ma in generale a tutti i giornalisti italiani che con questa denuncia di Silvio Berlusconi hanno ricevuto una sorta di avvertimento: è vietato fare domande; è vietato criticare”. Arriva anche un messaggio di solidarietà dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia, e del presidente dell’Unione dei giovani avvocati Gaetano Romano. All’appello ha aderito anche l’Arci nazionale.
Dal mondo della cultura e dello spettacolo sono arrivate le firme di solidarietà, fra le altre, di Dario Fo, Andrea Camilleri, Roberto Saviano, di Vincenzo Consolo, Bernardo Bertolucci, dello scrittore cileno Luis Sepulveda, del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, di Daniele Silvestri. Ed altre se ne aggiungono. Roberto Benigni e Nicoletta Braschi, Liliana Cavani, Francesca Archibugi, Paola Cortellesi. Gli editori Alessandro e Giuseppe Laterza, l’attrice Lella Costa, le scrittrici Sandra Petrignani e Clara Sereni, il pittore e disegnatore Tullio Pericoli, Stefano Disegni e Massimo Caviglia.
E ancora, Jovanotti, Shel Shapiro, Arnoldo Foà, Giuseppe Piccioni, Riccardo Milani, Silvio Soldini, Andrea Vianello, Giovanni Floris, Corrado Augias, Maurizio Mannoni, Ludina Barzini, Fiorella Mannoia, Sergio Staino, Pippo Baudo, Niccolò Ammanniti, Claudio Bisio e Sandra Bonzi, Mariangela Melato, Antonio Albanese, Salvatore Settis, Caterina Murino, Filippo Timi, Asia Argento, il regista Enzo D’Alò. E si aggiungono Arnoldo Foà che “aderisce con convinzione”, e il consigliere di amministrazione della Rai, Nino Rizzo Nervo.
C’è anche l’adesione di Adriano Celentano e di sua moglie Claudia Mori. Un tema, quello della libertà di stampa, caro al cantante: nell’ottobre del 2005, nel corso di una delle puntate del suo show Rockpolitik in onda su RaiUno, Celentano mostrò la classifica – redatta dall’istituto di ricerca americano Freedom House – del livello di “Freedom of the Press”, la libertà di stampa presente nei paesi del mondo (l’Italia compariva allora al 77esimo posto).
Tra gli altri firmatari – oltre ai già citati Fo, Camilleri, Bertolucci – anche Gino Strada, Franca Rame, Carlo Verdone, Elda Ferri, Victoria Cabello, Fabrizio Gifuni, Francesca Comencini, Gabriele Salvatores, Giulio Scarpati, Pierfrancesco Favino, Ascanio Celestini, i produttori cinematografici Angelo Barbagallo e Domenico Procacci, Marco Risi, Davide Ferrario, Sandro Veronesi, Carlo Lucarelli, Antonio Scurati, Erri De Luca, Giuseppe Montesano, Enrico Deaglio, Francesco Rosi, Carla Fracci e Beppe Menegatti, Ornella Vanoni, Miranda Martino, Angela Finocchiaro, Michele Placido e Renato De Maria. E dall’estero arriva l’adesione di Helen Mirren, premio Oscar per l’interpretazione della Regina Elisabetta in The Queen.
E ancora, Guido Rossi, Carlo Ginzburg, Rosario Villari, Tullio Gregory, Corrado Stajano, Giovanni De Luna, Miguel Gotor, Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Ottavia Piccolo, Licia Maglietta, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Ferzan Ozpetek, Milva, Marco Bellocchio, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Saverio Costanzo, Carlo Degli Esposti, Massimo Ghini, Ettore Scola, Furio Colombo, Giacomo Marramao, Stefania Sandrelli, Giovanni Soldati, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi, Paolo Sorrentino. Maurizio Crozza aderisce e osserva: “La mia solidarietà va a Silvio Berlusconi. Dove s’è mai visto un giornalista che pone domandi irriverenti al capo del governo? Un bravo giornalista non assume iniziative, un bravo giornalista scrive sotto dettatura”.







settembre 2nd, 2009 at 11:59
Accontentatevi dell firme chè in primavera,quando si voterà per le regionali, si registrerà l’ennesima difatta,stavolta del salumiere Bersani.
