Cibi scaduti: ci risiamo. Ora servono i nomi!
gio, ago 6, 2009
E ci risiamo coi cibi scaduti.
Era successo a inizio stagione, ricapita in pieno agosto.
Allora, le dichiarazioni delle varie autorità furono furenti: chiusura delle attività, radiazione dagli albi professionali, ma soprattutto i nomi.
Ma i nomi non sono usciti. Tutto è rimasto coperto da un alone di mistero.
Nessun colpevole, tutti colpevoli.
L’esigenza di fare i nomi è dettata dalla NECESSITA’ di distinguere, di separare, di non sporcare l’immagine di un intera città. Da un certo punto di vista, la cautela adottata dal Sindaco Calzavara e da Angelo Faloppa, presidente Ascom, è capibile, ma da un altro punto di vista, tenuto conto che la questione straccia uno dei punti forti dell’immagine di Jesolo, la ristorazione, l’esigenza di fare piena luce sul fenomeno appare non più rinviabile. Per il bene ed il nome della città
Jesoloforum
Dalla Nuova, gli articoli sul caso
I controlli sono stati effettuati dalla Capitanieria nei locali di Cortellazzo e di Cavallino Treporti
Cibi scaduti: multati 3 ristoratori
Trovati prodotti ittici e partite di carne di maiale non utilizzabili
JESOLO. Nuovi controlli della capitaneria di porto, ristoranti jesolani ancora nell’occhio del ciclone. Questa volta la zona presa di mira è quella di Cortellazzo, famosa per i piatti a base di pesce, in almeno tre casi scaduto. Il nucleo operativo difesa mare della guardia costiera di Jesolo, coordinati dal primo maresciallo Nicolò Zito, ha svolto i controlli che rientrano nella campagna finalizzata alla tutela del consumatore finale dalle frodi alimentari.
JESOLO. A Cortellazzo i militari hanno operato con i personale dell’Asl 10 rilevando numerose violazioni in tre ristoranti. Hanno analizzato tracciabilità e corretta conservazione delle sostanze alimentari, e alcune partite di prodotti ittici scadute e ancora conservate nei frigocongelatori. Soprattutto mitili scaduti addirittura dal 12 dicembre 2008, nonché alcune partite di carne di maiale scaduta nei mesi di aprile e giugno 2009. Le sanzioni hanno riguardato anche sbagliate o non autorizzate procedure di conservazione e congelamento di prodotti ittici, utilizzazione di involucri ed imballaggi non idonei per prodotti alimentari, detenzione di merce scaduta di validità. A Cavallino-Treporti, in località Punta Sabbioni, sono poi stati sanzionati due ristoratori per non aver aggiornato le autorizzazioni amministrative sull’attività di ristorazione e i processi di congelamento e conservazione all’interno dei rispettivi esercizi. In totale, sanzioni per più oltre 26.000 euro con sequestro amministrativo di 414 chili di sostanze alimentari scadute, dubbie e delle quali dovrà ora esserne accertata la provenienza, tracciabilità e idoneità al consumo umano ed alla somministrazione al consumatore. Nei casi più gravi, è stato sollecitato un sopralluogo del servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Asl 10 per verificare, insieme ai militari della guardia costiera, le condizioni igienico-sanitarie delle cucine, dei depositi merci e dei locali di lavorazione delle pietanze. Scettico il presidente mandamentale di Confcommercio, Angelo Faloppa. «Non abbiamo visto chiusure di locali o altri provvedimenti drastici- commenta- vedremo i verbali e ci faremo un’idea prima di parlare inutilmente».
