Una città sull’orlo di una crisi di nervi
sab, ago 1, 2009
Giro da due giorni con dieci giornali nello zaino, alla ricerca di una sintesi di quel che sta accadendo, e non ne vengo a capo.
Titoli da incubo, sui giornali.
Gestori che protestano contro i controlli della Polizia, Polizia che chiede ai gestori che deve fare. Presidenti di Associazioni che non sanno più da che parte stare. Codacons che presenta un rapporto in Parlamento. Il sindaco che va dal questore per chiedere “che intenzioni ci sono e per comprendere cosa sta accadendo”.
Parlo con le tante persone che ogni giorno incontro o chiamo o che mi chiamano: politici, albergatori, commercianti, semplici cittadini. Pubblico in questo blog decine di commenti di vario genere, testimonianze disparate. Leggo tutti i giornali che parlano di noi E alla fine, sulla scorta di tutte queste informazioni mi restano sulle dita soltanto tante domande, sintesi di un malessere diffuso.
Ma la nosta Amministrazione Comunale lo sa o non lo sa che noi jesolani, tutti, ci giochiamo la credibilità di località turistica di prestigio in 4-5 mesi all’anno? E se lo sa, che fa negli altri mesi dell’anno? Va in vacanza?
E’ o no è in grado di convocare per tempo i gestori dei locali, stabilire con questi orari, regole e modi che dettino la direzione di una “cultura” del divertimento che vada bene a tutti e che non scontenti nessuno?
E’ in grado o non è in grado di coordinarsi per tempo con la Regione Veneto per avere una deroga sugli orari che poi regolerà con precisione la vita notturna? Ha o no una polizia municipale che eserciti i controlli anche di notte?
Vuole o non vuole contribuire e sostenere un piano di delocalizzazione che porti i centri del divertimento in luoghi più idonei e sicuri di piazza Mazzini? Sedici anni di governo senza ostacoli non sono stati un arco tempo sufficientemente ampio per comprendere e prevenire situazioni ogni anno più difficili?
E’ o no è in grado di capire che la sottocultura dello sballo giovanile non è compatibile con una realtà turistica di qualità, oltre che ad essere socialmente inaccettabile? E che non la si combatte coll’encomiabile camper del Ser.T, ma con un patto di ferro tra forze dell’ordine, locali notturni e Giunta?
Questa amministrazione Comunale ha o non ha la forza ed il peso politico per pianificare a livello provinciale, regionale e statale un accordo con le forze dell’ordine che preveda un piano-guida costante che sia d’esempio per tutte le località a rischio come la nostra e che eviti controlli e retate eclatanti quanto estemporanee come quella avvenuta al Muretto?
Oppure riesce, come è riuscita, con omissioni, ritardi e mancanza di coordinamento solo a metter tutti contro tutti: gestori di locali contro la polizia, polizia contro i gestori, gestori contro l’Amministrazione, commercianti contro albergatori e, sullo sfondo, il volto tetro, idiota e triste di certa gioventù che si vomita e si piscia addosso, che inneggia insulsa, sconosciuta alle famiglie, alla libertà di strafarsi, di cogliere l’attimo del rischio, di sfiorare la morte a suon di sbronze smaltite in macchina: merce da mungere da una parte perché lo sballo si paga sia legalmente che illegalmente, e dall’altra da allontanare perchè sporca e disturbante?
Dice bene un giovane albergatore: il governo di una città come la nostra no può definire la sua strategia giorno per giorno. Lo deve fare mesi prima. A Jesolo lo si può fare: governare significa guidare, ma se guidi la strada la devi già conoscere. Parole sensate, vero?
Ma questo non lo si è fatto, per anni l’attenzione è stata dedicata ad altre cose. Ed ora che l’assetto urbanistico della città ha concentrato, con la chiusura di gran parte delle discoteche, il cosiddetto divertimento in porzioni piccole di territorio, i petardi diventano bomba.
Tanti ora sperano che questa estate serva da lezione, sempre che vi sia l’intelligenza di un’autocritica. Altrimenti siamo su una brutta strada, quella che creerà l’immagine peggiore che si possa pensare, quella di una città senza ordine.
