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Inchiesta. Jesolo, dove il mattone fa da padrone. Di Alessandro Ambrosin

Dal sito www.dazebao.org , con il consenso dell’Autore.
Jesoloforum

Inchiesta. Jesolo, dove il mattone fa da padrone
di Alessandro Ambrosin

JESOLO (VE) - Jesolo, una delle maggiori località turistiche italiane per presenze estive, oggi potrebbe essere definita per antonomasia la città del cemento. Negli ultimi anni le amministrazioni comunali che si sono succedute alla guida del paese hanno preferito puntare ad uno sviluppo urbanistico esponenziale senza abitanti. Un fatto alquanto anomalo per una qualsiasi cittadina, dove solitamente l’incremento delle strutture urbanistiche viaggia di pari passo con l’aumento demografico. Eppure qui è successo esattamente il contrario, almeno finora.

Da una parte il numero dei residenti, pressocchè invariato nell’ultimo decennio, potrebbe essere paragonato ad una comunità montana, dove soprattutto i giovani immigrano verso le grandi città alla ricerca di maggiori opportunità, dall’altra Jesolo sembra essere diventata una fucina di architetti, costruttori e immobiliaristi che competono per realizzare e vendere appartamenti su imponenti grattacieli e palazzi avveneristici, che farebbero invidia a metropoli come Miami, o addirittura Dubai negli Emirati Arabi. Ad uno sviluppo verticale si sono aggiunte una miriade di villette e villaggi turistici spuntati come funghi un pò dappertutto. Una deregulation edilizia in controtendenza con le attuali politiche abitative dei paesi europei più avanzati. E che prezzi.

Se l’ondata della crisi economica mondiale, che sta investendo gran parte dei paesi occidentali ha determinato una battuta d’arresto sul mercato immobiliare, Jesolo è esente anche da questo fenomeno dove si continua a costruire a prezzi che nell’ultimo anno sono aumentati addirittura del 5-10%.
Prezzi che possono partire dai 3mila euro al metro quadrato per le zone più arretrate fino a raggiungere quota 15mila, per non parlare delle abitazioni frontemare, paragonabili agli esclusivi appartamenti dei centri storici italiani. Per soli quaranta metri quadrati in una costruzione delle nuovi torri si può arrivare a sborsare anche 650mila euro alla faccia di un progresso che sicuramente accontenta una risicata fetta di facoltosi e arricchisce le tasche di pochi. Oppure per un 70 mq in una palazzina di 25 anni ci vogliono ben 550 milioni di euro. Lo sanno bene le agenzie immobiliari che fino a pochi anni fa si contavano sulle dita di una mano e ora sono almeno una trentina.

Una contraddizione in termini, direbbe forse l’architetto di fama mondiale, Kenzo Tange, che chiamato dall’amministrazione comunale nei primi anni 90 ebbe per primo il compito di gettare le linee guida per trasformare Jesolo in una città vera, e che in termini pratici avrebbe dovuto dare quell’impulso positivo ad una località balneare che vive solo 4 mesi all’anno per poi cadere nella stagione invernale in una sorta di letargo civile. E forse la causa è proprio da ricercare in questa politica espansionistica che non ha tenuto conto che una cittadina cresce solo quando esiste un collegamento direttamente proporzionale tra persone che vi risiedono e sviluppo urbanistico, e non viceversa.

D’altra parte l’ambizioso “Master Plan” realizzato dal noto giapponese di fama internazionale, presentato nel 1994 e approvato definitivamente con qualche variante il 18 aprile del 2003, aveva ben altri obiettivi, rispetto a quello che oggi è sotto gli occhi di tutti.

L’idea portante mirava principalmente a tre obiettivi. Il primo era quello di creare una zona residenziale permanente (l’attuale progetto di edilizia residenziale popolare Campana ndr) che entro il 2012 avrebbe dovuto portare Jesolo al traguardo di 35mila residenti. La seconda era quella che prevedeva l’accorpamento volumetrico di alcuni stabili per rilanciare l’arenile sia in termini di qualità che di sobrietà architettonica. E infine, il terzo obiettivo era quello di creare un parco centrale, una specie di Central Park newyorchese, proprio nel bel mezzo della nuova area residenziale. Insomma tutto ruotava attorno ad un elemento fondante, che ogni urbanista prende solitamente in considerazione, cioè una città pensata e costruita a dimensione dei suoi abitanti. Infrastrutture e attività commerciali erano stati studiati per soddisfare i bisogni non solo dei turisti che affollano nei mesi estivi il litorale, ma anche dei residenti, in un contesto che avrebbe portato nuova linfa vitale all’attività turistica che rappresenta il perno economico del territorio, capace però di dare una continuità anche nei lunghi mesi invernali a garanzia di un equilibrato e costante sviluppo socio economico.

Oggi a guardare Jesolo i veri obiettivi sono stati elusi. Quel che resta del famoso master plan, che nel corso degli anni ha subito circa 300 varianti di programma, è un’esasperta cementificazione con la conseguenze perdita anche della flebile identità sociale che ha accompagnato la storia di Jesolo per oltre un secolo.

Indubbio che nell’attuale contesto l’arredo urbano in generale sia stato migliorato grazie all’ormai consueta contrattazione tra amministrazione comunale e costruttori, dove quest’ultimi in cambio di aumenti di cubatura hanno fatto un vero e proprio restyling di piazzette e strade. Ma la fuga specialmente per i giovani è stata comunque inevitabile. I prezzi delle case sono lievitati, tanto che oggi pochi eletti potrebbero permettersi di acquistare un’abitazione a Jesolo, e nonostante la crescita dell’offerta abitativa stagionale il maggiore flusso turistico si è ridotto prevalentemente nei fine settimana. L’attuale sindaco Francesco Calzavara tempo fa rilasciò un intervista a un giornale locale giustificando l’attuale espansione immobiliarista come un motivo valido per incentivare il ritorno della “creme” facoltosa lombarda, proprio come avvenne negli anni 50 e 60, periodo in cui Jesolo era considerata una spiaggia d’elite.

Così le intenzioni originarie del tanto discusso Master Plan si sono sempre più affievolite per fare spazio ad una speculazione selvaggia, quasi fosse la panacea di tutti i mali. Ascoltando alcuni dei residenti il mercato immobiliare avrebbe favorito i piccoli e medi imprenditori della regione che avrebbero investito il contante delle loro aziende sul sicuro mattone, determinando una lievitazione dei prezzi incontrollata.
Così jesolo oggi rappresenta un caso alquanto singolare con prezzi che viaggiano da se, a scapito di una crescita demografica parallela, e senza migliorare la qualità della vita per chi ci vive tutto l’anno.

Indubbio che aumentare demograficamente una città comporta un onere maggiore per l’amministrazione: più scuole, più strutture pubbliche e più servizi d’aggregazione sociale, forse ritenuti poco importanti per l’attuale gestione. Ma questo elemento rappresenta il cuore pulsante di una qualsiasi città. Nel 1991 Jesolo, secondo i dati diffusi dall’Istat aveva 22.151 residenti e dieci anni più tardi erano diventati 22.698. Una crescita irrisoria rispetto ai presunti 6 milioni di metri cubi di cemento realizzati negli utlimi anni, e che secondo i demografi si possono tradurre in una capacità insediativa di circa 50mila abitanti. D’altra parte siamo in una regione che registra un primato negativo assieme alla Puglia e al Lazio, per quanto concerne l’avanzata del cemento. Dal 2001 al 2008 il Veneto ha perso ben 100 chilomentri quadrati tra aree verdi e agricole (Rapporto Istat 2009) per far spazio a nuovi insediamenti urbani.

Osservando i dati dell’anagrafe jesolana da gennaio a dicembre del 2008 i residenti complessivi erano 24.875. Nello stesso anno sono nati nel comune 214 bimbi, contro 218 decessi. Sempre nello stesso anno 575 persone avrebbero cancellato la loro residenza e 1006 avrebbero deciso di trasferirsi nel comune jesolano con una differenza positiva di appena 426 unità.

