Tu quoque, Brunetta!
dom, ago 9, 2009
Assenteismo, Jesolo maglia nera
E’ al 6º posto in regione.
Il sindaco: «Verificheremo». S. Donà è decima
JESOLO. Assenteismo per malattia, Jesolo e San Donà Comuni poco virtuosi. Precisamente il Comune sul litorale si guadagna il sesto posto, mentre quello in riva al Piave si assesta al decimo posto. Una classifica non proprio edificante quella resa nota ieri dal ministro Brunetta che ha focalizzato, tra le altre, la situazione del Veneto Orientale. Ma sindaci e amministratori sono caduti dalle nuvole.
«Posso non crederci – ha esclamato il sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara – esprimo delle perplessità e mi riservo di esaminare questa strana classifica stilata dal ministro e della quale non sappiamo nulla. Resta il fatto che non credo che il sesto posto vada a pregiudicare l’efficienza del nostro Comune che è sicuramente un ente in cui si lavora per i cittadini con la massima celerità e serietà possibile».
Il vice sindaco Valerio Zoggia è molto preciso in merito alla notizia arrivata come un fulmine nel ciel sereno di Jesolo. «Voglio contattare la segreteria di Brunetta- dice- per avere questi dati il più presto possibile e capirli meglio. Mi pare molto strano e stento a credere a questo sesto posto che comunque non fotografa l’atmosfera in cui si lavora nella nostra amministrazione comunale da sempre ai massimi livelli».
Spostandoci di una ventina di chilometri verso l’entroterra, a San Donà, il sindaco Francesca Zaccariotto, già pensa alle contromisure. «Il decimo posto mi stupisce- commenta a freddo la Zaccariotto, neo presidente della Provincia di Venezia- io credo che sia un dato su cui riflettere attentamente visto il nostro impegno profuso per la massima efficienza nei servizi al cittadini».
San Donà ha già subito un’ispezione ministeriale per le assenze e altri problemi emersi nel posto di lavoro oltre all’alto numero di contenziosi. In Comune è stato anche fortemente «consigliato» di dosare le pause caffè e preferire al massimi la sosta alle macchinette nel corridoio.
Linea dura? «Io non credo- conclude il sindaco di San Donà- parlerei piuttosto di linea giusta che è quella sulla quale abbiamo improntato la nostra azione amministrativa».
(Giovanni Cagnassi)










agosto 9th, 2009 at 19:25
Donabda:come mai nell’Home page del Comune di Jesolo non compaiono i dati dei Curricula Dirigebti,prospetto retribuzioni annue dirigenti,Dati relativi ai tassi di assenza e presenza del personale.
Eppure è previsto per legge.
vedi San Donà di Piave
http://www.sandonadipiave.net/index.php?l=ITALIANO&cat=520&art=658
agosto 10th, 2009 at 11:00
Chissà se con l’occasione gli amministratori dei due comuni riusciranno a farsi un’idea diversa del loro collega di coalizione ora Ministro della Funzione Pubblica.
agosto 11th, 2009 at 18:04
La Cgil smentisce Brunetta.
Dalla Nuova Venezia.
Assenteismo? Brunetta sbaglia»
SAN DONA’. Assenteismo nei Comuni, la Cgil contesta le classifiche del Ministro Brunetta. I Comuni di Jesolo e San Donà sono stati indicati come «poco virtuosi», dove i dipendenti fanno molte assenze dal lavoro per malattia. Rispettivamente al sesto e decimo posto nel Veneto. «La CGIL è da tempo che puntualmente sbugiarda i molti interventi propagandistici, ma soprattutto diffamatori del Ministro Brunetta- dice Antonio Battistuzzo segretario della funzione pubblica della Cgil- prendiamo atto che anche i sindaci dei Comuni di Jesolo e San Donà esprimano pubblicamente forti perplessità, riserve e stupore sulla graduatoria stilata dal Ministro, il quale sommessamente invitiamo a fare più attenzione visto che alcuni suoi presunti e miracolosi interventi legislativi, che avrebbero dovuto produrre altrettanti risultati strabilianti, proprio rispetto alle presunte innumerevoli assenze per malattia dei dipendenti pubblici, hanno costretto il Governo ad intervenire con altre norme mettendo come comedire, «una pezza», risolutiva e di buon senso alle sue azioni».