Questo, in questi giorni di titolacci, di retate, di possibili chiusure, di accuse e di imbarazzi ho sentito dire da chi vive, lavora e ha considerazione, non solo personale, per Jesolo. Ne ho condiviso la preoccupazione, la delusione, lo scoramento. E ho sentito riecheggiare un dubbio espresso in quattro parole pesanti, che fanno paura: siamo ancora dei dilettanti?
Rodolfo Murador









agosto 1st, 2009 at 04:32
Tutti gli articoli relativi al post, per chi non li avesse letti, o volesse rileggerli
MARTEDÌ, 28 LUGLIO 2009 – Nuova Venezia
Locali notturni sotto accusa, stasera vertice a Jesolo
Sindaco e giunta hanno convocato i gestori delle discoteche dopo il blitz della polizia al Muretto
JESOLO. Lotta tra locali notturni, fiumi di esposti in Procura. Il mondo della notte è sotto accusa in una Jesolo che vuole restare capitale del divertimento, ma ora è nel mirino delle forze dell’ordine e di continui controlli. Il blitz della polizia al Muretto ha creato il caos nella discoteca dove gli avventori hanno cercato di scappare, gettando in pista sostanze di ogni genere. Ieri l’avvocato dei gestori del Muretto, Nicola Pavan, ha spiegato che c’è sempre la massima collaborazione con le forze di polizia e che era stata proprio la proprietà a chiedere l’intervento degli agenti perchè c’erano dei minoreni che volevano entrare senza mostrare i documenti. Ma adesso la protesta si alza contro l’Amami dietro piazza Internazionale. I residenti hanno già inviato esposti e denunce: «Non riusciamo più a dormire, la musica continua altissima fino alle 4 e noi abbiamo il diritto di riposare». Così per fare il punto della situazione stasera è stata convocata una riunione con sindaco, giunta, le associazioni di categoria e i gestori dei locali notturni. Intanto il Comune ha chiesto alla Regione le deroghe sulla vendita di alcolici di notte, dopo le 2, grazie al programma di controllo sulla sicurezza stradale.
«Il progetto deliberato dal Comune – dice il sindaco Francesco Calzavara – prevede la riorganizzazione e razionalizzazione delle risorse umane del comando, l’ aumento dei controlli su strada, l’acquisto di un ulteriore etilometro omologato, di 4 etilometri precursori di test, di un autovelox, del crozar cioè uno strumento per le rilevazione dell’utilizzo sostanze stupefacenti e soprattutto l’istituzione del quarto turno da mezzanotte alle 6 per la polizia locale. (g.ca.)
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VENERDÌ, 31 LUGLIO 2009
Pagina 28 – Provincia
IL CASO JESOLO. Oggi il sindaco dal prefetto: «Voglio capire quali sono le intenzioni della polizia»
Il Codacons: «Alcol venduto ai minori»
Dura accusa dell’associazione: «Giusto chiudere i locali per dare l’esempio»
JESOLO. Locali notturni e controlli di polizia. Unica città della costa sotto i riflettori per la questione sicurezza, Jesolo è stata oggetto di un report che il Codacons ha presentato ieri alla Camera dei Deputati in merito alla vendita di alcolici ai minorenni. «Se la droga viene trovata nei locale – dice il presidente regionale Franco Conte – questi devono essere chiusi per dare l’esempio».