L’istat nel suo ultimo bilancio demografico provvisorio relativo al mese di febbraio 2009 riporta invece una diminuzione di 15 unità su una popolazione residente di 24.916, considerando le nuove nascite e i decessi, i nuovi iscritti all’anagrafe e quelli che si sono cancellati.

Il giorno di ferragosto il Gazzettino ha pubblicato un articolo nel quale il primo cittadino sottolineava la crescita dei residenti come progettato dell’architetto giapponese, a dimostrazione di un traguardo raggiunto soddisfacente. “Da 23.465 del 31 dicembre 2003 si è passati a 25.106 del 31 luglio 2009″, ha ribadito orgogliosamente il primo cittadino, dimenticando che il Master Plan a conti fatti ipotizzava una crescita per raggiungere circa 35mila unità entro il 2012. Se così fosse l’amministrazione comunale dovrebbe in soli 3 anni recuperare i mancanti 10mila nuovi abitanti caduti nell’oblio. Un risultato alquanto difficile visto che in 18 anni l’aumento complessivo è stato pari a 2.955 unità. Tuttavia a parte le buone intenzioni centrare gli obiettivi originari non è cosa facile. Molti giovani impossibilitati ad acquistare un’abitazione hanno dovuto subire un trasferimento forzato nei comuni limitrofi dove il prezzo delle case è più abbordabile, rompendo di fatto anche la continuità di famiglie nate e vissute per decenni nel litorale jesolano.

Eppure Jesolo, non poteva essere meno di una grande megalopoli e così altre lottizzazioni sono andate a far spazio ai nuovi centri commerciali aperti tutto l’anno, che nei mesi invernali somigliano più a delle astronavi atterrate nel deserto. Tre sono già stati realizzati: Laguna Shopping, i Giardini di Jesolo e la nuova Ca’ Silis, mentre altri due sono previsti nell’area in cui un tempo sorgeva uno dei locali storici della Jesolo by night, Le Capannine, dove nel 1965 il regista Pietro Germi girò le scene del suo capolavoro “Signore e Signori”, e nella Piazza Torino in zona Pineta. E se anche i centri commerciali fossero intesi con la concezione di creare dei poli aggregativi, gli attuali 25mila residenti sarebbero insufficienti per mettere in moto quel meccanismo economico tale da giustificarne la massiccia presenza, senza considerare i disagi provocati nella viabilità durante i mesi estivi.

Verso gli anni ‘80 un appartamento a Jesolo poteva costare 800 mila di vecchie lire al metro quadrato, e solo qualche anno più tardi con l’avvento dell’euro il prezzo era quintuplicato.
Molti alberghi si sono trasformati in condomini, abbassando notevolmente la ricettività alberghiera, che era considerata la punta di diamante dell’ospitalità jesolana, per fare spazio a nuove costruzioni abitative, alcune delle quali, in via di realizzazione nelle aree frontemare, recentemente sono state addirittura bloccate dalla Sovraintendenza per non aver rispettato la cosiddetta legge salvacosta. Norma che il presidente della regione Veneto Giancarlo Galan non ha mai nascosto di ritenere come un vero blocco per lo sviluppo.

E così non solo il territorio jesolano che si estende per 95 chilomentri quadrati è stato stravolto, non solo i 14 chilomentri di costa che si affacciano sull’Adriatico sembrano ricordare un muro di cemento a protezione di un improbabile tsunami, ma anche la vita sociale per chi ci vive tutto l’anno e per chi trascorre qualche giorno di vacanza ha inciso profondamente sulle abitudini.

A parte qualche caso isolato Jesolo anche nel periodo estivo offre ben poco. Un carosello interminabile di negozi che fanno perdere l’orientamento in una ripetizione ossessiva di attività commerciali lungo le vie più importanti, come la Via Bafile, l’arteria principale, divenuta isola pedonale a partire dai primi anni ‘80, mentre a pochi metri dal mare la polizia municipale vigila costantemente per contrastare gli indecorosi “vù comprà”.

Ma non è tutto, perchè anche il turismo mordi e fuggi è diventato un problema. Quest’anno lungo l’arenile proprio per combattere l’ondata dei pendolari che nel fine settimana affollano la spiaggia hanno pensato di realizzare delle transenne per delimitare la loro scomoda presenza non oltre i cinque metri dal bagnasciuga. Turisti di serie B che non rientrano affatto nelle aspettative dell’amministrazione, la quale tempo fa aveva addirittura pensato di introdurre la spiaggia a pagamento.

Anche la vita notturna che negli anni scorsi attraeva migliaia di giovani si è spenta. Sì perchè l’amministrazione aveva pensato bene di delocalizzare in periferia le discoteche in un progetto chiamato X site che avrebbe dovuto ospitare il cosiddetto quartiere della musica 12 mesi l’anno. Progetto che non è mai decollato. Così i vecchi locali notturni sono stati definitivamente chiusi e al loro posto sono sorti ancora nuovi appartamenti.
Jesolo a poco a poco è così diventata un vero e proprio porto del business dove il mattone fa da padrone, ma per pochi eletti. La gente del posto vocifera che le case sono così costose perchè gli unici a comprarle sarebbero tanti facoltosi imprenditori e liberi professionisti delle ricche province venete che investono il proprio “nero” piuttosto che lasciarlo ammuffire sotto il materasso. Un’ipotesi alquanto azzardata. Tuttavia la stima calcolata a luglio 2009 da Krls Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, Associazione Contribuenti Italiani, che monitora costantemente il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia, attribuisce al Veneto la maglia nera per crescita numerica di evasori con un + 15,7%, assieme alla Lombardia (+16%) e alla Campania (+14,2%). Inoltre un’indagine della Guardia di Finanza ha recentemente scovato 168 evasori nella ricca Treviso che dichiaravano quanto un lavoratore precario, mentre una quarantina erano addirittura sconosciuti al fisco. Alcuni di questi però sono risultati proprietari di abitazioni proprio a Jesolo.

Gli eventi culturali nel litorale sono diventati una rarità. A parte i folkloristici fuochi d’artificio di ferragosto, la consueta esibizione delle frecce tricolori e da quest’anno anche la Casa Light per le selezioni al Grande fratello, con tanto di ospiti come la maggiorata Cristina Dal Basso, a Jesolo non ci sono cinema, nessuna libreria all’altezza delle presenze estive, rare presentazioni teatrali, di mostre, o di libri magari consumate davanti a un chiosco sulla spiaggia, mentre gli eventi ufficializzati orgogliosamente dal Comune si riducono a qualche apparizione della Miss bellezza di turno, o di qualche attore della commedia all’italiana ai quali sono stati dedicati tratti del lungomare.
Nancy Brilli, Sophia Loren, Christian De Sica, solo per fare qualche nome, fanno pensare più ai film dei fratelli Vanzina che pur nella loro simpatia e ironicità hanno ben poco a che vedere con le vere origini della cultura contadina di questo territorio e delle storie che l’hanno contraddistinta. Ma si sa quando il soldo impera, o meglio i “schei”, come si dice in dialetto dopo la dominazione austro-ungarica, diventa scomodo ricordare quello che eravamo. Una prerogativa necessaria, perchè comprendere il passato, il tessuto sociale, la composizione e la crescita storica di una piccola comunità è un elemento indispensabile per indirizzare scelte più efficaci a vantaggio della collettività.Jesolo una recente veduta aerea

Fa una certa impressione leggere una lettera pubblicata il 12 agosto scorso sul Gazzettino nella quale un lettore denuncia una città sempre più asfittica, strangolata dal cemento, pacchiana e pretenziosa. “A Jesolo ci vengono anche persone che sanno leggere e scrivere, che si guardano attorno, che fanno confronti”. Un monito che forse l’amministrazione comunale dovrebbe valutare, perchè i turisti non possono essere considerati come un modello sociale dal pensiero unico, bensì persone alla ricerca di un pluralismo composito di offerte.
Sfide che molti comuni italiani hanno già affrontato con entusiasmo e con passione e che alla fine hanno dato dei risultati positivi. Basta pensare a festival come Locarno, o al Giffoni, oppure al Pordenone Legge, o alle manifestazioni cinematografiche. Eventi culturali spesso partiti con grande scetticismo e poco pubblico, ma che alla fine hanno trovato un riconoscimento a livello internazionale. Insomma, il fatto che l’amministrazione comunale escluda a priori certi eventi per favorirne altri, significa classificare il turista medio come una persona che non sa “leggere e scrivere”, proprio come polemizza il lettore del quotidiano veneto.

