A A
Registrati / Collegati
RSS

Vu’ cumprà? No, grazie.

mer, lug 29, 2009

Commercio, Economia, In Primo Piano, Lavoro

Voglio parlare di immigrati irregolari.
E, più precisamente, delle centinaia di extracomunitari che, ad intervalli di due o tre minuti, sulla spiaggia ci propongono continuamente borse, dischi, asciugamani, magliette, ombrelli, massaggi, banane, giocattoli e … scope!
Preciso subito che questa non è una riflessione politicamente corretta.
Ma non si tratta neppure di un discorso da Bar Sport, come quelli cui troppo spesso si abbandonano i nostri rappresentanti al Governo, del tipo: mandiamo a casa tutti gli extracomunitari irregolari! per poi accorgersi che le famiglie italiane si reggono solo grazie al lavoro quotidiano, umile e spesso sfiancante, di centinaia di migliaia di… extracomunitarie irregolari, che ci consentono di comprare con qualche euro un po’ di amore e di attenzioni per i nostri cari …
Sotto, allora, con la regolarizzazione (un “condono”, insomma), e chi se ne frega della triste figura rimediata…
Il mio, invece, sarà un discorso semplice e concreto.

Non possiamo tollerare gli ambulanti abusivi perché:
1) Violano la legge; e non mi interessa affatto che ci siano tanti altri che commettono reati, ben più gravi! Odio la droga in discoteca, non voglio le prostituite in strada, non accetto chi vende merce contraffatta e senza licenza. Non si può fare e basta! Altrimenti, ci sarà sempre un reato “più grave” che giustificherebbe maggior attenzione: invece, tutti gli illeciti vanno perseguiti e la legge, fin che c’è, deve essere rispettata. Da tutti: noi per primi.
2) Distruggono il mercato regolare: quasi sempre la merce che propongono è una contraffazione di un marchio celebre. Anche qui, non mi importa un fico secco che la borsa “originale” abbia un valore intrinseco (valore d’uso, direbbe Marx) pressoché identico a quella falsa: sull’immagine creata da quella borsa (il valore di scambio, sempre secondo Marx) c’è chi ha investito energie, impiegato lavoro e destinato capitali. Chi spende un’eresia per comperare la borsa originale solo perché è “firmata” è uno sciocco, secondo me, ma ciò non toglie che sia da perseguire chi vende quella falsa.
3) Alimentano la produzione illecita di merce contraffatta, il cui ricavato viene reimpiegato sempre per scopi illeciti (non fosse altro che il lavoro nero e lo sfruttamento, spesso minorile, su cui si basa questo tipo di economia), in una perversa spirale criminosa, che ben poco ha da invidiare a quella della droga.
4) Sono sfruttati, a loro volta, da organizzazioni criminali, che li riforniscono, li istruiscono, li spostano e li organizzano a mezzo di “caporali” spietati ed arroganti.
5) Alimentano un sottobosco di illeciti altrettanto ripugnanti, come le locazioni in nero, il commercio di alimenti e medicinali di dubbia provenienza ed ancor più dubbia conservazione.
6) Rappresentano una mano d’opera sempre disponibile ed a poco prezzo per ogni genere di attività: da quelle più propriamente delittuose a quelle di minor allarme sociale, ma non per questo meno pericolose, come il lavoro nero, sfruttato, sottopagato e sempre soggetto a ricatti ed angherie.
7) Commettono continuamente svariati reati: un anno fa ho difeso una fisioterapista svizzera (e perciò, extracomunitaria!) rea di aver iniziato ad esercitare in Italia prima che il suo diploma venisse ratificato dal nostro Paese: e i massaggi dei cinesi?
8) Dire che “devono comunque guadagnarsi da vivere” è una contraddizione in termini: anche il tossicodipendente ha bisogno della droga, come l’alcolizzato ha bisogno di bere, ma non possiamo pensare di aiutarli fornendo al primo qualche chilo di droga gratis od al secondo una drink-card illimitata. L’allarme immigrazione si risolve favorendo l’integrazione, non tollerando “banlieue” di illegalità.
9) Sono un serio problema per la nostra economia turistica, perché anche il vacanziero più paziente, dopo il cinquecentesimo “no, grazie” si rompe l’anima e, l’anno prossimo, potrebbe pensare di andare in montagna. E qui mi tocca fare un esempio personale: è cinico ed egoista chi, dopo aver lavorato una settimana, per undici o dodici ore al giorno, la domenica pomeriggio tenta di riposarsi due ore al sole e, in questo lasso di tempo, viene avvicinato almeno quaranta volte da qualcuno che grida: “bilìk”, “pràis”, “pochi schéi”, “rolex” o “bracialicolanine”? Domenica vado ad Auronzo: almeno lì, se mi appisolo sotto un pino, non rischio il massaggio col balsamo tigre!