Oggi il sindaco, Francesco Calzavara, sarà ricevuto dal questore. «Voglio parlare con il questore – ha detto il sindaco di Jesolo – per capire che intenzioni ci sono e comprendere cosa sta accadendo della nostra città». L’assessore alle politiche sociali Daniele Bison è salomonico. «Giusti i controlli,- dice – ma dobbiamo tenere in conto cosa fanno i gestori, il Comune, l’Asl, il Silb, per arginare il fenomeno della droga e alcol nei locali del litorale». Intanto nei blog dei giovani si sprecano commenti sul caso Jesolo e in particolare sui controlli della polizia di Stato con il ritrovamento di stupefacenti in pista gettati da spacciatori e consumatori. C’è chi dice che non sono tutti drogati quelli che frequentano la discoteca. Poi un ragazzo ricorda che un’amica era stata portata via per overdose poco prima dell’arrivo della polizia. Si sprecano battute sui gestori. Qualcuno dice che non è vero che i ragazzi sono fuggiti per non pagare, ma che era security a bloccare le uscite, al contrario della polizia. Piccole storie di una notte di ordinaria follia che ha fatto discutere. L’ex parlamentare, Mario Pezzoli, non ha dubbi: «I controlli vanno fatti e adesso non è giusto fare un passo indietro». Ma è il Codacons con il presidente Conte che non transige. «Secondo i nostri sondaggi – spiega – non c’è controllo nella somministrazione di alcolici ai minori. I primi responsabili devono essere i genitori. Poi gli stessi gestori dei locali sono da considerarsi responsabili da un punto di vista oggettivo e in certi casi la chiusura sarebbe un esempio concreto ed efficace. Se i controlli non ci sono stati in questi anni – conclude amareggiato Conte – è stato solo un grave errore». Il Sap, sindacato di polizia, con il segretario provinciale Giorgio Pavan non ha dubbi: «La sicurezza è un valore aggiunto per una località turistica e i controlli di polizia sono una garanzia». Nelle scorse settimane sono arrivati alla Procura di Venezia esposti da parte di genitori preoccupati per la salute dei propri figli, ma anche di residenti che non riuscivano a dormire per la musica troppo alta. Situazioni portate all’estremo che hanno convinto la polizia del commissariato di Jesolo e la questura a passare al setaccio tutti i locali jesolani, molti dei quali sono ora a rischio chiusura.
(Giovanni Cagnassi)
Dal Gazzettino
Jesolo. I gestori dei locali: «Troppi
controlli antidroga, i clienti scappano»
Discoteche contro i blitz della polizia. Il sindaco: «Sicurezza
importante, ma così si rovina l’immagine della località»
di Fabrizio Cibin
JESOLO (30 luglio) – «L’allarme della categoria deriva dal fatto che la pubblicità di tali controlli e l’adozione da parte della Questura di provvedimenti di chiusura di importanti esercizi danneggiano l’immagine turistica della città e dirottano il turismo giovanile verso luoghi dove è possibile continuare a trascorrere le serate in locali accoglienti».
Alla fine si sono riuniti, compattati, arrabbiati. Ed hanno espresso il loro pensiero. Sono gli esercenti del “mondo della notte” che si sono riuniti, una cinquantina in tutto, nella sede dell’Ascom-Confcommercio dopo la serie di controlli effettuati dalla Polizia in vari locali, anche tra i più noti, come Marina Club, Capannina, Gasoline, Amami e Vanilla. Hanno voluto esprimere al sindaco Francesco Calzavara, al vice Valerio Zoggia, all’assessore alle Attività produttive Luca Zanotto, all’assessore alla Sicurezza Andrea Boccato «le più vive preoccupazioni per l’ondata di controlli nei locali più rappresentativi messa in atto dalle forze dell’ordine».
«Gli esercenti – cita una nota dell’Ascom – temono, in un momento di conclamata crisi, che chiusure, anche prolungate, al culmine della stagione turistica, siano letali per la sopravvivenza stessa delle imprese e per migliaia di posti di lavoro».
Il presidente mandamentale dell’Ascom, Angelo Faloppa, spiega meglio la posizione della categoria. «Noi non ci sentiamo al di sopra della legge, anzi: tutti abbiamo convenuto che le leggi vanno rispettate. Però siamo fortemente preoccupati perché abbiamo notato questa escalation di controlli solo a Jesolo».
Qualche perplessità è stata espressa sulle tante applicazioni dell’articolo 100 che prevede la chiusura “oltre che nei casi indicati dalla legge, dove siano avvenuti tumulti o gravi disordini, ritrovo di pluripregiudicati o persone pericolose o che possono creare pericolo per l’ordine pubblico”, quindi nei casi in cui venga messa a rischio “la moralità e la sicurezza dei cittadini”.