Se non fosse per il mare che evoca ricordi lontani anche l’inverno a Jesolo, proprio per il suo mancato aumento demografico, si riduce a una città fantasma con una densità di popolazione pari a circa 262 abitanti per chilometro quadrato.
Al panorama freddo dell’autunno che offre la vista di una città dove i suoi abitanti sembrano essere fuggiti per un’improvvisa e dilagante epidemia si sommano i cantieri a cielo aperto. Muratori, posatori, falegnami al servizio delle grosse ditte costruttrici, impegnati ad allargare sempre più i confini naturali di questa località che ha puntato sul sensazionalismo urbanistico e spregiudicato. Insomma la città si dovrebbe migliorare per aiutare l’uomo a realizzarsi nella sua duplice dimensione, personale e sociale, invece, a Jesolo questo non succede.
Un vero e proprio impero immobiliare dalle case vuote. Qualche attrazione turistica per illudere i vacanzieri più sprovveduti sono alla base di una ricetta che vuole incantare anche l’occhio più disattento puntando su un dinamico e apparente progresso svuotato dal suo sviluppo. Peccato che oltre il muro di cemento ci sia il nulla.

Alessandro Ambrosin

45 Commenti per questo articolo

  1. merkurmarkus - commento N.1 :

    Un’inchiesta impressionante. Mi auguro che susciti un dibattito tra chi di queste cose ne capisce più di me. Io so solo che per quanto riguarda la ricerca di una casa l’articolo dice cose verissime.

    Merk/mark

  2. pumaro - commento N.2 :

    abbiamo capito che a questo tale Jesolo non piace.
    alle sue molte banalità e falsità risponderanno i numeri relativi ad arrivi e presenze.
    i numeri sono il miglior indice di gradimento, a differenza della solita minestra servita da chi dimostra poco rispetto per un’intera comunità che opera e cresce grazie al turismo.

  3. marcofontebasso - commento N.3 :

    Che a Jesolo manchino le case per gli jesolani non è una novità. Adesso abbiamo anche la conferma autorevole di “dazebao.org” :)
    Stride la descrizione delle manifestazioni . Ma quest’anno a Jesolo non avevamo il giro d’Italia, la diretta TV sulla RAI il concerto dei chemical , sofia loren, la serata del campiello? E l’Ambient Bike o il nuovo parco di Cà Silis? Anche queste sono il nulla eccetto il cemento?
    “impressionante” mi sembra un parola grossa merkus. Mi sembra più una sparata nel mucchio per sollevare delle polemiche. Ho dato un occhiata al sito. Alcuni articoli sembrano usciti da “L’Unità” degli anni 80.
    m.f.

  4. undertacker - commento N.4 :

    Quoto il post di marcofontebasso.
    D’altronte il buon Ambrosin, Jesolano doc trasferitosi a Roma per fare lo steward per l’Alitalia e ora possato tra le fila dei “giornalisti” on line per Dazebao, è un “vecchio” nostalgico di sinistra e lo si evince da come scrive.
    Certo ha ragione quando elenca i prezzi altissimi e fuori mercato per chi vorrebbe acquistare casa residenziale a Jesolo, ma da buon “inquadrato” sotto regime (che sia a dx. o sx. nn importa) rifiuta di vedere che al turista poco importa il prezzo della casa residenziale, ma altresì ama vedere la città scelta per le sue vacanze rinascere e far sparire brutture antiestetiche vedi Hotel Treviso e Piazza Marconi fino a pochi anni fa, oppure Piazzetta Stej che finalmente è diventata tale e non il muro del pianto dell’ex stabilimento termale, per tacer di Piazza Casabianca, antico buco nero di via Bafile, la stessa Piazza Mazzini e quant’altre ristrutturazioni e ammordernamneti vari che al turista fanno piacere.
    Infine, per tornare allo stampo sinistrorso dell’alrticolo, si parla di “speculazione”. Bene, a mio avviso di speculazione si parla se il costruito viene venduto, ma visto che il venduto per i noti motivi è molto poco, che speculazione è?

    Saluti
    Undertacker

  5. fazzi - commento N.5 :

    Non sono totalmente d’accordo con Ambrosin, che dipinge a tinte troppo fosche Jesolo e il suo sviluppo. C’è gente che ci crede e che sta dando il meglio.

    Scrivo anche per ricordare a undertacker che, in un altro post, gli ho rivolto delle domande precise alle quali non ha avuto la bontà di rispondere.
    Siccome mi pare di capire che anche Ambrosin sia uno che, come me, a detta di undertacker, non apprezza Jesolo, ribadisco che vorrei una risposta, se possibile.

    Ultima cosa: chiedo agli admin se sia corretto, nel commentare l’articolo critico ma estremamente corretto di Ambrosin, ricordando il curriculum vitae dell’autore, come fa undertacker quando scrive

    “D’altronte il buon Ambrosin, Jesolano doc trasferitosi a Roma per fare lo steward per l’Alitalia e ora possato tra le fila dei “giornalisti” on line per Dazebao, è un “vecchio” nostalgico di sinistra e lo si evince da come scrive”

    Grazie,
    Fazzi

  6. undertacker - commento N.6 :

    Scusa, FAzzi ma che fastidio può dare scrivere a beneficio di chi nn lo conosce (come si legge dai post precedenti) che Alessandro è uno jesolano doc ecc.ecc.?
    Vedi che sei presupponente a prescindere come direbbe Totò..

    Saluti
    Undertacker

    P.s. Ti ho risposto solo ora nell’altro topic perchè nn avevo letto.
    Scusa.

  7. liutprando - commento N.7 :

    Sull’articolo di Ambrosin non c’è che dire. Dice delle cose vere.
    D’altra parte si sa, come si è sempre saputo, che la nostra cultura politica ha come centro la speculazione edilizia e il suo ricavato, cioè il denaro.

    Il problema più grande è comunque dato dal fatto che le cose non cambieranno perchè la popolazione è totalmente estranea alla questione. E’ estranea perchè non ci capisce niente, essendto totalmente impreparata.

    I professionisti del settore, invece, che le cose le sanno, non si muovono perchè agirebbero contro se stessi. E chi lo farebbe?

  8. punks not dead - commento N.8 :

    “Un’inchiesta impressionante.”

    inchiesta?
    un’inchiesta dovrebbe portare alla luce fatti nuovi, questa è una compilation di tutti i luogocomunismi che si sentono da anni, solo ed esclusivamente per fini politici.
    come dicevano i Rolling Stones:”Paint it black”,
    in questi articoli l’essenziale è dare una bella pennellata di pessimismo, vedere tutto in chiave negativa, dare l’impressione che le cose vadano male (scuola Nuova Venezia).
    ovviamente in attesa che arrivi la cura salvifica della parte politica in cui Alessandro Ambrosin si riconosce.

  9. merkurmarkus - commento N.9 :

    luogocomunismi ,
    cos’è, un neologismo, punks?
    Impressionante è anche la debolezza della tua risposta. Ambrosin, che non conosco, fa delle affermazioni. Perchè non controbatti punto su punto?
    Secondo te c’è o no una speculazione edilizia a Jesolo?
    Come mai le immobiliari si sono moltiplicate?
    Come mai l’incremento demografico è irrilevante?
    Come mai le case costano tanto (io ne so qualcosa, purtroppo).
    Impressionante è l’ira che ti domina.

