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CH3CH2OH- L’ora di dire basta!

sab, ago 1, 2009

Giovani, riflessioni

CH3CH2OH

E’ la formula chimica dell’alcol.

La sua azione si sta mostrando in questi giorni in tutta la sua devastante portata.

Dai giornali:

Alcol in spiaggia tra divieti e deroghe
A Jesolo vendita consentita fino alle 4, ma nelle “zone calde” lo stop scatta in anticipo
 
Mercoledì 5 Agosto 2009,
Jesolo
      «Hanno già il bicchiere in mano a 12 anni». L’allarme è dell’assessore alle Politiche Sociali di Jesolo, Daniele Bison. «Purtroppo il problema dell’alcolismo o comunque di giovani che iniziano a bere – spiega – è molto presente e dai dati che abbiamo potuto recuperare coinvolge anche a Jesolo giovani poco più che bambini, di 12 e 13 anni». Bison, che lavora al Pronto Soccorso, parla del mix alcool e droga come del vero problema. Via libera intanto dalla Regione alla vendita di alcolici anche oltre le due di notte. La Giunta del Veneto ha discusso e accolto ieri il programma di controllo sulla sicurezza stradale del Comune previsto per poter derogare alla legge che disciplina la l’esercizio dell’attività di somministrazione alimenti e bevande. E a proposito di somministrazione di alcolici, si apre un nuovo fronte di discussione in seno alla maggioranza: riguarda l’ordinanza del sindaco che vieta agli esercenti di vendere bottiglie di vetro e alcolici rispettivamente dopo le 23 e la mezzanotte e mezza, nella zona di piazza Mazzini.
      Sul problema del bere e della sicurezza sulle strade il presidente del Silb, il sindacato che raggruppa i gestori di discoteche e locali da ballo, anticipa che sta lavorando a una proposta di legge per alzare a 18 anni l’età minima per poter acquistare alcolici e tolleranza zero per chi guida.

Dal Gazzettino,  articolo di Fabrizio Cibin

Leggo questo articolo verso l’una, a pranzo.
Ore 13.25, tg2, 5 agosto.
In coda al telegiornale sento:
Divertimento al Lido di Jesolo. Smetto di leggere.
La giornalista annuncia il servizio: Così si divertono i giovani nella nota località turistica.
Il servizio è girato in un locale in riva al mare, sembra, ma non ne sono sicuro, il Capannina Beach.
E’ pieno giorno. Per prime vengono intervistate un paio di ragazze.
- Vi piace lo spritz?-
- Certo!-
- E quanti ne bevete?-
- Mah, tre, quattro?
- E mangiate anche qualcosa?-
- Come no, ci danno anche le patatine, i crostini e un cicchetto,  insieme allo spritz?-

Cambia, l’inquadratura, mentre la voce fuori campo esalta la creatività dei ragazzi.
Tavolo con cinque o sei ragazzi. Cameriere che arriva con una caraffa con l’inconfondibile cocktail  arancione.
- Voi lo bevete in caraffa?-
- Certo, in caraffa è meglio, e conviene.-
- A che caraffa siete?-
- Alla quarta.-

Il giorno prima a Panarea una ragazza veneziana viene ricoverata per coma etilico. Però poi si pente e dice che “Non lo farò più”.

Spottone educativo dal tg2.
Complimets, signori.

Non so che sensazioni avete, ma a me pare che la situazione sia fuori controllo.
A Jesolo arriva la deroga, si beve fino alle quattro.
Proibire non si può, si rischia, così si dice, l’effetto contrario.
Tollerare oltre misura neanche, le scene che si vedono in giro di notte, ovunque in Italia, sono allucinanti.
Via di mezzo? E qual è, la via di mezzo?

L’alcol è una droga. Tutte le sostanze che influiscono sul sistema nervoso centrale sono, per definizione, droga.
Le droghe si dividono in tre categorie.
1- Quelle che deprimono il sistema nervoso centrale.
2- Quelle che eccitano il sistema nervoso centrale.
3- Quelle che producono stati allucinatori.

In assoluto, la droga che produce più vittime è l’alcol, sia per le patologie che produce, sia per le conseguanze che ha su chi è alla guida di un mezzo di trasporto.
In Italia, come in gran parte del mondo, la vendita dell’alcol è legale, consentita e commercialmente incentivata. Chi vende alcol vende una droga.
L’alcol si coniuga da tempo col divertimento giovanile, sempre di più.

Queste cose sono vere e indiscutibili.

Queste cose le sappiamo tutti. Da anni. La questione non è in mano solo ai governi, ai politici, grandi e piccoli. Coinvolge anche e soprattutto le famiglie, la loro capacità di porre limiti, di dire di no. Di dire basta così, si è andati oltre.
Bere a undici anni è una realtà che ci pone davanti a responsabilità precise.

Responsabilità significa abilità nel dare risposte.

Tutto il resto è chiacchera.

Jesoloforum

5 Commenti per questo articolo

  1. barbossa - commento N.1 :

    Sacrosanta verità. La situazione è veramente fuori controllo. C’è da preoccuparsi. Vedere ragazzi che escono con il presupposto di ubriacarsi è deprimente. Al sabato sera è diventato d’obbligo avere un amico che non beve per riportare a casa tutti gli altri, il più delle volte in condizioni pietose. Secondo voi è possibile?

    Barbossa

  2. J-son - commento N.2 :

    Già, tutto vero.
    Trovo, oltremodo, motivo di particolare di riflessione in questo passaggio:
    “…L’alcol si coniuga da tempo col divertimento giovanile, sempre di più.”

    Suggerimenti da Barman (improvvisato).
    Visto che siamo in argomento ecco la ricetta perfetta per un coktail di successo:
    1/3 di disagio generazionale, 1/3 di alcol (anche di pessima qualità), 1/3 di moneta contante offerta da papà (purchè non si rompano i coglioni che c’ha da lavorare…). Infine, una spruzzata di stereotipo del divertimento (discoteca), capello stirato e guarnitura di firme glamour.
    Il beverone è servito! Garantito che va a ruba…

    J-son

    P.S. Il Proibire, in modo radicale, è solo un palliativo con il quale si rischia di scatenare una serie di pericolose derive, quali ribellione, abusivismo e mercato nero. Oltre a danneggiare onesti lavoratori e consapevoli cittadini cultori della civiltà del bere.
    L’origine del problema è sicuramente altrove e investe, per quanto lo si cerchi di nascondere, famiglie e istituzioni.

  3. angelo1 - commento N.3 :

    Il problema è sempre un altro ma le morti da infarto tra i 45 e 55 anni sono incontinuo aumento.
    Appena arrivati al pronto soccorso,per chi riesce ad arrivarci vivo,le prime tre domande sono:
    -pressione alta
    -fuma
    -beve

    Meditate gente,meditate!

  4. J-son - commento N.4 :

    Parole sante, Angelo1!
    Ne conoscevo un paio, supergiù di qull’età lì, schiattati d’infarto per via della pressione; alzatasi repentinamente nel finire della stagione una volta resisi conto di non essere riusciti a realizzare il necessario per l’acquisto di un’altro appartamento da affittare in nero (questioni congiunturali si disse…)
    Riguardati. ;)

    J-son

  5. pumaro - commento N.5 :

    a 16 anni (e anche prima) fai fatica per imparare a fumare e a bere
    a 30 anni i primi sintomi ti dicono che forse stai sbagliando
    a 50 anni fai fatica per smettere di fumare e di bere
    a 60 anni è troppo tardi

    di norma il tuo corpo ti mette in conto tutto e prima o poi arriva il momento di pagare.

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