Il presidente del Silb, sindacato dei locali da ballo, Renato Giacchetto, parla di norme da cambiare: «C’è l’esigenza di reagire con tutti gli strumenti giuridici a disposizione e con interventi anche a livello nazionale per tutelare imprenditori che con il loro lavoro hanno fatto di Jesolo un importantissimo polo turistico».
All’incontro è intervenuto anche il vicedirettore generale della Fipe, Marcello Fiore, che ha illustrato la normativa vigente e gli strumenti giuridici di tutela degli operatori a fronte di eventuali abusi della pubblica amministrazione ed ha richiamato l’attenzione dei gestori al rispetto delle disposizioni di legge e soprattutto di quelle a protezione dei minori.
Il sindaco Calzavara incontrerà domani mattina il questore di Venezia.
«Parleremo di varie cose, quindi sarà toccato l’argomento dei controlli: esporrò al Questore che l’esigenza della città è quella di avere la presenza costante delle forze dell’ordine che diano sicurezza ai luoghi e a chi li frequenta. D’altra parte dirò anche che la serie di provvedimenti in programma non dovranno andare a ledere l’immagine della città che ha fatto del divertimento il suo punto forte. Spero che queste iniziative nascano dall’utile necessità di prevenzione. Se tutto questo vuole essere un monito, è anche vero che gli esercenti devono essere messi nelle condizioni di lavorare tranquillamente».
http://www.ilgazzettino.it/articolo.php?id=67651&sez=NORDEST per leggere i commenti dei lettori
Jesolo. Controlli in discoteca, la polizia
bacchetta i gestori: «Polemica assurda»
Il sindacato Sap: «Ci dicano loro cosa dovremmo fare»
Oggi il sindaco Calzavara a colloquio con il Questore
■ Il sindaco Calzavara: «Giusti
e doverosi i controlli»
di Fabrizio Cibin
JESOLO (31 luglio) – «Sicurezza è anche economia». All’indomani della clamorosa protesta degli esercenti della notte per i numerosi controlli della polizia, preoccupati per il danno di immagine a lanciare un messaggio proprio a loro è il sindacato di polizia. Ieri è intervenuto il Sap (Sindacato autonomo di polizia) attraverso il portavoce Giorgio Pavan. «Ci dicano loro cosa dobbiamo fare – è l’esordio un po’ sconfortato da parte di chi sa di fare solo il proprio dovere per la sicurezza dei cittadini – senza questi controlli non ci può essere sicurezza, altrimenti si rischia di fare solo propaganda fine a se stessa. Sappiamo bene che questo tipo di attività comporta anche qualche disagio, ma i vantaggi sono sicuramente maggiori, perché garantire sicurezza di certo porta anche economia».
«Ad ogni inizio estate – continua Pavan – noi riceviamo delle specifiche indicazioni da parte del questore sull’operatività. A questo si aggiunga l’aumento considerevole dei turisti che porta ad avere comunque maggiore attenzione sul territorio».
In merito ad alcuni controlli, Pavan dice che c’erano state delle segnalazioni. «Dopo una serie di denunce e segnali che arrivano al Commissariato, da parte nostra dobbiamo fare delle valutazioni, quindi delle verifiche e infine dei controlli, che possono anche portare dei disagi, ma anche risultati importanti. Il sindaco stesso all’inizio dell’estate dà dei segnali e fa delle pressioni per avere maggiore sicurezza».
Proprio Francesco Calzavara questa mattina sarà dal questore per affrontare l’argomento. Sulle proteste degli imprenditori è intervenuto anche Roberto Rugolotto, capogruppo del Pd. «Ora – stigmatizza – apprendiamo che l’economia jesolana soffre perché le forze di polizia intervengono nelle situazione a rischio, non a rischio incasso, ma a rischio salute dei minori, di chi ha maggiore bisogno di assistenza e di maggiore e condivisa fermezza».
«È interesse di tutti che si preferisca Jesolo perché ci si può divertire, non perché a Jesolo si può evitare di essere controllati dalle forze dell’ordine». «Jesolo, che è sugli scudi per le torri e la Loren, si faccia promotore di una città del divertimento, senza temere che la sua immagine dipenda dal numero dei controlli. Interventi fatti con lo scopo di riaffermare il principio condiviso da tutti: gestori, autorità pubbliche e famiglie, che non è necessario superare la soglia del rispetto di sé, della propria dignità umana e di quella altrui per divertirsi».
