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LA SINDROME DI BOFFO COLPISCE ANCORA

lun, ago 31, 2009

riflessioni


Disgustosa è disgustosa, pretestuosa pure, meschina non ne parliamo, ma la polemica scatenata dall’informativa anonima riguardante il direttore de “l’Avvenire” dott. Dino Boffo, pubblicata da Vittorio Feltri nel proprio giornale, mette in piena luce un “vizietto” tanto antico quanto diffuso: il moralismo in casa d’altri.

Stupisce, peraltro, che a cadere nell’atavica tentazione sia il direttore del quotidiano dei vescovi, il quale, visti i datori di lavoro, si pretenderebbe conoscere a fondo i quattro evangeli.

Non è forse il vangelo ad ammonire “ejce primum trabem de oculo tuo…”: togli prima la trave dal tuo occhio e dopo guarda la pagliuzza nell’occhio del tuo prossimo?

Esortazione inutile, perché la voglia di parlar male degli altri, specie se ricchi e potenti, è troppo forte anche per un dipendente della conferenza episcopale.

In rigorosi termini tecnico-linguistici questa tendenza irresistibile si chiama “sputtanamento”. La definizione avrebbe fatto inorridire i puristi della lingua italiana, ma quelli veri se ne sono andati da un pezzo e sono rimasti i fanatici dello “slang” e degli “emoticon”, perciò “sputtanare” rende l’idea, mentre “malignare” non vuol dire un …bel niente.

Il direttore del quotidiano dei vescovi attacca il presidente del Consiglio sul piano pesonale, definendo indegne le vicende emerse di recente sulla sua vita personale, sottolineando che un uomo politico del suo rango dovrebbe dare il buon esempio, anziché comportarsi come il più ingenuo dei mariti fedifraghi.

Chi bastona tanto pesantemente una persona a causa delle sue relazioni private non dovrebbe avere, almeno così si pensa, alcun scheletro ingombrante nel proprio armadio.

E invece, grazie all’editoriale di Feltri, si viene a sapere che questo severo censore, qualche anno fa, è stato condannato a pagare un’ammenda a seguito di un procedimento penale per molestie telefoniche.

Il nostro, infatti, era stato denunciato da una signora di Terni, la quale era stata bersagliata di telefonate sconce e offensive perché, pretestuosamente aggrappata al dogma dell’indissolubilità del matrimonio, non si decideva a cedere il marito, di cui il direttore si era perdutamente invaghito.

Certo, come chiarito dallo stesso dott. Boffo, si tratta di una colossale montatura. Egli, di fatto, non avrebbe mai compiuto nessuna molestia telefonica, sebbene le chiamate partissero dal suo cellulare.

Disgrazia ha voluto che egli, nell’encomiabile intento di aiutare un ragazzo ospite di una comunità di recupero per tossicodipendenti, lo abbia assunto come collaboratore, prestandogli poi il telefonino da cui sarebbero partite le impure chiamate.

Fatalità nella fatalità, il ragazzo sarebbe poi morto per overdose, ma, con la decisione di patteggiare la pena, il dott. Boffo ne avrebbe almeno preservato la memoria.

In questo caso allora, tanto di scuse al dott. Boffo, oggetto di una vile quanto vergognosa campagna denigratoria.

Poniamo però che l’informativa fosse veritiera, e che quindi il summenzionato dott. Boffo sia veramente un omossessuale che ha cercato di adescare il marito di una fantomatica signora di Terni.

Come potrebbe, sempre s’intende che ciò fosse tutto vero (ma il nostro come detto ha già chiarito); come potrebbe, dicevo, un uomo con tali pesanti precedenti ergersi a fustigatore dei costumi privati del presidente Berlusconi?

La risposta che mi sono dato è che oggi tanti uomini di chiesa o vicini alla chiesa hanno abbandonato la pratica aurea dell’esame di coscienza, e sembrano disertare volentieri il sacramento della confessione.

Sia chiaro, la regola dell’esame di coscienza, tanto cara alla fede cristiana, andrebbe coltivata da tutti prima di agire o giudicare, per cui la colpa del suo generale abbandono è generale anch’essa.