Ho datto una veloce lettura:son le solite firme dei soliti nani e ballerine buone per tutte le occasioni e in più qualche “genio” scaduto tipo Eco.Manca solo Pippo Baudo e Mike Buongiorno.
E non parliamo di moralità perché il tsunami sexipugliese ogni giorno ci regala delle novità eclatanti,perfino l’avocatessa ventiseienne che si prostituiva tanto a pratica…..
settembre 2nd, 2009 at 13:24
Guarda Angelo che i “nanetti” in italia sono due. Uno sai chi è,l’altro ha bacchettato la tua sindaca prorio stamattina.
Letta la Nuova? Prima pagina…
Cari saluti.
Fazzi
settembre 2nd, 2009 at 23:09
@Angelo1
) lo aveva proposto come senatore a vita ?
vacci piano con il Mike, o hai già dimenticato che il nostro (o meglio il tuo dal tenore del commento
settembre 3rd, 2009 at 07:09
Quando si dice coerenza…
AUSTRALIA: MINISTRO SI DIMETTE, HA TRADITO LA MOGLIE
SYDNEY – Il ministro della sanità del Nuovo Galles del sud, John Della Bosca, si è dimesso improvvisamente ieri sera anticipando le rivelazioni su una relazione con una donna di 26 anni, in uno ‘scandalo sessuale’, come lo definiscono i giornali, che ha messo fine alle sue aspirazioni a diventare premier dello stato, di cui Sydney è capitale.
La donna ha dichiarato al Daily Telegraph di aver avuto una relazione di sei mesi con il ministro, cui lei ha messo fine perché Della Bosca, 53 anni e sposato con una parlamentare federale, non aveva mantenuto la promessa di lasciare la moglie. Nella lettera di dimissioni da ministro e da leader laburista in Senato, Della Bosca si rammarica per “certe decisioni personali” prese, e si dice dispiaciuto per il dolore causato alla sua famiglia.
“In nessuna occasione ho disatteso i miei doveri come ministro o membro del parlamento – assicura – ma non voglio che questa diventi una distrazione per un governo che sta lavorando duro per migliorare le cose”. Della Bosca nega le asserzioni della donna, secondo cui avrebbe cancellato riunioni di lavoro per fare sesso con lei, ed avrebbe eluso i controlli di sicurezza in parlamento perché lo accompagnasse nel suo ufficio senza essere registrata.
Proprio come succede da noi!
BELTIPO
settembre 3rd, 2009 at 10:23
Alf mi dispiace che tu mi abbia inserito tra gli adoratori del Papi.
Per chi ha avuto la”fortuna”(?!?) di leggere i miei commenti sa quanto sono distante da simil personaggio ma questo non mi esime da criticare la solita raccolta di firme dei soliti noti, ormai scaduti a piccoli mostri, che ieri sera eran tutti seduti in prima fila alla inaugurazione della mostra del Cinema di Venezia.
Hai notato che Di Pietro sull’argoemnto specificon non attacca mai?
Merchè ha molte “scheletre” nell’armadio:tutti lo sanno e nessuno lo dice.
settembre 3rd, 2009 at 14:31
@Angelo1
susa ma che cavolo di incompatibilità c’è tra la mostra di ve e la difesa della libertà di stampa ? seriamente, me lo spieghi ?
non farti prendere dal qualunquismo, ma approfondisci l’informazione perchè su questi argomenti anche Di Pietro come molti altri ha detto molto. Certo se si sta a guardare il Tg1 l’argomento principale dell’estate è “qual’è il gusto del gelato che va per la maggiore …”.
in ogni caso … Papi o Papa ti rispetterei, la mia era solo una battuta, perchè a voler essere seri la situazione che si sta creando è molto molto inquietante : l’informazione è la condizione primaria per la formazione di libere coscienze e quindi per la democrazia
settembre 3rd, 2009 at 16:18
Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore,Carlo Verdone, Elda Ferri, Victoria Cabello
E Furio Colombo il maggiordomo di casa Agnelli
E quindi secondo te sarebbero questi signori che hanno firmato(o almeno la maggioranza) i custodi e garanti della democrazia.