Ben venga, quindi, lo steccato di piazza Mazzini, che non mi pare rappresenti assolutamente nulla di così eclatante ed antidemocratico.
Come ho già scritto, non è con la finta tolleranza a favore dell’ambulante clandestino che si favorisce l’integrazione.
Gli immigrati si aiutano in altro modo e, come gli amici di Jesoloforum ben sanno, noi da destra non ci siamo mai sottratti agli atti di Carità e sosteniamo gli sforzi comuni per l’integrazione vera degli immigrati che, come ha detto il Presidente Fini, prima di essere extracomunitari, irregolari, abusivi o semplicemente “negri”, sono Persone.
Ma non per questo il loro bisogno di guadagnare qualcosa (non me la sento di chiamarlo “lavoro”) deve prevalere sulla legge, sulla nostra sicurezza, sui principi del nostro ordinamento e della nostra civiltà.

Alberto Teso

21 Commenti per questo articolo

  1. angelo1 - commento N.1 :

    Oltre agli atti di carità cosa suggerisci per risolvere il problema che angoscia la spiaggia Jesolana?
    A prposito della tua forzata vacanza ad Auronzo spero che abbiano tolto i cartelli e gli adesivi con la scritta ” veneziani no grazie”

  2. fazzi - commento N.2 :

    Solo li pupi, a giugno, e chi è ‘n penzione

    ponno annà ar mare e lassà la città.

    Li nonni stanno sotto l’ombrellone,

    la pipinara ‘ntorno a schiamazzà.

    Passeno scarzi senza interuzzione

    ambulanti dicenno: vo cumprà?

    Collane, occhiali… La contrattazzione

    rompe la noia de chi sta a smiccià.

    Prima de l’una c’è la ritirata,

    torneno a casa co li nipotini:

    fa troppo callo, sona l’adunata.

    Raccorti giocarelli e regazzini,

    la riva resta carma e abbannonata

    a l’onne, a li gabbiani, a li pattini.

    trovato su internet
    Fazzi

  3. Winston Smith - commento N.3 :

    Mi pare quindi di aver intuito che la soluzione sia quella di chiudere tutta la spiaggia di Jesolo, visto che in p.zza Mazzini funziona e perché nessuno ha ancora pensato ad un fossato con alligatori? :)
    Non mi è chiara una cosa, in che modo si aiutano gli immigrati, rispettando la loro dignità di esseri umani, e contemporaneamente si reprime il fenomeno degli ambulanti irregolari?

    Ci tengo a precisare che ogni volta che mi sono appisolato in spiaggia, non sono mai stato svegliato da venditori di qualsivoglia oggetto, ma spesso mi è accaduto di mangiare sabbia a causa di bambini che mi correvano attorno (i genitori erano impegnati nel tentare di raggiungere il colore del carbone). Ma alla fine è così una spiaggia, piena di persone che hanno esigenze diverse.

    C’è un’altra piccola questione: non ho mai capito come si possano conciliare le radici cristiane, di cui spesso Alberto Teso ha parlato nei suoi articoli, e la sua voglia di repressione nei confronti dei venditori abusivi …
    o forse sono io che non capisco cosa s’intenda per radici cristiane.
    .. forse.

    W.S.
    La guerra è pace.
    La libertà è schiavitù.
    L’ignoranza è forza.

  4. pumaro - commento N.4 :

    w.s. come Esposito vivono in un pianeta immaginario e raramente comprendono la realtà.
    sono dei sognatori. Fortunati loro.

  5. Winston Smith - commento N.5 :

    la differenza tra me e te Pumaro è che io non mi permetterei mai di dire che vivi in un paese immaginario, solo perché la penso diversamente da te.
    Mi lascia scioccato la forza della tua argomentazione, io proverei a ripensare la cosa ed articolarla in modo migliore fossi in te o altrimenti potresti rinforzare la dose dicendo:
    “io ho ragione, perché così è!”

    Ripensandoci credo di essermi avvicinato al tuo mondo, è un mondo dove esiste il profeta pumaro e la sua parola è scritta sulla pietra così che nessuno possa mai affermare il contrario, pena il confino (visto che vivo in un altro mondo sono ovviamente già stato confinato).
    lettera di Pumaro al popolo di Jesolo.

  6. barbossa - commento N.6 :

    Nessuno vuole togliere la dignità di esseri umani a questa gente, però vogliamo che si regolarizzino. Come ho già scritto in un altro post, io ho degli amici senegalesi. Loro mi dicono che una volta arrivati in Italia si sono regolarizzati facilmente (perchè erano partiti con il presupposto di farlo) e con qualche difficoltà hanno trovato un lavoro. Ora si sono integrati e loro stessi sono i primi a volere che i suoi connazionali si mettano in regola.
    La vera domanda è: ma siamo sicuri che tutti gli extracomunitari vengano in Italia con il presupposto di regolarizzarsi ed integrarsi? Chi parte con questo presupposto ci è sempre riuscito, gli altri non è giusto abbandonarli a se stessi, ma nemmeno permettergli di vendere merce abusivamente e clandestinamente.