Questo pio esercizio, utile anche ai laici, mi sembra il più grande insegnamento del catechismo della Chiesa Cattolica: valutare attentamente i propri pensieri e le proprie azioni per chiedere in caso perdono dei propri errori.

In mancanza, prima ancora dell’eventuale condanna eterna, si rischia di cadere in quella che a questo punto oserei definire la sindrome del dott. Boffo: parlar male degli altri senza guardarsi allo specchio.

Luigi Sclebin

18 Commenti per questo articolo

  1. Alf - commento N.1 :

    Caro Sclebin, ma come si fa a non cogliere che non dei costumi o della morale dell’uomo B. si sta ragionando ma della sua eventuale inadeguatezza al ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri del governo Italiano ?
    La chiave di lettura di tale storia, che scrivi ma evidentemente trascuri, è questa : ” … costumi privati del presidente Berlusconi”. Se sono così privati perchè B. si è imposessato di due ore della tv di stato in prima serata per spiegare (si fa per dire) l’antefatto con l’aiuto di molte bugie e di alcuni giornalisti zittiti o compiacenti, avendo già in tasca il servizio esclusivo per un suo settimanale ? Perchè non dovremmo preoccuparci di un primo ministro che sembra confondere incarichi politici e amicizie quantomeno equivoche ? E poi, anche se, per assurdo, si stesse ragionando sui peccati dell’uomo (anzichè sull’inadeguatezza come rappresentante del governo) non le sembra povero il ragionamento per cui se commetti un peccato non hai più diritto di discernere e ragionare sui peccati altrui? Io il peccato potrei anche averlo commesso, la pena potrei anche averla espiata e quindi aprirmi fiducioso al mondo e ragionare su ciò che mi pare, in serenità e con intelligenza. Sarà ma non concordo neanche sul “… più grande insegnamento del catechismo della Chiesa Cattolica: valutare attentamente i propri pensieri e le proprie azioni per chiedere in caso perdono dei propri errori.” : l’insegamento che io ne ho tratto invece è il seguente: ama e rispetta il prossimo tuo come te stesso”. Ed è propro perchè io amo e rispetto come me stesso il mio prossimo, e quindi anche il mio paese, che vorrei (democrazia permettendo) un Presidente migliore.

  2. fratelloblutarsky - commento N.2 :

    Si segnala un altro contagio della “sindrome-Bozzo”:Ezio Mauro.
    Il direttore,a quanto pare e se tutto verrà confermato, ha acquistato un immobile sborsando 800 milioni di vecchie lire in nero ed evadendo così il fisco italiano.
    Grazie tante direttore…e per dirla alla Totò “E io pago!”

    Fratello(chi è senza peccato..)

  3. pumaro - commento N.3 :

    DIECI DOMANDE AI MORALISTI
    (da Libero News)

    1) Per il direttore di Repubblica Ezio Mauro l’evasione fiscale è o non è un comportamento grave?

    2) Il direttore di Svvenire intimidiva al telefono la moglie del suo amante. E’ un comportamento grave o no?

    3) la direzione del quotidiano della Cei, Avvenire, può essere affidata a un condannato per molestie?

    4) Ezio Mauro è sempre contrario al condono fiscale?
    5) Come fa la chiesa a considerare l’omosessualità una condizione di disordine e poi difendere il direttore di Avvenire?
    6) Per la Chiesa è più grave il libertinaggio o la pratica omosessuale, l’adulterio o il reato per molestie?
    7) E’ giusto o no che l’agenzia delle Entrate accerti se Gianni Agnelli ha nascosto i suoi beni all’estero evadendo il Fisco?
    8) I giornali devono raccontare lo scontro in famiglia per l’eredità Agnelli o no?

    9) Perché Franceschini sbianchetta dalla sua biografia il suo passato di sindaco dell’Eni negli anni di Tangentopoli?

    10) Repubblica e la Stampa hanno pubblicato per primi e in esclusiva le parole di Veronica contro Berlusconi. PErché Adriano Sogfri su Repubblica e Mario calabresi su La Stampa ora condannano l’estate dei veleni?