Gli stessi sindaci dei due Comuni hanno espresso forti perplessità in merito alla classifica, riservandosi comunque di approfondire la materia sulla base di dati certi a proposito dell’assenteismo tra i loro dipendenti pubblici. (g. ca.)
agosto 12th, 2009 at 15:10
Innnazitutto Cagnassi farebbe un buon servizio all’informazione se oltre ai commenti pubblicasse anche i fatti, ad esempio inserendo il link ai dati del ministero in modo che tutti possano verificare se quello che scrive è vero oppure no.
Questo perchè usa le parole “assenteismo per malattia” e dato che possiamo convenire che Cagnassi, essendo un giornalista, conosca l’italiano allora è doveroso dire che l’assenteismo è un reato e quindi sembrerebbe che il ministero abbia pescato chissà quanti dipendenti del Comune a casa pur non essendo malati.
Ovviamente non è così e se i dati sono simili a quelli pubblicati da San Donà allora sarebbe meglio che Cagnassi rivedesse le sue posizioni.
Infatti se analizziamo i dati del vicino comune si nota che ci si riferisce alla percentuale di presenza dei lavoratori rispetto alle giornate di lavoro previste e che nel calcolo entrano tutti i motivi di assenza comprese le ferie che non mi risultano siano causa di assenteismo.
Secondo le percentuali riferite al singolo dipartimento lasciano un po’ il tenpo che trovano dato che, ad esempio, il primo ufficio indicato ha un solo dipendente per cui se a questo – Dio non voglia – capita qualcosa e se ne deve stare a casa un mese allora o il comune lo sostituisce oppure l’ufficio balza in testa alla classifica nazionale con il 100% di “assenteismo”. penso possiamo concordare sul fatto che il calcolo andrebbe fatto su tutto il personale e non sui singoli uffici.
Terzo sarebbe interessante sapere se il ministero ha calcolato un tasso di presenza standard mese per mese col quale confrontarsi perché altrimenti i numeri pubblicati significano poco o nulla. Ad esempio per tizio la presenza del personale per l’80% del tempo può essere elevato mentre per lo stakanovista Caio potrebbe essere bassissima. Dico poi mese per mese perché mi sembra ovvio che in certi mesi, ad esempio agosto per le ferie o gennaio per la solita influenza che colpisce a livello nazionale, le cifre possano abbassarsi rispetto agli altri mesi semza che si possa parlare di colpa da parte dei dipendenti.
Quindi va bene i controlli e anche gli articoli di denuncia ma prima la valutazione di cosa stiamo parlando.
Cordiali saluti.
agosto 12th, 2009 at 18:37
Caro qualunquista è il comune di Jeso0lo che è ancora inadempientre
alle disposizioni di legge sulla trasparenza
Trasparenza amministrativa
L’articolo 21 della legge n. 69 del 18 giugno 2009 impone alle pubbliche amministrazioni di rendere note, attraverso i propri siti internet, alcune informazioni relative ai dirigenti (curricula vitae, retribuzione, recapiti istituzionali) ed i tassi di assenza e di presenza del personale. Su indicazione del Dipartimento della Funzione Pubblica (comunicazione del 04.08.09) l’inserimento deve avvenire entro il 15 settembre 2009.
L’iniziativa prende il nome di Operazione trasparenza, un modo per garantire chiarezza e omogeneità, rispettando le norme dettate dal Garante della Privacy.
Normativa di riferimento
Legge n. 69 del 18 giugno 2009 – Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile.