    Barbossa

  7. Winston Smith - commento N.7 :

    A differenza di Pumaro, Barbossa riesce ad esprimere delle opinioni che per forma e contenuto non possono non essere valutate attentissimamente.

    Hai ragione, chi entra nel nostro paese con lo scopo di posizionarsi tra le pieghe dell’illegalità merita di essere rimandato indietro, senza nemmeno passare per il via e senza ritirare i 20,00 euro del monopoli. ;)

    Bisognerebbe poi capire cosa si intende per volontà di regolarizzarsi e di integrarsi.
    Il caso delle badanti sollevato recentemente ne è un esempio, e non ha fatto altro che svelare ciò che tutti già sapevano. Molte famiglie venete, sono sostenute da collaboratrici domestiche, che vivono in una situazione di illegalità. Credo che queste persone, sia le famiglie, sia le loro collaboratrici volessero uscire da questa situazione di anomalia, ma rimane il fatto che ci hanno vissuto fino a questo momento. Preciso anche che le famiglie hanno colto l’occasione per non pagare i contributi inps dovuti e le badanti per guadagnare soldi che non devono dichiarare e su cui non devono pagare le tasse.
    Questo vuole solo essere un esempio di come spesso anche se vi è la volontà per regolarizzare la propria situazione, non ci si riesce e di come poi ci si abitui molto velocemente ai vantaggi dell’illegalità.
    Altra questione è poi l’integrazione, cosa vuol dire? cosa intendiamo quando diciamo che gli immigrati devono integrarsi?
    Integrarsi vuol dire rinunciare alla propria cultura? Vuol dire cominciare a mangiare poenta e coste col raboso?

    Winston Smith

  8. pumaro - commento N.8 :

    a differenza di ws, barbossa ragiona senza il filtro dell’ideologia.
    e dice cose sensate, in particolare sottolinea l’esistenza del problema VENDITORI ABUSIVI. Altri, in questo forum, non vogliono vedere il problema e cercano di nasconderlo con patetiche argomentazioni.

  9. Winston Smith - commento N.9 :

    ho sorriso quando mi è stato detto che vivo in un mondo immaginario, ora mi si dice che sono schiavo dell’ideologia … posso sapere almeno di quale ideologia si tratta?

    Precisando:
    1) i venditori abusivi, sono un problema? Si, ma non direi che mettono a rischio la nostra sicurezza come individui. Si tratta di una concorrenza scorretta? Assolutamente si, ma ricordiamoci che se non ci fossero i compratori i venditori dovrebbero smettere.
    2) Serve a qualcosa reprimere il fenomeno con barriere o sequestri? Forse per un po’, il fenomeno si sposterà in zone meno protette. Cosa facciamo chiudiamo tutta la spiaggia?
    3) ho chiesto un chiarimento in proposito alla possibilità di reprimere il fenomeno garantendo contemporaneamente la dignità di questi esseri umani.
    4) Non si cerca di nascondere niente, ma solo di dipingere il quadro completo.

  10. barbossa - commento N.10 :

    W.S. come dici tu stesso l’immigrazione clandestina induce ad un circolo vizioso di illegalità. Per carità, la colpa è anche nostra, ma eliminare tale fenomeno aiuterebbe ad eliminare altri atti illegali (e non li elenco tutti altrimenti dovrei scrivere un altro post).
    Passando al discorso integrazione, nessuno vuole che si mettano a mangiare carne di maiale se la loro cultura non lo permette (ad esempio), ma che rispettino il paese che li ospita. Per esempio non pretendendo l’eliminazione dei crocifissi dai luoghi pubblici…
    E facile fare il buonista, ma il vero aiuto non lo si da chiamando “lavoratori” i venditori abusivi, ma aiutandoli a regolarizzarsi.

    Barbossa

  11. Winston Smith - commento N.11 :

    convengo con te Barbossa, ed aggiungo che probabilmente un azione su più fronti sarebbe la più sensata.
    A proposito dell’elemento integrazione, si parla spesso di immigrati che rispettino il paese in cui si trovano. E’ vero, ciò è indispensabile, ma noi italiani, quanto rispettiamo il nostro Paese?
    Sono consapevole di quanto l’esempio dei crocefissi sia un nervo scoperto per gli italiani, ma non è fuori luogo che uno Stato laico appenda crocefissi nelle aule delle scuole? In fin dei conti gli italiani non sono tutti cattolici, o sbaglio?
    E concedere luoghi di preghiera per le diverse minoranze non sarebbe un passo in avanti verso l’auspicata integrazione?