  4. fazzi - commento N.4 :

    UNA DOMANDA AI MORALISTI

    -Perchè Berlusconi va a puttane, e non fa niente per nasconderlo e anche gli dicono che è un figo, se lo faccio io mi becco 500 euri di multa e mi mandano a casa il verbale e mia moglie mi taglia i coglioni così alla fine mi tocca farmi una sega?

    Fazzi

  5. rodolfo - commento N.5 :

    Per una volta, cerchiamo di non buttarla “in vacca” ;-) .

    L’argomento è serio.
    Ieri Ilvo Diamanti, su Repubblica, analizza la vicenda in un modo singolare, facendo intravvedere una mossa politica ben precisa in quel che Berlusconi sta facendo. Proviamo a riflettere sulla valenza politica della questione, anche se viene da un giornale interessato.
    Se poi avete altre opinioni provenienti da fonti diverse le pubblichiamo.

    Rodolfo

    Il posto della Chiesa
    in tempi pagani
    di ILVO DIAMANTI

    È SINGOLARE vedere la Chiesa all’opposizione. Soprattutto oggi, che governa il centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, particolarmente attento e disponibile nei confronti delle richieste della Chiesa: sulla bioetica, sulla scuola e sull’educazione, sulla famiglia. Mentre le incomprensioni con il precedente governo di centrosinistra erano comprensibili. Eppure mai, nella contrastata (per quanto breve) stagione dei rapporti con il governo Prodi, si era assistito ad attacchi tanto violenti, nei confronti della Chiesa, come quelli lanciati negli ultimi giorni dal centrodestra.

    Prima: le reazioni della Lega alle critiche espresse dal mondo cattolico in merito alle politiche sulla sicurezza e sull’immigrazione. Culminate nella minaccia – apertamente evocata dal quotidiano “La Padania” – di rivedere il Concordato. Poi l’attacco rivolto dal “Giornale” al direttore di “Avvenire”, Dino Boffo (il quale ha parlato di “killeraggio”). Accusato di non avere titolo per esprimere giudizi “morali” sugli stili di vita del premier. Troppi e troppo ravvicinati, troppo violenti, questi interventi per apparire casuali. Come si spiega l’esplodere di queste tensioni? E, in particolare, cosa ha spinto all’opposizione la Chiesa, fino a ieri interlocutore affidabile del governo?

    In effetti, occorre distinguere. I rapporti con la Lega sono sempre stati conflittuali. Basti pensare al periodo intorno alla metà degli anni Novanta, quando la Chiesa si oppose alla strategia secessionista della Lega. Allora Bossi si scagliò contro il Papa polacco e i “vescovoni romani arruolati nell’esercito di Franceschiello, l’esercito del partito-Stato”. In altri termini: contro la Chiesa, ritenuta (non senza ragione) il collante, forse più denso, dell’unità nazionale. Oggi, invece, il problema è prodotto dalle critiche del mondo cattolico – le associazioni, i media, le gerarchie – contro le politiche del governo sulla sicurezza e l’immigrazione. Cioè: il vero marchio della Lega (degli uomini spaventati). Più ancora del federalismo.

    D’altronde, il mondo cattolico, su questi temi, esprime un progetto fondato sull’accoglienza, sulla carità, sull’integrazione. Concretamente praticato attraverso associazioni e istituzioni diffuse sul territorio. Dalla Caritas, ai gruppi di volontariato, alle parrocchie. Assai più della sinistra, è il mondo cattolico l’alternativa alla cultura e al linguaggio leghista. Non solo sui temi della sicurezza e degli immigrati. Perché il mondo cattolico è presente e attivo soprattutto dove è forte la Lega. Cioè: nella provincia del Nord. Dove i campanili costituiscono ancora un centro della vita sociale. Da ciò un conflitto inevitabile. Che è, in parte, competizione. Anche perché la Lega si propone come una sorta di “Chiesa del Nord”. Con i suoi riti, i suoi simboli, i suoi valori, le sue reti di appartenenza locale. Ronde comprese. Della tradizione cattolica accetta gli aspetti, appunto, più tradizionali e tradizionalisti. Le “radici cristiane” rivendicate dalla Lega coincidono, in effetti, con la “religione del senso comune”.

