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La Cei, le sue rendite e il “bieco illuminismo”.

mer, ago 19, 2009

Generale

 L’invasione della Chiesa nelle vicende dello Stato Italiano sono sempre più pesanti. In alcuni temi la presenza della Chiesa risulta anacronistica e prepotente, segno che sente il suo inevitabile declino.
Ora è il turno degli insegnanti di religione. ma sui temi della bioetica, dell’istruzione privata, del testamento biologico, della libertà di morire serenamente vedo che resta ferma ad un dogmatsmo di facciata che rivela la sua decadenza.
La questione degli insegnanti di religione nelle scuole, e la decisione del Tar che priva il loro voto di peso, è sintomatica.
La religione non può essere una materia da insegnare, non più. La società contemporanea è profondamente irreligiosa, perchè c’è stato quel che la Cei chiama il “bieco illuminismo”, e illuminismo che ci ha lasciato un’eredità preziosa: la capacità di pensare con la nostra testa! Una bestemmia per la Chiesa: che altro vuol dire il papa quando parla di “assolutismo relativistico”?

Anche qui è una questione di bottega, credo.

Gli insegnanti di religione sono nominati dalle Curie, non dallo Stato. Ma sono pagati dallo Stato. Tutti gli altri professori, chiedo conferma, accedono per concorso.

Una buona cosa sarebbe nominare insegnanti di storia delle religioni su concorsi statali.

Secondo me è bene (e ora) che la Chiesa rientri nei ranghi.

 Merkur/markus

34 Commenti per questo articolo

  1. Indomabile - commento N.1 :

    … ogni tanto tacciano i Cattolici di essere anacronistici… sarà perchè seguono le parole di un uomo morto duemila anni fa…
    Peccato che queste parole siano ancora attuali. Basta provare a seguirle con il cuore sgombro da pregiudizi e preconcetti. E così si scopre come si può essere felici anche in mezzo alle piccole e grandi difficoltà della vita… Non so se sia così facile riuscirci pensando solo con la propria testa: ho come l’impressione che tendenzialmente l’uomo sia più portato a farsi del male e a farlo al proprio prossimo. Ma forse è una mia impressione…

    Indo (felice di ri-essere cristiana cattolica)

    Scusa M/m, ho preso la palla al balzo, ma sono rimasta un po’ off-topic…

  2. rodolfo - commento N.2 :

    Ciao Indo,
    il Vangelo è una lettura che ha affascinato e continua ad affascinare tutti, proprio perchè è inattuale.
    Non provare una profonda adesione al Verbo di Cristo è impossibile.
    -ama il prossimo tuo come te stesso-
    -dai a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio-
    -porgi l’altra guancia-
    -gli ultimi saranno i primi-
    -chi è senza peccato scagli la prima pietra-
    -di’ sì si, no no. il resto è del maligno-
    -è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco vada nel regno dei cieli-

    e la più importante di tutte

    -ama il tuo nemico-

    Non basta l’ultima per capire quanto inattuale, eversivo e rivoluzionario sia il messaggio di Cristo?
    Cristo, scrive Kierkegaard, è scandaloso.

    Ma un conto è Cristo, un conto è la Chiesa.
    Dimmi quante di queste parole si sono attuate, visto che stiamo parlando di attualità del Cristianesimo.
    Certo, tu mi parlerai del mettersi in cammino, di avere un fine, di un tendere verso…ma sono 2000 anni che si va su strade diverse, purtroppo.

    x M/M
    sull’ingerenza insopportabile della Chiesa sono d’accordo.
    Ma la Chiesa, ed il critianesimo, hanno avuto ed hanno tuttora un grande merito. L’aver sancito l’uguaglianza tra gli uomini, molto prima dell’illuminismo.Senza il Cristianesimo l’illuminismo probabilmente non ci sarebbe stato.
    Ora, secondo me, la Chiesa dovrebbe prendere atto di una nuova consapevolezza, di un uomo nuovo. Sulla sessualità porta avanti idee che definire fondamentaliste è poco. Parole a cui pochissimi credono.
    La crisi delle vocazioni è spaventosa, ed il cristianesimo mantiene i suoi numeri solo grazie ai fedeli non europei, soprattutto sudamericani, dove il cattolicesimo è stato esportato.
    Tuttavia ci sono stati papi, Leone XIII con la sua “rerum novarum”, e Woytjla con le sue “Centesimus annus” e “Sollecitudo rei socialis”, che hanno ben definito gli errori e gli orrori delle dittature e del capitalismo.
    Parole inascoltate.

    Conosco, ovviamente, molti insegnanti di religione. Credo che molti di loro abbiano capito che non c’è più nulla da rivelare, nè nessuno da catechizzare.
    Se si adoperano a forire il dialogo e la fratellanza, a confrontare religione, filosofia e scienza il loro messaggio è ancora importante.

    Rodolfo (sotto il segno del più rigoroso “secondo me”)

  3. liutprando - commento N.3 :

    Il cristianesimo (non il cattolicesimo) pur condiviso idealmente da tutti, almeno credo da tutti coloro che provengono da una cultura cristiana, è un’Idea, molto simile all’idea platonica, che assomiglia molto all’illusione e all’utopia.

    Illusione e utopia sono debolezze dell’essere umano, che emergono fondamentalmente dalla sua ignoranza e dal suo egoismo, dunque dalla sua non consapevolezza.

    La storia è un divenire di fatti e azioni tra lupi e pecore. La Chiesa cattolica (molto diversa dal cristianesimo) rientra nella prima categoria, cioè quella dei lupi.

    Quando, nel 1517, Martin Lutero provocò il famoso scisma, gli agnelli siamo rimasti solo noi Italiani. E con la Controriforma la Chiesa, coadiuvata dagli Spagnoli, nostri colonizzatori, ha reimposto il feudalesimo in tutto il territorio dell paenisola ed in particolare nell’Italia meridionale; ha impedito attraverso la censura l’introduzione di qualunque idea illuministica e bandito tutti i libri di autori francesi e tedeschi. Le stesse riforme dell’Imperatore austriaco Giuseppe II erano avversate.

    La Chiesa ci ha riportanto indietro di duecento anni e oggi ne stiamo pagando le conseguenze. E’ corresponsabile della guerra dei trent’anni che ha trasformato la Germania in un cimitero, tanto per dirne una.

    La Chiesa Cattolica Ha sempre tentato di impedire ogni forma di progresso della società imponendo l’ignoranza ai suoi fedeli, rendendoli incapaci di autonomia.

    Alla base di tutta questa sua formidabile attività quale scopo si prefigge la Chiesa, se non il potere? Ed è il potere lo scopo per il quale essa ha sempre agito e commesso tutte le stragi che si possono facilmente rintracciare nella storia; per il potere ha messo e mette in opera tutte le azioni contro l’intelligenza e l’affrancamento dell’essere umano rendendolo schiavo, o quantomeno dipendente.

    Cosa centra tutto questo agire e fare della Chiesa con il Cristianesimo?

    E pensare che tutto viene eseguito in nome di Cristo.

  4. john - commento N.4 :

    @ liutprando:

    sono d’accordo con te al 100%.

    Quello che mi fa più male, però, è il conoscere e frequentare persone intelligenti con una fede fortissima, che fanno fatica ad ammettere che le cose stanno proprio così. O, addirittura, lo negano.
    Sbaglio quando dico che non è il modo migliore per instaurare un dialogo?!

    john

  5. angelo1 - commento N.5 :

    Merkur/markus
    @Gli insegnanti di religione sono nominati dalle Curie, non dallo Stato. Ma sono pagati dallo Stato. Tutti gli altri professori, chiedo conferma, accedono per concorso.

    Addirittura per le nomine in provincia di Venezia esiste già la zonizzazione richiesta da Bossi per i Presidi e i Prefetti.
    4 sono le Curie,ognuna ha formato i suoi insegnanti e fatto le graduatorie da cui attingere,a suo insindacabile parere:
    Diocesi di Vittorio Veneto comuni di Ceggia-Torre di Mosto,frazioni di Grassaga,Fossà e S.Giorgio di Livenza
    Diocesi di Concordia Sagittaria comune di Concordia
    Diocesi di Venezia comuni di Venezia,jesolo,Caorle,Eraclea,Mestre Quarto d’Altino frazione Cittanova di San Donà di Piave
    Diocesi di Chioggia comune di Chioggia Cavarzere
    Diocesi di Trevis comuni San Donà,Musile, Fossalta,Meolo

    Tutte le altre figure professionali della scuola vengono assunte per concorso.

  6. angelo1 - commento N.6 :

    Ecco un caso che conferma il potere diciamo “extragiudiziario” della Curia nei confronti di una lavoratrice

    Dalla Nazione di Firenze

    Docente si sposa, le suore la licenziano
    Vescovo: solo un equivoco. Ma intanto c’è già la sostituta

    ROMA (14 agosto) – Non le hanno rinnovato il contratto a tempo determinato come insegnante e, nella lettera di comunicazione alle famiglie, la direttrice dell’istituto religioso per l’infanzia Sant’Anna di Grosseto in cui lavorava ha annunciato: «Con molto rammarico devo annunciarvi che la maestra Federica Gentili non insegnerà più nella nostra scuola perché si sposa».