  12. Mirco.Crosera - commento N.12 :

    Cito Winston Smith: “C’è un’altra piccola questione: non ho mai capito come si possano conciliare le radici cristiane, di cui spesso Alberto Teso ha parlato nei suoi articoli, e la sua voglia di repressione nei confronti dei venditori abusivi …
    o forse sono io che non capisco cosa s’intenda per radici cristiane.
    .. forse.” Come ho già detto in un altro post sull’articolo di Esposito e come Barbossa ha con chiarezza e semplicità esemplificato, l’integrazione e l’ospitalità verso persone che intendono regolarizzarsi e rispettare le regole del paese in cui vengono a stabilirsi sono sacrosante, come del resto ha sottinteso l’avvocato parlando chiaramente di ‘immigrati irregolari’, non di ‘immigrati’ e basta. Ma sacrosante sono l’integrazione e l’ospitalità autentiche e concrete, non un comodo “buonismo” e la tolleranza (che altro non è che un ‘fora me ciame’) nei confronti di comportamenti che contravvengono la legge e le regole, una tolleranza che diventa automaticamente un insulto ed una mancanza di rispetto verso chi le leggi e le regole le rispetta. Perché due pesi e due misure? E non posso che concordare con l’avvocato Teso quando dice che non ci si può nascondere dietro al fatto che ci sono tanti reati più gravi. Un reato è un reato e basta, che sia più o meno grave non va commesso e se commesso va perseguito, altrimenti dove andremo a finire? Una buona convivenza civile sottintende per forza delle regole, che si suppone tutti indistintamente debbano rispettare, e questo nulla ha a che vedere con la razza.
    Ma, senza indugiare oltre, come ho fatto in un altro mio post, sul torto subito da chi le regole le rispetta e si sente a sua volta vittima di una discriminazione, vorrei soffermarmi ora sull’analisi della situazione di questi clandestini. Winston Smith, tu ti chiedi come possa conciliarsi questa ‘repressione’, come la chiami tu, con le radici cristiane. Ma allora secondo te essere cristiani significa lasciare che queste persone facciano quello che vogliono e continuino ad essere sfruttate da degli squali approfittatori nell’ambito di traffici illeciti ben più ampi, che Alberto Teso ha ben ampiamente descritto? Io non credo questa sia accoglienza cristiana, bensì, come detto sopra, superficiale “buonismo”. Senza contare che tutto questo permissivismo e il conseguente abusivismo alimenta rabbia e intolleranza nei cittadini italiani imbrigliati in mille regole e tasse, che spesso degenera in una intolleranza generalizzata verso ‘lo straniero’, che è sicuramente da condannare. Va da sé che l’immigrato clandestino danneggia il suo connazionale che invece ha scelto di regolarizzarsi, perché la rabbia porta a fare di tutta l’erba un fascio.
    Queste persone andrebbero piuttosto aiutate a scegliere la strada della vera integrazione, con strumenti concreti. E’ vero ciò che dici e cioè che non è facile regolarizzarsi e che spesso queste persone finiscono per l’abituarsi ai vantaggi dell’illegalità, ma appunto che combattere con decisione l’illegalità è un primo passo per spingerli a fare altre scelte, a non consolidarsi in questa “indisturbata abitudine”. Io questo non credo sia ‘anticristiano’, per tutte le ragioni che ho esposto e che molto meglio di me ha spiegato Alberto. E’ SOLO UN PRIMO PASSO.
    Complimenti Alberto, sei sempre il numero uno! Buon fine settimana
    f.to Mirco Crosera

  13. Alberto Teso - commento N.13 :

    Contestare per motivi politici le iniziative adottate dello Stato e dalle Amministrazioni locali contro il commercio abusivo è sbagliato e contiene, a mio avviso, un errore di fondo.
    Credo si possa ravvisare, negli argomenti di chi non condivide e si oppone a dette iniziative, una sorta di “necessaria tolleranza”, che cela una specie di carità un po’ pelosa.
    Non possiamo considerare l’attività abusiva degli extracomunitari irregolari come una sorta di “ammortizzatore sociale”.
    Tale, infatti, mi sembra essere l’atteggiamento di chi, pur convenendo nella illegittimità di tale attività, in qualche modo la giustifica, ritenendo che si tratti comunque di un sistema, quasi inevitabile, per consentire a questi poveracci di mettere insieme il pranzo con la cena.
    Non è così.
    Per una ragione logica ed una pratica.
    La prima è che un’attività illecita non può mai considerarsi una risposta ad un bisogno, sociale o soggettivo che sia.
    Ragionando a contrario, infatti, dovremmo ritenere che, tutto sommato, lo sfruttamento del lavoro minorile nei paesi del terzo mondo da parte delle multinazionali non sia censurabile, perché l’alternativa per questi bimbi sarebbe la fame o la prostituzione infantile.
    O, per fare un altro esempio, neppure il lavoro nero potrebbe essere condannato, perché costituisce in molti casi, l’unica alternativa alla disoccupazione…
    Ma così non può essere e, quindi, non è, condivisibile l’accettazione di un’attività contraria alla legge (e, secondo me, anche ai principi etici e morali che sorreggono la nostra civiltà) per giustificare uno stato di necessità.
    Tra l’altro, il lavoro rappresenta una questione troppo seria per essere trasformato in luogo di confronto ideologico (e, sul punto, la sinistra è già stata “scottata” molte volte in passato)…