    Diverso – e meno prevedibile – è invece il contrasto diretto con il premier e il PdL. Innescato dalla velenosa inchiesta dedicata dal “Giornale” al direttore dell’”Avvenire”. Definito un “lapidatore che non ha le carte in regola per lapidare alcuno”. In particolare il premier. Immaginare Dino Boffo – prudente per natura (e incarico) – impegnato a scagliare parole dure come le “pietre” risulta (a noi, almeno) davvero difficile. Per questo, la reazione del “Giornale” appare sproporzionata rispetto al contenuto e al tono delle critiche apparse su “Avvenire”.

    Era difficile, d’altronde, che i vescovi italiani tacessero di fronte al disagio emerso in molti settori del clero e in molti esponenti del mondo cattolico. Tanto più al tempo di Papa Ratzinger, che ha fatto del contrasto al relativismo etico un marchio e un programma.
    Tuttavia, nonostante le smentite di questi giorni, ci riesce altrettanto difficile pensare che Vittorio Feltri abbia lanciato il suo attacco “senza preavviso”. Senza, cioè, avvertire almeno il premier. Il che suggerisce una ulteriore spiegazione della singolare (op) posizione assunta dalla Chiesa in questa fase.

    Vi sarebbe stata spinta, più che per propria scelta, dallo stesso premier e dalla Lega. Per diverse ragioni. (a) Intimidire l’unico soggetto capace, nell’Italia d’oggi, di esercitare un effettivo controllo morale, istituzionale e sociale. (b) Dividere la Chiesa stessa, al proprio interno; isolando gli ambienti accusati di simpatie per la “sinistra”; e ponendola in contrasto con il suo stesso popolo. In larga parte vicino alle posizioni della Lega, in tema di sicurezza e immigrazione. E indulgente verso i comportamenti e gli stili di vita esibiti dal premier. (c) C’è, infine e al fondo di tutto, la crisi del modello, proposto e imposto da Ruini alla fine della prima Repubblica. La “Chiesa extraparlamentare” (come la definisce Sandro Magister), che agisce ora come movimento, ora come gruppo di pressione. A sostegno dei propri riferimenti di valore e di interesse. Senza partiti cattolici né “di” cattolici.

    Oggi sembra suscitare molti dubbi. E in alcuni settori della Chiesa e del mondo cattolico emerge la nostalgia di un polo alternativo: a una destra amica ma pagana. E a una sinistra laicista e comunque inaffidabile. Da ciò l’idea (post-ruiniana) di un soggetto politico che metta insieme Casini, Tabacci, Pezzotta. Rutelli e Montezemolo. Magari Letta (Gianni). D’altra parte, 4 cattolici praticanti su 10 non hanno un partito di riferimento. Sono patologicamente incerti. Anche così si spiega la reazione di Berlusconi – e l’azione di Feltri. Volta a scoraggiare la costruzione di un nuovo partito collaterale alla Chiesa. Mentre al premier – e alla Lega – piace di più l’idea di una Chiesa collaterale o, comunque, affiancata al PdL. In grado – non da ultimo – di santificare un modello di vita che – come ha ammesso il premier – santo non è. Ma, anzi, piuttosto pagano.

  6. pumaro - commento N.6 :

    non cambia nulla in termini politici:
    la Lega continua a prendere voti ed i suoi elettori continueranno ad andare a Messa.
    La lega prende voti perchè fa la giusta politica (giusta anche secondo me ) in materia d’immigrazione. Per fare un esempio, il respingimento dei barconi dei clandestini fa crescere notevolmente le “quotazioni” dei leghisti.
    Per quel che riguarda la Chiesa, non è una novità il fatto che i “preti rossi” si siano ritagliati un ambito quantitativamente rilevante nella società. I fedeli questo lo sanno, ma politicamente non sembrano ascoltarli molto.