Scorrendo i nomi son sempre i soliti pronti per ogni firma ma ormai lontani dalla vita reale.Quelli che vanno in trasmissione e fanno la classica domanda: ma come fa una famiglia a vivere con 1000 euro al mese?…siamo sotto la soglia di povertà e non si a<ccrgono che stanno umiliando migliaia di famiglie che co i 1000 disprezzati euro,facendo sacrifici immensi,crescono i figli e fanno andare avanti la bazracca.Vero Crozza, Mannoni, Floris,Garder che però va a fare le vacanze con l’ingegnere…vo mille euro li prendet al minuto.
Ve li ricordate i nomi di chi firmò il manifesto per giustificare l’omicidio del povero commissario Calabresi?
Rileggeteli con calma e meditate. Qualunquisti e opportunisti allora,qualunquisti,opportunisti e miserabili adesso.
Quanto alla storia del gelato in TV ma al governo ci sono sempre stati gli alieni?
Prodi,Weltroni,D’Alema Bersani non avevano parlato della urgentissima legge conflitto di interesse ma poi….. lasciamo perdere,
Alf senza nessun risentimento personale,anzi è bene confrontarsi, più che dare consigli bisogna dare esempi.
settembre 3rd, 2009 at 16:22
Scusate i molti errori di battitura ma la mia vista sta scemando,nonostante gli occhiali.
settembre 3rd, 2009 at 18:06
non essere così pessimista (?!?) 230.000 non saranno mica in maggioranza nani e ballerine ? anch’io ho firmato e se ci sarà una manifestazione cercherò di andarci e poi sono 1.80 e quanto a ballare lasciamo stare. Non credo sia necessario essere garanti della democrazia per dare un contributo a questa società ma penso basti essere attenti, corretti e partecipare.
A mio parare la legge sul conflitto di interessi non l’hanno fatta perchè non avevano i numeri, perchè la realtà come sempre ha superato la fantasia (e temo non sia finita) e poi perchè per il ns skipper forse non era “sufficientemente elegante” farla in corsa (intendo a discesa in campo avvenuta)
Gli opportunisti e qualunquisti ci saranno sempre, statisticamente, basta compilare un elenco con più di 10 persone, ahi … mi sono fatto contagiare …
settembre 3rd, 2009 at 18:17
La libertà di stampa è importantissima, certamente, ma non deve però essere il pretesto per compiere diffamazioni o per sferrare attacchi sul piano personale, specie se fatti per aumentare la tiratura dei giornali.
La libertà di stampa è essenziale per la democrazia, perciò è bene che tutti i cittadini vigilino sempre affinché sia preservata, però finora, a quanto pare, il presidente Berlusconi si è limitato a presentare querela nei confronti di un giornale, per cui ora sarà la magistratura ad indagare. Non mi risulta, almeno per ora, che sia stato eliminato fisicamente qualche giornalista scomodo.
Se penso alla situazione in Russia, in Afghanistan, in Cina, in Iran o in tante altre parti del mondo dove la libertà, non solo di stampa, è davvero un miraggio, mi vien da pensare che come al solito stiamo un pò esagerando.
Luigi – JesoloForum
settembre 3rd, 2009 at 19:13
Alf prlando di nani e ballerine non mi riferivo certamente alle migliaia di persone che in buona fede hanno sottoscritto l’appello al Capo dello Stato per la libertà di stampa.
Sottolineavo che nell’elenco comparivano i soliti noti,molti dei quali continuano a pubblicare per Mondadori,dirigono film per la Medusa, partecipano o hanno partecipato con sacro furore a programmi del Cavaliere, accettano l’invito del ministro Bondi per fare passerella alla mostra del Cinema di Venezia.
Quanto a Repubblica non è a mio avviso un opera pia ma difende interessi particolari come tutte le altre testate.
Il grave ed è stato accertato è che quando comincia a tifare per qualche politico molto presto questi cade in disgrazia,vedere De Mita,Craxi,Veltroni…
Infine grazie Avv.Luigi per il suo intervento nel quale mi riconosco pienamente:poche righe ma esaustive.
settembre 3rd, 2009 at 20:04
una pagliacciata.
una patetica pagliacciata promossa dal solito giornalaccio.