    La ragione pratica è, molto semplicemente, dettata dal fatto che accettare un comportamento illecito significa aprire la porta a tutta una serie di violazioni (ad esempio, quelle che ho riportato nell’articolo di apertura).
    Non esiste un “diritto di drogarsi” e, quindi, non può essere giustificato per legge l’acquisto o la cessione di stupefacente, anche se di modica quantità, perché simili attività prosperano grazie ad un’infinità di illeciti sottostanti.
    Non esiste un “diritto al lavoro irregolare”, qualunque esso sia: il nostro sistema si basa sul diritto/dovere al lavoro regolare, nel rispetto della legge e della dignità del lavoratore. Ogni altro forma di “lavoro” deve essere vietata e perseguita.

    Il futuro, per queste persone, è dato esclusivamente dalla possibilità (che spetta a noi fornire) e dalla disponibilità (che, invece, compete a loro) ad integrarsi nella nostra società.
    Una delle tante frasi che campeggiavano sui muri delle case durante il ventennio fascista era: “Italiani si nasce, non si diventa”.
    Secondo me, invece, Italiani si può benissimo diventare, attraverso la conoscenza e la condivisione dei principi di fondo della nostra civiltà.
    Non è necessario, quindi, magiare “poenta e costa” per essere Italiani, ma è indispensabile conoscere ed accettare almeno i primi articoli della Costituzione: l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, le libertà fondamentali (di religione; di circolazione; di riunione), la tutela della famiglia ed il ruolo della donna e dei figli, il diritto alla salute ed all’istruzione…
    Possiamo non conoscere il numero degli articoli o le parole usate dai Costituenti, ma questi valori fanno ormai parte di noi, della nostra cultura.
    Solo gli immigrati di “seconda generazione”, probabilmente, potranno condividerli come noi: ma non è lasciando che i loro padri vendano occhiali taroccati sulla spiaggia che faciliteremo tutto questo…

  14. Winston Smith - commento N.14 :

    Non si tratta sempre di una battaglia politica, io lo vedevo come un confronto tra contenuti, indipendentemente dal soggetto che li ha elaborati. Non sempre chi contesta le politiche di una determinata maggioranza lo fa per motivi politici, il tempo delle battaglie ideologiche direi che è finito.

    Concordo perfettamente con quanto espresso da Teso nell’ultima parte del suo intervento, impossibile non sottoscrivere il passaggio riguardante i principi fondamentali contenuti nella nostra Costituzione.

    Se permettete mi rimangono delle perplessità a riguardo delle questioni affrontate.
    La prima, siamo sicuri che gli italiani per nascita conoscano i principi sanciti dalla nostra costituzione?
    Sbaglio o ogni volta che una comunità non cattolica chiede un luogo di culto si scatena il panico? E la loro libertà di culto che fine fa?

    Per quanto poi riguarda il post di Mirco Crosera rinforzato dalle sempre puntuali argomentazioni dell’avvocato Teso, mi sembrano cose condivisibili, ma a livello pratico in cosa si concretizzano?
    Chiudiamo piazza mazzini (per favore prendetelo come esempio, così scendiamo sul lato pratico) così induciamo gli immigrati ad integrarsi? Se dalla teoria non si passa alla pratica rischiamo che la teoria diventi fuffa e solo fuffa.
    Per favore, spiegatemelo in parole semplici, come se parlaste con un bambino di 5 anni, in modo che non vi sia spazio ad equivoche interpretazioni.

    Winston Smith (5 anni)

  15. larissa - commento N.15 :

    Mi trovo sostanzialmente d’accordo con Alberto Teso. La presenza degli abusivi in spiaggia, o la sera lungo il percorso pedonale e in giro per ogni locale, crea solo disordine e disturbo. Non diamo certo una buona immagine, ai turisti che vengono da noi, soprattutto stranieri. L’illegalità va combattuta, questo è sempre giusto, la tolleranza è un buonismo senza senso che non ci porta a nulla di positivo, conferma l’immagine di un paese in cui si fa un po’ quello che si vuole, della serie “chissenefrega?”..
    La soluzione però mi pare che non stia tanto nella barricata, la quale può forse migliorare le cose in una fetta della lunga spiaggia Jesolana. Una volta messe le barriere su tutta la spiaggia, gli ambulanti andranno da qualche altra parte, magari in giro per le strade e per le case, insomma intendo dire che il problema resta. La questione mi pare più complessa di quello che sembra, come integrare queste persone con le difficoltà occupazionali di cui si sente in giro? Conosco diverse persone, che lavorano presso imprese, ditte o fabbriche, che lavorano ad orario ridotto. Molti stranieri quest’anno si sono riversati sulle spiagge a vendere oggetti prosprio perchè hanno perso il lavoro che avevano (non so se un lavoro in nero o regolare, ma comunque uno straccio di lavoro che permetteva loro di vivere dignitosamente).
    L’accoglienza è un principio giusto, ma non deve mai prescindere dal rispetto dell’ordine.
    Dovremo quindi rispedire tutti i clandestini al mittente? Ma mi pare di capire che più di tanto neanche le forze dell’ordine riescono a fare.
    Un problema di non facile risoluzione…

  16. pumaro - commento N.16 :

    larissa si chiede:

    “Dovremo quindi rispedire tutti i clandestini al mittente?”