  7. rodolfo - commento N.7 :

    D’accordo, pumaro, probabilmente non cambierà nulla.
    Ma quando Diamanti dice

    (b) Dividere la Chiesa stessa, al proprio interno; isolando gli ambienti accusati di simpatie per la “sinistra”; e ponendola in contrasto con il suo stesso popolo. In larga parte vicino alle posizioni della Lega, in tema di sicurezza e immigrazione. E indulgente verso i comportamenti e gli stili di vita esibiti dal premier.

    ha ragione. Oggi l’Osservatore Romano prende le distanze dall’Avvenire.
    Devide et impera. Berlusconi ha giocato col bastone (Feltri) col chiaro intento di creare un vuoto anche nella Chiesa.
    Ma l’attacco vero è contro la libertà di stampa.
    Querelare 10 domande per evitare di rispondere non è un atto eversivo nei confronti del diritto di inchiesta?
    Fare in modo, attraverso il monopolio dell’informazione, che confonde più che informare, di impedre all’opinione pubblica di sapere è il primo passo verso un regime totalitario.
    Non siamo alle camice nere, al manganello e all’olio. La persuasione ora si ottiene con altri mezzi.

    La tv, in termini di consenso, ha prodotto molto di più del fascismo.
    Pasolini. Scritti corsari.

    E’ un quadro preoccupante.

    Rodolfo

  8. Luigi - commento N.8 :

    Caro Alf,
    quello che ho colto in tutta questa morbosa vicenda è che si fa una critica aspra e strumentale dei comportamenti privati del premier per screditarlo politicamente.
    L’operazione è del tutto lecita, perché la sfera privata di un uomo che ha importanti incarichi pubblici può ben essere sottoposta all’attenzione dell’opinione pubblica, ma tale operazione mi pare dannosa per chi la fa e soprattutto per gli interessi del Paese.
    Per quel che ne so, un primo ministro può essere il più valido e capace politico del mondo, anche se in privato tiene i comportamenti sessuali più discutibili. Se si vuole criticare le capacità di governo di Berlusconi, mi sembra più corretto concentrarsi sui provvedimenti che ha preso o non ha preso, piuttosto che sui suoi presunti gusti sessuali.
    Se pertanto il problema è l’inadeguatezza del nostro primo ministro, si dica allora dove ha sbagliato politicamente, e certamente motivi ce ne sono, anziché accanirsi sulla sua vita privata.
    Se dovesse dimettersi dal governo, preferisco che lo faccia perchè ha approvato una serie di provvedimenti sbagliati, non perché è andato a letto con una escort di lusso.
    Se no, se continuiamo così, diventimao davvero gli zimbelli d’Europa. Già alcune settimane fa una mia cliente tedesca, al sentire che la sua causa in Italia sarebbe potuta durare altri due anni, mi ha fatto una battuta di questo tipo: “Ah, se almeno avessi 18 anni andrei da Berlusconi per sistemare al cosa, ma ormai sono troppo vecchia per lui!”. Non serve precisare a cosa si riferisse la signora tedesca.
    Ecco quindi l’impressione che diamo all’estero!
    Il discorso sul piano morale, poi, deve restare sul piano morale.
    Non credo si possa dire che la manovra estiva deliberata il mese scorso dal governo sia errata perché Berlusconi è stato alla festa di Noemi.
    I diversi piani della questione, inoltre, non dovrebbero essere confusi: ad esempio, la pretesa evasione fiscale del direttore di Repubblica, ricordato da un altro lettore, prima che un’azione moralmente errata, è un illecito tributario, mentre andare a letto con una escort, che io sappia, non configura nessun reato.
    Infinitamente più gravi di una scappatella coniugale sarebbero le provate evasioni fiscali del presidente di un governo che chiede le tasse ai cittadini, ma l’argomento, e qui sta la nostra perversione, non avrebbe lo stesso impatto mediatico della molto più pruriginosa storia delle veline.
    Per questo, alla fine, ripeto quanto avevo scritto tempo fa, e cioè che ci teniamo il Presidente del Consiglio che ci meritiamo.
    Quanto infine al precetto che raccomanda di “amare il prossimo tuo come te stesso”, concordo con Lei che sia il più grande degli insegnamenti, ma mi risulta che si trovi scritto nel vangelo, mentre io parlavo di insegnamenti derivanti dal catechismo.
    LS