    Hanno protestato i genitori e la stessa insegnante, che non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo lavoro ed è caduta dalle nuvole, anche perché avrebbe appreso della decisione non dall’istituto ma da un genitore. La notizia è apparsa oggi sul quotidiano “La Nazione”. Il vescovo di Grosseto, monsignor Franco Agostinelli, parla di un equivoco tra la maestra e la suora che dirige l’istituto. «Come si può pensare che una persona venga licenziata da un istituto religioso perché si sposa? Non ha senso – dice monsignor Agostinelli – La direttrice della scuola, probabilmente, ha pensato che, sposandosi, la maestra avesse un altro progetto di vita. Avrebbe dovuto informarsi meglio. Per questo è già stata redarguita». Per Federica Gentili, spiega il vescovo di Grosseto, tuttavia sarà difficile un ritorno a scuola. «Io non ho competenza su queste decisioni – spiega – ma credo sia stata già assunta un’altra insegnante».

    «Non riesco a capacitarmi, ma uno screzio con la responsabile, con i colleghi, con i genitori – dice la maestra – Amo il mio lavoro e voglio continuarlo. Adoro i bambini e non mi rassegno a perdere il mio posto. Se ce ne fosse stata la necessità, sarei pronta a rinunciare al viaggio di nozze pur di non lasciare la classe. Proprio non riesco a capire». Dall’istituto replicano che ormai la decisione è stata presa e che da settembre la maestra Federica sarà sostituita. All’insegnante stanno continuando ad arrivare dimostrazioni di affetto e solidarietà. Dalla scuola fanno sapere che la coordinatrice tornerà a settembre. La maestra ha comunque chiesto e ottenuto un colloquio con il vescovo di Grosseto, Franco Agostinelli, a cui ha spiegato il caso e portato le proprie ragioni. In città non si esclude che un intervento del capo della Curia grossetana possa far tornare le suore sulla loro decisione e chiudere un caso che ha già suscitato clamore in città e che rischia di diventare una vicenda nazionale.

    .

  7. john - commento N.7 :

    Beh, Angelo,
    sul caso di Grosseto credo che ogni commento possibile ed immaginabile, sarebbe superfluo.

    john

  8. john - commento N.8 :

    Bieco illuminismo??????

    john

  9. merkurmarkus - commento N.9 :

    Esatto John
    La Cei, riferendosi alla sentenza del Tar del Lazio in merito al ruolo degli insegnanti di religione negli scrutini, ha parlato di “bieco illuminismo”.
    La Gelmini credo abbia già presentato ricorso.

    M/m

  10. Indomabile - commento N.10 :

    Caro John, credo sia difficile instaurare un dialogo con chi afferma o condivide l’affermzione che “la Chiesa Cattolica ha sempre tentato di impedire ogni forma di progresso della società imponendo l’IGNORANZA ai suoi fedeli, rendendoli INCAPACI DI AUTONOMIA” (post n. 3) o che prende ad esempio il caso di Grosseto per attaccare l’Istituzione nel suo complesso.
    Personalmente non mi sento imporre nessun tipo di ignoranza, al contrario, molte sono le occasioni offerte ai fedeli di approfondimento della propria fede (ma poi non c’è tempo, non c’è la voglia, altri impegni, ecc. ecc… classiche scuse) e penso anzi che attualmente la maggior parte della catechesi che viene proposta (agli adulti) è quella che non fa imparare a memoria inutili precetti, ma fa usare la ragione per comprendere l’importanza di seguire e fare propri certi valori. “Il libretto di istruzioni” della vita dell’uomo: chi non vorrebbe averlo per poter essere felice?
    Se invece Liutprando lo inserisce nel suo escursus storico e si riferisce al passato (anche recente, non dico di no), purtroppo non sono così vecchia da averne memoria e da sentirne l’influenza sulla mia vita presente di cattolica.

    Quanto al caso di Grosseto, forse alla suora/direttrice stava antipatica l’amata professoressa e ha pensato bene di liberarsene: gesto personale molto scorretto, ma personale, appunto! Oppure le cose sono andate diversamente ma i giornalisti hanno trovato lo scandaletto estivo… No, dai, molto più probabile che, visto che si è sposata, a breve starà a casa in maternità e la direttrice ha pensato che tanto l’avrebbero dovuta sostituire lo stesso. Chissà quante altre ipotesi si potrebbero fare su un articolo di giornale, ma mi sembra così evidente il potere “extragiudiziario” della Curia in questo caso che è meglio soprassedere. … …

    Personalmente, lo sa chi ha letto altri miei interventi, non ho mai negato che la Chiesa ne abbia combinate di cotte e di crude, ma per chi è credente (e cattolico) è l’Istituzione terrena lasciataci da Gesù stesso. Ma ne ho scritto tante e tante volte qui nel forum che non vi tedierò oltre.

    @Rodolfo: davvero credi che “Non provare una profonda adesione al Verbo di Cristo è impossibile”?
    Hai letto con attenzione le otto affermazioni (sappiamo di Chi) che hai riportato sotto a questa frase? Io le ho lette attentamente e ho pensato a quante di queste riesco a metterne davvero in pratica nella mia vita: forse due o tre, e sicuramente parzialmente. E non mi riesco a considerare una cattiva persona. Mi sa che di strada ne ho tanta da fare (ahimè, la mia pigrizia non mi aiuterà, ma ci penserà Qualcun’altro a farla con me)…

    Indo (nonostante tutto, felice)

  11. rodolfo - commento N.11 :

    @Rodolfo: davvero credi che “Non provare una profonda adesione al Verbo di Cristo è impossibile”?

    Certo che ci credo, e anche alle frasi tratte dal Vangelo.
    Nulla è più sconvolgente di quelle otto affermazioni di Cristo.
    Credo anche nella loro inumanità. Sono frasi che solo un uomo che ancora non c’è può praticare.
    Non sono sfide impossibili, per nulla. Solo abbisognano di una rinascita culturale indicibile, ma non per questo impossibile.
    E non sarà la guida provvidenziale di un Dio a guidarci, ma la nostra volontà, se l’avremo, il nostro libero arbitrio, se l’avremo.
    Cristo non ha lasciato catechismi, cara Indo, ma solo la possibilità di scegliere radicalmente.
    L’ha fatto san Francesco di Assisi, credo.
    Per il resto è tenebra.

    Concludo con una domanda. Copio-incollo dal tuo commento
    ahimè, la mia pigrizia non mi aiuterà, ma ci penserà Qualcun’altro a farla con me
    ci credi davvero a quello che hai scritto?

    Ciao,
    Rodolfo

  12. fazzi - commento N.12 :

    Certi “fedeli” che non sentono ragione, perchè loro hanno sempre ragione, mi fanno paura. Parlare con chi è illuminato dalla “sua” fede è terribile: ti guardano, hanno pietà di te e non ti ascoltano.
    L’abuso della fede è arroganza, altro che ama il prossimo tuo, e pecorelle smarrite…

    Fazzi

  13. Indomabile - commento N.13 :

    Caro Rodolfo, quando ti leggo o ascolto rimango piacevolmente colpita dalle ottime intuizioni che esprimi, ma poi è come se non sentissi il (famoso) salto (nel buio)-(è un mio pensiero, che non pretende di rappresentare la realtà…).
    Credo anch’io che le affermazioni di Cristo non siano impossibili da mettere in pratica (che senso avrebbe avercele lasciate?), ma non sono neanche inumane. Sono fatte per l’uomo.
    Quello che intendevo è che non è scontato aderirvi! Non basta dire “che belle parole…se tutti facessero così il mondo sarebbe meraviglioso… ecc.ecc.” (a parte il fatto che molte persone non credo sarebbero d’accordo neanche su questo, in ogni caso). Gesù lo ha detto meglio di me: “Non chi dice “Signore, Signore!” avrà la vita eterna, ma chi FA la VOLONTA’ del Padre mio”.
    Quello che conta è l’AZIONE dell’uomo, il suo rapportarsi agli altri nella vita reale! E non per stare bene in una vita futura, ma per essere felice in questa.
    Lo dice bene S. Paolo nell’inno all’amore: “se anche ho una fede da smuovere i monti ma non ho amore, io non sono niente”! Questa è la difficoltà che ritengo di avere personalmente nel mio nuovo e recente cammino di fede…
    Questo intendevo quando ho scritto che ho tanta strada da fare (che potrà durare una vita, chissà), e ti rispondo dicendoti che io NON HO NESSUN DUBBIO che ci sia ogni giorno Qualcuno che la fa con me, vicino, presente sempre insieme a me. Nessun dubbio. Neanche durante i 15 anni nei quali non ho messo piede in una Chiesa.
    Sul fatto che Gesù non abbia lasciato catechismi… Se credi a quello che c’è scritto nel Vangelo di Matteo, “Cristo ha inviato gli Apostoli che aveva scelto, dando loro il mandato di annunziare il Vangelo: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, INSEGNANDO loro ad OSSERVARE tutto ciò che VI HO COMANDATO. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente”.
    Perfino il da te citato S. Francesco ha dovuto dare delle regole, perchè se a questo mondo ognuno facesse come “gli sembra meglio” penso staremmo freschi.
    E’ giusto scegliere radicalmente (è “l’uomo nuovo” cristiano), ma bisogna anche sapere COSA si sta scegliendo.
    Ma certo ci può credere chi dà valore a quanto scritto nella Bibbia.
    Se invece lo riteniamo un romanzo qualunque, stiamo discutendo del nulla.
    E allora davvero è tenebra.