230.000 firme sono pochine: forza, popolo della sx, firmate firmate firmate.
settembre 3rd, 2009 at 23:25
Admin Luigi, ma Enzo Biagi l’abbiamo già dimenticato ? ma che esagerato che sono, non gli hanno mica sparato
Per il reto sono d’accordo con te, non lamentiamoci, mica siamo peggio dell’Afghanistan
settembre 3rd, 2009 at 23:47
“Manca solo Pippo Baudo”
a dire il vero Pippo Baudo c’è.
mancano Sbirulino e Topo Gigio.
settembre 4th, 2009 at 00:03
dimenticavo (e poi smetto giuro)
grazie Angelo1, ora mi è più chiaro il ragionamento sugli attori, parere sacrosanto Però una cosa non ho ancora capito: Repubblica che tifa De Mita Craxi Veltroni ? ma che caspita di Repubblica leggi ? io non perdo un numero da almeno 10 anni e giuro che non ricordo questi articoli, anzi …
@pumaro : un pelino tranchant ?
settembre 4th, 2009 at 11:27
pumaro… sempre più al soldo di berlusconi.
negare così spudoratamente l’evidenza ti mette sul piano di fede e feltri.
anche loro hanno un giornalaccio.
peccato, una mente brillante come la tua che si butta via così.
settembre 4th, 2009 at 14:36
Alf, purtroppo o per fortuna,leggo Repubblica dal 1° numero,14 gennaio 1976
Scalfari si innamora di Craxi definendolo uno dei più grandi statisti italiani,soprattutto dopo l’episodio di Sigonella, ma poi prende le distanze di fronte all’atteggiamento possibilista sulle trattative per la liberazione di Moro. Lo scarica definitivamente dopo la scoperta delle tangenti e praticamente lo spinge ad Hammamet.
Allora dedica le sue attenzioni alla sinistra democristiana di De Mita ma lo scandalo Irpiniagate lo porta a crocefiggerlo..
E qui nasce il detto che la Repubblica è come l’edera , prima ti avvolge e poi ti stritola
S’innamora anche del primo Veltroni,quello del congresso di Torino
http://www.repubblica.it/online/politica/congresso/rosso/rosso.html
Ma poi lo attacca accusandolo di scarso decisionismo con la storia del “si ma anche”
Ed ecco la situazione attuale(fal Bolg pazzo per Repubblica)
“Sembra infatti che De Benedetti stia facendo piazza pulita di molte firme del suo quotidiano, a cominciare proprio da Giuseppe D’Avanzo che è stato il segugio sull’inchiesta della D’Addario e che ha inventato le famose “dieci domande al premier”. Malumore quindi in casa Repubblica: sono 84 i giornalisti che saranno mandati a casa e che magari potranno rientrare con vari collaborazioni esterne. Un duro colpo. Oggi il Giornale riporta un commento anonimo di un collega di Repubblica su Ezio Mauro “Scalfari almeno è riuscito a mandare Craxi ad Hammamet. Ezio invece s’è scornato inutilmente, perchè Berlusconi è ancora saldamente al suo posto, più di lui. Ed ora gli tocca anche l’umiliazione di vedere impoverita la redazione.”
settembre 4th, 2009 at 17:12
Ciao Beltipo,
di cosa Ti meravigli?
Non lo sapevi che il sottoscritto è in pagato da Silvio per scrivere nel forum?
Dovrò pure guadagnarmi la pagotta!
Feltri è il mio Direttore preferito, amo il Suo stile, ma soprattutto la Sua splendida villa che dalla Maresana domina la città di Bergamo.
A presto
settembre 4th, 2009 at 20:33
Sono 230.000 firme.
Tante?Poche?
Quello che mi irrita è il fatto che per “pesarle” inseriscano i personaggi più disparati.
Se credo in qualcosa,ci credo e basta.
Se siamo in 230.000,vuol dire che siamo in buona compagnia.
Cosa mi interessa che abbia firmato anche Pippo Baudo,Antonio Albanese o Fiorella Mannoia?
Le loro firme valgono più di quella di Tizio,Caio,Sempronio e di Beltipo?
Il solito retaggio culturale radical-chic:se ha firmato la crema della cultura italiana,tu povero cristo precario sottopagato non vorrai mica non firmare?Suvvia.
