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Ero straniero e mi avete accolto (Mt 25,35)

mar, lug 14, 2009

Cultura, riflessioni

la gloria di Dio risplende sul volto di ogni persona

la gloria di Dio risplende sul volto di ogni persona

Ho letto e riletto il documento allegato.- Mi ha dato molto da pensare.-
Ovviamente potrà dare sensazioni diverse a seconda delle caratteristiche di ciascun lettore: dipenderà dalla propria formazione, dalla sensibilità personale, dall’inclinazione soggettiva, dal modo di leggere o di interpretare gli avvenimenti storici da come ciascuno di noi può interpretare il testo.
Auguro a tutti una analisi serena.
FIERA

LA GLORIA DI DIO RISPLENDE SUL VOLTO DI OGNI PERSONA
dolore e orrore perchè il razzismo è ormai “a norma di legge”

“Ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35). La Parola di Cristo porta a compimento la logica della
Scrittura dal Levitico 19,33-34 –“Tratterete lo straniero che risiede fra voi come colui che è nato
fra voi; tu l’amerai come te stesso”, al Deutoronomio 10,19 – “Amate lo straniero perché anche
voi foste stranieri nel paese d’Egitto”, alla Lettera agli Ebrei 13,2 – “Non dimenticate l’ospitalità,
perché alcuni, praticandola, hanno ospitato senza saperlo degli angeli”.
Dolore e orrore. Il 2 luglio 2009 è stata votata una legge che rompe l’unità della famiglia umana e ne offende la dignità, prende piede l’idea che esistano esseri umani di seconda e terza categoria , un popolo di “nonpersone”, di esseri umani, uomini e donne invisibili. E’ una perdita totale di senso morale e di sentimento dell’umano; questo accade, nel nostro paese che ha prodotto milioni di emigranti. La legge “porterà solo dolore”, osserva Agostino Marchetto del Pontificio Consiglio dei Migranti.
Il dolore nasce dall’orrore giuridico e civile del “reato di clandestinità”, dall’idea del povero
come delinquente e della povertà come reato. La legge votata non è solo contraria alla nostra
Costituzione ma a tutta la civiltà del Diritto. Punisce una condizione di nascita, l’essere
straniero, invece che la commissione di un reato. Dichiara reato una condizione anagrafica.
Infermieri, domestiche, badanti, lavoratori (vittime spesso di morti nei cantieri) o persone in cerca di lavoro e di dignità diventano delinquenti. A questo punto, quanti stranieri frequenteranno un servizio sociale o si rivolgeranno, se vittime della “tratta”,ad associazioni volontarie o istituzionali, forze di Polizia comprese, oggi messe in un angolo dalla diffusione delle cosiddette “ronde”? Quanti stranieri andranno a far registrare una nascita, si presenteranno in ospedale per farsi curare? Quali gravi conseguenze questo potrà produrre sulla salute di tutti i cittadini è già stato evidenziato da moltissime associazioni di medici. Siamo il paese di Caino?Abbiamo una legge cattiva che ostacola i matrimoni, rompe l’unità delle famiglie. Si introduce il divieto per le donne straniere, in condizioni di irregolarità amministrativa, di riconoscere i figli da loro stesse generati che diverranno “figli di nessuno”, potranno essere sottratti alle madri e messi nelle mani dello Stato. Neanche il fascismo, hanno rilevato alcuni scrittori, si era spinto fino a questo punto. Infatti le leggi razziali del 1938 non privavano le madri ebree dei loro figli, né le costringevano all’aborto per evitare la confisca dei loro bambini da parte dello Stato. La legge è pericolosa perché accrescerà la clandestinità che dice di combattere, favorirà il “si salvi chi può”, darà spazio alla criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza di tutti.
Non c’è futuro senza solidarietà. La legge, tra l’altro, è inutilmente crudele, ricorda don Ciotti. Ci fa
tornare ai tempi della discriminazione razziale. E’ una forma di accanimento contro i poveri anche se la
povertà più grande, oggi, è la nostra: povertà di coraggio, di umanità, di capacità di scommettere sugli
altri, di costruire insieme una sicurezza comune. La sicurezza basata sulla paura sta diventando un alibi per norme ingiuste e dannose, per scaricare il malessere di molti italiani sugli immigrati, capro espiatorio della crisi, bersaglio facile su cui sfoghiamo il tramonto di ogni etica condivisa e della testimonianza cristiana. La tutela della vita e della dignità umana va assunta nella sua interezza per tutti e in ogni momento dell’esistenza.
“Non c’è futuro senza solidarietà” scrive il cardinal Tettamanzi. Non c’è sicurezza senza l’aiuto reciproco, senza l’esercizio dei diritti e dei doveri dentro un’azione comune per il bene comune.
Costruire comunità e città conviviali. Benedetto XVI da tempo ci invita come comunità ecclesiale a
diventare “casa ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per l’intera famiglia umana”. Per il Papa ogni comunità cristiana deve “aiutare la società civile a superare ogni possibile tentazione di razzismo, di intolleranza e di esclusione […]. Solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace vera” (Angelus 17 agosto 2008).
Invitiamo, quindi, le comunità cristiane e tutti gli operatori di pace a mobilitarsi per costruire la pace nella vita quotidiana spesso prigioniera di solitudini, governata dalla paura e coinvolta in progetti tribali e autoritari.
La gloria di Dio. Nessuno ci è straniero anche perché la distanza che ci separa dallo straniero è quella stessa che ci separa da noi stessi e la nostra responsabilità di fronte a lui è quella che abbiamo verso la famiglia umana amata da Dio, verso di noi, pronti a testimoniare la profezia del Risorto che annuncia la pace. “Dio non fa preferenze di persone” (Atti 10,34, Romani 2,11 e 10,12; Galati 2,6 e 3,28; Efesini 6,9; 1 Corinti 12,13; Colossesi 3,11) poiché tutti gli uomini hanno la stessa dignità di creature a Sua immagine e somiglianza. Poiché sul volto di ogni uomo risplende qualcosa della gloria di Dio, la dignità di ogni uomo davanti a Dio sta a fondamento della dignità dell’uomo davanti agli altri uomini (Compendio della dottrina sociale n. 144).
Questi nostri giorni sono difficili ed oscuri. E’ stata oscurata la gloria di Dio.