    Yes!

    larissa afferma:

    “Una volta messe le barriere su tutta la spiaggia, gli ambulanti andranno da qualche altra parte, magari in giro per le strade e per le case, insomma intendo dire che il problema resta”

    Yes, il problema resta, ma avremo ripulito la spiaggia che è notoriamente la primaria fonte dei guadagni della nostra comunità. A pensarci bene, che andrebbero a fare gli ABUSIVI in Via Bafile durante il giorno, quando i turisti sono in spiaggia? Ho l’impressione che chiudendo la spiaggia gran parte del problema ABUSIVI verrebbe risolto. Resterebbe la sera, ma poche ore di passeggiata sarebbero un “mercato” attraente per gli ABUSIVI?

    larissa ci dice:

    “L’illegalità va combattuta, questo è sempre giusto, la tolleranza è un buonismo senza senso che non ci porta a nulla di positivo, conferma l’immagine di un paese in cui si fa un po’ quello che si vuole, della serie “chissenefrega?”..”

    Yes, questa è musica per le mie orecchie.

  17. XXXX - commento N.17 :

    Tra le varie cose che ha dovuto, devo o dovrò subire mio malgrado c’è anche l’interminabile stillicidio di fesserie che imbelli di ogni risma, ignari di ogni materia, le indirizzano. politici, pensatori e nuovi intelletuali del forum (incapaci di lìgere, figurarsi di intellìgere).
    Ben poca cosa, punture di zecche, al confronto a quello che subisce jesolo e i suoi commercianti Lo so, Ma proprio per questo, in virtù di quello che “dovrà” subire lo jesolano medio, più odiose. Odiose oltre ogni limite,
    il plotone degli ignoranti, vorrebbe farci credere che si stia parlando, che si debba parlare di aiutare i “poveracci”. “Il complesso dei provvedimenti e dei trattamenti dovrebbero essere adottati per gli extracomunitari senza tener conto della devastazione che stanno facendo al tessuto economico e sociale della comunità. Vi confondete per abnormità di ignoranza o meglio per gigantesca malafede. Altro che sprezzo del vocabolario di lingua Italiana. Cercate di dare a bere, e date a bere ai vostri simili fessi, questa bella fesseria.
    Uno. Cari insipienti, non è in discussione la legge ma farla rispettare sopratutto da chi la rappresenta. Lo sanno anche i sassi.
    Poi ci sono i sottufficiali, i quadri intermedi, al comando del plotone per esserne più ignoranti, come nei film. Quelli che ci parlano di diritto alle regole. Diritto cosa? Siete in possesso della costituzione di qualche paese democratico extraterrestre? Introduciamo il “diritto alle regole” anche sul nostro pianeta. In una bella puntata di Star Trek. Voglio quasi assecondarvi, solo per mettere meglio a fuoco la vostra scempiaggine, s’intende. A chi dovrebbe appartenere quel diritto scusate agli jesolani o agli extracomunirari o solo ai potenti? Sì, buonanotte. Cari caporali, c’è restato solo il diritto a “morire” commercialmente. E due.
    Che noia. Che rottura di scatole. Di tutto si può far senza, tranne che della pazienza, ma questa è un’esibizione di analfabetismo che metterebbe alle corde la pazienza di San Lorenzo. Come se l’ignoranza anziché essere qualcosa da nascondere, mentre la si colma, avendo la cautela di non esporsi nel frattempo, fosse qualcosa da mostrare, magari proprio sui temi più importanti, nelle occasioni più inopportune. Ma perché non farne vanto con gli amici al bar. Ma sì, va.
    Poi parliamo dei loro colonnelli, i re degli ignoranti. Quelli dal cervello fine, che non commettono certo l’ingenuità di esporsi con le fregnacce sulle soluzioni. e Quelli che si credono sagaci e se ne compiacciono pure. Quelli che ci parlano di diritti e doveri, Come se in Italia, fosse esistito realmente l’uno il compimento dell’altro . Come se tra morte cerebrale e stato vegetativo non ci fosse differenza (di certo l’ignorante ne è persuaso) non avesse attività cerebrale questo si discute nell’asfittico commercio jesolano di un malato terminale. Come se l’indisponibilità ad ipotecare la propria volontà in fronte a qualsiasi futuro, non avesse nessuna importanza. Come se. Cari colonnelli. Come se. Come se bastasse dire diritto o “pelo per tutti” per nascondere il fatto che non siete in grado di fare nulla solo i vs. interessi si tratta – e tre – perché non avete voluto mai e poi mai fare nulla e infatti siamo tutti in grave difficoltà perchè nulla “è” stato fatto. Difficile da capire? Non ho dubbi, per chi non ha idea della lingua italiana.
    Caro esercito di ignoranti, di cosa state parlando? Del vostro cavolo di nihil personale? Del vostro retrobottega culturale? Del vostro mulino elettorale? Ah beh, allora è tutto chiaro. Chissenefrega!
    Se invece state parlando d’altro, e menate il torrone, vi do un indizio. Emigrate andate in Cina o a cuba voi di sinistra mentre a voi di destra in qualche repubblica sud americana a perfezionarVi….e lasciate che ce la vediamo noi commercianti con gli extracomunitari abituati fin da sempre a lottare contro tutti…