IL SINDACO
«Bisogna tutelare i consumatori»
JESOLO. Il sindaco di Jesolo, Francesco Calzavara, si riserva di visionare i verbali prima un commento esauriente sulla questione ristorazione a Jesolo, nuovamente aperta dopo i nuovi controlli della guardia costiera a Cortellazzo. «Se saranno accertate realmente queste violazioni gravi- dice Calzavara a caldo- credo comunque sia importante che l’azione della capitaneria di porto tuteli sempre i consumatori, ed è questo il messaggio che dobbiamo ricavare. «Nella nostra città- conclude- chi commette simili frodi non la passa liscia perché la capitaneria di porto e tutte le forze dell’ordine sono sempre molto efficienti». Ma il secondo colpo è arrivato e sapere che le cozze servite in alcuni ristoranti di Cortellazzo erano scadute da mesi non giova di certo all’immagine di Jesolo, anche se, ancora una volta, senza nomi, è tutta la categoria ad essere chiamata in causa. (g.ca.)







agosto 7th, 2009 at 14:23
Io voglio sapere, ripeto, io voglio sapere.
Non perchè mi possono rifilare cozze del’02 o scampi che camminano anche dopo morti, perchè ho il naso che funziona molto bene da questo punto di vista, e non mi possono mascherare niente, nè con aromi, nè con salsette varie, ma, molto più semplicemente perchè io voglio sapere.
IO HO IL DIRITTO DI SAPERE
john (e le lobbies varie……e chi ci marcia)
agosto 7th, 2009 at 15:39
D’accordo con te al 100% John, non sarebbe affatto una cattiva idea incominciare a pubblicare il nome e cognome( magari anche la foto ) di questi disonesti .
El Fef
agosto 7th, 2009 at 17:13
“pubblicare il nome e cognome( magari anche la foto)”
e magari…magari…una bella esecuzione in piazza, stile cinese.
e non se ne parli più.
agosto 7th, 2009 at 18:36
Colpirne uno per educarne 100?
agosto 7th, 2009 at 22:04
@ punks not dead:
non mi pare di aver parlato di esecuzioni pubbliche.
Ne’ in stile cinese, ne’ in stile cileno.
Ho detto che voglio sapere.
Hmmm, che brutta parola “sapere”.
john
agosto 8th, 2009 at 13:13
Sapere per Jesolo in questo momento è una parola grossa.
Tutti sanno chi sono ma una volta tocca a me,una volta tocca a te…
Oggi, da buon sandonatese interessato allo sviluppo economico della nostra colonia, ero presente allo schieramento del plotone multiforze sulla spiaggia fronte Hotel Mondial:
Sabato 8 agosto 2009 ore 10.30
Assessore Polizia Provinciale Giuseppe Ganalis
Comandante dei Vigili Claudio Vanin
Comandante della Polizia Antonio Lunardelli
Vari agenti in borghese e in divisa
Delegato APT Amorino De Zotti e figli
La Nuova con Giovanni Cagnassi e Fotografo
Angelo1 delegato ONU per i diritti umani
Varia umanità
Bagnini
Volteggiava un elicottero della Polizia di Stato
Dopo una prima ispezione sequestrati:
1 ombrello
1 pannello con 20 paia di occiali da sole
1 borsa di una signora che dopo cinqu minuti si è presentata a ritirarla incazzata più che mai,soprattutto perchè avevano,a detta dei vicini,guardato dentro.
Nessuna ispezioni in chioschi,ristoranti,hotel.
Nessuna richiesta di scontrino o fattura.
John devi comprendere ….
agosto 8th, 2009 at 13:42
“ e magari…magari…una bella esecuzione in piazza, stile cinese”
L’esposizione al pubblico ludibrio , è in questi casi l’unico deterrente che convince questi “ imprenditori “ a non riprovarci con questi atti odiosi .
Per quanto riguarda l’esecuzione in piazza , trovo questa ironia un po beffarda e condita di peloso garantismo classista , che oltretutto proviene da questa destra raffazzonata e contraddittoria che un giorno mette in galera il disgraziato senza permesso di soggiorno , e il giorno dopo copre ogni genere di nefandezza compreso anche chi come in questi casi attenta alla salute pubblica .