    Per fontebasso,
    ma quale polemica. Io trovo impressionante quello che ho letto. Se mi impressiona nonè detto che io condivida quello che scrive Ambrosin.
    Certe cose non le capisco. Ho scritto un articolo sulla Cei ed i commenti mi hanno insegnato un mucchio di cose che non sapevo, grazie a indomabile, larissa, lomartire, john rodolfo e altri.Hanno commentato senza mai sparare.
    Lo stesso pensavo per questo argomento.
    Evidentemente alcuni argomenti non si possono toccare.
    Non conosco gli articoli dell’unità di oggi, figuriamoci quelli degli anni 80! Che significa?

    M/M

  10. punks not dead - commento N.10 :

    @ luogocomunismi ,
    cos’è, un neologismo, punks?

    non lo so, ma è una sintesi per rappresentare le banalità di un certo colore politico.

    @ Impressionante è anche la debolezza della tua risposta. Ambrosin, che non conosco, fa delle affermazioni. Perchè non controbatti punto su punto?

    ma perchè è il solito mantra che viene ripetuto da anni, niente di nuovo. è un bignami
    del programma politico del centrosinistra jesolano.

    @ Secondo te c’è o no una speculazione edilizia a Jesolo?
    Come mai le immobiliari si sono moltiplicate?
    Come mai l’incremento demografico è irrilevante?
    Come mai le case costano tanto (io ne so qualcosa, purtroppo).

    C’è un concetto semplice che evidentemente sfugge a molti:
    Jesolo è una località turistica.
    La sua economia e la sua esistenza ruota attorno al turismo.
    Il turismo è LA priorità.

    Il fatto che alcuni imprenditori decidano di investire il proprio denaro a Jesolo, col fine ovviamente di realizzare un guadagno, quindi effettuando una speculazione (che è un termine neutro, anche se in Italia per motivi storici ha acquisito un’accezione negativa), è un segnale positivo, è segno che l’amministrazione ha lavorato nella giusta direzione.
    Il fatto che il valore degli immobili salga è un altro fattore positivo, perchè il valore alto è un indice di attrattività e di prestigio, perchè vuol dire che la Città “vale” di più, che c’è un plusvalore che viene redistribuito indirettamente a tutti i cittadini residenti.
    Detto questo è giusto che l’amministrazione pensi anche a far sì che nel mercato immobiliare entri una quota di residenze a costo moderato, ed è quello che è stato fatto con l’ERP.

  11. merkurmarkus - commento N.11 :

    Che risposta deludente, punks.
    Ripeti sempre le stesse cose, sempre uguale, dogmatico, senza tenere in minima considerazione chi ti chiede, senza sproloqui od offese, di discutere.
    Il “solito mantra” è il tuo.
    Sembri allevato con un metodo coranico:

    “Jesolo è una località turistica.
    La sua economia e la sua esistenza ruota attorno al turismo.
    Il turismo è LA priorità”.

    Raggiunta con 6 milioni di metri cubi di cemento senza nessuna crescita significativa dal punto di vista demografico, economicoe turistico. Jesolo s’è fermata nell’ingorgo di cemento che è diventata.

    Hai evitato la maggior parte delle mie domande, e mi dispiace, perchè sono sicuro che una tua idea personale ce l’hai.

    Cordialmente
    M/m

  12. fazzi - commento N.12 :

    Quotazioni in strepitosa ascesa per M/M.
    Complimenti per il punk “coranico” :-)

    Fazzi

  13. marcofontebasso - commento N.13 :

    caro M/m
    per motivi anagrafici (purtroppo) ricordo molto bene gli articoli de “L’Unità” degli anni 80. Un giornale intriso di ideologia comunista dove la negazione della realtà fattuale era all’ordine del giorno.
    Perchè l’articolo sulla CEI è stato costruttivo e questo no? Perchè questo post è scritto in malafede e vuole screditare un intera città in cui lavorano e vivono tante persone. Non c’è solo il “Comune” e la politica a Jesolo caro M/m ma anche tante formichine che si impegnano ogni giorno con fatica ed orgoglio per questa città. L’autore le umilia con la sua faziosità .
    D’altronde anche un ragazzino si accorgerebbe dell’esaltazione delle sole negatività ed il silenzio assoluto su quanto di buono c’è. ( e lo sappiamo tutti che c’è)
    In quanto al concetto di “impressione ” non vado oltre ; eè evidente che abbiamo diverse sensibilità . C’è chi si “impressiona” a gettarsi dal bungee jumping e chi a saltare tre scalini a piè pari. :)
    m.f.

  14. punks not dead - commento N.14 :

    ma cosa vuoi rispondere a questa serie di discorsi estemporanei?

    “Un fatto alquanto anomalo per una qualsiasi cittadina, dove solitamente l’incremento delle strutture urbanistiche viaggia di pari passo con l’aumento demografico”

    ma chi l’ha detto?
    teniamo in mente il concetto semplice di cui sopra (così semplice che si tende a dimenticarlo):
    jesolo è una località turistica.
    adesso riprendiamo l’affermazione di ambrosin e
    vediamo se ha senso in quest’ottica.
    le località turistiche, tutte, si sviluppano tramite costruzione di alloggi dedicati principalmente al turismo che vengono successivamente immessi sul mercato.
    l’aumento demografico è un effetto collaterale.
    è successo così a rimini piuttosto che in costa smeralda o nella solita miami.

    andiamo avanti, altre affermazioni arbitrarie:

    “Una deregulation edilizia in controtendenza con le attuali politiche abitative dei paesi europei più avanzati.”

    frase completamente senza senso.
    quale deregulation se lo sviluppo segue un piano regolatore?

    ma andiamo avanti, qui siamo al delirio:

    “E così non solo il territorio jesolano che si estende per 95 chilomentri quadrati è stato stravolto, non solo i 14 chilomentri di costa che si affacciano sull’Adriatico sembrano ricordare un muro di cemento”

    no comment. muro di cemento.

    oppure affermazioni totalmete errate:

    “nuove costruzioni abitative, alcune delle quali, in via di realizzazione nelle aree frontemare, recentemente sono state addirittura bloccate dalla Sovraintendenza per non aver rispettato la cosiddetta legge salvacosta”

    si dà l’impressione di abusi edilizi, mentre si tratta di progetti con tutte le autorizzazioni in regola, che hanno avuto la sventura di capitare al centro di un contrasto interpretativo tra comune e soprintendenza.

    ecco, il livello è questo.

    per il resto sempre disposto a discutere se ci sono argomenti nuovi e basati sui fatti, piuttosto che la riproposizione di teoremi propagandistici basati sul nulla.

  15. barbara - commento N.15 :

    Solo un consiglio.
    Leggete i commenti all’articolo sul sito dazebao.org
    Solo per sapere come ci vedono fuori da qui.

    Per il resto, condivido ogni parola dell’articolo,
    anche ogni virgola.
    E non solo perché l’autore è mio fratello…

  16. rodolfo - commento N.16 :

    Ciao Barbara,
    stavo facendo appunto un copia incolla dal dazebao.org relativo ai commenti “da lontano”
    Ciao, Rodolfo
    …un saluto alla tua agenda :-(

  17. rodolfo - commento N.17 :

    Questi i commenti apparsi finora sul sito http://www.dazebao.org , dove è pubblicata l’inchiesta di Alessandro Ambrosin.
    Utili, a mio avviso, perchè ci permettono di vederci un po’ dal di fuori.
    La pubblicazione è autorizzata.