    Indo (adesso vado a nanna però! ;) )

    P.S. Nel post precedente avevo promesso di non tediarvi più con le mie pseudo prediche, ma faccio presto a cadere in tentazione!

  14. rodolfo - commento N.14 :

    Cara Indomabile,
    di te ammiro l’indomabile ( ;-) ) forza con cui sostieni le tue convinzioni, alle quali non ho nulla da obiettare. L’argomento di cui stiamo parlando non è un campo di disputa teologica, nè il terreno dove possa attecchire alcuna polemica.
    Molti anni fa, a Napoli, dove servivo lo Stato come soldato semplice, per molte sere, nei viali alberati di un casermone a San Giorgio a Cremano, ho avuto la fortuna di incontrare e conoscere il cappellano militare ( era un capitano). Ricordo lunghissime passeggiate durante le quali discutevamo della fede. E la domanda cruciale, per me, consisteva nel chiedere come AVERE la fede. Il cappellano non ci mise molto a convincermi che la fede non si può acquisire. Si tratta di un’adesione dell’anima, di una chiamata. Non è una convinzione, ma vocazione e dono.
    Chiamata, vocazione…voce.
    Non l’ho mai sentita, pur avendola tanto cercata, quella voce.
    L’ho cercata, la fede, nei momenti del dolore acuto, del pentimento, della perdità dei cari e di tanti amici ch se ne sono andati.
    La fede è un salto che, almeno fino ad ora, non mi è riuscito. Ma pur non avendo, come te, le ali, riesco comunque a guardare verso il cielo che, anche dalla incolmabile distanza di chi resta attaccato alla terra, manda comunque i suoi messaggi.

    Rodolfo

  15. Franco Lomartire - commento N.15 :

    La fede è un aspetto umano molto rispettabile. Nel caso della fede cattolica, come per le altre, è di derivazione prevalentemente culturale. Ognuno di noi se la trova addosso, almeno formalmente, dopo che è nato, con il battesimo. E nei primi anni, quando ancora non si ha una propria rappresentazione della realtà, la mamma ci parla di Gesù bambino. Lo fa a Natale indicandocelo nella mangiatoia con San Giuseppe e Maria. Ogni sera la mamma ci fa dire le preghiere a Gesù bambino affinché ci aiuti ad essere più buoni, perchè, se non lo saremo lui piangerà, e invece di porterci i doni ci manda all’inferno, e autorizza la mamma a mollarci qualche ceffone e il papà a darci qualche pedata nel sedere.

    Dunque, la mamma, decidendo ciò che è bene e ciò che è male, ciò che si deve e ciò che non si deve fare, i comportamenti che saranno premiati e quelli che invece saranno puniti, e il modo infine con cui lei trasmette al proprio piccolo questi messaggi, determinerà il copione di suo figlio. E una volta imparato il copione, l’”attore” reciterà il suo ruolo nella scena teatrale della sua vita.
    Questo ruolo può essere da protagonista, da comprimario, da non protagonista, o da semplice comparsa. Che significa un copione vincitore, non vincitore, perdente. La felicità non esiste. Esiste la soddisfazione di condurre una vita ricca di significato, in cui gli obiettivi sono raggiunti con relativa facilità (vincitore), oppure la noia di chi si limita a sopravvivere in attesa del Rigor mortis (non vincitore), e chi invece passa da una sconfitta all’altra tra poche gioie, molta tristezza, e tanta invidia e tanto odio nei confronti di chi riesce nella vita.

    Tutto ciò non ha nulla a che vedere con le capacità intellettive della persona, bensì con la propria affettività. Quindi il problema religioso, dopo quello culturale, è di natura psicologica.

    Riprendendo il discorso di prima, il ragazzo, in età scolare incomincia a frequentare il catechismo e a prepararsi a diventare soldato di Gesù con la cresima. A questo punto le convinzioni di copione si sono già consolidate. E’ un processo che grosso modo investe tutti noi, e in base alla nostra affettività più o meno maltrattata in età infantile, noi facciamo le nostre scelte di vita. Anche quella religiosa, essendovi molti modi di esserlo. Anche qui dipende dal copione che ognuno di noi ha scelto per se stesso.

    Se l’individuo nasce e prospera a Bagdad, probabilmente sarà un buon islamico, se invece nasce nel Tibet, probabilmente sarà un buon buddista, se nasce in India, sarà un buon induista, oppure se nasce in Svizzera o negli Stati uniti sarà un buon protestante o calvinista.

    Questo ci fa capire che tutto è relativo e che le parole di Cristo, per quanlto affascinanti, in duemila anni, non sono arrivate dappertutto. E ciò mi sollecita un pensiero.

    Il bisogno di Dio, e della religione, ha a che fare con la nostra affettività, perchè è quella che stabilisce il nostro senso di sicurezza. E siccome la sicurezza non appartiene al genere umano, è evidente che l’uomo considera Dio, Gesù Cristo e i santi tutti, anche il parroco del paese, come un surrogato di una sicurezza che non ha. Padre Eterno è figura simbolica molto forte che rappresenta non solo il punitore e il protettore, ma anche la perfezione, la sicurezza, la bellezza, la bontà, la misericordia, l’amore. Tutte caratteristiche che l’uomo non ha, e mai potrà avere perchè sono contrarie alla sua natura animale. Solo le qualità superiori del suo intelletto, che lo distinguono dagli animali, gli possono permettere un vivere civile e sociale, come la storia peraltro ci ha dato ampia dimostrazione.

    Su queste insicurezze, ossia sulle debolezze umane, hanno buon gioco i lupi citati da liutprando. I lupi sono quelli che detengono il potere economico e politico. E in questo la Chiesa cattolica, lungo la storia, la ha fatta da protagonista, o da padrona, dimenticando spesso, e anche volentieri credo, la propria missione spirituale.

    Potere significa privilegio, sicurezza (malata), controllo sugli altri, potere decisionale, interferire sugli affari e sul pensiero altrui. Potere significa aumentare la propria libertà a scapito di quella degli altri, vuol dire ricchezza. Questo è il modo con cui la Chiesa cattolica ha gestito la spiritualità e la coscienza dei fedeli. E chi gli si opponeva, veniva semplicemente soppresso, e quando ciò non era possibile veniva scomunicato.

    La guerra dei trent’anni, citata da liutprando, è una guerra incominciata nel 1618 e terminata nel 1648. Una guerra di cristiani contro altri cristiani. La Germania all’inizio della guerra aveva 21 milioni e mezzo di abitanti, al termine gli abitanti erano 14 milioni. E alla fine l’hanno anche vinta. Forse perechè Cristo tifava per loro?

    Mi fermo qui altrimenti non sarebbe più finita, e mi scuso anzi per la lungaggine.

  16. liutprando - commento N.16 :

    Forse Indomabile non è ben informata sui fatti della storia.

    Allora, l’Inquisizione venne ufficializzata nel 1215 da Innocenzo III durante un concilio. L’eresia era equiparata all’omicidio o – peggio – alla lesa maestà e punita con la pena più atroce, il rogo.
    Fra la metà del Duecento e la metà del Trecento, in Italia vennero estirpate tutte le moltissime eresie di chi continuava a chiedere un ritorno al Vangelo. Fu un vero massacro, diluito nel tempo e nello spazio di o0gni regione italiana.

    Non si sa, e forse non si saprà mai, quanti furono i processati e le vittime dell’Inquisizione: i documenti relativi sono ancora tenuti segreti in Vaticano, con un disprezzo degli studi storici pari al disprezzo di allora per i diritti degli imputati. Comunque per almeno quattro secoli l’Inquisizione terrorizzò l’Europa e, dopo le grandi scoperte geografiche, il mondo.

    A parte l’uccisione di qualche centinaio di protestanti in Valtellina (il “Sacro Macello” del 1620), l’unico sterminio di massa in Italia fu quello dei valdesi, perchè era il solo gruppo eretico consistente che formava delle comunità. Dopo le persecuzioni del Duecento, i valdesi italiani si erano ritirati in due regioni impervie e isoalate, sperando di essere lasciati in pace: la Calabria e alcune vallate alpine nei domini della Savoia.

    Nel giugno 1561 il cardinale domenicano Michele Ghislieri organizzò con i suoi frati uno spaventoso massacro in Calabria: interi villaggi vennero incendiati, e gli abitanti uccisi. Chi si pentiva e si confessava aveva diritto di essere impiccato, o sgozzato, o buttato giù da una torre; gli altri venivano bruciati vivi. I pochi scampati vennero venduti come schiavi.

    Michele Ghislieri divetò papa cinque anni dopo, con il nome di Pio V. Amava dire che, quanldo era un semplice frate, era sicuro di diventare santo; che aveva cominciato a dubitare appena nominato cardinale; concludeva, con realismo, che da papa era sicuro di non arrivare in paradiso. Sbagliava: nel 1712 venne fatto santo.

    Tanto per raccontare un piccolo fra migliaia di esempi.

    Questi sono i pilastri su cui poggia la Chiesa cattolica.