“ Bellachioma “ vi sta svuotando il cervello per benino . Sinceri complimenti .
El Fef
agosto 8th, 2009 at 18:44
Evidentemente non hanno sortito l’effetto sperato le opportune levate di scudi delle associazioni di categoria contro chi aveva infangato il buon nome di Jesolo ad inizio stagione.
Proteste contro chi aveva manomesso la tracciabilità e mal conservato i cibi nei magazzini e in alcune cucine di ristoranti, e anche contro chi si era permesso di esprimere valutazioni e proposte a che non avesse più a succedere quella deleteria pubblicità alla località e quel mettere a rischio la salute degli ospiti.
E ora che simili “imprevisti” si sono riproposti, almeno a quanto riferiscono in cronaca diversi quotidiani, corriamo il rischio che ancora una volta si attendano gli sviluppi dei casi per entrare poi, forse, nel merito della questione e soprattutto per venirne davvero fuori.
Intanto hanno ragione da vendere i ristoratori che si sentono tirati dentro un brutto affare come fili d’erba in un fascio.
Da più parti si invocano i nomi, e potrebbe essere proprio questo il deterrente più efficace: le parole senza il silenziatore in canna.
Certamente più efficace di una riunione di capigruppo consiliari per mettere qualcuno alla berlina come è accaduto un paio di mesi fa. Nemmeno quello è servito a risolvere il caso e a impedire il ripetersi della triste storia.
Noi continuiamo a proporre, condividendo un’ ipotesi delle Associazioni dei Consumatori, che gli esercenti, in forma autonoma o per iniziativa delle associazioni di categoria, si propongano quali sottoscrittori di una pubblica Carta che qualifichi e protegga il proprio locale da ogni ingiusto coinvolgimento in questioni diverse dalla tradizionale e riconosciuta ottima qualità dei cibi serviti.
Un progetto per promuovere la località e l’onestà di chi lavora con professionalità e con il riconosciuto rispetto degli ospiti.
Il resto è affare di chi per legge deve impedire il ripetersi dell’illegalità e soprattutto del rischio che vi possa andar di mezzo la salute di qualcuno. Senza il silenziatore in canna.
Roberto Rugolotto
agosto 8th, 2009 at 19:28
tutti che si indignano, ma anche chi sicuramente sa non parla… paura nonostante la possibilità di anonimato garantita dalla rete? o altro?
agosto 8th, 2009 at 21:09
rughi, che vuole una “pubblica carta”, non ha mai sentito parlare di HACCP (Hazard Analisys Critical Control Points). trattasi di un piano di autocontrollo cui sono tenuti tutti coloro i quali confezionano e somministrano cibi.
La “carta” esiste già, forse c’è ne sono anche troppe di carte. Giustamente ci sono anche i controlli e le sanzioni per chi sbaglia, in buona o cattiva fede.
agosto 9th, 2009 at 11:34
Non pubblicano nemmeno i nomi di spacciatori e pedofili.
Fratello.
agosto 9th, 2009 at 20:05
Pur comprendendo la legittima curiosità di conoscere i nomi dei soggetti coinvolti nello scandalo dei cibi scaduti, ribadisco che:
- siamo ancora nella fase delle indagini preliminari, per cui il giornalista deve valutare con grande attenzione la divulgazione dei nomi degli indagati, che potrebbero benissimo essere completamente scagionati, senza neppure il rinvio a giudizio;
- lo stesso Garante della Privacy ha più volte richiamato l’attenzione dei giornalisti sulla necessità di tutelare la riservatezza dei soggetti coinvolti in un procedimento penale, bilanciando il controllo sul corretto svolgimento del processo con la presunzione di innocenza ed il diritto di ognuno ad un processo equo ed imparziale;
- la pubblicazione dei nomi deve essere valutata alla luce dell’art. 329 del codice di procedura penale, secondo cui “ Gli atti di indagine compiuti dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari” nonché dell’art. 114, in base al quale “E’ vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto. E’ vietata la pubblicazione, anche parziale, degli atti non più coperti dal segreto fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”: noi, spettatori esterni, non siamo assolutamente in grado di dire se questa fase procedimentale è stata o meno raggiunta, per cui non è lecito “esigere” alcunché.
