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	<title>Commenti a: L&#8217;ANGOLO DIRITTO</title>
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	<description>La città che parla</description>
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		<title>Di: Luigi</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2009/09/langolo-diritto-48/comment-page-1/#comment-21958</link>
		<dc:creator>Luigi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 16:36:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jesoloforum.com/?p=8786#comment-21958</guid>
		<description>Caro punks,
quelli che tu chiami cavilli di avvocati sono in realtà le argomentazioni della Soprintendenza avallate dai giudici del TAR.
Lo dico per amor di precisione, non per spirito di casta.
Concordo con te che le argomentazioni possono sembrare cavillose, ma, sempre ad onor del vero, non è tanto la Soprintendenza quanto la stessa legge Galasso a stabilire che erano escluse dalle limitazioni in essa previste solo le zone comunali che alla data del 6.9.1985 erano già qualificate zone di tipo A e B. Questo proprio per evitare un dannoso effetto retroattivo della legge, con il rischio di dover ordinare l&#039;abbattimento di costruzioni già realizzate. 
Il limite temporale fissato dalle legge doveva però servire anche ad evitare abusi in futuro. Una sorta di stop and go, per dirla all&#039;americana!
Il Comune, con delibera del 1987 (quindi successiva al 6.9.85), ha ritenuto di superare l&#039;ostacolo della legge Galasso qualificando come zone di tipo B le aree che nel vecchio piano regolatore erano state definite come zone di ricomposizione spaziale. 
Putroppo, però, lo ha fatto troppo tardi, cioè dopo il termine di riferimento del 6.9.85, come ha rilevato la Soprintendenza.
La questione, inoltre, potrebbe non essere soltanto formale e terminologica, perchè mi pare che gli standards urbanistici previsti dal vecchio piano regolatore del 1977 per le zone di ricomposizione spaziale non coincidessero perfettamente con quelli successivamente previsti per le zone di tipo B richiamate e fatte salve dalla legge Galasso.
Il problema, quindi, potrebbe avere anche una valenza sostanziale.
Luigi - JF</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro punks,<br />
quelli che tu chiami cavilli di avvocati sono in realtà le argomentazioni della Soprintendenza avallate dai giudici del TAR.<br />
Lo dico per amor di precisione, non per spirito di casta.<br />
Concordo con te che le argomentazioni possono sembrare cavillose, ma, sempre ad onor del vero, non è tanto la Soprintendenza quanto la stessa legge Galasso a stabilire che erano escluse dalle limitazioni in essa previste solo le zone comunali che alla data del 6.9.1985 erano già qualificate zone di tipo A e B. Questo proprio per evitare un dannoso effetto retroattivo della legge, con il rischio di dover ordinare l&#8217;abbattimento di costruzioni già realizzate.<br />
Il limite temporale fissato dalle legge doveva però servire anche ad evitare abusi in futuro. Una sorta di stop and go, per dirla all&#8217;americana!<br />
Il Comune, con delibera del 1987 (quindi successiva al 6.9.85), ha ritenuto di superare l&#8217;ostacolo della legge Galasso qualificando come zone di tipo B le aree che nel vecchio piano regolatore erano state definite come zone di ricomposizione spaziale.<br />
Putroppo, però, lo ha fatto troppo tardi, cioè dopo il termine di riferimento del 6.9.85, come ha rilevato la Soprintendenza.<br />
La questione, inoltre, potrebbe non essere soltanto formale e terminologica, perchè mi pare che gli standards urbanistici previsti dal vecchio piano regolatore del 1977 per le zone di ricomposizione spaziale non coincidessero perfettamente con quelli successivamente previsti per le zone di tipo B richiamate e fatte salve dalla legge Galasso.<br />
Il problema, quindi, potrebbe avere anche una valenza sostanziale.<br />
Luigi &#8211; JF</p>
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	<item>
		<title>Di: SamCooper</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2009/09/langolo-diritto-48/comment-page-1/#comment-21947</link>
		<dc:creator>SamCooper</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:28:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jesoloforum.com/?p=8786#comment-21947</guid>
		<description>La solita &quot;bega&quot; all&#039;italiana, che costruisce un castello su fondamenta d&#039;argilla e quando tutto questo crollerà al suolo potremo solo contare i morti e pagare attraverso il fisco gli errori di alcuni e le ripicche di altri.

Non difendo il comune di Jesolo (se questo ha sbagliato), ma non difendo nemmeno la Sovrintendenza per essere intervenuta a bloccare i cantieri di un&#039;intera città quando ormai le costruzioni sono arrivate all&#039;ultimo piano!
Milioni di euro immobilizzati in tonnellate di cemento che ora rischiano di rimanere inutilizzabili per lungo tempo, con conseguente maturazione di indicibili oneri finanziari, salate parcelle di avvocati e possibili fallimenti societari che porterebbero danno a moltissimo fornitori.
Chi pagherà per tutto questo? Il comune di Jesolo? E al comune chi darà il denaro?
E alla cara sovrintendente dei beni architettonici chi paga lo stipendio? Riceverà un premio per aver gettato nel cesso milioni di euro di imprenditori, contribuenti, fornitori ed enti locali?
Gioverà alla nostra città o alla nostra società?