  18. pumaro - commento N.18 :

    Mr. xxxx,
    ho letto attentamente il Suo post e non ci ho capito nulla.
    Tralasciando l’oscuto contenuto, la Sua prosa è piacevolmente divertente.
    a presto

  19. angelo1 - commento N.19 :

    MR. XXX

  20. angelo1 - commento N.20 :

    Mr xxx
    aver(forse) qualcosa da dire e on riuscire ad esprimerlo con chiarezza in modo da farlo “intelligere(?)a noi poveri mortali è la tragedia di questo 21° secolo.
    Un invito da chi ogni giorno mangia all’Accademia dela Crusca:
    ma parla come te magna(se te si bon)!

  21. rodolfo - commento N.21 :

    Forse torna utile alla discussione
    da http://www.lavoce.info

    IMMIGRAZIONE, INCLUSIONE E CITTADINANZA
    di Graziella Bertocchi e Chiara Strozzi 03.08.2009
    Approvato definitivamente dal Senato, il pacchetto sulla sicurezza inasprisce le condizioni per l’acquisizione della cittadinanza italiana. Si tratta di misure ostili all’inclusione degli immigrati che potrebbero istigare un’ulteriore radicalizzazione verso l’esclusione. In altri paesi d’Europa, invece, il tradizionale criterio dello “jus sanguinis” (chi discende da cittadini di un certo paese è cittadino) è stato contemperato con quello (vigente negli Stati Uniti) dello “jus soli”, secondo cui chi nasce sul territorio nazionale di un certo paese è cittadino.

    Il decreto sulla sicurezza approvato definitivamente dal Senato il 2 luglio 2009 riflette un atteggiamento politico avverso all’immigrazione e all’integrazione dei cittadini stranieri largamente diffuso in Europa, come dimostrato anche dai risultati delle recenti elezioni europee.(1) La legge ormai promulgata, oltre ad istituire il reato di clandestinità – ampiamente commentato nei quotidiani e nei telegiornali – presenta anche alcuni articoli che sanciscono un inasprimento delle condizioni per l’acquisizione della cittadinanza. Nella fattispecie, le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono ora soggette al pagamento di un contributo di 200 euro. Diventa inoltre più difficile acquisire la cittadinanza tramite matrimonio: se residente in Italia, lo straniero può diventare cittadino italiano solo se risiede legalmente nel nostro paese da almeno due anni (la precedente disposizione richiedeva solo sei mesi). Si tratta della prima modifica apportata alla legislazione vigente dal 1992. E’ quindi il primo atto legislativo, in materia di cittadinanza, che fa seguito al massiccio incremento dei flussi migratori verificatosi nel nostro paese in tempi recenti. La tendenza che ne emerge è verso l’esclusione. Questa tendenza e’ destinata ad inasprirsi ulteriormente? Possiamo attribuirne la genesi all’incremento dell’immigrazione? Che cosa sta accadendo negli altri paesi?

    JUS SANGUINIS E JUS SOLI

    Quello che è accaduto alla legislazione di 162 paesi – tra cui l’Italia – dal 1948 al 2001 è documentato nella banca dati “The Citizenship Laws Dataset”, che descrive le modalità con cui i paesi regolano l’acquisizione della cittadinanza alla nascita e tramite naturalizzazione.(2) Attualmente, nella maggioranza dei paesi europei l’acquisizione della cittadinanza alla nascita è regolata dall’applicazione di un mix di due sistemi: lo jus sanguinis e lo jus soli. Secondo lo jus soli il criterio è il luogo di nascita (chi nasce sul territorio nazionale di un certo paese è cittadino), mentre secondo lo jus sanguinis il criterio è la pura appartenenza genealogica (chi discende da cittadini di un certo paese è cittadino). Mentre gli Stati Uniti hanno da sempre applicano lo jus soli, la maggior parte dei paesi europei – Italia inclusa – proviene da una tradizione di jus sanguinis, per motivi legati sia alla matrice giuridica di diritto civile, sia alla storia passata di prevalente emigrazione. Nonostante il diritto di cittadinanza sia storicamente disciplinato da norme molto stabili, dagli anni ’70 in Europa si sta assistendo a una rinnovata attenzione da parte dei governi verso riforme anche sostanziali, con un’intensa attività legislativa che in molti casi ha introdotto regimi misti. (3)