Tali dati dovrebbero comparire nel sito ufficiale del Comune come hanno fatto tutti i comuni,le provincie ,le regioni,vedi sopra San Donà di Piave.
Jesolo ha solo pubblicato la normativa sopra riportata ma si è ben guardato di pubblicate i tre dati essenziali
Curricula
Retribuzione
tassi di assenza
Per i tassi di assenza i dati sono di difficile valutazione perché vengono inserite assenze per malattia,ferie,congedo,permessi non retribuiti,104,maternità come richiesto dalla normativa Brunetta.
Ma come dicevo in un altra discussione Jesolo è una contea a parte.
Chi ha mai potuto leggere sui giornali i redditi degli Jesolani?
Era l’unico link che dopo un giorno ha smesso misteriosamente di collegarsi col Ministero delle Finanze.
agosto 12th, 2009 at 18:40
Cmq ha tempo fino al 15 settembre 2009.
agosto 14th, 2009 at 23:05
Un paio di aspetti di questo ministro “dormiente” non mi piacciono molto e sono l’uso di frasi ad effetto (da capire se poi siano farina del suo sacco o dei giornalisti che riportano le sue esternazioni) e il fatto che grazie a lui alcune persone mi possano dire: “Hai sentito l’ultima del tuo amico B.? Brava, continua a votarlo!” (dove B. non è riferito solo al ministro, naturalmente…)
L’uso di termini come “fannulloni” e “assenteisti” rivolto ad alcune categorie di lavoratori, pur se collegato ad attività di repressione di comportamenti scorretti e illegittimi da parte di dipendenti pubblici, a mio avviso non fa altro che rinforzare (nel senso psicologico del termine) gli stereotipi negativi, tutt’altro che desueti, ma che secondo me sarebbe ora di superare, legati a tale categoria.
Credo non vi siano dubbi sul fatto che sia un bene per la collettività (e per i lavoratori seri) che vengano scovati coloro che, timbrato il cartellino, invece di entrare in ufficio vanno a far la spesa o un altro lavoro (!).
Ma sarà allo stesso modo un bene inserire tra le varie assenze, senza distinguo, i congedi per maternità (uhm… meglio allora assumere personale di genere maschile…), la malattia (uhm… insieme al concorso chiediamo anche un check-up generale e l’esame del dna), i permessi per la L.104/92 (uhm… meglio non assumere disabili o dipendenti che si prendano cura dei genitori anziani) e le ferie (uhm… ma non è sufficiente riposarsi il week-end?!)?
Ma che tipo di analisi ne potrà mai venire fuori?! (appoggio in pieno il post n.4 de ilqualunquista).
Allora forse è lecito chiedersi il perché di tale accanimento: siamo di fronte ad un reale tentativo di sanare la pubblica amministrazione o ci sono altre strategie nascoste? La domanda, ahimè, non viene dalla mia poca conoscenza (e interesse) nei confronti della politica, ma mi è stata messa una pulce nell’orecchio…
Se poi il tentativo è quello di dimostrare che nel privato le cose vanno meglio, per mia esperienza personale ritengo che siamo ben lontani da ciò, visto che la maleducazione e l’inesperienza l’ho spesso riscontrata sia nel pubblico che nel privato (un pareggio penso non scontenti nessuno, anche se non vorrei fare di tutta l’erba un fascio). Ricordiamo, inoltre, che certi servizi non potranno mai essere completamente privatizzati perché non creano profitto, ma sono soprattutto a vantaggio dei cittadini che ne usufruiscono (previdenza sociale, istruzione, pubblica sicurezza, servizi sociali, sanità…). L’obiettivo di far lavorare in maniera più efficace, efficiente ed economica i dipendenti di tali settori credo si potrà difficilmente ottenere con la strategia del discredito ad ogni costo.
Indo (@Angelo1: lo sai che per pagare e morire c’è sempre tempo, no? Manca ancora un mese…:) )