Rugolotto ha lamentato il fatto che di argomenti così importanti se ne parli a stagione inoltrata, «e solo quando tocca interessi di parte».
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=67762&sez=NORDEST per leggere i commenti dei lettori
agosto 1st, 2009 at 11:29
i controlli si fanno quando sorge il problema e questo si manifesta in un periodo dell’anno che coincide pressapoco con l’estate. Urla, schiamazzi, vomito, impasticcati ed ubriachi/e che danno l’addio al celibato/nubilato, invadono la nostra città in estate, talvolta anche in primavera. I controlli delle piazze, le retate nelle discoteche vanno eseguite quando si pone il problema e con severità.
E’ inutile parlare di prevenzione, di educazione: con gli ottusi nuovi guerrieri della notte ci vogliono le maniere forti.
E’ inevitabile che ci sia anche chi vuole montare il problema e farne una questione politica.
agosto 1st, 2009 at 13:52
tre cose, pumaro,
-nel post, che riporta un malessere che non è solo mio, non si dice mai che i controlli non vanno fatti, anzi. si dice invece un’altra cosa, si sollecita
“un patto di ferro tra forze dell’ordine, locali notturni e Giunta” (anche questa espressione, secondo me molto efficace, non è mia), perchè questi non siano estemporanei, ma costanti.
-chi monta il problema per farne una questione politica? chi? la Nuova, il gazzettino, rugolotto, i cittadini preoccupati? …e come? dicendo che sono stati sbagliati i tempi? E allora? tu stesso, quando scrivi qui in jesoloforum monti qualsiasi cosa in politica (anche ora, che rispolveri la questione idranti sulla folla e magari le striscie di sangue, vero?).
Ma che paura c’è: la politica jesolana ha numeri bulgari, e sarà cosi per almeno un secolo (questa è la riflessione di un politico molto importante, a Jesolo, ed è verissima);
-permettimi, pumaro, non diventare prevedibile. Sarebbe un danno per il forum.
Ciao,
con simpatia
Rodolfo
agosto 1st, 2009 at 14:09
Mi permetto di inviare comunicato stampa consegnato a quotidiani locali.
Alcuni stralci sono stati pubblicati in data odierna 01.08 da Gazzettino, Nuova venezia e Corriere
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Leggo con disperazione quanto riportato in data odierna (30.07) dalla stampa quotidiana in merito alle critiche mosse agli operatori delle forze dell’ordine di jesolo ”rei” di effettuare controlli troppo severi nei confronti di locali dove si sono trovati notevoli quantità di droga e giovani con troppo alcool in corpo.
Evidentemente il troppo caldo o gli sbalzi di temperatura tipici di questi periodi hanno provocato interruzioni nelle sinapsi di coloro che muovono queste critiche.
Come è possibile attaccare la Polizia affermando che, facendo il proprio lavoro, disturbano o arrecano danno al turismo Jesolano ?
E’ chiaro oramai che avevamo ragione quando affermavamo che dare meno mezzi alle forze dell’ordine aveva uno scopo politico, di una certa parte politica, ben preciso.
Evitare che venissero alla luce le manchevolezze ed i reati in determinati settori della società.
Si vorrebbe che Polizia e Carabinieri fossero forti con i deboli, vedi gli immigrati, e deboli con i forti, vedi operatori economici o locali,come dire,di un certo livello.
In nome del guadagno qualcuno è pronto a giustificare anche gli sballi e la droga; ottima dimostrazione di civiltà che dà un’dea chiara e precisa della jesolo che lorsignori vorrebbero.
Invitiamo il Signor Sindaco Calzavara a chiarire la propria posizione in merito al problema; non vorremmo che la sua richiesta di incontro con il nuovo Questore di Venezia potesse dar luogo, in questi particolari momenti, a dubbi di qualsiasi natura.
Siamo certi del fatto che Calzavara non ha intenzione alcuna di interferire con il lavoro e le competenze della Polizia.