    Rodolfo

    tutto il mondo è paese
    scritto da ida , agosto 21, 2009

    Jesolo non è un caso isolato. Sebbene la crescita demografica da tempo sia zero nella grande maggioranza delle province italiane si è costruito in sovrabbondanza, soprattutto da quando nei consigli comunali sono entrati imprenditori del settore edile. Continuo a sorprendermi di come la mia città (Terni) continui ad essere sventrata per costruire mega parcheggi interrati e deturpata da innumerevoli scatoloni ad uso centro commerciale , dove regolarmente pochi utenti parcheggiano e molti disperati vanno alla consumistica caccia di offerte o di frescura Tutto questo mentre la disoccupazione avanza, i redditi diminuiscono, gli autoctoni scompaiono per vecchiaia o per emigrazione. Mentre là dove necessita un intervento per migliorare la qualità della vita della cittadinanaza (case economiche o ambienti di utilità sociale come scuole, giardini, piscine) nessuno ha interesse ad intervenire.

    scritto da aldo. c. , agosto 21, 2009

    Leggere questo articolo in qualche modo mi conforta, perchè a luglio ho trascorso due giorni a Jesolo dopo anni che non ci andavo. Premetto che fino alla fine degli anni ‘70, inizio ‘80 sono stato un habituè di Jesolo, dove si può dire ho trascorso gran parte delle mie estati da adolescente con i genitori.
    E tornarci dopo anni è stato come un pugno allo stomaco per il radicale cambiamento e per i vecchi luoghi che per me rappresentavano i miei ricordi e che non ho più ritrovato. Convengo che questa cementificazione ha veramente rovinato una spiaggia che ricordavo con tanto affetto. Il troppo storpia.
    Aldo da Vicenza

    scritto da martina , agosto 21, 2009

    Scusate, ma anch’io da padovana ho trascorso molti anni a Jesolo. Ma adesso cosa offre????
    Avevo anche pensato di comprare una casa qualche anno fa per farci trascorrere le vacanzer ai miei figli, ma visto che sono un’infermiera e non una ricca imprenditrice ho preferito puntare altrove. Prezzi inaccessibili.
    Evviva i veneti palazzinari…

    scritto da marco L. , agosto 21, 2009

    Io sono uno di quegli jesolani costretto a comprare una casa altrove. Adesso abito a Musile. In qualche modo sono stato costretto perchè le case erano pazzesche. Pensate che se anche partirà il famoso piano ERP i prezzi saranno più calmierati? Io non ci credo. Una domanda volevo fare. Ma chi ci ha guadagnato in questo piano edilizio???
    Meditate gente…

    scritto da fosco , agosto 21, 2009

    Ciao sono residente a Tessera, ma da anni mi piacerebbe trasferirmi a Jesolo perchè sono un amante del mare. Sapete darmi indicazioni su questo famoso Erp? Intendo dire quali saranno i parametri per entrare in graduatoria? Io avevo provato tempo fa a comprare un piccolo monolocale ma i prezzi erano talmente alti che ci ho rinunciato subito. Bisogna essere un facoltoso lombardo per venire a vivere a Jesolo? Se qualcuno ha notizie mi faccia sapere…

    scritto da lucis , agosto 22, 2009

    Vedrai che i prezzi delle case non saranno tanto diverse da quelle che senti in giro….qui qualcuno ci lucra e nessuno dice chi…

    scritto da Lina , agosto 23, 2009

    Ciao a tutti ho letto con interesse l’articolo. Anch’io sono una ex jesolana trasferita altrove per l’impossibilità di acquistare una casa a prezzi improponibili. Si parla di progetto ERP da anni, ma nulla è stato fatto. Tante promesse cadute nel vuoto e così anche la bella Jesolo si è svuotata.. Mi chiedo ma a cosa è servito costruire così tanto per introdurre nel mercato immobiliare appartamenti che forse ospiteranno i loro neo proprietari per una settimana all’anno? A cosa serviranno cinque centri commerciali se la gente che ci vive è così poca?
    Io adesso a Jesolo ci torno per lavorare l’estate e devo farmi 40 km al giorno per andare e tronare in un luogo dove sono nata e cresciuta. Un grazie a tutti quelli che a Jesolo hanno pensato solo di speculare.

    Lina

    scritto da Mario , agosto 23, 2009

    Scusa ma ancora pensi che ci saranno delle graduatorie?? Vedrai che se anche partiranno dovremmo chiedere che vengano rese pubbliche, altrimenti rischiamo che le case dell’erp - chissà a quali prezzi - se le prendono i soliti furbettini del quartiere a prezzi più bassi.

    scritto da corrado - trento , agosto 24, 2009

    Ottima inchiesta, seria e documentata. Concordo con l’analisi dell’autore. Frequento Jesolo per le mie vacanze da una vita. Non sono un nostalgico, ma devo dire che la situazione è degenerata oltre misura. Centri commerciali, grattacieli e altre infrastrutture scomposte e rumorose hanno reso irriconoscibile Jesolo. Anche il traffico nella stagione turistica è caotico e stressante. Jesolo era un gioiellino nell’alto Adriatico. Chi ha (mal)amministrato il territorio avrebbe dovuto avere più cura per l’ambiente, per l’estetica, per la vivibilità. Adottare per lo sviluppo criteri puramente economici genera mostri, come è successo a Jesolo. Sto seriamente valutando la possibilità di orientarmi per le mie future vacanze altrove, ma mi piange il cuore.

  18. TOROROLO - commento N.18 :

    non dobbiamo stupirci di come la gente giudica Jesolo, se appena un turista arriva trova la bruttura del bennet con i suo negozi chiusi, prosegue e trova la nuova Coop con la rampa autostradale costruita davanti alle terrazze di quei poveretti di Ca’ Silis (altra struttura piena di negozi chiusi) , va avanti e trova Xsite da una parte (tanti si chiedono cos’è) e dall’altra il cantiere delle Torri di piazza Trieste e mi fermo qua… va bene che la società cresce e si evolve ma non così… tutto sempre più brutto anche se poi ci mettiamo quattro palme e luci colorate per abbellire… anche la spiaggia è diventata invivibile con tutto questi venditori ambulanti e ombrelloni messi attaccati l’uno all’altro (spesso durante la settimana sono inesorabilmente chiusi, la passeggiata sull’isola pedonale, pardon ZTL è diventata impraticabile con tutti i mezzi che ci circolano sopra; dalla bicicletta passando per il riscio arrivando al trenino (non si poteva farlo elettrico?), i negozi sono in mano ai bangladesh e cinesi come il mercato del venerdì, Piazza Mazzini beh lasciamo perdere…. se vogliamo che la gente parli bene di Jesolo cerchiamo di offrire qualcosa di diverso, più umano, alle volte io stesso Jesolano non mi riconosco più in questa Città

  19. undertacker - commento N.19 :

    Mah! Che dire? Sinceramente, oltre ai soliti commenti sui prezzi che sappiamo ben tutti sono alti, ma per motivi di mercato, trovo molto strani i commenti di chi nn viene a Jesolo da 20 anni e forsepensava di trovare ancora la vecchia camerma della Finanza in Piazza Marconi o i lughi della sua giovinezza, immutabili nel tempo.
    Che Jesolo fosse stata un “gioiellino” dell’alto adriatico con le incompiute del tempo (leggi Piazza Marconi,. Palazzo del Turismo ecc.) permettetemi di aver qualche dubbio.
    Poi che chi torna abbia ricordi legati alla sua giovinezza è diverso dal dire chew Jesolo nelgi ultimi anni, a livello di ristrutturazioni nn sia piacevolment migliorata.