  9. pumaro - commento N.9 :

    “Querelare 10 domande per evitare di rispondere non è un atto eversivo nei confronti del diritto di inchiesta?”

    no. rientra nei diritti di ogni individuo intraprendere azioni legali contro qualsivoglia organo informativo, per tutalare la propria immagine. Questo vale anche per Silvio.

    “Devide et impera. Berlusconi ha giocato col bastone (Feltri) col chiaro intento di creare un vuoto anche nella Chiesa”

    Certamente. Siccome la sinistra usa i suoi giornali per screditare gli avversari politici. in questo, repubblica è maestra.
    E’ una battaglia ad armi pari.

    Nassun rischio per la libertà di stampa, perchè la stampa non è libera.

  10. rodolfo - commento N.10 :

    no. rientra nei diritti di ogni individuo intraprendere azioni legali contro qualsivoglia organo informativo, per tutalare la propria immagine. Questo vale anche per Silvio.

    Allora perchè non l’ha fatto subito? E’ da mesi che le 10 domande di D’Avanzo girano a livello planetario. Perchè proprio adesso. Forse perchè è mancata la Perdonanza? Perchè Bertone gli ha chiuso la porta in faccia?

    Certamente. Siccome la sinistra usa i suoi giornali per screditare gli avversari politici. in questo, repubblica è maestra.
    E’ una battaglia ad armi pari.

    Se c’è uno che ha usato a pien mani la politica del “demolisci l’avversario”, poi parlagli (forse) questo è stato Berlusconi.
    La sinistra usa i SUOI giornali? L’aggettivo possessivo in questo modo lo può usare solo B. essendo proprietario de facto di giornali e televisioni, e controlla pure quelle NOSTRE.
    La sinistra ha giornali che la appoggiano, e ci macherebbe altro.
    Alrimenti vivremmo sotto il segno dell’Egoriferito, e sarebbe una noia mortale.

    Nassun rischio per la libertà di stampa, perchè la stampa non è libera.

    Questa è una bella, ma vecchia battuta.

    Rodolfo

  11. pumaro - commento N.11 :

    “Questa è una bella, ma vecchia battuta”

    si, ma funziona sempre.

    il secondo giornale (per copie vendute, solo per copie) è costantemente impegnato a demolire il Governo e la maggioranza di destra. Esso, il giornalaccio intendo, non appoggia la sx, esso, sempre il giornalaccio, è la sx italiana.
    Admin Rodolfo, Tu vedi solo Berlusca e i suoi denari e lo consideri il male assoluto, il tarlo della nostra società, il pericolo per le libertà. E’ una questione di punti di vista, non sono tutti ciechi coloro i quali non vedono ciò che Tu e altri vedete.
    L’iniziativa del giornalaccio di porre le 10 domande la pongo sullo stesso piano degli attacchi di Libero o delle indagini del Giornale.
    La raccolta di firme promossa dal giornalaccio in difesa della libertà di stampa la considero una iniziativa ipocrita e una grossa pagliacciata.
    Dipende dai punti di vista

  12. angelo1 - commento N.12 :

    Boffo si è dimesso,la prima bastonata di Feltri è andata a segno,sotto al prossimo!
    Vedi Puglia e poi muori.

  13. dinmint - commento N.13 :

    “la prima bastonata di Feltri … sotto al prossimo”

    ecco l’angelo-pensiero finalmente:
    BASTONARE!

    Boffo ha fatto quel che Berlusconi dovrebbe fare da mesi.
    Boffo s’è sottratto, come giusto.

    Dinmint

  14. quinto - commento N.14 :

    Condivido con dinmint.

    “Bastonateli tutti”, scrive Angelo 1.