Siamo al contrario,convinti del fatto che darà appoggio e solidarietà ai dirigenti ed agli operatori della Polizia di Stato che hanno contribuito, nonostante la mancanza di personale, a svolgere un ottimo lavoro di controllo del territorio.
Salvatore Esposito
Sinistra e Libertà Provincia Venezia
agosto 1st, 2009 at 17:47
esilarante esposito: difende la pula quando bastona i “padroni” proprietari dei locali e la critica quando colpisce gli ambulanti ABUSIVI. Come sempre, del resto.
agosto 1st, 2009 at 17:58
Anmin Rodolo,
chi monta il problema:
La Nuova per vendere più copie
Rughi per ricodarci che esiste
Qualche operatore che non tollera i controlli
la cosa è perfettamente prevedibile, come lo sono certi commenti, tra questi anche il mio.
agosto 1st, 2009 at 18:58
Non è mio costume trasformare un forum in una sottospecie di ring per dare risposte private; purtuttavia credo che quando una persona è tanto supponente da non risuscire neanche a fare un discorso limitandosi solo a fornire battute, che oltretutto non fanno ridere, non è più possibile tacere ed una risposta bisogna pur darla.
Egr. Pumaro, mi dice quando ho mai attaccato la polizia?
E’ in grado di dirmi quando e su che giornale ?
Quando si fanno affermazioni di questo tipo bisogna anche essere in grado di supportare con dati di fatto quanto dichiarato.
Altrimenti si fanno solo brutte figure.
Grazie per l’esilarante; mi piecerebbe poter rivolgere lo stesso complimento, ma….proprio non ci riesco.
Salvatore Esposito ( che si firma SEMPRE con nome e cognome)
agosto 1st, 2009 at 21:01
Tanto per rinfrescarle le idee, Signor Esposito, ecco cosa scrive un Suo compagno sul sito Sinistra e Libertà
8 luglio 2009
NO DAL MOLIN: LA RESISTENZA DEMOCRATICA
Un movimento di protesta pacifico e ordinato che per l’ennesima volta ha dovuto subire l’attacco prima della polizia e poi dei mass-media. Sembra che manifestare il proprio dissenso non sia più cosa gradita.
di Piero Pelizzaro*
Vicenza, Sabato 5 Luglio
Dopo un lungo viaggio notturno da Roma fatto in solitaria, per evitare i numerosi controlli che la polizia da qualche giorno mette in atto e il rischio di non riuscire a fare parte del corteo pacifico, arrivo in stazione. Colpisce subito la presenza massiccia di forze dell’ordine. Le prime parole che scambio con amici, sono a riguardo dei numerosi controlli ingiustificati degli ultimi giorni in città. Gli amici mi raccontano di una città che si prepara con migliaia di forze dell’ordine dispiegate per la manifestazione del pomeriggio.
Partiamo per raggiungere Rettorgole e utilizziamo i mezzi pubblici messi a disposizione dal comitato No Dal Molin (anche se consigliavano la bicicletta, molto meno inquinante!). Al concentramento siamo in coda al corteo, ma eccetto i due elicotteri che sorvolano a bassa quota i manifestanti, di forze dell’ordine non se ne vedeno. In testa al corteo si trovano le donne del Comitato con la Basilica Palladiana tra le mani, alle loro spalle ragazzi con uno scudo di plexiglass per proteggere la testa del corteo, visto che dalla questura arrivano segnali di tolleranza zero. In coda alcuni rappresentanti della sinistra extra-parlamentare e davanti a loro un gruppo di anarchici. Poco più avanti incrociamo Lisa Clark e le bandiere della pace simbolo del suo agire politico. Dopo una ventina di minuti di corteo sulla destra si apre un’apertura tra le villette medio-borghesi delle campagna vicentina. Da lì si può accedere al Dal Molin e infatti è blindato, camionette e poliziotti-robot che faticano a stare in piedi con 35° e l’afa veneta. Il corteo prosegue ancora per qualche centinaio di metri. Si raggiunge il presidio permanente No Dal Molin e il corteo si blocca. Doveva girare a destra e proseguire lungo il perimetro dell’aeroporto, prima civile ora militare. Dal palchetto del presidio, Cinzia Bottene e le donne del Comitato chiedono ai manifestanti di stare tranquilli e avere pazienza, ma la questura senza ragione e senza autorizzazione, ha bloccato l’accesso al ponte. Il percorso prestabilito viene improvvisamente modificato. Sul ponte non viene schierato un corpo qualunque dei Carabinieri, ma il Tuscania. Due ali, in mezzo un piccolo passaggio a detta della questura per fare passare una alla volta 20.000 manifestanti.