    Oggi la chiesa valdese gode del riconoscimento ufficiale dello Stato italiano ed è indicata nella dichiarazione dei redditi in quanto beneficiaria dell’otto per mille da parte dei suoi sostenitori.

  17. larissa - commento N.17 :

    Sul tema dell’interferenza della Chiesa nell’ambito dello stato laico, c’è poco da aggiungere rispetto a quanto hanno già detto altri commentatori. Un esempio plateale si è avuto con la vicenda Englaro, con le difficoltà a mollare da parte della Chiesa sul tema del testamento biologico: essa ha la pretesa di uscire dall’ambito della coscienza personale per entrare nelle sedi dove lo stato legifera sulla collettività ed imporre la propria personale visione del mondo, che difficilmente potrà essere accettata da molti.
    La storia, mai abbastanza insegnata, ci dice che la chiesa è stata principalmente strumento di potere, e che in nome di Cristo ha portato avanti azioni volte più a rafforzare il proprio potere che a far maturare gli ideali di fratellanza, amore e povertà enunciati da Cristo. Ciò è stato reso possibile anche dalla presa sulle coscienze delle persone, soprattutto le più semplici, facendo leva sul bisogno, che è proprio di ogni uomo, di trovare un proprio riscatto ad una vita non proprio rose e fiori.
    Alla base c’è stato comunque un messaggio forte ed un bisogno, insito nella natura dell’uomo, di credere in qualcosa che vada “oltre”. Di trovare una giustificazione, una ragione, una speranza. Parliamo dell’uomo in generale, perché, come dimostrano i nostri Rodolfo e Franco, non per tutti è così.
    Io credo, ma questa è la mia opinione, che più si diventa consapevoli, più si apprende, più si impara a dare nome e cognome ai propri malesseri o altri sentimenti interiori, più cresce la distanza dalla religione, perlomeno quella inculcataci dall’ambiente familiare e sociale in cui siamo vissuti.
    Ha ragione Rodolfo nell’auspicare una sorta di rinascita culturale della chiesa, una presa di coscienza di un diverso ruolo e di un modo nuovo di porsi all’uomo di oggi. Ma questo “divenire”, come al solito tarda a prendere forma all’interno della Chiesa, che al solito sembra arrivare molto tardi ad accettare verità da tutti di fatto riconosciute.
    Nessuno vuole mettere in discussione la possibilità di essere fedeli e di praticare una religione. Ma penso che ogni religione dovrebbe contribuire a portare avanti un unico messaggio di ricerca interiore e di pratica costante alla ricerca della verità, del miglioramento (che è innanzitutto personale), della pace. Non c’è un unico modo per raggiungere questo, ma ci sono diverse strade.
    L’obbedienza ad un principio imposto non porta mai a nulla di buono, e la vera religione secondo me dovrebbe portare l’uomo alla consapevolezza interiore tale da capire da sé cosa sia meglio. Ma forse siamo nell’ambito dell’utopia platonica…
    Per quanto riguarda l’insegnamento della religione a scuola, credo che essa non vada tolta ma trasformata da una sorta di “catechismo” ad un insegnamento di tipo storico sulle religioni. E non la disgiungerei da una certa dose di psicologia, ed in particolare mi riferisco all’analisi transazionale, perché credo che l’uomo abbia fondamentalmente bisogno di razionalizzare e capire meglio, non di illudersi.

  18. liutprando - commento N.18 :

    Complimenti a larissa

  19. Brindisi - commento N.19 :

    A parte uno, o una, mi sembra di intravvedere, sia pure con alcune diversità, un sostanziale atteggiamento o cultura anticlericale.
    Concordo grossomodo con tutti gli interventi, e rispetto quelli di Indomabile che con passione difende la propria posizione, ancorchè liutprando definisca sostanzialmente questa posizione come carente di conoscenza.

    E a proposito di liutprando, mi sono piaciuti molto tutti e due i suoi interventi: il primo per la chiarissima sintesi; il secondo perchè l’esempio storico riportato avvalora decisamente il primo intervento, chiarendolo ulteriormente.

    Molto interessante quello di Lomartire che chiarisce sotto l’aspetto psicologico il comportamento umano. A Lomartire però vorrei fare una domanda su un punto che non ho afferrato bene.

    Vorrei che mi chiarisse un po di più il rapporto tra copione e religiosità.

    A larissa, invece, il cui intervento trovo molto interessante, vorrei chiedere, se desidera parlarne, come lei vive la sua religiosità. Potrebbe essere un buon riferimento per qualcuno.

    Grazie

  20. larissa - commento N.20 :

    Rispondo volentieri a Brindisi, anche se non so se la risposta potrà ai più sembrare interessante.
    Io sono cresciuta “all’ombra del campanile”, come si suol dire, quindi in un ambiente familiare e sociale che mi ha trasmesso e fatto vivere non solo i valori del cattolicesimo ma anche il suo clima, l’ambiente, le attività, le compagnie, ecc.
    Nel corso della mia vicenda personale, ad un certo punto ho dovuto scontrarmi con alcune dure realtà. Mi sono resa conto che questo ambiente non mi aveva certo aiutato ad essere più consapevole e quindi a fare le scelte giuste, ma mi aveva piuttosto caricato di illusioni. A posteriori ho dovuto riconsiderare certe scelte per capire che un po’ di maggiore concretezza e minore “fiducia nella provvidenza” non mi avrebbe fatto male, anzi. A poco a poco ho abbandonato un atteggiamento rinunciatario e debole per capire chi ero e cosa volevo.
    Naturalmente in questa situazione aveva giocato un certo ambiente familiare: il ruolo dei nostri genitori per trasmetterci sicurezza nella vita non è, secondo me, mai abbastanza messo in rilievo.
    E’ così iniziato il mio distacco dal cattolicesimo, cioè ad una forma di religiosità che mi aveva limitata e non arricchita.
    Non ho abbandonato la convinzione che ci sia un Dio, ma è un Dio che è raggiungibile attraverso strade anche diverse, ed ognuno è giusto che trovi la sua. Il cristianesimo è la nostra religione, è la via principale per noi nati e cresciuti in questa realtà terrena che si chiama Italia, o Jesolo, ecc, e quindi non va buttata a mare.
    Dopodichè secondo me ognuno è libero di trovare la sua personale strada per coltivare il proprio bisogno di spiritualità, non adottando in modo acritico forme imposte, ma vivendole con libertà e nella misura in cui esse mi arricchiscono.
    La Chiesa è in sé una enorme “sovrastruttura”, un apparato che ha poco di spirituale. La storia però insegna che ogni religione per sopravvivere ha dovuto darsi una struttura, e ciò è valso anche per il cristianesimo, direi soprattutto per il cristianesimo. Ed è anche indubbio che ogni religione ha le sue forme di espressione, le sue “pratiche”.
    Non so quanti di coloro che praticano la messa la domenica siano pienamente d’accordo con i dettami della chiesa. Ma credo che se sento che la messa sia uno dei modi per avvicinarmi a quel Dio che sento dentro di me, allora ben venga anche la messa la domenica o quando lo ritengo opportuno, e qualsiasi altra pratica che mi aiuta in questo scopo.
    Credo che l’importante sia coltivare una propria spiritualità interiore, perché a volte la nostra pratica non è sentita ed è più volta a soddisfare un obbligo per sentirci in pace con la coscienza, che a rientrare in noi stessi per scoprire Dio.
    Credo inoltre che sia sbagliata l’idea di una punizione che mi aspetta se non faccio determinate cose. È l’educazione peggiore che possiamo trasmettere ai nostri figli. Mi riconosco piuttosto in una visione più orientale per cui ogni mia azione o atteggiamento ha una conseguenza, un effetto nel mio intorno, per cui tanto più le mie azioni sono buone e perfette, tanto migliori saranno gli effetti sulla realtà che mi circonda.
    Da parte mia ho abbandonato una certa schematicità e chiusura e mi sono aperta anche ad altre realtà spirituali, come lo Yoga, perché credo che tutto sia bene se finalizzato al bene.
    Tutto ciò che non mi serve, ho scelto di buttarlo via.

