Lega e Chiesa
sab, ago 22, 2009
Bibbia, Levitico versetto 25,23 : “Le terre non si potranno vendere per sempre, perchè la terra è mia e voi siete stranieri presso di me come forestieri e inquilini”.
San Paolo, Lettera ai Colossesi : “Qui non c’è più Greco e Giudeo circonciso, incirconciso, barbaro o Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti”.
Ratzinger: “Si può difendere il patrimonio di un popolo ma non si può vivere in un’ isola che si separa, oggi poi, dal resto del mondo. Una chiusura del tipo -noi stiamo bene, non vogliamo quelli che stanno male- è, per me, una politica immorale”.
Silvio Berlusconi : “Siamo stati chiusi nell’egoismo, non possiamo permettere che succeda più. Non possiamo chiudere le porte, 58 milioni di italiani che stanno bene non possono respingere povere persone che vengono qui per cercare un po’ di libertà. Domandiamoci se la tragedia [motovedetta italiana sperona per errore un barcone di clandestini] non è anche dovuta, almeno in parte, a questo coro di -gettiamoli a mare, sono tutti delinquenti-”.
Calderoli (rivolto al Cardinale Tettamanzi): “Il comunismo sconfitto dalla storia ritrova bandiere ideologiche proprio tra uomini di Chiesa…Tettamanzi fa parte dell’opposizione”
Leghisti di Varese (striscione) : “Tettamanzi vescovo di Kabul”.
Bossi definisce Wojtyla :” papa extra-comunirario”.
Bossi: “Dio è federalista perchè c’è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”.
Bossi: “Il Vaticano è il vero nemico che le camicie verdi affogheranno nel water della storia”.
30.agosto 2009. Ecco l’articolo completo di Gian Antonio Stella, pubblicato quattro giorni fa sul Corriere della Sera
Rodolfo
Le liturgie padane e i vescovi
Il rapporto complicato Chiesa-Lega
«La Chiesa fa il suo mestiere, noi il nostro», ha sbuffato un paio di giorni fa Umberto Bossi facendo spallucce davanti al coro di proteste cattoliche sul modo, i toni e le parole con cui la Lega Nord affronta il problema dell’immigrazione. Certo è che i contrasti sul tema hanno avuto negli ultimi mesi un’impennata mai vista. E rischiano di compromettere pesantemente un rapporto che, dopo anni di scontri ustionanti, sembrava aver preso una piega meno conflittuale.
Che la Chiesa faccia il suo mestiere (anzi: timidamente, secondo certi preti più accesi) è difficile da contestare. Il versetto 25,23 del Levitico, il terzo libro della Bibbia, dice chiaramente (la traduzione è quella ufficiale del Vaticano) come la pensa quel Dio tirato sempre in ballo da chi si erge a bellicoso difensore delle tradizioni religiose occidentali: «Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini». Tutti. Compresi quanti sono insediati nello stesso territorio da tempo immemorabile. Non bastasse, San Paolo nella lettera ai Colossesi chiarisce che nessuno ha la precedenza: «Qui non c’è più Greco e Giudeo circonciso, incirconciso, barbaro e Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti».
Non bastasse ancora, lo stesso Joseph Ratzinger, prima di diventare Papa e dopo una tragedia non troppo diversa da quella degli eritrei di questi giorni (l’affondamento di un barcone carico di clandestini speronato per errore da una motovedetta italiana) spiegò senza equivoci come la pensasse: «Si può difendere il patrimonio di un popolo ma non si può vivere in un’isola che si separa, oggi poi, dal resto del mondo. Un chiusura del tipo ‘noi stiamo bene, non vogliamo quelli che stanno male’ è, per me, una politica immorale». Una posizione netta. Sposata il giorno dopo dall’allora leader dell’opposizione Silvio Berlusconi: «Siamo stati chiusi nell’egoismo, non possiamo permettere che succeda più. Non possiamo chiudere le porte, 58 milioni di italiani che stanno bene non possono respingere povere persone che vengono qui per cercare un po’ di libertà. Domandiamoci se la tragedia non è anche dovuta, almeno in parte, a questo coro di ”gettateli a mare, sono tutti delinquenti” » . Il nodo è: se la Lega pensa invece che il suo mestiere sia quello di respingere i barconi arrivando a rifiutare con il Senatur («Se sono in troppi anche la legge della salvezza in mare non funziona più») perfino la regola di base ricordatagli da Avvenire, che «è ben più antica di quella pure codificata dai trattati e ordina: in mare si soccorre», fino a che punto i due «mestieri» possono evitare uno scontro frontale?