    Saluti
    Undertacker

  20. punks not dead - commento N.20 :

    la mia preferita è quella sulle “infrastrutture scomposte e rumorose”
    :-)

  21. rodolfo - commento N.21 :

    La grandezza di Jesolo non è mai stata la sua edilizia, undertacker.
    Nè ieri, nè oggi, nè, purtroppo, domani, temo.
    Ogni città ha uno spirito. Jesolo era frizzante, viva. Bagni, Miramare e le piste da ballo dove suonavano Celentano e Gino Paoli. Il tibi dabo, le capannine, dove Germi gira un’indimenticable scena di “Signore e signori”. Jesolo popolare, disordinata, ma divertente. Tibi Dabo, spiajon e tante promesse erotiche, come si conviene laddove abbondano le “tedesche” e dove, come succede nelle località turistiche, “deve” aver luogo l’inversione rituale, ovvero puoi fare quello che durante l’anno non puoi fare: altrimenti che vacanza è?
    Erano anni di euforia: mio nonno, profumiere-barbiere-parrucchiere vendeva il “Canel n°5″, l’acca non serviva :-) .
    In agosto non trovavi una stanza neanche all’udinese, e centinaia di famiglie affittavano l’appartamento e vivevano in sgabuzzini.
    Questo era lo spirito.
    Jesolo divertente, briosa e un po’ zoccola. Ma trovava nella semplicità il suo fascino.
    Ricordi gli alberi in via Aquileia?
    Quando ancora c’erano in spiaggia non c’era posto neanche per un ago, in luglio agosto, e le auto, avevano tutte una D di dietro.
    Ora, con il quadruplo di case e più, i pienoni si vedono solo nei weekend.
    Il periodo delle grandi discoteche, poi. Per anni la movida nazionale siamo stati noi.
    Quello era lo spirito della città.
    Ora Jesolo sta cambiando pelle. Entrando il città trovi supermercari e arredi urbani che trovi ovunque.
    Un non-luogo. Se anche diventasse Miami2, sarebbe una copia.
    Manca lo spirito.
    Quando una signora invecchia può scegliere due strade: o mantenersi in forma ed esaltare il proprio spirito, con semplicità e misura, e allora resti desiderabilissina, oppure rifarsi tutta. Nel secondo caso diventa ridicola, perchè poi rifarti tutto quello che vuoi, ma lo spirito si deprime, le forze mancano, e diventi triste e pacchiana. Diveni indesiderabile, perdi quel fascino popolare che ti rendeva irresistibile.
    E se anche ti metti un paio di gioielli, e vestiti strafirmati, se perdi lo spirito e la gioia di vivere, sei allo sbando.
    E’ l’epoca dei miliardari (jesolani) tristi , giovani e già terribilmente vecchi.

    Rodolfo

  22. punks not dead - commento N.22 :

    “la bruttura del bennet”

    il bennet è uno dei migliori esempi di centro commerciale in circolazione, moderno ma allo stesso tempo a impatto mitigato dal verde sul
    lato fiume e sulla copertura.
    oltretutto la riva del fiume di fronte
    è sempre curatissima, con l’erba sempre tagliata corta, come dovrebbe essere dappertutto.
    ben diverso dai soliti scatoloni che si vedono in giro per l’italia (a cominciare dall’orrido centro piave della ridente cittadina confinante).
    anche il laguna shopping, pur non altrettanto felice come progettazione architettonica, si inserisce nel tessuto urbano senza impattare con volumi squadrati e imponenti ma sviluppandosi in una serie di edifici di dimensioni contenute.
    se sarà realizzato il cattel-capannine sarà un fiora all’occhiello per tutta la città.
    l’unico centro commerciale che rimane fedele al concetto di scatolone è il Coop.
    ma si sa che loro queste scatole le realizzano in ogni parte d’italia, a prescindere dalle caratteristiche storico ambientali del luogo.

  23. merkurmarkus - commento N.23 :

    per punks

    il bennet è uno dei migliori esempi di centro commerciale in circolazione, moderno ma allo stesso tempo a impatto mitigato dal verde

    ma questa è FOLLIA!
    Con tutto il rispetto, ma E’ PURA FOLLIA!
    Il Bennet tra i migliori esempi di centro commerciale !??

    Siamo di pianeti diversi, punks. Ribadisco la tua “coranicità”.
    E’ a prima volta che sento dire una cosa positiva sul “supercarcere” (tra l’altro semi inutilizzato). Sopra proliferano i funghi e non c’è mai nessuno.

    INCREDIBILE!

    M/M

  24. punks not dead - commento N.24 :

    “ma questa è FOLLIA!”

    no, è mancanza di conoscenza da parte tua.
    ti invito a leggere quanto segue, giusto per darti un punto di riferimento diverso da quello delle chiacchere davanti allo spritz:
    http://sentierididattici.wordpress.com/tag/aires-mateus/

    poi, libero di pensarla come credi.
    ah, e segnalami pure degli esempi di centri commerciali che ritieni migliori esteticamente e come inserimento nel contesto rispetto al bennet.

  25. punks not dead - commento N.25 :

    aggiungerei che ci sono associazioni culturali che si prendono la briga di venire da como per venire a vedere il bennet, inserito assieme al village di meier in un viaggio studio sull’architettura contemporanea:
    http://www.cesarecattaneo.it/news/jesolo.pdf

  26. Mauro - commento N.26 :

    Concordo con Punks, è obiettivamente vero che “I giardini di Jesolo” sono uno dei migliori centri commerciali della zona considerando l’aspetto architettonico e l’ambiente circostante. Io trovo che l’idea avuta dagli architetti di mantenere l’edificio basso e creare delle pareti di verde curato sia stupenda.(Merkusmarkus si tratta di un parco commerciale non di un parco giochi, preferivi il l’Auchan di Mestre, il Tiziano di Treviso, il Panorama di Marghera, queste sono strutture analoghe nelle città che ci circondano)

  27. Mauro - commento N.27 :

    Anzichè commentare l’articolo iniziale di Ambrosin, a mio avviso molto demagogico, tanto fumo e poco arrosto, vorrei porre l’attenzione su alcuni punti.

    1) Jesolo già prima di questo grande rinnovamento iniziato con il masterplan non era la Jesolo che si ricordano Ambrosin, Rodolfo ed di cui io stesso mi ricordo. Il masterplan e il nuovo piano regolatore nascono proprio dall’esigenza di dare nuovamente vitalità e futuro ad una delle località turistiche più importanti in italia il cui futuro era fortemente incerto.

    2) Via Bafile non è mai stata una “via montenapoleone”, non mi risulta vi siano mai state boutique di “Hemes” o “Luis Vuiton” e che queste abbiano chiuso scappando di fronte a tutto questo cemento in arrivo.

    3) Il numero di abitanti per la prima volta in 20 anni è salito, non di molto è vero, ma è comunque un segnale. Teniamo conto che una città dev’essere anche bel collegata per risultare comoda agli spostamenti. Per la prima volta si sta parlando di un autostrada che arriva a Jesolo, non so se qualcuno se ne rende conto

    4) Al contrario di Rodolfo credo che una città si possa ridisegnare e che possa evolvere, il paragone con la chiriurgia estetica poi non lo trovo appropriato. Si parla di una donna che è sempre se stessa, la città, gli edifici, l’arredo urbano, cambiano. Jesolo non è più l’agglomerato urbano casuale venuto fuori dalla speculazione degli anni 50/60, fortunatamente si sta ridisegnando. Può piacere o non piacere, di questo parliamone, ma meno male che cambia.

  28. il gatto - commento N.28 :

    Il bennet è il più orripilante esempio di come non si deve costruire,le rive davanti sono sempre state tenute bene,anche prima di quella “COSA”(e,mi scuso con la cosa)E,poi non capisco come gli sia stato permesso di usare la denominazione “i giardini di Jesolo”per un contenitore di calcestruzzo!!!MHA!!Forse in previsione dell’avvenire?AH,stupenda anche la viabilità!!

  29. quinto - commento N.29 :

    Sono pefettamente d’accordo con Rodolfo.
    Una città ha un suo spirito, una sua personalità.
    Non è un caso che punks not dead, che difende ciò che ritiene giusto (ed in questo non posso che ammirarlo) debba continuamente rifarsi a modeli esterni a Jesolo.

    Ma Jesolo ha radici precise e da quelle trova il suo nutrimento. Le radici lontane non le apprtengono. Sull’articolo di Ambrosin dirò la mia.
    Trovo questo dibattito molto interessante perchè articolato e corretto.

    Quinto

  30. uomodelgiappone - commento N.30 :

    pur capendone di architettura a me il bennet fa abbastanza schifo..
    mi viene da ridere chi rimpiange la jesolo.. jesolo non è mai stata bella!!ha avuto altre qualità.. e per fortuna che si cercano riferimenti esterni.. dato che gli unici riferimenti al paesaggio preesistente sarebbero i casermoni anni 60.