  21. Indomabile - commento N.21 :

    Caro Liutprando, forse non hai letto la riga del mio commento nella quale ti dicevo che di tutto il male che la Chiesa ha fatto in passato (e che conosco un po’, visto che i miei studi hanno previsto un paio di esami di storia, uno con tesina su S. Francesco) non è in grado di influenzare negativamente la mia vita attuale di cristiana/cattolica.
    Che poi quelli siano i pilastri sulla quale si fonda la Chiesa lo scrivi tu.
    Io scrivo che si fonda sul messaggio di Cristo. A me lo sta re-insegnando, visto che ne faccio di nuovo parte.
    Spero di spiegarmi: non sto negando i fatti (che certo non conoscevo nei dettagli da te riportati, ma che ero in grado di immaginare), sono convinta che le atrocità commesse nulla hanno a che fare con il messaggio cristiano, inorridisco al pensiero che la Chiesa non prenda posizioni dure nei confronti di preti che si macchiano di colpe imperdonabili…
    Ma è la Chiesa che ho ri-SCELTO da adulta (da pochi anni). Una Chiesa imperfetta come io sono imperfetta. D’altra parte anche io nel mio passato ho commesso azioni che vorrei non aver compiuto: questo significa che anche per me non c’è possibilità di riscatto?
    Perché non parlare, invece, dei sacerdoti che personalmente conosco che con le loro opere missionarie aiutano o hanno aiutato le popolazioni in varie parti del mondo? Del 4% di cristiani (non solo cattolici) pakistani che vivono in povertà e miseria perché non viene dato loro lavoro a causa della loro religione e vengono sfamati e aiutati grazie ai seminari cattolici (che possiamo aiutare anche noi dall’Italia)? Eh no, scherzi? Più facile dire peste e corna dei missionari che vanno a imporre le loro idee, ad obbligarli a cambiare cultura, ecc. ecc.
    Non mi interessa polemizzare, ci mancherebbe, né far cambiare idea a qualcuno.
    Dice bene Rodolfo però (e mi sa che il cappellano militare si è spiegato bene) che la fede religiosa (non per forza cattolica, ma certamente cristiana) è qualcosa che ARRIVA, spesso quando meno uno se l’aspetta, ma forse quando ne ha realmente bisogno.
    Io non l’ho cercata, la mia vita era perfetta così com’era. Talmente perfetta che mi chiedevo che senso avesse… E Qualcuno mi ha richiamato a sé. Forse mi ha complicato un po’ l’esistenza, certamente me l’ha scombussolata, ma le ha dato il vero senso che (secondo me) dovrebbe avere.
    Senza cadere nell’errore dei “fedeli illuminati” che ha citato Fazzi, che ho incontrato anche io e Dio ce ne scampi (spesso bigotti e senza vero e reale amore per il prossimo), non scrivo queste cose perché mi sento “più arrivata” di altri. Ma solo perché la gioia della fede è qualcosa che è impossibile non condividere con altri. “Frequentando” il forum da qualche annetto mi sento libera di farlo con voi, rischiando di prendermi qualche insulto o della svitata, non importa, ma anche con la speranza che qualche seme gettato qua e là possa attecchire… Se è potuto capitare a me, nessuno si senta al sicuro ;)

    Indo

  22. liutprando - commento N.22 :

    Non voglio certamente accendere una polemica con te, Indomabile. Sono convito che qualunque irrefutabile dimostrazione sarebbe inumtile a convincerti.

    Io rispetto e accetto la tua posizione come se tu fossi d’acordo con me.
    Però mi piacerebbe fare una precisazione: io non ho messo in discussione le parole di Cristo. Anzi ne sono pienamente d’accordo, anche sulla famosa frase evangelica “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.

    La Chiesa cattolica anche se sostiene il cristianesimo (in un modo tutt’altro che cristiano, aggiungo io), sulla base della citata frase di Cristo è cosa diversa dal cristianesimo, avendo scelto di essere prima di tutto entità politica; l’episodio delle tentazioni nel deserto dimostra che è, appunto, al “principe di questo mondo”, vale a dire a Satana, che spetta l’attribuzione della potenza politica.

    Senza dilungarmi tanto, io non intendo mettere in discussione la tua fede, ma il ruolo che la Chiesa ha avuto nella storia. Un ruolo che la moltitudine, vuoi per ignoranza, vuoi per fanatismo, non vuole riconoscere. E’ una cultura antropologica da cui noi tutti dipendiamo e che ci limita a livello operativo. I risultati ce lo dimostrano.

    Su questo aspetto ho letto attentamente l’intervento di Lomartire, che credo dia alcune risposte importanti nel merito.

    E poi apprezzo molto l’ultimo intervento di Larissa che ci spiega come vive la sua religiosità in modo critico, ossia non dogmatico, rimanendo comunque fedele ai principi evangelici.

    La stessa Larissa ci ha ricordato di interferenze che continuamente la Curia opera nell’ambiente politico. Es.: Io non posso morire come mi pare. Devo morire come mi impone la tua morale. Ti sembra giusto? Eppure la Costituzione difende la libertà del cittadino anche nel momento più estremo della sua vita.

  23. Franco Lomartire - commento N.23 :

    Per la soddisfazione di Brindisi.

    Dicevo nel mio commento precedente che un “vincitore”, tale per aver ricevuto dai suoi genitori una educazione corretta sotto l’aspetto affettivo, da adulto, ma anche nell’adolescenza e anche prima, è in grado di agire in piena autonomia. Capisce bene quale è il suo ruolo e gli obiettivi che vuole realizzare, realizzandoli senza fatica. Non fa mai fare ad altri ciò che è in grado di fare da solo, anche le cose più elementari. Avendo un buon rapporto con la propria affettività conosce e si muove all’interno dei propri limiti. Non critica quasi mai, e quando lo fa, lo fa in modo costruttivo, cioè indicando quella che secondo lui è la soluzione migliore. E’, invece, un grande esperto in autocritica.
    Considera se steso l’unica causa dei suoi fallimenti. Non da’ mai per scontato il raggiungimento di un obiettivo, ma se fallisce sa preventivamente che cosa fare. Non è mai superficiale in quello che fa. Rispetta gli altri allo stesso modo e da qualunque parte essi provengano. Li sostiene e li aiuta in caso di bisogno, ne prova compassione, ma non li ama. L’amore è un sentimento che si prova verso i propri genitori, la propria moglie, i propri figli, gli amici; dopo di che, scendendo di intensità in base alla relazione, cioè verso i colleghi, i propri dipendenti, i superiori e i conoscenti. Tutte le persone, insomma, che per lui sono fonte di riconoscimento.

    Ancorché cristiano, non crede nell’amore predicato da Cristo perchè quel genere di amore non rientra nella natura umana. Questa è una conclusione che egli matura con l’esperienza. Crede invece nelle enormi possibilità dell’essere umano, soprattutto a livello comunicativo e relazionale.

    Quando crede in Dio, vede solo Dio e crede generalmente nel Vangelo. Non crede a ciò che in nome di Dio o di Cristo hanno costruito gli uomini, proprio per la fallibilità degli stessi. Non crede nella verginità della Madonna, considerandola una donna normalissima che, umanamente fecondata, ha partorito Gesù, considerato un profeta piuttosto che IL Figlio di Dio (altrimenti ci si porrebbe la domanda: e noi cosa siamo, figli o figliastri di Dio?).
    Nella parabola dei talenti, considera che Dio ci li ha dati e corrispondono metaforicamente al nostro intelletto. Sta a noi saperlo utilizzare al fine di ricavarne utilità per noi stessi e per gli altri, e i risultati si vedranno alla fine, quando dovremo renderne conto a Dio.
    Non crede nella preghiera e nei santi, nei miracoli e nella madonna che piange e che appare, considerando tutto ciò superstizione, ignoranza, fanatismo. Crede, invece, nel comportamento religioso e coerente con i principi universali come integrità, umiltà, fedeltà, temperanza, coraggio, giustizia, pazienza, industriosità, semplicità, modestia, regola aurea.

    Il “perdente” vive di fantasia, confondendola spesso con la realtà. Quando si pone un obiettivo, lo considera come già realizzato, senza calcolare altra eventualità. Ed è per questo che perde. A differenza del vincitore, non considera altre possibilità. I perdenti li possiamo trovare sulle liste dei condannati, dei carcerati, dei bollettini fallimentari. Poi vengono quelli che si sono dovuti vendere il patrimonio a causa di scelte sbagliate, da aggiungere una grandissima parte di divorziati. Perdenti sono quei genitori che picchiano i loro figli, e spesso il marito picchia la moglie e viceversa; genitori, inoltre, che hanno figli tossicodipendenti, bulli e che non funzionano a scuola. Perdenti sono tutte quelle persone che cercano nel pubblico, avvalendosi di raccomandazioni e favori, la soluzione della loro vita (politica, partiti, pubblico impiego, che sono tantissimi).

    I perdenti sono sostanzialmente persone che non credono in se stessi. Avendo un’affettività disastrata, si affidano spesso alla sorte, e dal punto di vista religioso al miracolo, dunque alla preghiera per ottenerlo. Considerano la Chiesa cattolica come la grande protettrice del proprio gregge, bisognoso di protezione e aiuto perchè peccatore in quanto debole.
    Simbolicamente la Chiesa rappresenta il Padre, cioè Dio, che nell’inconscio della persona corrisponde al proprio padre naturale quando nell’infanzia gli si poneva come onnipotente e severo, e di fronte a lui si sentiva annichilito.

    Il copione del perdente contiene tutti questi ingredienti, e tanti altri. Egli confonde il proprio ruolo con quello degli altri. E agli altri attribuisce la colpa dei suoi disastri. Per lui gli altri sono sua madre, suo padre, sua moglie, suo figlio, il capo, il collega, il socio, il governo, e poi il mondo intero. Mentre assolve se stesso da ogni responsabilità.

    Questi sono gli ingredienti del copione di questa persona. Il fatto interessante è che li difende con tutte le proprie forze. Essi costituiscono infatti la sua stabilità psicologica, ancorché patologica. Sono in sostanza la sua rappresentazione della realtà, la propria mappa di vita. Senza di che ci sarebbe il vuoto totale, cioè la follia.
    Il cambiamento può avvenire solo ad una condizione: la precisa scelta volontaria di cambiare, e solo dopo aver raggiunto una certa consapevolezza.

    Operazione assai difficile.