Un atto di forza, e i rapporti di forza tra movimento e forze dell’ordine torna indietro ai tempi del G8 di Genova, il G8 dell’Aquila è vicino! Da un lato il disprezzo per la legge e la libertà d’espressione del Governo e delle forze dell’ordine, dall’altro un corteo pacifico con in testa donne. Consci però dell’esperienza genovese e le violenze subite da ragazze, donne e padri di famiglia, gli organizzatori predispongono la possibilità di difendersi con scudi di plexiglas e caschi. Un centinaio di ragazzi, che si mettono davanti per cercare di proseguire compatti per il percorso prestabilito e deciso con la Questura. I ragazzi non hanno sassi, ne spranghe, ne bombe incendiarie, hanno uno scudo e un casco con maschere per proteggersi dalle manganellate e dai gas urticanti che potrebbero essere usati dai carabinieri. Mentre si discute, due spari. I carabinieri hanno caricato. Sul ponte, si vedono alzarsi lo scudo di plexiglass e i manganelli della polizia. Vengono lanciati lacrimogeni e gas urticanti, non solo sulla testa del corteo ma anche sull’argine del fiume dove sono fermi molte persone di media età con bicicletta al seguito, loro non indossano caschi e maschere, sono pacifici. Gli scontri durano una decina di minuti nei quali si viene a sapere che hanno lanciato lacrimogeni anche in coda al corteo, all’apertura che abbiamo visto prima.
Due fronti uno in testa e uno in coda, in mezzo migliaia di persone pacifiche. Durante gli scontri, arrivano due camion dei vigili del fuoco, che guarda caso sono alle spalle dei manifestanti. La questura predispone un poliziotto ogni 5 metri ma non ha mezzi di soccorso alle sue spalle. Strano. Dopo gli scontri il corteo rimane bloccato per due ore al Presidio, cominciano le trattative. L’organizzazione della manifestazione chiede alla testa del corteo di indietreggiare, di non cadere nelle provocazioni della questura con lo schieramento del Tuscania. A mio avviso, durante le manifestazioni quando si mettono in bella vista le forze dell’ordine è per una chiara volontà di tenere la tensione alta. Predisporre le forze dell’ordine in modo meno plateale, aiuta a tenere più basso il livello di scontro e lascia meno spazio di azione alle teste più calde. Ad Atene, dove hanno fatto l’abitudine agli scontri con i movimenti anarchici, durante i cortei schierano la polizia sulle vie laterali per ridurre le provocazioni. Lo scambio di buone pratiche tra gli stati europei, non riguarda questi aspetti.
Nel tardo pomeriggio, dopo un’ora e mezza di assemblea con interventi di madri, nonni, scienziati, giovani, esponenti politici locali, si riparte per concludere il percorso prestabilito, improvvisamente bloccato in precedenza dai carabinieri. Si cammina lungo il perimetro, per il numero di poliziotti presenti all’interno della futura base americana, l’ennesima, si può dire che ce ne sia uno ogni 5 metri. Migliaia di poliziotti-robot che eseguono ordini di un generale e di un ‘Re Nano’. Migliaia di poliziotti a cui spesso non vengono pagati gli straordinari per stare in piedi al caldo ore e ore a difendere nemmeno il territorio italiano, ma quello statunitense, chissà il loro spirito nazionalista come verrà messo in crisi.
Soldi pubblici spesi per la difesa del territorio americano, ma difenderlo da cosa? Ah Sì, due anni fa il comitato aveva piantato degli alberi all’interno della base, delle armi terribili per il pianeta, riducono la CO2 e proteggono la più grande falda acquifera (nel territorio del Dal Molin) del NordEst. Quest’anno gli “arcieri” del Comitato vogliono piantare delle pericolose bandiere della “PACE”. Queste due armi meritano lo schieramento di migliaia di cittadini italiani, in divisa robotica, devono difendere l’Italia, anzi gli USA, dalle donne e dai manifestanti pacifici.