Piano, quindi, con le ansie giustizialiste…
Alberto Teso
agosto 9th, 2009 at 21:31
Mi pare che nessuo abbia detto, ma ora controllo, fuori i nomi SUBITO!
Quindi, armiamoci di memoria, teniamo conto della privacy e delle cautele, ma i nomi vanno fatti.
Prima o poi. Meglio il prima possibile, quando la legge lo consente.
E poi nessuno, credo, è in ansia da giustizia.
I ristoratori seri hanno il diritto di distinguersi, no?
Le indagini relative allo stesso caso occorso ad inizio stagione, caro Alberto, sono ancora coperte come ora. Lì, mi pare, la cosa sia conclusa.
E’ possibile sapere chi era coinvolto allora?
Rodolfo
agosto 9th, 2009 at 22:34
Forse, Rodolfo, non è possibile saperlo.
Forse non lo sapremo mai (ufficialmente).
Forse la privacy vale solo per Qualcuno.
Forse, Qualcuno, ha ricevuto a casa propria, una fornitura di generi alimentari (non scaduti).
Forse, Qualcuno, ha il conto aperto (e non esigibile), in questi ristoranti.
Forse, anzi, sicuramente, si abbufferà di pesci e crostacei freschissimi.
Forse, la legge non è uguale per tutti.
Forse………
john (forse?)
agosto 10th, 2009 at 17:18
Ho l’impressione che le due vicende ( la prima , quella di inzio stagione e questa) siano due casi diversi e ben distinti. La prima presupponeva una sorta di associazione a delinquere, in quanto erano (o sono tutt’ora!!) coinvolti chi vendeva merce scaduta (il grossista) e chi comperava la medesima merce ad un prezzo notevolmente inferiore ( il ristoratore). Questa nuova vicenda invece mi pare piu frutto di poca professionalità e molta ignoranza in materia di conservazione/congelamento e gestione del magazzino (anche i congelatori rientrano in questa categoria).
Sarebbe interessante sapere che quantità e che tipo di merce è stata trovata e da chi è stata trovata ( cdp , nas, asl)??
Ho visto molta indignazione per l’accaduto, come se questi fatti portasse infamia a tutta la categoria dei ristoratori, vorrei sapere cosa hanno fatto gli altri ristoratori, quelli onesti, per “contrastare” i fatti accaduti, hanno aumentato la qualità dei loro piatti?? hanno denunciato apertamente l’accaduto avendo modo così di dichiararsi estranei all’accaduto ?? NON E’ SUCCESSO NIENTE..perchè a Jesolo la qualità è questa!!
A Jesolo i ristoratori seri si contano su una mano..per non contare i galatai ecc..
agosto 10th, 2009 at 21:01
Fixit
@Sarebbe interessante sapere che quantità e che tipo di merce è stata trovata e da chi è stata trovata ( cdp , nas, asl)??
Dalla Nuova,
I controlli sono stati effettuati dalla Capitanieria nei locali di Cortellazzo e di Cavallino Treporti
Cibi scaduti: multati 3 ristoratori
Trovati prodotti ittici e partite di carne di maiale non utilizzabili
totale 414 kg
26,000 euro di multa
agosto 10th, 2009 at 22:07
Il Diritto non è una merce di scambio ed il livore dell’opposizione (che mi pare destinata a restare tale per molti e molti anni, visto il livello degli argomenti che cavalca) non può essere utilizzato per giustificare palesi violazioni ai principi fondamentali di uno Stato di Diritto, quale è il nostro, anche se a questa povera sinistra piace sempre di più sostenere che viviamo in una specie di dittatura sudamericana, così inseguendo affannosamente l’unico in grado attualmente di sbandierare una sorta di “opposizione”, ossia quel fascista (absit iniuria verbis) sgrammaticato di Di Pietro…
Pretendere “i nomi” di alcuni commercianti asseritamente disonesti prima del processo non è una risposta alla lotta al commercio abusivo sull’arenile!