  24. larissa - commento N.24 :

    Mi ha colpito il discorso di Franco sull’amore. Egli sostiene che l’amore universale, predicato da Cristo, non esiste, in quanto concretamente esso non è possibile. Esiste l’amore per le persone che ci sono più vicine, ma l’amore verso tutti non può realizzarsi. Devo dire che anch’io mi sono spesso interrogata sul significato della parola amore nel messaggio di Cristo, e mi sono risposta dicendo che esso va inteso come “cura”, aver cura di: nel senso di dare attenzione, e fare le cose con attenzione; già sotto questa accezione capisco meglio l’insistenza di Gesù su questo tema.
    E l’attenzione è un elemento centrale ad esempio nella filosofia Yoga.
    Chiedo inoltre a Franco se vuole spiegare meglio cosa intende quando dice che il perdente tende a confondere il proprio ruolo con quello degli altri…

  25. Indomabile - commento N.25 :

    Liutprando, grazie per la frase “ rispetto e accetto la tua posizione come se tu fossi d’accordo con me”. La faccio mia e ricambio. Partiamo da punti di vista diversi, per questo arriviamo a conclusioni differenti, ma su molti punti concordiamo. Nessuno dei due deve convincere l’altro di qualcosa, ma è bello potersi scambiare idee e pensieri.

    Vorrei partire da un tuo commento all’intervento di Larissa che ho visto riscuotere molti consensi.
    Pur apprezzando anche io le sue parole e trovando molto interessante il suo percorso (da me in parte condiviso, anche se i nostri punti di “arrivo” sono differenti), non posso essere d’accordo sul tuo definirla “fedele ai principi evangelici”, non a quelli fondamentali che caratterizzano il cristianesimo, almeno.
    Il cristianesimo non è qualcosa che si può prendere “a spot”: la larghezza di vedute, la stima di chi è “fuori” o “lontano”, ma segue comunque principi retti e valori positivi non significa cadere nel compromesso, non significa: va bene tutto, vogliamoci bene e basta! Il bene e il male, la verità e l’errore hanno ancora contorni ben precisi e la loro scelta determina sempre da che parte stiamo.
    Non so se Larissa vorrà in questo smentirmi o confermare ciò che penso, ma ritengo la sua una religiosità caratterizzata da molto “ragionamento” (umano), di conseguenza un po’ lontana dalla fede cristiana (che si fonda sui principi derivanti dal Vangelo, appunto), anche se ispirata a principi del tutto condivisibili.
    Sono d’accordo con te che più si diventa consapevoli, più si apprende, più si prende coscienza di sé più ci si distanzia dalla religione “inculcataci dall’ambiente circostante”; ci si allontana da quei tipi di fede che il sig. Lomartire ha definito di tipo culturale e di natura psicologica. E questo è un bene, perché non c’è altro modo di avvicinarsi alla vera fede, se non togliendosi di dosso tutto quell’insieme di nozioni, divieti, imposizioni che ci vengono inculcati fin da bambini, non per allontanarsene, ma per comprenderne il reale significato, per comprendere il vero messaggio che Cristo ci ha lasciato.
    Ma per un cristiano non possono esistere “diverse strade” che aiutano l’uomo nella sua ricerca interiore, la sua ricerca di pace e di verità. Gesù lo ha detto: “IO sono la via, la verità…” e nella Bibbia è stato definito “Principe della pace” e “nostra pace”. Le religioni create dall’uomo possono portarlo a pensare di essere in grado di capire cosa è meglio per sè, ma un cristiano vero sa che questo non è possibile. Il cristiano sa che per liberarsi da ciò che gli fa mancare il bersaglio (= peccare) e che quindi non gli permette di realizzare appieno la sua vita, ciò per cui è qui ed ora al mondo, ha bisogno di fidarsi e affidarsi a qualcuno. Di seguire (e anche obbedire) chi lo conosce meglio di chiunque altro e che lo ama in maniera infinita e che vuole la sua felicità su questa terra, prima che in qualsiasi altra. E’ chiaro che parlo di fede, di cristianesimo.
    Che poi uno possa trovare la sua serenità nel seguire le costellazioni familiari, il buddismo o altro io non lo metto in dubbio, ma dubito che si possa definire realmente cristiano, anche se crede in Dio, beninteso.
    Una persona che ha provato la felicità costruita da se stesso (umana) e quella che deriva dal suo creatore, non ha dubbi su quale scegliere (ripeto: io ero una persona soddisfatta, appagata, serena: felice!, ma non c’è paragone, e la mia strada è ancora lunga…).
    La vera fede non limita, non rende deboli, ignoranti, irragionevoli, ottusi o bigotti: se conoscete qualcuno così, anche se va mille volte a messa, anche se è un prete, non è una persona che ha compreso realmente il messaggio cristiano!

    Scusate, sono prolissa, ma vorrei riuscire a farvi sentire (perché io avuto la fortuna di conoscere persone che con me lo hanno fatto) che quando si ha la fortuna (grazia, in termine tecnico) di sentire che Gesù/Dio è entrato nella propria vita, che ci ama nella nostra miseria, che non ci chiede di essere diversi da quello che siamo, si riesce ad andare oltre i vecchi ricordi di catechismo, oltre le critiche alla Chiesa, oltre i vecchi schemi mentali, oltre la psicologia spicciola (e lo scrive chi di psicologia ne sa qualcosa…).
    E allora, essere dei “vincenti” non ha poi più così importanza: perché un vincitore “cristiano” che “non crede nell’amore predicato da Cristo perché quel genere di amore non rientra nella natura umana”, è in realtà il vero perdente. Perché un cristiano sa che scopo della sua vita è essere in grado di amare, senza condizioni, senza tornaconto (che se ci pensate c’è sempre). Ma non perché sarà in grado di amare alla perfezione tutto e tutti, ma perché accetterà di farsi amare, che è molto più difficile, anche se non sembra… Io credo che ci siano state e ci saranno a questo mondo molte (non poche) persone che invece sono state e saranno in grado di farlo. Niente perfezione, niente aureola in testa: sentirsi amati da Dio al punto che non si cercherà più l’approvazione degli altri, il piacere a tutti i costi, il primeggiare, ma sarà il nostro cuore a cambiare, i nostri desideri che si rivolgeranno alle cose importanti ed essenziali, ad aprirsi al bene degli altri.
    Perché Gesù “i perdenti”, fossero prostitute o pubblicani, li ha sempre avvicinati e voluti accanto a sé. Perché solo chi è umile è in grado di andare oltre le sicurezze date dall’intelletto, dalla ragione, dalla scienza per fare il salto nel buio (che poi è salto verso la luce, ma questa è un’altra storia…) e chiedere (chiedere…) di vivere la vita in pienezza.

    “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”…
    E’ una scelta. Per niente facile e scontata.
    Io, se avrete avuto la grande pazienza di leggermi, vi ho mostrato nel mio piccolo e nella mia fede ancora ai primi passi, che c’è un’alternativa alle sicurezze che l’uomo vuole raggiungere con il suo intelletto, con le sue disquisizioni ragionevoli, che lo portano sempre verso sé stesso e mai verso gli altri.
    Personalmente non mi ritengo una credulona, non mi interessano miracoli o statue che piangono, la mia vita affettiva è nella norma; penso che chi mi conosce (e qui molti che leggono sanno chi sono e si sentano liberi di smentirmi pubblicamente) sappia che ho realizzato molto di ciò che mi sono prefissata, sono tendenzialmente equilibrata (anche se ho un caratteraccio), sono stimata da colleghi e amici, ho una splendida famiglia, non potrei sperare di più per me dalla vita. Ma, a Dio piacendo, spero di diventare sempre più una perdente. Altrimenti tornerò ad essere quella di prima, felicemente egocentrica e fondamentalmente vuota.

    Indo (che si lascia prendere la mano…)

  26. liutprando - commento N.26 :

    Cara Indomabile – credo tu lo sia anche di fatto -, il discorso, bello, che tu hai fatto è a dir poco commovente, e non scherzo. Una bella lezione di catechismo, che rispetto e accetto.

    Ma il mio discorso non vuole assolutamente mettere in discussione ciò che vedi, ciò che senti e ciò che provi davanti alla lezione di Cristo. Cristo stesso nelle sue linee generali non offre il fianco a critiche. Tuttavia c’è chi dice che l’amore, se abbiamo ben capito, che Lui ci ha insegnato, è utopistico, è un’idea platonica, che serve solo come direzione, come punto di riferimento, con lo scopo di migliorarci sempre di più, ma fondamentalmente irraggiungibile proprio perchè l’essere umano non è e non potrà mai essere perfetto, essendo l’amore cristiano una perfezione ultrasensibile. Ed è proprio per questo che ha grande significato l’insegnamento di Cristo, perchè è qualcosa di concreto, e non basato sulla fantasia.

    Credo che Lomartire abbia questo voluto intendere. Conclusione, questa, che si arriva a partire dalla conoscenza della struttura psicologica dell’essere umano. E lui mi sembra che sia un professionista in questo.

    Comunque, il mio discorso era un altro: al di là dei contenuti cristiani e del cristianesimo, la Chiesa cattolica ha fatto delle scelte in questi duemila anni, e ha adottato dei comportamenti, diametralmente opposti e spessissimo contrari, sacrileghi e offensivi nei confronti di Cristo. La Chiesa, Cristo, lo ha crocifisso migliaia di volte lungo la storia, e lo sta facendo ancora. Per tentare di mantenere un potere ormai logoro e in disfacimento.