W i burocrati che con i soldi di tutti i contribuenti (dall&#039;operaio al miliardario) perdono tempo a discutere di filosofia urbanistica quando i buoi sono già scappati dalla stalla!
Pagheremo due volte per ottenere un risultato peggiore, ma d&#039;altra parte in qualche modo l&#039;economia deve pur girare... :-(

MB</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La solita &#8220;bega&#8221; all&#8217;italiana, che costruisce un castello su fondamenta d&#8217;argilla e quando tutto questo crollerà al suolo potremo solo contare i morti e pagare attraverso il fisco gli errori di alcuni e le ripicche di altri.</p>
<p>Non difendo il comune di Jesolo (se questo ha sbagliato), ma non difendo nemmeno la Sovrintendenza per essere intervenuta a bloccare i cantieri di un&#8217;intera città quando ormai le costruzioni sono arrivate all&#8217;ultimo piano!<br />
Milioni di euro immobilizzati in tonnellate di cemento che ora rischiano di rimanere inutilizzabili per lungo tempo, con conseguente maturazione di indicibili oneri finanziari, salate parcelle di avvocati e possibili fallimenti societari che porterebbero danno a moltissimo fornitori.<br />
Chi pagherà per tutto questo? Il comune di Jesolo? E al comune chi darà il denaro?<br />
E alla cara sovrintendente dei beni architettonici chi paga lo stipendio? Riceverà un premio per aver gettato nel cesso milioni di euro di imprenditori, contribuenti, fornitori ed enti locali?<br />
Gioverà alla nostra città o alla nostra società?</p>
<p>W i burocrati che con i soldi di tutti i contribuenti (dall&#8217;operaio al miliardario) perdono tempo a discutere di filosofia urbanistica quando i buoi sono già scappati dalla stalla!<br />
Pagheremo due volte per ottenere un risultato peggiore, ma d&#8217;altra parte in qualche modo l&#8217;economia deve pur girare&#8230; <img src='http://www.jesoloforum.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>MB</p>
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	<item>
		<title>Di: punks not dead</title>
		<link>http://www.jesoloforum.com/2009/09/langolo-diritto-48/comment-page-1/#comment-21938</link>
		<dc:creator>punks not dead</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 12:49:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.jesoloforum.com/?p=8786#comment-21938</guid>
		<description>però diciamolo, qua gli avvocati si sono aggrappati ad un cavillo formale, (come quelli che ogni tanto si usano per scarcerare pericolosi mafiosi).

lo so che per la legge la forma è la sostanza, ma dal punto di vista sostanziale questa sentenza è una presa in giro.

la situazione è questa:
la legge tutela, giustamente, la fascia costiera per una profondità di 300 metri.
tutela gli ambienti naturali, ovviamente, lagune, parchi naturali, zone incontaminate.

non rientrano in questa tutela, altrettanto ovviamente, zone totalmente o parzialmente urbanizzate come Jesolo (o Rimini, Napoli, Genova etc...).
su questo, nessuno ha niente da obiettare, neanche la soprintendenza, perchè è la realtà dei fatti.
Jesolo non è un ambiente naturale da tutelare,
non lo è nei fatti, essendo la costa già tutta edificata.

il cavillo.
il cavillo al quale si sono attaccati gli avvocati è che nel vecchio piano regolatore, Jesolo anzichè essere definita in &quot;zone A&quot; o &quot;zone B&quot;, era stata descritta usando un altro nome ovvero “zone di ricomposizione spaziale&quot;.
la SOSTANZA è la stessa, si tratta della stessa identica cosa, cambia solo il NOME.

ma siccome la legge prevedeva che le zone ESCLUSE dalla tutela dovessero essere chiamate con uno SPECIFICO nome (zone A e B appunto)
ecco che jesolo viene considerata come fosse una riserva naturale, quando, nei fatti, è evidente che non lo è.

una stortura che, dato che la sentenza è dal punto di vista formale, ineccepibile, andrà probabilmente corretta dalla politica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>però diciamolo, qua gli avvocati si sono aggrappati ad un cavillo formale, (come quelli che ogni tanto si usano per scarcerare pericolosi mafiosi).</p>
<p>lo so che per la legge la forma è la sostanza, ma dal punto di vista sostanziale questa sentenza è una presa in giro.</p>
<p>la situazione è questa:<br />
la legge tutela, giustamente, la fascia costiera per una profondità di 300 metri.<br />
tutela gli ambienti naturali, ovviamente, lagune, parchi naturali, zone incontaminate.</p>
<p>non rientrano in questa tutela, altrettanto ovviamente, zone totalmente o parzialmente urbanizzate come Jesolo (o Rimini, Napoli, Genova etc&#8230;).<br />
su questo, nessuno ha niente da obiettare, neanche la soprintendenza, perchè è la realtà dei fatti.<br />
Jesolo non è un ambiente naturale da tutelare,<br />
non lo è nei fatti, essendo la costa già tutta edificata.</p>
<p>il cavillo.<br />
il cavillo al quale si sono attaccati gli avvocati è che nel vecchio piano regolatore, Jesolo anzichè essere definita in &#8220;zone A&#8221; o &#8220;zone B&#8221;, era stata descritta usando un altro nome ovvero “zone di ricomposizione spaziale&#8221;.<br />
la SOSTANZA è la stessa, si tratta della stessa identica cosa, cambia solo il NOME.</p>
<p>ma siccome la legge prevedeva che le zone ESCLUSE dalla tutela dovessero essere chiamate con uno SPECIFICO nome (zone A e B appunto)<br />
ecco che jesolo viene considerata come fosse una riserva naturale, quando, nei fatti, è evidente che non lo è.</p>
<p>una stortura che, dato che la sentenza è dal punto di vista formale, ineccepibile, andrà probabilmente corretta dalla politica.</p>
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