A questo, infatti, mi pare si sia ridotta la polemica che ci occupa: inseguite i neri sulla spiaggia e lasciate impuniti questi ricconi (altra colpa inespiabile…) che ci propinano cibi scaduti!
In realtà, come è facile comprendere se non si è abbagliati dal risentimento politico, le cose stanno in altri termini: quando avremmo la certezza che ci sono stati delle violazioni alla normativa sanitaria, ben vengano le condanne ed i nomi sui giornali; al contempo, le centinaia di ambulanti abusivi sulla spiaggia vanno allontanati, quelli privi di permesso di soggiorno vanno rimpatriati, quelli che li riforniscono e li sfruttano vanno messi in galera.
Punto.
Non vedo alcuna contraddizione in tutto questo.
E mi meraviglia che questo desiderio di “sparare ad alzo zero” provenga proprio da chi dovrebbe aver a cuore il principio di non colpevolezza prima della sentenza e la presunzione di innocenza (da sempre bandiere della sinistra libertaria).
Questo dei ristoratori disonesti (“forse” disonesti, caro John: qui sì possiamo dire “forse”, senza tirare in ballo possibile “trame oscure” e disegni occulti, che puzzano solo di disinformazija sovietica…) è un semplice esempio di pensiero a senso unico: i “nemici di classe” non esistono più ed i metalmeccanici votano Lega Nord: chi non se ne è ancora reso conto è condannato a piagnucolare sui suoi giornali, dalle pretese culturali elevate e dalle tirature inversamente proporzionali…
Qui nessuno vuole difendere i commercianti disonesti: cerchiamo solo di non sovrapporre situazioni diverse, pretendendo di spacciarne i “risultati” per verità rivelata.
Volete degli esempi?
Una sanzione per “violazione della normativa igienico sanitaria” può essere comminata, ad esempio, solo perché un giorno l’esercente non ha fatto a tempo di trascrivere su carta le temperature rilevate sul frigorifero alla mattina: ora, se questo è stato fatto per nascondere la presenza di cibo avariato è una cosa, se invece si tratta di una banale dimenticanza senza alcuna conseguenza pratica, dobbiamo sbattere questo “mostro” in prima pagina?
Cosa vuol dire, poi, “non aver aggiornato le autorizzazioni amministrative sull’attività di ristorazione”? Magari solo che, un paio di mesi prima, è morto il padre dell’esercente, titolare della licenza, e la “voltura” è stata comunicata solo al Comune e non all’Asl?
È un delinquente da additare al pubblico ludibrio anche questo?
E se nel bagno del personale uno ci mette anche un armadietto, senza utilizzare l’apposito spogliatoio all’uopo indicato nell’autorizzazione sanitaria, dobbiamo fargli chiudere il bar?
E per tornare al caso di inizio stagione: sappiamo se qualcuno ha verificato se i ristoratori coinvolti avevano acquistato la merce con le scadenze alterate pagandola a prezzo di mercato o sottocosto? È chiaro che il concorso nel reato c’è solo nella seconda ipotesi, mentre nella prima il ristoratore passa da indagato a soggetto leso dal reato…
Gestire un processo penale avendo a disposizione i verbali degli agenti accertatori è già difficile (possono contenere errori, abbagli, interpretazioni scorrete, indicazioni di norme errate…); pensare di fare un processo senza aver visto una carta (una sola!) e pretendere di sparare sentenze sull’onda del “sentito dire” è pazzesco.