Fratello.
settembre 4th, 2009 at 23:06
“la crema della cultura italiana”:
Aldo, Giovanni e Giacomo, Daniele Silvestri. Nicoletta Braschi, Paola Cortellesi. Lella Costa, Jovanotti, Shel Shapiro, Giovanni Floris, Maurizio Mannoni, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Claudio Bisio Antonio Albanese, Asia Argento, Adriano Celentano e di sua moglie Claudia Mori. Carlo Verdone, Victoria Cabello, Ascanio Celestini, Carlo Lucarelli, Ornella Vanoni, Angela Finocchiaro, Michele Placido Guido Rossi, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Milva, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Massimo Ghini, Furio Colombo, Stefania Sandrelli, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi,
Oh-My-God!
settembre 5th, 2009 at 01:09
Aldo, Giovanni e Giacomo, Daniele Silvestri. Nicoletta Braschi, Paola Cortellesi. Lella Costa, Jovanotti, Shel Shapiro, Giovanni Floris, Maurizio Mannoni, Fiorella Mannoia, Pippo Baudo, Claudio Bisio Antonio Albanese, Asia Argento, Adriano Celentano e di sua moglie Claudia Mori. Carlo Verdone, Victoria Cabello, Ascanio Celestini, Carlo Lucarelli, Ornella Vanoni, Angela Finocchiaro, Michele Placido Guido Rossi, Carlo Freccero, Enrico Bertolino, Dori Ghezzi, Monica Guerritore, Milva, Teresa De Sio, Maurizio Nichetti, David Riondino, Franco Battiato, Massimo Ghini, Furio Colombo, Stefania Sandrelli, Valerio Mastandrea, Alessandro Gassman, Stefano Accorsi,
Nomi ineccepibili, ognuno nel proprio settore.
Se per punks non sono la crema, produca altrettanti nomi che invece rappresentano la “vera crema culturale italiana”.
Coraggio punks, fai la tua lista.
Dinmint
settembre 5th, 2009 at 12:54
Dinmint
@Nomi ineccepibili, ognuno nel proprio settore
Ecco il problema:stabilire il settore magari con qualche riflesso appena fuori “de Roma”.
Sono incerto per Ascanio Celestini:ma ha firmato di suo pugno?
E bravo Paolo Giordano che pensa di essere diventato uno scrittore dopo che la potente macchina editoriale Mondadori ha dato al suo primo romanzo un fantastico titolo la solitudine dei numeri primi
e gli ha fatto vincere Lo Strega e il Campiello opera prima grazie ad un battage pubblicitario degno di un detersivo.
Due righe della critica di sinistra :
Immaturo, da un quasi trentenne mi aspetterei maggiore spessore. Mi viene il solito dubbio che qualcuno ci stia prendendo per fessi. Basta una storiella insulsa ed un pò di pubblicità per far diventare un libro vuoto un successo editoriale? Evidentemente si. Usando un linguaggio matematico potremmo dire La solitudine dei numeri primi sta alla letteratura come Lucignolo sta al mondo dell’informazione.
Eppure quando firmava per Mondadori/Berlusconi i timori sulla libertà non gli han fatto tremare la mano.
settembre 6th, 2009 at 07:59
Lettera ai moralisti
Come fate a spacciare per domande le vostre polpette avvelenate?
Cordero, Rodotà, Zagrebelsky, per il bene della mia salute psichica rispondete a questa domanda: come potete voi, illustri studiosi e amministratori del diritto, farvi promotori e garanti di un appello per la libertà di stampa e di opinione, spacciando per domande polpette avvelenate? Per quanto il mio sguardo su Berlusconi possa essere severo e a momenti fin torvo, sono ancora abbastanza sveglio per accorgermi che quelle di Repubblica non sono domande, ma feroci insulti. Ne sono certo quanto sono certo che esiste Iddio o, perlomeno, la Tour Eiffel. Intanto il gradimento del premier cresce: i suoi nemici gli vogliono davvero bene!
Questa campagna è pazzesca. E’ come se duecentomila persone tutte insieme a un certo punto decidessero di dire che il sole è la luna. Si entra nel mistero più profondo. La condanna di una persona può condurre a questa fenomenale allucinazione collettiva? Temo che questa spaventosa svista sia il frutto di una normalizzazione che invade l’Italia e larghe parti del mondo. Che ci si possa sentire a posto solo aderendo a qualsiasi cosa venga suggerita purché dotata di certi crismi sociali? Attenzione, non si va a posto, gli inquisitori si sentono il diavolo dentro e le pulci addosso.
