1999-2009. Dieci anni di Prg (Roberto Rugolotto, PD)
gio, set 24, 2009
1999-2009 dieci anni sono trascorsi dall’ultimo passaggio del PRG in consiglio Comunale.
PRG che aveva tre colonne portanti: la riorganizzazione\ricomposizione alberghiera; il parco centrale; le case per gli jesolani\ERP.
Colonne che non stanno reggendo l’impalcatura del progetto Jesolo beach (non si parla ancora di offerta di parco centrale e annesse strutture culturali; le aree per la residenza stabile sono ancora in discussione. E non aumentano i residenti come preventivato).
La Regione nel 2003 approva il PRG senza fare alcuna osservazione in ordine alle aree sottoposte a vincolo (300 metri dalla battigia).
In quest’area le operazioni di accorpamento dei volumi avrebbero dovuto aprire finestre a mare, liberare spazi a terra per il verde e le aree di servizio (oggi insufficienti se non completamente assenti). Il tutto incentivato dalle Norme Tecniche che autorizzano fino al raddoppio della cubatura.
Noi abbiamo sempre detto che questi comparti dovevano essere più grandi e non riguardare singoli edifici o microaree.
LO STATO DI FATTO
1. Gli interventi di riorganizzazione si possono contare sulle dita di una mano: solo un paio sono prossimi ad essere conclusi; gli altri sono stati fermati dalla Soprintendenza ancora in fase di progettazione.
Edificazioni previste in microaree frontemare con il lato affacciato sull’arenile addirittura inferiore ai trenta\quaranta metri.
Progetti distribuiti in quella fascia sottoposta a vincolo secondo la disponibilità e gli interessi del privato e non anche secondo logiche di ricomposizione vere e proprie.
2. Interventi fermati in attesa della “riparazione“ di quel corto circuito comune\regione\soprintendenza, con conseguente grave danno per gli investitori autorizzati a edificare solo da deliberazioni comunali.
3. Interventi che nelle intenzioni della stessa Amministrazione Comunale dovrebbero essere esportati anche nella fascia che va dalla zona-colonie alla Pineta.
CONSIDERAZIONI
La moltiplicazione dei volumi in fasce così limitate del Lido non risponde alla logica dell’apertura delle finestre a mare (con conseguente riorganizzazione urbanistica dell’area fortemente compromessa fra il Faro e Piazza Marconi). Quegli obiettivi sarebbero perseguibili solo intervenendo in comparti molto più grandi di quelli puntuali autorizzati oggi dal PRG.
RICHIESTE
Il PD, di fronte alla grave situazione prodotta dal mancato coinvolgimento da parte dell’Amministrazione della Sovrintendenza, che ha avuto come conseguenza il blocco delle autorizzazioni a costruire già rilasciate, il fermo dei lavori negli edifici già in avanzata fase di costruzione (Piazza Marina e Brescia) e il rinvio di circa altri 300 interventi già autorizzati e in parte realizzati, chiede che
• La Regione prenda immediatamente in esame il Piano paesaggistico
per consentire lo sblocco delle autorizzazioni già rilasciate dall’Amministrazione;
• se ciò non dovesse avvenire entro un tempo ragionevole chiediamo, al fine di salvaguardare gli imprenditori e i loro investimenti, e garantire nel contempo la validità delle autorizzazioni già rilasciate, che vi sia un intervento straordinario del Ministro dei Beni Ambientali perché
- svincoli l’area fortemente compromessa che va dal Faro a Piazza Marconi, e
- detti nuove norme a tutela della ricomposizione urbanistica del fronte mare (imporre per la costruzione di nuove torri comparti minimi di trecento metri lineari sul fronte mare e compresi fra la battigia e la prima strada).
• Sia assolutamente stralciata da questi provvedimenti l’area che va dalle colonie alla Pineta
Il PAT di prossima elaborazione preveda
la indisponibilità di altro territorio per interventi edificatori di “nuova residenza turistica” (seconde case) che non danno all’economia della località maggiori opportunità in termini di posti di lavoro e di qualità dei servizi (specie sull’arenile).
Roberto Rugolotto – Partito Democratico







settembre 28th, 2009 at 09:16
Ottimo provvedimento del sig. Rugolotto e del PD. E necessario sbloccare i cantieri, molte aziende sono in difficoltà a causa del pressapochismo dell’attuale amministrazione. Ci sono aziende che messe in ginocchio dalla crisi economica mondiale, si vedono bloccati gli unici pagamenti che pensavano essere sicuri. Di questo passo molte attività saranno costrette a chiudere a discapito dei dipendenti che si troveranno senza lavoro.
Altra cosa importante è deviare la tendenza ad edificare seconde case. Quest’ultimo è un mercato che oramai non ha più guadagni, sempre a discapito di aziende e dipendenti. Se continiuamo così non verranno creati posti di lavoro, ma verranno persi. I giovani Jesolani hanno “bisogno” di una casa ed è questa la via di mercato da intraprendere.
Barbossa
novembre 8th, 2010 at 13:08
salve a tutti,
concordo con l’intervento del sig. Rugolotto: sblocchiamo le autorizzazione per completare i cantieri, che sono fonte di investimento e sviluppo per imprenditore e artigiani.
vorrei chiedere al Sig. Rugolotto di rispondere a questi quesiti:
- quanto tempo dovrebbero aspettare i cittadini jesolani per vedere un progetto serio di edilizia popolare al LIDO e in PAESE?
- se questo progetto verrà messo in opera, risponderà alle moderne tecniche di risparmio energetico? tipo “casa passiva”?
- è eticamente corretto che figli di imprenditori jesolani godino delle agevolazioni Erp o dei progetti di edilizia popolare? non è un paradosso che un cittadino che erediterà milioni di euro di capitale nei prossimi anni, possa usufruire anche di queste agevolazioni?
novembre 8th, 2010 at 21:29
“comparti minimi di trecento metri”
fantascienza.