    Vergognati. Non ti fa difetto solo la vista, ma anche quel minimo di civiltà e di rispetto per le idee altrui.

    Mi sorprende che gli admins permettano affermazioni simili.

    Quinto

  15. jesoloforum - commento N.15 :

    Angelo1 non è nuovo ad affermazioni simili, delle quali è il solo responsabile.
    La redazione ovviamente si dissocia, ma rende testimonianza di tali affermazioni proprio perchè indicative di un atteggiamento “culturale” purtoppo assai radicato.

    Jesoloforum

  16. angelo1 - commento N.16 :

    La mia formazione culturale non prevde il pensiero unico

    Palla Mario Adnolfi candidato alla guida del PD”Il Pd dovrebbe difendere la libertà di informazione sempre, non solo per la stampa amica. Feltri ha scritto di fatti incontrovertibili e ha rotto il muro di omertà sulle relazioni omosex del direttore di Avvenire. La sentenza di Terni è un fatto, una notizia che in qualsiasi paese del mondo sarebbe finita immediatamente in pagina».
    Ma come Adinolfi? Anche lei, già aspirante segretario del Pd, si mette a spacciare patacche?
    «Macché patacche, qui c’è una sentenza di un tribunale e di quella si deve parlare. L’ho scritto il 20 settembre del 2005, raccontando il fatto. Nessuno allora mi diede del pataccaro, non ebbi querele né atteggiamenti di risentimento. Forse perché pensavano che la cosa potesse rimanere sotto silenzio».

    Il Direttore Boffo, di fronte alle richieste pressanti dei vescovi di intervenire sulla moralità di Berlusconi,forse si ricordava dell’ammonimento del vangelo:”chi è senza peccato scagli la prima pietra” e tardava ad intervenire.

    Anche perche chi non ricorda Renato Fariana,vicepresidente di Comunione e Liberazione,sempre presente al Meeting di Rimini e poi scoperto agente Betulla.

    Comunque liberato il vaticano dalla corrente Ruiniana,perchè questo è il vero motivo dello scontro,ora il Giornale passerà in Puglia per controllare come navigava il feudo del velista.

    P.S. leggete per cortesia su altro post l’intervento dell’admin avvocato Luigi

  17. zorro - commento N.17 :

    Angelo 1 non si tocca!
    Lasciatelo parlare. E’ divertente,in fondo.
    Poi ha una caratteristica, colpisce le persone che non conosce coperto da un nick.
    Un piccolo, piccolo killer ;-) !

    Non bastoniamolo!

    Zorro

  18. larissa - commento N.18 :

    Io credo che non si possano mettere sullo stesso piano il Premier e i direttori dei due giornali, Boffo e Mauro. L’impressione che ho io è che il presidente del consiglio voglia mettere il bavaglio alla stampa, minando di fatto la libertà di stampa. All’estero non mi pare si ragioni così, chi è al governo è consapevole di essere sotto il tiro dei giornalisti e comunque osservato nei suoi comportamenti. Dov’è la libertà di stampa? Dobbiamo accettare solo la verità proposta dalle reti e dai giornali di Berlusconi? Questa non è democrazia. Chi la pensa in modo diverso ha il diritto di farlo. Il nostro caro Presidente ha forse sbandierato un po’ troppo la sua vita allegra, e, da quel che ho capito, usando anche dei mezzi pubblici. Non è un bell’esempio, con gente che non ce la fa ad arrivare a fine mese. Il premier faccia quel che vuole, in privato, se proprio non riesce a farne a meno, ma che eviti di mettersi in mostra, in ridicolo.
    Capisco inoltre e posso in generale condividere la risposta di Luigi, quando dice che l’opposizione deve utilizzare altre informazioni per screditare il presidente, più attinenti al lavoro da lui svolto nell’esercizio delle sue funzioni. Giusto…ma viene da chiedersi se non l’abbia già fatto e non le sia rimasta che la carta della questione morale per svegliare l’interesse della gente, per scuoterle dal loro torpore; visto che scandali e ingiustizie non sembrano più suscitare in noi alcuna reazione, in attesa che ci pensi qualcun altro…

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