PS
Ce lo ricordiamo l’albergo di via Bafile finito in prima pagina la primavera dell’anno scorso per “intossicazione alimentare da cibo avariato” di un’intera scolaresca in gita?
Poi si è scoperto che l’albergo non c’entrava proprio nulla…
Intanto la notizia è finita su tutti i giornali e la “smentita”, come al solito, chi ha avuto pazienza l’ha trovata a pagina 35, parecchi giorni dopo, magari tra le “brevi”…
agosto 11th, 2009 at 00:37
Poveri questi albergatori
Scrive Alberto Teso
Una sanzione per “violazione della normativa igienico sanitaria” può essere comminata, ad esempio, solo perché un giorno l’esercente non ha fatto a tempo di trascrivere su carta le temperature rilevate sul frigorifero alla mattina: ora, se questo è stato fatto per nascondere la presenza di cibo avariato è una cosa, se invece si tratta di una banale dimenticanza senza alcuna conseguenza pratica, dobbiamo sbattere questo “mostro” in prima pagina?
NOO,BANALE DIMENTICANZA E SMEMORATEZZA, ma vogliamo scherzare,colpa del caldo;
Cosa vuol dire, poi, “non aver aggiornato le autorizzazioni amministrative sull’attività di ristorazione”? Magari solo che, un paio di mesi prima, è morto il padre dell’esercente, titolare della licenza, e la “voltura” è stata comunicata solo al Comune e non all’Asl?
È un delinquente da additare al pubblico ludibrio anche questo?
NOO, TUTTI SAPPIAMO CHE I RISTORATORI PERDONO IL PADRE DUE MESI PRIMA CHE INIZI LA STAGIONE e oltre al lutto vogliamo creare ulteriori dolori;
E se nel bagno del personale uno ci mette anche un armadietto, senza utilizzare l’apposito spogliatoio all’uopo indicato nell’autorizzazione sanitaria, dobbiamo fargli chiudere il bar?
NOO,L’ARREDATORE HA SBAGLIATO spogliatoio,adesso invertirà le etichette sulla porta;
E per tornare al caso di inizio stagione: sappiamo se qualcuno ha verificato se i ristoratori coinvolti avevano acquistato la merce con le scadenze alterate pagandola a prezzo di mercato o sottocosto? È chiaro che il concorso nel reato c’è solo nella seconda ipotesi, mentre nella prima il ristoratore passa da indagato a soggetto leso dal reato…
SII,IL POVERO ALBERGATORE ALLE PRIME ARMI SI E’ FATTO INGANNARE dal fornitore che conosce da trenta anni e di cui si fidava A OCCHI CHIUSI;
Gestire un processo penale avendo a disposizione i verbali degli agenti accertatori è già difficile (possono contenere errori, abbagli, interpretazioni scorrete, indicazioni di norme errate…); pensare di fare un processo senza aver visto una carta (una sola!) e pretendere di sparare sentenze sull’onda del “sentito dire” è pazzesco.
SII,SAPPIAMO TUTTI CHE GLI AGENTI VIAGGIANO IN COPPIA PERCHE’ UNO SA LEGGERE E L’ALTRO SA FORSE SCRIVERE.le carte scritte bene voglian vedere caz..
Sul piano politico non avete niente da vantarvi,siete solo dei plaudenti servitori al servizio dell’imperatore che nomina ministri le sue Escort, manda in parlamento la manicure,la bambinaia,l’insegnatne di lingua straniera,ecc.nomina ministro la rossa salmone che fino a due anni prima si è esibita nelle trasmissioni più trash delle reti locali,non conosce una parola di inglese
Contenti voi, solo Fini dimostra un pò di dignità,se poi penso che Gasparri,dico Gasparri, ogni sera compare in TV per rappresentare l’alto pensiero del Governo mi vien da piangere.