    Ma questo appartiene alla storia.

    Il problema è la consapevolezza che un cristiano, secondo me dovrebbe avere. E prendere le distanze da un’entità che ha poco di spirituale e molto di politico. Il cristiano autentico deve affrancarsi dai falsi cristiani, a partire proprio dal clero, pur riconoscendo che fra esso ci sono molte persone per bene. Ma il potere assoluto ce l’ha una persona sola.

    I 45 milioni di cattolici italiani sono il popolo più peccatore del mondo. Proviamo darci una risposta del perchè.

    Complimenti, comunque, per la tua lezione di catechismo, sinceramente.

    liutprando

  27. Franco Lomartire - commento N.27 :

    La prima domanda di larissa ha trovato parziale risposta nel commento n. 26 di liutprando.

    Qui, voglio solo aggiungere che il cosiddetto “amore” è molto meno importante, offrendo il fianco alla patologia, del rispetto per gli altri, o per il prossimo. Ognuno di noi non pretende di essere amato, bensì rispettato, riconosciuto. Qui introduco il concetto di “empatia”, che non tutti forse conoscono.

    Empatia significa sostanzialmente comunicare con l’altro, guardando la realtà dal suo punto di vista, che significa conoscere il suo pensiero, le sue esperienze, ma soprattutto i suoi bisogni. Lui da me si aspetta che io dia una risposta ai suoi bisogni. I suoi bisogni si traducono in una parola: riconoscimento.
    La nostra società è fatta di persone individualistiche, introverse ed egocentriche, dove l’egoismo e l’orgoglio la fanno da padroni. Che sostiene tutto questo c’è una base di natura culturale. Mentre il termine “amore” non ci dice assolutamente nulla, il termine “riconoscimento” ci fa capire molte più cose: essere più stimati dagli altri, dunque alleviare molte sofferenze esistenziali.

    Fondamentalmente, il problema è tutto qui.

    Non si tratta di dire semplicemente: “Rispetto ciò che dici, anche se non sono d’accordo”. Si tratta invece di capire perchè la persona che ho di fronte giunge a certe conclusioni. Capire su cosa si fonda il suo ragionamento… e forse potrebbe aiutarmi sul mio di ragionamento, per concludere, alla fine, che probabilmente le mie conclusioni non sono poi così solide. In questo modo la comunicazione, che si fonda sul riconoscimento e la stima dell’altro, mi aiuta a crescere. In sostanza, considero la persona che ho di fronte intelligente almeno come me, fino a prova contraria.

    La seconda domanda di larissa parte un po’ da questa premessa.

    Ognuno di noi, nella sua vita, occupa dei ruoli: figlio, amico, genitore, marito, moglie, collega, dipendente, capo, membro di questa associazione o di quel partito, ecc.

    La domanda è: esaminando ognuno di questi ruoli da me espletati, quale è il giudizio che io do a me stesso? E qui, per proprio conto, ognuno ha materiale per scrivere un libro.
    La realtà comunque ci dice che le persone, la maggioranza di esse, fa confusione. Qualche esempio? La mamma che vede il suo bambino, che frequenta le scuole elementari, stanco e non ha voglia di fare i compiti gli dice: “Amore lascia stare se sei stanco o non hai voglia. I compiti teli fa la mamma”. Oppure la mamma manda a scuola il proprio figlio senza compiti, giustificandolo di fronte alla maestra.

    Ecco, questo è il modo migliore per rovinare la vita, ossia la personalità, il copione del proprio figlio. Perché questo atteggiamento genitoriale è poi esteso a tutti gli aspetti della vita famigliare che riguardino l’educazione e la crescita del figlio.

    Altro esempio è il rapporto tra marito e moglie, fra essi e nei confronti dei figli. Spesso è la donna che fa da marito e anche da padre, mentre lui è latitante.
    Nelle famiglie in cui ci sonno i nonni, questi spesso si sostituiscono ai genitori anche nell’autorevolezza, nei confronti dei nipoti.
    Poi: La madre che nei confronti della figlia, ormai maggiorenne, abdica dal ruolo di madre per acquisire quello di amica.
    Solo alcuni aspetti a livello famigliare.

    Sul lavoro è la stessa cosa: il dipendente che assume, credendo di saperne di più, il ruolo di capo nei confronti del suo collega.
    Il capo (debole) che accetta il capovolgimento di ruoli col dipendente.

    A livello relazionale spesso c’è chi si pone come il risolutore indiscusso dei problemi. Avviene anche nell’associazione cattolica, nel partito politico; avviene in compagnia fra amici.

    Queste confusioni (spesso rigide) di ruoli e di posizioni hanno sempre una base culturale, e poi affettiva, naturalmente. Rientra nel copione delle persone. E ha come fondamento la continua ricerca di riconoscimento, anche a costo di fare dei danni(inconsapevolmente, come inconsapevole è il copione).

    Solo alcuni esempi.

  28. Brindisi - commento N.28 :

    Ringrazio di nuovo Lomartire per la sua puntuale precisione, e larissa per la sua articolata spiegazione della sua evoluzione religiosa.

    Con l’occasione, non posso non manifestare la mia curiosità sugli ultimi due commenti di Indomabile.

    Credo che in lei ci sia molta autosuggestione: liutprando punta il dito sulla storia e i comportamenti della Chiesa, Indomabile risponde spiegando la sua fede;

    poi, “… ritengo la sua una religiosità (di larissa) caratterizzata da molto “ragionamento” (umano), di conseguenza un po’ lontana dalla fede cristiana (che si fonda sui principi derivanti dal Vangelo, appunto), anche se ispirata a principi del tutto condivisibili.

    Come potrebbe essere un ragionamento non umano, o meno umano? E’ Dio che ci ha dato l’intelletto, proprio per adoperarlo.

    Poi ancora c’è un atteggiamento snob nei confronti della “psicologia spicciola”… di Lomartire, credo, visto che hai utilizzato allo stesso modo i suoi stessi termini di “vincitore” e “perdente”. E’ questo un atteggiamento cristiano… di amore?

    Nell’altro commento hai detto, con riferimento alla vicenda del massacro dei valdesi in Calabria ad opera del cardinale e futuro papa Ghislieri, che hai fatto due esami di storia, più una tesina sa san Francesco. Questo cosa significa, che conosci la storia?

    Vedi, Indomabile? Nel tuo discorso ci sono molti punti appassionatamente contradditori. Ed è per questo che tanta enfasi mi fa pensare ad altrettanta autosuggestione, e liutprando è decisamente persona molto gentile e rispettosa.

    Io penso che un cristiano, ocome lo intendi tu, dice quello che deve dire, ma non critica e non svaluta nessuno… per amore e umiltà.

  29. Indomabile - commento N.29 :

    @Liutprando: ti ringrazio tanto non per i complimenti per la mia pseudo-catechesi (ti garantisco che non ho né la preparazione, né la capacità di ambire a tanto!), ma perché credo tu abbia “sentito” quello che intendevo esprimere e questo è per me motivo di grande gioia. Queste sono le cose che un po’ alla volta sto “imparando” (in realtà stanno prendendo piede nel mio cuore, non nella mia mente, altrimenti sarebbero del tutto inutili), grazie al mio riavvicinamento alla… Chiesa ;)
    E’ sì, perché è grazie al mio ex parroco che mi ha fatta sentire accolta dopo lunghi anni di lontananza, grazie ad un Cardinale del quale ho seguito due momenti di catechesi molto forte, grazie ad un “corso” di un anno e mezzo con un frate carmelitano, grazie ad una catechesi iniziata e che proseguirà con il mio nuovo parroco, grazie ad un altro giovane prete che mi segue nel mio cammino di fidanzata, grazie a molti altri momenti importanti… (e mi fermo qua!) che riesco ad esprimere la gioia che mi hanno trasmesso e che ogni cristiano dovrebbe riuscire a sentire e, soprattutto, a far sentire agli altri.

    Per questo non posso concordare con te se mi chiedi di prenderne le distanze.
    Sai, caro Liutprando, parecchi anni fa una persona a me molto cara ha cominciato ad “aprirmi gli occhi” di fronte alla Chiesa cattolica, alla sua falsità, ipocrisia e chi più ne ha…
    Un “lavoro” che lei ha fatto (a suo sincero parere) per il mio bene, che è durato anni.
    Sai qual è stato il risultato? L’avermi allontanato sì dalla Chiesa, ma anche da Dio (cosa che lei certo non voleva). Sono passati tanti anni, io voglio molto bene a questa persona, so che forse grazie a lei sono riuscita a raggiungere adesso la “vera fede” (se fossi rimasta nella mia vecchia concezione del cattolicesimo adesso probabilmente avrei una fede molto più tiepida, abitudinaria); altre volte penso che se non mi fossi più riavvicinata a Dio lei avrebbe dovuto avere un gran peso sulla coscienza e io avrei perso l’occasione di essere felice.

    Non serve che io aggiunga altro, sono sicura che avrai inteso correttamente ciò che penso.