  31. Fabio C. - commento N.31 :

    Io, che vivo all’estero, lo spirito di Jesolo lo ritrovo quando torno a casa e mi tuffo in via Bafile, o quando vado a vedere il mare la sera sul pontile.
    Molte cose sono cambiate, molte sono rimaste le stesse. E’ la vita.
    Quanto al Bennet, salite sul tetto a godervi lo splendido parco e la vista della città e della laguna, e forse lo vedrete da un altro punto di vista.

    Fabio

  32. merkurmarkus - commento N.32 :

    Fabio, sali sui ponti di viale Adriatico è la vista è di gran lunga migliore :-)

    M/m

  33. rodolfo - commento N.33 :

    A breve un servizio fotografico sul bennet, promesso.

    Rodolfo

    P.S. E sulle new entry urbanistiche tra piazza Milano e piazza Torino.

  34. Mauro - commento N.34 :

    Eh si Merkus in effetti sui vari ponti e cavalcavia di viale adriatico, ogni volta che ci passo in auto non facci altro che pensare perchè non ci torno a piedi per gustarmi il panorama, sono così accessibili e sicuri per un pedone!!!!

  35. Mauro - commento N.35 :

    Ci sono!!! Scusatemi, non avevo ben compreso i post sullo spirito e la personalità che Jesolo ha perso a causa di questo re-styling.
    Vi elenco tutte le “bellezze architettoniche”, che esprimevano questo spirito e personalità (scusate se mi ripeto) e che suggerirei di far ricoruire ai nostri amministratori, nel modo più fedele all’originale ovviamente, per ritornare a vivere il vero spirito e personalità persi in questi ultimi anni dalla nostra Jesolo:

    1) Rudere dell’Hotel Centrale (naturalmente cadente com’era)
    2) Rudere della dependance dell’H.Bagni, anche questo cadente uguale
    3) Caserma Piave ( a questo punto cercherei di richiamare anche gli spacciatori in piazza marconi per rivivere lo spirito perso di quella Jesolo)
    4) H. Olimpiadi (con le sue finestre murate dava quel sapore in più a piazza brescia che adesso è totalmente insipida e priva di significato)
    5) piazzetta casa bianca, anche qui riporterei gli orticelli e le casette che tanto sobriamente ci accompagnavano nelle nostre camminate in via Bafile
    6)H. Aquileia, era anche questa una costruzione così sobria e ben bilanciata con l’ambiente circostante, perchè costruire in altezza e liberare lo spazio orizzontalmente e ridisegnare una piazza che era il simbolo della Jesolo così forte e carica di significato
    7) Su Piazza mazzini, non mi fermo a criticare il re-design della piazza che è sotto gli occhi di tutti, ma vorrei concentrarmi sul lungomare, anche questo vittima della devastazione organizzata da questa associazione di architetti a delinquere. VILLA ELSA, perchè abbattere il gioiello di Jesolo, quel lungomare non ha più vissuto momenti allegri e spensierati da quando la scenografia è cambiata.
    8) Concludo la zona ovest con il camping jesolo international. Qui, quasi più che in tutte le altre devastazioni operate dalla calata di cemento, passando si sente la mancanza dello spirito di Jesolo. Quelle meravigliose “grisioe” che delimitavano le varie zone del campeggio e che tanto si legavano alle nostre origini rurali, perchè toglierle? Perchè?
    9) Hotel Treviso, anche qui un altro duro colpo ad uno degli edifici più caratteristici della Jesolo meravigliosa di quei tempi (quali? mah.) e adesso come faremo ad abituarci ad avere una piazza con giardini e giochi d’acqua quando prima c’erano 7 corsie di autobus tutte vivibili per noi pedoni e cittadini?
    10) Zona sabbiadoro, anche qui una delle fette di spiaggia più caratteristiche completamente devastata
    11) Colonia Monte-Berico. Qui si delinea uno scempio! Uno degli edifici più tipici, e rappresentativi di Jesolo, devastato per far posto ad un anonimo progetto di un architetto straniero (cosa ne capirà uno straniero di Jesolo e del suo spirito… mah) di cui non ricordo più il nome.
    12) Colonia Carmen Frova… scusatemi ma qui non trovo neanche le parole
    13) Colonia Stella Maris, come sopra.

    Concludo ricordando a tutti i nostalgici, come me, dello spirito della Jesolo meravigliosa cha va scomparendo, il campanile di Jesolo Paese, che come un biglietto da visita chi entrava in città per decenni si vedeva comparire in tutta la bellezza, e che trasmetteva gioia e serenità (altro che Bennet) come solo la struttura in cemento di un edificio in costruzione sa tramettere.

  36. rodolfo - commento N.36 :

    per Mauro

    “La grandezza di Jesolo non è mai stata la sua edilizia
    Nè ieri, nè oggi, nè, purtroppo, domani, temo.
    Ogni città ha uno spirito…” così ho scritto.

    Se leggi bene, ti tisparmi la fatica di ribattere a cose che non ho scritto ed eviti di essere ridicolo.

    Ah, cieco furor
    che fa… :-)

    Ciao,
    Rodolfo

  37. undertacker - commento N.37 :

    E no caro Rodolfo, non puoi bollare di ridicolezza un blogger che risponde a tutti gli altri che vedono “colate di cemento”…
    Anch’io ho scritto di alcuni esempi in merito alla ricostruzione di alcune zone Jesolane che erano lasicate al più completo degrado.
    Tutti bravi a scrivere di colate di cemento, ma basta!!!!
    L’unica cosa che mi trova d’accordo è il listino prezzi che è salito alle stelle e mi auguro possa tornare a livelli più “potabili” anche per chi non naviga nell’oro. ma per il resto ben vengano le ristrutturazioni, evitando di costruire Torri Frontemare certamente!!!

    Saluti

    Undertacker

  38. Mauro - commento N.38 :

    Caro Rodolfo, non prentertela, la mia era una voluta provocazione a diversi interventi, non una risposta al tuo altrimenti l’avrei scritto.

    Ad ogni modo ne approfitto per darti un consiglio, visto che sei uno dei moderatori di questo spazio di discussione libero, fino a prova contraria. Aggettivi più o meno offensivi diretti a chi scrive eviterei di darli, se uno dei tuoi interessi principali è quello di far si che questo rimanga uno spazio dove si possa continuare a discutere sui temi. In teoria non dovresti dare l’esempio?

    Al contario di quanto da te recepito, vista la tua risposta, io mi sono molto divertito a scrivere il post precedente, visto che molto spesso quando vi leggo non faccio altro che trovare pessimismo e negatività su tutto.

  39. rodolfo - commento N.39 :

    Avete ragione, Mauro e undertacker,
    usare l’espressione “rendersi ridicolo” non è corretto.
    Le mie scuse.

    Rodolfo

  40. pumaro - commento N.40 :

    negli anni 60 e 70 le colate di cemento hanno devastato il fronte mare regalandoci una fascia costiera che va dall’hotel Cellini al Maxim di Piazza Mazzini fortemente compromessa. Qualcuno si è mai chiasto il perchè di accessi al mare larghi tre metri? La risposta è semplice: bastava lasciare un metro e mezzo dal confine.

    Quelle si che erano formidabili colate di cemento!

  41. quinto - commento N.41 :

    L’articolo di Alessandro Ambrosin pone una serie di interrogativi ed osservazioni di carattere generale che, a mio avviso, meritano di essere analizzati meglio.

    1-Cosrtuire tanto senza aumentare progressivamente anche il numero di residenti è un fatto alquanto anomalo per una qualsiasi cittadina, anche turistica (altrimenti mi si dicano i precedenti). L’aumento delle strutture urbanistiche viaggia di pari passo con l’aumento demografico. Il Master Plan era incentrato proprio su queste grandi linee, sviluppo turistico ma anche per la residenzialità. Ciò non è avvenuto.
    Per ogni urbanista questo è un concetto fondamentale, ma come sappiamo tra il dire e il fare ci sono una merea di emendamenti e varianti che vengono successivamente approvate e che alla fine favoriscono i grandi costruttori. Questa non è speculazione virtuosa, come sostiene punks not dead.