A livello locale la preparazione balza agli occhi: S.Michele al Tagliamento,Azzano, ecc
Non ti preoccupare, la sinistra sta peggiorando a vista d’occhio, se è possibile peggiorare ancora,quindi rimarrete sempre voi con l’approvazione di ulteriori Lodi a servire il papi in caso di bisogno.
Ah il grande Giolitti: la legge si interpreta per gli amici,si applica per gli altri.
agosto 11th, 2009 at 01:36
Che differenza di stile, avvocato Teso, quando parla di politica “pensata” e quando invece si lascia andare ad osservazioni sul
“livore dell’opposizione (che mi pare destinata a restare tale per molti e molti anni…”.
La storia spesso ha accelerazioni inaspettate, e bucce di banana sulle quali si scivola rovinosamente.
Merk/mark
agosto 11th, 2009 at 07:43
Ok angelo:
- da una parte chi ritiene che per fare i processi bisogna leggere le carte (tutte), senza sparare sentenze e battutine banali;
- dall’altra chi ritiene che per condannare qualcuno basti un articolo della Nuova Venezia.
Da parte mia, se dovessi essere giudicato, preferirei un giudice del primo tipo: chi, invece, propende per quelle della seconda serie, si accomodi pure (ammenoché le tue Beppegrillate non valgano solo per gli altri, come per i censori in genere, mentre quando si parla di processo bisognerebbe sempre partire dal presupposto che tutti possiamo essere imputati).
Comunque, abbiamo capito che:
…del pes marz de Corteasso
è sempre colpa del testa da casso,
varda al centro o a cantoni,
c’entra sempre Berlusconi!
agosto 11th, 2009 at 12:30
Alberto Teso
@quando si parla di processo bisognerebbe sempre partire dal presupposto che tutti possiamo essere imputati
Tutti tranne uno!
E non girare la frittata a mo di avvocato,sei tu che nel tuo intevento ci hai infilato la politica e il livore della sinistra dimenticando le porcherie del tuo imperatore.
agosto 11th, 2009 at 13:46
Avv. Teso affetto da GHEDINITE acuta!!!
fazzi
agosto 11th, 2009 at 16:13
TELESILVIOCAFONE! – L’UNITÀ SCOVA IL NUOVO INNO DI PAPI INFOJATO: LA PASCALE, CONSIGLIERA PDL, FONDATRICE DI “SILVIO CI MANCHI”, CANTA E BALLA: “SE MOSTRI UN PO’ DI COSCIA, SI ALZA L’AUDITELLE… SE ABBASSI LA MUTANDA, SI ALZA L’AUDITELLE SI ALZA, SI ALZA…”
http://www.youtube.com/watch?v=0RhKfJlMmHE
legenda: in rosa nel primo pezzo in top rosso nel secondo
tanto per ricordare le scelte del Cavaliere
Mi scuso se sono OT
agosto 11th, 2009 at 17:42
Trovo che il commento n. 18 di Angelo alle osservazioni, mi sembra del tutto legittime ed equilibrate dell’Avvocato Teso, sia intriso di un sarcasmo del tutto gratuito.
Trovo che l’avvocato Teso abbia semplicemente voluto far vedere le cose anche da un altro punto di vista (come sarebbe sempre giusto fare), facendo dei semplicissimi esempi, del tutto plausibili.
Angelo: “NOO, TUTTI SAPPIAMO CHE I RISTORATORI PERDONO IL PADRE DUE MESI PRIMA CHE INIZI LA STAGIONE”, ma ti rendi conto di che discorsi fai? Ovvio che era un esempio! Sei talmente povero di argomentazioni da far tristezza.
Io ho spesso a che fare con delle situazioni in cui mi vengono esposti dei fatti da una campana e, cavoli, ne resto indignata….finché non sento l’altra campana e ….tutto cambia, diventa difficile capire, giudicare. La realtà è fatta di mille sfumature, situazioni che non conosciamo.