    L’IMPATTO DEI FLUSSI MIGRATORI

    Nel caso dell’Italia, la legge del 1992 attualmente in vigore prevede che il figlio di stranieri nato in Italia possa inoltrare domanda di cittadinanza una volta raggiunta la maggiore età, entro un anno di tempo e a condizione che abbia risieduto in Italia senza interruzioni dalla nascita. Non c’è traccia di elementi anche blandi di jus soli quali per esempio il “doppio jus soli”, che facilita l’ottenimento della cittadinanza per chi nasce sul territorio nazionale da stranieri a loro volta nati sullo stesso territorio (come in Francia), o di facilitazioni per chi nasce sul territorio nazionale da stranieri residenti (come in Germania).
    In uno studio basato sulla sopra citata banca dati siamo in grado non solo di individuare le tendenze emergenti, a livello internazionale, per quanto riguarda l’evoluzione delle leggi della cittadinanza, ma anche di spiegarne le cause.(4) Consideriamo per primo l’impatto dei flussi migratori. In generale, per il periodo esaminato, ovvero tra il 1948 e il 2001, un aumento dei flussi migratori produce un inasprimento delle condizioni che sanciscono l’acquisizione della cittadinanza nei paesi che adottano lo jus soli o un regime misto. Allo stesso tempo, in quei paesi di tradizione jus sanguinis che hanno sperimentato rilevanti flussi migratori, emerge una tendenza a introdurre elementi di jus soli. La spinta verso l’inclusione è tuttavia molto più debole di quella verso l’esclusione, poiché i paesi più liberali tendono a restringere mentre i paesi più restrittivi tendono ad essere più inclusivi ma solo molto lentamente. Un aumento dei flussi migratori si dimostra quindi un fattore che influisce sulla legislazione rendendola più restrittiva. Le modifiche introdotte dal decreto sicurezza in Italia sono in linea con questa tendenza.

    ESCLUSIONE E INCLUSIONE

    Nel nostro lavoro esaminiamo anche l’impatto potenziale di fattori diversi dai flussi migratori e che in certi casi si dimostrano decisivi. L’instabilità dei confini nazionali per esempio tende ad impedire l’adozione di elementi di jus soli, poiché rende difficile la determinazione del territorio nazionale. Questo fattore si è rivelato cruciale durante la fase di decolonizzazione seguita alla Seconda Guerra Mondiale, provocando un’estensione dell’applicazione dello jus sanguinis nelle ex colonie. In ambito europeo, queste considerazioni hanno profondamente influenzato le politiche tedesche, permettendo una maggiore inclusione solo dopo la caduta del muro. Tra gli altri fattori rilevanti, troviamo inoltre che l’invecchiamento della popolazione e un elevato grado di democrazia siano associati a legislazioni con più spiccati elementi di jus soli. Uno stato sociale generoso non sembra rappresentare un ostacolo alla maggiore inclusione degli immigrati tramite la concessione della cittadinanza.
    Per quanto riguarda il futuro dell’Italia, è quindi possibile prevedere un’ulteriore spinta restrittiva determinata dal probabile incremento dei flussi migratori. Tale spinta potrebbe essere mitigata dalla presenza di confini politici largamente sedimentati, da un basso tasso di fertilità e da una stabile democrazia, ma potrebbe anche inasprirsi se a livello politico si sedimenterà un orientamento verso politiche migratorie rigide tese ad ostacolare l’inclusione degli immigrati nella società civile. Il decreto sicurezza non solo avalla atteggiamenti ostili all’inclusione, ma addirittura potrebbe istigare una loro ulteriore radicalizzazione, innescando un meccanismo a catena diretto all’esclusione.

Lascia un commento

Devi essere registrato/loggato per scrivere un commento.

Advertise Here
"Rugolotto" adolescenti Scalari famiglia Aggiungi nuovo tag Andrea Boccato Ascom Auser Beppe Grillo Berlusconi"Di Pietro Brunetta Calzavara Claudio Ferro Croce Rossa daniele bison Davide Zoggia democrazia diretta democrazia partecipata Dominici facebook Fiorella Migliore Francesco Calzavara Galan Gelmini Giacarlo Galan Girotondo Jesolosandonà basket Lega macroregione Massimo Priviero Mirco Crosera movimento 5 stelle jesolo Napolitano Nedda Fancio Obama Oscar Zambon P.A.T 2020 PD profughi referendum riforma della scuola Roberto Rugolotto Roberto Russo ronde padane Sacconi sand nativity Veneto

Archivio



Categoria


Advertise Here
Advertise Here
Advertise Here