Il lungo corteo prosegue pacifico, tra cartelli simpatici (”dal Molin, solo farina!”), slogan e la musica dei carri. Nessuna pietra, nessuna spranga, anche i caschi sono spariti. L’ottima gestione del Comitato per la situazione ad altissima tensione che s’è venuta a creare, permette al corteo di finire pacificamente la sua protesta democratica e rispettosa delle leggi contro il sopruso ambientale, territoriale e civile che sta avvenendo a Vicenza.
Una protesta civile dove trovano posto anche movimenti come la Liga Fronte Veneto, non certo vicina agli ambienti della sinistra. Una manifestazione civile anche con la presenza di ragazzi con caschi e con uno scudo di plexiglass, perchè vorrei ricordare a qualche membro di Sinistra e Libertà, quei ragazzi non erano li per provocare ma per difendere il corteo dai soprusi della polizia. Quei ragazzi indossavano magliette bianche, non nere, con la faccia del presidente americano Obama, al quale per tutta la durante del corteo s’è chiesto di fermare la costruzione della Base. Non hanno rovinato lo spirito della manifestazione, s’è così fosse stato le 20.000 persone che formavano il corteo all’inizio se ne sarebbero andate per dimostrare il loro dissenso, invece sono rimaste lì ad aspettare ad intervenire all’assemblea. E nessuno durante il corteo finale ha criticato quei ragazzi, con la consapevolezza che avevano semplicemente difeso tutti da chi fa un uso dispotico della legge.
Il noto filosofo sloveno Slavoj Zizek (1) afferma, “…che lo stato democratico può richiedere la resistenza democratica anzichè la fedeltà per non diventare la morte della deomocrazia”, la popolazione vicentina spesso troppo fedele al ‘Re Nano’, sta oggi resistendo alla lenta morte della democrazia italiana a colpi di gossip, appalti e false promesse.
(1) Slavoj Zizek, In difesa delle cause perse. Materiali per la rivoluzione globale. Saggi Ponte alle Grazie 2008.
* militante di Sinistra e Libertà
agosto 2nd, 2009 at 17:11
Sperando che si possa dar fine ad un dibattito a due, tengo a precisare che nella domanda fatta nel precedente post ho chiesto di illustrare quando ho mai attaccato le forze dell’ordine sui problemi di cui stiamo discutendo nello specifico tema.
Il Sig. Pumaro continua a sfuggire alla domanda.
Per quanto riguarda invece gli altri temi ora posti, tengo a precisare che il potere politico interviene spesso e volentieri nell’organizzazione e nella gestione delle forze dello Stato tra cui le forze dell’ordine.
Ero a Genova per il G( ed ho visto come è stato gestito il tutto.
Il fatto che settori delle forze dell’ordine abbiano procurato false bombe moltov. abbiano massacrato persone pacifiche venendo poi condannate dalla magistratura qualcosa vorrà pur dire.
Ed il fatto che altri settori delle forze dell’ordine abbiano denunciato le illegalità di loro ”colleghi” per me vuol dire ancora di più.
A Vicenza la decisione di agire in quel modo è stato chiaramente un eseguire disposizioni politiche.
Per il resto perchè dovrei attaccare i responsabili ed i dipendenti del Commissariato di Jesolo ?
Anzi…..li elogio in pieno, sia per la professionalità dimostrata sia per il comportamento civile che hanno sempre avuto.
Per il resto Pumaro, ripeto, agisco sempre con nome e cognome in chiaro.
Per caso a Lei non piace come l’hanno chiamato i suoi genitori
o ha problemi particolari nel mettere in piazza le sue idee preferendo agire nell’anonimato ?
Coraggio, un attimo di coraggio.
Basta poco.
Salvatore Esposito
agosto 2nd, 2009 at 17:48
i soliti servizi segreti!
Signor Esposito
il bello del forum e anche scrivere con dei nickname, vuole toglierci sto piacere?
Ci basta poco.