    2-In gran parte d’Europa questo succede di rado perchè nei paesi ben governati ogni aumento di cubatura privata o pubblica è sotttoposta a un controllo costante e serrato da parte di una commissione ad hoc. E le regole valgono per tutti. Basta vedere come vengono ampliate le zone urbane in Francia e in Germania. E tutto avviene alla luce del sole.

    3-Non è esatto, ne c’è alcun fondamento che lo affermi, che prima si costruisce e poi arrivano i turisti. Semmai si tratta di pianificare le scelte che devono seguire una logica residenziale. Inoltre i prezzi, a Jesolo, sono così alti che è indubbio che il privato abbia dei grossi interessi personali, slegati al rilancio turistico in sè.

    4-Alcuni progetti (quello frontemare in piazza Marina) danno l’impressione d’essere abusi edilizi. Non è così. Si tratta di progetti con tutte le autorizzazioni, Si è parlato di contrasto interpretativo tra Comune e Sovrintendenza per non aver rispettato a legge detta “salvacosta”.
    Non c’è alcun contrasto interpetativo.
    Il palazzo in costruzione frontemare in Piazza Marina è stato bloccato per la mancata osservazione della legge salvacosta. I lavori erano partito e poi bloccati dalla Sovrintendenza.
    Bloccati sul nascere sempre dalla Sovrintendenza sono invece gli immobili che avrebbero dovuto essere realizzati in Via dei Pioppi vicino al Terramare, all’altezza di Piazza Brescia e Piazza Mazzini in prossimità dell’Hotel Parioli; progetti che erano invece passati in consiglio comunale e quindi approvati prima di essere bocciati dalla Sovrintendenza.
    Altro progetto bloccato è quello che avrebbe dovuto sorgere vicino all’Hotel London e Tritone in via Dante, progetto che non è nemmeno riuscito ad arrivare in Consigli Comunale per l’eventuale approvazione.
    Un conto è un contrasto interpretativo, un conto è l’inosservanza di una legge.

    E’ questo panorama complessivo, a mio parere, che cela dei grossi dubbi sulla giustezza della strada intrapresa da più di un decennio dalle amministrazioni Jesolane.

    Resta infine un problema non discusso. L’unico elemento “regolatore”, parametro di sostenibilità e di limite naturale dello svilutto turistico di Jesolo è l’arenile, di per sè già saturo.
    Come sarebbe possibile contenere un aumento di presenze proporzionale alle nuove costruzioni?

    Cordialmente

    Quinto

  42. larissa - commento N.42 :

    L’articolo di Ambrosin è forte e suscita il dibattito per i suoi toni decisi. Troppo spesso però devo constatare che i commenti che si succedono sono del tipo “dice così perché è di sinistra”, della serie “sinistra = immobilismo totale”, ecc. ecc. Direi che sarebbe bene non farne una questione di destra o di sinistra, bensì cogliere l’occasione per un sano dibattito su quale sviluppo vogliamo per Jesolo. Che Ambrosin punti sugli aspetti più negativi, direi che è vero, ma credo lo faccia per colpire, scuotere. I problemi che solleva, al di là della più piccola realtà Jesolana, sono veri e riguardano un po’ tutta l’Italia, per cui credo non sia male rifletterci sopra.
    Non sono per l’immobilismo, per il non fare, per il lasciare tutto come si trova…che Jesolo avesse bisogno di trasformazione, sviluppo, miglioramenti, è cosa lampante. Sappiamo tutti come è cresciuta, a partire dagli ani 50 e 60, all’insegna di uno sviluppo edilizio disordinato e selvaggio, che non ha tenuto conto di infrastrutture, distanze, qualità del costuire, urbanizzazione, ecc…Colmando le zone edificabili frontemare e lasciando ampie aree al disordine e al degrado. Qualcuno, ad un certo punto, ha “pensato in grande”, ed ha fatto partire il Master Plan prima e poi il nuovo Piano Regolatore Generale. Tuttavia, questo pensare in grande non è detto che si sia rivelato del tutto giusto e positivo, e qui dò ragione ad Ambrosin laddove dice che all’estero non si opera affatto in questo modo, bensì, al contrario, prevale la tendenza al costruire il meno possibile, recuperando piuttosto quello che è il patrimonio edilizio o le aree urbanizzate già esistenti. E’ anche vero che a Jesolo si è proceduto in buona parte per Piani di recupero, vale a dire per strumenti urbanistici che prevedono la demolizione dell’esistente per far posto ad un nuovo intervento, che però, per ragioni di convenienza ad intervenire da parte del privato, viene aumentato notevolmente di cubatura.
    Ancora: si, Jesolo è essenzialmente un comune turistico e come tale va potenziata questa sua vocazione. Ma questo potenziamento passa anche attraverso altre vie, oltre a quelle della costruzione di case, del rifacimento delle piazze, della costruzione di nuove strade e marciapiedi; l’offerta turistica si compone anche d’altro, e non parlo solo delle innumerevoli manifestazioni che animano le giornate e le serate in ogni dove, ma mi riferisco anche e nuove strutture, soprattutto sportive, legate al verde, alla vita all’aria aperta ( meno male che Rodolfo con Ambient Bike ha mosso qualcosa)…
    Il problema di questo sviluppo urbanistico abbastanza forsennato sta, come ho già ribadito altrove, nella considerazione se tutto questo serve, se cioè ha una utilità, se risponde ad una esigenza sociale. A chi servono tutti questi appartamenti? Questo carico edilizio che stiamo imponendo al nostro territorio (e che non potremo toglierci per moltissimo tempo), ha una utilità più vasta, che non sia quella degli speculatori? Che basti vedere “che qualcosa è cambiato” per dire che così va bene? E come si può poi pretendere che il cittadino non dica la sua, quando vede che per comprare un appartamentino di dimensioni al limite della vivibilità deve spendere cifre spropositate, o che per farsi la casa è imbrigliato in lacci burocratici che fanno perdere la speranza?
    Che alcune operazioni edilizie siano di qualità, almeno prese singolarmente, nulla da dire: Ferrater, Richard Meier, Toni Follina, Mateus ecc ecc…Ma, ripeto: A chi servono queste che alla fine sono delle costruzioni, che ci ritroveremo sul territorio per almeno il prossimo secolo? A vedere quanti appartamenti o quanti negozi sono venduti ed abitati, qualche dubbio uno se lo pone.
    Non si tratta di gettare discredito sull’operato di questa o quella amministrazione, che con molta probabilità ha creduto di far bene operando con gli strumenti che aveva in mano, ma di porsi solo qualche dubbio; e guardiamo anche a quello che viene fatto altrove, ad altre esperienze in città estere che hanno più esperienza. Sviluppo urbanistico, vivibilità, sostenibilità, ambiente, sono questioni che oggi dovrebbero viaggiare di pari passo, mai disgiunte tra loro. Pena qualche brusco risveglio ad una realtà più dura del previsto.

  43. merkurmarkus - commento N.43 :

    D’accordo con Larissa. Secondo me è il commento più preciso.
    “Direi che sarebbe bene non farne una questione di destra o di sinistra…”, grande verità.
    A Jesolo non c’è ancora nè una vera destra nè, tantomeno, una vera sinistra. Ricordate AN e FI quand’erano all’opposizione?
    Solo il partito degli interessi, assolutamente trasversale, sotterraneo come un fiume carsico, ma potentissimo.

    M/m

  44. filippo - commento N.44 :

    D’accordo su tutto quanto scrive. E’ una vergogna, stanno distruggendo tutto, pineta compresa. Tempo fa scrissi anch’io sul Gazzettino per denunciare questo scempio: http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=72499&sez=LADENUNCIADELGIORNO

  45. Cemento - commento N.45 :

    Fa sorridere come dopo lo scudo fiscale approvato tutti i
    lavori congelati siano ripartiti alla grande, bello bello
    vedo che i russi sanno fare il loro mestiere.

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