Se questi ristoratori sono effettivamente colpevoli è giusto che paghino e che ne vengano fatti i nomi per non macchiare l’immagine e la reputazione di tutta la categoria e di tutta la località. Ma solo se e quando sarà dimostrato che sono tali. E sottolineo ‘se e quando’, perché tutti meritano il beneficio del dubbio e non si possono costruire i processi sugli articoli di giornale!
Ti assicuro – ma non serve che lo dica io – che i giornali spesso costruiscono gli articoli su rivelazioni parziali e lacunose, salvo poi, come dice l’avvocato, pubblicare giorni e giorni dopo una piccola smentita che pochi leggono e…buona notte al secchio. Mi è capitato personalmente di vedere pubblicata una notizia che sapevo PER CERTO addirittura essere completamente falsa, ma lo sapevo io per vari motivi, la maggior parte dei lettori no!! Non sto certo con questo affermando che i giornali pubblichino sempre cose false, ci mancherebbe, cadrei altrimenti nello stesso errore di “generalizzare” ed estremizzare, ma sicuramente non si può giudicare con piena cognizione di causa SOLO leggendo un articolo di giornale.
Quanto al fatto che vengano confusi e mescolati il discorso della lotta all’abusivismo con la vicenda dei cibi scaduti, e che la cosa venga politicamente strumentalizzata, concordo ancora una volta con l’avvocato Teso. Entrambi i fenomeni vanno a mio avviso combattuti, punto e basta.
agosto 12th, 2009 at 11:54
Dreamer
@Angelo: “NOO, TUTTI SAPPIAMO CHE I RISTORATORI PERDONO IL PADRE DUE MESI PRIMA CHE INIZI LA STAGIONE”, ma ti rendi conto di che discorsi fai? Ovvio che era un esempio! Sei talmente povero di argomentazioni da far tristezza
Guarda che l’esempio lo ha proposto l’avvocato per scusare l’albergatore che non aveva le licenze a posto.
Le stesse scuse che usava Pierino per giustificare le assenze a scuola.
Le idee le ho ben chiare e basta un grande avvocato per mandare assolto il generale Speciale che aveva utilizzato un aereo di stato per portare le spigole nel rifugio di montagna.
Cronaca di due giorni: atterra l’aereo di stato per le vacanze in Sardegna dell’Imperatore:il primo a scendere è Apicella.
Certo è diventato tutto regolare dopo una rapida modifica alle norme in materia ma prima?
agosto 12th, 2009 at 18:09
Caro Angelo, è evidente che tu hai capito benissimo il senso degli esempi che ho elencato (e sono solo i primi che mi sono venuti in mente, senza aver visto nessuna carta processuale…): la verità è difficile da trovare, anche avendo a disposizione tutti gli elementi di un determinato fatto. Io mi sono limitato ad indicare possibili circostanze, che il giornale potrebbe non aver evidenziato, atte a riprendere il fatto sotto una luce diversa.
L’esempio del mancato aggiornamento della licenza non è una “scusa da Pierino”, ma una delle tente ipotesi (facilmente verificabili, al contrario delle scuse) che potrebbero giustificare una irregolarità burocratica…
Almeno cerchiamo di avere l’onestà intellettuale di “dubitare”: è proprio dell’uomo intelligente, libero ed indipendente, dubitare (come ci ha insegnato Cartesio) per cercare di raggiungere un’idea propria sulla base di elementi, per quanto possibile incontrovertibili.
Non ci sono giustificazioni, invece, per chi ritiene di poter prendere per “oro colato” alcune verità che gli fanno comodo, propinate dai mass media: che i protagonisti siano Berlusconi, Sirchiana, Adreotti o Craxi.
Pretendere, come fai tu, di poter lanciare sentenze senza conoscere NESSUN FATTO, se non uno scarno articolo della Nuova (contro la quale, peraltro, ti scagli spesso e volentieri, tacciandola di qualunquismo e superficialità) è, ovviamente, una assurdità.