    Invece ti chiedo: pensi che siamo un gran popolo di peccatori perché seguiamo la Chiesa che è tanto peccatrice? Non sono sicura di aver capito se nella tua domanda fosse implicita la risposta…

    Ora vorrei venire a Brindisi, ma cercherò di essere più breve… (uhm…)
    Caro Brindisi non ho capito il tuo uso della parola autosuggestione: intendi forse che sono preda di un mio convincimento che nessuno può togliermi? Se è così, confermo: si chiama fede; spero proprio che i ragionamenti degli altri, seppur interessanti, non la possano scalfire, altrimenti non sarebbe autentica.
    Ho contrapposto ai ragionamenti di Liutprando contro la Chiesa la mia fede (come sopra ho ribadito) non per autosuggestione o incoerenza di discorso, ma per far comprendere che per un cattolico esse sono inseparabili. Per un cristiano no, per un cattolico (come io mi reputo) sì.
    Liutprando non solo è stato gentile e rispettoso, come io ritengo di essere stata con lui, ma aperto al dialogo e mi sembra ne sia venuto fuori qualcosa di interessante per entrambi (e spero anche per te e gli altri).
    Quanto a Larissa, ho solo espresso la mia opinione (personale e confutabile) che la sua attuale religiosità si fondi “solo” sul ragionamento umano (come le discipline orientali alle quali lei stessa ha detto di riferirsi) e non anche alla fede rivelata da Gesù, che prevede “l’unicità della verità” e quindi un’unica strada da seguire (al contrario di ciò che lei stessa affermava). Sono d’accordo con te che Dio ci ha creato intelligenti, ma non è solo con il nostro ragionare che potremo essere felici (questo è sempre il mio pensiero di cristiana, ma chiunque è libero di pensarla nel modo opposto e io non volevo in alcun modo criticare o svalutare il pensiero di Larissa).

    Ultimo, ma non meno importante: la “psicologia spicciola” fa parte della vita quotidiana di ognuno di noi: la usiamo quando citiamo un proverbio, quando generalizziamo un comportamento ecc. ecc.

    Mi scuso con il Sig. Lomartire se ha avuto la tua stessa impressione, ma credo lui abbia capito che non potevo certo riferirmi ai concetti dell’analisi transazionale che lui spesso utilizza nei suoi commenti. Sicuramente io ho riutilizzato i termini da lui proposti per contrapporre la logica del ragionamento umano al messaggio straordinario di Cristo, in grado di sovvertire ciò che noi riusciamo a pensare di noi stessi e degli altri grazie al nostro intelletto.
    Personalmente non ho una grande opinione di questo tipo di psicologia (sai Brindisi, il mio piano di studi ne ha previsti undici di esami di questa materia ;) ), per frequentazioni che ho avuto in passato, ma credo il Sig. Franco se ne farà una ragione ;)

    Indo (e la brevitas sallustiana… uhm…)

    Ah, dimenticavo: non è che perché mi ritengo cristiana riesco ad avere solo atteggiamenti di amore, sai? Provo fastidio, rabbia, rancore, insofferenza ecc. ecc. come chiunque altro. Posso porgere l’altra guancia o far finta di niente, ma le mie (poche) sfuriate sono da non perdere, garantito ;)
    Qui sul forum mi è capitato varie volte di trattenermi… parola di giovane (ehm..) marmotta.

  30. liutprando - commento N.30 :

    Noi siamo il risultato del nostro passato, e il passato è la storia.
    La Chiesa cattolica non è altro che una componente del sistama storico, e la storia è fatta dagli uomini: principi, cardinali, papi, aristocratici, borghesi, artisti, popolo e diseredati. La massa dannata la chiamerebbe Sant’Agostino.
    Un gorviglio di entità che lotta incesantemente per sopraffare e difendersi dalla sopraffazione; che lotta per la sopravvivenza delle proprie follie e per la sopravvivenza e basta.
    Questo distinguo è tutt’ora attualissimo.

    La storia della Chiesa va capita nel contesto più complessivo. Tuttavia, essa ha avuto una parte grandissima nella storia d’Italia, e quasi sempre distruttiva nei confronti dell’essere umano.

    La stessa struttura liturgica e gerarchica è organizzata è finalizzata alla sottomissione del fedele, sia esso principe o diseredato. I santi stessi sono inventati ed enfatizzati per controbilanciare la vergognosa condotta della gerarchia ecclesiastica.

    Attraverso la minaccia del castigo corporale e spirituale, ai fedeli è stata impartita una cultura, la più putrida che si possa immaginare (questa è la storia): quella della sottomissione e dell’insicurezza. E’ un modo per garantirsi il potere.

    Questa cultura ha come base l’ignoranza. Un laureato di oggi che già dall’infanzia ha consolidato certe convinzioni, è raro che la conoscenza gliele tolga.

    La nostra cultura collettiva si basa sulla insicurezza e sulla sottomissione. Essere peccatori e pagani è anche una manifestazione aggressiva contro chi nei secoli ha costruito barriere contro la libera espressione della persona.

    Questa cultura collettiva ha i suoi evidenti riflessi in politica ed anche nella vita di relazione.

    Non mi sento di contraddire Brindisi.

  31. Indomabile - commento N.31 :

    Non so che altro dire. Mi sembra inutile continuare.
    Io parlo sempre per me, mai per qualcun’altro e per me dico che non mi sento sottomessa alla Chiesa, non mi sento insicura nè minacciata e mi sento di nuovo libera di esprimermi nella mia più piena consapevolezza di me, del mio valore, delle mie possibilità.
    Mi sento accolta e contenta.
    Mi scuserai se a me questo basta.
    Mi chiedo spesso se altre persone possano dire altrettanto di loro stesse, soprattutto se le loro forti e possenti convinzioni non permettono loro di “andare oltre…”.
    Buon proseguimento e grazie per il confronto.

    Indo

  32. liutprando - commento N.32 :

    Il confronto con te, Indomabile, lo ho trovato molto interessante e, come lo ho fatto in precedenza, ti rispetto e accetto tutto di te. Potrei anche essere d’accordo in tutto quello che hai detto. La differenza sta nel fatto che io mi sono limitato a descrivere una realtà storica, che per te può non avere rilevanza, ma per me che l’ho scritta, sì.

    E se per te non ha rilevanza, nulla di male.

    Sono tuttavia convinto che tu sia una persona intelligente e molto simpatica. Cosa che si capisce dal modo appassionato con cui descrivi i tuoi sentimenti. E così ti ho fatto i complimenti un’altra volta.

  33. Brindisi - commento N.33 :

    Hai detto che hai fatto molti esami di psicologia, Indomabile. Credo, dunque, che tu sappia cosa vuol dire autosuggestione e, aggiungo, eterosuggestione.

    Comunque, significa, e intendo, accettazione acritica di un’opinione, un’idea, un credo religioso, o anche di un comportamento. Ciò influisce notevolmente nelle relazioni interpersonali. Nel caso dell’autosuggestione nasce dal soggetto stesso. Quando l’influenza proviene da altri si ha eterosuggestione.

    Tu questo lo chiami fede. Ok, chiamala come vuoi. Però il convcetto di fede racchiude in sè un numero e una complessità notevole di comportamenti. E’ uno scudo dietro al quale molti si nascondo soprattutto per mettere al riparo le proprie patolologie. Non sto parlando di te che neanche ti conosco e che comunque ti rispetto.

    Tuttavia il fatto che tu accetti in modo così acritico è giustifichi quello che liutprando ha spiegato del ruolo avuto dalla Chiesa mi fa pensare ad una suggestione non positiva, simile a una fuga dalla realtà.

    Berlusconi racconta spesso e volentieri un sacco di bugie e tutti coloro che si rispecchiano in lui gli credono anche se sanno che sta raccontando delle bugie: questa è autsuggestione.

    Una persona definita normale (per modo di dire) può essere un berlusconiano pur distinguendo, ammettendolo, quello che Berlusconi dice e fa di positivo, da quello che invece fa di negativo, riconoscendo le palle che racconta.

  34. larissa - commento N.34 :

    Non ho la presunzione di detenere alcuna verità, nè ho intenzione di sostenere le mie “tesi” alla luce della buona riuscita della mia vita personale o sociale, o degli esami universitari sostenuti.
    Queste cose mi appartengono e basta.
    Dico solo quello in cui io credo, ciò a cui il mio percorso di vita mi ha portato.
    Questo io credo: nel divenire di ogni cosa e di ogni persona, nella diversità che ci porta a vedere le medesime cose anche in modo diverso. Credo che non ci siano assoluti, l’unico assoluto è semmai la dialettica del divenire e della trasformazione, per cui elaboriamo, dalle esperienze che viviamo, sempre nuovi modi di essere e di pensare, di agire. Tutto ciò con consapevolezza e l’obiettivo del proprio miglioramento, perchè ritengo che solo questo porti al miglioramento della realtà intorno a noi.
    In tutto ciò ci potrà essere molta “ragione” ma io credo che non dobbiamo fuggire da noi stessi, bensì rientrare in noi, pena il vivere nell’illusione.
    Credo nell’umiltà e nel fatto che non possiamo cambiare e capire tutto ma c’è qualcosa che ci sospinge, se lo crediamo, verso il nostro bene.
    Una volta credevo nel Dio di Gesù Cristo, ora Dio ha per me contorni se vuoi meno definiti, cara Indomabile, ma questa è la mia esperienza.

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