Sono pronto a tutto contro Berlusconi, perfino a sputtanarlo presso mia zia Erminia, una sua adorante, ma non posso sottoscrivere un documento dove mi si chiede di dire che la pera è una mela. Non ho ancora l’alzheimer né sono così servo da sostenere che l’imperatore nudo – il senso comune – è vestito perché lo garantiscono i tre giuristi. Né mai cercherò d’impedire a chicchessia, fosse pure il cannibale di Milwaukee, di portare in tribunale le proprie ragioni, per quanto discutibili esse siano, perché questo è il diritto che ho imparato in gioventù sui banchi della Statale di Milano e credo che in alcune parti del mondo sia ancora in vigore. Resto fedele alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948, così a sproposito sbandierata dai tre giuristi. E alla nostra Costituzione, art. 25, se ben ricordo.
Però, però… Se duecentomila persone intelligenti e perbene capeggiate da tre specchiati luminari dicono che quelle a Berlusconi sono domande e non offese, e che in quanto tali non vanno querelate ma onorate d’una risposta… facile che l’allucinazione sia mia, facile che io stia dando i numeri. Mentre scrivo sono già trecentomila, e nomi stimabilissimi, persone ben più intelligenti ed equilibrate di me. E difatti mi sento un po’ strano, un po’ sopra le righe. Mia figlia mi sta guardando mentre scrivo al computer, deve cominciare l’università, nutre ancora delle aspettative sul mio conto.
Quasi quasi sottoscrivo anch’io l’appello, così almeno mi sentirò normale, a posto. Tengo famiglia, firmo, firmo… Un due, un due, un due march! Perdonami figliola, non ce la faccio proprio! Le ho lette quelle dieci domande, le ho lette davvero. L’ultima riassume le precedenti e così suona: “Alla luce di quanto è emerso in questi due mesi, quali sono, signor presidente, le sue condizioni di salute?”. Tradotta e sintetizzata: “Signor presidente, ci dica se lei è pazzo”. Oltre che un’offesa è anche una boiata logica, perché come fa un pazzo a capire se è pazzo? Siamo al famoso paradosso del cretese mentitore e il Cavaliere deve essersi davvero trovato in difficoltà. Si sarà chiesto: “Sono pazzo?”. Forse avrà risposto di sì. Poi avrà pensato: “Sono pazzo a farmi questa domanda; ma se sono pazzo, come faccio a farmi domande sagge?”, e così via fino a sprofondare in un sonno molto ingarbugliato… Ecco, cerchiamo di non farlo impazzire davvero, che ha lui la guida dell’Italia, al momento.
La risposta giusta ovviamente è: “Cari signori, le mie condizioni di salute sono pessime. Quando mi sveglio vedo seduto sul comò Belzebù e ci facciamo una lunga chiacchierata. Poi a colazione cerco di dare un pizzicotto al sedere della cameriera ma mi ritrovo tra le dita lo scettro di Ramses IV’. E’ comprensibile il silenzio del Cavaliere. Se invece in un luciferino moto d’orgoglio un giorno darà la risposta sbagliata, sbottando in un: ‘Signori miei, mi sento benissimo’, in quattrocentomila, tanti nel frattempo saranno diventati, scoppieranno in una risata irrefrenabile per poi proclamare: ‘Non solo sei pazzo ma anche bugiardo e stronzo!’. Alto si leva il fumo dei roghi.
© 2009 – FOGLIO QUOTIDIANO
di Umberto Silva
Angelo1
settembre 6th, 2009 at 08:21
Dal Corriere di ieri, 5 settembre. Per uscire da questo clima insopportabile, il ragionaento di Sergio Romano credo aiuti. Spero.
Rodolfo
Un po’ di serietà (e piu’ politica)
Se gli italiani avessero prestato attenzione a ciò che è accaduto in questi mesi nei Paesi con cui abbiamo maggiori affinità, avrebbero costatato che non ve n’è uno in cui esponenti della classe politica non siano stati coinvolti in scandali di varia natura: comportamenti licenziosi, fotografie compromettenti, bisticci con la stampa o con le autorità religiose, uso privato del pubblico denaro, menzogne sbugiardate. Scoppiano generalmente sulla prima pagina di un tabloid e durano sino a quando, nel giro di poche settimane, l’interessato dimostra di essere stato calunniato o è costretto a dimettersi. Da noi invece si è assistito a un crescendo inarrestabile di voci, di rivelazioni, di insinuazioni, di repliche e controrepliche. E non appena uno scandalo accennava ad assopirsi, ecco apparirne un altro, ancora più clamoroso del precedente.