Pax Christi, Domenica 5 luglio 2009
www.paxchristi.it info@paxchristi.it

3 Commenti per questo articolo

  1. rodolfo - commento N.1 :

    Riporto una celebre pagina di Kierkegaard sul rapporto tra fede e ragione.
    Rodolfo

    Kierkegaard riprende lo schema di san Paolo secondo il quale il cristianesimo non può essere che scandaloso per la ragione

    S Kierkegaard, Scuola di cristianesimo

    Al pari del concetto di “fede” anche quello di “scandalo” è una categoria specificamente cristiana che si riferisce alla fede. La possibilità dello scandalo è una specie di bivio, pone dinanzi a un bivio. Ci si allontana da questa possibilità per andare o allo scandalo o alla fede; ma non si giunge mai alla fede senza passare attraverso la possibilità dello scandalo.

    Lo scandalo si riferisce essenzialmente all’unione di Dio e dell’uomo, o all’Uomo-Dio. La speculazione ha naturalmente creduto di poter “concepire” l’Uomo-Dio, e s’intende, perché la speculazione lo spoglia delle determinazioni di temporalità, di contemporaneità, di realtà. Insomma, e non si esagera a dire che ciò significa semplicemente abbandonarsi a delle buffonate e farsi beffe della gente, è triste e terribile vedere che quest’atteggiamento ha ricevuto gli onori di una profonda teoria. No, l’Uomo-Dio è legato anche alla situazione, quella situazione in cui l’individuo al tuo fianco è l’Uomo-Dio. Questi non è l’unità di Dio e dell’uomo, una simile terminologia è una profonda illusione ottica. L’Uomo-Dio è l’unità di Dio e di un individuo particolare. Che il genere umano sia o debba essere imparentato con Dio, è paganesimo antico; ma che un uomo particolare sia Dio, è cristianesimo, e quell’uomo particolare è l’Uomo-Dio. Né in cielo, né in terra, né all’inferno, né nei traviamenti del pensiero piú fantastico si incontra la possibilità di un’associazione cosí folle per la nostra ragione. Lo si riconosce quando si è nella situazione di contemporaneo, e non c’è possibilità di rapporto con l’Uomo-Dio senza mettersi prima in questa situazione.
    Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, vol. XVIII, pag. 1300

  2. angelo1 - commento N.2 :

    Come al solito predicano bene ma gli atti non sono conseguenti.
    Vi invito a leggere
    Vaticano Spa di Gianluigi Nuzzi – Chiarelettere € 15,00
    E’ appena uscito in libreria ‘Vaticano Spa’ del giornalista, inviato di Panorama, Gianluigi Nuzzi. Il libro, pubblicato da Chiarelettere, denuncia gli affari oscuri o poco chiari della Santa Sede.