Sono mesi che la temperatura sale. Mesi. Di qua la Chiesa che, sia pure con qualche distinguo per non invadere troppo le competenze dello Stato (vedi le precisazioni vaticane dopo i commenti di monsignor Marchetto sul «pacchetto sicurezza»), non perde occasione per sottolineare la necessità di rispettare i diritti degli immigrati, clandestini compresi, a partire dal diritto alla vita (sono 14.600 i morti in questi anni nel Mediterraneo, ha detto monsignor Vegliò) e all’eventuale asilo politico. Di là gli esponenti del Carroccio che ribattono colpo su colpo.
Il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, usa parole che al Carroccio sembrano troppo ecumeniche? Roberto Calderoli, indifferente alla contraddizione di essersi sposato con matrimonio celtico, lo liquida dicendo che «il comunismo sconfitto dalla storia ritrova bandiere ideologiche proprio tra uomini di Chiesa» e che «anche Tettamanzi fa parte dell’opposizione ». I leghisti di Varese stendono uno striscione con scritto «Tettamanzi vescovo di Kabul ». E la Padania titola a tutta pagina: «Tettamanzi ‘regala’ moschee » . Famiglia cristiana critica certi eccessi della politica di contrasto all’immigrazione mettendo in guardia dal rischio del razzismo? Il deputato e capogruppo della Lega Nord a Milano, Matteo Salvini, attacca il direttore del settimanale, don Antonio Sciortino, dicendo che «se fosse per lui nel giro di tre anni Famiglia Cristiana si chiamerebbe Famiglia musulmana ». Monsignor Agostino Marchetto dice che il reato di immigrazione clandestina «porterà dolore »? Roberto Maroni ribatte: «È la solita liturgia…». Il quotidiano dei vescovi Avvenire paragona la «rassegnata indifferenza se non anche una infastidita avversione» degli italiani per le tragedie dei barconi alla cecità di chi non volle vedere i vagoni piombati che portavano gli ebrei ad Auschwitz? Umberto Bossi sbotta che «sono parole troppo forti con poco senso ». E via così. Giorno dopo giorno. Fino alle fratture di ieri e alla decisione di monsignor Vegliò di ribattere bruscamente a Calderoli, che aveva messo in dubbio la sua autorevolezza, spiegando che, piaccia o non piaccia ai leghisti, se lui parla lo fa come Capo Dicastero e dunque quello che dice è «a nome della Santa Sede».
Quale possa essere la reazione a questi conflitti dei cattolici che votano Lega è una cosa tutta da vedere. «L’elettorato cattolico la pensa come noi», giurò pochi mesi fa, dopo l’ennesimo scontro, il capogruppo alla Camera Roberto Cota. Si vedrà. Tutto si può dire, però, tranne che il Carroccio insegua come tanti altri partiti, anche a sinistra, la benedizione della Chiesa. Prima del recente crescendo polemico, gli attacchi erano già stati violentissimi. «Noi siamo la Chiesa cattolica padana, Roma non ci piace, Roma è la prigione del cristianesimo, vi sono accumulate tutte le putrescenze della storia», scriveva sul giornale di partito il «ministro della cultura padano» Gilberto Oneto. Per non dire di Umberto Bossi, che chiamava il polacco Giovanni Paolo II «papa extra-comunitario», ringhiava che il cattolicesimo era una «setta bassa del cristianesimo » e prima di riscoprire che «Dio è federalista, perché c’è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo» («Non sapevo che avessimo un teologo », rise il cardinale Biffi), si avventurò sul baratro della volgarità spaziale: «Il Vaticano è il vero nemico che le camicie verdi affogheranno nel water della storia». Posizioni non semplici, diciamo, per dialogare coi cattolici…
Gian Antonio Stella







agosto 30th, 2009 at 16:43
Personalmente non credo che un cristiano cattolico veramente credente possa votare per la Lega. Credo possa condividerne alcuni aspetti, ma non può assolutamente approvare certi tipi di affermazioni e comportamenti.
A me dispiace, perchè conosco alcuni leghisti che ritengo persone intelligenti e perchè mi sembra che alcuni politici della lega siano persone attive e concrete nel loro operare.
Il mio, lo ammetto, è anche uno sfogo dopo che ho visto in rete un comizio di Gentili dove faceva discorsi assurdi contro i BAMBINI dei zingari (sì dei, non degli..). Ritengo certe affermazioni abominevoli, che posso ammettere in una persona di scarsa cultura e socialmente disagiata, non certo in un politico che, ahimè, le persone sostengono.
Il problema di come votare PDL senza votare anche per la Lega qualcuno (me) lo dovrà poi risolvere…
Indo (la partitica non fa per me)
agosto 30th, 2009 at 21:35
“ho visto in rete un comizio di Gentilini dove faceva discorsi assurdi contro i BAMBINI dei zingari (sì dei, non degli..)”
guarda che il discorso non era contro i BAMBINI,
ma contro chi li sfrutta per mendicare e rubare.