Conosciamo le ragioni di questa differenza. L’«interessato », nel nostro caso, non è un ministro, un sottosegretario o un parlamentare. È il presidente del Consiglio. Il centrosinistra tenta di fare la sua parte ma è troppo occupato a curare le sue ferite. E il dibattito pubblico è polarizzato tra chi si è ridotto a fare opposizione guardando il premier dal buco della serratura e chi usa dossier e lettere anonime per screditare gli avversari. Come aveva promesso agli inizi della vicenda («andrò in Parlamento»), Berlusconi avrebbe dovuto rispondere con iniziative e atti politici. Ma ha preferito cedere alla tentazione delle dichiarazioni estemporanee, ora ironiche, ora adirate. Non sono convinto che le querele lanciate contro alcuni giornali possano minacciare la libertà d’informazione. Credo piuttosto che il presidente del Consiglio, con le sue iniziative giudiziarie, abbia commesso l’errore di privatizzare il proprio rapporto con la stampa (anche le dichiarazioni fuori luogo di ieri lo dimostrano). Anziché reagire politicamente ha adottato il ruolo e la figura della «parte lesa», e ha delegato così a un magistrato (l’osservazione è di Michele Ainis su La Stampa del 3 settembre) il compito di decidere chi abbia torto e chi abbia ragione. Sappiamo che altri uomini politici prima di lui hanno commesso lo stesso errore, ma Berlusconi ha dato l’impressione che certe vicende si lavino con il denaro delle multe e degli indennizzi. Più di qualsiasi altro avrebbe dovuto sapere che le battaglie politiche si fanno in Parlamento e nel Paese, non nelle aule dei tribunali. Ha dimostrato invece che il pubblico e il privato, nel suo stile di governo, tendono continuamente a confondersi e a sovrapporsi. È un’altra conferma della leggerezza con cui ha sempre trattato in questi anni il fondamentale problema del suo conflitto d’interessi.
Il risultato di questo crescendo è duplice. Da un lato gli scandali hanno finito per fare passare in seconda linea i problemi economici e sociali che affliggono la società italiana e la discussione sul modo migliore di affrontarli. Dall’altro hanno reso ancora più difficile quel tanto di concordia politica senza la quale il confronto tra maggioranza e opposizione diventa un combattimento senza vincitori da cui esce perdente l’intero Paese.
Ma questo è davvero il momento in cui occorre un sussulto di saggezza e serietà da parte di tutti, anche nel rispetto di un valore costituzionale come la libertà di stampa, affinché la politica e i problemi del Paese ritrovino il loro spazio; valori cui il capo dello Stato si è più volte richiamato.
Sergio Romano
settembre 6th, 2009 at 11:57
Dinmint, no, davvero:
Jovanotti, Pippo Baudo, Claudio Bisio, Victoria Cabello, Enrico Bertolino, David Riondino
“la crema della cultura italiana”?
poi anche Paola e Chiara, i Fichi d’India, Raul Bova, Batistuta, Heidi e Napo Orso Capo nel loro settore sono ineccepibili, non mi sembra questo il punto:
http://www.youtube.com/watch?v=eV9OyGlksQM
settembre 6th, 2009 at 18:04
Romano ci dice:
“Il risultato di questo crescendo è duplice. Da un lato gli scandali hanno finito per fare passare in seconda linea i problemi economici e sociali che affliggono la società italiana e la discussione sul modo migliore di affrontarli. Dall’altro hanno reso ancora più difficile quel tanto di concordia politica senza la quale il confronto tra maggioranza e opposizione diventa un combattimento senza vincitori da cui esce perdente l’intero Paese”
Questa è l’unica cosa che condivido.
Ma mi chiedo se in tutto questo non abbia una qualche responsabilità proprio quella stampa che ora lamenta un impoverimento delle libertà di libera espressione. Mi riferisco in primis al giornalaccio dello svizzero DB.
settembre 8th, 2009 at 20:39
Ecco, mancava solo la firma di Bertinotti all’appello per la salvaguardia della libertà di stampa e poi la scuderia Mondadori è al completo, capitanata dal premio Nobel per la paraculaggine Roberto Saviano che sa dirti se una Tabaccheria a Oslo è intestata ad un prestanome dei Casalesi ma ignora a chi appartenga la piccola casuccia editrice per la quale pubblica.