    Il saggio firmato da Nuzzi nasce dal ritrovamento dell’archivio segreto di monsignor Renato Dardozzi che, per conto della Segreteria di Stato del Vaticano, con Agostino Casaroli e Angelo Sodano ha seguito per vent’anni tutte le operazioni più delicate dello Ior.

    L’autore, con dovizia di particolari, presenta più di quattromila documenti inediti, con nomi e numeri, a dimostrazione dell’esistenza di una rete clandestina di conti correnti, speculazioni, arricchimenti personali.

  3. FIERA - commento N.3 :

    Lo so, sono ignorante: di Kierkegaard non avevo mai neppure sentito parlare.- Dopo la segnalazione di Rodolfo ne ho letto qualche profilo ed ho capito il suo apporto: il filosofo riconosce nell’uomo singolo l’esistenza e l’essenza; cioè proprio le due condizioni sulle quali dovrebbe poggiare qualsiasi nostra considerazione e valutazione sull’argomento che io proponevo e che continuo ad auspicare resti oggetto di pacate considerazioni: la recente approvazione del DDL sulla “sicurezza”.
    Ovvero, i punti più salienti: a) Introduzione del reato di immigrazione clandestina; b) Tassa di 200 euro per avere la cittadinanza; c) Prolungamento a 6 mesi della durata di permanenza nei centri di identificazione; d) Introduzione delle ronde.
    Sotto l’aspetto emotivo è indubbio che, nel suo insieme, le norme paiono idonee.
    Se, però, proviamo a considerarle con un minimo di introspezione forse ci appaiono non adeguate o, quantomeno, non oneste.
    Nessuno mette in dubbio che in mezzo a centinaia di disperati si intrufoli anche qualche lestofante, ma siamo proprio sicuri che altri non arrivino, anche ben vestiti, attraverso i nostri aeroporti? E’ sufficiente che abbiano un passaporto in regola?
    Respingiamo due o tre barconi in mezzo al Mediterraneo ma, contemporaneamente, i media ci informano che gli ingressi irregolari sono migliaia attraverso i nostri confini via terra.
    Tanti sostengono che gli immigrati, regolari e non, usurpano posti di lavoro agli italiani però tutti sono a conoscenza di quanto, moltissimi fra loro, sono oggetto di sfruttamento e di ingiustizie.
    Non sono, forse, queste, moderne forme di schiavismo? Certo, nel ‘500 il Portogallo iniziò ad estirpare con forza i negri d’Africa per utilizzarli nel nuovo mondo, ora altri negrieri, promettendo un qualche futuro, estorcono dei miserabili per effettuare dei trasbordi assolutamente privi di qualsiasi certezza.
    Altri hanno la soluzione bell’e pronta: bisogna aiutarli nei loro Paesi, solo così rimangono lontani da noi.- E’ una delle risposte più condivisa.- Peccato però che l’Italia, come tutti gli altri Paesi ricchi, sia gravemente inadempiente: ci eravamo impegnati di versare un miliardo di dollari all’Africa, finora abbiamo contribuito con 30 milioni.
    Nessuno mette in discussione il fatto che il problema sia grave ed abbisogni di soluzioni, però le stesse devono essere contemperate.
    Al riguardo, un grande aiuto può venirci dalla recente enciclica “Caritas in Veritate” di Papa Benedetto XVI.
    Giorgio Ruffolo, analizzandola, scrive: “Tutto ciò richiederebbe un “governo della globalizzazione” che si basi sulla sussidiarietà, e cioè sull’autonomia dei corpi intermedi tra i quali ripartire le responsabilità della produzione e della distribuzione delle risorse.” ….. “Una forma che si avvicini il più possibile all’autogestione sociale, cooperativa e democratica.”

    Cordialità FIERA

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